Al netto delle polemiche politiche del consiglio comunale del 27 Febbraio e dei successivi comunicati stampa che, probabilmente, hanno spostato l’attenzione dai veri problemi mi è fatto obbligo, in qualità di sindaco, spiegare cos’è e cosa significa il Piano di riequilibrio pluriennale che, la sola maggioranza, ha approvato nell’ultima seduta consiliare.
Occorre, sul punto, fare una breve cronistoria degli eventi.
Dopo le elezioni del Maggio 2012, il 6 Giugno si è insediata la giunta da me guidata. Da subito si è palesata la difficoltà finanziaria dell’ente dovuta alle molte richieste di pagamento dei creditori. Senza ombra di smentita posso affermare che, sapientemente, la vecchia amministrazione comunale, aveva rinviato alla nuova amministrazione tutte le problematiche ataviche che si trascinavano stancamente quali debiti con il Commissario per l’emergenza rifiuti, Sorical, Piano di recupero urbano, Pubblica illuminazione ecc..
Nel mese di Settembre 2012 la Corte dei Conti invia al comune di Castrovillari una deliberazione in cui sono contenuti numerosi rilievi sul rendiconto di bilancio del 2010 (amministrazione Blaiotta). Con lo stesso atto viene assegnato al comune di Castrovillari il termine di 90 giorni per dare spiegazioni. A questo punto il sottoscritto inizia una serie di incontri con dirigenti e responsabili di servizio chiedendo loro chiarezza nei conti. E ciascuno dei dirigenti e responsabili fornisce, per iscritto, il quadro reale della situazione. E’ la conferma che i rilievi della Corte dei Conti, mossi ala gestione finanziaria dell’amministrazione Blaiotta, sono fondamentalmente veri. Vale a dire che il comune di Castrovillari ha fatto spese senza la copertura di bilancio, ha utilizzato per fini diversi fondi inviati da regione, governo ed altri enti per pagare alcuni servizi, esiste un ricorso costante alle anticipazioni di cassa del tesoriere che al momento dell’insediamento del sottoscritto erano pari a circa 4 milioni di euro.
Alla fine della verifica, secondo i dati recenti oggi posti alla base del piano, i debiti del comune di Castrovillari ammontano a circa 17 milioni e mezzo di euro. A questi si aggiungono i 22 milioni di euro derivanti dai prestiti accessi con banche.
Trattasi di situazione strutturalmente deficitaria che ha come unico sbocco la dichiarazione di dissesto i cui effetti specificherò a breve. Capita, però, che il governo centrale si renda conto delle difficoltà in cui si dibattono gli enti locali ed il 7 Dicembre 2012 converte in legge un decreto c.d. salva comuni. Vale a dire che con tale legge viene concesso ai comuni di adottare una procedura di riequilibrio pluriennale di 10 anni, con la possibilità di accedere ad un fondo di rotazione che anticipa agli enti le somme per contribuire a pagare i debiti.
Il comune di Castrovillari dapprima in data 14 Dicembre fornisce con delibera di consiglio comunale le controdeduzioni alla Corte dei Conti e, successivamente, il 30 Dicembre, che era Domenica, aderisce con delibera di consiglio comunale, alla procedura di riequilibrio pluriennale. La scelta di effettuare il consiglio comunale di Domenica, per la necessità di farlo entro il 2012, nasce dalla necessità di potere aderire al fondo di rotazione dell’anno 2012 che da notizie avute, ancorchè non formalizzate, per tale anno avrebbe avuto copertura finanziaria. La scelta si è verificata efficace tanto che, con comunicazione del Ministero dell’Interno pervenuta il 28 Febbraio 2013, al comune di Castrovillari vengono assegnati sul fondo di rotazione 2012 oltre cinque milioni e mezzo di euro.
Dalla delibera di adesione al fondo il comune aveva 60 giorni di tempo per predisporre il piano. Dal 2 Gennaio 2013 sono iniziati i lavori che hanno richiesto sforzi e sacrifici immani per ricostruire i fatti avvenuti nei dieci anni precedenti e definire voce per voce l’entità dei debiti risultati pari a 17 milioni e mezzo ed andare, poi, a fare previsioni con il piano di bilancio per i prossimi dieci anni. Arrivare a fare tutto ciò in meno di 60 giorni è stato lavoro massacrante che per alcuni ha richiesto anche il lavoro notturno.
Il resto è storia recente costituito dall’approvazione del piano di riequilibrio nella seduta consiliare del 27 Febbraio 2013 da parte della sola maggioranza.
Il perché della scelta.
Con una situazione finanziaria di questo tipo, ove sono presenti tutti gli elementi che la legge individua per definire un ente strutturalmente deficitario, esistono solo due strade:
1) La dichiarazione di dissesto
2) L’adesione al piano di riequilibrio pluriennale.
Il centro sinistra compatto (e responsabile) sia nella formazione consiliare che dei partiti di maggioranza ha con forza virato verso la seconda strada escludendo immediatamente la possibilità di dichiarare il dissesto.
Su questa scelta, però, è importante fare un distinguo per spiegare il senso di responsabilità avuto dalla maggioranza.
Una scelta di questo tipo porta con se 2 conseguenze:
1) Una politico- elettorale
2) Una amministrativa ed economica per la Città.
