COMUNICATO STAMPA

Sarà il curatore della guida vini del Gambero Rosso ad aprire le degustazioni tecniche della nona edizione dell’evento organizzato dal Comune di Saracena con il contributo della Regione Calabria. A seguire il wine philosopher di Natura delle cose guiderà il pubblico alla scoperta dei vini naturali calabresi

Tutto è pronto nel centro storico della città del Moscato. Saracena per tre giorni – a partire da venerdì – diventerà la casa del vino calabrese. Incontri, degustazioni, confronti con i produttori ed i consorzi regionali, banchi d’assaggio, gastronomia, musica e cultura saranno gli ingredienti di un evento che si è conquistato l’attenzione della stampa regionale e nazionale. 

La location del Saracena Wine Festival sarà Palazzo Mastromarchi, cinquecentesca costruzione ristrutturata e riconsegnata alla comunità, oggi sede di una tra le più importanti collezioni d’arte del 900 meridionale la Pinacoteca Andrea Alfano, che per tutta la durata dell’evento ospiterà i vari appuntamenti della manifestazione.

Nella città del Moscato di Saracena, presidio Slow Food, non si poteva partire che da un tributo a questo antico vino, con un metodo di produzione unico al mondo, considerato bene culturale immateriale dalla Regione Calabria. Per la prima volta insieme i produttori del Moscato di Saracena si ritroveranno nella più grande degustazione affidata al giornalista e curatore della guida vini del Gambero Rosso, Marco Sabellico, che alle ore 17.00 presso l’Auditorium “Orti Mastromarchi” racconterà al pubblico la storia, il fascino ed il gusto di questo grande presidio territoriale che è il vero testimonial di Saracena nel mondo attraverso la degustazione dei vini Maradei, Moscato Passito di Saracena 2016, Cantine Viola, Moscato Passito di Saracena 2015, Giuseppe Calabrese, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Pandolfi, Moscato Passito di Saracena 2015, Diana, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Laurito, Moscato Passito di Saracena 2015, Feudo dei Sanseverino, Moscato Passito di Saracena 2011.

Il Saracena Wine Festival per il Sindaco del Comune di Saracena, Renzo Russo «è un momento importante per accendere i riflettori sulla nostra comunità ed i produttori che con grande abnegazione e sacrificio continuano una storia unica al mondo. Con questo evento abbiamo scelto di portare Saracena, le sue produzioni di qualità, il suo patrimonio storico-artistico, il suo bellissimo borgo antico all'attenzione dei grandi nomi del giornalismo italiano che arriveranno in città nei prossimi giorni e del pubblico che arriverà in città per vivere questo appuntamento. Il SWF diventerà così una vetrina importante per raccontare all’Italia ed al mondo la ricchezza enologica di cui siamo testimoni storici». 

Quasi in contemporanea sempre a Palazzo Mastromarchi, nello spazio dedicato alla Pinacoteca, si apriranno i banchi d’assaggio con oltre 30 cantine in rappresentanza del mondo vitivinicolo calabrese. Un’occasione per i wine lovers di approfondire la conoscenza dei vini in degustazione (si accede con l’acquisto di un coupon), incontrare i produttori e ascoltare le storie delle cantine e dei viticoltori, esempi virtuosi di una economia sostenibile, legata al territorio.

Alle ore 19.00, invece, sarà l’editor, wine philosopher e food explorer presso naturadellecose.comGae Saccoccio, a condurre il secondo appuntamento tecnico della prima giornata del Swf con una degustazione dedicata al vino artigianale. “Vecchia, giovanissima Calabria” proporrà un viaggio esplorativo tra le esperienze produttive ed i vini di Santino Lucà (Mantonico Passito Igt 2013), L’Acino (Mantonicoz Calabria Igt 2014), Cataldo Calabretta (Ansonica Calabria Igt 2014), Maradei (Dramis Calabria Igp Bianco 2016), ‘A Vita (Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2010), Traclò (Lanò VdT 2015), Giuseppe Calabrese (Terre di Cosenza Dop 2015), Casa Comerci (Granatu Calabria Igt 2016). 

