Varie

Varie (1543)

Saracena è il borgo prescelto quest’anno dalla delegazione del FAI – Pollino (Fondo Ambiente Italiano) per la manifestazione nazionale “Giornate Fai di Primavera” che avrà luogo nei giorni 24 e 25 marzo prossimi. E’ un importante appuntamento che invita a scoprire le bellezze storiche, artistiche, ambientali e paesaggistiche del nostro territorio. Quest’anno a Saracena saranno più di cento i giovani “Ciceroni”, appositamente formati,  che guideranno turisti e visitatori ad ammirare le bellezze storiche ed artistiche che si trovano custodite nelle chiese locali. Si partirà dalla chiesa di Santa Maria del Gamio, ricca di opere d’arte con all’interno una grande navata centrale nella quale domina il sontuoso soffitto a cassettoni lignei intagliati ed indorati dall’artigiano Jacono Lanfusa nel 1628. Di notevole interesse anche l’altare della confraternita di San Leonardo in legno intagliato, dipinto e dorato del 1662 che racchiude al centro una tela del santo dipinta da Giocondo Bissanti. A metà della navata  si apre la Cappella di S. Innocenzo Martire con altare in marmi policromi costruito nel 1772 da Marino Palmieri, quindi l’altare della Madonna del Carmine ornata da stucchi del 1791. Nel Succorpo si conserva un buon altare scolpito in pietra con pilastrini adornati dalle figure dei santi Paolo e Leonardo a sinistra e Pietro ed Andrea a destra. Infine la effigie del Crocefisso risalente ai principi del XVII° secolo. Si passerà, quindi, alla Chiesa di Santa Maria delle Armi ubicata nel più antico quartiere del paese dove sono conservati, fra l’altro, una Madonna con Bambino  risalente al XIII° secolo e di pittore ignoto ed una scultura in pietra del XIV° secolo  raffigurante un giovane guerriero che prega. Nelle vicinanze sarà possibile visitare anche l’antico palazzo appartenuto alla famiglia Mastromarchi.  Altro luogo di particolare interesse sarà la visita alla Cantina Sociale, presidio Slow Food, “Moscato di Saracena”. Trattasi di un vino liquoroso che si ottiene appunto dalla vinificazione di una varietà di particolari uve che si producono solo in loco. Si racconta che già nel 500 i barili contenenti il Moscato di Saracena venivano imbarcati a Scalea e consegnati in Vaticano per finire sulla tavola di Papa Paolo IV. E’ un prodotto che viene ormai apprezzato in tutto il mondo grazie alla intraprendenza di un gruppo di imprenditori  locali sempre più impegnati al miglioramento della  qualità del moscato prestando massima attenzione alla coltivazione sostenibile dei vigneti.

“Con la scelta di Saracena – ha dichiarato la capo delegazione del Fai Pollino Donatella Laudadio – continua la scoperta dei luoghi più  interessanti del nostro territorio, ricchi di tradizioni, di opere d’arte e di bellezze che, con le “Giornate Fai di Primavera” cerchiamo di far scoprire agli appassionati ed a quanti vorranno venire a visitare questo borgo situato ai piedi della catena del Pollino.”

                                                                                            Il Delegato alla Comunicazione del Fai – Pollino

                                                                                                                                        Mario  Alvaro    

COMUNICATO STAMPA

Sarà il curatore della guida vini del Gambero Rosso ad aprire le degustazioni tecniche della nona edizione dell’evento organizzato dal Comune di Saracena con il contributo della Regione Calabria. A seguire il wine philosopher di Natura delle cose guiderà il pubblico alla scoperta dei vini naturali calabresi

Tutto è pronto nel centro storico della città del Moscato. Saracena per tre giorni – a partire da venerdì – diventerà la casa del vino calabrese. Incontri, degustazioni, confronti con i produttori ed i consorzi regionali, banchi d’assaggio, gastronomia, musica e cultura saranno gli ingredienti di un evento che si è conquistato l’attenzione della stampa regionale e nazionale. 

La location del Saracena Wine Festival sarà Palazzo Mastromarchi, cinquecentesca costruzione ristrutturata e riconsegnata alla comunità, oggi sede di una tra le più importanti collezioni d’arte del 900 meridionale la Pinacoteca Andrea Alfano, che per tutta la durata dell’evento ospiterà i vari appuntamenti della manifestazione.

