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“Lo scenario che ci si apre davanti sia nel conteso locale che in quello globale è caratterizzato da disordine sociale, demografico, politico, ambientale, economico-finanziario, tutti effetti macroscopici della crisi del modello neoliberista al quale abbiamo affidato ogni prospettiva di crescita economica. Viviamo una crisi generalizzata che comprende anche il “simbolico” della nostra cultura occidentale con conseguente crisi di senso e orientamento.” E’ la riflessione che fa il Vescovo di Cassano allo Jonio, mons. Francesco Savino, introducendo l’incontro con i giornalisti, svoltosi sabato 4 novembre mattino al Seminario diocesano “Giovanni Paolo I”, di Cassano, per presentare le iniziative che la Diocesi ha programmato per la I Giornata Mondiale dei Poveriindetta da Papa Francesco per il 19 novembre.

Grazie all’organizzazione della Caritas diocesana, in collaborazione con gli Uffici diocesani Liturgico, Catechistico, per i problemi Sociali e il Lavoro, per la Pastorale Familiare, per le Comunicazioni Sociali e il servizio diocesano per la Pastorale Giovanile, la Fondazione Casa della Provvidenza “Antonio, Diana, Francesco e Luisa Rovitti” e la Fondazione di Comunità “Casa della Misericordia” onlus, si svolgeranno tra sabato 11 novembre e lunedì 4 dicembre, due incontri culturali, uno spirituale, la festa del 19 novembre (momento di celebrazione, riflessione e convivialità) e, nel corso dell’anno, sarà realizzata un’opera segno: un Centro di Prima Accoglienza.

“Avvertiamo tutti la necessità di un cambio di rotta, di un nuovo modello di sviluppo con regole e prospettive che abbiano come orizzonte i diritti di cittadinanza e la crescita culturale dei territori – ha detto il Vescovo Savino. La crisi può e deve rappresentare un’occasione per rigenerare il bene-staredelle nostre comunità per cui si richiedono scelte di economia civile che tenda al bene comune, secondo uno dei principi fondanti della dottrina sociale della Chiesa cattolica. Occorre, infatti, un’economia autenticamente umana che non prescinda dalla reciprocità e gratuità oltrepassando l’interesse personale o di lobby nella cui logica si determinano la speculazione e lo sfruttamento dei più poveri. Nei pronunciamenti del Santo Padre risuonano spesso affermazioni riguardanti la tirannia del denaro e il modello di economia dimentico della solidarietà e del primato della persona umana.”

“La Chiesa Diocesana di Cassano all’Jonio, in occasione della Prima Giornata Mondiale dei Poveri indetta da Papa Francesco, Domenica 19 Novembre,  ha promosso  incontri di riflessione e approfondimento su possibili paradigmi economico-sociali e sul contributo che il Terzo Settore, nelle sue molteplici espressioni con la progressiva applicazione della Riforma appena varata, rappresenta nella rigenerazione delle nostre comunità come motore di crescita e sviluppo di un’economia coesiva e sostenibile. Dobbiamo tutti affrontare le sfide del futuro, promuovendo insieme prassi generative di welfare innovativo. La crisi, dal greco krisis, è scelta ed implica sempre un passaggio che porta alla genesi di nuovi orientamenti. Per l’importanza epocale di questo passaggio, la Diocesi di Cassano all’Jonio - ha spiegato ancora il Vescovo - ha deciso di suscitare interrogativi su come è possibile e doveroso ri-orientare le scelte economiche nella direzione dell’etica, del bene della “casa comune”. Per questo nei giorni 11 Novembre e 4 Dicembre  si avvicenderanno personalità accademiche di rilievo nazionale, come il prof. Leonardo Becchetti, economista sociale, il sociologo Pietro Fantozzi e il prof. Johnny Dotti, amministratore delegato di ON Impresa Sociale”, con cui sarà possibile confrontarsi."