In serata spazio agli chef che stanno facendo grande la scena gastronomica della Calabria, Gennaro Di Pace (Osteria Porta del Vaglio) Antonio Biafora (Biafora Restaurant), Emanuele Lecce (Tavernetta), Nino Rossi (Qafiz) del collettivo Cooking Soon  e Filomena Palmieri (Da Filomena), che ispireranno i loro piatti al Moscato di Saracena ed alla Podolica Calabrese, altro presidio Slow Food, nel corso di una cena gourmet accompagnata dai vini dei produttori saracenari.

Per finire in festa alle ore 22.00 i Coltivatori di Musica – Resistenza Gastrofonica Viaggiante offriranno la loro performance musical culinaria al pubblico della prima serata. Nel cuore del centro storico, sempre a partire dalle ore 20.00, per le strade, gli slarghi e le viuzze si animeranno punti ristoro con mangiari di strada, le osterie casalinghe, le degustazioni itineranti regalando il fascino di un borgo tutto da scoprire.

COMUNICATO STAMPA 

Una riunione operativa ha visto impegnati, nella giornata di ieri, i rappresentanti dell'amministrazione comunale di Mormanno, i tecnici di Anas Spa, e quelli della Soprintendenza dei beni culturali ed archeologici della Calabria, unitamente al Parco Nazionale del Pollino per fare il punto rispetto al Protocollo d'Intesa firmato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Comune di Mormanno.

Per il comune di Mormanno erano presenti il Sindaco, Giuseppe Regina, il vice, Paolo Pappaterra, l'assessore all'ambiente, Giuseppe Fasano, il consigliere Francesco Diurno ed il responsabile Utc, Emidio Mastroianni. Al tavolo ha partecipato il Presidente dell'Ente Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, accompagnato da Giuseppe Milione responsabile settore pianificazione, gli ingegneri Giuseppe Ferrara e Giuseppe Meli capi compartimento Anas A2 del Mediterraneo, e l'architetto Mariano Bianchi per la Soprintendenza.

Si è discusso delle prescrizioni del Mibact ed in particolare di quelle che riguardano il consolidamento e recupero del “Ponte Salviera”, “dell’Edicola Votiva” datata 1919, dei “Ruderi della Centrale Idroelettrica”, dell’ex Stazione Ferroviaria di Papasidero, della mitigazione visiva del depuratore, del consolidamento e restauro del “Ponte dei Francesi” (XVI secolo), della Cappella Madonna della Libera, dei Ruderi dell’ex Mulino e del recupero dell’accesso e dell’intero percorso storico che dalle rive del Fiume Battendiero riconduce al borgo antico di Mormanno.

Il Sindaco di Mormanno ed il Presidente del Parco hanno chiesto che rispetto alle prescrizioni Mibact si giunga in tempi rapidi, entro il 15 giugno, alla Conferenza dei Servizi. Così come si è chiesto che entro il 15 aprile si possa arrivare ad una ipotesi definitiva di progetto che riguardi lo svincolo autostradale di località San Pietro, al fine di poter procedere rapidamente alla sua realizzazione.

Inoltre il tavolo tecnico ha effettuato dei sopralluoghi sugli interventi che riguardano la strada comunale Posillipo – Crocifisso – Faro, la realizzazione dell'accesso sud strada comunale Posillipo – Crocifisso – Faro, l'area di attesa attrezzata, per le quali seguirà ipotesi progettuale.

 

Una riunione operativa ha visto impegnati, nella giornata di ieri, i rappresentanti dell'amministrazione comunale di Mormanno, i tecnici di Anas Spa, e quelli della Soprintendenza dei beni culturali ed archeologici della Calabria, unitamente al Parco Nazionale del Pollino per fare il punto rispetto al Protocollo d'Intesa firmato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Comune di Mormanno.

