Al seguente comunicato stampa, diffuso ieri da Riccardo Rosa, in merito all'intitolazione dei chiostri, segue la risposta dura e secca del Sindaco della città, Mimmo Lo Polito.

"La sinistra ha bocciato la proposta dell'intitolazione dei chiostri del  Protoconvento al dott. Liberato Passarelli ed al dott. Salvatore Salvatore Bianco! Non commento la bassezza delle giustificazioni di Lo Polito a sfavore della nostra proposta, ma davvero il suo rifiuto ad intitolare i chiostri a queste due grandi personalità castrovillaresi è un gesto becero di una politica becera! Ritengo che una città smarrisce se stessa quando dimentica i suoi illustri protagonisti, coloro che hanno sacrificato il loro tempo, il loro lavoro e la loro vita consentendo al nostro territorio di fare passi in avanti". 

“A proposito della intitolazione dei Chiostri del Protoconvento Francescano di cui si è discusso nella seduta del Consiglio Comunale del 3 giugno, mi sento di rivolgere le scuse della Città alle Famiglie Passarelli e Bianco.

Nel riconfermare  la stima per il riconoscimento ai due professionisti, effettuata personalmente sia in forma privata che pubblica, come primo cittadino non posso che sentirmi mortificato per l’indecorosa polemica politica che, strumentalmente, si è intesa fare.

Utilizzare anche la figura di due professionisti scomparsi per evidenziare un diverso metodo e stile nel fare  politica evidenzia la pochezza di idee e di sensibilità di quella parte politica che ha lanciato, senza discussione alcuna, una proposta che necessariamente richiedeva una valutazione complessiva di tutti  i figli illustri  di Castrovillari a cui intitolare strade, piazze ed immobili cittadini.

La pochezza politica di Chi, di fronte alla dichiarata disponibilità d’istituire una competente Commissione per svolgere tale lavoro, ha preteso di andare, in ogni caso, al voto su una proposta, a questo punto,solamente strumentale, è evidente.

Di becero, in questo modo di fare,  vi è solo il comportamento di Chi, dopo aver  prodotto il danno, lo aggrava con ulteriori polemiche.

Questa Amministrazione comunale, fedele all’impegno assunto, istituirà la Commissione per dare  il giusto riconoscimento a tutti i nostri cittadini che nei diversi campi e settori hanno dato lustro alla città di Castrovillari.”

Guarda il Servizio.

 

Dalla più antica zona vitivinicola d’Italia un appuntamento per i palati di tutto rispetto con il gusto di vini autoctoni, ricchi e vellutati.

Sabato 8 giugno, alle ore 18,  nella sala 8 del Protoconvento Francescano di Castrovillari, l’Azienda Agricola Trabucchi d’Illasi, che è ubicata tra la Valpolicella e la Terra del Soave, ad est di Verona, effettuerà una degustazione tecnica alla riscoperta dei gusti unici dei grandi vini di questa importante Enoteca, grazie a terreni che offrono importanti essenze ed esposizioni importanti per raccogliere la migliore radiazione solare , necessaria alla maturazione dei vitigni che producono queste particolarità. 

La presentazione sarà curata dall’avvocato Giuseppe Trabucchi docente di diritto commerciale presso la facoltà di economia dell’Università di Studi di Verona, persona piena di risorse e proteso, come la Famiglia da cui discende rappresenta, sempre ad affermare l’irrinuciabilità delle cose buone nonchè titolare dell’autorevole enoteca che produce con agricoltura biologica e nel segno dell’antica tradizione veneta i vini che verranno esibiti e degustati. 

Insomma, una serata da non perdere, unica,  e nel segno di quelle tipiche capacità imprenditoriali degli uomini e donne che fanno grande ed insuperabile il made in Italy.

 (g.br.)

Nel segno  dei valori . Il 7, 8, e 9 giugno prossimi Castrovillari, in provincia di Cosenza,  accoglierà il  “I Torneo Nazionale di Calcio Giovanile Parco del Pollino – Trofeo Città di Castrovillari” a cura  dell’associazione sportiva A.S.D. Real Castrovillari, in collaborazione con l’ Ente Parco Nazionale del Pollino e con il patrocinio dell’ Amministrazione Comunale di Castrovillari e della Regione Calabria.

