Spettacolo

Spettacolo (451)

− COMUNICATO STAMPA −

Penultimo appuntamento all’auditorium comunale con la XIII stagione di TeatroMusica che anche questo ha fatto registrare grandi consensi per il ricco e articolato cartellone messo in piedi da L’Allegra Ribalta, sotto la direzione artistica di Franco Guaragna. Alternando momenti di puro divertimento teatrali a momenti più intensi con la musica classica e d’autore la rassegna, che gode del patrocinio del comune, continua domenica 11 maggio alle 20,30 con il capolavoro di Samy Fayad “Come si rapina una banca”. Lo spettacolo, portato in scena dagli attori de L’Allegra Ribalta e diretto da Casimiro Gatto, sarà replicato lunedì 12 alla stessa ora. Scritta nel 1976 e divisa in tre atti la commedia è ambientata nella Napoli dei primi anni 60, in pieno boom edilizio, anche se l’intenzione dell’autore non è quello di rappresentare uno spaccato della napoletanità in senso stretto. Il panorama napoletano è qui ispiratore per raccontare al pubblico certe periferie di città d’ovunque dove trova rifugio e riparo gente misera ma non priva del talento di vivere. Brillante e a tratti surrealista, il testo narra le vicende di una povera famiglia, che sopravvive in una baracca nelle vicinanze del cimitero, il cui capofamiglia, AgostinoCapece, per riscattare il proprio destino, che non gli ha consentito di fare centro nella vita, mettendogli “in mano un metro di 90 centimetri, anziché di 100”, decide di rapinare una banca. Caso, imbroglio, intreccio sono la base del teatro di Fayad e le sue creature stanno alle soglie del mondo, o meglio, bussano per entrarvi da uomini e, se questa è la speranza, tutti i trucchi sono buoni, tutti i casi sono da accogliere e interpretare. Questo è il messaggio dell'autore, condotto tra suspense, humor e divertissement, con le sorprendenti trasformazioni e trasfigurazioni del racconto di una favola sulla condizione umana dell’accettare. Così appaiono sulla scena la rassegnata e realistica consorte di Agostino, Regina,il sempliciotto figlio Tonino, la sedotta e abbandonata figlia Giuliana, l’anziano padre Gaspare che condivide con Agostino un passato di avventure e disavventure scenografiche e teatrali, lo stravagante e quanto mai provvidenziale vedovo Altavilla, infine il Direttore della Banca, vero e proprio “deus ex machina”. Una storia, quella dei protagonisti di “Come si rapina una banca”, all’inizio a pezzi, sconquassata, scombinata, ma che alla fine si rivela come un lavoro d’incastro di incredibile perfezione, come la vita che non spreca nulla. Con Rosaldo Principe, Emilia Zicari, Vincenzo Forte, Katia Sartore, Alessandro Laitano, Roberto Coscia, Nunziato Di Benedetto e Andrea Magnelli. Le scenografie sono di Andrea Magnelli.

DOMENICO DONATO

PER L’UFFICIO STAMPA DI TEATROMUSICA

− COMUNICATO STAMPA −

Lo spettacolo Viole' di e con Angela Micieli per la regia di Rosy Parrotta, prodotto da Khoreia 2000, fa parte dei dieci spettacoli finalisti fra le tante opere che hanno partecipato alla preselezione di “Dirittinscena”, festival teatrale antimafie e per i diritti umani organizzato dall’Associazione culturale la “Casa de Asterion”. Un giusto e meritato riconoscimento per l’artista castrovillarese da anni impegnata nel mondo della cultura e del teatro. Domenica 18 maggio dalle ore 14 alle ore 24, il Teatro Italia di Roma ospiterà la seconda edizione di Dirittinscena e Violè sarà tra i protagonisti di questa importante rassegna teatrale italiana. Il concorso fortemente voluto da la Casa de Asterion, che gode quest’anno del patrocinio di Amnesty International e del forum dei giovani, vuole diventare un vero e proprio appuntamento della Capitale per tutti coloro che attraverso l’arte portano avanti un contenuto importante come quello della lotta alle mafie, dell’affermazione della giustizia sociale e del rispetto dei diritti umani. Il festival, che quest’anno può contare su una location bellissima ed importante come il teatro Italia, nasce per valorizzare le produzioni teatrali indipendenti e giovanili che stimolano la riflessione, il desiderio di formare una coscienza critica, affiancando il valore artistico all’impegno civile.

"Dieci gli spettacoli scelti tra le tante opere che hanno partecipato alle preselezioni. «Non è stato semplice individuare le opere che verranno rappresentate sul palcoscenico del Teatro Italia.

