– COMUNICATO STAMPA –

Giovedì 29 novembre alle ore 20.30 al Nuovo Supercinema andrà in scena “La nostra ultima prima cena”, lo spettacolo scritto e diretto da Gianluca Vetromilo conAchille Iera, prodotto da Mammut Teatro. Secondo appuntamento della rassegna “ZTL – Zona transitoriamente libera”, la pièce arriva a Catanzaro per la prima volta.

La nostra ultima prima cena” è la storia di un uomo comune, un qualunque ragazzo nato e cresciuto in un ambiente scomodo, che racconta il disagio di vivere in questo posto e di come il luogo che abita – un piccolo sobborgo di una cittadina del Sud - può fortemente influenzare la sua vita e il suo pensiero. Una persona fragile che cerca invano di confrontarsi con il mondo esterno perché influenzato da quelli che sono i pensieri comuni, la cultura di quel posto.

La nostra ultima prima cena” tocca temi immortali per raccontare, in maniera indiretta e trasversale, un’altra storia, una storia brutale e purtroppo ancora attuale: la pedofilia. Vetromilo e Iera lo fanno senza cadere in patetismi, misurandosi con una verità agghiacciante rimasta troppo tempo nel silenzio e nell’indifferenza totale.

Gianluca Vetromilo è un attore ed un artista poliedrico, appassionato alle tecniche di spettacolo di strada. È fondatore e direttore artistico della compagnia "Nuncepace. Artisti di Strada". Per il Teatro Ragazzi ha scritto, diretto e interpretato, insieme a Marco Rialti, lo spettacolo di clownerie “Migni mogni”.  Collabora con diverse realtà teatrali – tra le altre cose è aiuto regia dell’ultimo lavoro di Scena Verticale “Il Diario di Adamo ed Eva” firmato da Dario De Luca -  e ha dato vita, insieme all’attore, regista e formatore teatrale Achille Iera, a MammuT Teatro. Iera collabora con le associazioni “Nastro di Mobius”, “Capusutta” e “Nuncepace”. Attore de “La marcia lunga”, spettacolo di Saverio Tavano, con cui si aggiudica una menzione speciale al Premio Scintille 2015, e con il regista Mario Vitale come attore nei cortometraggi “Il tuffo” e “Al giorno d’oggi il lavoro te lo devi inventare”. Vetromilo e Iera si occupano di formazione teatrale presso la Nadd Academy di Lamezia Terme e collaborano con il Teatro delle Albe di Ravenna come guide del laboratorio teatrale “Capusutta”.

– COMUNICATO STAMPA –

Un importante appuntamento culturale per i devoti di San Francesco di Paola e per quanti amano l’arte. La cappella delle reliquie del Santuario di Corigliano Calabro è stata risistemata con tre grandi pannelli opera dell’artista ucraino Yuriy Kuku, che su mandato dei Padri Minimi ha raffigurato: la gloria di San Francesco di Paola con i santi, beati, venerabili e servi di Dio che hanno vissuto la loro vita seguendo l’ideale cristiano nell’Ordine dei Minimi (primo Ordine sacerdoti e frati; secondo Ordine monache di clausura; terzo Ordine laici); la Chiesa militante con i religiosi minimi nativi di Corigliano, o che hanno vissuto nella cittadina jonica con il compito di correttore, ed ancora gli ultimi due correttori generali e i vescovi minimi del nostro tempo; e la Chiesa popolo di Dio con la raffigurazione di tanti benefattori dell’eremo di Corigliano Calabro, molti dei quali iscritti al Terz’Ordine dei Minimi.

Domenica 2 dicembre 2018, con inizio alle ore 18.30, nella sala “Beato Felton” del complesso conventuale di San Francesco di Paola a Corigliano Calabro, verrà presentato ufficialmente il nuovo libro di padre Giovanni Cozzolino “Una grande storia di santità alla sequela di San Francesco di Paola. Nella cappella del Santuario di Corigliano Calabro i volti di tanti testimoni del Vangelo”che con alcune schede biografiche dei santi minimi, con un ricordo dei religiosi minimi che hanno guidato il convento, e con una serie di testimonianza sui laici “dal cuore buono”, che dal ritorno dei Padri Minimi a Corigliano Calabro (1950) hanno partecipato, condiviso e pregato nel quarto eremo fondato da San Francesco di Paola. Un libro che segue i dettami dell’ultima esortazione apostolica di papa Francesco, Gaudete et exsultate, che parla «della santità della porta accanto»; dopo il saluto del correttore del convento di Corigliano, padre Francesco Di Turi, sono previsti gli interventi dell’editore Demetrio Guzzardi, di don Pietro Groccia, di Francesco Trebisonda, di Antonella Dima e di padre Giovanni Cozzolino.

