Domenica, 17 Settembre 2017 11:08

Tra violenza e perdono

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È di ieri la notizia che, in un comune del nostro circondario (TREBISACCE), un cittadino di 67 anni, disagiato, sia stato fatto oggetto, per l'ennesima volta, d'atti di teppismo che, sembra, si protraggono da anni, colla complicità delle famiglie d'appartenenza. Se, di solito, ci s'era limitati all'ingiuria, giungendo anche al danneggiamento dell'uscio di casa, due notti fa ci s'è spinti, addirittura, all'incendio doloso, essendo stato appiccato il fuoco alla medesima porta.

La liturgia domenicale cattolica odierna parla del perdono. Quante volte si deve perdonare? Non 7, ma 70 volte 7; che, secondo le particolari regole dell'aritmetica di Dio non fa 490, ma infinito. Giusto, penso io, quando chi sbaglia non può fare a meno di sbagliare, perché limitato, perché impedito. E quando, rendendosi conto dell'errore, prostrato dallo stesso, chiede quel perdono ch'è tanto più salutare a chi lo concede, quanto più basso è il livello di chi l'ottiene. Siddhārtha Gautama Śākyamuni Buddha (sanscrito: सिद्धार्थ गौतम शाक्यमुनि बुद्ध) stesso diceva che si perdonano gli altri non perché questi meritino il perdono, ma perché chi lo fa merita la pace. Chi ruba per necessità, va compreso; chi reagisce a una provocazione, soprattutto se ripetuta, va capito. Ma quante volte si deve passare su a gesti tanto violenti quanto insensati? Quante volte dobbiamo non toccare Caino, col rischio che questi continui a toccare altre volte Abele?

Noi POSSIAMO decidere di perdonare un'azione compiuta verso di noi, ma non DOBBIAMO permettere che azioni simili vengano attuate nei confronti dei deboli, che sono i primi a cui deve correre la nostra mente, verso cui dev'essere riversata la nostra misericordia. Agire contro gli artefici d'atti esecrabili non è contravvenire al comandamento dell'amore: è invece così lasciare che impunemente costoro possano continuare ad agire in modo ignobile contro i giusti. L'amore diretto verso chi sbaglia, atto altamente meritorio, non conduca all'odio, seppur indiretto, verso chi merita la nostra protezione, che, forse, quanto più è silente, tanto più lo grida dentro, e noi, come società, dovremmo sentirne l'eco strozzata nella nostra coscienza.

Comprendo pure che gli artefici di tali azioni, proprio con queste, siano a gridare il loro disagio, ma sempre in subordine, perché chi sta bene vive la vita lasciandola vivere agli altri. Ed è compito della società rimuovere tutti quegli ostacoli che siano d'impedimento alla fruizione sana e completa d'una vita ch'è degna d'essere vissuta bene solo se tutti hanno accesso a quest'opportunità.

Non possiamo chiudere gli occhi e tapparci le orecchie pensando che non ci riguardi: se una volta potevamo ritenere interessarci solo ciò che avvenisse a poca distanza da noi, ora dobbiamo capire che anche ciò che avviene a grande distanza ha ripercussioni su di noi.

E se quest'Uomo vessato da anni sono io, se continuiamo a non sentire la prepotente necessità di ridargli dignità colla nostra attenzione, sono io, anche, chi l'ha fatto oggetto di tali vessazioni.

Buona domenica di riflessione!

COMUNICATO STAMPA
 
Quanto dichiarato dal consigliere capogruppo del Pd, Nicola Di Gerio, durante l'ultima assise comunale è assolutamente irrispettoso e calunnioso.
 
Il tentativo di buttare fango contro Forza Italia non è altro che la prova di un fallimento politico e amministrativo da parte del Pd, che colleziona brutte figure e pessime pratiche di governo.
 
È mortificante per tutta la cittadinanza, da parte di chi non ha idee e argomenti e non sta facendo nulla per la città, offendere a livello personale gli avversari politici, fomentando un clima di odio e tensione, che non ci appartiene. Siamo accanto a Roberto Senise nell'importante lavoro che sta conducendo a difesa del territorio e dell'interesse collettivo.
 
Jole Santelli 
Coordinatore Regionale 
Forza Italia Calabria

− COMUNICATO STAMPA −

I responsabili della Settimana della cultura calabrese al termine dell’ottava edizione, celebrata a Camigliatello Silano – luogo dove è nata e cresciuta questa iniziativa – ringraziano tutti quelli che hanno creduto in questa particolare forma di turismo culturale: un grazie a Pietro Turano e all’Accademia dei giochi tradizionali, a William Lo Celso direttore dell’Hotel Tasso, a Roberto Ortu del Magara hotel, ad Eugenio Celestino presidente della Pro Loco di Camigliatello Silano, a Giuseppe Giudiceandrea, che in questi ultimi anni ha visto nella nostra iniziativa la continuità degli Incontri silani voluti e realizzati da Rita Pisano.

