Mercoledì, 06 Settembre 2017 16:21

− COMUNICATO STAMPA −

Sarà Saverio La Ruina a rappresentare la Calabria nel progetto speciale Mibact del Teatro di Roma con Ritratto di una nazione – L’Italia al lavoro. Venti quadri teatrali dalle regioni del Paese. Un nuovo “paesaggio teatrale” del Teatro di Roma in arrivo dalle 20 regioni della Nazione, con il sapore delle sue varietà geografiche, naturali, sociali, antropologiche, linguistiche, aprirà la stagione del Teatro Argentina dall’11 al 16 settembre.

Dopo il grande successo di Ritratto di una Capitale – Ventiquattro scene di una giornata a Roma, nel novembre 2014 e nel dicembre 2015, pochi giorni prima che Mafia Capitale scoppiasse come una eruzione che ancora oggi scotta, ecco Ritratto di una Nazione – L’Italia al lavoro. Venti quadri teatrali dalle regioni del Paese.

Sono quattro i “ritratti teatrali” che il direttore Antonio Calbi ha messo in cantiere al suo arrivo nel maggio 2014, quasi dei “manifesti programmatici”: restituire al teatro la sua funzione sociale, il suo essere strumento di indagine del presente, attraverso creazioni collettive, veri e proprio “polittici” a più mani e di durate extra-ordinarie. I temi sono quelli che di volta in volta sono sentiti urgenti e che indagano le geografie a diversa scala: la Capitale ieri, la Nazione oggi, l’Europa e il mondo nei prossimi anni.

Questa volta il progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri è dedicato al nostro Paese: Ritratto di una Nazione si compone di 20 pièce teatrali, commissionate ad altrettanti autori, uno per ciascuna regione, che affrontano e indagano la tematica del lavoro nelle sue diverse criticità, secondo il punto di vista di chi ce l’ha e di chi l’ha perduto o mai trovato. Un polittico etico, estetico, poetico che, per questa prima parte, presenta 11 “scene” dall’Italia di oggi: 11 tasselli – le prime 9 regioni, più un prologo scritto dal premio Nobel Elfriede Jelinek e un pezzo sulle lotte sindacali in Italia – per un’opera polifonica in forma di puzzle e montata in un unicum, grazie al lavoro del regista Fabrizio Arcuri, del dramaturg Roberto Scarpetti, alla colonna sonora live dei Mokadelic, al set virtuale di Luca Brinchi e Daniele Spanò.

Coinvolti nel progetto grandi drammaturghi e attori dall’interna Penisola, da Marco Martinelli a Michela Murgia, da Wu Ming 2 ad Alessandro Leogrande, da Giuseppe Battiston a Michele Placido. La Calabria sarà ritratta da Saverio La Ruina  in “30 minuti”, questo il titolo della pièce da lui scritta che interpreterà sul palco dell’Argentina. Un’attraversata urbana e storica, che vede impegnati due uomini, con partenza da via del Popolo a Castrovillari: l’uomo di oggi impiega 2 minuti, l’uomo del passato la percorreva in 30 minuti, una doppia velocità che rileva come siano cambiate le relazioni sociali anche grazie al lavoro. 

11 _ 16 settembre Teatro Argentina

 

 RITRATTO DI UNA NAZIONE – L’ITALIA AL LAVORO

Venti quadri teatrali dalle regioni del Paese

Prima parte

un progetto di Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri

regia Fabrizio Arcuri

dramaturg Roberto Scarpetti

colonna sonora composta ed eseguita dal vivo da Mokadelic

set virtuale Luca Brinchi Daniele Spanò

scene Andrea Simonetti

luci Giovanni Santolamazza

 

Prologo

Elfriede Jelinek - RISULTATO DA LAVORO

 

Testi

Marta Cuscunà - ETNORAMA 34074 (Friuli Venezia Giulia)

Davide Enia - SCENE DALLA FRONTIERA da Appunti per un naufragio (Sicilia)

Renato Gabrielli - REDENZIONE (Lombardia)

