Martedì, 05 Febbraio 2013 22:17

Un tablet per tutti, tutto per un tablet

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La tendenza del tablet e degli smartphone impazza tra giovani e meno giovani allontanandoli dal classico pc, che in casa si ricopre di polvere, nei negozi rimane invenduto. La possibilità di navigare in rete ovunque, la possibilità di immortalare ogni attimo desiderato, la possibilità di leggere  il giornale o addirittura un libro, la possibilità di ascoltare la musica, la possibilità di vedere un film, la possibilità di giocare, la possibilità di telefonare, tante possibilità tutte a portata di mano, perché il tablet fa di tutto. Una tecnologia mobile che se inizialmente sembrava una realtà destinata a pochi, ora sta lentamente conquistando quote di mercato ed attirando a sé un numero sempre maggiore di utenti. Le nuove generazioni nascono con il dito indice da touch pronto all' uso delle nuove tecnologie diventando, a loro volta, facile bersaglio del fascino tablet. Sostituiti i pc, conquistati noi, rimane da chiedersi, quale sarà la prossima "vittima"?

Rosy Parrotta

Martedì, 05 Febbraio 2013 19:43

2° tappa del Trekking Due Mari e 35 Vette

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Sabato   16  Giugno 2012.                                                                                        

Da Trifari al Rifugio Belvedere - Lunghezza  17 Km.

Tempo di percorrenza 10  ore e 30  minuti

Le  vette da scalare in questa tappa: La Castelluccia , il Cannitello , Serra la Croce, il Petricelle e Monte la Caccia.  

Dislivello:1786 m. in salita e  1555 m. in discesa

Rifornimento idrico: A Trifari. 

Difficoltà EE .

Partenza da  Trifari con breve sosta alla fontana del serbatoio idrico  per fare rifornimento . Si prosegue   supportati dai bastoncini da trekking offerti dallo sponsor ufficiale ; la Gabel. La seconda tappa comincia con una ripida salita,la giornata è stupenda ed i partecipanti alla tappa sono numerosi. Il sentiero intrapreso si snoda alle pendici di Monte la Caccia e man mano che si sale di quota, lo sguardo verso Capo Tirone, nostro punto di partenza, il paesaggio con la costa Tirrenica, è fantastico. Dopo circa 45 minuti di cammino, arriviamo alle Porticelle, sul sentiero la presenza di una icone rappresentante l’immagine di Gesù Cristo,  posizionata su di una roccia. Si prosegue con estrema fatica camminando nelle ghiaia, su di un sentiero eroso che rende difficile la salita ma la nostra vista, comincia ad appagarsi allo scorgersi dei primi Pini Loricati di Monte la Caccia e Cannitello, che possiamo ammirare d’innanzi a noi. Giungiamo finalmente al Rifugio Belvedere, 1300 m. slm. Ad accoglierci l’associazione “ Amici della Montagna” di Belvedere Marittimo e di Sant’Agata d’Esaro. Breve sosta in loro compagnia e si riparte alla conquista della 1° vetta di questo trekking; la Castelluccia. Percorriamo un sentiero immerso tra  Pini Loricati e faggi e dopo aver fatto sali e scendi siamo arrivati sulla 1° vetta la Castelluccia 1295 m. slm. Una volta in vetta, la magnifica vista del panorama con la costa Tirrenica sotto di noi.  Riprendiamo il cammino tornando indietro per lo stesso percorso. Troviamo un punto unico da dove è possibile vedere i Due Mari ; il Mar Tirreno ed il Mar Jonio!!! Proseguendo, facciamo una deviazione per arrivare sul Monte Cannitello a 1464 m. slm, la 2° vetta  proseguiamo in direzione del rifugio Belvedere ; una deviazione per salire sulla vetta di Serra la Croce a  1420,  3° vetta.

Dopo queste conquiste, ci avviamo verso il rifugio per fare una pausa pranzo e dopo una  breve siesta, si riparte per raggiungere Monte Petricelle.Una breve sosta alla chiesetta vicino al rifugio. Proseguiamo per il sentiero e incontriamo un pino coricato maestoso ;salendo per le Conserve, un canalone molto ripido che sbuca su di un’ampia sella. Abbiamo così colmato un dislivello in salita di oltre 400 m; continuando a salire siamo arrivando in vetta al Monte Petricelle 1758 m. slm, 4° vetta...

Riscesi alla sella, abbiamo proseguito per una salita che attraversa una faggeta ed una volta giunti sulla cresta, abbiamo goduto della vista del panorama caratterizzato da irti  strapiombi con qualche loricato abbarbicato sulle parete . Continuando a camminare per il crinale, siamo finalmente   arrivati in vetta a Monte la Caccia 1744 m. slm ,  5° vetta di questa giornata!!! 

Da sfondo a queste fatiche, il tramonto con il sole che scompariva all’orizzonte sul mar Tirreno !!! La giornata è trascorsa mantenendosi limpida, regalandoci un meraviglioso paesaggio, unico punto di forza capace di appagare la nostra stanchezza .