Dal prossimo anno ci saranno delle novità: la location non sarà più la Casa del forestiero di Camigliatello Silano, che speriamo – anche dopo le parole del vicepresidente della Giunta regionale prof. Viscomi alla manifestazione inaugurale – venga adeguatamente ristrutturata per diventare il luogo ideale dove svolgere meeting ed incontri; la Settimana della cultura calabrese per i prossimi anni sarà itinerante; lasciamo ad altri gli spazi di questa struttura e dei luoghi annessi. Ripartire è sempre una forma di rigenerazione.

L’Universitas Vivariensis dopo 8 anni in cui la manifestazione si è tenuta nel cuore della Sila per il 2018 si sposterà a Morano Calabro e San Giovanni in Fiore, paesi del cosentino che hanno dato i natali a due grandi pionieri del Movimento cattolico calabrese: don Carlo De Cardona e don Luigi Nicoletti, di cui ricorrono il prossimo anno i 60 anni dalla morte; mentre per il 2019 verranno toccate varie località della Calabria albanese per solennizzare i 100 anni dell’istituzione dell’Eparchia di Lungro.

Arrivederci in posti diversi, con la stessa determinazione e passione e con la certezza e convinzione che solo la conoscenza, lo studio e il saper raccontare cambieranno la nostra amata terra di Calabria.

Anche quest’anno ci sarà un’appendice della Settimana della cultura calabrese: da sabato 21 a domenica 29 ottobre 2017 a Cosenza si potrà respirare un po’ di quell’atmosfera magica che si è vissuta a fine agosto a Camigliatello.

Tra qualche giorno il programma completo di questa nuova edizione speciale.

− COMUNICATO STAMPA −

Da domenica a martedì ben 15 rappresentanti di Vinarius, l'associazione delle enoteche italiane, si sono ritrovati nella terra del Cirò per conoscere da vicino la produzione, i vignaioli, le aziende storiche ed i giovani che che guidano la rivoluzione ed il fermento del vino calabro. 
 
Guidati da Andrea Terraneo, presidente del sodalizio, sono stati accolti dal consorzio vitivinicolo di Cirò, presieduto da Raffaele Librandi. Un viaggio intenso ed emozionante nelle vigne, tra le cantine storiche, incontrando i testimonial del vino cirotano e le nuove leve tutti uniti da uno spirito di collaborazione e «volontà di lavorare in gruppo che ci ha colpito» racconta il presidente di Vinarius. 
Sinergia e positività che si ritrovano nei vini, sicuramente diversi rispetto al passato, e che hanno vissuto una «evoluzione» che li rende «appetibili sul mercato e per il consumatore». Il resto l'ha fatta l'accoglienza in stile calabro ed il territorio che ha sopreso per le sue vigne ordinate quasi in maniera maniacale. 
 
Un cammino intrapreso che è la strada giusta per comunicare la Calabria del vino che affascina e attrae per interesse e produzioni gli operatori del settore. 
 
Per Raffaele Librandi, presidente del Consorzio di Cirò e Melissa, una «opportunità importante» la presenza dei soci di Vinarius sul territorio - ha spiegato - per far conoscere agli operatori delle più prestigiose enoteche italiane un vino non certo di facile approccio, ma dalla marcata identità. Il primo tassello di una serie di iniziative da portare avanti proprio con Vinarius che prossimamente ritornerà in Calabria con altri soci e che organizzerà in 100 enoteche italiane la settimana del vino calabrese. Nel corso dello stage i soci di Vinarius hanno incontrato le aziende Librandi, Ippolito, 'A Vita, Scala, Calabretta, Sergio Arcuri, Tenuta del Conte, Dell'Aquila. 
 
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− COMUNICATO STAMPA −

Una nuova ordinanza del Comando della Polizia municipale di Castrovillari (in seguito a comunicazione da parte del Settore Pianificazione e Gestione del Territorio nonché da parte del Coordinatore e Direttore dei lavori di manutenzione straordinaria del Ponte Salerni sul torrente S. Aniceto)attenua il momentaneo disagio e regola il passaggio dei pedoni sul ponte Achille Salerni,(ex Sant’Aniceto-interessato da opere anche di rinforzo strutturale) in occasione dell’apertura delle scuole e sino a quando l’intervento non interesserà la parte superiore del viadotto. A questo punto, per forza di cose, il camminamento riprenderà su via Sant’Aniceto.

“Un’attenzione dovuta, comunque, anche se temporanea - afferma il Sindaco, Domenico Lo Polito- verso quanti, tra scolari, genitori, docenti e non solo, utilizzano, com’è consuetudine, il ponte per portarsi quotidianamente dalla città alla zona d’espansione e viceversa.”

