COMUNICATO STAMPA

È una data storica quella che ha segnato l'ultimo consiglio comunale in cui l'assise comunale di Mormanno ha votato unanimemente (solo un astenuto) il documento contabile di previsione dell'Ente. Un risultato importante in termini di segnale politico da offrire alla collettività ed al territorio in generale che arriva dopo un anno e mezzo di sperimentazione delle Commissioni Consiliari che hanno prodotto risultati importanti in termini di discussione con le varie forze politiche in particolare modo con le forze di minoranza dando vita, dopo la la lettera del Sindaco Giuseppe Regina di inizio consiliare, ad una stagione di suggerimenti e condivisioni di idee progettuali e tematiche da inserire nel bilancio. un grande laboratorio politico che è giunto alla condivisione unanime del bilancio di previsione. «Mai nella storia di Mormanno e forse nella storia tradizionale di moltissimi enti locali si è scritta una pagina di ragionamento politico programmatico inteso solo ed esclusivamente nel bene della collettività, abbandonando le contrapposizioni sterili che spesso caratterizzano le fasi comunali tra chi vince e chi perde - ha dichiarato il Sindaco Giuseppe Regina - A tal proposito si è pensato di sottoscrivere un documento politico di condivisione da allegare al deliberato consigliare (firmato dai Capogruppo del Partito Democratico, Domenico Fortunato, de Il Coraggio di Cambiare, Domenico Armentano, e Mormanno Unita, Francesco Diurno) nel quale si coglie la volontà di lavorare congiuntamente soprattutto a quattro temi di prospettiva programmatica: piano di investimenti infrastrutturali, sviluppo Economico, personale e organizzazione dei servizi, servizi pubblici». Con l'atto politico di votazione unanime del bilancio comunale di previsione si è di fatto consolidata per Mormanno «una nuova stagione politica - ha continuato Regina - che impegna i partiti e gli uomini che li rappresentano sul territorio nel merito dei problemi e pensa alla ricerca condivisa delle soluzioni, al fine di non lasciare al proprio destino una comunità, bensì, di analizzare con consapevolezza le drammatiche difficoltà che stanno vivendo oggi i piccoli comuni ed insieme, di concerto con la popolazione, trovare le soluzioni migliori per compiere quel riscatto e crescita sociale ed economica da tutti auspicata».  

«Il bilancio di previsione - hanno scritto i tre capigruppo Domenico Fortunato, Domenico Armentano e Francesco Diurno - rappresenta lo strumento di programmazione fondamentale per rafforzare, attraverso scelte condivisione, il percorso intrapreso». 

Avi Communication / Vincenzo Alvaro [ Giornalista ]
COMUNICATO STAMPA
 
Al motto di Se lo diciamo lo facciamo, noi, attivisti del Meetup Castrovillari a 5 Stelle, invitiamo la cittadinanza a partecipare alla giornata di approfondimento che si terrà Domenica 24 Marzo ed avrà -come obiettivo precipuo- la disamina delle principali manovre adottate dal Governo, fino ad ora.
Un focus su Reddito di Cittadinanza, Pensione di Cittadinanza, Quota 100 ma anche un approfondimento su tematiche di rilievo quali: sanità, sfruttamento del lavoro, Diritti dei lavoratori.
 
La giornata sarà articolata in due momenti:
•un banchetto informativo al mattino, dalle ore 10:00 alle 13:00, Via Roma, alla presenza dell’Europarlamentare Laura Ferrara, del Deputato Massimo Misiti e del Segretario Generale Nazionale CISAL Francesco Cavallaro;
•un convegno nel pomeriggio, dalle ore 17:30 alle ore 20:00, presso l’Aula Consiliare del Comune, alla presenza dei Deputati Elisa Scutellà e Massimo Misiti e del Segretario Generale Nazionale CISAL Francesco Cavallaro. 
 
Attraverso i succitati spazi di confronto i cittadini potranno dissipare i propri dubbi attraverso il dialogo diretto con i relatori. 
Come meetup riteniamo che, soprattutto in questo particolare periodo storico dove la disinformazione promossa dai social media è fonte di confusione dilagante, l’unica via percorribile consista nel dar luogo a spazi di riflessione condivisa e coscienziosa.
“L’informazione ci rende Liberi” ed il dovere della buona politica è anche quello di promuovere la corretta informazione nel rispetto dei cittadini.
 

