Mercoledì, 06 Febbraio 2013 20:46

Party di benvenuto per Trematerra

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Ancora una volta è dalla rete che parte la mobilitazione contro l'accorpamento dell'Ospedale Spoke di Castrovillari con quello di Acri.
Poche ore fa, sul gruppo facebucchiano "L'ospedale di Castrovillari non si tocca", cominciano ad arrivare i primi segnali del dissenso contro la venuta a Castrovillari, ad apertura della campagna elettorale, prevista in Sala Varcasia alle 18:30, del noto esponente politico dell'UDC Michele Trematerra, colpevole di aver sponsorizzato il nefando decreto 191.
L'agguerrito Vincenzo Ventura posta alle 16:52 "Stiamo organizzando un party di benvenuto al disonorevole acrese. Dimostriamogli che la città non è in vendita. Concentramento 8 Febbraio alle 17 in Piazza Municipio. Blocco ingressi alla Sala Varcasia. Chi stupra CV da anni non merita di parlare ai suoi cittadini." Nel frattempo il consigliere provinciale Riccardo Rosa annuncia l'occupazione dell'ospedale prevista per giorno 9.
Allora, ancora una volta, tutti insieme venerdi 8 febbraio, alle ore 17, in Piazza Municipio. E la lotta continua...

Angela Micieli

 

Giunto alla sua 55° edizione, il Carnevale di Castrovillari - manifestazione anche quest’anno organizzata dalla Pro Loco del Pollino (presieduta da Giovanni Amato) in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale di Castrovillari, con il contributo della Provincia di Cosenza, dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, degli assessorati alla Cultura e al Turismo della Regione Calabria e di prestigiosi Sponsor privati (primi fra tutti BCC Mediocrati e Gas Pollino) e diretta artisticamente da Gerardo Bonifati - si sta confermando, ancora una volta, come uno degli eventi culturali e turistici più importanti della Calabria.
Presentato ufficialmente alla stampa venerdì scorso nel magico scenario di Villa Bonifati, iniziato ufficialmente “in bellezza” domenica sera con l’elezione della giovane “MISS CARNEVALE” Jessica Motta e proseguito nei giorni scorsi all’insegna del “VIII CINEFORUM” dedicato a Carmine Bonifati – inserito nel Focus di approfondimento culturale sul Portogallo a cura della Consulta Scientifica della Pro Loco che sta caratterizzando il Festival Internazionale del Folklore di quest’anno - e di “SCUOLE DI DANZA  A CONFRONTO”, l’evento carnascialesco più rappresentativo della nostra regione entrerà nel vivo DOMANI, giovedì grasso (7 febbraio), con una giornata ricca di appuntamenti, che avrà inizio con la X Edizione del “FANTASY CARNIVAL DRINK”, cocktail competition a cura dell’I.P.S.S.A.R. Karol Wojtyla di Castrovillari realizzato in collaborazione con la Pro Loco, la Fabbri 1905 e l’A.I.B.E.S., in programma a partire dalle ore 9:00 presso la Sala Ristorante del convitto dell’istituto scolastico cittadino.
Il concorso, che è riservato agli allievi delle classi 3° - settore territorio nazionale e il cui tema è la “preparazione di un cocktail long drink poco alcolico, inedito di propria creazione per tre persone, con almeno un prodotto Fabbri 1905”, è stato istituito con gli obiettivi di creare un’occasione di confronto e di scambio tra diverse realtà operative al fine di favorire creatività, competenze ed abilità professionali; di contribuire alla cultura del bere corretto e consapevole, lanciando ai giovani il messaggio che si può “bere bene” e con soddisfazione anche con poco alcol; nonché di promuovere le ricette selezionate attraverso la diffusione di pubblicazioni nel settore turistico/alberghiero/ristorativo.
Dopo questo appuntamento mattutino, la quinta giornata del carnevale castrovillarese 2013 vivrà uno dei pomeriggi più intensi del suo cartellone a partire dalle ore 17, quando grandi e piccini nelle loro allegre e colorate maschere si riverseranno nell’area pedonale di Via Roma, dove ci sarà l’elezione della maschera più bella (evento a cura di Kontatto Production). 
A seguire, lungo il percorso che da Piazza Municipio giunge a Largo Castello (passando attraverso il Ponte della Catena), sfilerà il Corteo di Re Carnevale (che quest’anno sarà aperto dai “Tamburi della Sila” e vedrà la partecipazione dei figuranti della “Giudaica” e del “Palio dei Ciucci” di Laino Borgo), che culminerà nel cortile del Castello Aragonese con la rappresentazione scenica del contrasto tra Re Carnevale, Quaresima e Giangurgolo (a cura della compagnia teatrale “Scena Verticale”) e con l’Incoronazione di Re Carnevale, seguita dalla cerimonia di consegna delle Chiavi della Città da parte del Sindaco Lo Polito, dalla cerimonia di apertura del 55° Carnevale di Castrovillari (a cura delle scuole di ballo Sarà Danza, Pam e Fly Dance Academy) e dalla Festa e Convivio di Re Carnevale (con Banchetto di Carnevale a cura dell’Istituto Alberghiero di Castrovillari).
La serata di domani, che si concluderà all’insegna di “SOUL FOOD & MUSIC” (con animazione e musica dal vivo in tutti i locali della città) e con la Festa in maschera  “Barrio Malo” presso l’Urban Theater, prevede, inoltre, nel caratteristico rione castrovillarese della “Civita” a partire dalle ore 21.30, uno degli appuntamenti più attesi e caratteristici del Carnevale di Castrovillari: la cosiddetta “SIRINATA D’ ‘A SAVUZIZZA” (XII Concorso per Serenate Tradizionali organizzato in collaborazione con il C.A.S.A. “A. Varcasia” e dedicato al compianto artista castrovillarese Gianni Francomano), che riprende l’antico rituale carnascialesco castrovillarese delle “Mascherate” e, come ogni anno, si concluderà al Protoconvento con una grande festa caratterizzata dalla degustazione gratuita del vino offerto dalle Tenute Campoverde e della salsiccia delle Fattorie Covelli.