Intrapresa una ripida discesa che ci riportava al rifugio Belvedere, dopo questa lunga giornata siamo arrivati praticamente al buio. Ad attendere il nostro arrivo, alcuni amici che hanno preparato un’ottima cena, in compagnia del caminetto e di un buon bicchiere di vino abbiamo trascorso una bella serata e abbiamo discusso di questa magnifica giornata . Con questo sfondo, si concludeva ufficialmente la 2° tappa del trekking “Due mari e 35 vette”!!! Ad attenderci per la notte le brande del rifugio Belvedere dove si è dormito bene.

©  Nicola Zaccato

 

Martedì, 05 Febbraio 2013 10:10

Un cuore che batte rosso – nero

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Una passione, che nasce dall’amore per la città, una passione che non vede crisi anche quando la squadra non dà i risultati sperati, una passione che nasce da piccoli. Una passione che ha portato molti tifosi castrovillaresi a riunirsi, organizzarsi e fondere veri e propri club. Teste Matte, Gruppo Ribelle, Ultras ‘88, Vecchio Stampo, un’evoluzione con al centro una vera e propria “vocazione” da coltivare giorno dopo giorno, partita dopo partita, così ci racconta Alessandro Greco, sostenitore instancabile della squadra della città del Pollino, presente,sul campo, anche oggi, nonostante gli impegni personali e le polemiche con la società. “La squadra ha bisogno di noi,ha bisogno del nostro entusiasmo e della nostra protezione, soprattutto in trasferta. Non bisogna abbandonare il campo ma essere presenti e contestare” , è il messaggio che il nostro tifoso rosso – nero lancia ai suoi compagni. “Forza Castrovillari sempre!” è il saluto che riserva ai nostri lettori.

Rosy Parrotta

 

[Continua]

Secondo un'altra tradizione questo personaggio sarebbe stato ispirato da un individuo realmente vissuto e una storia veramente accaduta nella città di CATANZARO.

A raccontarla è Vittorio SORRENTI, in Giangurgolo maschera di Calabria, dove parla del suo primo apparire nella Città dei tre colli, portato nei teatri di tutta Italia da Ottavio SACCO, che definisce “il più grande interprete”. L'autore, per esporre cosa si racconti sulle scene, dice:

Era il 24 giugno 1596. Nel convento delle Suore di Santa Maria della Stella di CATANZARO nasce il personaggio Giangurgolo, ancora bambino ma che diverrà la maschera tipica della tradizione catanzarese. Il suo nome deriva da Giovanni, in onore del Santo del giorno del suo ritrovamento. Trascorre la sua infanzia presso il Convento dei Cappuccini del Monte dei Morti, dove un Padre, oltre all'educazione, tramanda al giovane anche l'abitudine della caccia. È proprio in una battuta che inizia la sua storia: nei boschi Giovanni cerca di salvare uno spagnolo che era stato aggredito e ferito da briganti; lo spagnolo riceve da lui tutte le cure possibili, ma spira, e fa di Giovanni il suo erede, consegnandogli le sue ricchezze ed una lettera che contiene il modo per salvare CATANZARO. Da questo momento, in onore del nobile spagnolo, Giovanni tramuta il suo nome in Alonso Pedro Juan Gurgolos (Giangurgolo). Egli inizia una sua personale lotta contro l'occupazione spagnola che in quegli anni si abbatteva su Catanzaro: Giangurgolo studia bene la strategia, organizzandosi con un carrozzone da teatro col quale, insieme ad alcuni suoi amici, propone spettacoli satirico-politici incitando alla rivolta il popolo catanzarese. Questo piano però fallisce quando le sue intenzioni vengono alla luce, e Giangurgolo viene condannato a morte. La scoperta delle sue origini nobili gli salva però la vita, costringendolo in ogni caso a rifugiarsi in Spagna. La sua permanenza in quei luoghi a lui estranei non dura a lungo, ed egli torna nella sua terra d'origine, dove la peste aveva colpito tutta la città. Al suo ritorno egli riesce a ritrovare il suo amico di teatro Marco, anch'esso malato, e per un abbraccio tra i due la peste viene trasmessa anche a Giangurgolo. La sua morte chiude il sipario della rappresentazione.

In questo caso il suo nome sarebbe correlato esclusivamente alla sua caratteristica principale: l'ingordigia alimentare, ovvero quella fame e insaziabilità di cibo che avrebbe accompagnato questo individuo, e non anche a comportamenti riprovevoli.

[Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.it/index.php/component/k2/item/49-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-4a-parte-nome-i>

Articolo successivo: <http://www.cvinrete.it/index.php/component/k2/item/59-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-6a-parte-costume>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Martedì, 05 Febbraio 2013 07:52

Rifiuti indosso

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La moda trova una risposta all'emergenza rifiuti. In città ci hanno pensato gli alunni dell'IPSIA di Castrovillari con la realizzazione di abiti con materiale di reciclo, tanto apprezzati durante il galà per l'elezione della Miss Carnevale. Nel panorama della moda nazionale, invece, la Levi's trasforma le bottiglie di birra marroni, quelle verdi delle bibite e le trasparenti per l'acqua in denim per uomo e donna. Ogni prodotto della collezione Waste<Less conterra' nella composizione almeno il 20% di materiale riciclato, oppure una quantita' di bottiglie pari, in media, al peso di 12-20 oz. Ci sono voluti oltre 3,5 milioni di bottiglie riciclate per realizzare l'intera linea spring/summer, disponibile da febbraio. Il mondo della moda e dell'abbigliamento sembra fare passi importanti verso il rispetto dell'ambiente. Una "nuova moda" che riduce l'impatto ambientale dei propri prodotti e promuove una delle pratiche sostenibili più importanti che i cittadini possano adottare per migliorare la qualità di vita. Chissà che a Castrovillari, qualcuno, esperto nel settore, non decida di adottare questa pratica aiutando così la città del Pollino a essere più pulita.


Rosy Parrotta

Giorno per giorno, i racconti di Nicola Zaccato delle sedici tappe del trekking dalla spiaggia di Belvedere a Bruscate, Marina di Sibari. Una piacevole lettura per gli appassionati del genere, intrigante per chi ama l’avventura, uno stimolo al passo per chi non lo conosce.

1 ° Tappa del trekking  Due Mari e 35 vette                                                                                                                          

Venerdì 15  giugno 2012                                                                            

Dalla spiaggia di Belvedere Marittimo a Trifari - Lunghezza 13 Km

Tempo di percorrenza 6 ore e 30 minuti                                           

Dislivello in salita 869 m. e 159 m. in discesa     

Rifornimento lungo il percorso                                                             

Difficoltà E

Punto di partenza del trekking alle ore 9 sulla spiaggia di Capo Tirone a Belvedere Marittimo.  Ad attendermi gli appartenenti all’associazione “Amici della Montagna” , l’assessore al Turismo Ing. Vincenzo Cristofaro, Francesca Imperi  di “Sport Vagando” e diversi gruppi provenienti da Sant’Agata     d’ Esaro , Frascineto e Verbicaro. Ancora, il mio amico Francesco Spingola e un giovane ragazzo di Grisolia,  Antonio Cavaliere, motivato ad intraprendere questa grande avventura, che mi ha accompagnato nell’intero percorso,in più,  altre persone che si sono aggiunte nel corso della mattinata .                                          

Il trekking è iniziato, come da programma, con un bagno inaugurale  nelle acque limpide, ma un po’ fredde, del mar Tirreno. Dopo un breve discorso tenutosi sul lungomare di Belvedere, dove ho illustrato a tutti i convenuti il programma di questa iniziativa ,l ’emozione e la tensione iniziavano a farsi sentire e l’adrenalina era al massimo.  La voglia di iniziare questa Grande Impresa però mi dava una grande carica.                                                                                                                                                                                                                   Avevo accarezzato e sognato questo momento per molto tempo. Finalmente si parte dalla spiaggia di Belvedere Marittimo e così si dà il via al trekking “Due mari e 35 vette” .                                               

Primo luogo di culto toccato dal trekking, la chiesa del Rosario, di recente costruzione. Lasciato il lungomare abbiamo imboccato una strada che passa per le campagne limitrofe e che porta alla Cappella della Madonna del Soccorso.                                                                    

Siamo passati poi per il Calvario, così denominato per la presenza di una grande croce che ricorda la passione di Gesù, per poi incamminarci verso il Convento di San Daniele, dove sono custoditi i resti di San Valentino. La visita al convento è stata molto suggestiva. Abbiamo tenuto il nostro pranzo all’interno del convento, ospiti dei frati Cappuccini. Una volta rigenerati da un buon caffè, abbiamo ripreso il nostro cammino sull’asfalto e sotto  il sole cocente ma nel tragitto, finalmente una fontana ad offrirci refrigerio!                                                       

Proseguendo il cammino si è dislocato per tre contrade: la Rocca, Laise e Sant’Elia.                                                                                                                                                                                                                    Dopo quasi sette ore di cammino siamo arrivati a Trifari.  La stanchezza fisica si faceva sentire ma la vista di Monte la Caccia, con le sue pareti a strapiombo, i suoi pini loricati e la bellezza dei luoghi visitati, prevaleva su tutto!!!                                                                                                 

Ci siamo avviati verso la fattoria di Biagio Liporace, che ci ha voluto offrirci ospitalità ed accoglienza. Alla fattoria  altri amici ci attendevano per poi aggregarsi alla  tappa del giorno dopo. Una volta cenato,Biagio ci ha allietato suonando l'organetto.                                                   

Sulle note di questa ospitalità unica e questa bella serata trascorsa in armonia, si è conclusa  ufficialmente la 2 ° tappa del trekking “Due mari 35 e vette” !!!!

 © Nicola Zaccato

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Sunday the 22nd. Castrovillari in Rete

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