Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

– COMUNICATO STAMPA –

E’ stato portato a termine il percorso formativo per la lingua inglese Cambridge Starters Young Learners con esiti eccellenti per gli alunni del Primo Circolo Didattico di Castrovillari ALOISIO SOFIA, CORRADO ALESSANDRO, DE MARCO SABRINA, DINI REBECCA, DONGHIA ALESSIA, FILOMIA GIULIA, GIMIGLIANO ALESSANDRO,
GRAZIADIO MARIANNA, IAZZOLINO MICHELE, PICARDI ADELE, PUGLIESE CHIARA, RANIERI CHIARA, RUSSO LEONARDO, TOCCI ELENA MARIA, in collaborazione con l’Accademia delle Lingue di Castrovillari.

L'apprendimento della lingua inglese è un lungo viaggio e il metodo Cambridge offre un percorso per obiettivi, mantenendo i bambini motivati in ogni fase, dal livello Pre-A1 alla competenza C2, e favorendo lo sviluppo delle quattro abilità linguistiche (ascolto, lettura, produzione orale e scritta).

La necessità di consentire agli alunni l’acquisizione di un’adeguata alfabetizzazione linguistica è uno degli obiettivi prioritari che la Dirigente del 1° Circolo Didattico di Castrovillari persegue sin dal momento del suo insediamento; in tal senso, il percorso formativo nella lingua inglese ha rappresentato un’opportunità in più per i bambini che frequentano la scuola primaria.

In collaborazione con l'Accademia delle Lingue di Castrovillari, diretta dalla prof.ssa Vanina Menegoni e dal Director of Studies Luke Cassanell, gli alunni che hanno frequentato il modulo linguistico "Travelling in my English World” del PON “I CARE” , a.s. 2017/2018, seguiti dalle docenti Maria Luisa Stabile e Jennifer Kumah, e gli alunni del Corso di Potenziamento della lingua inglese “Start and fun with English”, a.s. 2017/2018, affidati alle cure della docente Ippolita Gallo, hanno affrontato gli esami Cambridge Starters Young Learners con entusiasmo ed impegno. Il 23 giugno 2018, i 14 bambini coinvolti hanno sostenuto gli esami Cambridge nella sede della suddetta Accademia. Lo scorso 4 ottobre, nell’Aula Magna del Villaggio Scolastico del 1° Circolo Didattico di Castrovillari, si è tenuta la cerimonia conclusiva del corso, nella quale la Dirigente Scolastica ha consegnato i Certificati Cambridge Starters Young Learners agli alunni, visibilmente felici ed emozionati, che hanno così sancito il loro primo passo nell'apprendimento della lingua inglese, imprescindibile per la formazione delle giovani generazioni.

Ricevere il Cambridge Assessment English è un grande risultato, un marchio di eccellenza che può aprire le porte ad opportunità entusiasmanti.

Dirigente Scolastico DD1 Castrovillari Antonella GRAVINA
Direttore Accademia delle Lingue di Castrovillari Vanina Menegoni
Docente specialista Lingua Inglese Scuola Primaria DD1 Castrovillari Prof.ssa Ippolita GALLO

– COMUNICATO STAMPA –

Sabato sera, 13 ottobre 2018, Nella Basilica Cattedrale di Cassano allo Ionio si è svolta la veglia missionaria e il conferimento del mandato catechistico. 

La celebrazione è stata presieduta dal Vescovo di Cassano, mons. Francesco Savino che ha scritto una lettera - di seguito riportata - agli operatori pastorali.

 

Carissimi operatori pastorali, 

voi siete il volto missionario della chiesa locale!

 

Ancora una volta grazie per il vostro ministero che vivete con passione e gratuità. Con stupore scopro sempre di più il vostro amore per Cristo, il suo Regno e la chiesa.

Voglio soffermarmi, questa sera, mentre vi conferisco il mandato, a riflettere sulla parrocchia come comunità che genera alla fede, come “luogo” di comunione nella concreta realtà del territorio.

Papa Francesco in Evangelii Gaudium parla della chiesa come popolo di Dio e osserva che essa è “ben più di una istituzione organica e gerarchica, poiché è, anzitutto, un popolo in cammino verso Dio” (EG 111). “Un popolo che Dio si è scelto e convocato” (EG 113), “inviato da Gesù Cristo come sacramento universale di salvezza” (EG 112) che “collabora come strumento della grazia divina che opera incessantemente al di là da ogni supervisione” (EG 12). Questo popolo annuncia con gioia la salvezza per tutti: “nessuno si salvada solo, cioè né come individuo isolato, né con le sue forze proprie” (EG 113).

Il popolo di Dio opera “in accordo con il grande progetto di amore del Padre” e quindi è “luogo dellamisericordia gratuita, dove tutti possono sentirsi accolti, amati, perdonati, incoraggiati a vivere il Vangelo”(EG 114) e, infine, è un popolo dai molti volti sia perché “l’essere umano è sempre culturalmente situato” sia perché “natura e cultura sono strettamente connesse” (EG 115), come già aveva precedentemente affer- mato la Gaudium et Spes al n.53.