Una fase di preselezione ancora più dura di quella dell’anno passato - spiega Laura Sales, dell'Associazione La Casa de Asterion - le richieste di adesione sono state numerose, di un ottimo livello artistico e gli spettacoli selezionati sono quelli che abbiamo ritenuto coniugassero maggiormente l’alta qualità artistica e quella contenutistica»". Violè che ha debuttato al Calàbbria teatro festival è una storia nera contornata di bianco in cui una donna si racconta, mette a nudo i suoi ricordi tanto lontani quanto dolori. Violè una parola troncata che richiama un nome, una parola spezzata che indica violenza. Ad ottobre uscirà il romanzo dell’opera edito da Robin Edizioni di Roma.

L'Ufficio stampa dell'Associazione culturale “Khoreia 2000

Laura Capalbi

 

 

− COMUNICATO STAMPA −

L’Associazione Culturale Il Calabrone in collaborazione con il Cine Teatro Comunale di Mormanno, ha organizzato, in occasione della festa internazionale dei lavoratori che si terrà domani I maggio 2014, una mini rassegna cinematografica che ha per titolo Storie di vita e di lavoro del sud.

I tre film in programma sono

ore 18

LE QUATTRO VOLTE

un film di Michelangelo Frammartino

documentario // Italia, Germania, Svizzera 2010

durata 90’

Nessuno dopo De Seta aveva provato a raccontare la nostra regione attraverso le immagini. Michelangelo Frammartino, figlio di calabresi emigrati a Milano, ci  mostra una Calabria arcaica, essenziale e vitalissima attraverso immagini di una bellezza indiscutibile che narrano del sentimento del tempo, del ciclo delle stagioni e del ripetersi eterno di mestieri e rituali antichissimi.

Il film, girato tra Caulonia, Serra San Bruno e Alessandria del Carretto è stato presentato a Cannes nel 2010 e ha ricevuto numerosissimi riconoscimenti in Italia e all’estero.

ore 20

NÌGURI

un film di Antonio Martino

documentario // Italia 2009

durata 48’

Il dramma dei migranti che vivono reclusi nel Centro di Permanenza Temporanea di Crotone: tra desiderio di libertà e di movimento e sogni di vita diversa, tra cronica mancanza di lavoro e nuove opportunità create dal centro e dal suo indotto, il documentario intreccia le vite dei rifugiati e degli abitanti della frazione di Sant’Anna dando voce ai pregiudizi, alla disperazione, alla rabbia di un’umanità invisibile e marginale eppure così presente nella nostra quotidianità.

ore 22

MIMÌ METALLURGICO FERITO NELL’ONORE

un film di Lina Wertmüller

commedia // Italia 1972

durata 121’

La storia di Mimì operaio del sud che, per trovare un lavoro senza scendere a compromessi e senza rinunciare alle sue idee politiche, decide di emigrare nella Torino ricca di lavoro, è una trama che ha accompagnato tanti meridionali. La vicenda di Mimì però ha un risvolto imprevisto che vedrà il protagonista costretto a tornare in Sicilia. Politica, amori e rivolgimenti sociali si intrecciano in un racconto che con leggerezza e ironia affronta questioni con cui il meridione si è confrontato per anni e che, nonostante il tempo passato, sono ancora di scottante attualità.

Questa piccola rassegna di film meridiani, vuole semplicemente essere un altro tentativo di ragionare sul sud e Calabria in una chiave nuova, grata e propositiva, ed aprire nuovi spazi di approfondimento e discussione.

Il biglietto è di 5 euro e consente la visione di tutti e 3 i film.

Associazione Culturale “Il Calabrone”

Di seguito quanto riportato sulla locandina dell'evento. [N.d.R.]

La festa dei lavoratori di quest’anno è soltanto un pretesto che cogliamo per continuare a riflettere sulla nostra terra e il lavoro, anche se sarebbe meglio dire il non-lavoro: in una situazione di estrema frammentazione che precarizza la vita, le aspettative, i sogni, tanti sono i disoccupati nella nostra regione e tanti quelli che decidono di lasciare la Calabria per cercare lavoro altrove. Un lavoro qualunque.

Oggi, infatti, sembra quasi non contare nulla che cosa si fa, purché si faccia qualcosa. A ben guardare però, anche da questi nostri orizzonti meridiani si levano voci di dissenso e emergono nuove pratiche di vita e di relazione con i luoghi. Questa piccola rassegna di film tenta di dare conto di come il sud abbia attraversato la modernità e le sue illusioni di emancipazione, di come sia diventato luogo di sfruttamento e abuso e di come, latenti, siano sopravvissute forme sapienti di resistenza legate alla natura e alla terra.

