– COMUNICATO STAMPA –

Il Vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, com’è solito fare, ha incontrato le detenute nel carcere di Castrovillari. Questa volta, però, per l’occasione della festa della donna, ha portato con sé una mimosa con un messaggio:

A te donna,
prigioniera del male che ti colse
da colpevole o va scontare in detenzione:
un rametto di mimosa
con il profumo della primavera
ti rechi l’annuncio del riscatto
pagato per te e tutti
da Gesù, il Signore, trafitto sulla croce.
Ogni colpa è redenta
la libertà restituita e garantita.
Anche tu, figlia dell’unico Padre,
sei beata!

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi

L’ordinario diocesano della Diocesi di CASSANO ALL’IONIO, S.E.R. mons. Francesco SAVINO, in occasione della Quaresima e della Pasqua, ha inteso indirizzare una lettera pastorale alle anime affidate al suo governo.

Ci pregiamo, di seguito, di pubblicarla nella dua interezza.

Francesco Savino
Vescovo di Cassano all'Jonio

LA CROCE DI CRISTO ESSENZA DELLE BEATITUDINI
Fraternità e minorità nella vita cristiana

Lettera Pastorale Quaresima-Pasqua 2019

La croce di Cristo e le beatitudini

In questo periodo di Quaresima – Pasqua vorrei invitare ciascuno di noi a riflettere su due aspetti della vita cristiana che apparentemente sembrano non collegabili: la croce di Cristo e le beatitudini. In che cosa può essere beato Colui che subisce il supplizio della croce come il più efferato dei criminali, pur essendo totalmente innocente? Nell’ultima beatitudine Matteo riporta le parole di Gesù: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi». (Mt 5,11-12)

La Beatitudine del cristiano sta nel ricalcare le orme del suo Maestro, nel difenderne la sua causa. Questo lo rende beato, gradito agli occhi di Dio, e quindi degno di essere riconosciuto suo discepolo. Le Beatitudini sono la carta d’identità del discepolo di Gesù, di colui che in questo mondo difende la sua causa.

Ma qual è la causa di Gesù dinanzi a questo mondo? La Verità innocente che smaschera la violenza del mondo, quella che si “nutre” di vittime innocenti.

Come non pensare alle tante vittime innocenti della violenza mondana che scorrono sotto i nostri occhi nelle notizie che quotidianamente ne fanno un reportage accurato?! Una violenza che si trasforma per noi cristiani in domanda di senso: dove risiedeil significato di tutto ciò? Perché nel mondo continua a perpetrarsi tale violenza che sembra essere senza fine?

La Croce di Cristo è portatrice di una sapienza che viene da Dio e che quindi il mondo non si può dare da sé: essa ci insegna che il mondo, nel suo fondamento, è contraddittorio perché “uccide” per paura di ciò che egli stesso ha evocato: la violenza, come negazione di Dio e dell’uomo. Uccidere è sempre negare Dio, “uccidere Dio”! E negando Dio, si nega l’uomo.

Questa è la sapienza della croce!

1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8 Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9 Beati i pacificatori,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi (Mt 5, 1-12).

Le Beatitudini rappresentano le caratteristiche di coloro che stanno dalla parte delle vittime innocenti, soprattutto di quella vittima innocente eletta che è Gesù! Gesù è la primizia delle vittime innocenti!

Le Beatitudini restituiscono l’innocenza della relazione originaria tra Dio e la persona umana, una relazione che la violenza del peccato lacera e trasforma!

Le Beatitudini restituiscono la matrice della figliolanza divina e costituiscono il modello della fraternità cristiana.
Nella sua relazione originaria con Dio, il cristiano trova la sua identità in questo mondo! Come è Dio in questo mondo, così è il credente in lui! Tutto ciò costituisce l’essenza delle Beatitudini.

Francesco e la “perfetta laetitia”

Lo spartiacque nella storia della Chiesa circa la ridefinizione di un modello di vita che ricalcasse l’essenza delle Beatitudini secondo l’insegnamento di Gesù è stato sicuramente Francesco d’Assisi.