Saverio La Ruina - 30 MINUTI (Calabria)

Alessandro Leogrande - PANE ALL'ACQUASALE (Puglia)

Marco Martinelli - SALUTI DA BRESCELLO (Emilia Romagna)

Michela Murgia - FESTA NAZIONALE (Sardegna)

Ulderico Pesce - PETROLIO (Basilicata)

Vitaliano Trevisan - NORTH BY NORTH-EAST. Coffee shop e Start-up (Veneto)

Wu Ming 2 e Ivan Bentrari - MECCANICOSMO (lotte sindacali)

 

Interpretati da

Giuseppe Battiston, Francesca Ciocchetti, Roberto Citran, Maddalena Crippa, Gigi Dall’Aglio,

Michele Di Mauro, Davide Enia, Saverio La Ruina, Paolo Mazzarelli, Lino Musella, Filippo Nigro,

Gianni Parmiani, Ulderico Pesce, Michele Placido, Arianna Scommegna, Vitaliano Trevisan

e con

Antonio Bannò, Antonietta Bello, Giulio Barocchieri, Vincenzo D’Amato, Fonte Fantasia, Cosimo Frascella,

Alessandro Minati, Paolo Minnielli, Martina Querini, Stefano Scialanga, Francesca Zerilli

 

PRODUZIONE TEATRO DI ROMA – TEATRO NAZIONALE

PROGETTO SPECIALE MiBACT

Valeria Bonacci
Sabato, 26 Agosto 2017 21:46

− COMUNICATO STAMPA 

Standing ovation e Premio del pubblico con il 93% di preferenze per “Malanova” di Sciara Progetti, diretto e interpretato da Ture Magro che ne firma anche il testo insieme a Flavia Gallo. Lo spettacolo sulla vicenda di Anna Maria Scarfò qui è raccontato con gli occhi di Salvatore, voce narrante esterna, ingenuo ragazzino che ha una cotta per “Annarella”. Con estrema delicatezza e senza retorica Ture Magro ci accompagna in un viaggio agghiacciante che parla della nostra terra e alla nostra terra, con i suoi stereotipi, le sue tradizioni e le sua bellezza, quella di chi ha coraggio.

Si è conclusa così la seconda edizione di Avvistamenti Teatrali all’anfiteatro Torre Marrana di Ricadi con la più coraggiosa delle storie, quella della denuncia dei soprusi sulle donne. Il tema del coraggio ha fatto da fil rouge per l’intera rassegna sulla nuova drammaturgia con spettacoli che hanno affrontato i problemi del presente. Tema emerso in testi molto diversi, che hanno trattato questioni delicate e spinose come la parità delle donne con Alessandra Faiella, l'accanimento terapeutico con lo spettacolo di Eco di Fondo diretto dall’argentino Cesar Brie, la discriminazione delle minoranze de “La rivoluzione delle sedie”. Il tentativo è di scovare delle storie forti, capaci di veicolare significati attraverso una narrazione intensa, che può toccare i toni della commedia o del dramma, ma in ogni caso sempre con una grande capacità comunicativa. «Nei grandi teatri pubblici italiani, la nuova drammaturgia non è sempre ben vista, si continuano a preferire i classici, relegando i nuovi testi ad una sorta di ghetto dedicato alle sperimentazioni – commenta il direttore artistico Andrea Paolo Massara -. Eppure ci sono proposte capaci di dialogare con il grande pubblico e trovarle è il nostro primo obiettivo, con l'idea che un punto di vista nuovo sul presente possa dare un nuovo appeal al teatro, che da tempo è percepito soprattutto dai giovani come qualcosa di vecchio e polveroso».

Oltre all’entusiasmo di un pubblico attento e flessibile, che rispetto alla scorsa edizione ha preferito i toni drammatici alla commedia, anche i numeri confermano il successo. Con una media ormai di oltre 400 presenze a spettacolo, Avvistamenti è diventato un appuntamento fisso dell'estate. Un pubblico più che mai variegato, che riunisce cittadini della zona, appassionati provenienti da altre province e anche molti turisti. Tutto questo accade nella provincia di Vibo Valentia, che non ha tutt'ora un teatro attivo durante l'anno.  «La nostra più grande soddisfazione – continua Massara -  è vedere come in un territorio che non ha mai occasione di andare a teatro, si sia creata una vera e propria abitudine». 

