COMUNICATO STAMPA

Il sindaco di Amendolara Antonello Ciminelli è pronto a scendere in piazza, o meglio in strada, per difendere il lavoro degli ex Lsu-Lpu di Amendolara e di tutta la Calabria che sono in attesa di conoscere in questi giorni il loro futuro occupazionale. Nell'ultimo fine settimana è partita proprio da Amendolara un'iniziativa comprensoriale tesa a coinvolgere tutti i sindaci del territorio e della Calabria nella direzione di una stabilizzazione dei Lavoratori Socialmente Utili e di Pubblica Utilità che sono circa 45oo in tutta la regione. Da un documento congiunto da inviare al Governo, passando per una grande manifestazione da tenersi a Roma, davanti al Ministero del Lavoro nei primissimi giorni di dicembre, per arrivare ad un'eventuale rinuncia al mandato da parte dei sindaci: questi gli step previsti da attuare.

Ma il sindaco di Amendolara, alla luce di un'assenza di novità di rilievo sulla vertenza, ha deciso di convocare un sit-in di protesta per giovedì 29 novembre dalle ore 10 alle ore 12, ad Amendolara Marina, nei pressi dell'ex Hotel Grillo, proprio all'imbocco della Ss 106, «al fine di sensibilizzare il Governo - dichiara Ciminelli - affinché possa velocemente porre termine ad una sentenza di civiltà e giustizia sociale». Il primo cittadino del "Paese della Secca e delle Mandorle" ha informato di questa sua iniziativa il Prefetto di Cosenza, Paola Galeone e il Questore di Cosenza, Giovanna Petrocca, mettendone al corrente anche tutti i colleghi sindaci dell'Alto Jonio, ma anche di Castrovillari, Lungro, Frascineto e Corigliano-Rossano, nonché i sindacati della Cgil-Cisl-Uil.

Vincenzo La Camera

COMUNICATO STAMPA

Sono circa 4.500 in Calabria i lavoratori ex Lsu-Lpu che rischiano di restare senza lavoro, privando al contempo le Municipalità, per le quali prestano la loro opera, di un importante quanto necessario motore propulsore per le più svariate attività comunali. Da Amendolara parte un’iniziativa sinergica a sostegno dei Lavoratori Socialmente Utili e di Pubblica Utilità, promossa dal primo cittadino del “Paese delle mandorle e della Secca” Antonello Ciminelli e alla quale ha risposto positivamente tutto il comprensorio registrando la partecipazione all’incontro di giovedì sera (22 novembre 2018) dei sindaci e rappresentanti istituzionali dei comuni di Albidona, Amendolara, Canna, Cerchiara di Calabria, Francavilla Marittima, Montegiordano, Trebisacce, Nocara assieme ai delegati di Cgil – Nidil Cgil – Uil e, naturalmente, di tanti lavoratori che nell’Alto Jonio superano le 500 unità.

Quello che si chiede da più parti – invocato a gran voce dai lavoratori nelle manifestazioni di piazza in questi giorni –  è l’avvio di un percorso di stabilizzazione che consenta agli ex Lsu-Lpu di poter continuare a progettare il futuro con serenità – senza la spada di Damocle del mancato rinnovo del contratto –  garantendo al tempo stesso ai Comuni quella sicurezza di personale indispensabile per l’efficacia e l’efficienza della macchina amministrativa. Dall’incontro di Amendolara, emerge la proposta – presentata e avallata dal sindaco Ciminelli – di redigere un documento congiunto da far sottoscrivere a tutti i sindaci e da inviare poi al Governo, evidenziando la necessità di una stabilizzazione dei lavoratori ex Lsu-Lpu ormai non più procrastinabile. La data del 31 dicembre è alle porte e qualora non venisse considerato l’inserimento dei fondi necessari alla proroga del contratto e ancor di più la deroga alla Legge di Bilancio (che ha previsto un taglio delle risorse), per il superamento del fabbisogno del personale per la stabilizzazione a tempo indeterminato e senza limiti assunzionali, i Comuni potrebbero davvero andare in serio affanno, riscontrando enormi difficoltà persino nel garantire i servizi essenziali.

