COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Pollino riunitosi in data 8 gennaio ha approvato il Bilancio di Previsione per il 2019 con il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti. Molto  soddisfatto il Presidente dell’Ente Mimmo Pappaterra  non solo per il larghissimo sostegno del Consiglio ma soprattutto per le previsioni in esso contenute che consentiranno all’ente di programmare nel corso del 2019 notevoli risorse per tutelare la straordinaria biodiversita’ del parco, per la promozione del territorio e per la realizzazione di numerosi interventi che qualificheranno ulteriormente il sistema infrastrutturale dell’area protetta.

Relativamente alle AZIONI DI TUTELA  CONSERVAZIONE  oltre a proseguire le attivita’ finanziate con la Direttiva Biodiversita’ del Ministero dell’Ambiente e con i fondi regionali ( conservazione della lontra, interazione tra cinghiale e biodiversita’, monitoraggio del gatto selvatico e della martora, programma INNGREENPAF, progetti boschi e faggete vetuste, rete natura 2000, indagini ulteriori sul pino loricato)  il Parco ha fatto una scelta  che il Presidente Pappaterra non ha esitato a definire un’ imponente operazione di tutela ambientale dall’istituzione del parco ovvero l’acquisizione alla proprieta’ dell’Ente di alcuni terreni di proprieta’ privata ubicati nel comune di Viggianello ricadenti in zona 1 tra Serra del Prete, Timpone della Capanna e parte di Piano di Ruggio al fine di sottrarre dal continuo pericolo di tagli boschivi questi luoghi straordinari ed unici al  mondo fruiti dalla gran parte dei visitatori del parco. Un’altra scelta qualificante che il Consiglio ha approvato e’ stata quella di sostenere la prosecuzione dell’attivita’ dell’Universita’ di Messina della campagna di scavi archeologici in corso nel comune di Laino Borgo per volonta’ del compianto Sindaco Franco Armentano che potrebbe riportare alla luce l’antica citta’ di Laos.

Per quel che concerne la PROMOZIONE DEL TERRITORIO innanzitutto  e’ stato confermato l’impegno per finanziare i bandi sul turismo scolastico e sociale sostenuto anche dalle Regioni Calabria e Basilicata che in questi anni ha realizzato risultati positivi portando nel nostro territorio in periodi di bassa stagione circa ventimila persone all’anno. Cosi’ come utilizzando i fondi messi a dispeiszione dal Por Calabria saranno attivate tutte le misure previste nel Piano di Marketing Territoriale. Facendo riferimento alle decisioni approvate dalla Comunita’ del Parco nella riunione dedicata alla vicenda del Raganello sono stati appostati nel bilancio i fondi occorrenti per iniziative che rilancino quel territorio particolarmente segnato da quella immane tragedia da svolgere attraverso il coinvolgimento di associazioni ambientaliste, le guide del parco, gli operatori economici, il mondo della comunicazione e quello dei grandi eventi legandoli in parte agli appuntamenti di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 che saranno inaugurati il prossimo 19 gennaio dal Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella e al 2019 proclamato Anno del Turismo lento.

Con riferimento agli INVESTIMENTI nel corso del 2019 saranno avviati tutti gli interventi finanziati dal parco o da altri enti a partire dalla manutenzione e riqualificazione della Rete Sentieristica in collaborazione con il CAI ed il SOCCORSO ALPINO rendendo fruibili e sicuri un numero limitato di sentieri all’interno dei quali il visitatore dovra’ essere obbligatoriamente accompagnato da una Guida Ufficiale del Parco. Tra gli altri interventi si richiamano la messa in sicurezza del costone sul Ponte del Diavolo a Civita, la Ciclovia dei parchi, la strada di collegamento Terranova del Pollino/San Lorenzo Bellizzi, il completamento del Parcheggio adiacente la sede del parco di Rotonda,il Polifunzionale di Campotenese con annessa Caserma dei Carabinieri Forestali, il Cammino Mariano nel versante lucano e tutti i progetti finanziati ai comuni del parco nell’ultimo triennio.

