Dalle radici dell'erotismo agli scandali che sconvolsero la corte estense agli inizi del Cinquecento. Un manoscritto perduto, una serie di delitti eccellenti e due figure d'ombra e splendore del nostro Rinascimento: Isabella d'Este e Lucrezia Borgia. Sullo sfondo, rancori, tradimenti, teatro del mondo.                             

Prende spunto dal primo lavoro letterario di Carlo Minervini – Eros in Biblioteca, che sarà pubblicato nei prossimi mesi, la conferenza per parole e immagini che permetterà di entrare nella storia letteraria, erotica e culturale del nostro Paese attraverso uno sguardo nuovo e trasgressivo.

L'evento è inserito nell'ambito della rassegna Eros di Alt-Art – Creazioni in corso, ed è in programma per il 22 febbraio alle 18 nella sede di Alt-Art in via Longeni 25, alle spalle del complesso San Gennaro (di fronte la chiesa dei Dehoniani) a due passi dall'Università della Calabria.

Carlo Minervini propone una lettura provocatoria della genesi erotica, e si addentra nelle latebre della storia rinascimentale per raccontare i misteri sensuali e gli scandali oscuri ancora oggi sepolti dal velo nobile del tempo. Mette a nudo particolari inediti, e propone e una personalissima teoria sulla sparizione di un manoscritto conteso dalle nobildonne di corte e sulla morte di numerosi personaggi illustri nella Ferrara del tempo, sotto il sanguinario pontificato di papa Alessandro VI.

L'ufficio stampa

Giovedì, 21 Febbraio 2013 10:44

7° tappa del Trekking “Due Mari e 35 vette”

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Giovedì ,  21 Giugno 2012.

Da Piano di Lanzo a Piano di Novacco .                                                  

Lunghezza 31 Km.                                                                                         

Tempo di percorrenza 12 ore e 30 minuti ; con la scalata del  monte Caramolo .                                                                                                   

Dislivello : 1734 m. in salita e 1767 m.. in discesa.                                        

Rifornimento  idrico Piano di Lanzo e  Tavolata.

Difficoltà EE .

 

Questa, una tappa che possiamo definire, pianeggiante rispetto alle altre! Abbiamo attraversato cinque piani con poco dislivello sia in salita che in discesa fino ad arrivare  al piano di Novacco.

Partenza dal rifugio Piano di Lanzo. Si affronta la salita ripida che ci porta alla Madonna del Pellegrino e dopo esserci raccomandati alla Madonna, imbocchiamo un sentiero in partenza  comodo, ma che dopo poco, diventa difficoltoso. La segnaletica è scarsa e la vegetazione rigogliosa,  ha coperto ogni traccia del sentiero. Si prosegue in mezzo a felci molto alte e  si arriva così al piano Puledro da cui  si imbocca  una sterrata abbastanza  comoda, coperta da una rigogliosa faggeta .    Sul nostro cammino, una bella coppia di  caprioli, scomparsi in un baleno.  Dopo poco siamo arrivati al Piano di Ferrocinto, strabiliante spettacolo della natura, interamente verde e ricoperto di fiori.

 Si prosegue per la strada  sterrata  e si arriva al Laghetto di Tavolara.

Il laghetto  è  protetto in modo naturale da una folta vegetazione impenetrabile che nasconde la sua veduta .

Si prosegue tra faggi e abete  bianco, si costeggia la Fiumarella di Rossale e si arriva al Piano di  Vincenzo, continuando per la sterrata  arriviamo poi al Piano di Novacco .

Ad attenderci e darci il benvenuto al Piano di Novacco ,nel Comune di Saracena,  gli amici della Promozione Turistica di Saracena , delle scolaresche ed  il Sindaco.

Per noi è stato preparato  un ricco buffet di dolci e bevande fresche. Dopo un mio discorso, nel quale ho spiegato la mia Impresa e dopo il discorso del Sindaco, siamo passati al buffet e abbiamo continuato il dibattito parlando di promozione del territorio, dell’ambiente montano come opportunità di sviluppo, lavoro  e turismo.

Da qui, in compagnia del  mio amico Ernesto Cucci,  che mi ha raggiunto nel pomeriggio, ci siamo diretti verso  il Monte Caramolo.

Pietro ed Antonio, provati e stanchi per lo stress e la fatica accumulata  in tutti questi giorni di trekking e di scalate, hanno preferito riposare.

Io invece, anche se stanco fisicamente ero carico mentalmente e pieno di adrenalina e dovevo portare a termine il programma giornaliero anche se da solo.

Ripartiti dal Piano Novacco abbiamo seguito la strada  sterrata e siamo arrivati al Piano di Scifarello. Qui  un bel panorama,  un branco di cinghiali al pascolo ed  una mandria di cavalli allo stato brado.