L'Ufficio Stampa della Manifestazione

Mercoledì, 06 Febbraio 2013 13:30

Quella luce che illumina la vita

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Dentro ogni individuo esiste un mondo in cui rifiugiarsi, un mondo proprio in cui è possibile mettersi “a nudo”. Da qui, parte una piacevole chiacchierata con un gruppo di ragazze ventenni in cui ho scoperto una notevole sensibilià che non mi aspettavo e che mi ha spinto a raccogliere le confidenze di una di loro, in particolare. “Ogni tanto penso a ciò che è la vita e mi viene in mente quella luce”, mi ha detto, “quella luce che continuamente illumina la mia vita è la fede. Essa è come il mare, può infrangersi, scagliarsi, trascinare le barche, alimentare i pesci, far si che sia salata, proprio per dare il sapore alla vita. Ogni tanto penso all'eterno divenire della vita, al suo immenso calore, nasciamo per vivere, nasciamo per dare e ricevere amore perché la vita è amore, Dio è amore”. Forse non sarà una delle tante o forse non sarà l’unica, di sicuro, appartiene a quei giovani d’oggi, liberi di professione, in attesa di una terra promessa, di un mondo diverso dove crescere i loro pensieri.

Rosy Parrotta

[Continua]

Come riportano svariati siti, senza citarne però la fonte,

Giangurgolo porta sul volto una mascherina [di solito] rossa con un nasone di cartone [di enormi proporzioni, lungo e grosso, caratteristiche ricordanti le tipiche deformazioni di quei priapi di palcoscenico che erano i mimi], in testa un alto cappello a forma di cono [di feltro e allungato, di tipica foggia calabrese, tipo “cervone”, come quello che divenne il tipico cappello dei briganti], di colore marrone o nero, con fascia rossa, ornato con una cadente piuma di pavone. Indossa un collettone [una gorgiera] bianco alla spagnola tutto pieghettato [di ruche], un corpetto rosso e un giubbone a righe gialle e rosse con polsini bianchi merlettati, calzoni sotto il ginocchio [a sbuffo] e calze sempre a righe gialle e rosse, scarpe di vernice nera con fibbia, cinturone e un lungo spadone con [vistosa] bandoliera [una striscia di passamaneria ricamata].