La serata si concluderà con la consegna del riconoscimento all’artista Yuriy Kuku, per aver realizzatoil ciclo pittorico nella cappella delle reliquie. Il premio “bastone-canna di San Francesco di Paola” è giunto alla seconda edizione;  lo scorso anno fu conferito alla memoria dello storico dell’arte Giorgio Leone, deceduto un anno fa. 

Padre Giovanni Cozzolino in una sua dichiarazione alla stampa ha dato l’annuncio ufficiale che «l’evento per i 500 anni della canonizzazione di San Francesco di Paola, avvenuta in San Pietro a Roma il 1 maggio 1519 da parte di papa Leone X, verrà festeggiato solennemente a Corigliano Calabro, perché la nostra festa patronale di quest’anno cade il 1 maggio 2019, a 500 anni esatti dalla santificazione; è un segno che ci commuove, è come se San Francesco avesse scelto proprio Corigliano festeggiato». Nella stessa nota, parlando del suo nuovo lavoro editoriale ha detto: «Gli utili della vendita del libro, saranno tutti messi a disposizione per la costruenda opera “Oasi San Francesco di Paola” presso Il Romitorio; una zona sacra per tutti noi minimi e per quanti desiderano avvicinarsi per conoscere di più e meglio il carisma “dell’amore alla maggiore penitenza” insegnato da San Francesco di Paola». 

Spesso e volentieri sto in silenzio nella nuova cappella di san Francesco di Paola e osservo con attenzione l’opera realizzata, quasi dialogando con tutti i  personaggi ivi raffigurati e capisco sempre di più la santità. Osservo i correttori defunti dal 1950 in poi: da padre Oronzo Carriero a padre Baldassare Mari, da padre Michele Stea a padre Arturo Mazza, da padre Michele Serpe a padre Francesco Mazza, da padre Andrea Turrisi a padre Cosimo Trivisani, da padre Giuseppe Quaranta a padre Antonio Arena a padre Biagio Laganà e mi accorgo che sono santi, perché purificati e corretti nella completezza della loro vita tutta dedicata al Signore. 

Osservo i benefattori defunti dal 1950 in poi (almeno quelli che mi sono ricordato) e scopro la stessa cosa: da Lucia, Giovanni e Carmela Berardi a Pasquale Cloro, da Maria Marchese a Giovanni Malavolta, da Bombina Napoli a mia madre Elena Capalbo, da Antonietta Costa ad Adele Conte, da Alfonsina Grillo agli affiliati all’Ordine dei Minimi Francesco Policastri e Alessandro Attanasio, da Gemma Terzi ad Immacolata Mangano, da Pietro Tavernise ad Antonio Gallina, da Rosa Albamonte a Vincenzo Risafi, da Maria De Simone a Giorgio Aversente, da Giovanbattista Policastri a Giuseppe Benvenuto, da mio padre Francesco Cozzolino a Tonino Sosto, da Pietro De Simone a Fulgida Pometti, da Pietro Trebisonda a Giovanni Battista Palermo,  da Mario Candido ad Anna Elena Edda Salimbeni, da Giuseppe Pirro a Bombina Romio, da Afonso Fingardo ad Antonio De Gaetano. Tutti ci fanno comprendere che la santità è a portata di mano: loro non abitavano nelle nicchie e non portavano in testa un’aureola luccicante, ma tenevano dentro la testa i fastidi, i problemi e le preoccupazioni, proprio come tutti noi e prima di essere coronati in cielo, hanno ingoiato la polvere della Terra.

– COMUNICATO STAMPA –

L'antico rito del "perciare" le botti per assaggiare il vino nuovo è una pratica che nel territorio del Pollino ha accompagnato generazioni, diventando una cerimonia laica vera e propria capace di scandire il tempo ed accompagnare la maturazione del mosto che le botti custodivano dopo il periodo della vendemmia. Un appuntamento che da sempre ha rappresentato una festa per le famiglie che si ritrovavano insieme nel giorno dell'Immacolata Concezione affidando alla vergine la benedizione per il vino che si andava ad assaggiare. Ritmi e ritualità, accompagnati dal buon cibo contadino, che da ben sedici anni a Mormanno sono diventati esempio di una tradizione che è diventata evento identitario d'eccellenza, fondato sulla valorizzazione di un'antica usanza che si rende attrattore turistico dal taglio esperienziale.