Tre anni fa un gruppo di ragazzi ha ripreso in mano un teatro all'aperto che versava in uno stato di totale abbandono, armati di zappe e rastrelli, organizzando una rassegna di teatro totalmente autofinanziata. Da quella energia viscerale, contraddistinta da un forte impegno civile, è nato in poco tempo Avvistamenti Teatrali, quest'anno alla sua seconda edizione con questo nome, frutto del lavoro di un gruppo di persone riunite nella neonata associazione Avvistamenti che lavora in sinergia con il Comune di Ricadi, partner dell’iniziativa. Annalisa Zungri, Michele Paluci, Daniele Russo, Maria Irene Fulco e Andrea Paolo Massara con sinergia e passione, e con il coraggio di rischiare, hanno fatto nascere un teatro, restituendo bellezza al pubblico e al sito di Torre Marrana.

Sabato, 26 Agosto 2017 20:58

− COMUNICATO STAMPA −

Sono bastate appena due edizioni al Festival dell'Alto Jonio, Mediterraneo Interiore, per distinguersi nel panorama degli eventi estivi del territorio. L'appuntamento, organizzato dall'Associazione per lo Sviluppo dell'Alto Jonio, punta, innanzitutto, ad un'antica utopia mai realizzata appieno e cioè raggruppare nello stesso cartellone di eventi più comuni per una programmazione condivisa esaltando così il concetto di territorio nell'ottica della realizzazione del "brand" Alto Jonio. Quest'anno, grazie agli sforzi del presidente Antonio Pagano, ben quattro comuni (Trebisacce, Montegiordano, Oriolo e Nocara) hanno contribuito alla realizzazione del festival ospitando gli eventi nelle loro location. Mediterraneo Interiore 2017 ha presentato tre rassegne. Tutte e tre hanno avuto l'ambizioso obiettivo di valorizzare i luoghi, abitarli e farli conoscere alla gente nella riscoperta della bellezza, valore imprescindibile per la sopravvivenza dei piccoli paesi dell'Alto Jonio. Jazz Di Vino, Arte in Borgo e Cinema da Abitare si sono rivelate tre apprezzate intuizioni per offrire a turisti e residenti eventi nuovi, al passo con i tempi e con le richieste del pubblico che si affaccia in questi luoghi, sempre più alla ricerca della ruralità, della storia, della tradizione. Dalle note jazz di fama nazionale nel castello di Oriolo e nel parco archeologico di Trebisacce degustando vini locali sino alle estemporanee di pittura e fotografia che quest'anno hanno valorizzato il centro storico di Montegiordano. Ma l'originalità di questa iniziativa artistica consiste proprio nella suo format esportabile ed adattabile ad ogni paese e borgo. Cinema da Abitare si è distinta, invece, per il coraggio di far rivivere la piazza di un borgo montano a rischio spopolamento come Nocara, dove i documentari che raccontavano la Calabria di un tempo sono stati i protagonisti. «Mediterraneo Interiore ha fatto emergere lo spirito dei luoghi, l'orgoglio della propria identità e delle proprie radici - commenta soddisfatto il presidente dell'ASAI, Antonio Pagano. Può esserci un futuro per questi territori, abbandonati dagli uomini e dalle istituzioni? Sicuramente si. Il Festival è dedicato proprio alle genti che vivono questi posti affinché possano prendere coscienza di tutta questa bellezza che li circonda per un'azione di riscatto sociale ed economico non più rimandabile. Il ringraziamento dell'associazione va ai sindaci di Trebisacce, Montegiordano, Oriolo e Nocara che hanno creduto in questo nostro progetto innovativo dal punto visto culturale».