MEETUP CASTROVILLARI A 5 STELLE

COMUNICATO STAMPA
 
Con grande felicità e tanta emozione, sono felice di poter finalmente annunciare di essere stata eletta nell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico per la mozione Martina. Per la seconda volta, il Circolo PD di Saracena entrerà all’interno dell’Assemblea Nazionale del Partito Democratico e devo ammettere che non sarà facile raccogliere il testimone di Renzo Russo.
Sono felice di poter rappresentare in Assemblea il mio paese, il mio adorato Pollino e tutto il collegio Cosenza 2 del quale, non essendo una meteora, conosco i volti, le storie e la passione politica. Ho intrapreso la mia battaglia con convinzione, sulla base di una scelta autonoma, non rispondendo ad alcun ordine di scuderia. Non ho, per fortuna, padri nobili o meno nobili, né tantomeno padrini alle spalle. Con impegno quotidiano, vivo la comunità democratica, non soltanto in prossimità di appuntamenti elettorali e/o distribuzione di posticini. Ho sempre seguito e sostenuto le mie idee e i miei valori con lealtà, coraggio e passione, a differenza di tanti soldatini senza né arte né parte animati dal solo istinto di fedeltà, valore riprovevole in politica. A chi con sgambetti e raggiri ha cercato di ostacolare un cammino condiviso il tempo riserverà la giusta risposta.
Non è un risultato personale bensì, ribadisco, il frutto di una scelta e di un cammino condiviso. Ringrazio nuovamente coloro i quali con convinzione hanno deciso di darmi una mano per raggiungere quest’importante obiettivo e, soprattutto, chi ha compiuto questa scelta non senza qualche difficoltà.
Spero di poter rappresentare degnamente la comunità democratica. Ce la metterò tutta, come ho sempre cercato di fare nel mio percorso di impegno politico.
 
Cristiana Viola
Mercoledì, 20 Marzo 2019 09:58

Consorzio di Bonifica. Dieci mesi senza stipendio

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COMUNICATO STAMPA

 La situazione che vede i lavoratori del Consorzio dei bacini settentrionali del cosentino senza stipendio da dieci mesi impone una seria riflessione che non può riguardare solo i lavoratori - vittime di questo increscioso ritardo - ma tutti gli amministratori del territorio e dei livelli superiori. Aver dimenticato gli operai e le loro famiglie, che ove spesso monoreddito praticamente non hanno di cosa mangiare, è uno schiaffo al vivere civile e della dignità che non può più essere taciuto, ma si deve assumere come impegno vero per una politica che vuole fare il bene della gente e di una comunità». Il Sindaco di Frascineto, Angelo Catapano, delegato nell'assemblea dei soci di parte pubblica dell'ente prende una posizione dura nei confronti della crisi economica che  riguarda da anni il consorzio di bonifica.  

L'amministrazione dell'ente ha intrapreso nell'arco dell'ultima legislatura una forte politica di riduzione della spesa agendo soprattutto sulla riduzione del personale e attivando una rivisitazione tariffaria del tributo consortile con l'applicazione dei Piani di classifica. Nonostante gli sforzi portati avanti con grande abnegazione dall'ente e dalle maestranze nell'intento di salvaguardare la vita del consorzio e del posti di lavoro ad oggi «si deve apprendere con estremo rammarico ed amarezza che le politiche messe in campo dall'amministrazione - spiega Catapano - vengono neutralizzate ed offuscate da una situazione debitoria pregressa che incombe sulla vita stessa del consorzio e per la cui risoluzione urgono interventi di natura straordinaria».  

«Ai lavoratori che si preparano a vivere una nuova stagione di protesta arrivi la mia più sentita solidarietà di amministratore prima e di cittadino poi. Ma il richiamo va alla politica più in generale perché intervenga ora e presto per fermare questo stillicidio che mette a rischio il lavoro di tanti operai ed anche la salvaguardia ambientale del nostro territorio. Il consorzio ha svolto negli anni una importante azione a tutela delle nostre aree spesso fragili dal punto di vista idrogeologico. E solo i Sindaci sanno quanto importante sia il lavoro svolto con particolare abnegazione dalle maestranze anche senza aver ricevuto il giusto riconoscimento economico. Non è più tempo di stare a guardare ed attendere che qualcuno salvi la baracca. Oggi è tempo di fare fronte comune al fianco dei lavoratori, del personale d'ufficio, perché la vertenza del consorzio di bonifica si risolva e ci dia la possibilità di guardare al futuro con speranza e propositività. 

