[Continua]

Per tutte queste motivazioni la festa laica del papà non poteva che essere celebrata in questa data, anche se solo quando giunse in Italia si decise in tal senso. Sembra, infatti, che l'usanza ci pervenga dagli USA, dove fu celebrata per la prima volta intorno ai primi anni del XX secolo, quando una giovane donna decise di dedicare un giorno speciale a suo padre, il signore SMART, nel mese di giugno, in concomitanza del suo compleanno.

In principio nacque come festa nazionale, in seguito abrogata: ma ancora oggi continua a essere una ricorrenza sentita da tutti, nonché un'occasione per le famiglie, e sopratutto per i bambini, per festeggiare i loro papà.

In virtù di ciò, accanto ai dolci più tradizionali, si sono affiancati i Biscotti del papà, un motivo in più per festeggiare in quel luogo, come la famiglia, dove sembra che sempre meno si festeggi più!

In fine permetteteci di riportare una poesia sul papà e, per chi crede, l'atto di consacrazione dell'Italia a san Giuseppe.

PAPÀ

Sublime parola racchiusa nel tuo cuore.

Angelo che segretamente guida i tuoi passi e vive della tua vita,

pronto a sempre dare, senza mai nulla chiedere.

Il sacrificio quotidiano della sua vita ti sia d'esempio.

E quando un giorno sarai chiamato al compimento dei tuoi doveri,

soltanto allora saprai quanto sia stato grande il suo amore.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE DELL'ITALIA A SAN GIUSEPPE

San Giuseppe, sposo di Maria santissima, madre di Gesù e madre dell'Umanità, che hai voluto la nostra Italia disseminata dei suoi santuari, e che sempre hai guardato ad essa con lo stesso amore di predilezione con cui l'ha guardata Gesù, che volle stabilire il suo vicario in terra, il Papa, a te, oggi, noi consacriamo questa amata Italia e le sue famiglie.

Custodiscila, difendila, proteggila! Sia pura la fede; siano santi i pastori; siano copiose le vocazioni; sia sacra e difesa la vita; siano sani i costumi; siano ordinate le famiglie; sia cristiana la scuola; siano illuminati i governanti; regni ovunque amore, giustizia e pace.

Custodisci, difendi, proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, i nostri giovani, speranza di un mondo migliore, e gli anziani, radici della nostra fede e maestri di vita.

Ottienici con la tua potente intercessione, unita a quella della tua Santissima sposa, uomini nuovi che abbiano il coraggio di abrogare le inique leggi contro Dio e contro l'uomo, ereditate da un triste ed oscuro passato.

Con la tua protezione, o san Giuseppe, continui l'Italia ad essere centro vivo e di civiltà cristiana, faro di luce evangelica a tutto il mondo, terra di Santi per la gloria del Padre celeste e per la salvezza di tutti gli uomini.

E, come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così difendi la santa Chiesa di Dio e la fede delle nostre famiglie da tutte le oscure insidie del male.

Gesù, Giuseppe e Maria, benedite, proteggete, salvate l'Italia!

Ritorni col vostro aiuto e per vostra intercessione a spalancare le porte a Cristo.

Amen.

***

Questa serie di pubblicazioni è dedicata a tutti coloro che si chiamano col nome del santo del giorno (varianti femminili comprese!) e a tutti i papà (soprattutto quelli che sono tra i più...), a cui va il nostro pensiero e la nostra riconoscenza!

***

[Fine]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/cultura/item/202-san-giuseppe-castissimo-sposo-di-maria-e-padre-putativo-di-ges%C3%B9-%E2%80%93-2a-parte>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Dopo il commissariamento del circolo castrovillarese SEL e il conseguente polemico abbandono di Di Diego e Lo Giudice, non si fa attendere la risposta di Angelo Broccolo, Presidente Asssemblea Regionale SEL, che in un comunicato stampa afferma quanto segue:

