Spettacolo

Spettacolo (401)

− COMUNICATO STAMPA −

Sono bastate appena due edizioni al Festival dell'Alto Jonio, Mediterraneo Interiore, per distinguersi nel panorama degli eventi estivi del territorio. L'appuntamento, organizzato dall'Associazione per lo Sviluppo dell'Alto Jonio, punta, innanzitutto, ad un'antica utopia mai realizzata appieno e cioè raggruppare nello stesso cartellone di eventi più comuni per una programmazione condivisa esaltando così il concetto di territorio nell'ottica della realizzazione del "brand" Alto Jonio. Quest'anno, grazie agli sforzi del presidente Antonio Pagano, ben quattro comuni (Trebisacce, Montegiordano, Oriolo e Nocara) hanno contribuito alla realizzazione del festival ospitando gli eventi nelle loro location. Mediterraneo Interiore 2017 ha presentato tre rassegne. Tutte e tre hanno avuto l'ambizioso obiettivo di valorizzare i luoghi, abitarli e farli conoscere alla gente nella riscoperta della bellezza, valore imprescindibile per la sopravvivenza dei piccoli paesi dell'Alto Jonio. Jazz Di Vino, Arte in Borgo e Cinema da Abitare si sono rivelate tre apprezzate intuizioni per offrire a turisti e residenti eventi nuovi, al passo con i tempi e con le richieste del pubblico che si affaccia in questi luoghi, sempre più alla ricerca della ruralità, della storia, della tradizione. Dalle note jazz di fama nazionale nel castello di Oriolo e nel parco archeologico di Trebisacce degustando vini locali sino alle estemporanee di pittura e fotografia che quest'anno hanno valorizzato il centro storico di Montegiordano. Ma l'originalità di questa iniziativa artistica consiste proprio nella suo format esportabile ed adattabile ad ogni paese e borgo. Cinema da Abitare si è distinta, invece, per il coraggio di far rivivere la piazza di un borgo montano a rischio spopolamento come Nocara, dove i documentari che raccontavano la Calabria di un tempo sono stati i protagonisti. «Mediterraneo Interiore ha fatto emergere lo spirito dei luoghi, l'orgoglio della propria identità e delle proprie radici - commenta soddisfatto il presidente dell'ASAI, Antonio Pagano. Può esserci un futuro per questi territori, abbandonati dagli uomini e dalle istituzioni? Sicuramente si. Il Festival è dedicato proprio alle genti che vivono questi posti affinché possano prendere coscienza di tutta questa bellezza che li circonda per un'azione di riscatto sociale ed economico non più rimandabile. Il ringraziamento dell'associazione va ai sindaci di Trebisacce, Montegiordano, Oriolo e Nocara che hanno creduto in questo nostro progetto innovativo dal punto visto culturale».

Vincenzo La Camera

− COMUNICATO STAMPA −

"Torna a settembre, dal 6 al 10, “civita Nova”, la manifestazione che coniuga, nel rione (che da il nome all’evento) Civita, “cuore” di Castrovillari, il patrimonio storico con le capacità degli uomini e donne che caratterizzano la vita culturale, sociale ed economica della città e del Pollino."

Lo rende noto il Sindaco, Domenico Lo Polito, in una dichiarazione resa alla stampa, precisando, tra l’altro, la valenza dell’iniziativa che si svolge a cura dell’Amministrazione comunale con la direzione artistica della Pro Loco del Pollino.

“Aspettando proprio la cinque giorni, venerdì 25 agosto, presso l’ex mattatoio di via Sant’Aniceto - dove oggi è ubicato l’Accademia dei Saperi e dei Sapori, luogo, insieme al Castello Aragonese, preposto, nell’accordo del Comune con l’Istituto Tecnico Commerciale per Geometri e l’Alberghiero, oltre ad altri enti ed aziende, a laboratorio per l'occupabilita’ giovanile e centro di promozione e degustazione dei prodotti tipici locali-, si terrà alle ore 20 la presentazione dell’evento settembrino, alle ore 21,30, poi, un momento di espressività, intitolato “Canzoni alla radio”, con Daniele Moraca, Marco Trifilio, Mario Chiodi ed Elisa Costanzo, grazie ad una sinergia con l’Amministrazione municipale, farà intendere ancora cosa possono fare le umanità per i luoghi, ed a seguire una degustazione di prodotti tipici sottolineerà come a tavola succedono le cose più belle.

"Un’opportunità- afferma il primo cittadino con il pensiero rivolto a civita Nova - per mettere in relazione le intensità locali che saranno in bella mostra tra il Castello Aragonese, il Protoconvento francescano, le Chiese, le viuzze, i luoghi ed i percorsi turistici, da sempre rappresentanti del rione Civita, riferimento pure nel comprensorio per incontri di vario genere."