Se la chiesa è “popolo messianico in cammino”, la comunità parrocchiale, cioè la chiesa sul territorio non può che avere le seguenti connotazioni: essere dinamica, ossia essere sempre in cammino, in fedeltàal Vangelo e agli uomini, una comunità estroversa, missionaria, in uscita; porre segni dell’amore incondi-zionato e asimmetrico di Dio, “lento all’ira e grande nella misericordia per tutti”; favorire e riconoscere le relazioni, che non possono che essere fraterne, “trinitarie”; accettare le diversità, i mille volti rivolti,sinfonia di carismi e di ministeri.

La parrocchia è per “tutti”, esiste per tutti coloro che vi arrivano, per “chiunque”, direbbe Theobald, sia interessato, toccato, affascinato, a qualunque livello di intensità, dal Vangelo.

Una parrocchia-comunità, “casa e scuola di comunione”, che genera alla fede. Una parrocchia-comu-nità che diventa sfida e sogno condiviso da realizzare. Una parrocchia, anima del territorio, che da essere autoreferenziale e centro di servizi religiosi, da essere liquida, diventa, come dice l’apostolo Paolo nellalettera ai Filippesi 2, 15, una comunità delle “stelle in terra”. Una comunità di credenti che, ben radicati sulla terra, vivono della Parola di Dio, si nutrono del Corpo di Cristo, e, in tal modo, possono illuminare e orientare.

Non lasciamoci rubare la bellezza di vivere la “comunità”.

“La parola comunità evoca tutto ciò di cui sentiamo il bisogno e che ci manca per sentirci fiduciosi, tranquilli e sicuri di noi”: così scriveva il sociologo Zygmunt Bauman. Ma, chiediamoci, quali sono lecondizioni perché la parrocchia sia luogo di comunione? In una riflessione molto bella di don Tonino Bello,ho letto che occorrono tre condizioni: la parrocchia sappia riscoprire la sua vocazione missionaria, come è stato all’inizio; sappia guardare in alto, alla struttura, al Vescovo, alla Diocesi; sappia guardare in basso.

  1. a)  Prima condizione: riscoprire la vocazione missionaria. Le nostre parrocchie, sono troppo sedentarie,non conoscono più l’ansia kerigmatica, quella cioè del primo annuncio: Gesù è morto ed è risorto per noi. Ci siamo specializzati in catechesi ma, lo dice anche fortemente Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, soprattutto nell’ultima parte del terzo capitolo, abbiamo oscurato la dimensione kerigmatica. Le nostre parrocchie sono “carri merci, sui binari morti delle stazioni” (don Tonino Bello). Attendono i consumatori dei beni sacramentali, vivono ma non vanno. E’ chiaro, diceva ancora don Tonino Bello,che per riscoprire la vocazione missionaria, la parrocchia deve riscoprire la sua vocazione alla povertà,

    intesa come essenzialità, sobrietà.

  2. b)  Seconda condizione: guardare alla struttura.

    Il paragrafo 42 della Costituzione sulla Liturgia è significativo: “poiché nella chiesa il Vescovo non può presiedere personalmente sempre e ovunque l’intero gregge, deve necessariamente costituire delle assemblee di fedeli, tra cui hanno posto preminente le parrocchie organizzate localmente sotto la guida di un pastore che fa le veci del Vescovo. La riflessione cade qui sulla comunione presbiterale, ecclesiale e gerarchica. Essa è dono e grazia, non legge dettata dall’efficienza o da un bisogno tattico per sfondare. Pertanto richiede preghiera, meditazione, studio teologico, biblico, pastorale e anche sacrificio. Il sacri-ficio di uscire dal proprio comodo, dal proprio “io” per ricercare l’intesa, la comunione pastorale. E’ la sfida dell’unità pastorale! Della comunità di parrocchie. Siamo troppo “frantumati”, lo dico con umiltàsia “del noi sacerdoti” e anche “del noi come comunità”.

    La comunione ecclesiale diventerà, ne sono profondamente convinto, segno, fermento, stimolo, co-scienza critica, parametro per una vera solidarietà. Difficilmente riusciremo a costruire la comunionenelle nostre comunità e tra le nostre comunità se non guarderemo al di sopra del campanile.

  3. c)  Terza condizione: guardare in basso.
    La terza condizione, non deve spaventarci, è che si costituiscano piccole comunità del Vangelo, credibili e autorevoli, per la loro capacità di condivisione. Se, è vero che la chiesa è popolo di Dio, è comunità di comunità, la parrocchia è comunità, la diocesi è comunità, è anche vero che spesso la parola comu-nità resta una definizione vuota. La vita comunitaria è esperienza di vita, di fede, di carità, di gioia, di condivisione che genera alla fede, oltre la parrocchia burocratica dove il servizio fatto magari generosa-mente sul piano sacramentale, rischia di perpetuare l’equivoco del distacco tra la vita e la fede.Ritengo che voi laici, voi tutti operatori pastorali, potete veramente realizzare una vera e propria rivolu- zione se, mettendovi in gioco, riuscite a vivere la fraternità cristiana dove il Vangelo diventa parametro di vita e l’Eucarestia il fondamento, protesi verso il “non ancora” del Regno di Dio.
    Ci attendono alcune sfide che vorrei evidenziare.

1) La parrocchia-comunità e il mondo della cultura.