Nella giornata odierna in occasione dell’incontro con le/i Iscritte/i di SEL-Castrovillari, ho avuto modo di apprezzare il garbo e la disponibilità ad affrontare una  situazione politica ed organizzativa caratterizzata da una  fase piuttosto complessa ed articolata e non priva di sfumature dialettiche anche forti. Su mandato della segreteria provinciale seguirò questo particolare momento invitando tutte/i alla riflessione ed all’impegno, per segnare un percorso di elaborazione ed innovazione che poggiando sulle basi pregresse, si consolidi  attraverso  le nuove  adesioni al nostro progetto politico. Apprendo con rammarico della rinuncia, ovvero delle incertezze da parte di compagni cui va il riconoscimento di aver dato un contributo notevole alla nostra idealità e radicamento sul territorio, auspicando che possano dirimersi le condizioni di evidente conflittualità ed incomprensione. Gli impegni complessivi verso la Città e le responsabilità generali che in questo tempo ci coinvolgono, inducono alla ricerca di  sintesi e chiarezza condivise. Con questo intento si rende pubblica la nota inviata al Sindaco della città Avv. Lo Polito. Nei prossimi giorni si affronteranno nelle sedi opportune le questioni programmatiche e di rappresentanza,in un quadro complessivo di continuità progettuale con l’esperienza amministrativa in corso, che tuttavia richiede una ricollocazione piuttosto ovvia alla luce del mutato quadro relazionale del partito allo stato privo di rappresentanza nell’esecutivo in seguito alla scelta  dell’Ing Lo Giudice di lasciare SEL.

Gli aspetti istituzionali pur nella implicita importanza, non debbono tuttavia vicariare l’idea di un largo e profondo tentativo di allargamento orizzontale del dibattito sul futuro della città. Dobbiamo posizionare lo sguardo focalizzando soprattutto i mondi delle precarietà, delle carenze strutturali dei  servizi sociali, dell’ambiente e dei trasporti ecc, proponendo  la nostra azione di movimento, aperta e condivisa in senso partecipativo,dalle quali possano stabilirsi confronti anche con esperienze inedite, rispetto alle forme consolidate di organizzazione partitica. Si apre dunque una fase di nuove adesioni al nostro progetto politico e culturale, che nella naturale collocazione di Castrovillari dovrà coinvolgere l’intero territorio. Abbiamo il compito di far da lievito all’esercizio della cittadinanza attiva, presupposto di “ogni buona politica”, antidoto piu’ che mai  necessario all’assuefazione letargica dilagante che manifesta con delega acritica i propri destini ai nuovi guru dell’inconsistenza. Qui ed altrove risulta essere predominante la ricerca di vie nuove  rispetto a qualsiasi ipotesi di rassicurante trincea testimoniale.

Nella lettera inviata al sindaco della città, Mimmo Lo Polito, Broccolo lo informa di essere stato chiamato dalla Segreteria Provinciale Sel a rappresentare il partito nei rapporti politici a Castrovillari e che a livello istituzionale, all'interno dell'assise comunale, il rappresentante SEL è il consigliere Franco Dolce. Chiede poi un incontro urgente con la partecipazione di Dolce, al fine di un chiarimento tra l'Amministrazione Comunale e SEL.

Vedremo, nei prossimi giorni, quali saranno gli ulteriori sviluppi di questa delicata vicenda.

Angela Micieli

 

 

[Continua]

Leggendaria è l'origine di produrre e consumare in suo onore, soprattutto nell'Italia centromeridionale, dolci (soprattutto fritti [frittelle]) più o meno ripieni o guarniti di crema pasticcera e amarene (ma anche di ricotta), di varia foggia, fattura e nome (zeppole, bignè, frittelle di riso, frittelle all'uvetta, sfinci [o sfince]). Ciò in commemorazione, forse, del fatto che san Giuseppe, oltre che il falegname, dopo la fuga in Egitto, avrebbe anche fatto il venditore di frittelle, meritandosi così, almeno da parte del popolo romano, l’affettuoso nomignolo di san Giuseppe frittellaio.

