– COMUNICATO STAMPA –

La Bellezza è conoscere ciò che ci Abbraccia e ci circonda da sempre. Un fattore che l’obiettivo della macchina fotografica “intende bene” grazie alla mano, occhio e sensibilità- nel saper guardare, ritrarre e afferrare l’attimo fuggente- dell’Uomo, interprete principale anche in questo saper fissare l’esistente, per tradurlo, nelle sue mille e più sfumature ed aspetti che Tempo ed Epoche, grazie alle Capacità, ci tramandano.
E’ tutto questo e ancor più - perché incomprimibile per i messaggi che lancia- la mostra delle immagini del libro “Qui sono nato” di Nicola Caracciolo, fotografo navigato di Castrovillari, che rimanda al gusto dell’appartenenza e dell’identitarietà a cui è strettamente legata ogni persona attraverso la Terra che le ha dato i natali.
La manifestazione di introduzione all’esposizione, che accompagnerà, con altri avvenimenti, il capoluogo del Pollino per tutte le feste natalizie, dall’otto dicembre al 6 gennaio, si terrà sabato prossimo, giorno dell’Immacolata, a partire dalle ore 18,30 nel Cine Teatro “Vittoria” sulla centralissima via Roma.
Qui, introdotto dai saluti del Sindaco e Vice, Domenico Lo Polito e Francesca Dorato, il momento, moderato da Ines Ferrante, prevede contributi della docente Angela Lo Passo, insieme agli artisti Saverio Santandrea, pittore, Angelo Cherillo, scultore, affiancati da Gianni De Marco amante viscerale di fotografia.
Durante la presentazione, che opportunamente coinvolge, in uno scambio di riflessioni, cittadini, testimoni d’identità e residenti del rione Civita, luogo ripreso, in più modi, da Caracciolo nel suo libro, sarà presente la giovanissima Rosellina Buontempo vincitrice - per aver saputo cogliere “l’istante”- del IV premio 2018 “Mario Carbone” (famoso fotografo di “Strada”); un esempio per Testimoniare come la fotografia lega emozioni, tra generazioni, esprimendo quell’urto con la realtà che comprende pure ciò che abbiamo “ereditato”.
L’iniziativa, di per se, oltre a celebrare un bel lavoro di un castrovillarese “doc”, esalta e richiama l’energia dei luoghi ad essere, oltre che ricchezza espressiva per riproporre immagini di Memoria storica e non solo, anche eccellenti ambiti di relazione nonché propulsori di promozione per la crescita sostenibile dei borghi antichi, la vera ricchezza del Paese Italia, con tutto ciò che li consiste.
“Ecco perché- commenta il Sindaco Lo Polito- siamo vicini all’evento e al nostro concittadino, certi che appuntamenti del genere rinverdiscono i legami con le nostre
radici, con ciò che ci ha visto crescere e che non possiamo in alcun modo dimenticare o, tanto meno, denigrare. Ne va della credibilità della nostra persona, della nostra gente, delle nostre Zone. Naturalmente l’offerta di riflessione su ciò che possiede la città ci fa rituffare nel significato dei luoghi per comprendere meglio come gestirli e renderli. Una preoccupazione per la quale questa Amministrazione si è spesa subito, appena insediata, caratterizzando, pure con più partnership, l’azione multidisciplinare per il recupero, riqualificazione e vivibilità degli stessi. Tante le iniziative perseguite come questa che indica, senza mezze misure, dove può altresì rinascere la coscienza di un io, il quale non può essere dissociato dalle sue radici. Questa è la cultura di un popolo che non possiamo smarrire, e vogliamo ridestare continuamente anche con queste pillole di umanità vera, vissuta e viva.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

In occasione dell’inizio dell’Avvento 2018, SER, mons. Francesco SAVINO, vescovo della diocesi di CASSANO ALL’IONIO, ha inteso indirizzare a i suoi fedeli una lettera. Di seguito il suo contenuto.