Così sostiene, direi profeticamente, don Tonino Bello: “Le nostre parrocchie hanno disertato il fron-te della cultura, e oggi stiamo assistendo ad una autentica mentalità laicista, indifferente, di nichili-smo, che è un polipo dai mille tentacoli, più presente tra noi di quel che si pensi”. Pierpaolo Pasolini affermava che il consumismo è l’unica rivoluzione che, senza sparare colpi di cannone, è riuscita asovvertire la società, a cambiare la nostra, che era una società cristiana, in una società edonistica,protesa verso il piacere. Dobbiamo darci da fare per riparare a ritardi colpevoli di cui oggi stiamo pagando lo scotto. Urge una vera e propria “rifondazione culturale”, una rinascita culturale del cri- stianesimo, una nuova grammatica della fede basata su processi di mediazione con i saperi umani, sia umanistici che tecnico-scientifici. L’esperienza cristiana ha bisogno di una vera e propria diaconia della cultura.

2)  La parrocchia-comunità e i problemi della giustizia sociale.

  1. Non voglio cedere alla tentazione del sociologismo ma riconosciamo tutti che la popolazione ca- labrese è sconvolta da un drammatico travaglio morale e socio-economico (disoccupazione, emi-grazione, clientelismo, corruzione, illegalità diffusa, caporalato e disuguaglianze sociali). Quale presenza sul territorio da parte delle nostre comunità? E la profezia? E la denuncia, personale ecomunitaria, come annuncio di salvezza? Indubbiamente è stato ed è lodevole il nostro impegno disolidarietà ma, specchiandoci nel Vangelo, domandiamoci perché non c’è stata una crescita di una forte coscienza sociale? Domandiamoci ancora se stiamo stati segno di rottura o di conservazione? (cfr. At 2, 15 in riferimento a Paolo e a Sila: “costoro mettono sotto sopra il paese”). Urge uno scattodi responsabilità. Educhiamoci insieme ad essere protagonisti di un nuovo umanesimo superando la logica di “piangerci addosso”. Non sacrifichiamo la nostra libertà evangelica sull’altare di qualche “piatto di lenticchie” che i potenti di turno ci offrono col subdolo desiderio di ricattare le nostrecoscienze.
  2. 3)  La parrocchia-comunità e i giovani.

    Abbiamo vissuto un’Assemblea che ha avuto come tema “Generare i giovani alla vita e alla fede nella comunità cristiana: una sfida educativa”. Da qualche giorno è iniziato il Sinodo dei giovani e sui giovani, fortemente voluto dal Papa. La mia lettera ai giovani, che mi auguro sia stata letta da voi personalmente e comunitariamente, è solo un invito a liberarci da ogni pregiudizio e luogo comune per comprendere dinamiche e nuove spiritualità che attraversano e abitano i giovani e ilmondo giovanile nel suo complesso. Quest’anno pastorale sarà un anno durante il quale i giovani avranno, a partire da me e da parte di ogni comunità parrocchiale, un’attenzione tutta speciale. Il prossimo anno sarà ancora un anno che ci vedrà tutti concentrati sulla pastorale dei giovani. L’ho già detto con forza nelle conclusioni dell’Assemblea: la condizione giovanile “non è una malattia”. Penso che l’errore più grosso delle nostre comunità, della nostra chiesa, sia stato quello di non aver mai affrontato la “questione giovanile” nelle sue matrici culturali e di esserci attardati su analisi su-perficiali e su rimedi dal fiato corto. E’ l’ora della diaconia della cultura e della cultura dell’incontrocome parametri educativi indispensabili e necessari dei giovani che incontriamo o intercettiamo sui nostri sentieri, più o meno interrotti, della pastorale.

Per ultimo, ma non come ultimo in senso valoriale, sottopongo, cari operatori pastorali, al vostro “cuorepensante”, la questione della catechesi delle persone disabili, che sono numericamente in crescita. PapaFrancesco, in occasione del 25° anniversario dell’Istituzione del Settore per la Catechesi per le persone di-sabili dell’Ufficio Catechistico Nazionale Italiano, così si è espresso: “L’ambito della pastorale dei disabili richiede una duplice attenzione: la consapevolezza della educabilità alla fede della persona con disabilità,anche gravi e gravissime; e la volontà di considerarla come soggetto attivo nella comunità in cui vive. Que-sti fratelli e sorelle non sono soltanto in grado di vivere una genuina esperienza di incontro con Cristo, ma sono anche capaci di testimoniarla agli altri. Molto è stato fatto nella cura pastorale dei disabili; bisognaandare avanti, ad esempio riconoscendo meglio la loro capacità apostolica e missionaria, e prima ancora il valore della loro “presenza” come persone, come membra vive del Corpo ecclesiale. Nella debolezza e nel-la fragilità si nascondono tesori capaci di rinnovare le nostre comunità cristiane. Tuttavia le nostre comunità fanno ancora fatica a praticare una vera inclusione, una partecipazione piena che diventi finalmente ordina-ria, normale. E questo richiede non solo tecniche e programmi specifici, ma prima di tutto riconoscimento eaccoglienza dei volti, tenace e paziente certezza che ogni persona è unica e irripetibile, e ogni volto esclusoè un impoverimento della comunità. Anche in questo campo è decisivo il coinvolgimento delle famiglie,che chiedono di essere non solo accolte, ma stimolate e incoraggiate”.

Coraggioso e provocatorio è stato ancora Papa Francesco quando, rispondendo ad alcune domande dei partecipanti al Convegno per persone disabili, ha detto: “O tutti o nessuno”.