“Il 19 Novembre, prima Giornata Mondiale dei Poveri, sarà, per la Diocesi tutta, una giornata di preghiera e di condivisione. Di fraternità. Adottiamo anche nel nostro territorio locale – ha concluso il presule – la finalità della prima Giornata Mondiale dei Poveri che è l’invito rivolto a credenti e uomini di buona volontà a «non amare a parole, ma con i fatti» e cerchiamo di non cedere all’inerzia e alla rassegnazione ma, come dice il Papa, di «rispondere con una nuova visione della vita e della societ໓.

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi

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Il titolo di queste brevi note, Un prete universale, lo traggo da uno dei numerosi volumi scritti da don Ignazio Schinella, che proprio il 2 novembre è ritornato nella dimora del Padre, mentre era alla guida della sua auto colto da un improvviso malore a poche decine di metri di distanza dalla sua casa natale di Arena, in provincia di Vibo Valentia. Attraverso le pagine di questo volume don Ignazio raccontava la santità di don Francesco Mottola, suo confratello diocesano, di cui è in corso il processo di beatificazione. Una santità maturata attraverso quella «spiritualità della religione in concreto, nella nostra concretezza storica. Essa - amava ripetere don Mottola - è stile cioè carattere, arte. Se l’arte, sintesi di idee e di storia, non è personale, non è arte. Le idee trascinano le persone e creano il clima storico».

Chi come me ha avuto la fortuna di frequentare la sua “cattedra di umanità”, oltre che quella scientifica tenuta nelle facoltà teologiche San Pio X di Catanzaro e San Tommaso di Napoli, ha compreso nel corso degli anni come la spiritualità di don Mottola avesse profondamente solcato il cuore e la mente di don Ignazio con «quell’idea suprema che è Cristo».

Ce lo svela egli stesso dedicando uno dei suoi primi volumi all’arte di Imparare il Cristo, vivendo quello Spazio dell’amore che è la preghiera, “luogo” in cui «l’eternità entra nel tempo». Uno sguardo contemplativo che ha sempre accompagnato la vita di don Ignazio, intanto per il gusto della ricerca della verità che egli ha sempre cercato di trasmettere.

Poi per l’incanto della poesia di Terra Margia, dove, profumi, volti, storie e colori della sua terra, fluivano in un armonioso canto poetico.

Chi entrava nelle sue stanze, sia di padre spirituale che di rettore del Seminario San Pio X, era come immerso “quasi soffocato” da migliaia di volumi, frutto delle sue mai concluse ricerche scientifiche, teologiche, spirituali e di quella amata pietà popolare di cui è stato anche sapiente cantore. Un piccolo-grande uomo, don Ignazio, sempre alla ricerca di quella Verità che nessuno può dire di possedere e che continuamente invita ogni uomo a dissetarsi “gratuitamente” alla sua perenne fonte. Un homo viator, dunque, che la grazia ha reso assai fecondo, a tal punto da generare ed accompagnare nelle fede generazioni di presbiteri e di fratelli e sorelle laiche. Sì, un vero padre! Capace di autentico e faticoso ascolto, mai superficiale o carico di pregiudizi, ma accogliente, consolante, in grado di leggere e penetrare i moti dello spirito in continua tensione con la fragilità della condizione umana.

Viviamo il dramma di una società senza padri, ci ricorda Massimo Recalcati. Spesso capita a noi presbiteri di essere salutati con questa parola: “padre”. A volte essa ci scivola addosso, non le diamo il giusto peso, vuoi perché troppo distratti, oppure perché ci intimorisce, richiamando le nostre responsabilità. Eppure già Omero metteva sulle labbra di Telemaco quella frase che risuona oggi ancora sempre più profetica: «Se gli uomini potessero scegliere ogni cosa da soli, per prima cosa vorrei il ritorno del padre». Il desiderio di Telemaco non è desiderio nostalgico che il padre ritorni, ma che vi sia “padre”. I proci, giovani principi, simbolo della giovinezza calpestano tutto, umiliano, violentano, dichiarano morto Ulisse, togliendogli ogni forma di rispetto. La “notte dei proci” non conosce intervallo, scansione, ritmo. Forse mai come oggi la stiamo vivendo «in ogni ambiente in cui si plasma l’uomo».

