Domenica, 10 Febbraio 2013 10:17

A Carnevale ogni scherzo vale

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È il caso di dire lo scherzo vale. Se gli occhi non cadessero sul calendario per controllare che giorno è si potrebbe tranquillamente andare indietro nel tempo, al mese di dicembre, perché quella che si presenta agli occhi dei castrovillaresi è un' atmosfera natalizia piuttosto che carnevalesca. Una domenica di carnevale andata in bianco: rinviati, al 17 febbraio, gli appuntamenti previsti per la giornata di oggi, le strade del corso si tingono di bianco ospitando i passi dei meno freddolosi. E le mascherine? Non sfoggiano il loro costume? Ci si potrebbe travestire a tema! Doppia dose di allegria, dunque, per chi ama il freddo, la neve e per chi conserva nel cuore le emozioni da bambino.

Rosy Parrotta

Girovagando annoiata in rete, mi imbatto sul sito Cadoinpiedi.it, apro la pagina di cronaca e leggo quanto segue.

“Una notizia drammatica giunge da Guarrato, un paesino di 1300 persone in provincia di Trapani: Giuseppe Burgarella, operaio, sindacalista della Cgil di 61 anni disoccupato da tempo, si è tolto la vita impiccandosi a una trave sotto casa sua. L'ha fatto, però, in un modo ancor più drammatico, che induce ancor di più a riflettere e chiarisce ulteriormente le cause del suo gesto.
Prima di togliersi la vita l'uomo ha scritto con cura certosina la lista - interminabile - di tutti i "morti per disoccupazione" degli ultimi due anni. Se li era appuntati uno ad uno, copiandoli dalle cronache dei giornali, e in fondo all'elenco aveva scritto il suo: Giuseppe Burgarella.
Ma non solo: l'uomo se ne è andato con la Costituzione a fianco, citando in un foglietto l'articolo 1, che "dice che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Allora perché lo Stato non mi aiuta a trovare lavoro? Perché non mi toglie da questa condizione di disoccupazione? Perché non mi restituisce la dignità? Allora se non lo fa lo Stato lo devo fare io". I Carabinieri lo hanno trovato impiccato con la "magna carta" della Repubblica Italiana a fianco”.

Si muore sul lavoro, si muore perché non si ha un lavoro. Guardo fuori. La coltre bianca dà un senso di tranquillità e, come mi scrive una mia amica, rende soffici anche i pensieri. Una stilla scivola via.

Angela Micieli

 

[Continua]

Ritornando al nostro “eroe”, dai suoi atteggiamenti e comportamenti, nonché dal suo modo di parlare, calabrese infarcito di spagnolismi, egli appare come il tipico ricco signorotto locale (addirittura un nobile principe), che si prende gioco di tutti con una battuta ironica e sarcastica paragonabile alla falsa cultura barocca e finendo poi lui stesso coll’essere deriso da tutti.

Tronfio e litigioso, che incute timore ai suoi sottoposti e pretende rispetto dalle persone più umili, egli, invece, risulta l'esatto contrario: timoroso e fifone, la cui vanagloria si fonda su un carattere debole; dinanzi all'avversario temerario e ardimentoso, anche solo che alzi la voce e sia un bambino, cerca sempre di svignarsela dandosela a gambe levate o defilarsi, nascondendosi nel più vicino riparo, addirittura, se fosse il caso, sotto un tavolo, e assumendo, di contro, davanti a chi può rappresentare un pericolo o una minaccia, atteggiamenti di vera e propria riverenza e umiltà, che sfociano nella sottomissione, nella ruffianeria e nell'adulazione. Mentre, difatti, dimostra di ostentare sicurezza sguainando la spada e minacciando di compiere flagelli con un turbinio di parole con cui avverte di rompere teste e ossa, non esita a scappare a gambe levate tutte le volte che le cose non si mettono per il verso giusto: forte e irremovibile coi più deboli, si rivela debole e compiacente coi più forti.

[Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/70-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-8a-parte-personalit%C3%A0-ii>

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Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Venerdì, 08 Febbraio 2013 21:52

I Comuni e le buone pratiche in Calabria

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Sabato 8 febbraio, presso il Protoconvento francescano di Castrovillari, si è tenuto l’incontro, organizzato dal Centro-sinistra della città, “Le buone pratiche in ambito amministrativo” durante il quale è stato presentato, tramite un volume, lo studio condotto da un gruppo di ricerca, costituito da giuristi, sociologi e statistici, diretto da Francesco Caroleo e Guerino D’Ignazio, promosso dall’UniCal con la partecipazione di Cittalia – Fondazione ANCI Ricerche.

Ha aperto e moderato il dibattito Domenico Lo Polito, sindaco della città del Pollino, che ha sottolineato l’importanza, in tempo di crisi economica, di valorizzare le eccellenze tramite un progetto che parta dal basso.

È intervenuto, a seguire, Franco Caroleo, responsabile del progetto, che ha auspicato buone politiche per costruire programmi concreti a favore dei cittadini. Ha annunciato anche la costituzione di un Osservatorio sulle buone pratiche dei comuni che nasce all'interno dell’Università.