La pastorale o è inclusiva o non è una pastorale del Vangelo.
Concludo queste mie riflessioni rivolte in modo particolare a voi operatori pastorali ma anche ai vostri

cari Parroci, a tutti i miei confratelli, riflessioni che denotano una mia grande preoccupazione: la costitu-zione della parrocchia-comunità. Aggiungo una bellissima poesia di D. Bonhoeffer intitolata “La morte di Mosè”:

Tu che punisci i peccati
e perdoni volentieri,
Dio, questo popolo io l’ho amato.
Aver portato la sua vergogna e i suoi vizi e aver scorto la sua salvezza:
questo mi basta.
Reggimi, prendimi.
Il mio bastone s’incurva.

Spesso anche “il mio bastone”, cioè “il mio pastorale”, s’incurva sotto il peso delle fatiche, delle ama- rezze e delle delusioni.

Ma non m’importa.

O Dio questo popolo, di cui questi operatori pastorali fanno parte, io l’ho amato da quando mi hai elettoVescovo e lo amerò per sempre.

O Dio, padre di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dei Profeti, di Gesù, aiutaci ad essere testimoni gene-rosi, instancabili e credibili del tuo amore, fino al punto di attrarre tutti a tuo figlio, il Messia, Gesù Cristo.Amen.

Vostro
✠ don Francesco, Vescovo

– COMUNICATO STAMPA –

“ Sono nato per volare” di e con Giuseppe Arnone, vince la V^ edizione del Festival dei Corti Teatrali del Calàbbria Teatro Festival 2018, evento organizzato dall’Associazione Khoreia 2000 per la direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli. Il corto, improntato sulla strage di Ustica, si porta a casa anche il premio della giuria popolare. Questa la motivazione della giuria tecnica composta da: Lina Bernardi, attrice di teatro, cinema e televisione, Carlo Fanelli, Docente di Drammaturgia all’UNICAL e Pierpaolo Saraceno, Attore, regista e drammaturgo :” Indovinata l’organizzazione dello spazio, un testo ben strutturato drammaturgicamente. Peculiare l’utilizzo di tecniche testuali tradizionali e il gioco su registi attoriali differenti cui la musica offre un supporto emozionale considerevole”.

Al secondo posto “Bianco d’inchiostro” Requiem poetico a 100 anni dalla Rivoluzione d’ottobre, di Giulio Bellotto che porta a casa anche il premio come miglior attore e il premio come miglior attrice per Alice Guarente; il corto era improntato sugli anni del terrore dell’Unione Sovietica. Sale sul podio anche “Sandra C” che prende il premio anche come miglior regia, quella di Bernardini-Marenco. Il corto era improntato sul G8 di Genova. Il premio miglio testo va al “ Il Palazzone industriale di spalle al mare” di Marco Mittica; il corto era improntato sul progresso materiale a svantaggio di quello morale. Ai primi tre classificati anche una borsa di studio a tutti gli altri, un attestato di partecipazione. Ma la serata si è aperta con il corto “ La scatola nera”, testo e regia di Michele Zaccagnino, interpreti Alessandro Capone e Francesco Siggillino. La vita di due transessuali napoletani tra aspirazioni, disillusioni e piccole necessità quotidiane che si sposano con grandi sogni d’amore eterno. Subito dopo “ Infelici notti” di Raffaele Bruno con l’interpretazione di Federica Palo. Lo spettacolo trae ispirazione da una “visione” dell’attrice Monica Nappo e da Giorni felici di Beckett, tradotto in napoletano dal regista Bruno, trasformato, al servizio della voce di una donna intrappolata in un (non) luogo:un manicomio, la fine del mondo o un sogno? A chiudere la serata, il vincitore del Festival dei Corti Teatrali, ovvero : “Sono nato per volare” . La storia della famiglia siciliana Diodato, che partita da Bologna ritorna in Sicilia per le vacanze estive. Un viaggio mai terminato quel lontano 27 giugno del 1980 quando l’aereo su cui viaggiava, scompare nei cieli sopra il braccio compreso tra le isole italiane di Ponza e Ustica. Nell’incidente morirono 81 persone tra cui la famiglia Diodato a cui il corto era dedicato. [...]

La manifestazione è organizzata con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Castrovillari e con il contributo della Regione Calabria (entrato come evento storicizzato), (co evento) del Parco Nazionale del Pollino, della Gas Pollino, della Gestione Pollino Impianti e l’apporto del brand Castrovillari città Festival.

Castrovillari 13 ottobre 2018

Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

– COMUNICATO STAMPA –

“Il rischio alluvione- e quindi ciò che è legato al ruschio idrogeologico- sarà al centro di momenti di sensibilizzazione, sabato 13 e domenica 14 ottobre, anche a Castrovillari, tra le piazze d’Italia che accoglieranno i Volontari, per informare i cittadini sulle buone pratiche di protezione civile.

L’azione si muove sotto quella più ampia, denominata “Io non rischio”, giunta all’ottava edizione e nata nel 2011 grazie al Dipartimento della Protezione Civile con L’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nonché la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica.

Lo specifico approfondimento divulgativo locale si terrà su Canal Greco, nei pressi del Centro Servizi per il Volontariato, per mano delle Associazioni di volontariato “Ente nazionale per la Salvaguardia Ambientale” e “Appartenenti alla Polizia Locale Italiana” partner, con più organismi; a fianco il Comune ed altri soggetti.

L’appuntamento sarà un’occasione per rendere consapevoli alla problematica che viene posta, ma anche per far capire come bisogna muoversi negli istanti determinati dai fenomeni naturali.