Infine aggiunge il Presidente Pappaterra abbiamo ritenuto di rifinanziare tutte quelle attivita’ legate alla salvaguardia ed alla fruizione  del territorio  quali il Piano AIB, il sostegno ai comuni per lo sgombero della neve dalle strade di alta montagna, gli indennizzi per danni da fauna, il piano di controllo degli ungulati  e quelle riferite alla valorizzazione naturalistica e turistico culturale quali le aree faunistiche di bosco Magnano ed Acquaformosa, l’Ecomuseo di Rotonda ed alcuni musei comunali, la Carta Europea per il Turismo Sostenibile, il  Geoparco, il Marchio del Parco ,la Comunita’ del Cibo, la partecipazione a fiere di settore, il sostegno ai Grandi Eventi , Naturart , attivita’ di ricerca con le universita’ e borse di studio.

Credo di poter affermare  ha concluso il Presidente Pappaterra che questo ricco carnet di progetti ed iniziative in ogni settore testimoni la vitalita’ ed il dinamismo del Parco del Pollino che in questi anni si e’ collocato stabilmente tra le piu’ virtuose ed attive aree protette del nostro paese.

Ufficio Comunicazione

Parco Nazionale del Pollino

COMUNICATO STAMPA

Iniziare un percorso che sarà occasione di incontro tra due comunità, per confrontarsi e sviluppare nuovi e più stretti legami di amicizia, in una comune prospettiva europea alla quale concorre la gente comune. E' con questo spirito che il Comune di San Basile, guidato dal Sindaco Vincenzo Tamburi, si prepara a vivere il gemellaggio europeo con Himare, città dell'Albania scelta per affinità demografiche e peculiarità geografiche simili. Comune dell'Albania meridionale, la cittadina è un noto centro turistico immerso in una riserva naturale.

L'ambizioso progetto di gemellaggio bilaterale, che richiama lo spirito del fondatore di queste esperienze di contaminazione e scambio culturale - il francese Jean Bareth, uno dei promotori del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa - è coordinato da Giovanna Bellizzi, specialista incaricata dall'amministrazione di San Basile per guidare questo approccio alla realtà europea. «La comunità di San Basile - spiega la Bellizzi - si è aperta con entusiasmo a questo strumento politico e culturale capace di aprire scenari e prospettive per tutta la collettività». La volontà dell'esecutivo Tamburi è quello di consolidare «processi adatti a manifestare l'unità di intenti nella differenza, cominciando a fare arretrare il pregiudizio, l'intolleranza, la xenofobia e il razzismo».

Il processo di conoscenza tra i due comuni è già attivato e dovrà essere consolidato, fino al momento conclusivo del giuramento solenne dei due partner europei. In questa prima fase la comunità di San Basile sta procedendo alla costituzione di un Comitato di gemellaggio, che comprenderà ogni fascia di età e vedrà rappresentate - mediante un percorso di sensibilizzazione - tutte le componenti della comunità locale.

Successivamente si farà visita alla città di Himare, che a sua volta vedrà ricambiata l'ospitalità in terra italiana, attraverso una delegazione che metta in campo buone pratiche da sviluppare nei campi dell'arte, della cultura, delle politiche giovani, della cittadinanza e lo sviluppo sostenibile, senza dimenticare i servizi pubblici locali lo sviluppo economico territoriale e l'inclusione sociale, la solidarietà.

Il percorso prevede la partecipazione operativa delle associazioni locali: Ecomuseo del coscile e del Garga, Gruppo Culturale, Pro Loco, Centro Anziani, Malemalegroup, Parrocchia di san Basile. «Questa esperienza - spiega il Sindaco, Vincenzo Tamburi - è stata promossa per consolidare positive risposte attraverso il dialogo, rafforzando la partecipazione dei cittadini e riscoprendo l'identità locale.

Dalla scelta di stabilire relazioni permanenti sovranazionali, discende immediatamente l'allargamento di orizzonte del luogo in cui abitiamo e della comunità alla quale apparteniamo».