Per il comune di Mormanno erano presenti il Sindaco, Giuseppe Regina, il vice, Paolo Pappaterra, l'assessore all'ambiente, Giuseppe Fasano, il consigliere Francesco Diurno ed il responsabile Utc, Emidio Mastroianni. Al tavolo ha partecipato il Presidente dell'Ente Parco del Pollino, Domenico Pappaterra, accompagnato da Giuseppe Milione responsabile settore pianificazione, gli ingegneri Giuseppe Ferrara e Giuseppe Meli capi compartimento Anas A2 del Mediterraneo, e l'architetto Mariano Bianchi per la Soprintendenza.

Si è discusso delle prescrizioni del Mibact ed in particolare di quelle che riguardano il consolidamento e recupero del “Ponte Salviera”, “dell’Edicola Votiva” datata 1919, dei “Ruderi della Centrale Idroelettrica”, dell’ex Stazione Ferroviaria di Papasidero, della mitigazione visiva del depuratore, del consolidamento e restauro del “Ponte dei Francesi” (XVI secolo), della Cappella Madonna della Libera, dei Ruderi dell’ex Mulino e del recupero dell’accesso e dell’intero percorso storico che dalle rive del Fiume Battendiero riconduce al borgo antico di Mormanno.

Il Sindaco di Mormanno ed il Presidente del Parco hanno chiesto che rispetto alle prescrizioni Mibact si giunga in tempi rapidi, entro il 15 giugno, alla Conferenza dei Servizi. Così come si è chiesto che entro il 15 aprile si possa arrivare ad una ipotesi definitiva di progetto che riguardi lo svincolo autostradale di località San Pietro, al fine di poter procedere rapidamente alla sua realizzazione.

Inoltre il tavolo tecnico ha effettuato dei sopralluoghi sugli interventi che riguardano la strada comunale Posillipo – Crocifisso – Faro, la realizzazione dell'accesso sud strada comunale Posillipo – Crocifisso – Faro, l'area di attesa attrezzata, per le quali seguirà ipotesi progettuale.

Vincenzo Alvaro

COMUNICATO STAMPA

Nel segno della legalità, democrazia ed a tutela della dignità umana vessata dalle mafie.

L’Assessore del Comune di Castrovillari, Pino Russo, a nome e per conto dell’Amministrazione municipale, parteciperà domani, mercoledì 21 marzo, a Vibo Valentia, alla XXIII edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, dal tema “Terra. Solchi di verità e giustizia”,  organizzata dal Coordinamento regionale Libera Calabria il quale ha invitato all’evento  tutte le amministrazioni comunali della regione. Il momento nazionale , invece, verrà tenuto a Foggia, in Puglia.

Come ogni anno , nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita- ricorda l’invito ad enti e soggetti della Calabria-, la rete di Libera, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole, i cittadini , insieme ad oltre 600 familiari delle vittime scendono in piazza per ricordare, nome per nome, tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese (simultaneamente in 4mila luoghi oltre che in altre parti d’Europa e dell’America Latina) un ideale filo di memoria, quella responsabile che dal ricordo vuole far suscitare impegno e giustizia.

E’ con questa tensione ideale che Castrovillari sarà presente con il proprio Gonfalone - afferma l’Assessore Russo - alla manifestazione regionale, certa e consapevole che solo attraverso momenti di sensibilizzazione, democrazia partecipata --momenti educativi-- e fortemente inclusivi, è possibile rilanciare quelle esigenze di rinascita presenti nella società, sempre più puntata sul risanamento di una crisi esistenziale che ha bisogno di risposte adeguate ed accompagnamento ad ogni livello. Ciò significa pure che la convivenza civile deve ritornare a fondarsi sull’uomo, integralmente considerato in tutte le dimensioni che lo costituiscono, e che ci si adoperi per affermare questo principio contro ogni sopruso e violenza sulle persone. Questa la scommessa, provocazione buona e volontà - aggiunge Russo- delle Giornate per richiamare, oltre che sollecitare, un’emergenza fisica, morale ed etica sempre più pesante e pressante nel nostro tessuto che esige coinvolgimenti come non mai e maggiori azioni per riaffermare il diritto alla tutela delle democrazie dei nostri paesi contro violenze sottili, e feroci attacchi fisici a uomini, donne, bambini o rappresentanti delle varie istituzioni che le sole rabbie non bastano a frenare.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