La festa di Perciavutti - giunta alla sua sedicesima edizione - ideata dall'associazione culturale Comunalia, guidata dal presidente Rosaria Vuozzo, ha visto da sempre il patrocinio ed il sostegno dell'Amministrazione comunale di Mormanno, attraverso l'impegno del Sindaco, Giuseppe Regina, del vice sindaco, Paolo Pappaterra, e quello dell'assessore al turismo, Flavio De Barti i quali credono a nome dell'esecutivo che «quest'appuntamento rappresenti per Mormanno un forte attrattore turistico - esperienziale capace di aiutarci a raccontare al meglio il nostro territorio, le sue identità alimentari, la grande valienza di accoglienza diffusa messa in campo grazie al connubio tra intrapresa pubblica e privata scegliendo di valorizzare il territorio in maniera nuova e propositiva puntando su grandi eventi legati alla tradizione».

 In questa chiave è da leggersi anche la partnership con la condotta Slow Food Pollino Sibaritide Arberia versante ionico cosentino, guidata dal fiduciario Lenin Montesanto, che da quest'anno proprio nei giorni clou dell'evento realizzerà, presso l'area mercatale, il villaggio delle identità e delle eccellenze chiamando a raccolta a Mormanno i produttori del sodalizio con la chiocciola che perseguono la filosofia del cibo buono, pulito e giusto.

 Sarà questo uno dei tanti appuntamenti, oltre venti in quattro giorni, che animeranno la festa identitaria alla quale prende parte tutta la comunità di Mormanno e che per l'edizione 2018 vedrà in piazza Umberto I due grandi eventi legati ad altrettanti ospiti di eccezione. Cosimo Papandrea, protagonista indiscusso della canzone autorale popolare del Sud, voce guida del TaranProject fondato insieme a Mimmo Cavallaro, venerdì 7 dicembre sarà sul palco per animare il concertone della serata in cui si dà il via ai Vuttari dei quartieriCasalicchio, Capo Lo Serro, Costa e Torretta, che proporranno - oltre ai cibi della tradizione popolare del Pollino - il vino delle cantine Ferrocinto di Castrovillari, Librandi e Francesco Malena di Cirò, e Statti di Lamezia Terme, segno evidente di come Perciavutti voglia essere momento di legame e promozione del vino calabrese, in forte ascesa sui mercati nazionali ed internazionali, e sia al contempo diventato evento che ha travalicato i confini territoriali diventando un grande momento culturale regionale, sostenuto anche dal contributo della Regione Calabria, ed un grande evento storicizzato per il Parco Nazionale del Pollino che, oltre a sostenerlo con un contributo economico importante, lo ha reso uno dei co-eventi in cui si è scelto di raccontare la bellezza naturalistica dell'area protetta più grande d'Italia. Sabato 8 dicembre, invece, sarà la presenza della chef della quarta edizione di Masterchef, Simone Finetti, ad essere il protagonista di un cooking show sempre in Piazza Umberto I dedicato ai prodotti d'eccellenza del Pollino alla cui biodiversità e sostenibilità agroalimentare sarà dedicato un convegno, domenica 9 dicembre organizzato presso la Sala consiliare dell'associazione PharoLab.

 In continuità con la volontà forte dell'esecutivo guidato dal Sindaco Giuseppe Regina di valorizzare il cibo ed il territorio spazio, nel ricco programma, anche alle passeggiate nel borgo di Mormanno a cura dell'associazione Comunalia in collaborazione con l'Associazione delle Guide Ufficiali del parco Nazionale del Pollino alla scoperta degli antichi vuttari e la degustazione di pietanze tipiche nei giorni di sabato 8 e domenica 9 dicembre. Sempre sabato 8 dicembre, alle ore 16.00, spazio alla cultura legata alle ricette tradizionali con Maria Zanoni che presenterà un racconto delle antiche tradizioni mediterranee con il libro “Piatti e Gulìe, cibo e gusto di Calabria" organizzato dalla Cooperativa “Pollino Food Experience” che si sta dedicando alla coltivazione e valorizzazione del fagiolo poverello bianco, insieme alla lenticchia ed al bocconotto, identità alimentare di Mormanno.