Vincenzo La Camera

Mercoledì, 23 Agosto 2017 15:49

− COMUNICATO STAMPA −

"Torna a settembre, dal 6 al 10, “civita Nova”, la manifestazione che coniuga, nel rione (che da il nome all’evento) Civita, “cuore” di Castrovillari, il patrimonio storico con le capacità degli uomini e donne che caratterizzano la vita culturale, sociale ed economica della città e del Pollino."

Lo rende noto il Sindaco, Domenico Lo Polito, in una dichiarazione resa alla stampa, precisando, tra l’altro, la valenza dell’iniziativa che si svolge a cura dell’Amministrazione comunale con la direzione artistica della Pro Loco del Pollino.

“Aspettando proprio la cinque giorni, venerdì 25 agosto, presso l’ex mattatoio di via Sant’Aniceto - dove oggi è ubicato l’Accademia dei Saperi e dei Sapori, luogo, insieme al Castello Aragonese, preposto, nell’accordo del Comune con l’Istituto Tecnico Commerciale per Geometri e l’Alberghiero, oltre ad altri enti ed aziende, a laboratorio per l'occupabilita’ giovanile e centro di promozione e degustazione dei prodotti tipici locali-, si terrà alle ore 20 la presentazione dell’evento settembrino, alle ore 21,30, poi, un momento di espressività, intitolato “Canzoni alla radio”, con Daniele Moraca, Marco Trifilio, Mario Chiodi ed Elisa Costanzo, grazie ad una sinergia con l’Amministrazione municipale, farà intendere ancora cosa possono fare le umanità per i luoghi, ed a seguire una degustazione di prodotti tipici sottolineerà come a tavola succedono le cose più belle.

"Un’opportunità- afferma il primo cittadino con il pensiero rivolto a civita Nova - per mettere in relazione le intensità locali che saranno in bella mostra tra il Castello Aragonese, il Protoconvento francescano, le Chiese, le viuzze, i luoghi ed i percorsi turistici, da sempre rappresentanti del rione Civita, riferimento pure nel comprensorio per incontri di vario genere."

"L’appuntamento - aggiunge Lo Polito – sviluppa questa sinergia per una maggiore conoscenza ed offerta delle peculiarità esistenti."

“La manifestazione settembrina, poi- conclude il primo cittadino -, si lega alle iniziative che l’Amministrazione porta avanti nel segno di quel principio di “filo rosso” che mette in rete ogni azione per la crescita culturale del Territorio e della città, attraverso le politiche d’integrazione che non possono fare a meno di eventi per promuovere meglio le risorse presenti. Un momento, tra l’altro, per approcciarsi adeguatamente al Territorio ed alle sue caratterizzazioni. Questi i fattori guida per dare maggiore visibilità e vita a borghi come il nostro, fulcro di testimonianze fatte di talenti, vocazioni, produzioni, manufatti tipici, lingua e costume, imprescindibili per dare ragione all’identitarietà che li suscita.”

Morale della proposizione è che investire su “quello” che è di tutti, non nostro ma anche, per riconsegnarlo più forte alla fruizione, da’ il senso del vero possesso delle cose e l’idea di bene comune. Sono questi, poi, che aiutano a capire cosa significa amore per l’Origine e per tutto ciò configura le nostre Origini e, quindi, le Radici d’appartenenza.

E’ da qui che nasce, forse, l’esigenza di far bene le cose , che va ben oltre del muoversi per la “proprietà”, che sfocia in quella esigenza di sinergia, interessata ad uno sviluppo il più inclusivo e partecipato possibile; questa è suscitata dall’attaccamento attento alle risorse generate dall’unione della Terra con le sue vocazioni, sensibilità e capacità del lavoro. Ecco il senso profondo e la scaturigine che muovono per “civita Nova”, pronta a ripresentarsi per sollecitare tutti a riappropriarsi delle proprie origini dal di dentro della storia al fine di rilanciare le bellezze che possediamo.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

