– COMUNICATO STAMPA –

Comprendere la storia, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico - artistico del territorio calabrese e cercare risposte concrete di tutela e conservazione. E' questo l'obiettivo delle associazioni culturali Mystica Calabria, Mistery Hunters e Santa Maria del Gamio che hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica e degli studiosi una suggestiva copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci ubicata nel refettorio dell'ex convento dei Cappuccini di Saracena, in provincia di Cosenza. L'opera è solo una delle tante cose belle e interessanti che non vengono considerate dagli eminenti critici dell'arte forse perché non portano economia e non si trovano in luoghi appetibili per i circuiti turistici, ma l'interesse in questo caso non è intraprendere iniziative di tipo commerciale, né fare scoop sensazionalistici. Il dipinto murale calabrese, dalle grandi dimensioni, all'incirca la metà di quello originale, abbandonato alle intemperie e all'incuria da molto tempo, come risulta in stato di abbandono e raggiungibile soltanto a piedi tutto il complesso conventuale, ha posto tante interessanti domande: chi è stato l'autore di questa copia? In che epoca è stata realizzata? C'è stato un committente? Sembrerebbe esserci una data che è il 1859 e sembrerebbe una delle tante, diverse copie del celebre Cenacolo di Leonardo. Si tenga conto che già a partire dalla prima metà del 1500 dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci si fecero numerose copie, sia a grandezza naturale sia di dimensioni minori e su supporti leggeri. Il Cenacolo leonardesco venne riprodotto attraverso affreschi, tele, tavole, disegni e incisioni e queste copie erano particolarmente preziose perché permettevano di capire come dovesse essere originariamente il celebre dipinto murale che già una ventina di anni dopo la sua realizzazione era molto deteriorato (il Vasari, che vide l'opera nel 1566, scriveva che «non si scorge più se non una macchia abbagliata» e Francesco Scannelli nel 1642 diceva che dell'originale non era rimasto altro che poche tracce delle figure, e anche quelle tanto confuse che non se ne poteva ricavare alcuna indicazione sul soggetto. A ciò si aggiunga il fatto che il convento dei Cappuccini a Saracena risalente alla seconda metà del XVI secolo e dove l'opera si trova tutt'oggi, acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII divenendo sede del noviziato intorno al 1650 e prestigioso luogo di studi (in esso trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri) e che contestualmente, proprio tra la fine del Settecento e l’Ottocento, di diffusero moltissime stampe dedicate al dipinto murale di Leonardo, anche allo scopo di tentare una ricostruzione dell’opera in originale. L'ultima cena calabrese presente nel piccolo borgo di Saracena è molto interessante perché mostra alcuni particolari da non trascurare come la parte inferiore del tavolo che nel Cenacolo di Leonardo da Vinci non esiste più essendo stata coperta quando si è realizzata la porta del refettorio. Altra cosa molto curiosa é che come il Cenacolo di Leonardo, anche questa come abbiamo già detto, non sembrerebbe essere un affresco, bensì un dipinto murale a tempera, di media fattura. La storia stessa del convento dei Cappuccini potrebbe fare chiarezza su quest'opera: la fondazione dell'edificio risale al 23 giugno del 1588, per volere di mons. Carafa, vescovo di Cassano. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat la struttura il 10 novembre 1811 venne abbandonata dai frati i quali vi fecero ritorno nel 1854. Il convento fu definitivamente chiuso nel 1915 per mancanza di novizi e tra il 1917 e il 1918 venne usato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi che subì anch'essa la soppressione e fino al 1854 rimase di pertinenza comunale. La definitiva soppressione avvenne nel 1866. Altri dipinti su pareti si trovano nel convento, dall'Assunta al San Francesco, probabilmente coevi all'Ultima Cena e questo ci riporta agli anni di maggiore splendore dello stesso edificio religioso, ricordando che già nei primi anni del '900 la struttura cominciava a perdere d'importanza e a decadere, per cui sembra davvero improbabile che tali dipinti siano della fine dell'800 o addirittura del '900. Anche se, come aveva ben intuito Goethe, il Cenacolo di Leonardo «è assolutamente unico e non vi è nulla che possa essergli paragonato», il 2019 celebra cinquecento anni dalla morte del Genio leonardesco e, misterioso e curioso com'era, sperimentatore ed enigmatico com'era il Maestro avrebbe gradito molto che si continui a parlare di lui, soprattutto in Calabria, dove se vi sono altri pregevoli dipinti e affreschi di Cenacoli, come quello della chiesa matrice di Camini in provincia di Reggio Calabria o quello di Palazzo Ricci a Rota Greca in provincia di Cosenza, nessuno è identico né tantomeno simile a quello di Leonardo come il dipinto riscoperto a Saracena.