Proseguendo per la strada sterrata  siamo arrivati al Piano di Caramolo,  un ultimo sforzo e finalmente in vetta al Caramolo 1827 m.  slm, 18° vetta. Un panorama stupendo! Sotto di noi la città  di  Castrovillari ed  altri paesi ma il mio sguardo, era rivolto alla Catena del Pollino, di fronte a noi e  ben visibile. Ho fatto una panoramica ad Ernesto delle vette già conquistate e di  quelle ancora da scalare mentre era già il tramonto così  abbiamo accelerato il passo.  Siamo giunti al Piano di Novacco quando era  ormai buio e  a questo punto, si concludeva ufficialmente la 7° tappa del trekking “Due mari e 35 vette”! 

 

                                                                                         ©  Nicola Zaccato

Con questo articolo iniziamo anche la rubrica culturale dedicata alle recensioni. In questa occasione, ci avvaliamo della collaborazione di un amico, che per il momento ha deciso di assumere come pseudonimo proprio quello del protagonista di questa storia.

Buona lettura!

 Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

 

Una panchina in un parco, due uomini che chiacchierano mentre tutto intorno la vita scorre come se niente fosse.

Un giovane e un adulto. In apparenza un padre e un figlio, in realtà due spie.

Il ragazzo è Harold Adrian Russel Philby, agente al soldo di Mosca che a cavallo tra gli anni Trenta e Sessanta mise a rischio l'incolumità dell'Impero britannico.

Robert Little, autore de Il giovane Philby (Fanucci editore 2012), racconta in chiave di romanzo storico gli 'anni verdi' di una delle più famose spie della guerra fredda.

Figlio di St John Philby, diplomatico, esploratore e studioso di culture orientali convertito all'Islam, Harold sceglie di chiamarsi Kim affascinato dalla lettura del Kim di Rudyard Kipling.

Brillante studente della Cambridge University, rampollo dell'alta borghesia inglese, dai modi fini ed educati, Kim viene notato dagli agenti in servizio all'ambasciata sovietica di Londra nei primissimi anni Trenta.

Facendo leva sul sincero credo del giovane nell'ideologia comunista, la OGPU lo arruola auspicando riesca a sfruttare le sue conoscenze per infiltrarsi negli ambienti governativi inglesi.

Intraprendente e coraggioso, il giovane Philby non delude le aspettative dei superiori attirando addirittura su di sé l'ammirazione dei vertici del Cremlino.

Al suo fianco troverà i colleghi di college John Cairncross, Anthony Blunt, Guy Burgess e Donald Mac Lean anch'essi inquadrati nell'organico dei servizi segreti bolscevichi. I cinque amici passeranno alla storia con il nome di Cambridge five, astuti doppiogiochisti infiltrati tra le fila del celebre MI6, il controspionaggio britannico.

Una vicenda vera magistralmente narrata dal romanziere newyorkese Robert Little, già autore dei best sellers L'Oligarca e L'epigramma a Stalin. Ma appunto perché l'avventura del giovane Philby è verità e non solo spy story, Littell propone anche una sua versione circa l'operato di Kim.

Al lettore l'ardua sentenza.

Kim

 

Robert LITTLE, Il giovane Philby, FANUCCI Editore

collana TIF EXTRA
genere THRILLER E NOIR
anno 2012
pagine 240
prezzo € 16,00
isbn 9788834719558
traduttore Olivia Crosio

 

Scheda tratta dal sito dell'editore

Ieri sera, presso la Sala 14 del Protoconvento Francescano di Castrovillari, si è tenuto l’incontro con Marco Minniti, già Vice Ministro dell'Interno (governo Prodi II) e candidato al Senato della Repubblica come capolista del PD nella regione Calabria.

Ha aperto il sindaco della città Mimmo Lo Polito che, dopo aver fatto chiarezza sulla vicenda del Tribunale, ha passato la parola a Lucio Rende.

Il capogruppo consiliare, citando Bersani che nella sua campagna elettorale ha usato un solo linguaggio sia a Nord che a Sud, ha ribadito la necessità, dopo questi ultimi vent’anni, di mantenere viva l’idea che è possibile vincere solo se si sta tutti insieme, Nord e Sud, ricchi e poveri. Ha sottolineato, infine,  come la presenza nelle liste del PD di un 40% di donne e di molti giovani sia forte segno di speranza per un futuro migliore.  

Ma è stato Antonello Pompilio, segretario della sezione locale, a dare la parola al candidato, non prima di aver ribadito ai presenti  che una delle priorità del centro- sinistra è il Mezzogiorno.