L’assemblea pubblica tenutasi nella Sala Consiliare del Comune di Amendolara (nella foto) ha stabilito di organizzare – in assenza di risposte certe e definitive che vadano a sbloccare la vertenza – una grande manifestazione davanti alla sede del Ministero del Lavoro da tenersi il 4 o il 5 dicembre. «Nel caso in cui questa spiacevole quanto deprecabile situazione di stallo dovesse protrarsi – dichiara Ciminelli, che ha interessato anche ANCI Calabria invitandola a promuovere iniziative a difesi dei lavoratori – chiediamo a tutti i sindaci calabresi di rimettere i propri mandati nelle mani dei rispettivi Prefetti di competenza, in quanto verrebbero meno sia le condizioni per amministrare, sia quell’equità sociale di cui questi lavoratori hanno diritto. L’eventuale mancata risoluzione della vertenza nell’immediato – conclude il primo cittadino di Amendolara – si trasformerà per il Governo in una vera bomba ad orologeria». 

Vincenzo La Camera

 

 

 

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È Vincenzo Liguori, governatore della Misericordia di Trebisacce e membro del Consiglio direttivo del Csv della provincia di Cosenza il nuovo portavoce del Forum del Terzo Settore dell’Alto Ionio cosentino.
Un incarico affidatogli nel corso dell’assemblea delle associazioni che hanno aderito al Comitato Promotoreche si è riunito sabato scorso proprio a Trebisacce.
“Abbiamo lavorato tanto e il risultato è aver coagulato persone motivate attorno a tematiche di grande importanza come l’accesso ai Piani di Zona, alcune specifiche emergenze sulle quali le istituzioni sono tenute a dare risposte; ma anche sulla legge 328 che in Calabria ancora presenta diverse lacune”, commenta Liguori, che aggiunge: “Dalla mia parte ho la motivazione, considerato che faccio parte del mondo del Terzo Settore da ben 20 anni. Spero di poter lavorare con persone che hanno veramente a cuore questa benedetta terra che, per citare Mino Reitano, è tanto amara, ma sa essere anche tanto dolce”.
Oltre a Liguori è stato nominato il gruppo di coordinamento composto da: Piero De Vita, Michele Laino, Giannicola Flaviano, Caterina De Nardi, Andrea Mazzotta, Mariangela Elia, Domenico Bruno, Alfredo Campanella, Antonio Palazzo. Faranno parte dei Probi Viri, invece: Natale Lauria, Vincenzo Farina, Marina Russo. Supplente Teresa Santagata Le associazioni che hanno aderito sono: Albero della memoria, Passaggi, Arte delle nuvole, Protezione Civile, Florence Nightingale, Ada di Trebisacce, Misericordia di Trebisacce, Auser di Cerchiara Francavilla, di Villapiana e di Cassano, A.V.I.S. equiparata comunale di Sibari, Associazione Omnibus, Misericordia di Oriolo, La rosa dei venti, Ali e radici - Valerio, Santa Maria Solidarietà nella sanità, Pro Loco di Trebisacce, Società di Salvamento Roseto, Unitre Trebisacce.

Roberta Biasi – Ufficio stampa CSV

Cosenza 28 novembre 2018

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Giovedì 29 novembre alle ore 20.30 al Nuovo Supercinema andrà in scena “La nostra ultima prima cena”, lo spettacolo scritto e diretto da Gianluca Vetromilo conAchille Iera, prodotto da Mammut Teatro. Secondo appuntamento della rassegna “ZTL – Zona transitoriamente libera”, la pièce arriva a Catanzaro per la prima volta.

La nostra ultima prima cena” è la storia di un uomo comune, un qualunque ragazzo nato e cresciuto in un ambiente scomodo, che racconta il disagio di vivere in questo posto e di come il luogo che abita – un piccolo sobborgo di una cittadina del Sud - può fortemente influenzare la sua vita e il suo pensiero. Una persona fragile che cerca invano di confrontarsi con il mondo esterno perché influenzato da quelli che sono i pensieri comuni, la cultura di quel posto.

La nostra ultima prima cena” tocca temi immortali per raccontare, in maniera indiretta e trasversale, un’altra storia, una storia brutale e purtroppo ancora attuale: la pedofilia. Vetromilo e Iera lo fanno senza cadere in patetismi, misurandosi con una verità agghiacciante rimasta troppo tempo nel silenzio e nell’indifferenza totale.