Vincenzo Alvaro

Venerdì, 11 Gennaio 2019 10:58

Mormanno. La Montagnella sarà riqualificata

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COMUNICATO STAMPA

L'area nei pressi del faro votivo è stata oggetto di finanziamento da parte della Regione Calabria e sarà valorizzata ulteriormente con un nuovo progetto

 Era stata già attenzionata dall'amministrazione guidata dal Sindaco, Giuseppe Regina, ma ora la Montagnella, l'area verde a ridosso del Faro votivo di Mormanno, sarà ancor meglio riqualificata per diventare il polmone verde della città del fagiolo poverello bianco, della lenticchia e del bocconotto.

 L'esecutivo Regina, infatti, nei mesi scorsi aveva partecipato al bando regionale che stanziava fondi per il recupero di aree pubbliche degradate progettando un intervento che in regime di cofinanziamento portasse al recupero e alla riqualificazione di un'area entro la quale l'amministrazione comunale di Mormanno aveva già dato vita all'Orto Botanico e alla messa a dimora di nuove piante grazie al progetto dei "nuovi nati".

 Oggi la pubblicazione della graduatoria regionale che assegna nuove risorse per un totale di 15mila euro al progetto sulla riqualificazione della Montagnella regala nuovo slancio all'azione di tutela e valorizzazione di un sito «troppo spesso dimenticato - ha dichiarato il Sindaco, Giuseppe Regina - e che invece la nostra amministrazione ha intenzione di far diventare un punto di riferimento naturale della comunità».

Vincenzo Alvaro - giornalista - 

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Comprendere la storia, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico - artistico del territorio calabrese e cercare risposte concrete di tutela e conservazione. E' questo l'obiettivo delle associazioni culturali Mystica Calabria, Mistery Hunters e Santa Maria del Gamio che hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica e degli studiosi una suggestiva copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci ubicata nel refettorio dell'ex convento dei Cappuccini di Saracena, in provincia di Cosenza. L'opera è solo una delle tante cose belle e interessanti che non vengono considerate dagli eminenti critici dell'arte forse perché non portano economia e non si trovano in luoghi appetibili per i circuiti turistici, ma l'interesse in questo caso non è intraprendere iniziative di tipo commerciale, né fare scoop sensazionalistici. Il dipinto murale calabrese, dalle grandi dimensioni, all'incirca la metà di quello originale, abbandonato alle intemperie e all'incuria da molto tempo, come risulta in stato di abbandono e raggiungibile soltanto a piedi tutto il complesso conventuale, ha posto tante interessanti domande: chi è stato l'autore di questa copia? In che epoca è stata realizzata? C'è stato un committente? Sembrerebbe esserci una data che è il 1859 e sembrerebbe una delle tante, diverse copie del celebre Cenacolo di Leonardo. Si tenga conto che già a partire dalla prima metà del 1500 dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci si fecero numerose copie, sia a grandezza naturale sia di dimensioni minori e su supporti leggeri. Il Cenacolo leonardesco venne riprodotto attraverso affreschi, tele, tavole, disegni e incisioni e queste