La gara, riservata alla categoria “Giovanissimi”, si disputerà  presso il Polisportivo comunale “Mimmo Rende” della città  del Pollino  e coinvolgerà Società professionistiche tra cui la Reggina Calcio, S.S.C. Napoli e S.S. Lazio.

Prevista oltre la presesenza di giovani anche diverse famiglie a seguito delle rappresentative e degli staff per un momento  “che vuole essere, prima di tuttoaffermano il Sindaco, Domenico Lo Polito e il Vice ed Assessore allo Sport, Carlo Sangineti- una grande festa dello sport.”

La manifestazione si  terrà in collaborazione con la Federazione Italiana Gioco Calcio e rispetterà i “Regolamenti per Tornei a carattere Nazionale del Settore Giovanile e Scolastico della F.I.G.C”.

Le gare saranno dirette da arbitri F.I.G.C./A.I.A., al cui Comitato la Real Castrovillari appartiene da 26 anni.

Lo scopo del Torneo non sarà soltanto quello di eleggere un “vincitore sportivo” ma, soprattutto, quello - afferema Davide La Polla, presidente della  A.S.D. Real Castrovillari - di proporsi come forte momento di aggregazione tra partecipanti e spettatori, all’insegna dello sport e del divertimento, e di recupero, per i ragazzi partecipanti, di quei valori sani che hanno sempre contraddistinto il mondo dello Sport ed in particolare del Calcio. L’educazione, il senso di aggregazione e di socializzazione dei giovani costituiscono, infatti -ribadisce-, prerogativa fondamentale di un processo di crescita, oggi in crisi.”

 (g.br.)

Sono in pagamento presso la BNL di Castrovillari i contributi  per la fornitura dei libri di testo riguardante il corrente anno scolastico. Tutto ciò in favore degli alunni  aventi diritto e appartenenti alla scuola media  inferiore  ed alle prime due classi del superiore.” 

Lo hanno reso noto  il Sindaco, Domenico Lo Polito, ed il consigliere comunale con delega alla pubblica istruzione, Giuseppe Russo, i quali ribadiscono “l’impegno dell’Amministrazione a tutela del diritto allo studio di tutti ed in particolar modo per i più deboli nonché a sostegno di quelle esigenze fondamentali delle famiglie, necessarie, per favorire la conoscenza dei propri figli e seguire i programmi didattici che propone la scuola di appartenenza.” 

“E’ con questo spirito che siamo impegnati, consapevoli del ruolo che svolge la scuola proprio per la formazione delle coscienze dei giovanissimi – affermano ancora Lo Polito e Pino Russo – in un momento dove questa sembra non riscuotere tanta attenzione, nonostante quello che si dica, per come viene trattata e per gli insufficienti finanziamenti che gli vengono destinati.” 

“Ecco perché – concludono - è fondamentale una dedizione del genere, che non può prescindere da questo senso di appartenenza alle istituzioni ed alla scuola come luoghi di crescita oltre che ambito che la società si è data per rispondere al bisogno educativo dei ragazzi e per la loro preparazione alla vita.”

 (g.br.)

COMUNICATO STAMPA

“Troppo spesso i dipendenti pubblici di Castrovillari sono stati oggetto di campagne e attacchi denigratori e considerati come fannulloni”. “Non è così …” “…e questo luogo comune deve richiamare tutti indistintamente ad una seria riflessione. I lavoratori pubblici sono servitori dello Stato che meritano il massimo rispetto!"

Non è vantaggioso per nessuno, cavalcare l’onda populista di quei settori frustrati e sottoculturali di Castrovillari; i quali aizzano la “classe dirigente politica” (maggioranza e opposizione) del comune … che desiderosa di “dimostrare che la buona politica si fa assecondando le pulsioni retrive della società”, cadono nella tentazione di svendere l’onore e la dignità e di diffamare decine di lavoratori per ottenere consensi. Cosi, un giorno sì e l’altro pure, sulle pagine di diversi quotidiani locali e nelle conversazioni private, come sui blog paesani, spuntano affermazioni, tutti rigorosamente suggellati da slogan ad effetto, tipo: “Per i fannulloni delle Pubbliche amministrazioni la pacchia è finita, ora dovranno andare a lavorare come tutti gli altri”. Ma è veramente giusto quello che pensa la gente comune? Personalmente non intendo negare l’esistenza di fannulloni all’interno delle pubbliche amministrazioni, né tantomeno arroccarmi dietro meri interessi consociativi a difesa dell’intera categoria a cui appartengo. Il proposito è un altro, quello di offrire una diversa chiave di lettura sull’attuale situazione comunale, in grado di superare il classico stereotipo del dipendente pubblico fannullone. In tal senso, credo che vada rovesciata la prospettiva fondata sulla retorica dei fannulloni, portata alla ribalta e tradotta in una crociata dal ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta.