La Gioia e la mistica dell’Attesa

La mistica dell’attesa:
«Aspettando la rivelazione dei figli di Dio»

La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo. (Romani 8,19-23)

Questo passaggio della lettera di Paolo ai Romani è un brano carico di attesa, di speranza. È la speranza che crea l’attesa; è la speranza che dilata il tempo per un riempimento che deve venire.

In questa Speranza, che è mistica dell’attesa, il popolo di Israele ha forgiato la sua identità, le sue opere, la sua coscienza di popolo eletto da Dio e in continua attesa di un compimento da parte di Dio. La Speranza è il compimento dell’Attesa! La Speranza è il pieno che riempie il vuoto creato dall’Attesa.

Il termine “attesa” deriva dal verbo latino attendere composto da ad - a - e tèndere- distendersi, volgere a un termine, inclinare, mirare, aspirare. Attesa indica, quindi, un tempo che si distende, crea spazio per qualcosa o qualcuno che si attende. Più si crea spazio e più il tempo scorre lentamente. Una conclusione che ha un senso più ampio di quello scientifico attribuito alla famosa teoria della relatività einsteiniana!

Lo spazio-tempo, nella lettura “salvifica” dell storia, sembrano deformati dall’oggetto della nostra Speranza. Noi cristiani diamo a questa Speranza un volto: quello di Gesù di Nazareth, Colui che Dio ha inviato a colmare l’attesa di Israele e di tutte le genti! Poiché la Parola di Dio si è fatta carne nella nostra storia, la speranza dei credenti non è illusoria, ma fondata sulla certezza di fede. Per questo i credenti in Cristo non sono come chi attende una divinità, che non arriva mai, impersonata in modo drammatico da Samuel Beckett, con Aspettando Godot. Al contrario si attende colui verso cui si va incontro con la più antica delle confessioni di fede cristiana: marana tha(il nostro Signore viene e/o Vieni Signore nostro).

Forme della mistica dell’attesa: l’attenzione come preghiera

Un testo molto significativo sulla mistica dell’attesa raccoglie il carteggio tra Simone Weil e il padre domenicano Joseph-Marie Perrin, che per anni è stato suo direttore e consigliere spirituale. Il titolo del testo è proprio Attesa di Dio. A questo scambio epistolare, la giovane Simone affida il suo tormento nel non essere riuscita ad aderire esteriormente a quella fede che implicitamente sentiva pulsare nel suo essere. Tutto il suo dramma è un dramma dell’Attesa, un’attesa che Dio riempia prima o poi questo vuoto esteriore.

In un passaggio di tale libro, Simone parla dell’attenzione come forma originaria della mistica dell’Attesa: «Molto spesso l’attenzione viene confusa con una sorta di sforzo muscolare. Quando si dice agli allievi: ‘Ora state attenti’, li si vede corrugare le sopracciglia, trattenere il respiro, contrarre i muscoli. Se qualche istante dopo si domanda loro a che cosa siano stati attenti, non sono in grado di rispondere [...]. Non hanno fatto attenzione, hanno solo contratto i muscoli [...]. La volontà, quella che, se occorre, fa stringere i denti e sopportare la fatica, è lo strumento principale dell’apprendista nel lavoro manuale. Ma, contrariamente all’opinione comune, nello studio è quasi irrilevante. L’intelligenza può essere guidata soltanto dal desiderio. E perché ci sia desiderio devono esserci piacere e gioia. L’intelligenza cresce e porta frutti nella gioia» (S. Weil, Attesa di Dio, Adelphi, Mi- lano 2008).

La Weil lega in una trama l’attenzione e l’intelligenza attraverso il desiderio e la gioia.
Potremmo dire che attenzione, desiderio, intelligenza, gioia sono i quattro elementi costitutivi di un’autentica esperienza di preghiera cristiana. Questa preghiera è una preghiera di Attesa che apre alla Speranza! “Attenzione” è cogliere l’universale nel particolare: Niente può essere lasciato al caso!

Desiderio è la nostalgia del Tutto: Siamo fatti per le cose che durano!
Intelligenza è cogliere le relazioni profonde che strutturano la realtà: Unire non separare!