Sul piano politico-elettorale sarebbe stato più semplice dichiarare il dissesto in quanto avrebbe comportato le seguenti conseguenze:
a) La nomina di commissari liquidatori che avrebbero gestito la fase dei debiti, derivanti dall’amministrazione Blaiotta, mentre l’amministrazione comunale avrebbe gestito esclusivamente il futuro;
b) I creditori avrebbero avuto rapporti solo con i commissari liquidatori mentre il sottoscritto si sarebbe liberato in un solo colpo da tutti quei cittadini ed imprese che quotidianamente lo aspettano al comune per riscuotere crediti spesso datati nel tempo;
c) I responsabili del dissesto, per la nuova normativa del 2012, non avrebbero più avuto la possibilità di ricandidarsi e, in un solo colpo, avremmo spazzato via tutta la classe politica del centro destra cittadino degli ultimi 10 anni;
d) Non avremmo assunto su di noi la scelta di intervenire sulla riduzione delle spese, con inevitabili ripercussioni sulle modalità di gestione dei servizi e sacrifici per i dipendenti, nonché sull’aumento di imposte e tariffe. Con il dissesto tributi e tariffe salgono immediatamente ed automaticamente al massimo.
Come si vede esistevano numerosissimi vantaggi per accedere alla dichiarazione di dissesto come ha fatto, invece, il comune di Paola, amministrazione di centro destra, ove pure si è votato a Maggio 2012.
Il centro sinistra di Castrovillari, però, ha scelto l’altra strada più difficile e tortuosa, minata sul campo elettorale per le scelte impopolari (nessuno mai vorrebbe far pagare i propri cittadini), sul piano dei rapporti personali dovendo chiedere sacrifici a lavoratori pubblici e privati che a vario titolo gli sono stati sempre vicini politicamente, del tempo da dedicare alla gestione delle pratiche nate e proseguite malamente sotto la precedente amministrazione.
Ed ha fatto ciò soltanto per il grande amore verso la Città e per evitare che il futuro non sia ancora considerato come la discarica ove destinare i rifiuti prodotti dal presente. Con responsabilità ci assumiamo l’onere di chiedere oggi i sacrifici ai cittadini per consegnare agli stessi un futuro più stabile ed alle nuove amministrazioni un comune con i conti a posto.
Vale a dire che sovvertendo un principio cardine dell’agire politico, non rinviamo ad altri le scelte impopolari bensì ce ne assumiamo direttamente i rischi consapevoli che se le stesse scelte fossero state fatte dieci anni addietro oggi, che la situazione complessiva in Italia è estremamente difficile, avremmo potuto avere un comune in grado di essere maggiormente vicino alle esigenze dei cittadini.
I perché di questa scelta di aderire al piano di riequilibrio puriennale possono essere così riassunti:
a) La dichiarazione di dissesto blocca automaticamente e spesso per qualche anno i pagamenti di chi ha fornito beni e servizi al comune. Se le imprese non si pagano appare evidente che vanno in crisi gli imprenditori ed i lavoratori dipendenti che con essi lavorano. E sottrarre ulteriore reddito alle famiglie significa impoverire ancor più la nostra economia;
b) L’adesione al piano significa possibilità di accedere al fondo di rotazione che oggi vede il comune destinatario dell’assegnazione della somma di oltre cinque milioni e mezzo di euro, destinata a crescere. Con tali somme, se erogate in unica soluzione, possono essere pagati immediatamente diversi creditori e contribuire a risanare le asfittiche capacità di spesa di molti;
c) Aderire al piano significa possibilità di assumere mutui in deroga e finanziare la parte a carico del comune del piano di recupero urbano che vede molte opere della zona nord di Castrovillari incompiute (l’emblema è la piazzetta avanti la scuola materna Rodari) con completamento dei lavori e pagamento delle imprese. E’ bene ricordare che la parte a carico del comune doveva essere finanziata con oneri di urbanizzazione che l’amministrazione Blaiotta ha invece scomputato impedendone l’incasso;
d) Aderire al piano di riequilibrio significa evitare di non potere più assumere dipendenti comunali. Tra il 2016 ed il 2017 oltre il 50% degli attuali dipendenti andrà in pensione. Con il dissesto sarebbe stato impossibile assumere. Con tale piano, invece, si potranno effettuare le nuove assunzioni;
e) Aderire al piano significa effettuare una massiccia attività di controllo per stanare tutti quegli evasori nel pagamento dei tributi comunali che danneggiano i contribuenti onesti i quali devono farsi carico anche di mantenere anche i disonesti. La parte più corposa del piano si basa infatti sul recupero dell’evasione e sull’alienazione di immobili. Una parte minima viene finanziata con il ritocco di tariffe e tributi;
Noi abbiamo approvato il piano. Il pericolo, però, non è scongiurato. Lo stesso, infatti, dovrà essere valutato da una commissione governativa e successivamente dalla Corte dei Conti regionali. Se, per avventura, il piano non dovesse essere approvato vi sarebbe il dissesto. Ecco per quale ragione tutti dobbiamo augurarci che il piano venga valutato positivamente dagli organi superiori.


