Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

A nome di tutti noi di CV in Rete, gli auguri a tutti coloro che ci seguono di...

... Buona Pasqua, Pasquetta e Pasquone!

 − COMUNICATO STAMPA −

Esordio vincente per il Saracena Wine Festival che ieri ha inaugurato la prima giornata con la più grande degustazione dedicata al Moscato di Saracena. Un momento «straordinario» - come lo ha definito il direttore artistico dell’evento, Giovanni Gagliardi, che accade in un luogo altrettanto unico per un vino che ha fatto la storia della viticoltura italiana ed è diventato un vero «case history che deve essere occasione di rilancio per Saracena e questo territorio» ha dichiarato Marco Sabellico, il curatore della guida vini del Gambero Rosso, arrivato nel borgo per guidare la degustazione che ha fatto registrare il sold out.

Per la prima volta insieme sette moscati, prodotti dalle aziende a carattere familiare che continuano la tradizione questo vino antico e dal metodo di produzione unico, si sono ritrovati in una degustazione tecnica che ha lasciato il pubblico di appassionati, giornalisti e wine lovers davvero incantati. Maradei, Viola, Calabrese, Pandolfi, Feudo dei Sanseverino, Diana e Laurito hanno presentato al pubblico la diversità delle loro storie aziendali e la qualità dei loro moscati. Un vino «dolce e non dolce, a volte austero, asciutto, profondo, ricco, consistente» come lo ha raccontato Marco Sabellico ha saputo aiutare i produttori di Saracena per «riappropriarsi di una risorsa del territorio» con una «tradizione millenaria! Che è il vero «biglietto da visita per Saracena». Un vero «giacimento culturale e agricolo, un elisir da meditazione – ha continuato il giornalista del Gambero Rosso – che è una vera ricchezza».

Tutto esaurito anche per il secondo appuntamento tecnico: la degustazione di Gae Saccoccio sui vini naturali, pensata ripercorrendo le tracce di Norman Douglas “Old Calabria”. Il Wine philosopher di Naturadellecose.com ha affascinato il pubblico per la sua profonda conoscenza delle bottiglie in degustazione, il tuo taglio culturale all’evento tecnico. «Il potenziale che c’è dietro alcuni vitigni – ha detto – è unico ed ha una storia millenaria». La diversità delle produzioni ed i colori dei vini nel bicchiere «ricordano la paletta di un pittore» e ci dicono che queste esperienze di viticoltura «non sono omologate».

Grande successo anche per la cena gourmet degli chef Antonio Biafora, Emanuele Lecce, Gennaro DI Pace, Nino Rossi del collettivo Cooking Soon insieme a Filomena Palmieri che hanno regalato con i loro piatti un tributo al Moscato di Saracena e alla Podolica Calabrese, due presidi regionali Slow Food.

Grande attenzione del pubblico anche per i banchi d’assaggio che ha visto protagonisti le cantine: Azienda Agricola Cerchiara, Azienda Agricola Dell’Aquila, Azienda Agricola Laurito, Azienda Agricola Pandolfi, Barone G.R. Macrì, Brigante Vigneti & Cantina, Cantine Cundari, Cantine Elisium, Cantine Viola, Casa Comerci, Ciavola Nera, Diana, Feudo dei Sanseverino, Ferrocinto, Fezzigna, Gialdino, Giuseppe Calabrese, iGreco, La Peschiera, Maradei, Statti, Tenuta Celimarro, Tenuta del Conte, Tenute Mirabelli, Terre del Gufo, , Consorzio Cirò e Melissa (con le aziende ‘A Vita, Baroni Capoano, Cantine Enotria, Cataldo Calabretta, Cote de Franze, Francesco Malena, Ippolito 1845, Librandi, Russo e Longo, Scala), il consorzio Terre di Cosenza Dop (con la collettiva delle aziende Colacino, Giraldi & Giraldi, Masseria Falvo, Poderi Marini, Serracavallo, Spadafora 1915, Tenute Paese), la rete dei produttori del Greco di Bianco con Santino Lucà e Tralcò.

Domani il gran finale con Piero Sardo ed i formaggi naturali. 

 

 − COMUNICATO STAMPA −

Prima edizione primaverile dell’Oriolo Cult Festival, una serie di appuntamenti di teatro musica e cinema. La recente selezione dell’Oriolo Cult Festival tra gli eventi storicizzati della Regione Calabria beneficiari di contributo ci consente di destagionalizzare l’offerta culturale anche nel periodo primaverile.

https://www.facebook.com/OrioloCultFestival/

https://www.facebook.com/events/572684336445155/

Il programma si svolgerà nell’ultima settimana di Marzo ed è così articolato:

Sabato 24 marzo 2018
Istituto Comprensivo Oriolo Ore 9.00 / 11.00

Parole e sassi
Laboratorio teatrale per bambini a cura della compagnia teatrale Petra
Parole e sassi
La storia di Antigone in un Racconto-Laboratorio per le nuove generazioni
Con Antonella Iallorenzi e Renata Falcone
Ideazione e drammaturgia Renata Palminiello, Letizia Quintavalla,
Patrizia Romeo, Agnese Scotti, Rosanna Sfragara
Direzione artistica Letizia Quintavalla
La Tragedia Greca raccontata ai Bambini.