copie erano particolarmente preziose perché permettevano di capire come dovesse essere originariamente il celebre dipinto murale che già una ventina di anni dopo la sua realizzazione era molto deteriorato (il Vasari, che vide l'opera nel 1566, scriveva che «non si scorge più se non una macchia abbagliata» e Francesco Scannelli nel 1642 diceva che dell'originale non era rimasto altro che poche tracce delle figure, e anche quelle tanto confuse che non se ne poteva ricavare alcuna indicazione sul soggetto. A ciò si aggiunga il fatto che il convento dei Cappuccini a Saracena risalente alla seconda metà del XVI secolo e dove l'opera si trova tutt'oggi, acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII divenendo sede del noviziato intorno al 1650 e prestigioso luogo di studi (in esso trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri) e che contestualmente, proprio tra la fine del Settecento e l’Ottocento, di diffusero moltissime stampe dedicate al dipinto murale di Leonardo, anche allo scopo di tentare una ricostruzione dell’opera in originale. L'ultima cena calabrese presente nel piccolo borgo di Saracena è molto interessante perché mostra alcuni particolari da non trascurare come la parte inferiore del tavolo che nel Cenacolo di Leonardo da Vinci non esiste più essendo stata coperta quando si è realizzata la porta del refettorio. Altra cosa molto curiosa é che come il Cenacolo di Leonardo, anche questa come abbiamo già detto, non sembrerebbe essere un affresco, bensì un dipinto murale a tempera, di media fattura. La storia stessa del convento dei Cappuccini potrebbe fare chiarezza su quest'opera: la fondazione dell'edificio risale al 23 giugno del 1588, per volere di mons. Carafa, vescovo di Cassano. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat la struttura il 10 novembre 1811 venne abbandonata dai frati i quali vi fecero ritorno nel 1854. Il convento fu definitivamente chiuso nel 1915 per mancanza di novizi e tra il 1917 e il 1918 venne usato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi che subì anch'essa la soppressione e fino al 1854 rimase di pertinenza comunale. La definitiva soppressione avvenne nel 1866. Altri dipinti su pareti si trovano nel convento, dall'Assunta al San Francesco, probabilmente coevi all'Ultima Cena e questo ci riporta agli anni di maggiore splendore dello stesso edificio religioso, ricordando che già nei primi anni del '900 la struttura cominciava a perdere d'importanza e a decadere, per cui sembra davvero improbabile che tali dipinti siano della fine dell'800 o addirittura del '900. Anche se, come aveva ben intuito Goethe, il Cenacolo di Leonardo «è assolutamente unico e non vi è nulla che possa essergli paragonato», il 2019 celebra cinquecento anni dalla morte del Genio leonardesco e, misterioso e curioso com'era, sperimentatore ed enigmatico com'era il Maestro avrebbe gradito molto che si continui a parlare di lui, soprattutto in Calabria, dove se vi sono altri pregevoli dipinti e affreschi di Cenacoli, come quello della chiesa matrice di Camini in provincia di Reggio Calabria o quello di Palazzo Ricci a Rota Greca in provincia di Cosenza, nessuno è identico né tantomeno simile a quello di Leonardo come il dipinto riscoperto a Saracena.