Mercoledì, 23 Agosto 2017 14:57

− COMUNICATO STAMPA −

Georgia e Panama. E’ a questi gruppi che è stata dedicata la quinta giornata della 32^ Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino. Il penultimo appuntamento con il festival si è aperto con un’escursione sulle pendici del Pollino a cura delle guide ufficiali del Parco, a seguire i gruppi stranieri hanno acceso il centro cittadino con animazioni. Nel pomeriggio, l’evento curato da Tilde Nocera e Ines Ferrante ha vistol’atrio del Palazzo di Città di Castrovillari invadersi di allegria con “i bambini incontrano il festival” ed alle 19, il Vespa Club Castrovillari ha fatto conoscere le bellezze della città attraverso il “Giro Festival… in Vespa”.

Alle 21.30 l’ormai consolidato appuntamento in Piazza Municipio ha visto salire sul palco l’eleganza della Georgia e le sfumature del Panama, in uno spettacolo che ha catturato gli occhi attenti del pubblico riversandosi numeroso per le vie del centro città. Il gruppo di danza folkloristica “Kolkha” dell’Università Akaki Tsereteli evidenzia nelle danze i valori e le bellezze del patrimonio culturale georgiano, da qui la sua lunga strada ricca di successi e di partecipazioni ai tanti festival internazionali, durante i quali ha vinto numerosi premi. Il gruppo “Ritmos y Raíces Panameñas” del Panama, ha come obiettivo quello di promuovere a livello nazionale ed internazionale la complessa serie di danze, costumi e musica di ciascuna delle regioni che compongono il ricco folklore panamense e per questo è socio fondatore del Festival del Folklore ed Arti Tradizionali CIOFF Panama.

La serata è terminata, anche questa volta, con le lezioni di danza in strada per poi trasferirsi al salotto del festival, nel giardino del centralissimo Teatro Vittoria.

Martedì, 22 Agosto 2017 21:08

− COMUNICATO STAMPA −

Aspettando "Civita… Nova", venerdì 25 agosto, a partire dalle ore 21,  presso l’ex mattatoio di via Sant’Aniceto, oggi Accademia dei Saperi e dei Sapori, con Daniele Moraca, Marco Trifilio ed Elisa Costanzo, tre talenti della nostra terra. Nel corso della serata, verrà presentato il manifesto che accompagnerà l’edizione 2017 di “Civita…Nova”.

“Civita…Nova”: uno spettacolo a cielo aperto.

Castrovillari 22 agosto 2017


Il Presidente della Pro Loco 
Dott. Eugenio Iannelli

Il Sindaco
Avv. Mimmo Lo Polito

Il Direttore Artistico
Dott. Gerardo Bonifati

Il delegato del Sindaco
Franco Pirrera

Martedì, 22 Agosto 2017 20:05

− COMUNICATO STAMPA −

Avvistamenti Teatrali, la rassegna di nuova drammaturgia ideata dall’Associazione Avvistamenti con la direzione artistica di Andrea Paolo Massara e in partenariato con il Comune di Ricadi, continua a registrare successi. La seconda edizione del festival ha già registrato oltre 1200 spettatori, superando in soli tre appuntamenti gli ottimi numeri dell'intera rassegna 2016.

Chiude il cartellone di Avvistamenti venerdì 25 agosto nell’anfiteatro Torre Marrana di Ricadi Malanova, monologo di Ture Magro e Flavia Gallo prodotto da Sciara Progetti. La compagnia emiliana incontra e mette in scena un fatto di cronaca accaduto nel reggino e per anni passato in sordina. La vicenda è stata resa pubblica nei suoi particolari nell’omonimo romanzo scritto dalla giornalista Cristina Zagaria e da Anna Maria Scarfò, edito dalla Sperling & Kupfer.