Nella città del Moscato di Saracena, presidio Slow Food, non si poteva partire che da un tributo a questo antico vino, con un metodo di produzione unico al mondo, considerato bene culturale immateriale dalla Regione Calabria. Per la prima volta insieme i produttori del Moscato di Saracena si ritroveranno nella più grande degustazione affidata al giornalista e curatore della guida vini del Gambero Rosso, Marco Sabellico, che alle ore 17.00 presso l’Auditorium “Orti Mastromarchi” racconterà al pubblico la storia, il fascino ed il gusto di questo grande presidio territoriale che è il vero testimonial di Saracena nel mondo attraverso la degustazione dei vini Maradei, Moscato Passito di Saracena 2016, Cantine Viola, Moscato Passito di Saracena 2015, Giuseppe Calabrese, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Pandolfi, Moscato Passito di Saracena 2015, Diana, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Laurito, Moscato Passito di Saracena 2015, Feudo dei Sanseverino, Moscato Passito di Saracena 2011.

Il Saracena Wine Festival per il Sindaco del Comune di Saracena, Renzo Russo «è un momento importante per accendere i riflettori sulla nostra comunità ed i produttori che con grande abnegazione e sacrificio continuano una storia unica al mondo. Con questo evento abbiamo scelto di portare Saracena, le sue produzioni di qualità, il suo patrimonio storico-artistico, il suo bellissimo borgo antico all'attenzione dei grandi nomi del giornalismo italiano che arriveranno in città nei prossimi giorni e del pubblico che arriverà in città per vivere questo appuntamento. Il SWF diventerà così una vetrina importante per raccontare all’Italia ed al mondo la ricchezza enologica di cui siamo testimoni storici». 

Quasi in contemporanea sempre a Palazzo Mastromarchi, nello spazio dedicato alla Pinacoteca, si apriranno i banchi d’assaggio con oltre 30 cantine in rappresentanza del mondo vitivinicolo calabrese. Un’occasione per i wine lovers di approfondire la conoscenza dei vini in degustazione (si accede con l’acquisto di un coupon), incontrare i produttori e ascoltare le storie delle cantine e dei viticoltori, esempi virtuosi di una economia sostenibile, legata al territorio.

Alle ore 19.00, invece, sarà l’editor, wine philosopher e food explorer presso naturadellecose.comGae Saccoccio, a condurre il secondo appuntamento tecnico della prima giornata del Swf con una degustazione dedicata al vino artigianale. “Vecchia, giovanissima Calabria” proporrà un viaggio esplorativo tra le esperienze produttive ed i vini di Santino Lucà (Mantonico Passito Igt 2013), L’Acino (Mantonicoz Calabria Igt 2014), Cataldo Calabretta (Ansonica Calabria Igt 2014), Maradei (Dramis Calabria Igp Bianco 2016), ‘A Vita (Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2010), Traclò (Lanò VdT 2015), Giuseppe Calabrese (Terre di Cosenza Dop 2015), Casa Comerci (Granatu Calabria Igt 2016). 

In serata spazio agli chef che stanno facendo grande la scena gastronomica della Calabria, Gennaro Di Pace (Osteria Porta del Vaglio) Antonio Biafora (Biafora Restaurant), Emanuele Lecce (Tavernetta), Nino Rossi (Qafiz) del collettivo Cooking Soon  e Filomena Palmieri (Da Filomena), che ispireranno i loro piatti al Moscato di Saracena ed alla Podolica Calabrese, altro presidio Slow Food, nel corso di una cena gourmet accompagnata dai vini dei produttori saracenari.

Per finire in festa alle ore 22.00 i Coltivatori di Musica – Resistenza Gastrofonica Viaggiante offriranno la loro performance musical culinaria al pubblico della prima serata. Nel cuore del centro storico, sempre a partire dalle ore 20.00, per le strade, gli slarghi e le viuzze si animeranno punti ristoro con mangiari di strada, le osterie casalinghe, le degustazioni itineranti regalando il fascino di un borgo tutto da scoprire.

COMUNICATO STAMPA

Nel segno della legalità, democrazia ed a tutela della dignità umana vessata dalle mafie.

L’Assessore del Comune di Castrovillari, Pino Russo, a nome e per conto dell’Amministrazione municipale, parteciperà domani, mercoledì 21 marzo, a Vibo Valentia, alla XXIII edizione della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, dal tema “Terra. Solchi di verità e giustizia”,  organizzata dal Coordinamento regionale Libera Calabria il quale ha invitato all’evento  tutte le amministrazioni comunali della regione. Il momento nazionale , invece, verrà tenuto a Foggia, in Puglia.