L'ultima frase di Freud poco prima di morire è una citazione d Goethe, dedicata al tema dell'eredità: «Ciò che tu hai ereditato dai padri devi riconquistarlo, per ereditarlo davvero».

Ciò significa che l'eredità non è mai passiva ma dobbiamo fare nostro quello che abbiamo ricevuto affinché sia davvero nostro. Dobbiamo impegnarci a riconquistare quello che i padri ci hanno dato per diventare figli, per diventare giusti eredi. Bene, padre Ignazio ci ha lasciato davvero una grande eredità, non solo attraverso i suoi numerosissimi articoli e volumi.

Credo che essa si possa sintetizzare in un condensato semantico di don Mottola che spesso risuonava anche nelle sue profonde omelie, «quanto più si ama, più si è»; che faceva coincidere con l’altra «quanto più si soffre più si è».

Don Ignazio ha vissuto quel «martirio quotidiano o della coscienza», caro a Sant'Atanasio di Alessandria. Nella Chiesa, mi ripeteva un compianto vescovo, monsignor Andrea Cassone, più si hanno responsabilità più si soffre a causa di esse. La Chiesa non è una setta di giusti come qualcuno vorrebbe. Anche in essa prosperano a volte indisturbati i proci, che soffocano carismi creando cordate, appartenenze. Alle Chiese calabresi don Ignazio ha dato davvero tantissimo. Non altrettanto, possiamo dire noi che conosciamo le tante sue numerose vicissitudini, viceversa. Anche in questa “notte dei proci” uomini come don Ignazio, come papa Francesco p.p. (pater patrorum) mantengono viva la speranza che vengano finalmente illuminati e purificati quel bieco carrierismo e quella vuota sete di potere.

Grazie di tutto, caro padre Ignazio.

Don Ennio Stamile

referente regionale di Libera Calabria

Sabato, 04 Novembre 2017 17:47

Castrovillari. Nominata la nuova segreteria PD

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Giorno 30 ottobre si è tenuta la prima riunione, dopo il Congresso cittadino, del Direttivo di Circolo del Partito Democratico di Castrovillari. La riunione è stata aperta a tutti gli iscritti, compresi quelli ai Giovani Democratici, che hanno partecipato in numero consistente.

Nel corso dell’incontro il Segretario ha reso noto all’Organismo politico i nominativi dei componenti la Segreteria, nelle persone di:

Cristina Cosentino, Vicesegretaria, con delega alle politiche sociali e alla sanità;

Francesco Propato, Vicesegretario, con delega alle politiche per lo sviluppo del territorio;

Valeria De Padova, con delega alle politiche giovanili;

Armando Garofalo, con delega alle attività produttive e ai rapporti con l’Amministrazione;

Domenico Martire, con delega alle politiche infrastrutturali e all’ambiente;

Paolo Saraceni, con delega ai rapporti con il territorio e con gli Organismi superiori del Partito;

Vincenzo Varcasia, con delega alle politiche culturali e alla scuola. 

Il Segretario ha sottolineato come l’Organismo esecutivo del Circolo riflette, assolutamente, quanto dallo stesso sostenuto a supporto della propria candidatura, ovvero la ferma intenzione di far crescere i giovani e i giovanissimi del Circolo, affidando loro incarichi di grandissima responsabilità, sempre confortati dall’ausilio di Dirigenti di comprovata serietà e esperienza, maturata in tanti anni di militanza politica al servizio della collettività.

Nel corso della stessa riunione si è anche votato sulle proposte espresse dal Segretario per il completamento degli Organismi del Circolo. Sono stati eletti, all’unanimità, il Presidente del Circolo, nella persona di Ugo Rizzuti, il Tesoriere, nella persona di Giuseppe Di Vasto e il Collegio dei Garanti, nelle persone di Donatella Laudadio, Nicola Rocco, Muzio Saccomanno, Paolo Salvaggio e Filomena Viola.