L’Antigone di Sofocle è un’antica vicenda di fratelli e sorelle, di lutti e di scelte, di disobbedienza e potere, che diciannove attrici, ognuna nella propria regione, solo con un piccolo patrimonio di sassi, raccontano ai Bambini di 8, 9 e 10 anni, Egregi Uditori riuniti in quelle piccole polis che sono le classi delle scuole d’Italia.

Un progetto femminile di teatro e d’impegno civile, in cui Adulti e Bambini fanno esperienza insieme di quella democrazia greca che ci scorre nelle vene per allenarsi, attraverso le parole di Sofocle vecchie di 2500 anni, a pensare ed immaginare il futuro.

Progetto nato dal collettivo Antigone, un collettivo di attrici italiane sorto nel 2011 che ha lo scopo di portare la tragedia greca ai bambini. Il progetto - vincitore del Premio Eolo per la creatività nel 2013 - dalla sua prima realizzazione ad oggi, è stato visto da più di 13.000 bambini.

https://www.compagniateatralepetra.com/

https://www.youtube.com/watch?v=FI6YgMAv3XE

Sabato 24 marzo 2018
Castello - Oriolo 18.00

Concerto a cura della Liuteria Jonica Corrado del duo Sursum Chords - Musiche di Paganini e Piazzola.

Lunedì 26 marzo 2018
Chiesa Madre San Giorgio Martire - Ore 21.00

CREDO
Direzione artistica e musicale
Mario Tronco
Testi originali di
José Tolentino Mendonça
e testi tratti da
IbnArabi, Giordano Bruno, Giorgio Caproni, ZviKolitz, Fernando Pessoa
Musica di Orchestra di Piazza Vittorio, Gioachino Rossini,
Benjamin Britten, Guillaume de Machaut, canti sufi
Produzione artistica e arrangiamenti di Mario Tronco, Leandro Piccioni, Pino Pecorelli
Scenografia Lino Fiorito
Disegno luci Daniele Davino
Suono Angelo Elle
Assistente di produzione Federica Soranzio
Style supervisor Katia Marcanio

ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO
Houcine Ataa - voce
Viviana Cangiano - voce
Danilo Lopes da Silva - voce
Kyung MiLee - violoncello
Kaw Dialy Madi Sissoko - voce e kora
Pino Pecorelli - bassi ed electronics
Leandro Piccioni - organo, tastiere
Raffaele Schiavo - voce
Ziad Trabelsi - voce, oud, dulcimer e w’tar

Guida all’ascolto
di Marcello Filotei

«Il confronto con le altre religioni del mondo in vista della pace mondiale è addirittura una questione di sopravvivenza». La frase del teologo Hans Küng risale a qualche decennio fa, ma la sua attualità è sotto gli occhi di tutti. Confrontarsi con impostazioni culturali e religiose diverse è diventato ora più che mai una necessità assoluta, e sempre più artisti stanno riflettendo su questo aspetto della convivenza umana. Trovare un significato musicale all’espressione “dialogo interculturale” è quello che si propone Credo, oratorio interreligioso su testi scritti e scelti da José Tolentino Mendonça, con musiche originali dell’Orchestra di Piazza Vittorio, musiche di Gioachino Rossini, di Benjamin Britten, di Guillame de Machaut, ma anche canti sufi e canti religiosi elaborate.

Si tratta di un lavoro per nove interpreti di estrazioni completamente diverse che prevede, tra l’altro, l’utilizzo di strumenti particolari come la kora, un’arpa-liuto diffusa in buona parte dell’Africa occidentale, o l’oud strumento arabo della famiglia dei liuti, accanto a “voci” più familiari come il violoncello, il basso elettrico, o l’organo, punto fermo della produzione sacra occidentale, senza negarsi il gusto di qualche intervento elettronico. Ne scaturisce una preghiera confidenziale, certamente non rituale. Il lavoro, infatti, non fornisce un riferimento specifico a forme codificate come messe od oratori, ma nasce dalla successione di brani basati su dei testi, in buona parte originali di José Tolentino Mendonça, che vengono restituiti dalla musica con estrema libertà stilistica. Per una scelta strutturale si è optato per una forma che non privilegia uno stile rispetto a un altro. Certamente si possono trovare nel Credo riferimenti al background culturale dell’Occidente, ma questi vengono fusi con suggestioni diverse, che provengono da lontano ma vengono guardate da vicino, evitando quel sapore esotico che restituisce sempre una distanza incolmabile.

-- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --

Prima del concerto, a partire dalle ore 19.30 sarà inoltre possibile visitare la Biblioteca Migrante, realizzata all'interno del camper dove i visitatori potranno consultare i testi, prenderli in prestito, un’iniziativa del progetto "Lingua Migrante" finanziato con il FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) realizzato dalla cooperativa CSC (Credito Senza Confini) in partenariato con il Comune di Castrovillari, il Comune di Cassano All'Ionio e il centro studi didattico ambientale Sybaris.