Come ogni anno , nel primo giorno di primavera, simbolo di rinascita- ricorda l’invito ad enti e soggetti della Calabria-, la rete di Libera, gli enti locali, le realtà del terzo settore, le scuole, i cittadini , insieme ad oltre 600 familiari delle vittime scendono in piazza per ricordare, nome per nome, tutti gli innocenti morti per mano delle mafie, creando in tutto il Paese (simultaneamente in 4mila luoghi oltre che in altre parti d’Europa e dell’America Latina) un ideale filo di memoria, quella responsabile che dal ricordo vuole far suscitare impegno e giustizia.

E’ con questa tensione ideale che Castrovillari sarà presente con il proprio Gonfalone - afferma l’Assessore Russo - alla manifestazione regionale, certa e consapevole che solo attraverso momenti di sensibilizzazione, democrazia partecipata --momenti educativi-- e fortemente inclusivi, è possibile rilanciare quelle esigenze di rinascita presenti nella società, sempre più puntata sul risanamento di una crisi esistenziale che ha bisogno di risposte adeguate ed accompagnamento ad ogni livello. Ciò significa pure che la convivenza civile deve ritornare a fondarsi sull’uomo, integralmente considerato in tutte le dimensioni che lo costituiscono, e che ci si adoperi per affermare questo principio contro ogni sopruso e violenza sulle persone. Questa la scommessa, provocazione buona e volontà - aggiunge Russo- delle Giornate per richiamare, oltre che sollecitare, un’emergenza fisica, morale ed etica sempre più pesante e pressante nel nostro tessuto che esige coinvolgimenti come non mai e maggiori azioni per riaffermare il diritto alla tutela delle democrazie dei nostri paesi contro violenze sottili, e feroci attacchi fisici a uomini, donne, bambini o rappresentanti delle varie istituzioni che le sole rabbie non bastano a frenare.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

COMUNICATO STAMPA

Dopo circa 500 anni la reliquia di San Francesco, nella fattispecie un alluce, torna nei luoghi del santo calabrese, a Paola per l'appunto. Questa reliquia è conservata da secoli nella chiesa Madre di Oriolo (si è allontanata solo nel 2015 per un'esposizione a Lamezia Terme) a testimonianza della grande devozione degli oriolesi nei confronti del santo, festeggiato solennemente il 24 aprile. A dare la notizia del pellegrinaggio che l'alluce mummificato di San Francesco [Paola, 1416 - La Riche (Francia), 1507] farà verso Paola è il vicesindaco di Oriolo, Vincenzo Diego, che ha tenuto in questo ultimo periodo i contatti con l'Ordine dei Frati Minimi di Paola, e quindi con Fra Domenico Crupi, addetto alla comunicazione del Santuario. Dopo una serie di colloqui interlocutori conditi dalla disponibilità dei frati e del padre provinciale Gregorio Colatorti, pochi giorni fa è arrivata la conferma nel corso di una vista a Paola dello stesso vicesindaco Diego, accompagnato dal funzionario dell'ufficio cultura del Comune di Oriolo, Giuseppe Maiuri.

La reliquia (nella foto) sarà ospitata presso il Santuario di Paola per la prima volta nella storia, dopo che nel 1562 gli Ugonotti profanarono la tomba del santo, bruciandone il corpo. Il giorno concordato per lo storico evento è il 20 maggio 2018. Dopo la profanazione della tomba, l'alluce di San Francesco finì tra le mani della regina di Francia, Caterina dei Medici (cugina di Donna Fulvia Gattinara consorte di Marcello Pignone, marchese di Oriolo) che ne fece dono a Fra Dionisio Colomba, anch'egli di Oriolo e conosciuto proprio in Francia, come narra lo storico locale, Vincenzo Toscani, in prima linea nella minuziosa ricerca. Che la reliquia fosse custodita ad Oriolo, e proprio in quel convento francescano che oggi grazie all'impegno dell'Amministrazione Comunale sta ritornando alla luce, lo testimonia un atto notarile del 1680, depositato presso l'archivio di Stato di Castrovillari. Quello del 20 sarà un ulteriore passo nella storia dopo il riconoscimento della venerabilità della reliquia, sancito con una lettera del 9 maggio 2008, proveniente da Roma e recante la firma di padre Ottavio Laino, postulatore generale dell'Ordine dei Minimi presso la Sacra Congregazione della Causa dei Santi.