 

– COMUNICATO STAMPA –

Comprendere la storia, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico - artistico del territorio calabrese e cercare risposte concrete di tutela e conservazione. E' questo l'obiettivo delle associazioni culturali Mystica Calabria, Mistery Hunters e Santa Maria del Gamio che hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica e degli studiosi una suggestiva copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci ubicata nel refettorio dell'ex convento dei Cappuccini di Saracena, in provincia di Cosenza. L'opera è solo una delle tante cose belle e interessanti che non vengono considerate dagli eminenti critici dell'arte forse perché non portano economia e non si trovano in luoghi appetibili per i circuiti turistici, ma l'interesse in questo caso non è intraprendere iniziative di tipo commerciale, né fare scoop sensazionalistici. Il dipinto murale calabrese, dalle grandi dimensioni, all'incirca la metà di quello originale, abbandonato alle intemperie e all'incuria da molto tempo, come risulta in stato di abbandono e raggiungibile soltanto a piedi tutto il complesso conventuale, ha posto tante interessanti domande: chi è stato l'autore di questa copia? In che epoca è stata realizzata? C'è stato un committente? Sembrerebbe esserci una data che è il 1859 e sembrerebbe una delle tante, diverse copie del celebre Cenacolo di Leonardo. Si tenga conto che già a partire dalla prima metà del 1500 dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci si fecero numerose copie, sia a grandezza naturale sia di dimensioni minori e su supporti leggeri. Il Cenacolo leonardesco venne riprodotto attraverso affreschi, tele, tavole, disegni e incisioni e queste copie erano particolarmente preziose perché permettevano di capire come dovesse essere originariamente il celebre dipinto murale che già una ventina di anni dopo la sua realizzazione era molto deteriorato (il Vasari, che vide l'opera nel 1566, scriveva che «non si scorge più se non una macchia abbagliata» e Francesco Scannelli nel 1642 diceva che dell'originale non era rimasto altro che poche tracce delle figure, e anche quelle tanto confuse che non se ne poteva ricavare alcuna indicazione sul soggetto. A ciò si aggiunga il fatto che il convento dei Cappuccini a Saracena risalente alla seconda metà del XVI secolo e dove l'opera si trova tutt'oggi, acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII divenendo sede del noviziato intorno al 1650 e prestigioso luogo di studi (in esso trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri) e che contestualmente, proprio tra la fine del Settecento e l’Ottocento, di diffusero moltissime stampe dedicate al dipinto murale di Leonardo, anche allo scopo di tentare una ricostruzione dell’opera in originale. L'ultima cena calabrese presente nel piccolo borgo di Saracena è molto interessante perché mostra alcuni particolari da non trascurare come la parte inferiore del tavolo che nel Cenacolo di Leonardo da Vinci non esiste più essendo stata coperta quando si è realizzata la porta del refettorio. Altra cosa molto curiosa é che come il Cenacolo di Leonardo, anche questa come abbiamo già detto, non sembrerebbe essere un affresco, bensì un dipinto murale a tempera, di media fattura. La storia stessa del convento dei Cappuccini potrebbe fare chiarezza su quest'opera: la fondazione dell'edificio risale al 23 giugno del 1588, per volere di mons. Carafa, vescovo di Cassano. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat la struttura il 10 novembre 1811 venne abbandonata dai frati i quali vi fecero ritorno nel 1854. Il convento fu definitivamente chiuso nel 1915 per mancanza di novizi e tra il 1917 e il 1918 venne usato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi che subì anch'essa la soppressione e fino al 1854 rimase di pertinenza comunale. La definitiva soppressione avvenne nel 1866. Altri dipinti su pareti si trovano nel convento, dall'Assunta al San Francesco, probabilmente coevi all'Ultima Cena e questo ci riporta agli anni di maggiore splendore dello stesso edificio religioso, ricordando che già nei primi anni del '900 la struttura cominciava a perdere d'importanza e a decadere, per cui sembra davvero improbabile che tali dipinti siano della fine dell'800 o addirittura del '900. Anche se, come aveva ben intuito Goethe, il Cenacolo di Leonardo «è assolutamente unico e non vi è nulla che possa essergli paragonato», il 2019 celebra cinquecento anni dalla morte del Genio leonardesco e, misterioso e curioso com'era, sperimentatore ed enigmatico com'era il Maestro avrebbe gradito molto che si continui a parlare di lui, soprattutto in Calabria, dove se vi sono altri pregevoli dipinti e affreschi di Cenacoli, come quello della chiesa matrice di Camini in provincia di Reggio Calabria o quello di Palazzo Ricci a Rota Greca in provincia di Cosenza, nessuno è identico né tantomeno simile a quello di Leonardo come il dipinto riscoperto a Saracena.