 Aspettando Perciavutti 2018, giorno 6 dicembre, sarà invece momento dedicato alle scuole con la rappresentazione dello spettacolo promosso dalla band "Ladri di carrozzelle" dal titolo "Diversi da chi". Mentre alle 18.00 la sala consiliare accoglierà Giusy Staropoli Calafati e la presentazione del libro “La Terra del Ritorno”. Un romanzo che arriva dritto al cuore. Che fa capire come ognuno di noi può trovare la propria felicità nel posto in cui nasce senza dover per forza cercare terre nuove. Un testo che aiutare a riflettere sul bisogno di lottare per la propria identità e per i propri sogni, perché ne vale sempre la pena.

Vincenzo Alvaro
- giornalista -

Con il documento, sotto allegato e integralmente pubblicato, Mariella Saladino manifesta la volontà di candidarsi alle primarie per l'elezione del Segretario Nazionale del Partito Democratico. Alla nostra concittadina i complimenti e un grosso "in bocca al lupo" da Castrovillari In Rete!

Oggetto :  Proposta valutazione regole congressuali – Preannuncio di candidatura Saladino Maria.

Esimio Presidente ed esimi Commissari, sono Maria Saladino detta 'Mariella', iscritta al Partito Democratico dal 2014 e già candidata alle ultime Elezioni Europee nel Collegio Italia Meridionale, contribuendo con circa 26mila preferenze al 41% totale ottenuto dal PD.

Intanto approfitto per porgere i miei migliori auguri di buon lavoro, poiché è manifesto come il Vostro compito sia tutt'altro che semplice, e, per quanto possa, dovrà essere matita essenziale attraverso la quale ridare colore al futuro di partecipazione e democrazia di quello che sarà il partito che vogliamo, anzi il partito che desidera e ci chiede la nostra gente.

Voi potrete, tutti noi potremo insieme segnare la storia. A voi il compito di stabilire le regole, a noi il dovere di proporre innovazioni tali da rendere reale la democrazia congressuale, perché venga restituito il ruolo di protagonista alla nostra gente, o meglio alle nostre Piazze.

Guardiamoci dentro, sappiamo bene che il passaggio elettorale di prima fase tra i soli iscritti potrebbe non realizzare democrazia reale nel Partito Paese, ma finirebbe con l'avvitarsi attorno all'immobilismo caro ai soliti potentati delle tessere. A questi potrebbe far gioco che nulla cambi, a questi potrebbe non dispiacere limitare, soprattutto, le giovani proposte. Non è partire dallo stesso nastro, il dover misurarsi chiedendo il consenso a una platea 'partitica' che in poche settimane non ha il tempo di approfondire e conoscere valori e risorse che ci sono nei volti, indubbiamente meno noti, ai quali poi certificare o meno il passaggio alla seconda fase. Volti quasi anonimi che con le loro idee e i propri propositi non solo convincono la Gente e le Piazze ma quotidianamente raggiungono il prezioso obiettivo di far aprire il Partito al Paese e riportare così la Politica sui Territori.

Noi offriamo questa riflessione ai nostri rispettabili compagni che dal partito hanno già ricevuto e la segnaliamo quale vantaggio non dovuto, particolarmente in questa che sarà la fase che dovrà costituire il momento più alto del riavvicinamento della gente alla politica.

Si chiede dunque che la Commissione valuti con estrema attenzione l'opzione di offrire contemporaneamente alla platea di votanti -composta da iscritti ed elettori- i progetti di partito e le relative candidature in un'unica grande fase di partecipazione e voto, passando successivamente alla espressione assembleare per la nomina del segretario, secondo le regole che lo Statuto già offre.

La nostra richiesta è generata dalla necessità di rispetto l’urlo troppo spesso inascoltato delle Piazze che proviene anche dall'elettorato perduto, perché nasca, o meglio si rifondi il Partito laboratorio, progressista, democratico, plurale per radici e ragioni, ulivista e dalla chiara matrice socialista europea, cioè un Partito Paese, come già chi ci ha preceduto aveva intuito e realizzato.

La nostra proposta si fonda sul pensiero delle 'mie' Piazze e dei Territori, che chiedono --con rispetto- una rivoluzione generazionale, non tanto e non soltanto anagrafica ma Politica.