La Gioia è liberazione da ogni contraddizione dell’esistenza: Non c’è più spazio per la violenza e la schiavitù!

Nascita e Morte: i Limiti dell’Attesa

Lo spazio compreso tra nascita e morte è lo spazio che l’essere umano vive come mancanza; per questo riempie questo spazio di opere che non sembrano riuscire a colmarlo. L’uomo così finisce in un circuito esistenziale dove nascita e morte si rincorrono continuamente in un disperato tentativo di colmare questa mancanza.

E quello che nella Lettera ai Romani Paolo chiama caducità, a cui tutta la creazione è stata sottomessa. Ogni tentativo di colmare tale mancanza fallisce, è caduco, infruttuoso. Ma che cosa può colmare tale attesa, spezzando il ciclo angosciante di nascita e morte su cui si alimenta la follia del mondo? Ancora una volta Paolo ci suggerisce che la creazione viene liberata dalla Rivelazione dei Figli di Dio! È la notizia contenuta in tale rivelazione che restituisce Speranza alla creazione intera. Questo è il compito dell’evangelizzazione: liberare la creazione intera dal circolo della caducità di nascita e morte. È un circolo disperato, un circolo di paura che sottomette ogni cosa: le persone e le loro relazioni, l’uso dei beni, i corpi e l’ambiente che ci circonda.

La Gioia di un bambino

Le parole di Gesù, nel Vangelo di Giovanni, associano la dinamica dell’attesa nel travaglio con la Gioia. “Riascoltiamole”:

In verità, in verità vi dico: voi piangerete e vi rattristerete, ma il mondo si rallegrerà. Voi sarete afflitti, ma la vostra afflizione si cambierà in gioia. La donna, quando partorisce, è afflitta, perché è giunta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’afflizione per la gioia che è venuto al mondo un uomo. Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più nulla.

Non c’è Gioia, sembra dire Gesù, che non sia preceduta da un’attesa e da un travaglio.
La Gioia è il frutto maturo di un’attesa che è crescita e di un travaglio che è liberazione.

CrescereLiberaresono due verbi cristologici che descrivono anche l’identità della Chiesa.
La Gioia, di cui il Bambino Gesù è portatore, instaura nella nostra vita cristiana queste due dinamiche.

Se la Chiesa non fa crescere e non libera, allora è solo un dispositivo ideologico e mondano degno del peggior regime totalitario.
La Gloria della Gioia dei Figli di Dioè crescita nella Carità e liberazione nella fede!

Maria donna dell’Attesa

Affidiamo le conclusioni al testo del servo di Dio don Tonino Bello che vede in Maria il modello perfetto di ogni Mistica dell’Attesa! Attesa di Dio! Attesa del Tutto!