 
 
Avi Communication / Vincenzo Alvaro [ Giornalista ]

– COMUNICATO STAMPA –

Il Vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, com’è solito fare, ha incontrato le detenute nel carcere di Castrovillari. Questa volta, però, per l’occasione della festa della donna, ha portato con sé una mimosa con un messaggio:

A te donna,
prigioniera del male che ti colse
da colpevole o va scontare in detenzione:
un rametto di mimosa
con il profumo della primavera
ti rechi l’annuncio del riscatto
pagato per te e tutti
da Gesù, il Signore, trafitto sulla croce.
Ogni colpa è redenta
la libertà restituita e garantita.
Anche tu, figlia dell’unico Padre,
sei beata!

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi

L’ordinario diocesano della Diocesi di CASSANO ALL’IONIO, S.E.R. mons. Francesco SAVINO, in occasione della Quaresima e della Pasqua, ha inteso indirizzare una lettera pastorale alle anime affidate al suo governo.

Ci pregiamo, di seguito, di pubblicarla nella dua interezza.

Francesco Savino
Vescovo di Cassano all'Jonio

LA CROCE DI CRISTO ESSENZA DELLE BEATITUDINI
Fraternità e minorità nella vita cristiana

Lettera Pastorale Quaresima-Pasqua 2019

La croce di Cristo e le beatitudini

In questo periodo di Quaresima – Pasqua vorrei invitare ciascuno di noi a riflettere su due aspetti della vita cristiana che apparentemente sembrano non collegabili: la croce di Cristo e le beatitudini. In che cosa può essere beato Colui che subisce il supplizio della croce come il più efferato dei criminali, pur essendo totalmente innocente? Nell’ultima beatitudine Matteo riporta le parole di Gesù: «Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi». (Mt 5,11-12)

La Beatitudine del cristiano sta nel ricalcare le orme del suo Maestro, nel difenderne la sua causa. Questo lo rende beato, gradito agli occhi di Dio, e quindi degno di essere riconosciuto suo discepolo. Le Beatitudini sono la carta d’identità del discepolo di Gesù, di colui che in questo mondo difende la sua causa.

Ma qual è la causa di Gesù dinanzi a questo mondo? La Verità innocente che smaschera la violenza del mondo, quella che si “nutre” di vittime innocenti.

Come non pensare alle tante vittime innocenti della violenza mondana che scorrono sotto i nostri occhi nelle notizie che quotidianamente ne fanno un reportage accurato?! Una violenza che si trasforma per noi cristiani in domanda di senso: dove risiedeil significato di tutto ciò? Perché nel mondo continua a perpetrarsi tale violenza che sembra essere senza fine?

La Croce di Cristo è portatrice di una sapienza che viene da Dio e che quindi il mondo non si può dare da sé: essa ci insegna che il mondo, nel suo fondamento, è contraddittorio perché “uccide” per paura di ciò che egli stesso ha evocato: la violenza, come negazione di Dio e dell’uomo. Uccidere è sempre negare Dio, “uccidere Dio”! E negando Dio, si nega l’uomo.

Questa è la sapienza della croce!

1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
2 Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
6 Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
8 Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9 Beati i pacificatori,
perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
11 Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
12 Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi (Mt 5, 1-12).

Le Beatitudini rappresentano le caratteristiche di coloro che stanno dalla parte delle vittime innocenti, soprattutto di quella vittima innocente eletta che è Gesù! Gesù è la primizia delle vittime innocenti!

Le Beatitudini restituiscono l’innocenza della relazione originaria tra Dio e la persona umana, una relazione che la violenza del peccato lacera e trasforma!

Le Beatitudini restituiscono la matrice della figliolanza divina e costituiscono il modello della fraternità cristiana.
Nella sua relazione originaria con Dio, il cristiano trova la sua identità in questo mondo! Come è Dio in questo mondo, così è il credente in lui! Tutto ciò costituisce l’essenza delle Beatitudini.

Francesco e la “perfetta laetitia”

Lo spartiacque nella storia della Chiesa circa la ridefinizione di un modello di vita che ricalcasse l’essenza delle Beatitudini secondo l’insegnamento di Gesù è stato sicuramente Francesco d’Assisi.

Purificato dalla retorica pauperista, Francesco d’Assisi vive il suo amore per Cristo secondo uno stile che possiamo riassumere in 2 punti essenziali:

- La fraternità come negazione di ogni “privilegio di primogenitura” in quanto riconosce in Cristo l’unico vero Maestro;
- La minorità come antidoto contro il potere ed esercizio costante nella custodia della stessa fraternità.

Per Francesco d’Assisi la perfetta laetitia è conformarsi alla croce di Cristo attraverso una vita di fraternità e minorità.

La fraternità cristiana, com’è vissuta da Francesco, è un modello di vita rivoluzionario per ogni tempo e un valido pungolo per ogni cultura che fa del proprio narcisismo un assoluto intrascendibile.

