Cultura

Cultura (534)

Domenica, 21 Aprile 2013 10:12

(Dies) Natalis Romæ

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Sulla data ufficiale d'inizio della storia d'Italia gli studiosi non sono concordi: c'è chi sostiene che coincida con quella odierna, colla data che nel 753 a.C. vedeva, secondo una leggenda riportata anche dall'erudito Marco Terenzio VARRONE, la fondazione, da parte di Romolo (& Remo), dell'Urbe immortale, della Città eterna, tanto da farvi derivare la cronologia romana, definita infatti colla locuzione ab Urbe condita; c'è chi punta, invece, sul 4 settembre del 476 d.C. (MCCXXIX a.U.c), quando, cioè, colla deposizione dell'imperatore Romolo Augustolo, ultimo sovrano dell'Impero d'Occidente, il crollo di questa entità, porta l'Italia a non essere identificata più coll'Impero, ma con un regno (o più regni) indipendente, e con un nuovo sovrano, il re degli Eruli & dei Romani (ovvero d'Italia!) Odoacre.

Noi propendiamo per quest'ultima tesi, poiché, se l'Italia è e deve essere degli Italiani, ROMA è e deve essere anche dell'Umanità intera, per la Storia, la religione, il diritto, la lingua, l'ingegneria, l'arte, la bellicistica, &c.
 
E proprio per questo motivo, e non in contrasto ad esso, che avendo la ventura di averla come capitale del nostro Stato, avremmo l'obbligo di festeggiare questa data, senza darle significati politici ulteriori e superando le remore che ostano a questa scelta dovuta all'unica città divinizzata.
 
Auguri, alla Città (& al Mondo), per i suoi 2766 anni!
 
Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Continua con successo la XIV Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari. Sabato 20 aprile alle 21,00 nuovo appuntamento al Teatro Sybaris con “Castrovillari Millenaria” a cura dell’associazione culturale “Un Sorriso per la città”. Scritto da Francesco ed Emanuela Ortale è il primo lavoro teatrale di quest’associazione che si affaccia nella già vivace piazza culturale ed artistica della città del Pollino. Lo spettacolo mette in scena lo spaccato di una famiglia (tipo) di Castrovillari, spiata nel suo vivere quotidiano, alle prese con questioni che agitano e tramano la nostra attualità civile. Formata dal capofamiglia - che fa non poca fatica ad accettare certi fenomeni sociali, sempre più urgenti; da sua moglie, sospinta dal suo proprio temperamento e dall'amor materno a farsi carico di accomodare i problemi che agitano la famiglia, e indorarli, per quanto le riesca, agli occhi del marito. Poi c’è Alberto, il nonno, padre di Antonio, che è, dal canto suo, angustiato dalle difficoltà legate all'età piuttosto avanzata; Giovannino, il primogenito, giovane di buona istruzione, ma piuttosto disinvolto nel tenore di vita che conduce; Cecilia, volubile e capricciosa e Luca, il più piccolo, sveglio e dispettoso, che briga sempre di giocare qualche tiro mancino agli altri due. Prenderanno parte alla vicenda tanti altri personaggi bizzarri e coloriti, che non mancheranno di trascinare il tranquillo Antonio, e la sua famiglia, in una serie di situazioni esilaranti per il pubblico, non certo per lui. Realizzato in collaborazione con l'Associazione "El Chiquito" di Castrovillari, “Castrovillari Millenaria” è diretto da Emanuela Ortale e Roberto Rotondaro. Sul palcoscenico del Teatro Sybaris ci saranno Francesco Ortale, Rossana Russo, Piero Porto, Emanuela Ortale, Luca Oliva, Roberto Rotondaro, Lorenzo Fasanella, Ilaria Oliva, Martina Rotondaro, Giampaolo Favale e Nicola Andriello.