“La vera tristezza non è quando, a sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita. E la solitudine più nera la soffri non quando trovi il focolare spento, ma quando non lo vuoi accendere più: neppure per un eventuale ospite di passaggio. Quando pensi, insomma, che per te la musica è finita. E ormai i giochi siano fatti. E nessun’anima viva verrà a bussare alla tua porta. E non ci saranno più né soprassalti di gioia per una buona notizia, né trasalimenti di stupore per una improvvisata. E neppure fremiti di dolore per una tragedia umana: tanto non ti resta più nessuno per il quale tu debba temere. La vita allora scorre piatta verso un epilogo che non arriva mai, come un nastro magnetico che ha finito troppo presto una canzone, e si srotola interminabile, senza dire più nulla, verso il suo ultimo stacco. Attendere: ovvero sperimentare il gusto di vivere. Hanno detto addirittura che la santità di una persona si commisura dallo spessore delle sue attese. Forse è vero. Se è così, bisogna concludere che Maria è la più santa delle creature proprio perché tutta la sua vita appare cadenzatadai ritmi gaudiosi di chi aspetta qualcuno. Già il contrassegno iniziale con cui il pennello di Luca la identifica è carico di attese: «Promessa sposa di un uomo della casa di Davide». Fidanzata, cioè. A nessuno sfugge a quale messe di speranze e di batticuori faccia allusione quella parola che ogni donna sperimenta come preludio di misteriose tenerezze. Prima ancora che nel Vangelo venga pronunciato il suo nome, di Maria si dice che era fidanzata. Vergine in attesa. In attesa di Giuseppe. In ascolto del frusciare dei suoi sandali, sul far della sera, quando, profumato di legni e di vernici, egli sarebbe venuto a parlarle dei suoi sogni. Ma anche nell’ultimo fotogramma con cui Maria si congeda dalle Scritture essa viene colta dall’obiettivo nell’atteggiamento dell’attesa. Lì, nel cenacolo, al piano superiore, in compagnia dei discepoli, in attesa dello Spirito. In ascolto del frusciare della sua ala, sul fare del giorno, quando, profumato di unzioni e di santità, egli sarebbe disceso sulla Chiesa per additarle la sua missione di salvezza. Vergine in attesa, all’inizio. Madre in attesa, alla fine. E nell’arcata sorretta da queste due trepidazioni, una così umana e l’altra così divina, cento altre attese struggenti. L’attesa di lui, per nove lunghissimi mesi. L’attesa di adempimenti legali festeggiati con frustoli di povertà e gaudi di parentele. L’attesa del giorno, l’unico che lei avrebbe voluto di volta in volta rimandare, in cui suo figlio sarebbe uscito di casa senza farvi ritorno mai più. L’attesa dell’ora: l’unica per la quale non avrebbe saputo frenare l’impazienza e di cui, prima del tempo,avrebbe fatto traboccare il carico di grazia sulla mensa degli uomini. L’attesa dell’ultimo rantolo dell’unigenito inchiodato sul legno. L’attesa del terzo giorno, vissuta in veglia solitaria, davanti alla roccia. Attendere: infinito del verbo amare. Anzi, nel vocabolario di Maria, amare all’infinito. Santa Maria, Vergine dell’attesa, donaci del tuo olio perché le nostre lampade si spengono. Vedi: le riserve si sono consumate. Non ci mandare ad altri venditori. Riaccendi nelle nostre anime gli antichi fervori che ci bruciavano dentro quando bastava un nonnulla per farci trasalire di gioia: l’arrivo di un amico lontano, il rosso di sera dopo un temporale, il crepitare del ceppo che d’inverno sorvegliava i rientri in casa, le campane a stormo nei giorni di festa, il sopraggiungere delle rondini in primavera, l’acre odore che si sprigionava dalla stretta dei frantoi, le cantilene autunnali che giungevano dai palmenti, l’incurvarsi tenero e misterioso del grembo materno, il profumo di spigo che irrompeva quando si preparava una culla. Se oggi non sappiamo attendere più, è perché siamo a corto di speranza. Se ne sono disseccate le sorgenti. Soffriamo una profonda crisi di desiderio. E, ormai paghi dei mille surrogati che ci assediano, rischiamo di non aspettarci più nulla neppure da quelle promesse ultraterrene che sono state firmate col sangue dal Dio dell’alleanza.

Santa Maria, donna dell’ attesa,
conforta il dolore delle madri per i loro figli
che, usciti un giorno di casa, non ci son tornati mai più,
perché uccisi da un incidente stradale
o perché sedotti dai richiami della giungla. Perché dispersi dalla furia della guerra
o perché risucchiati dal turbine delle passioni. Perché travolti dalla tempesta del mare
o perché travolti dalle tempeste della vita.
Riempi i silenzi di Antonella
che non sa che farsene dei suoi giovani anni, dopo che lui se n’è andato con un’altra.
Colma di pace il vuoto interiore di Massimo
che nella vita le ha sbagliate tutte,
e l’unica attesa che ora lo lusinga è quella della morte.
Asciuga le lacrime di Patrizia
che ha coltivato tanti sogni a occhi aperti,
e per la cattiveria della gente se li è visti così svanire a uno a uno,
che ormai teme anche di sognare a occhi chiusi.