La Biblioteca Migrante viaggerà per la Calabria portando con sé anche una mostra fotografica che rappresenta l'accoglienza e l'integrazione in Italia promuovendo inclusione, intercultura e la non discriminazione.

Martedì 27 marzo
I.p.s.c.t. di Oriolo ore 9.00

Ciak in banco
Rassegna di cortometraggi a tematica sociale a cura di Vincenzo Greco e presentazione del corso di
produzione cinematografica per i ragazzi dell’istituto che si terrà nei mesi successivi.

 − COMUNICATO STAMPA −

Castrovillari. Con leggerezza, condita da un pizzico di ironia, per trascorrere una piacevole e divertente serata, la Compagnia Teatrale Khoreia 2000 porta in scena, presso la propria Sala Teatro, sita a Castrovillari, in via del Pino Loricato,11, lo spettacolo “In Varietà… Costume e Società”. Un potpourri di situazioni al limite del grottesco dove a farla da protagonista è la moderna società, frivola e consumistica.

Angela Micieli, Giovanni Pisani, Nicola Graziadio ed Emanuele Piroli i protagonisti di queste esilaranti pieces teatrali, con la regia di Rosy Parrotta.

Tre gli appuntamenti in cartellone:
Giovedì 8 marzo ore 21:00
Sabato 10 marzo ore 21:00
Domenica 11 marzo ore 19:00
a cui farà seguito un momento conviviale.

Il ricavato sarà interamente devoluto al progetto "Insieme per Viole' - il film".

Il progetto prevede la realizzazione di un docufilm, tratto dal libro Viole’ di Angela Micieli, da distribuire in tutte le scuole d’Italia come mezzo di contrasto alla violenza sulle donne e sui minori e mostrare, nel contempo, l'altra faccia della Calabria, quella pulita, quella operosa, quella che non si arrende, quella che sa farsi comunità, che sa mettersi insieme in un progetto rivolto a tutti i giovani. A tutti i giovani di tutta Italia!

Per info e prenotazioni contattare Giovanni Pisani al 3477037704. Biglietti già disponibili.

Ufficio Stampa Khoreia 2000

 − COMUNICATO STAMPA −

Nei giorni scorsi, a Castrovillari, presso la sede della Fondazione di Comunità “Casa della Misericordia” si sono riuniti i rappresentanti dei Comuni capofila del Distretto n.1 e del Distretto n.4, il sindaco di Castrovillari Avv. Domenico Lo Polito e il vicesindaco e assessore alle politiche sociali di Trebisacce dottoressa Giulia Accattato con il presidente della Fondazione, Mons. Francesco Savino, il direttore della Fondazione, Raffaele Bloise e il membro del Consiglio d’Amministrazione della sessa Antonio Iorfida per un confronto sul progetto di realizzazione di un centro polifunzionale per disabili in via di attuazione a cura della Fondazione di Comunità “Casa della Misericordia” a Castrovillari.

L’incontro, finalizzato ad una partecipazione attiva e all’adesione come soci della fondazione di comunità, ha visto la condivisione di strategie di intervento volte alla definizione di orizzonti operativi. La Fondazione si propone di promuovere la solidarietà sociale, di rispondere alle situazioni di bisogno, di accoglienza, di ascolto, del disagio di fronte al dolore. Con essa si intende attivare processi partecipativi “dal basso” per ri-progettare servizi di welfare e “fare sistema” tra i diversi attori del territorio: disabili, famiglie dei disabili, donatori, investitori, Istituzioni Pubbliche, Enti del Terzo Settore.

La proposta è stata accolta con grande entusiasmo sia dai rappresentanti istituzionali sia da associazioni e famiglie di disabili convenute ad un incontro svoltosi nel pomeriggio presso la Chiesa Sacri Cuori di Castrovillari.

A breve sarà formalizzata l’adesione dei Comuni e delle Associazioni dei distretti dell’area diocesana a soci della Fondazione di Comunità.

[...]

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi
Domenica, 28 Gennaio 2018 16:39

Cosenza. Rassegna “More Music”

 − COMUNICATO STAMPA −

La stagione del more dedicata alla scena contemporanea, ideata e diretta da Scena Verticale in partenariato con Comune di Cosenza, il MiBACT e la Regione Calabria, non solo è un punto di riferimento per la scena teatrale di Cosenza, ma è letteralmente “qualcosa di più”: la compagnia di Castrovillari, da sempre attenta ai nuovi linguaggi degli artisti emergenti, propone un ampio cartellone dedicato non solo al teatro ma anche alla musica con una rassegna dedicata alla nuova scena musicale internazionale.

Tre gli appuntamenti in cartellone per la kermesse curata da Loredana Ciliberto.

Sarà Leelo ad inaugurare il More Music il 31 gennaio alle 21.30 al Palco di Cosenza, in via XXIV Maggio. La Cantautrice residente a Berlino ma originaria di Tartu, Estonia, ha accuratamente ideato uno stile che rende unico ogni singolo brano. Leelo è polistrumentista, con un background musicale classico, e la sua musica è un mix di indie melanconico, folk e rock, con enfasi su testi e melodie vocali.