"L’appuntamento - aggiunge Lo Polito – sviluppa questa sinergia per una maggiore conoscenza ed offerta delle peculiarità esistenti."

“La manifestazione settembrina, poi- conclude il primo cittadino -, si lega alle iniziative che l’Amministrazione porta avanti nel segno di quel principio di “filo rosso” che mette in rete ogni azione per la crescita culturale del Territorio e della città, attraverso le politiche d’integrazione che non possono fare a meno di eventi per promuovere meglio le risorse presenti. Un momento, tra l’altro, per approcciarsi adeguatamente al Territorio ed alle sue caratterizzazioni. Questi i fattori guida per dare maggiore visibilità e vita a borghi come il nostro, fulcro di testimonianze fatte di talenti, vocazioni, produzioni, manufatti tipici, lingua e costume, imprescindibili per dare ragione all’identitarietà che li suscita.”

Morale della proposizione è che investire su “quello” che è di tutti, non nostro ma anche, per riconsegnarlo più forte alla fruizione, da’ il senso del vero possesso delle cose e l’idea di bene comune. Sono questi, poi, che aiutano a capire cosa significa amore per l’Origine e per tutto ciò configura le nostre Origini e, quindi, le Radici d’appartenenza.

E’ da qui che nasce, forse, l’esigenza di far bene le cose , che va ben oltre del muoversi per la “proprietà”, che sfocia in quella esigenza di sinergia, interessata ad uno sviluppo il più inclusivo e partecipato possibile; questa è suscitata dall’attaccamento attento alle risorse generate dall’unione della Terra con le sue vocazioni, sensibilità e capacità del lavoro. Ecco il senso profondo e la scaturigine che muovono per “civita Nova”, pronta a ripresentarsi per sollecitare tutti a riappropriarsi delle proprie origini dal di dentro della storia al fine di rilanciare le bellezze che possediamo.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

− COMUNICATO STAMPA −

Georgia e Panama. E’ a questi gruppi che è stata dedicata la quinta giornata della 32^ Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino. Il penultimo appuntamento con il festival si è aperto con un’escursione sulle pendici del Pollino a cura delle guide ufficiali del Parco, a seguire i gruppi stranieri hanno acceso il centro cittadino con animazioni. Nel pomeriggio, l’evento curato da Tilde Nocera e Ines Ferrante ha vistol’atrio del Palazzo di Città di Castrovillari invadersi di allegria con “i bambini incontrano il festival” ed alle 19, il Vespa Club Castrovillari ha fatto conoscere le bellezze della città attraverso il “Giro Festival… in Vespa”.

Alle 21.30 l’ormai consolidato appuntamento in Piazza Municipio ha visto salire sul palco l’eleganza della Georgia e le sfumature del Panama, in uno spettacolo che ha catturato gli occhi attenti del pubblico riversandosi numeroso per le vie del centro città. Il gruppo di danza folkloristica “Kolkha” dell’Università Akaki Tsereteli evidenzia nelle danze i valori e le bellezze del patrimonio culturale georgiano, da qui la sua lunga strada ricca di successi e di partecipazioni ai tanti festival internazionali, durante i quali ha vinto numerosi premi. Il gruppo “Ritmos y Raíces Panameñas” del Panama, ha come obiettivo quello di promuovere a livello nazionale ed internazionale la complessa serie di danze, costumi e musica di ciascuna delle regioni che compongono il ricco folklore panamense e per questo è socio fondatore del Festival del Folklore ed Arti Tradizionali CIOFF Panama.

La serata è terminata, anche questa volta, con le lezioni di danza in strada per poi trasferirsi al salotto del festival, nel giardino del centralissimo Teatro Vittoria.

− COMUNICATO STAMPA −

Aspettando "Civita… Nova", venerdì 25 agosto, a partire dalle ore 21,  presso l’ex mattatoio di via Sant’Aniceto, oggi Accademia dei Saperi e dei Sapori, con Daniele Moraca, Marco Trifilio ed Elisa Costanzo, tre talenti della nostra terra. Nel corso della serata, verrà presentato il manifesto che accompagnerà l’edizione 2017 di “Civita…Nova”.

“Civita…Nova”: uno spettacolo a cielo aperto.

Castrovillari 22 agosto 2017


Il Presidente della Pro Loco 
Dott. Eugenio Iannelli

Il Sindaco
Avv. Mimmo Lo Polito

Il Direttore Artistico
Dott. Gerardo Bonifati

Il delegato del Sindaco
Franco Pirrera

− COMUNICATO STAMPA −

Avvistamenti Teatrali, la rassegna di nuova drammaturgia ideata dall’Associazione Avvistamenti con la direzione artistica di Andrea Paolo Massara e in partenariato con il Comune di Ricadi, continua a registrare successi. La seconda edizione del festival ha già registrato oltre 1200 spettatori, superando in soli tre appuntamenti gli ottimi numeri dell'intera rassegna 2016.