Purificato dalla retorica pauperista, Francesco d’Assisi vive il suo amore per Cristo secondo uno stile che possiamo riassumere in 2 punti essenziali:

- La fraternità come negazione di ogni “privilegio di primogenitura” in quanto riconosce in Cristo l’unico vero Maestro;
- La minorità come antidoto contro il potere ed esercizio costante nella custodia della stessa fraternità.

Per Francesco d’Assisi la perfetta laetitia è conformarsi alla croce di Cristo attraverso una vita di fraternità e minorità.

La fraternità cristiana, com’è vissuta da Francesco, è un modello di vita rivoluzionario per ogni tempo e un valido pungolo per ogni cultura che fa del proprio narcisismo un assoluto intrascendibile.

Fraternità e minorità liberano dall’ossessione narcisistica che la cultura occidentale in cui viviamo ha imboccato con la modernità. Ma la fraternità e la minorità sono anche delle sfide ancora aperte per le nostre comunità cristiane.

La croce di Cristo e gli stili di fraternità

La croce di Cristo è l’insegnamento più alto per i suoi discepoli in quanto fondamento di una fraternità fondata sulla “morte amorosa” di Dio. Da essa discendono diversi stili di fraternità che la incarnano; ne indichiamo tre:

1) Comunicarsi l’essenza di Dio: tra noi cristiani torni usuale una comunicazione veritiera che superi la logica della strumen-talizzazione ed edifichi l’altro nel suo essere figlio di Dio.

2) Vivere relazioni dal complesso al semplice: occorre superare il clientelismo relazionale che crea un sistema di relazioni che riducono l’uomo a funzione di un gruppo di potere o di un sistema di conoscenze. Quanto è comune questo fra noi cristiani, e quanto questo offusca l’autentico rapporto di gratuità che dovrebbe strutturare le nostre comunità!

3) Generare valore nell’altro: vedere l’altro come un valore da generare e come il luogo in cui generare un valore per l’intera collettività. Abbandonare l’assistenzialismo pietistico per scoprire e lasciar emergere invece, la ricchezza che Dio ha deposto nelle vite di ciascuno di noi con una maieutica di verità. In questo modo le parole del Signore “Amatevi l’un l’altro come (e perché) io ho amato voi” (Gv 15,12) supererebbero lo scoglio della retorica in cui molto spesso noi cristiani le facciamo incagliare!

La Risurrezione di Cristo e gli stili di minorità

“Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!” (Col 3,3).
Se la nostra vita vera è nascosta con Cristo in Dio, nell’esercizio di questa vita siamo chiamati a superare ogni tentazione di prevaricare sull’altro; la minorità, manifestazione delle primizie della resurrezione, è antidoto ad ogni abuso di potere e ridimensionamento delle pretese sulla vita dell’altro.

La risurrezione di Cristo informa e performa tutta la vita del cristiano distillandosi in quelli che possiamo chiamare stili di minorità. Ne indichiamo tre che ci sembrano essenziali per la vita delle nostre comunità:

1) Silenzio e preghiera. Sono i due capisaldi della vita spirituale cristiana perché preparano l’interiorità dell’uomo all’intimità con Dio e alla comprensione della sua Parola di Verità. Silenziare gli echi della vita compulsiva contemporanea per “appartarsi” con il Signore è necessaria “igiene mentale” per una vera preghiera del cuore.

2) Attenzione e cura delle ferite dell’umano. Le ferite della passione del Cristo sono squarci di senso nella brutalità della violenza umana, squarci in cui Dio si infiltra conla sua attenzione e la cura per l’uomo smarrito e sofferente!

Le nostre comunità siano luoghi in cui si pratichi l’ascolto amorevole delle ferite, prima vera forma di sanazione di ogni male.

3) Studio condiviso e generazione di idee. Come non auspicare che le nostre comunità diventino dei cenacoli di vita e di pensiero, in cui l’attenzione al mondo alla luce della Parola di Dio, che non deve essere mai travisata o smarrita, generi idee condivise e progettualità autentiche che facciano della grazia del Signore il valore aggiunto all’intelligenza umana?