Il 28 febbraio, sempre al Palco di Cosenza, potrete assistere al concerto/spettacolo "POP (octopus vulgaris)" del duo siculo-catalano de I Fratelli La Strada, mentre il 13 marzo dal Missori arriverà Ian Fisher con l’opening act della berlinese Ida Wenøe.

 

Leelo in concerto
mercoledì 31 gennaio ore 21.30
PALCO – via XXIV Maggio, 49 – Cosenza
*Ingresso libero

 − COMUNICATO STAMPA −

Castrovillari. Nello splendido scenario di Villa Bonifati, nel cuore delle vigne , è stato svelato alla stampa il programma della 60° Edizione del Carnevale di Castrovillari e Festival Internazionale del Folklore in programma dal 3 al 13 febbraio 2018. Oltre cento gli appuntamenti. L’evento è organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con la locale Amministrazione Comunale, la Regione Calabria, il Parco Nazionale del Pollino, la BCC Medio Crati, la Gas Pollino, la Provincia di Cosenza, il MIBACT, la F.I.T.P., lo IOV, l’UNPLI, il Comitato difesa consumatori, sostenuta da numerosi sponsor privati, impreziosita da i brand A.C.T. (Ambiente, Cultura,Turismo) e Castrovillari Città Festival.

Nelle vesti di “RE BURLONE”, l’attore Massimo La Falce, in quelle della Quaresima, Mena Filpo della Compagnia Teatrale “I Pirrupajini” che hanno ricevuto nel salone di Villa Bonifati, un partér d’eccezione per il brindisi inaugurale anche se, il Re Carnevale, dovrà aspettare fino a giovedì grasso per ricevere dalle mani del Sindaco Lo Polito, le chiavi della città per aprire le porte al mascheramento e alla gioia. Tantissimi gli appuntamenti inseriti nel variegato cartellone che spaziano dal folklore, alle maschere, alla cultura, ed ancora mostre fotografiche e pittoriche (con il focus interamente dedicato alla Sicilia) , danza e sport. Al tavolo oltre al presidente e al direttore artistico della Pro Loco, rispettivamente Eugenio Iannelli e Gerardo Bonifati, il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, il presidente del Parco del Pollino, Mimmo Pappaterra, i consiglieri regionali, Gianluca Gallo e Franco Sergio e il presidente della F.I.T.P. Calabria, Marcello Perrone. L’augurio, che tanti possano venire a Castrovillari per godere della manifestazione e per vedere la capacità organizzativa di un evento di tale portata, realizzato nonostante le scarse risorse a disposizione. Noi c’è l’abbiamo messa tutta, abbiamo redatto un programma all’altezza del Carnevale di Castrovillari, così il presidente e il direttore artistico. L’invito è a partecipare da spettatori attivi. I momenti della conferenza stampa sono stati scanditi dalle coreografie dell’Accademia “Cuba Danza” diretta dalla Maestra Vilma Lara De Mar. Coreografia, musica e costumi della M° Rossana Annicchiarico con la collaborazione del M° Giuseppe Piccigallo. Gli allievi si sono esibiti con lo spettacolo “Angeli e Demoni”.

Consegnato nel corso della conferenza stampa il “ Premio Carnevale” XV edizione, premio istituito dalla consulta scientifica della Pro Loco, e assegnato ogni anno a personalità calabresi operanti nel mondo della cultura, politica, arte e economia, che con il loro operato rendono onore e portano alla ribalta della cronaca nazionale ed internazionale, la loro terra di origine. Quest’anno il premio, realizzato al noto orafo Gerardo Sacco, è andato al giornalista castrovillarese, corrispondente Sky Lucio Rizzica con la seguente menzione:

“Tra i talenti più precoci e dinamici della Calabria, ha dimostrato rigorosa professionalità e spiccata capacità giornalistica, comunicando con avvincente proprietà di mezzi espressivi gli eventi dello sport su testate nazionali ed internazionali. Tra le voci più avvolgenti del panorama radiotelevisivo, ha all’attivo numerose pubblicazioni, tutte di grande rigore scientifico; i numerosi premi conferitigli testimoniano un prestigio che si è avvalorato negli anni, da quando speaker radiofonico nella sua città prese il volo per ben più alti lidi, raggiungendo un traguardo davvero considerevole nel mondo giornalistico, in particolare sportivo, in cui continua a spiccare per le sue notevoli doti, umane e professionali”.

L’altro premio è andato all’ Azienda Amarelli di Rossano, ritirato dal dr Fortunato Amarelli, con la seguente menzione:”Per l’esemplare curriculum di Pina Amarelli, indicata come esempio autorevole di realizzazione femminile nel mondo dell’imprenditoria di qualità, vera eccellenza nella governance della secolare azienda familiare, di cui ha diffuso il marchio, l’immagine e lo stile di conduzione in tutto il mondo, associandoli ad una nuova ed esaltante visione della Calabria ed all’intramontabile qualità del “food made in Italy”. La sua passione, cultura e rispetto della tradizione le hanno consentito di associare artigianalità e tecnologia, antichi saperi e nuove forme di comunicazione, compresa quella della valorizzazione museale, vero e proprio monumento di storia e memoria da tramandare. Inoltre, il Premio viene conferito all’amministratore delegato dell’azienda, Fortunato Amarelli, che ha fatto dello storico palazzo di famiglia sede privilegiata e fulcro della sua rinomata attività, cogliendo così il senso più profondo del lavoro dei suoi antenati ed adattandolo con fine competenza manageriale al nuovo spirito dei tempi, qualificandosi così come vero e proprio “genius loci”, simbolo della Calabria migliore”.