#Neoeroina  dell’associazione culturale Zahir, è il quarto appuntamento in cartellone della XIV Stagione teatrale comunale di Castrovillari.  Fortemente voluta dal sindaco Lo Polito e da tutta l’amministrazione comunale la kermesse, che si svolgerà al Teatro Sybaris fino al 18 maggio, è legata  a tematiche sociali e di particolare attualità, contaminazioni, nuovi linguaggi e opere della tradizione del teatro. #Neoeroina , in scena giovedì 18 aprile alle 21,00, è scritto  e diretto da Ernesto Orrico, che si è avvalso della collaborazione alla drammaturgia di  Vincenza  Costantino. Sulla scena Maria Marino, da voce e corpo ad una crudele e dolcissima ballata pop, offrendosi con disincanto e ambizione, agli occhi degli altri senza temerne il giudizio. È il ritratto, senza pietà e senza moralismi, di una condizione  –  quella femminile – che non vuole più, mai più, essere una “condizione” ma una realtà, fatta di un corpo, di azioni e di pensieri. Come una polifonia schizoide e paradossale concepita per un’unica voce fisica. Voce e corpo di donna, uniche certezze. Corpo idiosincratico, effimero, che cede di fronte alla corporeità immensamente più duttile della voce. Urlo del cuore, urlo dell’anima, specchio rotto di attrice che moltiplica i personaggi verso l’infinito del fuori palco. Voce di donna che ha smesso di interpretare il corpo che la ospita – ospite indigesto -, che si sforza o s’illude di raccontare le storie che la vivono, la abitano, la consumano. Fotografie sfocate di immagini che non sono più. Ritratto di donna/strega, di donna/animale, di donna/sciamano... L’elenco potrebbe continuare a lungo, l’essere femminile incantarsi in un suffisso reiterato fino alla perdita di significato. Ma è proprio da questa perdita che lo spettacolo nasce, con lo smarrimento del personaggio si avvia la scoperta dell’identità della donna, anzi di “una” donna. Giovane nel senso che sa di appartenere ad un tempo già passato, bella con la nostalgia di esserlo stata molto, intelligente con la consapevolezza che la battaglia con la propria mente sia più difficile di quella ingaggiata con il proprio corpo, colta con la tristezza di non poter pienamente godere dell’arte, della musica, della poesia. Non è più tempo di sacrifici, né di giudizi. Sfogo ritmato di una Antigone del terzo millennio, ormai svanita la compassione, sottratto il corpo fraterno, deflagrate in fuochi d’artificio la polis e le sue mura.

L’autore Ernesto Orrico (Cosenza, 1973), attore, autore e regista, laureato al Dams dell’Università della Calabria. Dal 1998 al 2001, ha fatto parte di Teatro Rossosimona. Ha lavorato con Scena Verticale e Centro RAT - Teatro dell’Acquario. Dal 2003 collabora con il Teatro della Ginestra, per il quale ha firmato le regie degli spettacoli: Ronaldo il pagliaccio del McDonalds, Hamlet Cuts, Jennu brigannu e I sette contro Tebe. Ha curato il libro “Nuovo Teatro Calabria” ( La nuvole 2008), ha scritto il testo teatrale “‘A Calabria è morta” (Round Robin 2009) e la raccolta di poesie “Appunti per spettacoli che non si faranno” (Coessenza 2012).

L’attrice Maria Marino (Reggio Calabria, 1978). Inizia il suo percorso artistico nel 2001, debuttando nella finale del premio “Scenario”con la compagnia teatrale Rossosimona (CS) che quell’anno risulta tra i vincitori. Collabora in seguito con la compagnia Libero Teatro diretta da Max Mazzotta.  È tra i protagonisti degli spettacoli diretti da Lindo Nudo: La verità vive e Mia Martini. Una donna, una storia. Nel 2011 ha ricevuto una menzione speciale come “miglior attrice” al Premio di Teatro Civile “A. Landieri” per Lo stipo di Antonello Antonante. È una delle protagoniste di La brocca rotta a Ferramonti di Francesco Suriano.

L’associazione culturale Zahir nasce a Cosenza nel 2005 su iniziativa di un gruppo di laureati dell’Università della Calabria. Dopo esperienze formative e lavorative in diverse regioni d’Italia, i fondatori iniziano un dialogo con il territorio guardando all’Università non solo come luogo di formazione scientifica, ma anche come interlocutore ideale per lo sviluppo di progetti culturali. Opera sul territorio con attività di laboratorio nelle scuole e in realtà di disagio ed emarginazione, avvalendosi della collaborazione di operatori culturali qualificati e di artisti nazionali ed internazionali.

                                                                             Domenico Donato, Laura Capalbi

                                        per l’Ufficio Stampa

della XIV Stagione TeatraleComunale

Mercoledì, 17 Aprile 2013 08:34

Buon Natale!