Fraternità e minorità liberano dall’ossessione narcisistica che la cultura occidentale in cui viviamo ha imboccato con la modernità. Ma la fraternità e la minorità sono anche delle sfide ancora aperte per le nostre comunità cristiane.

La croce di Cristo e gli stili di fraternità

La croce di Cristo è l’insegnamento più alto per i suoi discepoli in quanto fondamento di una fraternità fondata sulla “morte amorosa” di Dio. Da essa discendono diversi stili di fraternità che la incarnano; ne indichiamo tre:

1) Comunicarsi l’essenza di Dio: tra noi cristiani torni usuale una comunicazione veritiera che superi la logica della strumen-talizzazione ed edifichi l’altro nel suo essere figlio di Dio.

2) Vivere relazioni dal complesso al semplice: occorre superare il clientelismo relazionale che crea un sistema di relazioni che riducono l’uomo a funzione di un gruppo di potere o di un sistema di conoscenze. Quanto è comune questo fra noi cristiani, e quanto questo offusca l’autentico rapporto di gratuità che dovrebbe strutturare le nostre comunità!

3) Generare valore nell’altro: vedere l’altro come un valore da generare e come il luogo in cui generare un valore per l’intera collettività. Abbandonare l’assistenzialismo pietistico per scoprire e lasciar emergere invece, la ricchezza che Dio ha deposto nelle vite di ciascuno di noi con una maieutica di verità. In questo modo le parole del Signore “Amatevi l’un l’altro come (e perché) io ho amato voi” (Gv 15,12) supererebbero lo scoglio della retorica in cui molto spesso noi cristiani le facciamo incagliare!

La Risurrezione di Cristo e gli stili di minorità

“Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!” (Col 3,3).
Se la nostra vita vera è nascosta con Cristo in Dio, nell’esercizio di questa vita siamo chiamati a superare ogni tentazione di prevaricare sull’altro; la minorità, manifestazione delle primizie della resurrezione, è antidoto ad ogni abuso di potere e ridimensionamento delle pretese sulla vita dell’altro.

La risurrezione di Cristo informa e performa tutta la vita del cristiano distillandosi in quelli che possiamo chiamare stili di minorità. Ne indichiamo tre che ci sembrano essenziali per la vita delle nostre comunità:

1) Silenzio e preghiera. Sono i due capisaldi della vita spirituale cristiana perché preparano l’interiorità dell’uomo all’intimità con Dio e alla comprensione della sua Parola di Verità. Silenziare gli echi della vita compulsiva contemporanea per “appartarsi” con il Signore è necessaria “igiene mentale” per una vera preghiera del cuore.

2) Attenzione e cura delle ferite dell’umano. Le ferite della passione del Cristo sono squarci di senso nella brutalità della violenza umana, squarci in cui Dio si infiltra conla sua attenzione e la cura per l’uomo smarrito e sofferente!

Le nostre comunità siano luoghi in cui si pratichi l’ascolto amorevole delle ferite, prima vera forma di sanazione di ogni male.

3) Studio condiviso e generazione di idee. Come non auspicare che le nostre comunità diventino dei cenacoli di vita e di pensiero, in cui l’attenzione al mondo alla luce della Parola di Dio, che non deve essere mai travisata o smarrita, generi idee condivise e progettualità autentiche che facciano della grazia del Signore il valore aggiunto all’intelligenza umana?

Conclusioni

Delineare un percorso quaresimale e pasquale per tutta la comunità ci spinge a dare valore al tempo che viviamo e a riscattarlo dalla logica della decadenza in cui molte volte le nostre comunità rischiano d’incorrere. Il mistero pasquale allora, nella sua inesauribile profondità, ci afferra e ci conduce, senza esitazioni, sulle vie dell’eternità! Non un messaggio di rassegnazione di fronte agli abusi che il discepolo sperimenta, ma un impulso incontenibile a non cadere in alcuna forma di rassegnazione nella sequela di Cristo. Questo è il cuore delle beatitudini illuminate dalla croce di Cristo. Per questo la prima e l’ottava beatitudine riguardano non il futuro ma il presente di chi povero in spirito e perseguitato a causa della giustizia possiede sin da ora il regno dei cieli. Contro una visione oppiacea che dovrebbe acquietare il cuore dei credenti, le beatitudini sono il messaggio più rivoluzionario proposto da Gesù per i suoi discepoli. Spingono a credere contro qualsiasi evidenza che il Signore, crocifisso e risorto per noi, è dalla parte nostra e “nessuno potrà mai separarci dal suo amore” (Romani 8,35).

Cassano, Mercoledì delle Ceneri 2019

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