COMUNICATO STAMPA

Penultimo appuntamento della Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari, organizzata in collaborazione con la Sinfony&Sinfony per la direzione artistica di Benedetto Castriota. In scena al Teatro Sybaris sabato 24 marzo con inizio alle ore 21,00“ CASA DI FRONTIERA” di G. IMPARATO della compagnia “Gli ignoti” di Napoli, sotto la regia di Guglielmo Marino. Lo spettacolo, comico e ricco di contenuti, che ha raggiunto oltre  300 repliche in tutta Italia, narra le vicende di un napoletano che, con la sorella, vive in una “riserva per meridionali” alla periferia di Milano, città capitale della “Repubblica Lombarda”. Gli attori Mariella Avellone, Marino Gennarelli, Guglielmo Marino e Patrizia Pozzi, che con la loro mimica e la loro verve, divertiranno il pubblico n sala, portando sulla scena il tema dell'emigrazione e dell'integrazione dei meridionali al nord. Meridionali che nella pièce vengono “confinati” in delle riserve alla periferia di Milano. Tema di grande attualità, dai toni amari e anche pungenti. La scena è nella casa di alcuni napoletani trapiantati in Lombardia: Gennaro Strummolo e sua sorella Addolorata. Casa che è frequentata da Ciro Cacace, fidanzato di Addolorata e da Olga, assistente sociale del nord addetta alle riserve. Divertente il personaggio di Gennaro, divorato dal desiderio di diventare a tutti gli effetti “cittadino del nord”, al punto che si modifica anche il cognome da Strummolo a Strum, in modo da vantare origini nord-europee, senza però modificare il codice fiscale. Gennaro, per sembrare a tutti i costi nordico, indossa anche una buffa parrucca bionda, diventando ancora più goffo e divertente. Continue sono inoltre le liti con la sorella, che invece continua a coltivare abitudini e ritmi meridionali. Addolorata si fa forte anche del sostegno del fidanzato, che con i suoi comportamenti da sudista “irriducibile” fa continuamente arrabbiare Gennaro.  A complicare la situazione c’è la presenza di Olga, che ha il compito di preparare la famiglia Strummolo al difficile esame di ammissione al nord, ma viene colta da insana passione per il “ruspante” Ciro.In questo paradossale contesto si svolgono le comiche vicende della commedia che, pur trattando un argomento di attualità politica, non si discosta mai dallo linea del racconto fantastico.

Per prenotazioni spettacoli www.tictewebonline.com oppure Sinfony & Sinfony 0981.48.90.08 – Deny music 0981.27.084

 

Ufficio Stampa

Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

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Dopo circa 500 anni la reliquia di San Francesco, nella fattispecie un alluce, torna nei luoghi del santo calabrese, a Paola per l'appunto. Questa reliquia è conservata da secoli nella chiesa Madre di Oriolo (si è allontanata solo nel 2015 per un'esposizione a Lamezia Terme) a testimonianza della grande devozione degli oriolesi nei confronti del santo, festeggiato solennemente il 24 aprile. A dare la notizia del pellegrinaggio che l'alluce mummificato di San Francesco [Paola, 1416 - La Riche (Francia), 1507] farà verso Paola è il vicesindaco di Oriolo, Vincenzo Diego, che ha tenuto in questo ultimo periodo i contatti con l'Ordine dei Frati Minimi di Paola, e quindi con Fra Domenico Crupi, addetto alla comunicazione del Santuario. Dopo una serie di colloqui interlocutori conditi dalla disponibilità dei frati e del padre provinciale Gregorio Colatorti, pochi giorni fa è arrivata la conferma nel corso di una vista a Paola dello stesso vicesindaco Diego, accompagnato dal funzionario dell'ufficio cultura del Comune di Oriolo, Giuseppe Maiuri.