Qui segnaliamo che con le Piazze -quasi una missione restando nel Pd- abbiamo avviato, sperimentato e generato un Progetto plurale di Piazze Progressiste, ovvero quella 'PIAZZA DEM' costituita il primo agosto del 2017, ma già in embrione appena dopo il referendum del 4 dicembre 2016. Una Piazza Dem associativa di donne, uomini, territori, valori e idee che è già attiva e protagonista in molte regioni d'Italia.

La nostra associazione Piazza Dem, della quale mi onoro di essere presidente da iscritta e militante Pd, è un laboratorio politico per un prossimo e vasto progetto di area progressista, democratica, cattolica e socialista. Io, Mariella Saladino, e Piazza Dem ci candidiamo per dar vita a un soggetto contrapposto al populismo e al pressappochismo bislacco fondato sul consenso di italiani delusi e bisognosi. Il progetto politico che qui si propone vuole i cattolici, attenti ai segni dei tempi, protagonisti nella cristianità a fondamento della pace sociale e politica, il nostro progetto segna la valorizzazione di un rinnovato credo socialista per affrontare le battaglie politiche laiche della grande tradizione europea, indica la via per un vero Partito Plurale, una grande occasione per la sinistra europea di ritrovarsi nella casa comune. È quasi una 'chiamata alle armi' della politica, nella chiarezza del percorso sul quale guidare gli elettori nella unità delle #differenzerisorsa.

Piazza Dem, in questi anni, oltre a percorrere strade e sostare nelle piazze, ha pazientemente avviato la propria missione di solidarietà e vicinanza ai cittadini e ai loro diritti realizzando consenso, riportando in vita l'antica voglia di fare politica, recuperando classi dirigenti già in odore di diaspora, avvicinando i giovani alla politica e registrando con soddisfazione un efficace effetto spugna verso i nostri elettori più delusi, insoddisfatti, sbandati, già attratti dai canti di questa o quella novella Circe.

Per questo mi faccio coraggio e faccio mia la decisione delle Piazze, della rete, dei compagni e degli amici che mi sostengono, di candidarmi alla carica di Segretario Nazionale del Partito Democratico, preannunciandola così, fuori dalle regole, alla Commissione e all'opinione pubblica e inoltrandola ai media in forma di lettera aperta, chiedendo che il messaggio, la opportunità Piazza Dem si propaghi in tutta Italia, offrendo la valutazione e la partecipazione ad ogni circolo del Partito e  dei Giovani democratici, quelli che vogliono un congresso vero non preconfezionato, chiediamo la condivisione attiva dei Socialisti Europei, delle Associazione, del mondo dei cattolici  e soprattutto dlle Piazze che delle differenze ne fanno risorsa.

Da queste basi e da questi valori, tutti insieme, chiediamo la democratica possibilità di sottoporre alla stessa Commissione le nostre già esposte novità regolamentari, naturalmente avviandole su percorsi rispettosi dello Statuto -pur derogando in alcuni passi ad esso- consapevoli che dalla medesima Commissione il nostro proposito sarà attenzionato e preso nella giusta considerazione.

Siamo fortemente d'accordo che venga eliminata quella 'aggiunta, relativa al contributo, riportata al comma 8 dell'art.9 del nostro Statuto.

Siamo determinati a realizzare una modifica statutaria importante, per ridare linfa e sprone al Partito, eliminando l'automatismo della sovrapposizione delle cariche di Segretario del Partito e candidato alla Presidenza del Consiglio che risulta essere stata, a nostro parere, dannosa per il partito e per gli interpreti del ruolo.

Siamo altresì convinti che sia giusto aprire un confronto forte e determinato sulle diverse fotografie del Partito Paese che ognuno di noi proporrà, coscienti che nostri avversari sono le destre e il populismo e che, le battaglie si facciano non per annientare il fratello, bensì  occorre battersi, come fa da anni Piazza Dem, per vincere i bisogni e i disagi che, quotidianamente, vivono le persone e le famiglie, comunque, convinti e consapevoli di dovere giungere insieme al termine della fase congressuale presentandosi uniti e mostrando l'orgoglio di essere democratici e di essere progressisti.

Da iscritta al Pd, tuttavia, sento il dovere di non dichiararmi né delusa né arrabbiata, convinta di restare nel progetto Pd vivendolo e offrendo tutta la mia determinazione, rimanendo al mio posto, anzi trovando il coraggio di essere in prima fila con convinzione, coraggio e fermezza.