Infine pagano è il terreno in cui affondano le radici dell'usanza di effettuare in tale ricorrenza dei falò, in varie parti d'Italia, al nord come al sud, uguali nella forma, nella sostanza e, a volte anche nel nome (focarine, di san Giuseppe, appunto!). In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto nei campi e a tale scopo vengono accumulate grandi quantità di fascine in modo da creare enormi cataste di legna che vengono accese ai margini delle strade mentre sono serviti e offerti agli amici e ai viandanti piatti tipici, come, in Calabria, le "lagane" (specie di tagliatelle di origine greca) coi ceci, assieme ad altre leccornie tipiche della cultura contadina, il tutto accompagnato, oltre che dall'immancabile vino, dalla musica dei musicanti e dalle grida festose dei bimbi. Quando il fuoco sta per estinguersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, mentre le vecchiette, filando, intonano inni al santo.

Quest'ultima usanza, in alcuni luoghi era caduta in disuso, ma per fortuna l'amore per la propria terra e le proprie usanze e costumanze, ha indotto, chi crede ancora nelle tradizioni, a riportarle in auge.

Poiché la celebrazione del santo coincide colla fine dell'inverno, ciò è avvenuto in sovrapposizione e successiva sostituzione per rimozione, delle feste pagane legate ai riti di purificazione agraria, denominate Liberali (Liberalia), perché dedicate al dio italico della fecondità, del vino e dei vizi Libero. Feste che iniziavano il 17 del mese e si protraevano nei giorni seguenti e prevedevano il riposo lavorativo e la distensione con feste e divertimenti, soprattutto da parte degli adolescenti che ricevevano dagli adulti la toga virile, facendo ufficialmente ingresso nella comunità dei grandi.

Per altro l'appellativo di “padre”, dato al dio, nonché la sua iconografia, che lo rappresentava con un ragazzo al suo fianco (un po’ come san Giuseppe con Gesù!), non hanno che facilitato il processo di assimilazione.

Inoltre, nel giorno dedicato al dio Libero padre si consumavano focacce, tradizione che, successivamente, colla contaminazione della leggenda di un santo frittellaio, si è mutata in quella delle frittelle.

[Continua]

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Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Tradizionalmente nella giornata di domani, 19 marzo, viene festeggiato un santo molto importante. Solo occasionalmente, ovvero quando tale solennità dovesse essere coincidente con uno dei giorni della Settimana santa, la Chiesa universale la sposta, anticipandola, al sabato precedente, come accaduto nel 2008. Il santo del giorno di domani (ma l’intero mese gli è dedicato!), è considerato ufficialmente dalla Chiesa cattolica superiore a tutti i Santi e secondo solo alla Madonna, tanto da essere considerato patrono della Chiesa universale, ed è nella devozione popolare investito di innumerevoli patronati.

Egli, infatti, è considerato il protettore: dei padri di famiglia (che nell'accezione comune romana di pater familias accomunava le caratteristiche di rigore mitigato dall'affetto, rendendolo l'esempio, il modello, lo specchio non solo del padre propriamente detto, ma anche dello sposo devoto e, per la Chiesa, l'esempio dell'uomo ideale che sa obbedire al volere divino assumendosi responsabilità verso il prossimo rinunciando anche a propri diritti, per cui il giorno odierno è considerato la ricorrenza della Festa del papà!), delle famiglie (per cui viene celebrato insieme colla Madonna e con Gesù nella festività della Sacra Famiglia la domenica tra il 26 dicembre e il 1o gennaio, ovvero il 30 dicembre qualora in tale periodo non vi ricorra la domenica), delle ragazze da marito, dei friggitori (e si vedrà in seguito il perché!), dei carpentieri, degli ebanisti, dei falegnami (che da sempre sono i principali promotori della sua festa!), degli artigiani e degli operai in genere (per cui viene festeggiato come artigiano [o lavoratore] il 1o maggio, giornata quasi universalmente riconosciuta per la celebrazione della Festa dei lavoratori, comunemente detta Festa del lavoro), dei poveri, dei senzatetto, dei pionieri, dei migranti, dei moribondi (per i quali è invocato per l'ottenimento di una buona morte!), ed è anche invocato contro le tentazioni carnali e contro l’usura.

La festa a lui dedicata è associata ad alcune tradizioni, che se pur varianti di luogo in luogo, denotano comunque un denominatore comune, di provenienza popolare, a volte leggendaria quando non addirittura pagana.