Gianluca Vetromilo è un attore ed un artista poliedrico, appassionato alle tecniche di spettacolo di strada. È fondatore e direttore artistico della compagnia "Nuncepace. Artisti di Strada". Per il Teatro Ragazzi ha scritto, diretto e interpretato, insieme a Marco Rialti, lo spettacolo di clownerie “Migni mogni”.  Collabora con diverse realtà teatrali – tra le altre cose è aiuto regia dell’ultimo lavoro di Scena Verticale “Il Diario di Adamo ed Eva” firmato da Dario De Luca -  e ha dato vita, insieme all’attore, regista e formatore teatrale Achille Iera, a MammuT Teatro. Iera collabora con le associazioni “Nastro di Mobius”, “Capusutta” e “Nuncepace”. Attore de “La marcia lunga”, spettacolo di Saverio Tavano, con cui si aggiudica una menzione speciale al Premio Scintille 2015, e con il regista Mario Vitale come attore nei cortometraggi “Il tuffo” e “Al giorno d’oggi il lavoro te lo devi inventare”. Vetromilo e Iera si occupano di formazione teatrale presso la Nadd Academy di Lamezia Terme e collaborano con il Teatro delle Albe di Ravenna come guide del laboratorio teatrale “Capusutta”.

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Un importante appuntamento culturale per i devoti di San Francesco di Paola e per quanti amano l’arte. La cappella delle reliquie del Santuario di Corigliano Calabro è stata risistemata con tre grandi pannelli opera dell’artista ucraino Yuriy Kuku, che su mandato dei Padri Minimi ha raffigurato: la gloria di San Francesco di Paola con i santi, beati, venerabili e servi di Dio che hanno vissuto la loro vita seguendo l’ideale cristiano nell’Ordine dei Minimi (primo Ordine sacerdoti e frati; secondo Ordine monache di clausura; terzo Ordine laici); la Chiesa militante con i religiosi minimi nativi di Corigliano, o che hanno vissuto nella cittadina jonica con il compito di correttore, ed ancora gli ultimi due correttori generali e i vescovi minimi del nostro tempo; e la Chiesa popolo di Dio con la raffigurazione di tanti benefattori dell’eremo di Corigliano Calabro, molti dei quali iscritti al Terz’Ordine dei Minimi.

Domenica 2 dicembre 2018, con inizio alle ore 18.30, nella sala “Beato Felton” del complesso conventuale di San Francesco di Paola a Corigliano Calabro, verrà presentato ufficialmente il nuovo libro di padre Giovanni Cozzolino “Una grande storia di santità alla sequela di San Francesco di Paola. Nella cappella del Santuario di Corigliano Calabro i volti di tanti testimoni del Vangelo”che con alcune schede biografiche dei santi minimi, con un ricordo dei religiosi minimi che hanno guidato il convento, e con una serie di testimonianza sui laici “dal cuore buono”, che dal ritorno dei Padri Minimi a Corigliano Calabro (1950) hanno partecipato, condiviso e pregato nel quarto eremo fondato da San Francesco di Paola. Un libro che segue i dettami dell’ultima esortazione apostolica di papa Francesco, Gaudete et exsultate, che parla «della santità della porta accanto»; dopo il saluto del correttore del convento di Corigliano, padre Francesco Di Turi, sono previsti gli interventi dell’editore Demetrio Guzzardi, di don Pietro Groccia, di Francesco Trebisonda, di Antonella Dima e di padre Giovanni Cozzolino.

La serata si concluderà con la consegna del riconoscimento all’artista Yuriy Kuku, per aver realizzatoil ciclo pittorico nella cappella delle reliquie. Il premio “bastone-canna di San Francesco di Paola” è giunto alla seconda edizione;  lo scorso anno fu conferito alla memoria dello storico dell’arte Giorgio Leone, deceduto un anno fa. 