Mimmo Lo Polito
Sindaco di Castrovillari

Sarà presentato Sabato 9 marzo, alle ore 18.30, presso il Teatro della Sirena di Castrovillari, “Sulle tracce di Norman Douglas”, il libro che racconta le avventure tra le montagne della vecchia Calabria, scritto da Francesco Bevilacqua. L’evento, organizzato dal Gruppo Archeologico del Pollino, rientra tra le manifestazioni a sostegno del Teatro della Sirena e sarà arricchito culturalmente dalla proiezione del filmato Sentieri Meridiani. Interverranno per l’occasione, oltre all’autore, anche il prof. Vittorio Cappelli, direttore della collana Viaggio in Calabria e l’avv. Claudio Zicari, direttore del Gruppo Archeologico del Pollino.

Rosy Parrotta

Mercoledì, 06 Marzo 2013 19:13

9° tappa del Trekking “Due Mari e 35 vette”

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Sabato , 23 Giugno 2012.

Da Campotenese a Piano di Ruggio ; Comune di Rotonda (PZ) .

Lunghezza  28  km .                                                                                 

Tempo di percorrenza ,  9 ore e 30 minuti .                                                 

Dislivello : 2033  m. in salita  e 1307 m.. in discesa.                                  

Rifornimento idrico: Campotenese e a metà percorso.                     

Le vette da scalare in questa tappa: Monte Cerviero, Coppola di Paola , Timpone Viggianello   e Timpone della Capanna.

Difficoltà EE.

 

La nona, una tappa lunga e dura, con un dislivello notevole sia  in salita che in discesa. Lasciati alle nostre spalle i monti dell’Orsomarso,  si  parte alla scalata dei monti del Pollino.