Conclusioni

Delineare un percorso quaresimale e pasquale per tutta la comunità ci spinge a dare valore al tempo che viviamo e a riscattarlo dalla logica della decadenza in cui molte volte le nostre comunità rischiano d’incorrere. Il mistero pasquale allora, nella sua inesauribile profondità, ci afferra e ci conduce, senza esitazioni, sulle vie dell’eternità! Non un messaggio di rassegnazione di fronte agli abusi che il discepolo sperimenta, ma un impulso incontenibile a non cadere in alcuna forma di rassegnazione nella sequela di Cristo. Questo è il cuore delle beatitudini illuminate dalla croce di Cristo. Per questo la prima e l’ottava beatitudine riguardano non il futuro ma il presente di chi povero in spirito e perseguitato a causa della giustizia possiede sin da ora il regno dei cieli. Contro una visione oppiacea che dovrebbe acquietare il cuore dei credenti, le beatitudini sono il messaggio più rivoluzionario proposto da Gesù per i suoi discepoli. Spingono a credere contro qualsiasi evidenza che il Signore, crocifisso e risorto per noi, è dalla parte nostra e “nessuno potrà mai separarci dal suo amore” (Romani 8,35).

Cassano, Mercoledì delle Ceneri 2019

– COMUNICATO STAMPA –

Continuano gli appuntamenti del nutrito programma della 61° edizione del Carnevale di Castrovillari e Festival Internazionale del Folklore in corso di svolgimento nella città del Pollino fino a martedì 5 Marzo. Ricco e variegato anche la parte che riguarda la cultura della manifestazione carnascialesca quest’anno dedicata alla Campania. Intanto Sabato 2 Marzo, alle ore 18:00, nell'antica Cappella Gallo, verrà inaugurata la mostra “Donne e Mestieri nel ‘900 – La lunga storia delle donne italiane e del lavoro. Da Trieste a Lagonegro a Castrovillari”. L’evento gode del patrocino dell'Ente Parco Nazionale del Pollino che ha messo a disposizione la splendida location. A portare i saluti l'on. Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino, il dott. Gerardo Bonifati direttore artistico della Pro Loco di Castrovillari, il prof. Lucio Libonati, vicepresidente della Fondazione "Cicerone". Interverranno la prof.ssa Ines Ferrante, presidente di Mystica Calabria, le dott.sse Rosy Parrotta e Angela Micieli, direttrici artistiche di Khoreia 2000, e la prof.ssa Agnese Belardi, presidente del “Salotto letterario Donata Doni"; di Lagonegro. Ideata da "Espansioni" e dal "Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa" di Poste Italiane ed esposta a Trieste nel marzo 2018, curata dalle dott.sse Ester Pacor, coordinatrice della Rete Espansioni e Chiara Simon, curatrice del Museo, è stata ospitata anche a Lagonegro dal Salotto letterario "Donata Doni"presieduto dalla prof. Agnese Belardi dove si sono aggiunte numerose foto di lavoratrici lucane. La mostra approda ora a Castrovillari. Le associazioni culturali “Mystica Calabria” e “Khoreia 2000”, condividendo lo spirito e l’idea progettuale dell’esposizione hanno inteso dare il loro contributo con alcuni scatti storici che ritraggono le donne castrovillaresi protagoniste non soltanto di un mondo contadino e rurale, ma che si sono distinte anche come abili pasticcere, ostetriche (Maria Arcieri, la prima donna italiana docente universitaria di Ostetricia), sarte, ricamatrici, maestre, farmaciste, medici e sindaci Caterina Tufarelli Palumbo in Pisani, la prima donna sindaco d’Italia, nel 1946 a San Sosti). Oltre 100 pannelli suddivisi in varie sezioni, frutto di una lunga ricerca fra il Sud e il Nord, “uno sguardo sulla figura della donna italiana nelle società del passato e del presente, attraverso i vari mestieri svolti, contadina, artigiana, raccoglitrice di olive, magliaia, cucitrice, ricamatrice, sarta, parrucchiera, macellaia, lattaia, locandiera, fruttivendola, commerciante, ostetrica (l’antica levatrice o mammana), insegnante, poetessa, scrittrice, avvocatessa e medico. In occasione della mostra verrà consegnato il Premio “Donna e lavoro” a Rosaria Buonferrato segretaria della Pro Loco di Castrovillari, una donna che con il suo lavoro, quotidiano e instancabile, ha contribuito alla crescita del territorio e, attraverso la sua attività svolta con spirito di abnegazione e sacrificio, è un esempio di vita impegnata e responsabile. Un significativo riconoscimento andrà anche alla prof.ssa Agnese Belardi per la colta passione profusa in ogni iniziativa letteraria e culturale che la vede coinvolta. La mostra rimarrà aperta fino al 10 marzo a Castrovillari e successivamente approderà a Matera (Capitale europea della Cultura) nel corso del 2019. Per chi volesse sostenere l’evento, lo può fare attraverso la “Lotteria del Carnevale” Il Carnevale di Castrovillari, è organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con la locale Amministrazione Comunale, la Regione Calabria, il Parco Nazionale del Pollino, la BCC Medio Crati, la Gas Pollino , la Provincia di Cosenza, il MIBACT, la F.I.T.P., lo IOV, l’UNPLI, il Comitato difesa consumatori, sostenuta da numerosi sponsor privati, impreziosita da i brand A.C.T. (Ambiente, Cultura,Turismo) e Castrovillari Città Festival.