Le motivazioni sono state lette dalla professoressa Minella Bloise, della Consulta Scientifica della Pro Loco cittadina e vice presidente dell’Accademia Pollineana.

La conferenza stampa, è stata vivacizzata dai colori delle maschere degli Istituti Superiori che ogni anno impreziosiscono la manifestazione e dalla maschera di “Organtino” da cui trae origini molto probabilmente il carnevale di Castrovillari quando nella prima metà del '600 venne diffusa la sua storia attraverso la farsa dialettale di Cesare Quintana, proprio in occasione dei "riti&" carnascialeschi, farsa rappresentata presso il Comune di Castrovillari nel febbraio del 1635. Maschera che rappresenta questa edizione e che è stata realizzata in cartapesta dai professori Mimmo Martire e Maura Bianchini.

Una manifestazione, il Carnevale di Castrovillari, la più longeva del Meridione d’Italia. 60 anni senza interruzioni. Riconosciuto dal Touring Club tra i “Carnevali più belli d’Italia” e dallo scorso anno inserito dal Mibact tra i grandi carnevali storici e di prestigio come Viareggio, Venezia, Putignano, Sciacca, Cento etc. 60 edizioni rappresentano una continuità, ma il traguardo più importante, sicuramente, è la massiccia partecipazione di turisti, ogni anno sempre più numerosi, provenienti da Campania, Puglia e Basilicata. Un Carnevale che con la sua storia mette in luce il valore e l'importanza delle tradizioni popolari come forma di alta cultura. 

Castrovillari 26 gennaio 2018

UFFICIO STAMPA
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

Sabato, 27 Gennaio 2018 16:30

Lustro!

Cos’è un lustro? È certamente, come sostantivo, un “periodo di cinque anni”, e, propriamente, presso gli antichi romani, il sacrificio espiatorio che i censori offrivano agli dei ogni cinque anni, allatto di uscire di carica. Ma il solerte dizionario del più famoso e diffuso motore di ricerca propone un altro lemma, con valenza sia daggettivo che di sostantivo, che, nei suoi plurimi significati, indica, come aggettivo, appunto, ciò che rivela un evidente stato di benessere fisico; florido, colorito, ovvero lucido, lucente, splendente, luccicante (talvolta con un senso di scrupolosa accuratezza); ma, come sostantivo, aspetto superficiale terso e lucente, specialmente quando viene conferito artificialmente; brillantezza, lucentezza, ovvero sostanza atta a conferire lucentezza a una superficie; lucido; quindi vivida luce, bagliore, luccichio; come pure zona luminosa di luce riflessa; infine onore, fama, gloria, prestigio, ovvero la persona o la cosa che costituisce motivo di vanto.

Lungi dal voler essere questarticolo un momento dedicato alla lingua italiana, esso era nato colla precipua intenzione di diffondere, semplicemente, a tutti i nostri lettori, la notizia che la nostra attività aveva avuto inizio esattamente 5 anni fa. Era, infatti, il 27 gennaio 2013, ed era, come oggi, il giorno della memoria liturgica di san Giuliano di LE MANS, vescovo, festa patronale della nostra città, ed erano le 16:22 (TMU), (quasi) come ora, e, come ogni anno, ci pregiamo di rivolgerci a essi, per ricordarglielo (e ricordarcelo!). Ma nella ricerca del significato ufficiale di tale termine, ci siamo imbattuti in un altro, scritto e pronunciato uguale, ma di valenza differente, che ci ha attratto particolarmente. I suoi significati, infatti, sono del tutto auspicabili che vengano a essere associati proprio alla nostra lustrale attività. Ovvero, è nostra ferma speranza che il nostro quinquennale impegno possa essere degno di tutte quelle caratteristiche positive che sopra sono state trascritte, senza, per questo, ritenere chesso s’esaurisca qui, ma, anzi, samplifichi sempre più, come sè amplificato sempre più nel corso di questi, seppur pochi, anni, i quali, però, non possono che denotare come, una scommessa, nata (quasi) per gioco e cresciuta (certamente) per affezione e con dedizione (come già dicemmo qualche anno fa nella medesima circostanza), continui a essere un impegno pressoché quotidiano, che ha come missione quella di servire tutti, senza, per questo, essere servi di nessuno!