Chiude il cartellone di Avvistamenti venerdì 25 agosto nell’anfiteatro Torre Marrana di Ricadi Malanova, monologo di Ture Magro e Flavia Gallo prodotto da Sciara Progetti. La compagnia emiliana incontra e mette in scena un fatto di cronaca accaduto nel reggino e per anni passato in sordina. La vicenda è stata resa pubblica nei suoi particolari nell’omonimo romanzo scritto dalla giornalista Cristina Zagaria e da Anna Maria Scarfò, edito dalla Sperling & Kupfer.

Malanova è una cattiva notizia, qualcosa che nessuno avrebbe voluto sapere. Nel 1999, in Calabria, una ragazzina di tredici anni viene avvicinata da un ragazzo più grande, che sembra volerla corteggiare. In poco tempo, Anna diventa per tutto il paese una malanova. In questo spettacolo la vicenda è raccontata da un giovane uomo, Salvatore (in scena Ture Magro), che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza sconvolgente. Salvatore farà partecipi di quel sopruso più sottile, subdolo, sotterraneo che passa per i gesti di tutti, che si muove attraverso una parola che mal nutre una mentalità incarnata, quasi impossibile da scorporare. «Il miracolo di questo spettacolo, - scrive Cristina Zagaria in un articolo su La Repubblica - è parlare di donne e di violenza e mettere al centro dell’attenzione sotto le luci bianche il corpo e il cuore di un uomo. Capovolge ogni punto di vista maschile e femminile fino ad ora affrontato».

La compagnia Sciara Progetti – Ture Magro, Flavia Gallo, Emilia Mangano, Sarah Patanè –incontrando le autrici del libro e la loro storia, ha subito capito di avere percorsi e obbiettivi simili: la denuncia e la presa di coscienza.

Una storia cruda e inenarrabile, ma edificante come tutte le storie compiute e non puramente celebrative o provocatorie. Malanova è il tentativo fatto a quattro mani dai due autori teatrali, un uomo ed una donna, che hanno deciso di non nascondere mai la propria fragilità, perfettamente in accordo nel voler trasformare la retorica della denuncia in un’indagine
al maschile, un’esplorazione
edipica sulla responsabilità, sulla convivenza e
sull’essere coinvolti, come esseri umani, in una trama di fondo che ci rende tutti ugualmente responsabili della vita degli altri.

Info e prenotazioni su www.avvistamentiteatrali.it

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− COMUNICATO STAMPA −

Enorme successo per la quarta serata della 32^ Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino, aperta dall'Accademia Cuba Danza e che ha visto protagonisti i gruppi della Ucraina e della Nuova Zelanda.

l terzultimo appuntamento con il festival si è aperto con un’escursione al belvedere sulla Valle dell’Antico Sybaris, a cura delle guide ufficiali del Parco. Nel pomeriggio, presso la sala consiliare di Palazzo di Città, si è tenuto il convegno dal titolo “Panama e i Migranti, una lunga storia”, al quale ha partecipato, tra gli altri, Donatella Lo Pieno, docente di Diritto dei migranti all’Unical.

L’appuntamento fisso delle 21.30 in Piazza Municipio, non ha smentito il successo ottenuto nei giorni scorsi.

Il pubblico ha assistito alle esibizioni dell’Ensemble “Gorizwit” dell’Ucraina, che ha allietato gli spettatori con il suo repertorio di canzoni popolari russe, ucraine e cosacche esprimendo la propria tradizione folklorica attraverso abiti che manifestano artisticamente i principi fondamentali della società, impreziositi da ricami ed intrecci portati avanti, nel passato, da un lungo lavoro nel periodo invernale, quando le attività all’aperto erano limitate.

La folla, poi, è letteralmente impazzita per il gruppo “Tutarakauika ki Rangataua” assistendo incantato alle danze tradizionali esultando con più di una standing ovation. Il gruppo prende il nome da una balena ancestrale identificata come spirito guida dell’oceano che indicava passaggi sicuri nei viaggi dei propri antenati ed onora i propri spiriti guida personificando i valori di forza, coraggio e tenacia catturando gli occhi impressionati del pubblico attraverso le tipiche danze, le nudità dei corpi ed i tatuaggi significativi. Il momento “Maori” si è, poi, concluso con un omaggio molto significativo al direttore artistico del Festival, Antonio Notaro, a cui è stato consegnato l'elemento principale delle loro performance: il remo, accompagnato da una preghiera.

Al termine degli spettacoli, le lezioni di danza in strada hanno travolto il popolo dell’estate del folklore per le strade del centro, trasferendosi ,poi, al “Salotto del Festival “per approfondire la conoscenza dei gruppi stranieri e di tutte le sfumature del folklore.

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Tuesday the 19th. Castrovillari in Rete

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