Malanova è una cattiva notizia, qualcosa che nessuno avrebbe voluto sapere. Nel 1999, in Calabria, una ragazzina di tredici anni viene avvicinata da un ragazzo più grande, che sembra volerla corteggiare. In poco tempo, Anna diventa per tutto il paese una malanova. In questo spettacolo la vicenda è raccontata da un giovane uomo, Salvatore (in scena Ture Magro), che ricorda di averle voluto bene, di averla desiderata e di averla ritrovata dentro ad una storia di violenza sconvolgente. Salvatore farà partecipi di quel sopruso più sottile, subdolo, sotterraneo che passa per i gesti di tutti, che si muove attraverso una parola che mal nutre una mentalità incarnata, quasi impossibile da scorporare. «Il miracolo di questo spettacolo, - scrive Cristina Zagaria in un articolo su La Repubblica - è parlare di donne e di violenza e mettere al centro dell’attenzione sotto le luci bianche il corpo e il cuore di un uomo. Capovolge ogni punto di vista maschile e femminile fino ad ora affrontato».

La compagnia Sciara Progetti – Ture Magro, Flavia Gallo, Emilia Mangano, Sarah Patanè –incontrando le autrici del libro e la loro storia, ha subito capito di avere percorsi e obbiettivi simili: la denuncia e la presa di coscienza.

Una storia cruda e inenarrabile, ma edificante come tutte le storie compiute e non puramente celebrative o provocatorie. Malanova è il tentativo fatto a quattro mani dai due autori teatrali, un uomo ed una donna, che hanno deciso di non nascondere mai la propria fragilità, perfettamente in accordo nel voler trasformare la retorica della denuncia in un’indagine
al maschile, un’esplorazione
edipica sulla responsabilità, sulla convivenza e
sull’essere coinvolti, come esseri umani, in una trama di fondo che ci rende tutti ugualmente responsabili della vita degli altri.

Info e prenotazioni su www.avvistamentiteatrali.it

[...]

Martedì, 22 Agosto 2017 19:55

− COMUNICATO STAMPA −

Enorme successo per la quarta serata della 32^ Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino, aperta dall'Accademia Cuba Danza e che ha visto protagonisti i gruppi della Ucraina e della Nuova Zelanda.

l terzultimo appuntamento con il festival si è aperto con un’escursione al belvedere sulla Valle dell’Antico Sybaris, a cura delle guide ufficiali del Parco. Nel pomeriggio, presso la sala consiliare di Palazzo di Città, si è tenuto il convegno dal titolo “Panama e i Migranti, una lunga storia”, al quale ha partecipato, tra gli altri, Donatella Lo Pieno, docente di Diritto dei migranti all’Unical.

L’appuntamento fisso delle 21.30 in Piazza Municipio, non ha smentito il successo ottenuto nei giorni scorsi.

Il pubblico ha assistito alle esibizioni dell’Ensemble “Gorizwit” dell’Ucraina, che ha allietato gli spettatori con il suo repertorio di canzoni popolari russe, ucraine e cosacche esprimendo la propria tradizione folklorica attraverso abiti che manifestano artisticamente i principi fondamentali della società, impreziositi da ricami ed intrecci portati avanti, nel passato, da un lungo lavoro nel periodo invernale, quando le attività all’aperto erano limitate.

La folla, poi, è letteralmente impazzita per il gruppo “Tutarakauika ki Rangataua” assistendo incantato alle danze tradizionali esultando con più di una standing ovation. Il gruppo prende il nome da una balena ancestrale identificata come spirito guida dell’oceano che indicava passaggi sicuri nei viaggi dei propri antenati ed onora i propri spiriti guida personificando i valori di forza, coraggio e tenacia catturando gli occhi impressionati del pubblico attraverso le tipiche danze, le nudità dei corpi ed i tatuaggi significativi. Il momento “Maori” si è, poi, concluso con un omaggio molto significativo al direttore artistico del Festival, Antonio Notaro, a cui è stato consegnato l'elemento principale delle loro performance: il remo, accompagnato da una preghiera.

Al termine degli spettacoli, le lezioni di danza in strada hanno travolto il popolo dell’estate del folklore per le strade del centro, trasferendosi ,poi, al “Salotto del Festival “per approfondire la conoscenza dei gruppi stranieri e di tutte le sfumature del folklore.