E’ un approccio di ascolto da non perdere - da qui l’invito pressante a partecipare - per essere introdotti a quelle metodiche e comportamenti che desiderano contribuire a tale tipo di educazione civica, fondamentale per la vita di ciascuno come delle comunità le quali, ormai, come registriamo sempre più spesso, devono fare i conti con questi sconvolgimenti.”

Castrovillari 12 ottobre 2018

Per l’ASSAPLI
il Presidente Nazionale
Avv. Dario Giannicola

– COMUNICATO STAMPA –

Si è riunita nei giorni scorsi a Castrovillari la commissione che ha proceduto alla valutazione delle opere che hanno partecipato alla 1.ma edizione del concorso fotografico organizzato dalla Delegazione del Fai Pollino, rivolto agli alunni delle scuole ed ai giovani in età compresa fra i 14 ed i 35 anni, sul tema “Angoli
nascosti e realtà dimenticate nel Parco Nazionale del Pollino” con l’intento di stimolarli a rivolgere la propria attenzione, in particolare ai “paesaggi della bellezza”, per sviluppare l’interazione tra uomo ed ambiente affinchè possa produrre un risultato non solo bello ma anche sostenibile ed utile.

Sono state ammesse al concorso le immagini che presentavano gli angoli più nascosti e le realtà dimenticate ricadenti nell’area del Parco Nazionale del Pollino e che si sono distinte per la qualità tecnica della fotografia, per la capacità di interpretazione del tema, per l’impatto del messaggio trasmesso e per la originalità e la creatività.

Ideatore e curatore del concorso è stato il prof. Francesco Caruso, delegato all’Ambiente del Fai Pollino. La commissione composta da Mario Alvaro, Francesco Caruso, Gennaro Cosentino, Gaetano Gianzi e Giuseppe Iazzolino ha proceduto alla valutazione individuale di tutte le opere partecipanti al concorso, assegnando, alla unanimità, il 1° premio ad Alessandra Galizia per la foto “Una casa Codra a Civita”, il 2° premio ad Angelica Gaetani per la foto “Neve d’autunno” ed il 3° premio a Maria Francesca Iannelli per la foto “Antichi mestieri in un panorama montano incontaminato”. La premiazione dei vincitori avverrà nei prossimi giorni nel corso di una manifestazione alla quale parteciperanno Autorità e Dirigenti Scolastici.

“Con questa iniziativa – ha dichiarato la prof.ssa Donatella Laudadio capo delegazione del Fai Pollino - abbiamo voluto porre l’attenzione delle giovani generazioni sulle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del nostro territorio, per accrescere il loro interesse affinchè questi beni di incomparabili bellezze possano essere sempre più preservati e valorizzati.”

Castrovillari, 10-10-2018

– COMUNICATO STAMPA –

Ritornare alla normalità il più presto possibile, già alla fine del mandato amministrativo, perchè Mormanno ha bisogno di ripartire prima possibile. E' l'obbiettivo dell'esecutivo guidato dal Sindaco, Giuseppe Regina, che sta alacremente portando avanti la ricostruzione post sisma dell'ottobre 2012. Dopo l'assegnazione delle risorse della Protezione Civile nazionale al sistema regionale ed il trasferimento delle somme al Comune di Mormanno (primo caso italiano in tal senso) l'amministrazione comunale e tutta la struttura tecnica stanno portando avanti un lavoro di celerità nella redistribuzione delle somme da spendere in maniera certosina ed efficace, con tempi che hanno dello straordinario.

Tutto con l'obiettivo principale di «far ripartire la comunità il prima possibile - afferma il Sindaco, Giuseppe Regina - e ritornare presto alla normalità consentendo a tutti le famiglie che sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni di rientrare quanto prima in possesso dei loro stabili». Si inquadra in questa ottica l'altro importantissimo passaggio che ieri ha permesso l'assegnazione dei lavori di ricostruzione del Lotto 3 di Piazza Umberto I, uno dei luoghi simbolo e nevralgici della ricostruzione nel centro città.

«In soli 9 mesi dall’arrivo delle risorse, grazie ad un grande lavoro di squadra, e superando le difficoltà burocratiche che pure si innestano in questo percorso la nostra amministrazione, insieme al lavoro degli uffici comunali, ha permesso di affidare i lavori che riguardano ben 14 lotti. Un tempo record di cui siamo orgogliosi e che si spinge ad essere sempre più esempio e modello virtuoso della Calabria che sa e vuole fare per il bene collettivo. Siamo consci - ha dichiarato a nome dell'amministrazione il primo cittadino di Mormanno - che con questo segnale potremmo ridare speranza e futuro alle famiglie che erano rimaste fuori dalla loro abitazione ed oggi abbiamo acquisito maggiore determinazione per continuare il nostro cantiere di rinascita per la nostra comunità».