Il vero problema non è la volontà (buona o cattiva) degli individui, ma l’organizzazione. Per capire questo, vanno smontati alcuni miti, dal momento che si procede per slogan. È falso, per esempio, che il settore pubblico a Castrovillari sia sovradimensionato: il numero di dipendenti è sottorganico. Non dimenticando che, allo stato attuale, elementi concreti tali da dimostrare che il livello di produttività dei lavoratori dell’organico del comune di Castrovillari sia “… basso!”, non ci sono!

O meglio, i vari tentativi – avviati negli ultimi anni da parte delle molte amministrazioni che si sono succedute a Castrovillari - di misurare la produttività dei dipendenti hanno miseramente fallito il loro compito, ricadendo il più delle volte nella cosiddetta “trappola delle attività”, allorquando viene mestamente confuso il fine con il mezzo. Sicché, i vari sistemi di controlli gestionali, più che misurare risultati concreti ed essere di supporto nella fase di programmazione degli obiettivi, si sono limitati, il più delle volte, a trovare le pezze giustificative per elargire premi ed incentivi ai dipendenti. L’errore più grande che si è commesso in questo campo è stato quello di credere che dal privato era possibile copiare “sic et simpliciter” tutti gli strumenti di misurazione e valutazione, il tutto senza preoccuparsi di definire in cosa consiste la produttività delle amministrazioni pubbliche. Compito quest’ultimo tutt’altro che facile, dal momento che l’attività amministrativa è, in primo luogo, estremamente diversificata: raramente le amministrazioni sono specializzate in una o poche attività, anzi la produttività complessiva di un ente pubblico è realmente di difficile misurazione, poiché spesso esso gestisce una moltitudine di funzioni. Inoltre, le pubbliche amministrazioni non concorrono sul mercato e non perseguono il profitto. Mancano, così, parametri di riferimento della produttività ed efficienza tipici del privato E ancora, molti prodotti sono forniti anche prescindendo da un mercato: i servizi essenziali alla persona debbono essere erogati prescindendo dell’intensità richiesta. Né è possibile decidere quanto prodotto si deve porre in essere: ad esempio il comune emette tutte le carte d’identità che sono richieste, non può immetterne sul mercato una quantità da “vendere”, per perseguire il profitto (peccato che questo concetto fondante di uno stato sociale sia stato dimenticato). Ma questo rappresenta solo una parte del problema esistente all’interno delle pubbliche amministrazioni, l’altra riguarda il livello di motivazione generale dei dipendenti che operano all’interno delle pubbliche amministrazioni. Allo stesso tempo è solo demagogico un approccio fondato sull’individuazione di un capro espiatorio, sull’esaltazione mediatica e politica della polemica sui fannulloni. La lotta all’assenteismo e ai fannulloni è sacrosanta, ma molti di questi sono semplicemente dipendenti disillusi e demotivati, prodotti dai meccanismi di malfunzionamento dell’organizzazione dirigenziale, che non è connessa ad un progetto meritocratico, e che non viene applicato per nessun dipendente, e solo in qualche caso a gruppi ristretti di dipendenti compiacenti e servili. C’è un libro dal titolo “Fannulloni si diventa”. Il libro, inizia proprio con una contraddittoria discrasia di valori: “Il giudice Falcone era un dipendente pubblico, Paolo Borsellino anche, cosi come gli uomini della loro scorta. E questi sono gli eroi. Enrico Fermi era un dipendente pubblico, cosi come lo è la maestra dei nostri figli, che ha fatto un lavoro importantissimo e straordinario. E questi sono i campioni positivi. Adesso facciamo un paradosso: ma se costoro avessero accumulato 120 giorni di assenza in un anno e si fossero fatto timbrare il cartellino dal collega complice. Non sarebbero stati più eroi? Ma fannulloni! Sono sempre più convinto che il fannullone generico (tanto per intenderci: quello per nascita) rappresenta assolutamente una minoranza nelle PA. Anzi la verità è che, nella maggior parte dei casi, i fannulloni sono prodotti dall’organizzazione e in particolare alcune amministrazioni pubbliche si sono, nel tempo, specializzate, in questo. Allo scopo individua quattro categorie di potenziali fannulloni. I primi sono i cosiddetti disillusi, ovvero persone non necessariamente incapaci, ma che nel tempo hanno perso la voglia di impegnarsi. Spesso hanno iniziato la loro avventura lavorativa carichi di entusiasmo e aspettative, incontrando poi, nel percorso professionale, tante piccole e grandi delusioni, sino a minarne nel profondo la fiducia verso un futuro ricco di interessi. La seconda categoria di fannulloni è quella degli incompetenti, ovvero persone che nel tempo hanno subito un’obsolescenza professionale, oppure che sin dall’origine hanno ricoperto posizioni lavorative per le quali non avevano né l’attitudine né la preparazione necessaria, risultando queste, in entrambi i casi, inadeguate rispetto ai compiti da svolgere. Questa categoria vive uno stato di profondo disagio e cerca, in ogni modo e con ogni escamotage, di sfuggire alle responsabilità, quasi preoccupata di non farsi scoprire. Una terza categoria di fannulloni sono i demotivati, ossia persone che non trovano nei contenuti di lavoro, nella condizioni di lavoro, nell’ambiente di lavoro, nelle prospettive di crescita professionale, solide giustificazioni a un impegno al massimo delle proprie energie e potenzialità. . L’ultima categoria di fannulloni è quella delle vittime, ossia le persone che, per vari motivi, non hanno all’interno dell’organizzazione le soddisfazioni e i riconoscimenti che si meriterebbero. Nei casi estremi ciò configura situazioni di mobbing. Come è avvenuto negli anni passati per alcuni colleghi e miei amici.