Seguendo la strada  asfaltata, arriviamo alla Cappella del Carmine e lasciati gli zaini, imbocchiamo la strada sterrata che ci ha portato  fino alla vetta del Monte Cerviero 1443 m. slm, 21° vetta. Questa vetta, così come la precedente,  è molto panoramica.  

Riscesi alla Cappella  del Carmine cominciamo a  salire sulla strada asfaltata che va in direzione di Piano di Ruggio. Giunti all’area pic nic Acqua Ferrera, ho intrapreso un sentiero nel canalone per poi salire lungo un crinale, un ultimo sforzo e siamo arrivati sulla cima di Coppola di Paola 1919  m. slm, 22° vetta. Qui una  sosta abbastanza lunga per ammirare il paesaggio ma soprattutto per riposarci visto che eravamo veramente esausti. Lo sguardo verso Timpone Viggianello e Timpone della Capanna , prossime vette e verso P iano Ruggio,nostra meta ancora lontana .

Il cielo si era coperto, dandoci qualche preoccupazione ,aveva  però  facilitato il nostro cammino, in quando la giornata si era rinfrescata.

 Scesi a Colle del Dragone, lasciati  gli zaini, subito abbiamo cominciato a salire e dopo poco, eravamo in vetta al Timpone Viggianello 1779 m. slm, 23° vetta. Dopo aver goduto del panorama e fatto una panoramica delle vette già conquistate e di quelle da conquistare, siamo riscesi al Colle del Dragone  e con Antonio, abbiamo deciso di salire su Timpone della Capanna, anticipando così una vetta in programma per il giorno dopo.

 Incominciamo a risalire per un ripido costone molto panoramico in mezzo ai  pini loricati. Dopo la scalata di questo ripido costone, siamo arrivati in vetta a Timpone della Capanna 1823 m.  slm, 24° vetta. Di fronte a noi Serra del Prete e Monte Grattaculo, le vette che avremmo fatto l’indomani.

Il rifugio De Gasperi a quota 1500 m.  slm  era ai nostri piedi, con Antonio abbiamo deciso di scendere direttamente senza fare il giro del sentiero mettendo ulteriormente sotto sforzo le nostre gambe.

Finalmente siamo arrivati,  stanchi ma soddisfatti, al rifugio De Gasperi dove si è conclusa la nostra interminabile  nona tappa del trekking “Due mari e 35 vette” .

 Al rifugio Giovanni, il ristoratore, ci aspettava ed aveva preparato una ricca cena per recuperare le energie perse durante questa interminabile tappa. Dal rifugio  abbiamo potuto osservare le stelle con delle attrezzature montate da alcuni ricercatori ed è stata un’esperienza unica!

Dopo questa inaspettata vista,  un letto confortevole ci aspettava e pensando alla tappa successiva, ci siamo addormentati!

 

                                                                                          © Nicola Zaccato

Mercoledì, 06 Marzo 2013 11:40

In rispettoso silenzio

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Ancora una volta, ripensando a quanto avvenuto ieri in una villetta della nostra città, credo fermamente che dinanzi alla morte, in qualunque circostanza essa avvenga, si possa e si debba soltanto tacere. Chiusi in rispettoso silenzio, concedendosi se possibile, una personale riflessione.
"Anche l’uomo più sano e più sereno può risolversi per il suicidio, quando l’enormità dei dolori e della sventura che si avanza inevitabile sopraffà il terrore della morte."
Arthur Schopenhauer

Angela Micieli

“Il sistema di raccolta differenziata, pur nei momenti di criticità, non si è mai bloccato, avendo l’impresa garantito, con il sistema porta a porta,  sempre la raccolta dell’umido , del multimateriale e della carta e cartone.

Le difficoltà di conferimento hanno riguardato unicamente la frazione del secco non riciclabile( l’indifferenziato).

Un sistema di raccolta differenziata  funziona se tutti i cittadini fanno  il proprio dovere.

Tale precisazione risulta importante per stigmatizzare il comportamento di alcuni che hanno approfittato del momento di difficoltà per abbandonare rifiuti di ogni genere nei pressi delle “Campane” per la raccolta del vetro e vicino ai Contenitori per gli indumenti.