Altro punto saliente dell’incontro è stata la discussione di una Piattaforma di proposte politiche riguardanti la sanità del territorio, alla luce dell’Atto aziendale del Direttore Generale dell’Asp di Cosenza, del 17 agosto 2017, approvato dal Commissario ad Acta, con decreto n.117 del 13 settembre 2017.

Il progetto politico, di cui si riferirà agli organi di stampa, a breve, in maniera puntuale, riguarda: la richiesta del completamento della pianta organica dell’Ospedale di Castrovillari; proposte per un miglior funzionamento dell’area delle cure primarie presso le strutture di Castrovillari, Lungro e Mormanno; proposte per una migliore organizzazione funzionale dell’area delle cure palliative e della terapia del dolore; richieste inerenti il completamento della pianta organica presso il Consultorio cittadino.

Il Segretario di Circolo

Giovanni Fazio

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CASTROVILLARI 3 Novembre 2017 - Nei giorni scorsi, durante dei lavori di scavo per il ripristino di un metanodotto, il personale della SNAM ha rinvenuto un grosso oggetto metallico nel comune di Davoli (cz) in località “Malandrano”. Subito allertati i Carabinieri della Compagnia di Soverato e la Prefettura di Catanzaro, è stato  richiesto l'intervento degli specialisti dell'Esercito. Sul posto sono intervenuti gli specialisti dell’ 11°Reggimento Genio di Foggia, competente per territorio, in particolare il Nucleo Artificieri distaccato dalla 2^ Compagnia Guastatori di Castrovillari (CS). I militari hanno identificato nell'oggetto metallico una grossa bomba aerea americana inesplosa, pesante oltre 220kg. Gli stessi  hanno provveduto immediatamente a disporre la chiusura di un metanodotto in via precauzionale adiacente al luogo di rinvenimento dell’ordigno, e hanno verificato le condizioni del sito e lo stato degli inneschi provvedendo ad  ancorare l'ordigno al suolo, per evitarne ogni possibile movimento. La Polizia Locale e i Carabinieri attualmente stanno assicurando la continua vigilanza della zona e dell'ordigno, per motivi di sicurezza. Nei prossimi giorni gli Artificieri dell'Esercito  effettueranno nuove verifiche sul posto e  verranno concordate con la Prefettura le linee guida per il disinnesco e la rimozione.

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«Come amico, fratello, discepolo, piango la prematura scomparsa di don Ignazio Schinella, proprio oggi, in cui la Chiesa Cattolica commemora i defunti. La notizia giunta nella prima mattinata parla di un incidente d’auto nel suo paese natale, dove era giunto per una visita ai suoi parenti defunti. Con mons. Schinella va via un grande teologo che con i suoi scritti ha cantato e lodato Gesù, Signore della sua vita.

Il suo ministero presbiterale era caratterizzato dall’amore verso la bellezza intesa come arte, poesia, letteratura; educatore nei luoghi deputati alla formazione dei futuri sacerdoti, amava il mondo popolare e più volte nei suoi testi faceva riferimento alla modalità del cattolicesimo popolare. Sempre attento, amava scrivere ed era un grande comunicatore, con la sua parola fluente, ma soprattutto con la sua grande umanità ed amicizia.

Con la casa editrice Progetto 2000 ha pubblicato oltre 20 titoli, ma erano in corso di preparazione altri volumi e ristampe; più volte aveva posto la sua firma a presentazioni o post fazioni. Una produzione enorme, con una scrittura fluente ed accattivante» così ha inteso ricordare l’editore Demetrio Guzzardi il suo amico di sempre mons. Ignazio Schinella.