Vincenzo Alvaro
- giornalista -

– COMUNICATO STAMPA –

«Uno scrigno nascosto», così hanno definito il borgo di Oriolo un gruppo di tour operators giunti dalla Germania in Calabria a caccia di tesori da proporre ai propri clienti per viaggi turistici. Accolti e accompagnati, nella giornata di domenica, dal vicensindaco con deleghe a Turismo - Cultura - Beni Culturali, Vincenzo Diego, gli ospiti si sono immersi in un vero e proprio tour tra le bellezze di uno de "I Borghi più belli d'Italia" e Bandiera Arancione Touring Club Italiano (ripercorrendo l'itinerario della 1^ Passeggiata Culturale tra le Bellezze di Oriolo proposta quest'estate). I Tour operators tedeschi sono arrivati presso gli aeroporti di Lamezia Terme e Reggio Calabria e da qui sono partiti per escursioni in tre zone tematiche della Calabria, inserendo nella loro mappa anche una visita ad Oriolo, dove hanno visitato il centro storico e alcune realtà turistiche e imprenditoriali. Del piccolo borgo nell'entroterra dell'Alto Jonio cosentino hanno apprezzato il recupero dei Beni Culturali, oggi tutti visitabili (grazie anche alla collaborazione dell'associazioni come quella per lo Sviluppo dell'Alto Jonio) e pregnanti di contenuti culturali e multimediali. Dal castello alla chiesa madre con l'affascinante reliquia dell'alluce di San Francesco di Paola. E poi giù verso il Teatro La Portella incastonato nella roccia, sino ai due palazzi recentemente recuperati come Palazzo Giannettasio e la Casa delle Arti e delle Idee. Assieme ai tour operators erano presenti alcuni giornalisti tedeschi che, grazie alla presenza di un'interprete, hanno interloquito con gli abitanti del posto e gli operatori turistici apprezzando il concetto esperienziale di turismo, di viaggio vissuto. Ad Oriolo, i tour operators, hanno trovato, di certo, diversi elementi di interesse ma ciò che li ha davvero entusiasmati è come questi elementi culturali e architettonici sono armoniosamente inseriti in un itinerario che affascina il visitatore.

Tutti appunti sui loro taccuini, questi, che diventeranno progettualità con l'obiettivo di far confluire flussi turistici ad Oriolo e dintorni. Gli ospiti, che in questi giorni stanno visitando la Calabria, parteciperanno al 68^ Meeting Annuale della Deutscher Reiseverband, dal 10 al 14 ottobre a Reggio Calabria e che consentirà alla regione di ospitare uno degli appuntamenti più prestigiosi in Europa per ciò che concerne la ricerca di nuove destinazioni turistiche. Soddisfatto il vicesindaco Vincenzo Diego: «Ringraziamo la Regione Calabria per questa opportunità. Essere inseriti in circuiti turistici internazionali è la riprova che siamo sulla strada giusta. Gli sforzi, l'impegno e la passione di questi anni stano ripagando e ripagheranno la comunità di Oriolo. Ricevere apprezzamenti sinceri da esperti di marketing e turismo - continua Diego - che hanno visitato anche regioni all'avanguardia come Toscana e Umbria, rappresenta quella pacca sulla spalla che ti spinge a non mollare». Unica nota dolente, che i visitatori esprimeranno anche e sopratutto in Regione Calabria, è la mancanza di infrastrutture al passo con i tempi come un aeroporto di mezzo tra Lamezia e Bari che possa servire questo prezioso lembo di Calabria. La giornata, dedicata davvero alla bellezza, si è conclusa presso l'Agritursimo Cervinace dove gli ospiti dopo il percorso culturale, hanno intrapreso un intrigante percorso enogastronomico dove hanno incontrato i produttore della zona, assaggiando le genuinità del territorio.