A breve partirà la macchina organizzativa per il pellegrinaggio del 20 maggio a Paola, che vedrà impegnati l'Amministrazione Comunale,  guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa, e la Parrocchia "San Giorgio Martire" di Oriolo, guidata da don Nicola Mobilio. L'accoglienza nel piazzale della Basilica dovrebbe essere previsto per le 9. Seguirà la celebrazione eucaristica. Dal Comune di Oriolo partiranno gli inviti ai sindaci dell'Alto Jonio, al presidente della Provincia di Cosenza. Prevista la partecipazione anche del primo cittadino di Paola, Roberto Perrotta. Viva soddisfazione espressa dal vicesindaco di Oriolo, Vincenzo Diego: «Ci prepariamo a vivere una giornata memorabile per la nostra comunità ma anche per tutto il territorio. I fedeli calabresi e quelli sparsi nel mondo conosceranno ancor di più la reliquia e potranno venerarla. Un sentito ringraziamento a tutti coloro che si sono spesi in questo percorso e soprattutto a quanti nei secoli hanno custodito la preziosa reliquia, simbolo di speranza e carità».

Vincenzo La Camera, giornalista

Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

COMUNICATO STAMPA

Il Saracena Wine Festival sarà aperto dalla più grande degustazione mai fatta del vino antichissimo, oggi Presidio Slow Food. Esempio virtuoso della tradizione vitivinicola del borgo del Pollino

Ha resistito al tempo grazie ad un grande tessuto artigianale di cittadini che, di padre in figlio, hanno tenuto vivo il metodo di produzione tramandandolo di generazione in generazione. Un vino antico, di cui già nel Cinquecento se ne registra traccia. I barili di Moscato di Saracena erano imbarcati a Scalea per essere consegnati alla corte papale. Il papa Pio IV usava consumare il Moscato di Saracena alla sua tavola. Così come Guglielmo Sirleto, il cardinale calabrese Prefetto della Biblioteca Vaticana, che ne era particolarmente ghiotto. Anche i viaggiatori del Grand Tour lo citano negli scritti delle loro esplorazioni in Calabria. 

Quel nettare prezioso e prodotto con un disciplinare unico al mondo, grazie alla passione di pochi eroici produttori, è ritornato prepotente sulla scena vitivinicola regionale e nazionale, guadagnandosi il titolo di Presidio Slow Food. Fino a quindici anni fa praticamente inesistente sulle guide di settore, in pochi anni è stato riconosciuto come un prodotto favoloso diventando il vino calabrese più premiato nelle guide vitivinicole italiane. 

Oggi è riconosciuto come un vero e proprio ambasciatore della tradizione enologica regionale. Al Saracena Wine Festivalvenerdì 23 marzo alle ore 17.00Marco Sabellico, curatore nazionale della guida vini del Gambero Rosso, guiderà il pubblico nella più grande degustazione mai tenuta sul Moscato di Saracena. Tutti i produttori locali si ritroveranno insieme presso l’Auditorium Orti di Mastromarchi per raccontare la storia, il fascino ed il gusto di questo grande presidio territoriale che è il vero testimonial di Saracena nel mondo. 

«Dobbiamo cogliere questo momento perché soltanto attraverso l’unione, la collaborazione tra i produttori, la Calabria può rilanciarsi sul panorama nazionale per raccontare al pubblico ed ai giornalisti di settore la straordinaria storia e complessità della ricchezza produttiva che ha segnato la nostra viticoltura – dichiara Luigi Viola, presidente dell'associazione produttori del Moscato di Saracena - Con il wine festival Saracena si propone come volano per il rinascimento del vino calabrese».

Per produrlo nel mese di settembre viene raccolta l’uva moscatello che si lascia appassire su graticci ombreggiati per circa un mese. Le prime settimane di ottobre si vendemmiano la guarnaccia e la malvasia che servono a dare la base del mosto. Queste altre due uve, tipiche del territorio, vengono pigia-diraspate e concentrate tramite bollitura. Il mosto delle uve di moscato bianco appassite, sottoposte ad accurata cernita per eliminare gli acini non adatti e pigiati manualmente, viene aggiunto al mosto ristretto apportando oltre agli aromi tipici del moscato anche i lieviti necessari per attivare la fermentazione alcolica che proseguirà sino al suo naturale arresto lasciando comunque e sempre un importante quantità di zuccheri ancora da fermentare i quali conferiranno al prodotto la dolcezza che lo caratterizza.