Mariano Marotta, del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali e responsabile del costituendo osservatorio, ha suggerito una fattiva collaborazione e scambio di idee fra gli Enti tramite un portale in cui mettere in rete le le buone pratiche amministrative.

Giovanna D’Ingianna, candidata al Senato della Repubblica per il PSI, ha evidenziato quanto sia importante la comunicazione tra l’Ente e il cittadino, mentre Maria Teresa Battaglia, candidata al Senato per SEL, sulla base di proprie esperienze personali e di donna vicino ai valori della politica del Centro-sinistra, ha ribadito l’importanza di perseguire il bene comune.

Ha chiuso Giovanni Manoccio, candidato alla Camera dei Deputati per il PD, portando, come sindaco di Acquaformosa, una bella testimonianza di buona amministrazione: l’integrazione di ben nove nuclei familiari extracomunitari nella sua comunità.

Angela Micieli

[Continua]

Il Capitano rappresenta, seppur con vari nomi, una delle più antiche maschere della Commedia dell'Arte. Egli era già presente nella commedia classica latina col nome di Pirgopolinice, protagonista della commedia plautina Miles gloriosus (Il soldato spaccone) e con quello di Trasone, personaggio di quella terenziana Eunuchus (L'eunuco), ma rinasce, in varie forme, nel teatro italiano del '500, impersonando, di volta in volta, il soldato estroso e animato da sentimenti elevati, come quello apparentemente coraggioso ma tutt'altro nella realtà, dimostrando, però, malcelato terrore nell'affrontare l'avversario, fosse in un duello come in una battaglia, in deciso contrasto con quanto palesava a parole. Colla dominazione spagnola, rimarcata dal passaggio del sovrano Carlo V imperatore del Sacro romano impero e re di NAPOLI col nome di Carlo IV e di Sicilia come Carlo II, oltre che di Spagna, ovviamente, con quello di Carlo I (nel cui viaggio, toccò anche CASTROVILLARI, a cui concesse il titolo di città, ribadendo un decreto di un precedente sovrano), questa maschera fu intrisa di elementi tipicamente iberici, come il costume e l'eloquio.

Personaggio a volte contrapposto ai Mori, in altre circostanze viene presentato come facile vittima di scherzi e lazzi da parte della popolazione italiana, che mal sopportava il soldato spagnolo, autoritario e prepotente. Infatti, il costume scenico rimanda abbondantemente alle uniformi dei soldati spagnoli, ma piuttosto multicolore e addobbato da ninnoli e nastri in modo da esasperarne la ridicolaggine (il vestito è a strisce colorate [spesso gialle e arancioni] e integrato da un cappello a larghe tese adorno di piume), come pure le enormi dimensioni, sproporzionate, dello spadone che si trascina al suo fianco in modo rumoroso e impacciato. Come copricapo, certe volte, ostenta un elmo su cui è impresso come stemma un porcospino: tale animale vuole ricordare come apparve il “valoroso eroe” all'assedio di TREBISONDA, dove fu fatto bersaglio di frecce che si infissero nella sua corazza, tanto da apparire simile all'animale raffigurato.

Da sottolineare che, come per la figura dello Zanni, anche in questo caso ci fu uno sdoppiamento: se le caratteristiche comportamentali su esposte, infatti, si adattano bene a Matamoros, ciò non si può asserire per Spaventa, che viene sempre presentato, invece, come elegante e curato, poeta e sognatore.

[Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/cultura/item/59-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-6a-parte-costume/59-giangurgolo-una-maschera-calabrese-tra-carnevale-e-commedia-dellarte-%E2%80%93-6a-parte-costume>

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Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Il Presidente della Corte d'appello, competente per territorio, ha nominato  i presidenti che sono stati destinati ai 22 uffici elettorali di Sezione ed alle due Sezioni Speciali del Comune di Castrovillari per le elezioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica che si svolgeranno domenica 24 e lunedì 25 febbraio prossimi.

Le nomine sono state trasmesse all’Ufficio Elettorale dell’Ente, diretto dal dottore Franco Martino.

Alla Sezione n. 1 andrà Angela Buccino, alla n. 2 Francesca Dorato, alla n. 3 Giusy Aiello, alla n. 4 Salvatore Biagio Maio,  alla n. 5 Luigi Pacenza, alla n. 6  Paolo Saraceni, alla n. 7 Teresa Vizzi, alla n. 8 Antonio Pugno, alla n. 9 Cristina Donato, alla n. 10 Giuseppe Tramontana, alla n. 10 Speciale Manuela Macario, alla n. 11 Alessandra Stabile, alla n. 12 Marianna Fortunato, alla n. 13 Domenico Mauro, alla n. 14 Michele Diodati, alla n. 14 Speciale Francesco Minisci, alla n. 15 Emiliano De Sanso, alla n. 16 Antonio Bonifati, alla n. 17 Domenica Gallicchio, alla n. 18 Monica Magnelli, alla n. 19 Roberto Lauro, alla n. 20 Rosamaria Pugliese,  alla n. 21 Pasquale Notari ed alla Sezione n. 22 Leonardo Fortunato.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

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