Santa Maria, Vergine dell’attesa,
donaci un’anima vigiliare.
Giunti alle soglie del terzo millennio,
ci sentiamo purtroppo più figli del crepuscolo che profeti dell’avvento.
Sentinella del mattino,
ridestaci nel cuore la passione di giovani annunci 
da portare al mondo, che si sente già vecchio. 
Portaci, finalmente, arpa e cetra,
perché con te mattiniera possiamo svegliare l’aurora.
Di fronte ai cambi che scuotono la storia,
donaci di sentire sulla pelle i brividi dei cominciamenti.
Facci capire che non basta accogliere:
bisogna attendere.
Accogliere talvolta è segno di rassegnazione. 
Attendere è sempre segno di speranza. 
endici, perciò, ministri dell’attesa.
E il Signore che viene, Vergine dell’ avvento, ci sorprenda,
anche per la tua materna complicità, con la lampada in mano”.

– COMUNICATO STAMPA –

Cosenza, 30 novembre 2018 - Guidare e supportare le imprese che vogliono adottare una soluzione di welfare aziendale per incrementare la produttività e il benessere dei lavoratori. Con questo obiettivo CONFAPI Calabria e UBI Banca hanno firmato, quest’oggi, un accordo per promuovere, fra le oltre 500 imprese associate e i loro 4.500  dipendenti, la possibilità di adottare al proprio interno soluzioni innovative di welfare aziendale.

UBI Banca, grazie alla divisione specializzata UBI Welfare, offre un servizio di consulenza evoluta e completa, con soluzioni integrate e personalizzate per imprese di grandi, medie e piccole dimensioni. CONFAPI Calabria è l’associazione di imprenditori che rappresenta le piccole e medie imprese (PMI) calabresi al fine di garantire e salvaguardare il loro sviluppo territoriale e la loro crescita economica.

Finora sono stati siglati accordi con numerose e significative associazioni datoriali e territoriali in molteplici settori e aree del Paese, e l’accordo con CONFAPI Calabria rafforza il ruolo di UBI Banca come partner delle associazioni di categoria nel territorio calabrese e delle aziende loro associate. L’offerta della Banca è finalizzata a realizzare un ecosistema territoriale che coinvolge, favorendone lo sviluppo, clienti e fornitori dei beni e servizi welfare.

La disponibilità di servizi di qualità sul territorio può facilmente soddisfare i bisogni personali e familiari, con particolare riferimento ai servizi che possono incidere sulla qualità della vita: assistenza sanitaria, pensioni previdenza integrativa, sostegno al reddito, istruzione, tempo libero, cultura, acquisto di beni e servizi, cura della famiglia. Dal punto di vista operativo, l’azienda può contare su una gestione complessiva del piano di welfare aziendale che permette di minimizzare gli oneri amministrativi e operativi a suo carico, mentre il lavoratore dispone di una piattaforma facile da usare e sempre accessibile da PC, tablet e smartphone, con un servizio di assistenza costante.

L’accordo firmato con UBI Banca – dichiara Francesco Napoli, Presidente CONFAPI Calabria - è frutto della nostra convinzione che un dipendente più soddisfatto sia un dipendente più produttivo. Ne deriva che il capitale umano è risorsa fondamentale nella ridefinizione di processi aziendali e, di conseguenza la gestione del personale è elemento strategico all’interno di una programmazione aziendale.”

“Il welfare aziendale - spiega Maria Angela Albertotti, Responsabile Area Welfare e Protezione di UBI Banca - è oggi terreno non più solo per le grandi aziende: anche le piccole e piccolissime imprese meno strutturate stanno adottando l’offerta welfare di UBI Banca. Questa partnership contribuirà ulteriormente a diffondere in Calabria la cultura del welfare e di rafforzare l’ecosistema di prossimità e di servizio che permette di realizzare una vera e propria rete di benessere per i lavoratori e le loro famiglie”.

[...]