Castrovillari 25 febbraio 2019
UFFICIO STAMPA
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

COMUNICATO STAMPA

Ancora un momento di solidarietà sostanziale per gente extracomunitaria che vive con una diversità buona addosso e profondamente umana, ma vessata aspramente dal proprio paese d’origine.

L’ha suggellato l’Amministrazione comunale di Castrovillari che, ieri sera, nella sala Giunta , al primo piano del Palazzo di città, ha accolto, grazie alla sua adesione al progetto S.P.R.A.R. (Sistema di tutela e di rete degli enti locali  per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata per richiedenti/titolari di Protezione internazionale e dei loro familiari, nonché degli stranieri beneficiari di protezione umanitaria), una giovane famiglia Venezuelana la quale è stata affidata in seguito a richiesta di asilo politico e perché fuggita dalla propria Terra a causa delle  persecuzioni.

A dare il benvenuto il Sindaco, Domenico Lo Polito, con  l’Assessore ai Servizi Sociali, Pino Russo, ed i consiglieri Nicola Di Gerio, Antonio Notaro, Angela Lo Passo oltre Houda Bouiry, coordinatrice del Cidis onlus, ente gestore del progetto S.P.R.A.R Mar’haba Castrovillari, e altri operatori sociali nonché collaboratori di sostegno.

Nel salutarli il primo cittadino ha sottolineato l’impegno dell’Amministrazione per una loro permanenza serena, ricordando che nel capoluogo del Pollino troveranno accoglienza verso le loro persone e rispetto per le sofferenze subite. Fattori che rimettono dinanzi a questioni decisive per l’esistenza.

Un’esperienza , che si avvicina ad altre, avviate dall’Ente e volte- oltre a rompere una mentalità egoistica che ci ritroviamo addosso tutti- a supportare chi, mortificato nei diritti e nella propria dignità, è stato maltrattato ed oppresso.

Provare a fissare l’attenzione sulle ragioni che stanno all’origine di un simile trasporto per questo genere di gesti - ha commentato a margine del saluto l’Assessore Russo- afferma la vera radice del valore educativo che persegue ormai da Tempo l’Amministrazione municipale nello sceglierli e che ribadisce l’ideale a cui aderisce per ricostruire una speranza, un futuro di queste persone, fino a toccare il loro concreto bisogno. Solo esperienze così possono avere la forza di contagiare altri, generare incontri – ha osservato- in un’epoca nella quale sembra che niente abbia più la forza di toccarci e di metterci insieme per l’altro.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

COMUNICATO STAMPA
 
L'amministrazione è intervenuta per tutelare un disegno sul cemento del compianto maestro Luigi Le Voci. Troverà collocazione in uno spazio più idoneo 
 
Sono partiti i lavori di messa in sicurezza dei marciapiedi della città. L'azione già annunciata e programmata e resa possibile grazie ai fondi delle opere di urbanizzazione che l'amministrazione comunale guidata dal Sindaco, Domenico Lo Polito, ha deciso di investire per dare risposta all'emergenza di camminamento in molti punti della città è iniziata ufficialmente stamane con i primi interventi messi in opera dai lavoratori comunali in stretta collaborazione con quelli del bacino della mobilità in deroga che sono diventati una vera ricchezza operativa per l'esecutivo. 
 