Le soluzioni? Stanno nelle cause, e ne suggerisco alla fine una serie di possibili rimedi. Come si vede i problemi della pubblica amministrazione sono tanti e, di certo, non possono essere affrontati con misure emergenziali che, alla fine, rappresentano solo cure palliative, in grado (forse) di risolvere solo la contingenza del momento senza però innescare quel processo di cambiamento atteso da anni”. Ma qualcosa si può cominciare a fare, per esempio, attuare quelle promesse… “di mettere mano” all’apparato comunale, sempre rimandate, ciò potrebbe essere già un passo avanti, quindi: eliminare qualche dirigente, riqualificare il personale non in modo punitivo, e soprattutto organizzare il ricambio generazionale, di un organico under-over di 60enni, selezionando i neo assunti per meriti e capacità, e sperare che siano motivati professionalmente in virtù della loro freschezza mentale e culturale. Inoltre recuperare un rapporto di collaborazione e di fiducia reciproca e di rispetto, tra gli amministratori e i dipendenti. E’ noto a tutti che il momento storico è attraversato da una diffusa ondata di sfiducia, verso tutte le rappresentanze dello Stato, viste come fonti di sperpero del denaro dei contribuenti, e ciò impone che i dipendenti facciano finalmente, l’unica cosa, che possono fare autonomamente, perché non richiede grandi studi organizzativi: la disponibilità e la gentilezza… nei confronti dei fruitori di servizi, e fare in modo che il cittadino che entra in un ufficio si senta come se fosse a casa propria!!!

Sono certo che frasi come queste:“Con amarezza, invece, dico che mi vergogno di rappresentare quei cittadini che pur di gioire per difficoltà inesistenti dell’amministrazione comunale, danno valore…”, aggiungo io: … a certe dicerie sui fannulloni del comune di Castrovillari. Il sindaco, gli amministratori ed i consiglieri comunali, non perderanno occasione per scriverle e dirle, anche per la difesa dei dipendenti della P.A. (Comune)

P.S. Non mi ero sbagliato ! Il sindaco Lo Polito, nel comizio di Sabato 25 maggio, ha chiarito questo aspetto e questione insieme ad altri problemi relativi alla situazione del comune di Castrovillari, consiglierei al Sindaco per evitare di parlare solo… agli addetti ai lavori, di fare informazione in modo più capillare… andando, non dico porta a porta, ma almeno rione per rione di Castrovillari!!!

Un militante di base di SEL “Lelio Basso “ di Castrovillari

Pino Basile

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