Non possiamo sapere quanti ci leggono, al limite possiamo vedere quante volte un singolo articolo sia stato visionato. Possiamo, di sicuro, sapere, però quanti sono iscritti all’omonimo gruppo FB <https://www.facebook.com/groups/518495101505692/> (ad ora 4463, ma in continua crescita), dove (ma anche in altri gruppi!) ci preoccupiamo di postare i nostri servizi, per renderli più veicolati e veicolabili, grazie alla piattaforma sociale più diffusa, che dà, così, maggiore visibilità a ciò di cui cinteressiamo, dove, per altro, alcuni nostri lettori si preoccupano, con solerzia encomiabile, di condividere quanto proponiamo, perché altri ancora, grazie alla loro azione, ne vengano a conoscenza. E non solo, poiché sullo stesso, non ci limitiamo esclusivamente alla pubblicazione darticoli, vantando anche unindefessa attività di riprese video che, sin dai primordi, ha caratterizzato la nostra opera, tendente, non solo, a diffondere le informazioni riguardanti la nostra cittadina, ma di testimoniarne gli eventi che in tale realtà hanno a esserci.

E se sin dai primordi avevamo concepito il nostro spazio per “informazione e approfondimento sulla città e il suo comprensorio, curiosità e varia umanità”, non restringendo miopicamente lorizzonte alla sola CV, il nostro esercizio “visivo” ci ha sempre più spinti a “vedere” oltre, sconfinando di sicuro nella vicina regione a cui siamo contigui, convinti, come siamo, che la realtà del Pollino sia una e non divisa (o divisibile) da confini provinciali o regionali che siano, che, al limite, sono amministrativamente, spesso, un inconveniente, ma, non certo, socialmente, essendo le persone uguali (e con un retroterra culturale simile) a dispetto di confini che a volte sono solo “convenzioni d'incapaci”, visto che gli stessi, più che luoghi di divisione, sono, spesso, luoghi d’incontro... Ed è questo il motivo per cui, qualche volta ci “vediamo” (sempre per usare la medesima metafora visiva!) piacevolmente costretti a riportare quanto avviene anche in altre realtà, non solo di regioni differenti, ma, addirittura, oltre, tanto da valicare anche i confini nazionali, ma, sempre, per riportare manifestazioni, eventi e quantaltro sia relativo a gente che ci rende orgogliosi dessere loro conterranei.

Cos’altro aggiungere oltre? L’appuntamento è per l'anno prossimo, nel medesimo giorno, quando, cioè, si celebrerà il 1640.o anniversario della morte di san Giuliano di LE MANS, vescovo (per certi versi anche nostro patrono, oltre che come castrovillaresi), il 20.o Giorno della Memoria per l’Italia e 15.o per il mondo intero, il 6.o nostro genetliaco; e, a tutti voi, che, leggendoci, ci mostrate di volerci un po di bene, oltre all’invito a continuarci a seguire e gli auspici (riservati ai castrovillaresi) per una bella giornata di festa, giungano, sentite, le nostre...

... GRAZIE!!!

 − COMUNICATO STAMPA −

Castrovillari. RE GIANGURGOLO E LE ARANCE D’ORO ” il secondo appuntamento della Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari, organizzata in collaborazione con la Sinfony&amp;Sinfony per la direzione artistica di Benedetto Castriota, è stato annullato per impossibilità di due attori ad essere presenti causa motivi di salute. Pertanto il suddetto spettacolo è stato rinviato a data da destinarsi.

Castrovillari 26 gennaio 2018

Ufficio Stampa

Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

Mercoledì, 24 gennaio 2018, in occasione della memoria liturgica di san Francesco di SALES, patrono dei giornalisti e di “tutti quei cattolici che, con la pubblicazione o di giornali o di altri scritti illustrano, promuovono e difendono la cristiana dottrina” (Pio XI, Rerum Omnium Perturbationem), alle ore 10:00, presso il seminario diocesano “Giovanni Paolo I”, di CASSANO ALL'IONIO, come di consueto l'ordinario diocesano, mons. Francesco SAVINO, ha incontrato i giornalisti e gli operatori della comunicazione del territorio diocesano. Riportiamo di seguito le parole del presule

Per un giornalismo 
di Pace

 

Cari amici e fratelli giornalisti,

 

saluto tutti e ognuno di voi con viva cordialità e vi ringrazio per aver accolto l’invito a questo incontro in occasione della festa liturgica del vostro patrono, san Francesco di Sales. Vuole essere un momento di comune riflessione e di comune assunzione di responsabilità per una missione, quella di informare, resa tanto più difficile e perciò tanto più necessaria dal tempo così impetuosamente nuovo che viviamo.

Come sapete, Papa Francesco quest’anno ha scelto per la 52° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali il tema “La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Notizie false e giornalismo di pace”, per ribadire l’urgenza di sollecitare una riflessione ampia e articolata sull’inquietante fenomeno, di interesse collettivo, delle fake news, le informazioni fondate su fatti inesistenti, distorti e manipolati.

L’invito di Papa Francesco non è certamente rivolto a incentivare una informazione buonista, ma ad un impegno a spezzare una spirale,  che, soprattutto sui social media, si alimenta di emozioni negative come la paura, il disprezzo e la rabbia, innescate dalla spettacolarizzazione dei drammi del mondo globale, penso, innanzitutto alla tragedia dell’immigrazione.