Resp. Ufficio Stampa Confapi Calabria

Valeria Bonacci

– COMUNICATO STAMPA –

Domenica 2 dicembre  2018 avrà luogo, a Morano Calabro, la traslazione delle spoglie mortali del Servo di Dio, Sacerdote don Carlo De Cardona. Alle ore 16 partenza dal cimitero di Morano per la Chiesa Collegiata di Santa Maria Maddalena in solenne processione con la partecipazione di tutto il clero della Diocesi di Cassano Jonio e dell’Arcidiocesi di Cosenza, di autorità civili e militari. Alle ore 17 solenne concelebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Cassano all’Jonio, Mons. Francesco Savino. Al termine tumulazione delle spoglie mortali del Servo di Dio Sacerdote don Carlo De Cardona – per il quale è in corso il processo di canonizzazione – sull’altare marmoreo a destra della crociera con la tela ad olio (sec. XVIII), raffigurante Santa Teresa d’Avila.

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi

– COMUNICATO STAMPA –

Massimo Lopez e Tullio Solenghi , Giancarlo Giannini, Anna Maria Barbera, Marco Marzocca e il grande concerto de “ Le Orme” solo per citarne alcuni, i grandi artisti dell’edizione 2018-19 della XVII di “Primafila”; Rassegna di Teatro e Musica in programma dal 22 dicembre 2018 al 23M arzo 2019 . “Tutti in Primafila” sui palcoscenici di Castrovillari, Mormanno, Corigliano-Rossano e Rende, new entry nella rassegna, per godere di ben 11 spettacoli.
L’evento che è organizzato dall’Associazione Culturale “Novecento Teatri”, con presidente Luisa Giannotti, si è consolidato nel tempo, godendo del contributo della Regione Calabria, del Parco del Pollino, dei Comuni di Castrovillari e Mormanno. La presentazione presso l’Hotel Europa a Rende. L’Assessore Regionale alla Cultura, Maria Francesca Corigliano ha sottolineato “ la valenza della rassegna che amplia l’offerta culturale sul territorio calabrese rimarcando che gli investimenti del Presidente Mario Oliverio e della Giunta Regionale in queste attività, puntano proprio a qualificare il nostro patrimonio storico-artistico”. Gli ha fatto eco il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, “Primafila” sarà presente al Sybaris, con ben 6 spettacoli di qualità che, ancora una volta, nella sua ricca offerta di artisti, coinvolge con il desiderio di far gustare ad una platea, sempre più ampia, espressività e talenti di ogni genere”.
Grazie al grande lavoro dell’Associazione Culturale “Novecento” con presidente Luisa Giannotti e direttore artistico, Benedetto Castriota, anche in questa 17/sima edizione, ha sottolineato, Carmelo Pizzuti, Funzionario del Parco del Pollino, in rappresentanza del presidente Pappaterra, “Primafila” propone un cartellone di altissimo profilo artistico arricchendo il territorio dal punto di vista culturale oltre che di crescita sociale”. L’edizione 2018-2019, parte da Mormanno, “ per noi ha detto l’assessore alla cultura, Flavio De Barti, rappresenta una gran bella vetrina per il nostro borgo, pronto ad ospitare i tanti spettatori che verranno sabato 22 dicembre al Cine Teatro Comunale per godere dello spettacolo del grande Simone Schettino”. Il 26 di dicembre, com’è consuetudine, nelle festività natalizie, sarà di scena al Teatro Sybaris di Castrovillari la XVII edizione del “Festival della Comicità” con tre artisti di tutto rispetto. Direttamente da “Made in Sud” e “Colorado”, CIRO GIUSTINIANI, ANTONIO D’AUSILIO e LALLO CIRCOSTA. Ancora a Castrovillari il giovedì 27 DICEMBRE alle ore 18:00 con la COMPAGNIA READARTO IN “ IL PICCOLO PRINCIPE”; spettacolo per i piccoli spettatori di “Primafila”; venerdì 28 DICEMBRE alle ore 21:30, MARCO MARZOCCA E STEFANO SARCINELLI in “ Natale viene solo di Giovedì”; sabato 29 DICEMBRE sarà la volta di GIANCARLO GIANNINI con Marco Zurzolo & quartet in “ Le parole Note”; domenica 30 DICEMBRE, lo SPETTACOLO GRATUITO, per tutta la famiglia “MI E’ SCAPPATO IL MORTO” DELLA COMPAGNIA READARTO . Con l’anno nuovo la carovana di “Primafila” si sposta su Corigliano-Rossano. Venerdì 25 GENNAIO 2019 al Teatro Metropol ore 21:00, FRANCESCO CICCHELLA in “Mille voci tonightshow”. Il 5 febbraio 2019 sarà la volta di Rende; al Teatro GARDEN con inizio alle ore 21:00, risate assicurate con MASSIMO LOPEZ E TULLIO SOLENGHI in “SHOW”; venerdì 22 FEBBRAIO 2019 Teatro Metropol Corigliano-Rossano ore 21:00 GIOBBE COVATTA in “6°”; sabato 02 MARZO 2019 Teatro Garden di Rende ore 21:00 ANNA MARIA BARBERA in “ MA VOI...COME STAI?”. La rassegna si chiederà in musica, sabato 23 marzo 2019 al Teatro Sybaris di Castrovillari con il grande concerto del gruppo musicale di rock progressivo italiano, nato negli anni sessanta “Le Orme”. “Primafila”, una manifestazione che si afferma sempre più per una forte passione degli organizzatori i quali negli anni hanno lavorato con sacrificio e dedizione offrendo un prodotto di qualità che è un vero valore aggiunto per la città di Castrovillari e dei comuni che negli anni si sono aggiunti alla rassegna. Oltre 27 mila sono stati gli spettatori che negli anni hanno seguito l’evento e tra gli artisti in cartellone , Paola Gassman, Lidia Biondi, Emanuela Aureli, Giobbe Covatta, Alessandro Haber, Angelo Pintus, Luca Medici alias Checco Zalone, Teo Teocoli, la PfM solo per citarne alcuni. Il direttore artistico, Benedetto Castriota, che dopo aver parlato del ricco cartellone, ha ringraziato il Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio che ha “voluto fortemente inserire “Primafila” negli eventi storicizzati il che significa, ha rimarcato Castriota, “che in Calabria la manifestazioni risulta tra le più importanti a livello culturale”. BABY PARKING GRATUITO (solo per gli spettacoli che si svolgeranno al Teatro Sybaris di Castrovillari).