− COMUNICATO STAMPA −

Questa volta Castrovillari, con la Fondazione AVSI, l’Associazione di Volontariato per il Servizio Internazionale, e grazie al patrocinio dell’Amministrazione comunale Lo Polito, il 2 maggio , alle ore 21, nel teatro Sybaris del Protoconvento francescano, accoglierà, per un momento di solidarietà internazionale, una pièce teatrale intitolata “ Il mio nome è Pietro” scritta da Giampiero Pizzol con la regia di Otello Cenci e interpretata da Pietro Sarubbi.

Quest’ultimo ha indossato le vesti di Barabba nel film di Mel Gibson “The Passion of the Chirst”. La sua attività artistica l’ha iniziata nel 1979 nella trasmissione televisiva Portobello; nel 1985 ha partecipato a film, fiction e sit-com di successo per la tv come Casa Vianello ed il Maresciallo Rocca, tanto per citarne alcuni; nel 1995 ha calcato le scene di Zelig; recita in teatro e in cinema oltre ad essere regista; è iscritto all’ordine dei giornalisti, conduttore televisivo, scrittore e docente proprio del corso di regia presso Milano Cinema e Televisione.

Un personaggio poliedrico ed interessante per una serata che lo sarà ancor di più per quello che propone e vuole trasmettere nuovamente nel capoluogo del Pollino.

L’incasso sarà totalmente devoluto a progetti che riguardano: uno l’Ucraina al fine di realizzare una casa per i ragazzi di Kharkov con laboratori e adibirla anche alla formazione per giovani educatori; in Perù per un progetto di lavoro , sempre per ragazzi, da avviare, con la collaborazione di imprese, alla produzione di cacao criollo, particolarmente qualificato e poco esplorato; in Libano per aiutare i profughi della Siria ed ancora in Kenia per sostenere una scuola secondaria che ha tassi di successo di ragazzi, con origini molto umili, particolarmente elevati.

Un’iniziativa, dunque, importante, che attraverso un modo di proporsi vuole richiamare come tutto può essere finalizzato alla promozione della dignità umana se suscitato da qualcosa di Grande ed Irriducibile.

Lo spettacolo teatrale, che si terrà anche a Cosenza il 3 maggio, alle ore 20 nell’auditorium “Guarasci” del Liceo Classico “Telesio”, lancia questo messaggio che spiega pure che il cambiamento del Cuore dell’uomo e degli avvenimenti può avvenire solo dall’Incontro con una Presenza che Testimonia il vero mutamento.

E’ quello che nella Storia è accaduto a San Pietro, incontrando Cristo, ed anche all’attore professionista Pietro Sarubbi, interpretando per la prima volta questo testo, che ha girato l’Italia e Paesi esteri, testimoniando quella “Umanità prepotente” che fa grande ogni cosa ed abbraccia tutto, rispondendo alle fondamentali esigenze di ciascuno.

“Un’opportunità, insomma, da non perdere- sottolinea il Sindaco, Domenico Lo Polito, invitando all’appuntamento di solidarietà - per dare una mano a chi soffre ed aiutarlo a crescere, che si muove all’interno di quel desiderio di condivisione e partecipazione che sta caratterizzando l’azione sociale, e non solo, di questa Amministrazione.”

“La nuova Campagna Tende – affermano, inoltre, gli organizzatori- si propone di sostenere concretamente, in un momento particolarmente delicato della crisi globale, le persone e le realtà più vulnerabili del pianeta. Da un lato, infatti, aumentano le richieste di aiuto e dall’altro scarseggiano, per i soliti, le disponibilità economiche. Per questo l’iniziativa di ogni singolo, anche con un piccolo gesto, può fare la differenza.”

“ Sostenerla con decisione – conclude Lo Polito- è rispondere al bisogno delle popolazioni interessate e segnate da povertà e da vessazioni.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