Non ha risparmiato Minniti, nel suo intervento, dure critiche e al passato governo di centro-destra e all’attuale amministratore Scopelliti, rei di aver trascinato sia l’Italia che la Calabria in una situazione drammatica, ricordando i continui trasferimenti di risorse dalla Calabria al Nord, come i cinque milioni di euro destinati alla SS 106 ma finiti per le quote latte. Ha accusato poi Berlusconi  di “truffa elettorale” circa il rimborso IMU, la promessa di quattro milioni di posti di lavoro e la realizzazione del Ponte sullo Stretto.
Ha sottolineato la situazione disastrosa della nostra regione in tema di sanità, rifiuti e assetto idrogeologico e la necessità di rimuovere i tre commissari preposti per restituire il legittimo potere ai calabresi.
E dopo aver indicato nel lavoro e nella rottura dell’isolamento i rimedi principali per rimettere in moto l’economia, ha invitato, prima di salutare, a non disperdere il voto. “Grillo è la febbre non la medicina”.

Angela Micieli

Mercoledì, 20 Febbraio 2013 15:07

Attacco informatico a Facebook

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Curiosità dalla Rete.

IL SOCIAL network più popolato del mondo dichiara - a distanza di un mese dai fatti, che risalgono a gennaio - di aver subito un attacco informatico. Anzi, un ''sofisticato attacco'', non un banale tentativo di forzatura da parte di malintenzionati, ma un'operazione ben studiata. Senza però, a quanto sembra, ricevere danni o furti di dati e credenziali.

Secondo le ricostruzioni di Facebook, l'assalto informatico sarebbe perpetrato attraverso i computer portatili di alcuni dipendenti, colpiti dai pirati informatici attraverso una vulnerabilità Java, dopo aver visitato il sito di uno sviluppatore. Il rischio ha potenzialmente interessato oltre un miliardo di "amici", iscritti al social della F bianca, che però rassicura: ''Non ci sono prove che i dati degli utenti siano stati compromessi''. 

L'attacco - comunica Facebook sul proprio blog - è avvenuto lo scorso mese. E da allora sono in corso ampie indagini: ''Non appena abbiamo rinvenuto la presenza di un codice maligno abbiamo avvertito le autorità e avviato un'inchiesta approfondita che è ancora in corso''. E dalla quale, ribadisce l'azienda di Mark Zuckerberg ''non emergono prove'' della compromissione di dati personali. 

Facebook spiega quindi le modalità dell'attacco. I computer portatili di alcuni dipendenti sono stati "contagiati" da codice malevolo, e successivamente comunque 'bonificati'. Facebook ha in memoria dati personali, e quindi sensibili, di un miliardo di persone. La struttura di sicurezza è di rilievo, con squadre specializzate al suo interno per individuare e rispondere a eventuali assaliti informatici. Ma la grande F non è l'unico social sotto tiro: di recente negli Stati Uniti le attenzioni degli hacker hanno riguardato anche Twitter, oltre che alcuni siti governativi e la Fed con le operazioni di Anonymous in memoria di Aaron Swartz. 

Proprio Twitter agli inizi di febbraio ha comunicato che gli account di 250.000 dei suoi clienti erano stati vittima di pirati informatici ''sofisticati''. Nel prevenire possibili attacchi ''abbiamo successo nella maggioranza dei casi'', mette in evidenza Facebook, precisando di essere al lavoro ''costantemente e a stretto contatto con gli ingegneri all'interno della società, con altre aziende e con le autorità per imparare il più possibile dall'attacco ricevuto e cercare di prevenire incidenti simili in futuro''. 

da “La Repubblica. it”

Mercoledì, 20 Febbraio 2013 12:59

Made in China

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Percorrendo le strade della città da nord a sud, da est a ovest, non si possono non notare le sfere rosse che indicano un'attività cinese. Raramente li incontri a passeggio, non frequentano i ristoranti, escono poco tra la gente, eppure, i cinesi ci sono e non sono pochi. La loro é un'invasione silenziosa in punta di piedi che lascia traccia solo nella crisi delle attività italiane. Lavoratori instancabili sono una vera spina nel fianco per gli impreditori italiani, che li vede protagonisti in una concorrenza spietata al ribasso dei prezzi. Il loro innato istinto per gli affari li spinge a coprire gli spazi vuoti che il mercato italiano lascia. Un'imprenditoria vitale che neppure la crisi é riuscita a frenare più di tanto e che sfida preconcetti, sospetti e timori nello shopping cinese in città. La loro presenza a macchia di leopardo mette in sofferenza il commercio. Negozi a conduzione familiare, dove si praticano: prezzi che ammazzano la concorrenza, il tutto incluso, la rapidità, l’orario continuato domenica compresa. E il Dipartimento informazioni per la sicurezza lancia un allarme all'Italia:" Attenzione: i cinesi approfittano della crisi finanziaria dei Comuni per fare speculazioni immobiliari". E non solo, tra tre anni, una nave gemella del Titanic, affronterà, si spera con esito diverso, il suo viaggio. Indovinate un po’ dove verrà fabbricato? É il caso di dire: la Cina, é dappertutto. Ma, gli occhi a mandorla guardano senza farsi vedere. E dietro quello sguardo sottile si cela un mondo, una storia.

Rosy Parrotta

FreshJoomlaTemplates.com
Thursday the 23rd. Castrovillari in Rete

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