Paese24.it - Media Partner

Sabato, 13 Ottobre 2018 11:23

Festa degli editori calabresi

– COMUNICATO STAMPA –

L’associazione italiana di Cultura classica, diretta dal docente Leonardo Di Vasto, attualmente impegnata alla conduzione della Biblioteca Civica, nel Protoconvento francescano, e promotore, insieme all’Amministrazione comunale di Castrovillari, della “Festa dell’Editoria calabrese”, prevista per il 13 ed il 14 ottobre, offre con questa due giorni un ventaglio d’incontri a cui partecipano alcune editrici calabresi: Aurora di Corigliano Calabro, Brenner , Falco, Orizzonti Meridionali , Pellegrini e Progetto 2000 di Cosenza; ed ancora Città del Sole, Falzea, Gangemi e Laruffa di Reggio Calabria; Coccolebooks di Belvedere; AICC, Il Coscile e Prometeo di Castrovillari; Ferrari di Rossano Calabro; Jonia di Rende; La Mongolfiera di Cassano Jonio; Meligrana di Tropea e Rubbettino di Soveria Mannelli. Una rappresentanza che esprime le capacità di uomini e donne di lavorare per cercare di rappresentare al meglio il desiderio di tanti nello scrivere e trasmettere pensieri, conoscenze, dimensioni e concezioni.
Un’opportunità, dunque, per incontrare nuove produzioni letterarie e libri che, naturalmente, saranno il piatto forte dell’iniziativa della “Città che Legge” come è ormai appellato il capoluogo del Pollino dopo l’ambito riconoscimento ricevuto, anche quest’anno, da parte del Centro per la promozione del libro e della lettura, istituito come ente autonomo dal Mibact, che lo conferisce d’intesa con l’Anci–Associazione Nazionale Comuni Italiani- ed è volto a individuare quelle amministrazioni comunali dedite, attraverso un impegno costante, a sviluppare politiche pubbliche di promozione della lettura.
La carrellata delle presentazioni prenderanno il via sabato 13 ottobre , alle ore 9,30 nella sala consiliare del palazzo di città impegnata con gli studenti in un “Tu per Tu” con Nicola Gardini, docente di letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford, autore del recente libro “Le dieci parole latine che raccontano il nostro mondo”; alle ore 17, invece, presso il Protoconvento francescano sarà la volta del romanzo di Moira Sola “Come d’improvviso” per le edizioni della Pellegrini; a seguire, alle ore 19, e sempre nel Protoconvento , a cura dell’Accademia Pollineana, l’opera di Maria Francesca Cosentino “Le cinque vie di Mavis” per la Maribor Editore.
Domenica 14 ottobre le proposte prenderanno il via di nuovo alle ore 9,30 nel Protoconvento francescano con il musicista Francesco Gesualdi, autore del recente CD, edito dalla nota Brillant classic, dedicato a Girolamo Frescobaldi; a seguire, ancora nel Protoconvento, a partire dalle ore 11,30,il docente dell’Università della Calabria, Giuseppe Trebisacce, presenta una raccolta di scritti di Antonio Guaresci, primo presidente della Regione Calabria; alle ore 17, sempre negli stessi ambienti il libro , edito da Il Coscile , di Emila Blaiotta, Lucrezia Linda, Flavia D’Agostino e Lucia Martino “La donna arbereshe ieri, oggi, domani” offrirà uno spaccato d’identità che risiede accanto alle nostre da oltre 8 secoli.
Durante la carrellata di appuntamenti, tra capacità umane e sensibilità protese, si potrà fruire della visita guidata della Biblioteca Civica “Umberto Caldora”, della Sala “Francesco Paonessa”, del Museo Archeologico e della Pinacoteca “Andrea Alfano” grazie all’Associazione di Cultura Classica e al Gruppo Archeologico del Pollino.
“L’Amministrazione comunale continua così- afferma il Sindaco, Domenico Lo Polito- a sostenere momenti legati alla promozione della lettura e delle proprie tracce, consapevole che queste sono parte di quell’elemento fondante che da forza e sostanza alla crescita e libertà della persona.”
“Tali azioni – precisa - sono imprescindibili per la formazione e per le esperienze, attività, testimonianze e capacità le quali , ormai, hanno storia e tradizione nel nostro tessuto sociale, suscitato grazie a dedizioni che affermano cosa distingue una comunità con il suo desiderio di essere. E’ un lavoro che richiede sensibilità e il coinvolgimento di tutti per un compito ben preciso: alzare il livello ed il tono, accompagnando.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

– COMUNICATO STAMPA –

Una serata romana per ricordare il vescovo calabrese mons. Antonio Ciliberti, che è tornato alla Casa del Padre il 1° aprile 2017, dopo aver servito la Chiesa diocesana di Locri (1989-1993), quella di Matera (1993-2003), concludendo la sua missione episcopale quale arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace (2003-2011).

Il volume curato da don Gaetano Federico – responsabile dell’Archivio diocesano di Rossano-Cariati – è come scrive mons. Giuseppe Satriano «una risonanza del cuore e della mente», di chi ha conosciuto e stimato il vescovo Ciliberti. Dopo alcuni saggi introduttivi il testo, edito da Progetto 2000, si compone di una decina di testimonianza di vescovi e di una trentina di sacerdoti e laici amici di “don Antonio”. Alcune schede, foto e articoli di giornali completano il testo.

Dopo le presentazioni di Corigliano e Catanzaro, in attesa di presentare il volume sia a Locri che a Matera, sabato 13 ottobre 2018 sarà la Basilica di Sant’Andrea delle Fratte a Roma, retta dai frati Minimi di San Francesco di Paola, ad ospitare la manifestazione.

Dopo il saluto del parroco padre Francesco Trebisonda, interverranno l’editore cosentino Demetrio Guzzardi, il curatore del volume don Gaetano Federico e il presidente emerito della Corte costituzionale Cesare Mirabelli; coordina i lavori la giornalista Rai, Camilla Nata.

 

Ricordando mons. Antonio Ciliberti

di Cesare Mirabelli  presidente emerito della Corte Costituzionale

 

La figura di un vescovo è essenzialmente legata alla Chiesa particolare della quale ha avuto la responsabilità pastorale. Chi ha vissuto in quella comunità ne ha potuto cogliere appieno gli aspetti più significativi della personalità, ha potuto apprezzarne l’azione e ne può offrire diretta testimonianza. Questo vale anche per Mons. Antonio Ciliberti, le cui tracce sono presenti ed il cui ricordo è assai vivo a Locri, a Matera, a Catanzaro, nelle cui diocesi è stato in successione vescovo. Ha operato da buon Pastore, ha guidato con sapienza e animato con dedizione e generosità le comunità che gli sono state affidate, ha svolto un magistero efficace, che ha colto la concretezza dei problemi presenti  nel contesto sociale, inquadrandoli in una dimensione di fede, con coraggio e senza timore personale anche in contesti difficili.  Il suo impegno è stato riconosciuto anche da chi era ai margini, o remoto, da un percorso di fede. Il rilievo e la incisività della sua azione precede l’impegno episcopale. Le tracce significative si trovano nella diocesi di Rossano. Dalla formazione nel locale Seminario, all’impegno nelle parrocchie, nella curia vescovile, nell’insegnamento, nell’animazione di gruppi e associazioni.