 

– COMUNICATO STAMPA –

Comprendere la storia, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico - artistico del territorio calabrese e cercare risposte concrete di tutela e conservazione. E' questo l'obiettivo delle associazioni culturali Mystica Calabria, Mistery Hunters e Santa Maria del Gamio che hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica e degli studiosi una suggestiva copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci ubicata nel refettorio dell'ex convento dei Cappuccini di Saracena, in provincia di Cosenza. L'opera è solo una delle tante cose belle e interessanti che non vengono considerate dagli eminenti critici dell'arte forse perché non portano economia e non si trovano in luoghi appetibili per i circuiti turistici, ma l'interesse in questo caso non è intraprendere iniziative di tipo commerciale, né fare scoop sensazionalistici. Il dipinto murale calabrese, dalle grandi dimensioni, all'incirca la metà di quello originale, abbandonato alle intemperie e all'incuria da molto tempo, come risulta in stato di abbandono e raggiungibile soltanto a piedi tutto il complesso conventuale, ha posto tante interessanti domande: chi è stato l'autore di questa copia? In che epoca è stata realizzata? C'è stato un committente? Sembrerebbe esserci una data che è il 1859 e sembrerebbe una delle tante, diverse copie del celebre Cenacolo di Leonardo. Si tenga conto che già a partire dalla prima metà del 1500 dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci si fecero numerose copie, sia a grandezza naturale sia di dimensioni minori e su supporti leggeri. Il Cenacolo leonardesco venne riprodotto attraverso affreschi, tele, tavole, disegni e incisioni e queste copie erano particolarmente preziose perché permettevano di capire come dovesse essere originariamente il celebre dipinto murale che già una ventina di anni dopo la sua realizzazione era molto deteriorato (il Vasari, che vide l'opera nel 1566, scriveva che «non si scorge più se non una macchia abbagliata» e Francesco Scannelli nel 1642 diceva che dell'originale non era rimasto altro che poche tracce delle figure, e anche quelle tanto confuse che non se ne poteva ricavare alcuna indicazione sul soggetto. A ciò si aggiunga il fatto che il convento dei Cappuccini a Saracena risalente alla seconda metà del XVI secolo e dove l'opera si trova tutt'oggi, acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII divenendo sede del noviziato intorno al 1650 e prestigioso luogo di studi (in esso trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri) e che contestualmente, proprio tra la fine del Settecento e l’Ottocento, di diffusero moltissime stampe dedicate al dipinto murale di Leonardo, anche allo scopo di tentare una ricostruzione dell’opera in originale. L'ultima cena calabrese presente nel piccolo borgo di Saracena è molto interessante perché mostra alcuni particolari da non trascurare come la parte inferiore del tavolo che nel Cenacolo di Leonardo da Vinci non esiste più essendo stata coperta quando si è realizzata la porta del refettorio. Altra cosa molto curiosa é che come il Cenacolo di Leonardo, anche questa come abbiamo già detto, non sembrerebbe essere un affresco, bensì un dipinto murale a tempera, di media fattura. La storia stessa del convento dei Cappuccini potrebbe fare chiarezza su quest'opera: la fondazione dell'edificio risale al 23 giugno del 1588, per volere di mons. Carafa, vescovo di Cassano. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat la struttura il 10 novembre 1811 venne abbandonata dai frati i quali vi fecero ritorno nel 1854. Il convento fu definitivamente chiuso nel 1915 per mancanza di novizi e tra il 1917 e il 1918 venne usato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi che subì anch'essa la soppressione e fino al 1854 rimase di pertinenza comunale. La definitiva soppressione avvenne nel 1866. Altri dipinti su pareti si trovano nel convento, dall'Assunta al San Francesco, probabilmente coevi all'Ultima Cena e questo ci riporta agli anni di maggiore splendore dello stesso edificio religioso, ricordando che già nei primi anni del '900 la struttura cominciava a perdere d'importanza e a decadere, per cui sembra davvero improbabile che tali dipinti siano della fine dell'800 o addirittura del '900. Anche se, come aveva ben intuito Goethe, il Cenacolo di Leonardo «è assolutamente unico e non vi è nulla che possa essergli paragonato», il 2019 celebra cinquecento anni dalla morte del Genio leonardesco e, misterioso e curioso com'era, sperimentatore ed enigmatico com'era il Maestro avrebbe gradito molto che si continui a parlare di lui, soprattutto in Calabria, dove se vi sono altri pregevoli dipinti e affreschi di Cenacoli, come quello della chiesa matrice di Camini in provincia di Reggio Calabria o quello di Palazzo Ricci a Rota Greca in provincia di Cosenza, nessuno è identico né tantomeno simile a quello di Leonardo come il dipinto riscoperto a Saracena.

 

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Nella Parrocchia San Giuseppe in Sibari, guidata da don Michele Munno, sabato 12 gennaio avverrà la dedicazione della chiesa parrocchiale di Gesù Buon Pastore. La dedicazione è un rito che inaugura una chiesa. L’edificio era stato aperto al culto nel febbraio dello scorso anno, ma ora è stato completato con la realizzazione dei poli liturgici stabili: altare, ambone, battistero, sede e tabernacolo. Inoltre, sono state realizzate le vetrate artistiche e nei prossimi mesi saranno completati e collocati il mosaico e l’immagine mariana. Il programma prevede oltre che la dedicazione, in apertura, alle ore 17, l’inaugurazione del Centro di prima accoglienza per senza fissa dimora voluto dal Vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, che sarà presente ad entrambi i momenti. Il Centro sorge sempre a Sibari, nei pressi della Chiesa, dove alcuni anni fa venne ucciso padre Lazzaro, sacerdote dedicatosi agli ultimi e alla carità, ed è a lui dedicato.

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi
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Monday the 9th. Castrovillari in Rete

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