La reliquia (nella foto) sarà ospitata presso il Santuario di Paola per la prima volta nella storia, dopo che nel 1562 gli Ugonotti profanarono la tomba del santo, bruciandone il corpo. Il giorno concordato per lo storico evento è il 20 maggio 2018. Dopo la profanazione della tomba, l'alluce di San Francesco finì tra le mani della regina di Francia, Caterina dei Medici (cugina di Donna Fulvia Gattinara consorte di Marcello Pignone, marchese di Oriolo) che ne fece dono a Fra Dionisio Colomba, anch'egli di Oriolo e conosciuto proprio in Francia, come narra lo storico locale, Vincenzo Toscani, in prima linea nella minuziosa ricerca. Che la reliquia fosse custodita ad Oriolo, e proprio in quel convento francescano che oggi grazie all'impegno dell'Amministrazione Comunale sta ritornando alla luce, lo testimonia un atto notarile del 1680, depositato presso l'archivio di Stato di Castrovillari. Quello del 20 sarà un ulteriore passo nella storia dopo il riconoscimento della venerabilità della reliquia, sancito con una lettera del 9 maggio 2008, proveniente da Roma e recante la firma di padre Ottavio Laino, postulatore generale dell'Ordine dei Minimi presso la Sacra Congregazione della Causa dei Santi.

A breve partirà la macchina organizzativa per il pellegrinaggio del 20 maggio a Paola, che vedrà impegnati l'Amministrazione Comunale,  guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa, e la Parrocchia "San Giorgio Martire" di Oriolo, guidata da don Nicola Mobilio. L'accoglienza nel piazzale della Basilica dovrebbe essere previsto per le 9. Seguirà la celebrazione eucaristica. Dal Comune di Oriolo partiranno gli inviti ai sindaci dell'Alto Jonio, al presidente della Provincia di Cosenza. Prevista la partecipazione anche del primo cittadino di Paola, Roberto Perrotta. Viva soddisfazione espressa dal vicesindaco di Oriolo, Vincenzo Diego: «Ci prepariamo a vivere una giornata memorabile per la nostra comunità ma anche per tutto il territorio. I fedeli calabresi e quelli sparsi nel mondo conosceranno ancor di più la reliquia e potranno venerarla. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono spesi in questo percorso e soprattutto a quanti nei secoli hanno custodito la preziosa reliquia, simbolo di speranza e carità».

Vincenzo La Camera, giornalista

Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

COMUNICATO STAMPA

Il Saracena Wine Festival sarà aperto dalla più grande degustazione mai fatta del vino antichissimo, oggi Presidio Slow Food. Esempio virtuoso della tradizione vitivinicola del borgo del Pollino

Ha resistito al tempo grazie ad un grande tessuto artigianale di cittadini che, di padre in figlio, hanno tenuto vivo il metodo di produzione tramandandolo di generazione in generazione. Un vino antico, di cui già nel Cinquecento se ne registra traccia. I barili di Moscato di Saracena erano imbarcati a Scalea per essere consegnati alla corte papale. Il papa Pio IV usava consumare il Moscato di Saracena alla sua tavola. Così come Guglielmo Sirleto, il cardinale calabrese Prefetto della Biblioteca Vaticana, che ne era particolarmente ghiotto. Anche i viaggiatori del Grand Tour lo citano negli scritti delle loro esplorazioni in Calabria. 

Quel nettare prezioso e prodotto con un disciplinare unico al mondo, grazie alla passione di pochi eroici produttori, è ritornato prepotente sulla scena vitivinicola regionale e nazionale, guadagnandosi il titolo di Presidio Slow Food. Fino a quindici anni fa praticamente inesistente sulle guide di settore, in pochi anni è stato riconosciuto come un prodotto favoloso diventando il vino calabrese più premiato nelle guide vitivinicole italiane. 