Di tutto questo posso solamente ascoltare l’eco e raccogliere racconti occasionalmente ricevuti da chi ne è stato diretto testimone e che trovano anche traccia in questo volume. Tuttavia le occasioni di incontro personale, mi hanno consentito di conoscere alcuni aspetti della sua personalità e della sua dimensione culturale. La devozione mariana mi si è manifestata nel contesto del Santuario dedicato alla Madonna di Porto, in Gimigliano, il mio paese natale. Un punto di riferimento spirituale per la diocesi di Catanzaro e per l’intera Calabria, al quale mons. Ciliberti ha dedicato particolare cura.

Ho inoltre potuto cogliere il suo solido spessore culturale, e trarne frutto, dalla partecipazione a tavole rotonde e convegni dedicati alla Dottrina sociale della Chiesa. Il solido impianto teologico e filosofico, le discipline che avevano caratterizzato la sua formazione sin dagli anni giovanili, gli consentivano di trattare dei problemi sociali con straordinaria chiarezza, facendo percepire i fondamenti della Dottrina sociale della Chiesa ed il concreto sviluppo di quei principi nella realtà, sollecitando approfondimenti e riflessioni e stimolando ad un impegno concreto dei laici per la loro attuazione. Contenuti impegnativi erano resi con semplicità ed un tratto genuinamente affabile, che apriva al colloquio. Quei semi, generosamente e sapientemente sparsi, daranno frutto, non rimanendo chiusi nel solo ricordo di chi li ha ricevuti.

– COMUNICATO STAMPA –

In attesa di conoscere chi sarà il vincitore della V^ edizione del “Festival dei Corti Teatrali”, vento inserito nell’VIII^ edizione del “Calàbbria Teatro Festival”, organizzato dall’Associazione Culturale “Khoreia 2000” sotto la direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli, Sabato 13 ottobre alle ore 21.00 al Teatro Sybaris di Castrovillari, in scena, “banDita”; spettacolo di teatro d’ombre di e con Silvio Gioia.

Una banda di dieci dita, danza nella luce, un gioco di mani che diventano animali e personaggi. L’ombra incontra la luce, l’immagine incontra la musica. Un vero piacere per gli occhi e per le orecchie. Questi princìpi cardine, donano allo spettacolo una grande capacità onirica, poetica ed ironica. Un’occasione per i “bambini di tutte le età” per vivere un’esperienza immaginifica resa con la semplicità del gioco di due mani, un telo ed una lampadina.

Silvio Gioia

Attore, animatore sociale, teatrante. Si occupa di teatro perché “gli piace giocare” e perché esso offre infinite possibilità creative nelle relazioni interpersonali, senza distinzione di razza, sesso, età, condizioni fisiche o psichiche. Partendo dal principio che il teatro raggiunge il suo punto più nobile quando riunisce più persone e permette l’espressione singola e di gruppo, predilige il settore sociale del teatro, per cui si impegna in laboratori e spettacoli presso scuole, enti, ospedali, associazioni e cooperative sociali per bambini, disabili, utenti del CSM-ASL, anziani.

Da non perdere poi , il laboratorio (GRATUITO) di Silvio Gioia, FINO AL 13 DI OTTOBRE. Il laboratorio è aperto a “bambini di tutte le età” e sarà uno spazio in cui
sperimentare ed imparare le tecniche dell’antichissimo teatro delle ombre.
Il percorso prevede uno spettacolo finale frutto della creazione collettiva che si esibirà nella giornata conclusiva del Festival.

L’altro laboratorio è il laboratorio curato da Cristiano Quagliozzi.

All’interno dello spazio del Teatro Vittoria, è stata realizzata un’installazione con cartoni, fogli di giornale, vinavil scotch carta, acrilico bianco creando un ambiente percorribile dalle forme incerte e fantastiche. Durante il laboratorio con i bambini la struttura dell’ambiente sarà colorata con tempere acriliche.

Cristiano Quagliozzi, continua a disegnare anche dopo l’età dell’infanzia, dimostrando per le discipline artistiche un interesse continuo che lo porta ad iscriversi al liceo artistico e in seguito a conseguire con il massimo dei voti il Diploma di Laurea presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma alla Cattedra di Pittura del Maestro Andrea Volo, con indirizzo Storia dell’Arte Contemporanea, presentando una tesi su Giulio Paolini, per investigare i cambiamenti del linguaggio dall’arte moderna all’arte contemporanea con la sapiente guida della relatrice Giovanna dalla Chiesa, docente di storia dell’arte e critica d’arte.

Gradito ritorno,al Calàbbria Teatro Testival, di Francesco Busani, un mentalista di fama nazionale, indagatore dell’occulto e studioso di misteri e della tradizione esoterica. Ci affascinerà con la sua magia,e il suo laboratorio, sabato 13 ottobre dalle 17 alle 19, sempre al Teatro Vittoria,con quelle emozioni, contenuti e cultura, proprie dell’illusionismo.

Domenica, 14 ottobre, a partire dalle ore 10 al Teatro Vittoria, cerimonia degli esiti dei vari laboratori inseriti all’interno dell’VIII edizione del Calàbbria Teatro festival.

La manifestazione è organizzata con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Castrovillari e con il contributo della Regione Calabria (entrato come evento storicizzato), (co evento) del Parco Nazionale del Pollino, della Gas Pollino, della Gestione Pollino Impianti e l’apporto del brand Castrovillari città Festival.

Castrovillari 12 ottobre 2018

Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

Pagina 1 di 182
Tuesday the 16th. Castrovillari in Rete

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.