− COMUNICATO STAMPA −

A distanza di soli tre giorni dall’esilarante “’A Nanassa” portata in scena dai bravi attori de L’Allegra Ribalta al Teatro Sybaris arriva il secondo spettacolo inserito nella sezione “Il Filo Rosso” della XV Stagione Teatrale Comunale. Si tratta di “Tango Nuovo - Storia di una emigrazione calabrese” della Compagnia Chimera guidata da Fabio Pellicori. Lo spettacolo, in programma per domenica 27 aprile alle 21, ci riporta alla fine dell’800, nei vicoli dell'Orilla, quartieri dell’Argentina costruiti dal nulla, quando i nuovi Argentini (di cui moltissimi calabresi o figli di calabresi) condividevano un destino di disillusione e disperazione, da cui ben presto emerse una speranza comune rappresentata da una volontà di fuga, sia pure soltanto momentanea, dall'oppressione, sentimento forte espresso in canzoni. Le canzoni cantavano la tristezza delle persone, ma anche la loro felicità e le loro gioie. Cantavano la solitudine, ma anche la lealtà e la fratellanza nell'avversità. La canzone divenne la consolazione in musica dell'uomo. E la canzone richiede come suo completamento espressivo la danza ed è così che nel vicoli di Buenos Aires, è nato il tango, divenuto oggi famosissimo in tutto il mondo. Attraverso la musica dal vivo, attraverso la danza dei ballerini, unita alla narrazione teatrale, abbiamo deciso di raccontarvi proprio questa storia, vissuta da un emigrante calabrese, dalle origini ad oggi, percorrendo i maggiori brani di successo e quelli composti da figli di italiani emigrati in Argentina. Ne è nata una sinergia incredibile, unica, che grazie ai sentimenti che il tango porta con sé, uniti alle tante arti presenti in questo spettacolo, regala al pubblico una materia unica, fatta di sogni e sensazioni, che lo spettatore porterà dentro di sé per un bel po’. Sulla scena del Sybaris a far rivivere quelle atmosfere ci saranno l’attore Fabio Pellicori, i ballerini Francesco Panei e Eva Petruzzi e i musicisti Camillo Maffia, Antonio Adduca e Renato Colantuono. Luci e fonia sono di Gianluca Guzzo.

La compagnia teatrale Chimera, formata da attori professionisti, nasce nell'estate 2007 dall'esigenza di fondare una nuova realtà culturale che prenda avvio dallacontaminazione tra il teatro, la musica, la danza e le altre arti. Il nome stesso allude al mostro mitologico nel cui aspetto si fondono il leone, il serpente e la capra; quest'ultima tratto predominante di varietà e insieme metafora del distacco e della novità rispetto all'appartenenza col passato. Nei sei anni di attività la compagnia ha prodotto sei spettacoli teatrali, di cui 2 per ragazzi, ed ha organizzato laboratori, vari eventi e stagioni teatrali, anche in collaborazione con altre maestranze locali. Dopo essersi immersa in un lavoro sull’emigrazione italiana in Argentina (con due spettacoli e due pubblicazioni), ora la compagnia sta lavorando sul rapporto uomo/Dio, dando vita a una serie di spettacoli ed eventi di teatro sacro. La compagnia si è esibita in molti comuni della Calabria, in Basilicata e in tutta Italia.

Domenico Donato, Laura Capalbi

Per l’ufficio stampa della XV stagione teatrale di Castrovillari

− COMUNICATO STAMPA −

Morano Calabro - “L’orologio a Pendolo” della compagnia teatrale “E. Petrolini” di Barcellona Pozzo di Gotto è il nuovo appuntamento della XIII stagione di TeatroMusica diretta artisticamente da Franco Guaragna e organizzata dalla Compagnia locale L’Allegra Ribalta presieduta da Massimo Celiberto. In scena all’auditorium comunale, domenica 27 aprile alle 19,30, “L’orologio a pendolo” sarà una commedia dai toni diversi da quelli solitamente proposti dal regista Francesco Chianese; “un’avventura mutevole, dalle coloriture emotive cangianti e con un ritmo senza tregua, - come lo stesso Chianese la descrive - dove a momenti improntati sulla comicità, si alterneranno scorsi drammatici dal valore altamente simbolico”. Protagonista sarà proprio un orologio pendolo che, attraverso i suoi rintocchi, svelerà i pericoli che incombono sull’anziano signore che vive in una famiglia dalla cultura un po’ mediocre. Quando tutto sembra definito, ecco il colpo di scena, che irrompe turbando l’emotività dei personaggi. Questa in breve la trama: Masino, un padrone di casa ossessionato dallo scoccare delle ore, è convinto che il suo orologio annunci l’arrivo di presagi, per cui passa il suo tempo ad ascoltare i segni che l’adorato cimelio invia alla famiglia. E’ così che Masino si accorge che la donna amata dall’anziano suocero non è altro che la madre del fidanzato di sua figlia che, mossa dalla disperazione per non avere denaro, si introduce nell’abitazione della famiglia, con l’intento di far innamorare Benito e indurlo a sostenere economicamente le sue esigenze e quelle del figlio Lorenzo. Scoperto l’inganno, l’anziano uomo non vuole più vedere la donna, anche se è ancora innamorato. Nel cast degli attori Peppino Maio (Masino), Lory La Spisa (Ninetta), Maria Tindara Staiti (Lucia), Matteo Gentile (Benito), Lorenzo Italiano (Lorenzo), Francesco Iannello (Nicola), Nadia Livoti (Sara), Alessandro Giacobbe (Renato) e Martina Parisi (Gisella). La scenografia è curata da Sabina Bruzzese mentre Salvatore Bucca dirige la scena.

Domenico Donato

Ufficio Stampa TEATROMUSICA

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Sunday the 24th. Castrovillari in Rete

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