 

– COMUNICATO STAMPA –

Nella Parrocchia San Giuseppe in Sibari, guidata da don Michele Munno, sabato 12 gennaio avverrà la dedicazione della chiesa parrocchiale di Gesù Buon Pastore. La dedicazione è un rito che inaugura una chiesa. L’edificio era stato aperto al culto nel febbraio dello scorso anno, ma ora è stato completato con la realizzazione dei poli liturgici stabili: altare, ambone, battistero, sede e tabernacolo. Inoltre, sono state realizzate le vetrate artistiche e nei prossimi mesi saranno completati e collocati il mosaico e l’immagine mariana. Il programma prevede oltre che la dedicazione, in apertura, alle ore 17, l’inaugurazione del Centro di prima accoglienza per senza fissa dimora voluto dal Vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, che sarà presente ad entrambi i momenti. Il Centro sorge sempre a Sibari, nei pressi della Chiesa, dove alcuni anni fa venne ucciso padre Lazzaro, sacerdote dedicatosi agli ultimi e alla carità, ed è a lui dedicato.

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi

– COMUNICATO STAMPA –

L’attacco al nostro territorio, rappresentato dal nefasto progetto che vorrebbe portare a Cammarata, nel cuore del Distretto Agro-alimentare di Qualità di Sibari (DAQ), dalle regioni centro-meridionali d’Italia, il contenuto di fosse settiche, fanghi di depurazione, scarti della macellazione e mille altre porcherie, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro, ha subito un altro duro colpo. A seguito della denuncia di numerose Associazioni locali e di cittadini decisi a difendere i propri diritti e i propri legittimi interessi, è intervenuta anche la Direzione Generale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Tutta l’area in cui si vorrebbe collocare il maleodorante e rischioso megaimpianto dei rifiuti, oltre che un ambito agricolo protetto, prezioso e delicato è, infatti, anche caratterizzata da numerose emergenze archeologiche, di altissimo pregio culturale, sottoposte anche a vincoli ministeriali. Emergenze che certo non possono coesistere –per loro natura e per vincoli di legge- con l’ambiguo e poco trasparente insediamento industriale proposto dalla ditta Ecologia Sud Servizi, su cui il Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, diretto dall’Arch. Orsola Reillo, deve dare o negare l’autorizzazione. Dopo le Osservazioni tecniche oppositive, presentate da Associazioni di categoria degli Agricoltori, Sindacati, Associazioni e Comitati ambientalisti e civici, Imprenditori singoli e consorziati e dalla Dirigenza dello stesso DAQ di Sibari; dopo le denunce di irregolarità amministrative (che già da sole avrebbero dovuto portare all’archiviazione definitiva della richiesta di autorizzazione, come previsto dalla normativa) -oggetto anche di interrogazioni parlamentari da parte degli onorevoli Pino D’Ippolito e Paolo Parentela; dopo gli interventi a tutela del territorio delle senatrici Silvana Abate e Margherita Corrado, ecco ora l’ennesimo grave rischio a carico del patrimonio culturale e paesaggistico della nostra Comunità. E tutto questo, mentre sempre più acuta e ingovernabile si fa la crisi dello smaltimento dei rifiuti in Calabria, come riconosciuto dagli stessi Vertici politici e tecnici regionali. Come è possibile, in questo contesto, anche solo continuare a discutere se importare in Calabria centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti da altre regioni, in uno stabilimento che ne produrrebbe a sua volta migliaia e migliaia di tonnellate l’anno? È davvero un preoccupante mistero! Da un lato l’arrogante tracotanza di interessi privati che mettono a rischio gravissimo i Beni Comuni di un intero territorio e i diritti -Salute, Lavoro, Ambiente, Cultura- delle popolazioni che vi abitano e dall’altro l’Ente Regione, che di questi diritti dovrebbe essere garante, che dovrebbe intervenire, con decisione, rapidità e trasparenza e che invece continua a tergiversare e a dilatare i tempi, senza decidersi a respingere e cancellare, una volta per tutte, un progetto che presenta mille falle e che, per di più, avrebbe conseguenze disastrose per tutta la Regione. Ci siamo opposti in passato e continueremo a farlo, per la difesa dei Beni Comuni e con lo strumento della partecipazione democratica, ma chiediamo che ognuno faccia la sua parte e che le Istituzioni regionali preposte tutelino le Comunità dell’area vasta del Pollino e della Sibaritide e non si trasformino nei loro carnefici.