Oggi è riconosciuto come un vero e proprio ambasciatore della tradizione enologica regionale. Al Saracena Wine Festivalvenerdì 23 marzo alle ore 17.00Marco Sabellico, curatore nazionale della guida vini del Gambero Rosso, guiderà il pubblico nella più grande degustazione mai tenuta sul Moscato di Saracena. Tutti i produttori locali si ritroveranno insieme presso l’Auditorium Orti di Mastromarchi per raccontare la storia, il fascino ed il gusto di questo grande presidio territoriale che è il vero testimonial di Saracena nel mondo. 

«Dobbiamo cogliere questo momento perché soltanto attraverso l’unione, la collaborazione tra i produttori, la Calabria può rilanciarsi sul panorama nazionale per raccontare al pubblico ed ai giornalisti di settore la straordinaria storia e complessità della ricchezza produttiva che ha segnato la nostra viticoltura – dichiara Luigi Viola, presidente dell'associazione produttori del Moscato di Saracena - Con il wine festival Saracena si propone come volano per il rinascimento del vino calabrese».

Per produrlo nel mese di settembre viene raccolta l’uva moscatello che si lascia appassire su graticci ombreggiati per circa un mese. Le prime settimane di ottobre si vendemmiano la guarnaccia e la malvasia che servono a dare la base del mosto. Queste altre due uve, tipiche del territorio, vengono pigia-diraspate e concentrate tramite bollitura. Il mosto delle uve di moscato bianco appassite, sottoposte ad accurata cernita per eliminare gli acini non adatti e pigiati manualmente, viene aggiunto al mosto ristretto apportando oltre agli aromi tipici del moscato anche i lieviti necessari per attivare la fermentazione alcolica che proseguirà sino al suo naturale arresto lasciando comunque e sempre un importante quantità di zuccheri ancora da fermentare i quali conferiranno al prodotto la dolcezza che lo caratterizza.

A questo straordinario prodotto, unitamente alla Podolica Calabrese (altro presidio Slow Food), è dedicata al cena tributo che vedrà protagonisti gli chef Gennaro Di Pace (Osteria Porta del Vaglio) Antonio Biafora (Biafora Restaurant), Emanuele Lecce (Tavernetta), Nino Rossi (Qafiz) del collettivo Cooking Soon  e Filomena Palmieri (Da Filomena). 

«Il Saracena Wine Festival – ha commentato il Sindaco di Saracena, Renzo Russo – è un momento importante per accendere i riflettori sulla nostra comunità ed i produttori che con grande abnegazione e sacrificio continuano una storia produttiva unica al mondo. Con questo evento abbiamo scelto di accendere i riflettori su Saracena, sulle sue produzioni di qualità, sul patrimonio storico-artistico, sul suo bellissimo borgo antico. Grazie ai grandi nomi del giornalismo italiano che arriveranno in città nei prossimi giorni il SWF ci offrirà una vetrina importante per raccontare all’Italia ed al mondo la ricchezza enologica di cui siamo testimoni storici». 

I vini in degustazione saranno Maradei, Moscato Passito di Saracena 2016, Cantine Viola, Moscato Passito di Saracena 2015, Giuseppe Calabrese, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Pandolfi, Moscato Passito di Saracena 2015, Diana, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Laurito, Moscato Passito di Saracena 2015, Feudo dei Sanseverino, Moscato Passito di Saracena 2011. 

Sempre nella prima giornata dell’evento alle ore 19.00 Gae Saccoccio, editor, wine philosopher e food explorer presso naturadellecose.com, guiderà il secondo appuntamento tecnico della giornata con una degustazione dedicata al vino artigianale. “Vecchia, giovanissima Calabria” proporrà un viaggio esplorativo tra le esperienze produttive ed i vini di Santino Lucà (Mantonico Passito Igt 2013), L’Acino (Mantonicoz Calabria Igt 2014), Cataldo Calabretta (Ansonica Calabria Igt 2014), Maradei (Dramis Calabria Igp Bianco 2016), ‘A Vita (Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2010), Traclò (Lanò VdT 2015), Giuseppe Calabrese (Terre di Cosenza Dop 2015), Casa Comerci (Granatu Calabria Igt 2016).

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