Una notizia che scuote gli animi, che arriva come un fulmine a ciel sereno, che rimanda indietro di secoli la memoria storica, al gran rifiuto di Celestino V. Poche parole pronunciate in latino, dallo stesso Benedetto XVI, nella sala del Concistoro Ordinario Pubblico alla presenza di un gran numero di cardinali, ignari di quanto stesse per accadere. “Dopo avere ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio sono pervenuto alla certezza che le mie forze per l’età avanzata non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il Ministero Pietrino. Ben consapevole che questo Ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto, non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia nel mondo di oggi il soggetto ha rapidi mutamenti, agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della Chiesa, per governare la barca di San Pietro e annunciare il Vangelo è necessario anche il vigore sia del corpo che dell’animo, vigore che negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il Ministero a me affidato”. Troppo impegnativa, dunque, la società di oggi, con i suoi ritmi troppo veloci, per il Santo Padre non più in forma. Una rinuncia libera e consapevole in cui viene indicata con il 28 febbraio alle ore 20.00, l’inizio della sede vacante. Un segno di modernità da un Papa, fermo tradizionalista della dottrina della Chiesa, sempre attento alle regole.   

Rosy Parrotta

Domenica, 10 Febbraio 2013 15:57

Il Sindaco Lo Polito in soccorso dei cittadini

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Personalmente impegnato e operativo nelle strade della città, ricoperte da uno spesso manto di neve, il Sindaco Domenico Lo Polito partecipa attivamente alle operazioni di soccorso della Protezione Civile. E nel giro di controllo delle  strade urbane con Fabio Donato, referente F8 delle telecomunicazioni del COC di Castrovillari, e Cosimo Covelli, presidente della Lipambiente Onlus e referente F3 del volontariato del COC, è intervenuto in aiuto del “collega” politico, l’assessore Nicola Di Gerio, rimasto bloccato con la sua auto nei pressi dei “quattro ponti”. L’emergenza e le difficoltà non spengono la tenacia che anima il primo cittadino, cittadino esemplare, sindaco di tutti.

Rosy Parrotta

 

Sempre pronti a intervenire, ad assistere i cittadini in caso di disagio, la macchina della Protezione Civile si è messa in moto a Castrovillari con il suo Centro Operativo Comunale, seguiti dalla presenza vigili e operativa del Sindaco della città, Domenico Lo Polito, mai assente nell’agire. Via la neve dalle strade, e domani, per la gioia degli studenti, tutti a casa, il Sindaco ha firmato l’ordinanza che prevede la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per la giornata di domani. La neve non ha colto, dunque, impreparati, l’amministrazione, gli esperti, i volontari e gli addetti ai lavori. La città del Pollino, davanti all’emergenza meteo,  non si ferma, o meglio si ferma solo a godersi lo spettacolo.

Rosy Parrotta

[Continua]

Nelle varie rappresentazioni compare come un personaggio mutevole nell'aspetto, “abile più di lingua che di spada”, un vero ammazzasette, uno sbruffone e sfrontato pronto a proclamarsi eroe di incredibilia vissute solo nella sua fantasia, che si dimostra un vigliacco e un vile, ma spesso pure dal cuore nobile e malinconico, e in alcune occasioni anche vittima dell'altrui scaltrezza.

Sempre Vincenzo PITARO, a tal proposito, afferma:

un capitano d'origine spagnola, che alla bisogna sa fare i più diversi mestieri, in perenne dissidio con la fame e l'ingordigia, sempre insaziabile di cibo. In particolare di maccheroni che sono la vivanda per cui stravede, specie quando sono ben fumanti. Al tempo stesso è un fanfarone di tre cotte, ne spara di tutti i colori; è un guascone che veste alla spagnola ed ama forbire il suo dialetto calabrese con intercalari spagnoleschi.

Egli, pertanto, si rivela eternamente smanioso di cibo: una caratteristica che l’accompagna sempre e che si manifesta soprattutto di fronte ai famosi maccarrun' 'i casa o filei Per saziarsi e soddisfare tale comportamento esteriore, che lo accompagna costantemente e che denota un'indole ingorda di per sé, si dimostra sempre disposto a tutto: dallo svolgere diversi mestieri, all'arraffare, dallo scroccare finanche al rubare se gli si dovesse presentare l’occasione buona e non essere scorto da nessuno. Per un piatto fumante condito saporitamente di sugo di pomodoro venderebbe persino l'anima al diavolo... Cronica è infatti la sua carenza di soldi, cosa che lo spinge sovente al furto, prediligendo i venditori di maccheroni che rapina preferibilmente nelle ore serotine.

[Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.it/index.php/component/k2/item/72-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-9a-parte-personalit%C3%A0-iii>

Articolo successivo: <http://www.cvinrete.it/index.php/component/k2/item/80-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-11a-parte-personalit%C3%A0-v>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Domenica, 10 Febbraio 2013 10:17

A Carnevale ogni scherzo vale

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È il caso di dire lo scherzo vale. Se gli occhi non cadessero sul calendario per controllare che giorno è si potrebbe tranquillamente andare indietro nel tempo, al mese di dicembre, perché quella che si presenta agli occhi dei castrovillaresi è un' atmosfera natalizia piuttosto che carnevalesca. Una domenica di carnevale andata in bianco: rinviati, al 17 febbraio, gli appuntamenti previsti per la giornata di oggi, le strade del corso si tingono di bianco ospitando i passi dei meno freddolosi. E le mascherine? Non sfoggiano il loro costume? Ci si potrebbe travestire a tema! Doppia dose di allegria, dunque, per chi ama il freddo, la neve e per chi conserva nel cuore le emozioni da bambino.

Rosy Parrotta

Girovagando annoiata in rete, mi imbatto sul sito Cadoinpiedi.it, apro la pagina di cronaca e leggo quanto segue.

“Una notizia drammatica giunge da Guarrato, un paesino di 1300 persone in provincia di Trapani: Giuseppe Burgarella, operaio, sindacalista della Cgil di 61 anni disoccupato da tempo, si è tolto la vita impiccandosi a una trave sotto casa sua. L'ha fatto, però, in un modo ancor più drammatico, che induce ancor di più a riflettere e chiarisce ulteriormente le cause del suo gesto.
Prima di togliersi la vita l'uomo ha scritto con cura certosina la lista - interminabile - di tutti i "morti per disoccupazione" degli ultimi due anni. Se li era appuntati uno ad uno, copiandoli dalle cronache dei giornali, e in fondo all'elenco aveva scritto il suo: Giuseppe Burgarella.
Ma non solo: l'uomo se ne è andato con la Costituzione a fianco, citando in un foglietto l'articolo 1, che "dice che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Allora perché lo Stato non mi aiuta a trovare lavoro? Perché non mi toglie da questa condizione di disoccupazione? Perché non mi restituisce la dignità? Allora se non lo fa lo Stato lo devo fare io". I Carabinieri lo hanno trovato impiccato con la "magna carta" della Repubblica Italiana a fianco”.

Si muore sul lavoro, si muore perché non si ha un lavoro. Guardo fuori. La coltre bianca dà un senso di tranquillità e, come mi scrive una mia amica, rende soffici anche i pensieri. Una stilla scivola via.

Angela Micieli

 

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Sunday the 22nd. Castrovillari in Rete

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