Di provenienza popolare è l'usanza ormai preterita di alcuni paesi della Sicilia (ma anche di altre regioni d'Italia), di invitare i poveri al pranzo del giorno, la cui mensa era benedetta da un sacerdote e servita dal padrone di casa. In alcuni luoghi, addirittura, il banchetto veniva allestito in chiesa e, mentre due sacerdoti servivano i poveri, un terzo predicava per nove volte, tante quante erano le pietanze che venivano servite.

Ciò a ricordo del rifiuto oppostogli quando, marito premuroso di una giovane donna gravida pronta al parto, chiese invano riparo per sé e per la moglie, mentre fuggitivi e perseguitati erano erranti in una regione forestiera. Atto altamente proditorio, che viola due sacri sentimenti dettati dallo ius gentium: l'ospitalità e l'amore familiare.

[Continua]

 

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

 

 

“Il lavoro e la sua tutela , come non mai, oggi, devono essere al centro delle preoccupazioni e finalità  della politica e delle istituzioni in quanto il rapporto persona, lavoro e bene comune sono risposta  anche al bisogno di tanti.

Ecco perché è fondamentale,  in questo momento, per la Calabria sostenere, attraverso un impegno condiviso e partecipato di tutti i soggetti, il lavoro degli LSU ed LPU, messo a rischio da una sentenza della Corte Costituzionale.

Le migliaia di unità che da anni, con senso di responsabilità, abnegazione e grande dignità, garantiscono il funzionamento di diversi servizi essenziali che erogano gli Enti, non possono essere lasciati soli ed in balia degli eventi, poiché essendo  più deboli, pagherebbero per intero il prezzo del cambiamento.

Ecco perché auspico nella prossima riunione del Consiglio Regionale della Calabria, programmata per il 25 marzo, una soluzione per la serenità di tantissimi nuclei familiari che in queste ore vedono a rischio anche il loro piccolo reddito.

Per questo chiedo a tutti i Sindaci ed amministratori del comprensorio di essere presenti, prima di tutto, per stare fisicamente vicini a questi lavoratori, accompagnando pure il gesto con la presentazione di un atto deliberativo assunto da ciascuna Giunta,  che una delegazione istituzionale dovrà consegnare nella sede della massima rappresentanza regionale per dare più incisività e forza alla risoluzione della delicatissima problematica la quale, in questo momento, per la nostra Terra riveste una drammaticità particolare.

Un fatto che ci deve far intendere che da questa crisi o da una situazione di difficoltà, come quelle che stiamo vivendo, non si può uscire da soli! Questo vuol dire che una battaglia istituzionale e civile a tutela di questo valore e di queste capacità ha come orizzonte non solo il bene personale, ma anche quello comune e, soprattutto, il lavoro perché è da questo  che dipende l’affermazione della democrazia e della crescita.”

 

Il Sindaco

f.to Domenico Lo Polito

Lunedì, 18 Marzo 2013 14:11

I complimenti del Sindaco a Nicola Massarotti

Scritto da

“Mi congratulo con il sottufficiale dei Carabinieri, il maresciallo aiutante in pensione, Nicola Massarotti, per la sua elezione a Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri  Sezione di Castrovillari. E  ringrazio per l’opera svolta , con grande dedizione,  il presidente uscente, il brigadiere Giuseppe Gioffrè.

Nicola Massarotti, che durante il suo servizio attivo è stato pure comandante del Nucleo Comando della Compagnia di Castrovillari, reggendo in alcuni momenti ad interim anche l’intera Compagnia, è sempre stato persona di grande umanità, svolgendo, con grande senso di responsabilità, dello Stato e di appartenenza all’Arma,  le sue funzioni.

Una scelta che dà, in continuità,  lustro alla Sezione Locale dell’Associazione ed alla stessa Arma per quello che hanno sempre rappresentato e significano anche nella nostra città come richiamo ai valori di Patria e di unità Nazionale. Auguri di nuovo maresciallo e ad malora!”

 

Il Sindaco

 Domenico Lo Polito

 

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Friday the 19th. Castrovillari in Rete

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