Così, sino alle successive esecuzioni, il passaggio pedonale, avverrà sul marciapiede lato valle (Madonna del Castello) dalle ore 19, di questa sera, sino al 15 ottobre. Il divieto di transito pedonale per esigenze tecniche di lavorazione si riproporrà ancora tra il 18 e 24 settembre e tra il 15 ed il 30 ottobre prossimi.

L’ordinanza n. 121 che disciplina il temporaneo transito pedonale è reperibile sul sito dell’ente www.comune.castrovillari.cs.gov.it.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

SER, il vescovo della Diocesi di CASSANO ALL'IONIO, mons. Francesco SAVINO, in occasione dell'inizio del nuovo anno scolastico, ha voluto rivolgere, con una lettera aperta, che riportiamo integralmente, a tutti i soggetti coinvolti, i suoi voti augurali.

Considerato l'alto valore che riteniamo avere l'istruzione e la cultura nell'educazione e nella formazione dei cittadini in una società civile, cogliamo l'occasione per associarci alle parole del presule dichiarando la nostra adesione a quanto dallo stesso espresso, porgendo il nostro in bocca al lupo a tutte le persone coinvolte.

Ai dirigenti, ai docenti,  ai genitori, agli studenti, 

          ai dipendenti amministrativi  e collaboratori scolastici

          delle Scuole di ogni Ordine e Grado 

          del territorio della Diocesi di Cassano allo Ionio

 

Siamo in settembre: un nuovo anno scolastico inizia per voi adulti che operate nella scuola con mansioni diverse concorrenti a educare e a formare bambini, ragazzi e giovani.

Questa volta il mio augurio di buon anno scolastico è rivolto specificatamente proprio a voi Docenti, Operatori ed Dirigenti scolastici cui è affidato il delicatissimo compito di leggere la realtà in cui siamo immersi e da essa ricavare segni positivi di cambiamenti possibili su cui avviarsi per contribuire ad orientare, sostenere e soprattutto alimentare il processo di crescita delle competenze, capacità e conoscenze degli uomini del futuro.

Nessuno può essere tanto arrogante e prevaricatore da affermare di essere in grado di disegnare percorsi che abbiano una indiscussa efficacia educativa e tanto meno lo posso fare io a nome della Chiesa diocesana che nelle parrocchie e nelle associazioni ecclesiali ha i suoi centri educativi.

Vorrei soltanto indicare quanto quest’anno pastorale, che avrà inizio con l’assemblea diocesana nella seconda decade di settembre, abbiamo pensato di mettere a tema di riflessione, studio e programmazione: “Evangelizzazione, comunità ed iniziazione cristiana”. Intendiamo ripartire dai piccoli, dai bambini che dopo il Battesimo, deciso dai genitori, si accostano ai Sacramenti della Riconciliazione, Comunione e Confermazione cristiana. Ogni proposta della Chiesa richiede attento ascolto e serena accoglienza da parte delle famiglie e della scuola, dove i bambini e i ragazzi trascorrono la maggior parte delle loro giornate. Per questo, come ben sapete, occorre che famiglia, scuola e chiesa concordino negli obiettivi educativi da perseguire, nel riconoscimento e nel rispetto reciproco.

Non abbiamo indicazioni da offrire, né metodi che siano ricette per guarire tutti i mali della nostra epoca, ma una cosa possiamo dirla con forza e chiarezza e la diciamo con gioia e serenità: a Gesù i bambini sono molto graditi. Egli li pone al centro come persone, dice di osservare ed imitare la loro umanità.

Dunque un invito: osserviamo i bambini, i ragazzi, i giovani. Impariamo il loro affidarsi a qualcuno davanti ad un bisogno, la disponibilità disarmante a chiedere aiuto, l’umiltà di dichiararsi ignoranti, il desiderio entusiasmante di conoscere, la curiosità di sperimentare personalmente ogni novità, la schiettezza ed immediatezza nelle reazioni che, quando non sono dettate dagli esempi di scelte convenienti insegnate dagli adulti, sanno dare il nome appropriato ad ogni circostanza. Educhiamo i ragazzi al confronto, alla tolleranza e alla condivisione del poco o tanto che si ha e che si è, favoriamo la fantasia creativa che riesce a trovare sempre una soluzione a vantaggio di tutti. 

Indichiamo il silenzio come condizione interiore ed esteriore per un dialogo che sia sull’essenziale, su quanto sta a cuore a ciascuno, sulle regole da concordare e da seguire con il massimo rispetto.

Alle tante proposte di conoscenze, cui il dilagante linguaggio massmediatico ci espone con danni irreversibili particolarmente su chi è impossibilitato a difendersene, contrapponiamo l’invito alla resilienza che si nutre di rispetto della ricchezza infinita del mondo della natura, di cui siamo custodi senza esserne padroni o predatori.

La sfida è grande. Lo sappiamo. Ma  nessuno vi si può sottrarre. E tanto meno noi educatori.

Auguri per il vostro lavoro!

   Cassano allo Ionio, 14 Settembre 2017

             

Vostro 

 ✠   don Francesco Savino

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