Castrovillari 5 gennaio 2019

Cammarata Forum per la tutela e la valorizzazione del territorio
Gruppo Archeologico del Pollino – Associazione per la tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali
Associazione Cittadina “Solidarietà e Partecipazione” – Castrovillari
Associazione Ambientalista “il riccio” – Castrovillari
Associazione Pensieri Liberi Pollino Castrovillari –Lungro
Circolo Culturale Cammarata
Associazione Medici per l’Ambiente ISDE-Italia

Sabato, 05 Gennaio 2019 21:02

Messa della Stella

Scritto da

– COMUNICATO STAMPA –

La Basilica Minore di San Giuliano, nel borgo antico di Castrovillari, anche quest’anno celebra la Messa della Stella. Il consueto appuntamento è per la sera di sabato 5 gennaio.
La ricorrenza prevede la processione, la quale si muoverà da Largo Caduti sul Lavoro(antistante palazzo Cappelli) -ex Largo Cavour-, alle ore 23,30 per arrivare in chiesa, nel cuore del rione Civita, il centro storico del capoluogo del Pollino, a mezzanotte, dove verrà officiata la tradizionale liturgia della Epifania del Signore: la Sua Manifestazione al Mondo.
La processione- come è stato annunciato- dopo essersi mossa da Largo Caduti sul Lavoro attraverserà via Giudeca, per giungere, infine, alla Basilica Minore di San Giuliano.
Come è ormai tradizione il momento è atteso e pregno di quella religiosità e devozione popolare che lo contraddistinguono e che quest’anno continua ad affermare
valori ineludibili come accoglienza, promozione della dignità ed integrazione richiamati sempre più dal Papa contro un nichilismo sempre più strisciante e preoccupante per la stessa affermazione dell’Umano.
Per i bambini, poi, come al solito, ma sempre meravigliosamente, un’altra notte di attesa ed un risveglio per sorprendere la Bellezza della Venuta del Bambin Gesu’ anche in questa occasione. Per la città ultime ore prima di spegnere gli addobbi che hanno contraddistinto in questo periodo strade ed alcuni luoghi, rendendola accogliente e suggestiva.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

– COMUNICATO STAMPA –

Si conclude alla Vigilia dell'Epifania, sabato 5 gennaio 2019, il cartellone di appuntamenti natalizi organizzato dall'Amministrazione Comunale di Oriolo, guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa e nello specifico dall'assessorato alla Cultura, coordinato dal vicesindaco Vincenzo Diego. Musica e Arte al Castello nella serata del 5 gennaio. Le note dell'Accademia Musicale "Gustav Mahler" di Trebisacce apriranno la serata, alle 18.30, con un concerto di flauti ad opera di Filomena Gabriele e Carmine Zuccarelli. A seguire un concerto per flauto e pianoforte con Carmine Zuccarelli (flauto) e Tecla Cerchiara (pianoforte). Tecla Cerchiara a soli 23 anni è già docente di pianoforte presso l'Accademia "Gustav Mahler" di Trebisacce. Nell'ultimo anno è stata impegnata in periodi di studio all’estero, prima in Russia presso il celebre conservatorio “Rimsky-Korsakov” di San Pietroburgo; per poi spostarsi in Germania, alla prestigiosa Hochschule für Musik und Theater di Monaco. Carmine Zuccarelli, 19 anni e promettente interprete del flauto traverso si esibisce sia da solista che in formazioni da camera.

Saranno questi giovani e talentuosi musicisti ad allietare gli ospiti dell'affascinante maniero medievale di Oriolo, tra "I Borghi più Belli d'Italia". Dalle 9,30 di mattina, invece, sempre al castello, sarà aperta la mostra Biennale curata da Gianfranco Pugliese. La Biennale avrà il suo culmine nel prossimo mese di aprile, ospitando più di cento artisti. Per l'ouverture del 5 gennaio è prevista l'esposizione fuori concorso del maestro Nello Spataro. L'artista nasce a Locri nel 1958 e nei suoi quadri ripropone umili case con vicoli e piazze. Antichi borghi dove gli uomini si rintanano dopo intense giornate di lavoro. Gli appuntamenti di Arte e Musica, entrambi ad ingresso gratuito, al castello di Oriolo saranno allietati da una degustazione di prodotti tipici a cura dell'Associazione per lo Sviluppo dell'Alto Jonio.

Vincenzo La Camera, giornalista
Comunicazione Istituzionale Comune di Oriolo

Pagina 8 di 442
FreshJoomlaTemplates.com
Tuesday the 15th. Castrovillari in Rete

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.