(Nelle parentesi quadre elementi estranei al testo, ma ritrovati in altri e introdotti qui a maggiore descrizione.)

Varianti descrittive parlano di un corpetto stretto a righe rosse e gialle, di una giubba attillata rossa, di una marsina rossa arabescata, di una camicia bianca con ampie maniche senza collo e polsini, legata con fettucce colorate, di guanti neri e di calze bianche. Talvolta le strisce, però, erano di due tonalità di rosa. E il volto incorniciato da barba e baffi alla moschettiera.

Il primo a compiere seri studi su questa maschera è stato il giornalista e scrittore Vincenzo PITARO, che con essi ha contribuito a farla conoscere meglio sia in Calabria che fuori, oltre a stimolarne l’interesse di varie enciclopedie spagnole. A riguardo egli scrive:

Questa maschera tipica calabrese è vestita con marsina e pantaloni gialli rigati di rosso, porta un corsetto rosso, un naso sesquipedale eternamente paonazzo ed un lungo spadone che tiene legato ad una larga bandoliera, ma che non usa mai in quanto che la sua... ferocia si esprime solo a parole, senza passare mai a vie di fatto. Porta un copricapo a cono, ornato da una lunga piuma di pavone (che la dice lunga sul carattere del personaggio) molto in voga nelle Calabrie del '700.

Da notare come i colori (giallo e rosso) siano quelli d'Aragona. Pertanto, l’abbigliamento, per come appare negli scenari di Giovanni D’ANTONIO, detto il Partenopeo, è quello del capitano spagnolo con molti elementi tipici calabresi.

Il suo costume scenico, caratterizzato da una moda spagnolesca intrisa di una certa eleganza e di esasperazione comica, induceva al riso al solo apparire.

[Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.it/index.php/component/k2/item/55-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-5a-parte-nome-ii>

Articolo successivo: <http://www.cvinrete.it/index.php/component/k2/item/65-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-7a-parte-personalit%C3%A0-i>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Martedì, 05 Febbraio 2013 22:17

Un tablet per tutti, tutto per un tablet

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La tendenza del tablet e degli smartphone impazza tra giovani e meno giovani allontanandoli dal classico pc, che in casa si ricopre di polvere, nei negozi rimane invenduto. La possibilità di navigare in rete ovunque, la possibilità di immortalare ogni attimo desiderato, la possibilità di leggere  il giornale o addirittura un libro, la possibilità di ascoltare la musica, la possibilità di vedere un film, la possibilità di giocare, la possibilità di telefonare, tante possibilità tutte a portata di mano, perché il tablet fa di tutto. Una tecnologia mobile che se inizialmente sembrava una realtà destinata a pochi, ora sta lentamente conquistando quote di mercato ed attirando a sé un numero sempre maggiore di utenti. Le nuove generazioni nascono con il dito indice da touch pronto all' uso delle nuove tecnologie diventando, a loro volta, facile bersaglio del fascino tablet. Sostituiti i pc, conquistati noi, rimane da chiedersi, quale sarà la prossima "vittima"?

Rosy Parrotta

Martedì, 05 Febbraio 2013 19:43

2° tappa del Trekking Due Mari e 35 Vette

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Sabato   16  Giugno 2012.                                                                                        

Da Trifari al Rifugio Belvedere - Lunghezza  17 Km.

Tempo di percorrenza 10  ore e 30  minuti

Le  vette da scalare in questa tappa: La Castelluccia , il Cannitello , Serra la Croce, il Petricelle e Monte la Caccia.  

Dislivello:1786 m. in salita e  1555 m. in discesa

Rifornimento idrico: A Trifari. 

Difficoltà EE .