Il monitoraggio della situazione ha  evidenziato che nelle sole giornate di Sabato e Domenica questi contenitori, destinati ad altro, non appena bonificati, sono stati nuovamente riempiti di rifiuti.

Ci si riferisce, in particolar modo a quelli posizionali su viale del Lavoro, via Mazzini, piazza Castello e viale della Libertà.

Poiché tale sistema di abbandono di rifiuti risulta illecito, mentre è fondamentale il rispetto del sistema di raccolta, si comunica che, per superare tale periodo di criticità, inizierà anche la fase sanzionatoria con l’installazione delle telecamere, acquistate  dall’Ente, che verranno posizionate nei pressi delle zone non destinate alla raccolta dei rifiuti.

Si coglie l’occasione per ricordare che dal mese di aprile si effettuerà un nuovo “Calendario” per la raccolta differenziata, per il quale l’Ente inizierà una nuova Campagna informativa. Nella fase attuale resta in vigore il vecchio “Calendario” con la diversificazione dei giorni per la raccolta delle varie frazioni.”

 

Il Sindaco

 Domenico Lo Polito

Lunedì, 04 Marzo 2013 12:39

Fotovoltaico: rivoluzione energetica

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Passeggiando per la nostra cittadina, difficilmente passano inosservati oggetti (non ben identificati) presenti sui tetti di alcune abitazioni. Oggetti di colore blu notte che spiccano dal rosso delle tegole e che formano geometrie sempre diverse da un’abitazione all’altra; non si tratta di entità aliene ma certamente portano dentro di loro un messaggio rivoluzionario che va oltre il silicio presente al loro interno.

Ma di che genere di rivoluzione stiamo parlando ?

Di quella energetica! Una rivoluzione che parte proprio dal fotovoltaico. L’idea di sfruttare una fonte di energia rinnovabile, come quella solare, per la produzione di energia elettrica da utilizzare per la propria abitazione stravolge completamente una mentalità “energivora” appartenente a una società sempre più consumistica.

L’aumento dei consumi di energia elettrica è visibile sotto gli occhi di tutti; nelle case giorno dopo giorno prendono piede sempre più elettrodomestici, climatizzatori o comunque  dispositivi che per poter funzionare hanno necessità di essere alimentati tramite energia elettrica. Allora, ci si chiede, quale miglior sistema capace di soddisfare le nostre esigenze, diminuendo i consumi su una bolletta elettrica sempre più costosa e contemporaneamente aiutando l’ambiente attraverso la diminuzione di CO2  in atmosfera ?

La risposta è certamente quella di realizzare un impianto fotovoltaico per la propria abitazione, sinonimo di:

-         Risparmio

-         Ecosostenibilità

-         Investimento

Se le tematiche ambientali non bastano, per stimolare l’interesse dei cittadini verso la green economy, il governo ha attuato una serie di programmi tali da rendere il fotovoltaico un investimento sicuro nel tempo.

In particolare dal 2005, dal primo c.e., si è arrivati al quinto conto energia (regolato dal decreto ministeriale del 05 Luglio 2012) che consiste nel riconoscimento per la durata ventennale di un sistema di incentivazione per tutta l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico.

Questo sistema permette di recuperare l’investimento effettuato in circa sette anni e nei tredici anni avere dei veri e propri ricavi in termini di euro.

Purtroppo, come ogni cosa buona che funziona, in Italia non si riesce a trarne beneficio fino in fondo e con una scelta politica alquanto discutibile poiché il V conto energia ha una durata limitata.

In particolare cessa di applicarsi decorsi 30 giorni solari dalla data in cui si raggiungerà un costo indicativo cumulato degli incentivi di 6,70 miliardi di euro l’anno; ad oggi il valore raggiunto è pari a 6,57 miliardi di euro, quindi non restano che 130 milioni di euro dedicati a questo sistema di incentivazione. Un consiglio utile, dunque, seppur banale, è quello di approfittare al più presto di questi incentivi prima che cessino di esistere.

Luca Viceconte

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