Quando infatti papa Francesco parla di “cultura dell’incontro” e di spezzare la “spirale della paura” come non pensare, ad esempio, alla diffusione di tutti gli stereotipi negativi nei confronti dei migranti e dei rifugiati, dei forestieri e dei poveri? E allo stesso tempo, come non pensare alle semplificazioni estreme, ai giudizi affrettati?

LE INSIDIE E GLI INGANNI DEL WEB

Oggi si tende a credere che una società più informatizzata sia, per ciò stesso, una società più informata. Su Internet, lungo le nuove, prodigiose autostrade elettroniche, tra insidie e sicurezze, il futuro, anzi già il presente, sta giocando la sua partita più grande e non un “sapere”, ma un indistinto “rumore universale”, un sensazionalismo che banalizza tutto pur di essere rumoroso e visibile, rischia di omologare il nostro destino.

Il grande mutamento può svolgersi sotto il segno di una libertà creatrice di straordinarie opportunità, capaci di produrre un generale arricchimento di conoscenza. Ma possono farsi strada, anzi già invadono la nostra vita, forme di controllo e di concentrazione, violazioni dei valori convenuti, con perdite, anche gravi, di remore morali, attentati alla privatezza, denunce incontrollate, notizie strumentali, volte a creare condizioni di pericolo personale e sociale.

Ne nasce l'abitudine alle costruzioni infondate, alle sistemazioni approssimative, alle suggestioni fuorvianti, che invadono molti aspetti pubblici e privati dell'esistenza. Che cosa ci scambiamo che corrisponda davvero alle nostre esigenze interiori - in un mondo nel quale tutto sembra votarsi al criterio dell’utile, del pratico, del conveniente - con quel miliardo di parole che l’umanità pronuncia nell’arco di un minuto? 

Ecco perché oggi al giornalismo e in genere alla comunicazione spetta il compito di fare chiarezza su tutto quanto, per suo merito e demerito, ci coinvolge, ci inquieta e, anziché unirci, potrebbe dividerci. Compito fondamentale del giornalista resta difendere ciò che è umano e denunciare tutto quello che è contro l’uomo e la sua dignità.

GIORNALISMO DI PACE

Ma oltre a chiedervi di impegnarvi  a fermare l’odiosa spirale delle fake news, papa Francesco invita voi operatori dell’informazione ad essere operatori di pace.  Don Tonino Bello, di cui ad aprile faremo memoria del 25° anniversario del transito al Cielo, diceva che la pace ha molti nomi, molti “consanguinei” nel dizionario delle parole. Il primo nome della pace è giustizia.

Ecco allora che il giornalista onesto, che racconta con rigore e professionalità la sua comunità, la sua regione, la sua terra è un operatore di giustizia. In questi tempi l’invadenza del web rischia di isolare anche i cronisti della stampa locale dal proprio territorio, dai destinatari primi del vostro servizio di informazione: le persone, gli uomini e le donne del nostro tempo.

Soprattutto quelle meno abilitate a solcare il palcoscenico mediatico, le categorie più marginali, gli “scartati”. Che non solo non hanno voce per gridare amare verità ai sordi detentori del potere, ma non hanno spesso neppure la capacità di orientarsi, di leggere con senso critico la realtà e rischiano nuove forme di emarginazione nel villaggio globale della liquidità.

E’ per essere servitori della vostra terra, della vostra gente che voi avete il compito di decifrare la realtà. Questo richiede un supplemento d’amore prima che di formazione e di professionalità. Vi è richiesto un di più di responsabilità personale, l’umile e paziente fedeltà al servizio, una lotta quotidiana contro ogni forma di menzogna e di manipolazione a cui il lavoro quotidiano del giornalista è sempre esposto.

E’ la capacità di educarci e di educare a distinguere, a chiamare per nome le cose, a superare narrazioni stereotipate che impediscono di avvicinarsi alla realtà, d’incontrare e fare incontrare gli altri: la capacità di praticare un’informazione che non alzi muri ma costruisca ponti. 

E’ questo il vostro modo di vivere quello che con bella espressione viene definito il giornalismo di prossimità. Ogni giorno, davanti ad ogni umana avventura che vi appestate a descrivere, sarebbe bello che ognuno di voi si ponesse lo stesso interrogativo: Chi è il mio prossimo? Chi è il vostro, il nostro prossimo in un mondo globalizzato. Globalizziamo l’apertura, la solidarietà, l’accoglienza non globalizziamo l’indifferenza come ammonì papa Francesco a Lampedusa.

Ecco perché serve un’informazione fatta da giornalisti competenti e buoni, radicati sul territorio,  capaci di rivolgersi alla propria gente, con notizie che aiutino a riconoscersi come comunità nella vita quotidiana, nella realtà che la gente vive, ascoltando la mente e il cuore, ma cercando di non assecondare la pancia, con una comunicazione che chiama alla relazione e costruisce il bene comune.

Il vero giornalismo resta dunque un servizio all’uomo e quella del giornalista – se è lecito parafrasare l’apostolo Paolo: 1, Corinti 9,20-22 – è la vocazione che lo porta a farsi “tutto a tutti” .