Lunedì, 21 Agosto 2017 14:26

− COMUNICATO STAMPA −

Termina in un fiume di colori ed allegria la terza giornata dell’Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino. La 32^ edizione del festival castrovillarese, che ha visto un cambio di posizione del palco per favorire al pubblico una migliore visuale dello spettacolo, ha aperto la serata con le coreografie di Daniele Nocera. un omaggio all’India e alla Cina, due delle diverse comunità presenti sul territorio.

A seguire, sono stati i gruppi del Perù e della Colombia a coinvolgere la folla, come sempre partecipata, presentandosi in Piazza Municipio con i propri canti e balli tradizionali. Il gruppo “Ballet folklorico Amankay”, con 12 tour internazionali alle spalle, diffonde e promuove le più antiche danze e musiche del patrimonio popolare del Perù e, a Castrovillari, ha interpretato 6 coreografie tipiche della regione del Cuzco e del Junin .

Il gruppo “Los Opitas” della Colombia, invece, è composto da ragazzi tra i 18 ed i 39 anni che ballano danze folkloriche tipiche della regione del Huila, contribuendo alla conservazione delle tradizioni popolari locali, divulgandole a livello internazionale anche attraverso le partecipazioni ai vari festival del folklore in America latina.

La serata si è conclusa con le lezioni di danza in strada dei gruppi coinvolti, che hanno trascinato tutti, in un vortice di ritmo e sorrisi trasformando le strade del centro in un luogo di pace e confronto tra i popoli.

Sabato, 19 Agosto 2017 15:47

− COMUNICATO STAMPA −

Un fiume di spettatori ha riempito le strade di Castrovillari, celebrando così l’inizio della prima giornata della 32^ Estate Internazionale del Folklore e del Parco del Pollino.

Un grande successo per l’esordio dell’edizione che annovera questo festival tra i più antichi d’Italia. Il pubblico è imperversato per le strade del centro città, curioso di conoscere la presentazione dei 7 paesi stranieri, attraverso il proprio inno nazionale. La serata, si è aperta con la sfilata dei gruppi “un mondo di colori” che, a partire da Piazza Giovanni XXIII, ha visto proseguire verso Piazza Municipio il Perù, la Georgia, il Panama, la Nuova Zelanda, la Colombia, l’Ucraina e l’Italia, ballando a ritmo delle proprie tradizioni e trascinando, tutti, in una grande festa di allegria.

Le coreografie di Tilde Nocera hanno richiamato l’attenzione del pubblico attraverso danze che, con nastri colorati, simboleggiassero l’abbraccio di pace tra i popoli. A seguire, sulla scena sono salite le comunità straniere presenti sul territorio: Albania, Ucraina, Costa d’avorio, Cuba, Colombia, Messico, Romania e Nigeria, che hanno consegnato, come fatto già in conferenza stampa, gli elementi di ospitalità tipici della propria terra, per esprimere gratitudine alla Città del Pollino per l’accoglienza ricevuta.

E’, dunque, un festival di pace quello che anche quest’anno travolge Castrovillari e lo fa stringendosi, più forte, a tutti i fratelli del mondo, alla luce dei fatti terroristici a Barcellona e che, per questo, la folla ha eseguito un minuto di silenzio. La serata è terminata con l’esibizione della caratteristica danza Maori, eseguita dagli artisti della Nuova Zelanda, che hanno catturato gli sguardi stupiti di grandi e piccini e che regaleranno, insieme agli altri gruppi, spettacoli imperdibili durante tutte le altre giornate del festival.

Positivi, gli interventi degli amministratori e di Benito Ripoli, Presidente Nazionale Federazione Italiana Tradizioni Popolari e Francesco Gatto, Presidente provinciale Fitp Bergamo.

La serata è stata condotta dal Direttore Artistico, Antonio Notaro e Serenella Chiodi.

Appuntamento a domani, 20 Agosto, con lo spettacolo Internazionale che vedrà esibirsi i gruppi di Perù e Colombia, ore 21,30 a Castrovillari, in Piazza Municipio.

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