BIGLIETTERIA AUTOMATIZZATA www.ticketwebonline.com o c/o Dany Music Castrovillari. Per lo spettacolo di Simone Schettino, prevendita biglietti c/o Ufficio Turistico di Mormanno. Ulteriori informazioni, potranno essere richiesti all’Associazione Culturale Novecento.

Castrovillari 29 novembre 2018

Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

– COMUNICATO STAMPA –

Domani, venerdì 30 novembre, alle ore 15.00 nelle sede dell’UBI Banca di Contrada Vaglio Lise, a Cosenza, Confapi Calabria insieme all’Ordine dei Consulenti del Lavoro e all’UBI Banca discuteranno attorno al Welfare aziendale.  

“Un nuovo welfare territoriale per la piccola e media impresa” è il titolo del convegno che coinvolgerà diverse competenze tecniche. Il welfare aziendale è un’ opportunità in grado di rispondere ai nuovi bisogni dei dipendenti in diversi campi: da quello della salute a quello della previdenza, dall’istruzione al tempo libero. Il welfare aziendale fa bene all'impresa e ai dipendenti perché può contribuire al miglioramento del clima aziendale, e quindi a migliorare la produttività e la competitività.

Durante il convegno, moderato dal direttore generale di Confapi Calabria e vice presidente nazionale ENPACL Pasquale Mazzuca, interverranno Francesco Napoli (presidente Confapi Calabria), Maria Angela Albertotti (responsabile area welfare e protezione UBI Banca), Giuseppe Minervino (direttore territoriale Calabria Nord UBI Banca), Roberto Garritano (presidente regionale Giovani Consulenti del Lavoro).

L’incontro di domani sarà anche occasione per firmare un accordo di collaborazione tra Confapi Calabria e UBI Banca sui servizi di welfare aziendale per tutte le imprese associate.

Valeria Bonacci

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Sunday the 16th. Castrovillari in Rete

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