Il giornalista riveste un ruolo di grande importanza e al tempo stesso di grande responsabilità. In qualche modo – come ha detto papa Francesco – voi scrivete la “prima bozza della storia”, costruendo l’agenda delle notizie e introducendo le persone all’interpretazione degli eventi.

Ecco perché la vostra vocazione e la vostra responsabilità devono misurarsi ogni giorno con l’esercizio di quattro  virtù chiamate a scongiurare quattro rischi che sempre incombono su chi fa informazione. 

La prima virtù sta nella capacità, almeno sul piano del metodo, di superare ogni catalogazione discriminante e di ogni riduzione dell’uomo alle categorie dell’utile, dell’erotico, del deviante, del mostro, del malvivente.

La seconda è la negazione della categoria del nemico: impegnato a cercare l’uomo, il giornalista non dovrebbe mai giudicare per schieramento politico o ideologico o culturale. 

La terza è la sospensione del giudizio e l’atteggiamento di attesa, che implica rispetto radicale per il mistero personale, fiducia, comune speranza nel comune destino.

La quarta è la scelta di campo a favore del più debole, penso alla spettacolarizzazione del dolore, alla rappresentazione stereotipata dei migranti, al disprezzo della vita, al non rispetto per i più deboli come i bambini.

Il giornalista resta sempre aperto alla novità storica, alla modificabilità dell’umano, alla possibile conversione di ognuno, ai cieli nuovi e alla terra nuova. In questo senso mi permetto di  sottolineare che, ad una professione che ha e deve continuare ad avere nella laicità e dell’autonomia due valori cardine, la vocazione cristiana possa fornire, come in ogni altra professione legata alla comunicazione un arricchimento decisivo, nel senso della sollecitazione a cogliere la pienezza dell’umano o quel tanto di umano che si trova in ogni persona. 

La vocazione cristiana implica, per il giornalista, la chiamata – come ho già detto – a “farsi prossimo” rispetto a ogni uomo o donna di cui debba occuparsi nell’esercizio della professione. In particolare implica un preciso richiamo a rispettare il mistero dell’uomo, che i media commerciali tendono a violare e a negare.

Il ”farsi prossimo” del giornalista è potenzialmente aperto a tutta l’umanità. Ciò si può dire di ogni cristiano che incontri sulla propria strada un qualsiasi estraneo in situazione di bisogno. Ma vale due volte per il giornalista, perché è proprio della sua professione che venga chiamato a occuparsi di ogni vicenda che gli sia assegnata, senza che vi sia stato alcun incontro personale.

Nella modalità di farsi prossimo del giornalista c’è un aspetto potenzialmente più esigente, rispetto a quella che potrebbe proporsi nel normale incontro con il bisognoso. Posso prendermi cura del bisognoso a me estraneo rispondendo alla sua necessità materiale, come avviene appunto nella parabola evangelica da parte del samaritano. 

Ma nel caso del giornalista non è chiesto e non basta il soccorso materiale: egli dovrebbe trovare il modo di farsi prossimo dell’uomo e della donna di cui racconta la storia avvicinandoglisi sul piano conoscitivo, della comprensione umana e della comunicazione. Deve tendere a mettersi – almeno per un’ora, o un giorno – anche dal punto di vista del terrorista che intervista, dell’omicida di cui racconta l’esecuzione.

Concludo con le parole che l’allora arcivescovo di Milano, monsignor Giovanni Battista Montini, rivolse ai giornalisti il 31 gennaio 1955, dopo pochi giorni dal suo ingresso in città, durante la Messa in occasione della festa di San Francesco di Sales celebrata a mezzanotte nella tipografia del quotidiano “L’Italia”.  

“Cerchiamo – disse il futuro Paolo VI – di dare alla professione, non già una semplice caratteristica direi tecnica, puramente improntata alla fretta, alla genialità, alla curiosità, alla attualità, ma siamo dei finalisti, cioè della gente che pensa dove arrivano le parole, che effetto hanno, che cosa producono. E allora il messaggio di San Francesco di Sales non sarà inutile a noi. Egli insegna che bisogna avere soprattutto la carità della verità. Bisogna amare quelli a cui si rivolge la parola; amare nel dono, nell’offerta di qualcosa di vero; vero perché  si è sentito e perché si è studiato”.

Auguri allora, cari amici giornalisti, di carità e verità. 
     Grazie. 


Cassano all’Jonio, 24 Gennaio 2018

memoria di San Francesco di Sales

Vostro

   don Francesco Savino

Nell'associarci alle parole del nostro pastore, rivolgiamo i nostri auguri di buon lavoro a tutti coloro che, come noi, s'impegnano, a vario titolo, nel mondo dell'informazione, per un servizio alla società fatto di dedizione alla stessa, coll'augurio di non venir mai meno a quel dettato che ci vuole liberi solo se siamo veritieri, consapevoli, come diceva Antonio GRAMSCI, che “la verità è sempre rivoluzionaria”!

Pagina 1 di 171
Tuesday the 19th. Castrovillari in Rete

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.