Partenza da  Trifari con breve sosta alla fontana del serbatoio idrico  per fare rifornimento . Si prosegue   supportati dai bastoncini da trekking offerti dallo sponsor ufficiale ; la Gabel. La seconda tappa comincia con una ripida salita,la giornata è stupenda ed i partecipanti alla tappa sono numerosi. Il sentiero intrapreso si snoda alle pendici di Monte la Caccia e man mano che si sale di quota, lo sguardo verso Capo Tirone, nostro punto di partenza, il paesaggio con la costa Tirrenica, è fantastico. Dopo circa 45 minuti di cammino, arriviamo alle Porticelle, sul sentiero la presenza di una icone rappresentante l’immagine di Gesù Cristo,  posizionata su di una roccia. Si prosegue con estrema fatica camminando nelle ghiaia, su di un sentiero eroso che rende difficile la salita ma la nostra vista, comincia ad appagarsi allo scorgersi dei primi Pini Loricati di Monte la Caccia e Cannitello, che possiamo ammirare d’innanzi a noi. Giungiamo finalmente al Rifugio Belvedere, 1300 m. slm. Ad accoglierci l’associazione “ Amici della Montagna” di Belvedere Marittimo e di Sant’Agata d’Esaro. Breve sosta in loro compagnia e si riparte alla conquista della 1° vetta di questo trekking; la Castelluccia. Percorriamo un sentiero immerso tra  Pini Loricati e faggi e dopo aver fatto sali e scendi siamo arrivati sulla 1° vetta la Castelluccia 1295 m. slm. Una volta in vetta, la magnifica vista del panorama con la costa Tirrenica sotto di noi.  Riprendiamo il cammino tornando indietro per lo stesso percorso. Troviamo un punto unico da dove è possibile vedere i Due Mari ; il Mar Tirreno ed il Mar Jonio!!! Proseguendo, facciamo una deviazione per arrivare sul Monte Cannitello a 1464 m. slm, la 2° vetta  proseguiamo in direzione del rifugio Belvedere ; una deviazione per salire sulla vetta di Serra la Croce a  1420,  3° vetta.

Dopo queste conquiste, ci avviamo verso il rifugio per fare una pausa pranzo e dopo una  breve siesta, si riparte per raggiungere Monte Petricelle.Una breve sosta alla chiesetta vicino al rifugio. Proseguiamo per il sentiero e incontriamo un pino coricato maestoso ;salendo per le Conserve, un canalone molto ripido che sbuca su di un’ampia sella. Abbiamo così colmato un dislivello in salita di oltre 400 m; continuando a salire siamo arrivando in vetta al Monte Petricelle 1758 m. slm, 4° vetta...

Riscesi alla sella, abbiamo proseguito per una salita che attraversa una faggeta ed una volta giunti sulla cresta, abbiamo goduto della vista del panorama caratterizzato da irti  strapiombi con qualche loricato abbarbicato sulle parete . Continuando a camminare per il crinale, siamo finalmente   arrivati in vetta a Monte la Caccia 1744 m. slm ,  5° vetta di questa giornata!!! 

Da sfondo a queste fatiche, il tramonto con il sole che scompariva all’orizzonte sul mar Tirreno !!! La giornata è trascorsa mantenendosi limpida, regalandoci un meraviglioso paesaggio, unico punto di forza capace di appagare la nostra stanchezza .

Intrapresa una ripida discesa che ci riportava al rifugio Belvedere, dopo questa lunga giornata siamo arrivati praticamente al buio. Ad attendere il nostro arrivo, alcuni amici che hanno preparato un’ottima cena, in compagnia del caminetto e di un buon bicchiere di vino abbiamo trascorso una bella serata e abbiamo discusso di questa magnifica giornata . Con questo sfondo, si concludeva ufficialmente la 2° tappa del trekking “Due mari e 35 vette”!!! Ad attenderci per la notte le brande del rifugio Belvedere dove si è dormito bene.

©  Nicola Zaccato

 

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Thursday the 23rd. Castrovillari in Rete

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