Padre Giovanni Cozzolino in una sua dichiarazione alla stampa ha dato l’annuncio ufficiale che «l’evento per i 500 anni della canonizzazione di San Francesco di Paola, avvenuta in San Pietro a Roma il 1 maggio 1519 da parte di papa Leone X, verrà festeggiato solennemente a Corigliano Calabro, perché la nostra festa patronale di quest’anno cade il 1 maggio 2019, a 500 anni esatti dalla santificazione; è un segno che ci commuove, è come se San Francesco avesse scelto proprio Corigliano festeggiato». Nella stessa nota, parlando del suo nuovo lavoro editoriale ha detto: «Gli utili della vendita del libro, saranno tutti messi a disposizione per la costruenda opera “Oasi San Francesco di Paola” presso Il Romitorio; una zona sacra per tutti noi minimi e per quanti desiderano avvicinarsi per conoscere di più e meglio il carisma “dell’amore alla maggiore penitenza” insegnato da San Francesco di Paola». 

Spesso e volentieri sto in silenzio nella nuova cappella di san Francesco di Paola e osservo con attenzione l’opera realizzata, quasi dialogando con tutti i  personaggi ivi raffigurati e capisco sempre di più la santità. Osservo i correttori defunti dal 1950 in poi: da padre Oronzo Carriero a padre Baldassare Mari, da padre Michele Stea a padre Arturo Mazza, da padre Michele Serpe a padre Francesco Mazza, da padre Andrea Turrisi a padre Cosimo Trivisani, da padre Giuseppe Quaranta a padre Antonio Arena a padre Biagio Laganà e mi accorgo che sono santi, perché purificati e corretti nella completezza della loro vita tutta dedicata al Signore. 

Osservo i benefattori defunti dal 1950 in poi (almeno quelli che mi sono ricordato) e scopro la stessa cosa: da Lucia, Giovanni e Carmela Berardi a Pasquale Cloro, da Maria Marchese a Giovanni Malavolta, da Bombina Napoli a mia madre Elena Capalbo, da Antonietta Costa ad Adele Conte, da Alfonsina Grillo agli affiliati all’Ordine dei Minimi Francesco Policastri e Alessandro Attanasio, da Gemma Terzi ad Immacolata Mangano, da Pietro Tavernise ad Antonio Gallina, da Rosa Albamonte a Vincenzo Risafi, da Maria De Simone a Giorgio Aversente, da Giovanbattista Policastri a Giuseppe Benvenuto, da mio padre Francesco Cozzolino a Tonino Sosto, da Pietro De Simone a Fulgida Pometti, da Pietro Trebisonda a Giovanni Battista Palermo,  da Mario Candido ad Anna Elena Edda Salimbeni, da Giuseppe Pirro a Bombina Romio, da Afonso Fingardo ad Antonio De Gaetano. Tutti ci fanno comprendere che la santità è a portata di mano: loro non abitavano nelle nicchie e non portavano in testa un’aureola luccicante, ma tenevano dentro la testa i fastidi, i problemi e le preoccupazioni, proprio come tutti noi e prima di essere coronati in cielo, hanno ingoiato la polvere della Terra.

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L'antico rito del "perciare" le botti per assaggiare il vino nuovo è una pratica che nel territorio del Pollino ha accompagnato generazioni, diventando una cerimonia laica vera e propria capace di scandire il tempo ed accompagnare la maturazione del mosto che le botti custodivano dopo il periodo della vendemmia. Un appuntamento che da sempre ha rappresentato una festa per le famiglie che si ritrovavano insieme nel giorno dell'Immacolata Concezione affidando alla vergine la benedizione per il vino che si andava ad assaggiare. Ritmi e ritualità, accompagnati dal buon cibo contadino, che da ben sedici anni a Mormanno sono diventati esempio di una tradizione che è diventata evento identitario d'eccellenza, fondato sulla valorizzazione di un'antica usanza che si rende attrattore turistico dal taglio esperienziale.

La festa di Perciavutti - giunta alla sua sedicesima edizione - ideata dall'associazione culturale Comunalia, guidata dal presidente Rosaria Vuozzo, ha visto da sempre il patrocinio ed il sostegno dell'Amministrazione comunale di Mormanno, attraverso l'impegno del Sindaco, Giuseppe Regina, del vice sindaco, Paolo Pappaterra, e quello dell'assessore al turismo, Flavio De Barti i quali credono a nome dell'esecutivo che «quest'appuntamento rappresenti per Mormanno un forte attrattore turistico - esperienziale capace di aiutarci a raccontare al meglio il nostro territorio, le sue identità alimentari, la grande valienza di accoglienza diffusa messa in campo grazie al connubio tra intrapresa pubblica e privata scegliendo di valorizzare il territorio in maniera nuova e propositiva puntando su grandi eventi legati alla tradizione».