Il primo intervento - forse il più delicato da mettere in opera - ha riguardato l'asportazione e la conservazione di uno schizzo a mano libera, realizzato con l'estro che ha caratterizzato tutta la sua vita artistica, che il compianto maestro Luigi Le Voci fece molti anni fa al momento della messa in posa del cemento che compone oggi i marciapiedi a pochi metri dalla casa comunale. 
 
«Quell'opera - memoria artistica di un grande figlio di Castrovillari - è stata catalogata grazie alla collaborazione preziosa del maestro Saverio Sant'Andrea - ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici, Dario D'Atri - e sarà ricollocata in uno spazio più idoneo e funzionale alla sua fruizione». Proprio in queste ore - hanno spiegato gli amministratori - desiderosi di collaborare con la volontà dell'ente che è quella di ricollocare il tratto artistico di Le Voci che andava deteriorandosi per l'insorgere delle radici di un vicino albero si sono dimostrati i soci del Lions Club di Castrovillari che attraverso il presidente Michele Martinisi si sono detti pronti ad intervenire per supportare l'azione dell'amministrazione a tutela dell'opera impressa sul cemento. 
 
«Il nostro intento - ha spiegato l'assessore D'Atri - è quello di tutelare l'opera simbolo della grande passione che il maestro Le Voci aveva per la nostra città e inserirla in un contesto nuovo che la valorizzi al meglio e la renda fruibile per la collettività. Sarà questo il primo passo che intendiamo operare per conservare e rilanciare nel tempo l'opera meritoria ed artistica che Luigi le Voci ha promosso per la nostra città e tanti concittadini che hanno goduto del suo estro e delle sue innumerevoli iniziative. Di quella esperienza collettiva e popolare vogliamo farne tesoro e renderla, nel tempo, un patrimonio comunitario che ci ricordi la figura dell'istrionico e brillante artista a cui la città deve tanto in termini di crescita culturale».

COMUNICATO STAMPA

Alla scoperta delle vocazioni presenti e tramandate. Si può descrivere così la tappa castrovillarese di domenica scorsa dell’associazione culturale Ars Enotria di Rende, interprete di più momenti nel Comprensorio e alla riscoperta delle capacità degli uomini e donne nonché di ciò che hanno saputo rendere  nei secoli.

Con la partecipazione del Comune, che si è adoperato per l’evento,  l’iniziativa, intitolata “Musica nei Musei e nei Borghi”, legata alla conoscenza della musica classica per capire meglio arte ed archeologia, propri della cultura dei popoli, ha registrato nel primo pomeriggio,  accompagnati da Ines Ferrante di Mystica Calabria, la visita degli aderenti del sodalizio al rione Civita dove la comitiva, accolta da tanti residenti, ha potuto godere delle diverse impronte identitarie che si ergono. Gli stessi , grazie  a Claudio Zicari del Gruppo Archeologico del Pollino, poi, hanno apprezzato le testimonianze che conserva il Museo ed il Protoconvento francescano, non lasciando nulla di ciò che tiene il rione a partire dal Castello Aragonese.

In serata, nel salone del palazzo di città, presente il vice Sindaco, Francesca Dorato,  il concerto “Tango Italiano”, con i talenti Anna Stella Cirigliano, José Daniel Cirigliano e Francesco Perri, oltre a richiamare pure arie di tango argentino, tra elementi di analogia e diversità, ha rappresentato come le note musicali, sapientemente interpretate, possono annodare espressività umane ed eccellenze storiche locali, passando, emozionalmente, per  le tracce che le comunità hanno saputo imprimere tra le loro residenzialità “e che l’Amministrazione municipale del capoluogo del Pollino- come ha sostenuto il Vice Sindaco a margine  dell’esibizione -sostiene diffusamente, certa del ruolo propulsivo che svolgono queste per la promozione dell’esistente”.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

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Tuesday the 15th. Castrovillari in Rete

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