Nell'attesa di ritrovarci tutti ai nastri di partenza, noti e meno noti, nelle identiche condizioni pontefici e matricole, io e Piazza Dem siamo pronti a questa sfida democratica nel bene supremo del Paese. Buona Vita Democratica.

Maria Saladino

Iscritta PD dal 2014

Candidata per il Progetto Piazza Dem Partito Paese

 

– COMUNICATO STAMPA –

L'altare e la sua iconostasi sono il logo del mistero, lo squarcio che mette in contatto cielo e terra, la corda tesa tra la veglia e il sonno, il confine privato tra visibile e invisibile. Il posto delle immagini dove l'evento è la percezione della luce.

Uno spazio unico che oltre ad essere simbolico per la sacralità greco bizantina è anche spazio artistico di grande prestigio con la tradizione degli iconosti che raffigurano ed impreziosiscono gli spazi liturgici delle chiese della tradizione arbereshe.

San Basile si prepara a ricordare l'80° anniversario della consacrazione dell'altare greco e dell'iconostasi della parrocchia di San Giovanni Battista. Un "compleanno" speciale per fare memoria dell'erezione dell'iconostasi compiuta nel 1938 dal primo pastore dell'Eparchia di Lungro, monsignor Giovanni Mele, durante il pontificato di Papa Pio XI sapiente conservatore delle sacre tradizioni greche degli italo albanesi.

Domenica 25 novembre alle ore 10.30 l'eparca di Lungro Monsignor Donato Oliverio presiederà la divina liturgia nella parrocchia di San Giovanni Battista in San Basile, mentre alle 16.00 presso il Lab center ci sarà un momento di confronto al quale porterà i saluti istituzionali Vincenzo Tamburi, Sindaco di San Basile. Le relazioni saranno invece a cura di Antonio Calisi che approfondirà il significato e l'origine dell'iconostasi, lo zoti Mario Aluise che fermerà l'attenzione sulla lettera pastorale diocesana "Il sogno di Dio sulla nostra Chiesa". Il vescovo di Lungro, Monsignor Donato Oliverio, invece si dedicherà a spiegare il senso del primo centenario della chiesa arbereshe di Calabria che sarà celebrata il 13 febbraio 2019.

Vincenzo Alvaro
- giornalista - 

– COMUNICATO STAMPA –

Una riflessione sulla coppia moderna che fa i conti con la crisi economica e dei valori ma sempre sotto il segno della risata d'autore. E' questo "Separati ma non troppo", il quarto spettacolo dei 14 in programma per la stagione Teatromusica di Morano Calabro, capitale calabrese del teatro napoletano.

La commedia, di Caiazzo e Procopio, sarà portata in scena il 25 novembre dai padroni di casa che replicheranno lo spettacolo il 2 ed il 9 dicembre. Sarà un'esperienza tutta da ridere quella con l'Allegra Ribalta, compagnia organizzatrice della kermesse, che per questa stagione ha preparato ben due commedie ispirandosi non solo al contemporaneo ma anche al classico teatro napoletano.

"Ci divertiamo e facciamo divertire il pubblico - dice il regista dell'Allegra Ribalta, Casimiro Gatto che da dieci anni dirige la compagnia - quella che portiamo in scena, in tre repliche, è una commedia su cui stiamo lavorando da tanto. Il gruppo è davvero solido, tra i membri c'è una bella intesa e tutti noi ci mettiamo tanta passione che viene fuori sul palco grazie al grande lavoro che c'è dietro".

Una commedia quindi molto leggera, fatta di intrecci divertenti ed equivoci esilaranti che prepara il pubblico di tutta la Calabria al successivo spettacolo in programma di e con Stefano Sarcinelli, ma anche all'evento di punta del cartellone: Paolo Caiazzo in "Non mi chiamo Tonino", il Cardamone di Made in Sud che, oltre ad essere ospite della rassegna, firma la prima commedia proprio dell'Allegra Ribalta.

Entra nel vivo, così, una stagione teatrale che si traduce in un evento culturale unico, dal momento che renderà il Pollino, fino alla prossima primavera, punto di riferimento per il teatro napoletano, coinvolgendo spettatori provenienti da tutta Italia che vivranno il prezioso borgo di Morano Calabro come la capitale calabrese della risata partenopea.

 

Dott.ssa Paola CHIODI - Addetto stampa e Responsabile della Comunicazione

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Sunday the 16th. Castrovillari in Rete

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