A questo straordinario prodotto, unitamente alla Podolica Calabrese (altro presidio Slow Food), è dedicata al cena tributo che vedrà protagonisti gli chef Gennaro Di Pace (Osteria Porta del Vaglio) Antonio Biafora (Biafora Restaurant), Emanuele Lecce (Tavernetta), Nino Rossi (Qafiz) del collettivo Cooking Soon  e Filomena Palmieri (Da Filomena). 

«Il Saracena Wine Festival – ha commentato il Sindaco di Saracena, Renzo Russo – è un momento importante per accendere i riflettori sulla nostra comunità ed i produttori che con grande abnegazione e sacrificio continuano una storia produttiva unica al mondo. Con questo evento abbiamo scelto di accendere i riflettori su Saracena, sulle sue produzioni di qualità, sul patrimonio storico-artistico, sul suo bellissimo borgo antico. Grazie ai grandi nomi del giornalismo italiano che arriveranno in città nei prossimi giorni il SWF ci offrirà una vetrina importante per raccontare all’Italia ed al mondo la ricchezza enologica di cui siamo testimoni storici». 

I vini in degustazione saranno Maradei, Moscato Passito di Saracena 2016, Cantine Viola, Moscato Passito di Saracena 2015, Giuseppe Calabrese, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Pandolfi, Moscato Passito di Saracena 2015, Diana, Moscato Passito di Saracena 2015, Azienda Agricola Laurito, Moscato Passito di Saracena 2015, Feudo dei Sanseverino, Moscato Passito di Saracena 2011. 

Sempre nella prima giornata dell’evento alle ore 19.00 Gae Saccoccio, editor, wine philosopher e food explorer presso naturadellecose.com, guiderà il secondo appuntamento tecnico della giornata con una degustazione dedicata al vino artigianale. “Vecchia, giovanissima Calabria” proporrà un viaggio esplorativo tra le esperienze produttive ed i vini di Santino Lucà (Mantonico Passito Igt 2013), L’Acino (Mantonicoz Calabria Igt 2014), Cataldo Calabretta (Ansonica Calabria Igt 2014), Maradei (Dramis Calabria Igp Bianco 2016), ‘A Vita (Cirò Rosso Classico Superiore Riserva 2010), Traclò (Lanò VdT 2015), Giuseppe Calabrese (Terre di Cosenza Dop 2015), Casa Comerci (Granatu Calabria Igt 2016).

COMUNICATO STAMPA

La situazione disegnata dal direttore generale dell' Asp di Cosenza, Raffaele Mauro, questa mattina  alla delegazione castrovillarese circa il nosocomio del POLLINO, è molto difficile e delicata.

Erano presenti, guidati dal Sindaco, Domenicipo Lo Polito, i consiglieri Era Rocco, Giuseppe Santagada, Ferdinando Laghi oltre l' Assessore, Pino Russo.
Appena usciti dall'incontro il primo cittadino si è messo immediatamente in comunicazione con il Commissario per la Sanità in Calabria, Massimo Scura, rappresentando  la situazione di gravità  e disagi che innerva l' ospedale di Castrovillari, chiedendo, così,  un suo intervento diretto. 
Intanto Lo Polito in una dichiarazione stampa, e come preannunciato l'otto marzo scorso  in una lettera indirizzata ai componenti  del Comitato Territoriale per la Salute, annuncia di prepararsi a forti mobilitazioni come avvenuto per il Tribunale di Castrovillari.
Il momento è quanto mai delicato per tali coinvolgimenti a tutela del diritto alla salute in questo territorio e nell'ospedale della  città dove mancano uomini e strumenti.
Le risposte, comunque, date alla delegazione dal direttore generale - ci viene spiegato- sono interlocutorie e non risolutive dei problemi e questioni poste.
Al momento le criticità riguardano gli anestesisti e la rianimazione, oltre la chirurgia con le nuove sale operatorie ancora non collaudate, e l'avvio di ortopedia per la quale espletato il concorso ancora non e' stato nominato il primario. Altro riguarda i laboratori d'analisi, l'autonomia come unità complessa di oculistica e la  immediata sostituzione del dottore Franco Tirone,  responsabile  di broncopneumologia,  che dal prossimo primo Aprile andrà in pensione. Fattori che esprimono preoccupazione e richiamano ad una massima vigilanza sull'esistente su cui il 23 marzo si parlerà in un consiglio che si celebra a riguardo.
 
Ufficio stampa Comune di Castrovillari
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Friday the 22nd. Castrovillari in Rete

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