Nella sua opera “Terra margia” stampata nel 1983, in una sua poesia così scrive:

«Sono nato senza spazio né tempo al mio cammino / la morte che mi sento nel cuore / ogni giorno vicina / conosciuta precoce / bambino quando andavo al lutto / per gioco sulle scale di legno / sarà un bivacco per una notte di luna / a riposare gli occhi / le tempie annerite / dalla fatica del sole./ Come faggio di bosco / leverò al cielo i rami nodosi del cuore / per non morire d’infarto precoce. / La fatica della strada sassosa / impolverata / rinnoverà le vene / lignificate nel tempo. / Sono nato senza spazio né tempo al mio cammino / ho desiderato nell’intimo la morte / scogliera dove approdare a riva. / Tuffarmi nell’orizzonte morto della notte. / Tutto mi è estraneo / anche me stesso / nel mio nocciolo d’uomo».

E nella presentazione del catalogo della mostra sui santini calabresi così scrisse:

«Un adagio spagnolo così riassume la parabola esistenziale-spirituale dei credenti “Campane del mio campanile, avete cantato quando nacqui, piangete quando morrò”. Dalla nascita battesimale alla nascita alla vita eterna, nell’evento della morte, l’uomo è accompagnato dalla madre Chiesa del proprio piccolo o grande borgo, con un pathos umano».

Mons. Ignazio Schinella era nato ad Arena (VV) l’1 febbraio 1949, presbitero della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Per molti anni rettore del Pontificio Seminario Teologico Regionale “San Pio X” di Catanzaro; era direttore del biennio di Teologia pastorale alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. Centinaia i suoi testi, saggi e articoli di natura teologica, spirituale, etica e bioetica.

Intervista a mons. IGNAZIO SCHINELLA dopo la presentazione

di un suo saggio al SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2016

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Nella 99^ ricorrenza del quattro novembre l’Amministrazione municipale di Castrovillari “celebrerà il Giorno dell’Unità Nazionale, bene prezioso indispensabile -in un momento storico decisamente difficile-, e ricorderà Quanti sacrificarono la propria vita per la Patria, per la Libertà, l’Uguaglianza e la Giustizia.”

Siffatti Valori non possono che perdurare e svilupparsi come rapporto fra le generazioni , più esattamente come impegno che gli adulti hanno per la crescita dei più giovani. Naturalmente, perché accada ciò, è fondamentale la disponibilità ad apprendere delle giovani generazioni, di un patrimonio di conoscenze, che è importante sia trasmesso.

Questo è anche il messaggio che vuole proiettare la manifestazione, perché attraverso l’educazione si compie realmente ciò che significa il permanere di valori irrinunciabili.

L’iniziativa cittadina, in programma la mattina di sabato 4 novembre, culminerà, con tale tensione, nella messa che verrà celebrata nella chiesa dei Sacri Cuori alle ore 11.

Alle ore 10,30 il corteo, a cui saranno presenti studenti delle scuole, autorità civili, militari, associazioni combattentistiche e la popolazione, si avvierà da piazza Municipio, fermandosi , subito dopo, in piazza Indipendenza, dinanzi al monumento ai Caduti di tutte le Guerre, dove sarà deposta una corona d’alloro.

Qui, uno squillo di Tromba, riecheggerà le note del Silenzio che suggellerà l’attimo richiamando tra Tricolori, Stendardi e Gonfaloni, il Sacrificio umano di Tanti.

Per l’occasione sarà presente con le sue interpretazioni il Coro di Voci bianche della Scuola primaria del I e II Circolo e il Coro giovanile “Nova Vox Aurea”, diretti dalla maestra Bellini.

Nel ricordo dei Caduti di tutte le guerre il capoluogo del Pollino, così, vivrà la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate “che è un momento - spiega il Sindaco, Domenico Lo Polito - per riproporre, con più forza e più che mai, la costruzione di un futuro di pace, nel quale la persona è un valore imprescindibile. L’individuo– richiama– è ancora il Cuore palpitante e tangibile della ricorrenza: è l’Altro da guardare sempre con tutta la sua umanità, centro e trasmissione di ogni crescita che si rispetti.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

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