 In questa chiave è da leggersi anche la partnership con la condotta Slow Food Pollino Sibaritide Arberia versante ionico cosentino, guidata dal fiduciario Lenin Montesanto, che da quest'anno proprio nei giorni clou dell'evento realizzerà, presso l'area mercatale, il villaggio delle identità e delle eccellenze chiamando a raccolta a Mormanno i produttori del sodalizio con la chiocciola che perseguono la filosofia del cibo buono, pulito e giusto.

 Sarà questo uno dei tanti appuntamenti, oltre venti in quattro giorni, che animeranno la festa identitaria alla quale prende parte tutta la comunità di Mormanno e che per l'edizione 2018 vedrà in piazza Umberto I due grandi eventi legati ad altrettanti ospiti di eccezione. Cosimo Papandrea, protagonista indiscusso della canzone autorale popolare del Sud, voce guida del TaranProject fondato insieme a Mimmo Cavallaro, venerdì 7 dicembre sarà sul palco per animare il concertone della serata in cui si dà il via ai Vuttari dei quartieriCasalicchio, Capo Lo Serro, Costa e Torretta, che proporranno - oltre ai cibi della tradizione popolare del Pollino - il vino delle cantine Ferrocinto di Castrovillari, Librandi e Francesco Malena di Cirò, e Statti di Lamezia Terme, segno evidente di come Perciavutti voglia essere momento di legame e promozione del vino calabrese, in forte ascesa sui mercati nazionali ed internazionali, e sia al contempo diventato evento che ha travalicato i confini territoriali diventando un grande momento culturale regionale, sostenuto anche dal contributo della Regione Calabria, ed un grande evento storicizzato per il Parco Nazionale del Pollino che, oltre a sostenerlo con un contributo economico importante, lo ha reso uno dei co-eventi in cui si è scelto di raccontare la bellezza naturalistica dell'area protetta più grande d'Italia. Sabato 8 dicembre, invece, sarà la presenza della chef della quarta edizione di Masterchef, Simone Finetti, ad essere il protagonista di un cooking show sempre in Piazza Umberto I dedicato ai prodotti d'eccellenza del Pollino alla cui biodiversità e sostenibilità agroalimentare sarà dedicato un convegno, domenica 9 dicembre organizzato presso la Sala consiliare dell'associazione PharoLab.

 In continuità con la volontà forte dell'esecutivo guidato dal Sindaco Giuseppe Regina di valorizzare il cibo ed il territorio spazio, nel ricco programma, anche alle passeggiate nel borgo di Mormanno a cura dell'associazione Comunalia in collaborazione con l'Associazione delle Guide Ufficiali del parco Nazionale del Pollino alla scoperta degli antichi vuttari e la degustazione di pietanze tipiche nei giorni di sabato 8 e domenica 9 dicembre. Sempre sabato 8 dicembre, alle ore 16.00, spazio alla cultura legata alle ricette tradizionali con Maria Zanoni che presenterà un racconto delle antiche tradizioni mediterranee con il libro “Piatti e Gulìe, cibo e gusto di Calabria" organizzato dalla Cooperativa “Pollino Food Experience” che si sta dedicando alla coltivazione e valorizzazione del fagiolo poverello bianco, insieme alla lenticchia ed al bocconotto, identità alimentare di Mormanno.

 Aspettando Perciavutti 2018, giorno 6 dicembre, sarà invece momento dedicato alle scuole con la rappresentazione dello spettacolo promosso dalla band "Ladri di carrozzelle" dal titolo "Diversi da chi". Mentre alle 18.00 la sala consiliare accoglierà Giusy Staropoli Calafati e la presentazione del libro “La Terra del Ritorno”. Un romanzo che arriva dritto al cuore. Che fa capire come ognuno di noi può trovare la propria felicità nel posto in cui nasce senza dover per forza cercare terre nuove. Un testo che aiutare a riflettere sul bisogno di lottare per la propria identità e per i propri sogni, perché ne vale sempre la pena.

Vincenzo Alvaro
- giornalista -
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