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È ormai da chiunque risaputo che la data precisa del Natale sembra non coincidere affatto, né per giorno, né per mese, né per anno, con quella che siamo soliti celebrare, e cioè quel 25 dicembre dell'anno 753 dalla fondazione di ROMA, anno che il monaco Dionigi (o Dionisio) il Piccolo aveva posto come quello iniziale dell'era volgare.
 
Se già sull'anno vi sono problemi difficilmente sormontabili, per il mese e addirittura per il giorno l'impresa da ardua diventa pressoché impossibile.
 
Molti studiosi hanno tentato di dare una risposta definitiva ad una delle domande più care alla storiografia di tutti i tempi: quando è nato veramente Gesù?
 
Tutti sanno che la festa attuale si sovrappose, per sostituirla del tutto (come tante altre feste cristiane!) a una festa romana precedente, di stampo pagano: il dies natalis Solis Invicti; e chi, se non il Cristo, il Novello Sole di Giustizia, poteva essere celebrato in questo giorno, che vedeva già la nascita di un Sole Invitto, che altri non era, nel mondo romano, se non quel dio indo-persiano, di nome Mitra e appellato il Salvatore che, nato da vergine, aveva avuto 12 discepoli, era morto a 33 anni ed era risorto dopo tre giorni per donare, coi culti misterici con cui era adorato, la speranza di una vita nuova ai suoi seguaci? Questo culto (mitraismo), infatti, fu il più concorrenziale al cristianesimo, arrivando a fondervisi sincreticamente. Per altro, questa data (o comunque questo periodo dell’anno, ovvero quello del solstizio d'inverno, quando il sole, cioè, sembra riprendere il vigore che aveva gradatamente perso) è associata in modo sorprendente (ma poi non tanto, se si pensa che molti dei sono identificati, in tutte le religioni, al sole, che non vinto da niente, neanche dalla morte, è fonte di speranza di vita!) alla nascita di svariate divinità, e non solo in contesti geografici che avevano contiguità & continuità col mondo giudaico.
 
Giusto a mo' di esempio si citi il dio accadico-sumerico Sama/Utu; il dio posteriore babilonese (anch'egli accadico-sumero) Dumuzi/Tammuzi; il dio siriano Adone (per il quale William WILLIAMSON [pseudonimo di W. SCOTT-ELLIOT], nella Legge suprema: Studio sulle origini delle religioni e sulla loro unità fondamentale, scrive: «... alcuni dei primi Padri della Chiesa Cristiana asseriscono che la grotta di BETLEMME, in cui si celebravano i misteri di Adone, fosse quella in cui era nato Gesù»); il dio egizio Oro (rappresentato in braccio alla madre, la dea Isi[de]); il dio egizio Osiri(de) (padre del precedente, e anch'egli morto & risorto); il dio greco-romano Dioniso/Bacco; il dio norreno Freyr (che vuol dire Signore!); il dio maya Bacab (che si riteneva messo al mondo da una vergine di nome Chiribirias); il dio maya Kukulkán; il dio quiché Gukumatz (identificato col precedente); il dio azteco Quetzalcoatl (anch'egli, a sua volta, identificato coi precedenti); il dio azteco(Huitzil)opochtli; il dio inca (Con Tiqui) Viracocha (anch'egli appellato tra l'altro Signore, e per il quale c'è da precisare che la festa della sua nascita era celebrata sempre in occasione del solstizio d'inverno, ma che essendo nell'emisfero australe, e non, come per le popolazioni relate alle divinità precedenti, in quello boreale, ciò avveniva il 24 giugno, che per il cristianesimo rappresenta il giorno della celebrazione della nascita del profeta S. Giovanni Battista, precursore del Signore & Salvatore!).
 
Per altro, anche la data della morte del Cristo (e quindi della sua resurrezione!) sono state sottoposte ad un'attenta analisi da parte degli studiosi: di ciò ci riserviamo di farne oggetto di nostro interessamento in altra occasione.
 
In seguito a un accurato studio effettuato sui Sacri testi e comparato coll'osservazione di eventi astronomici pregressi (comete, supernovae, congiunzioni astrali, &c.), associabili al fenomeno astronomico noto come Stella di BETLEMME (e impropriamente definito Stella Cometa), grazie all'ausilio di strumentazioni informatiche, uno studioso, l'astrofisico Michael R. MOLNAR, dopo innumerevoli ipotesi precedentemente formulate da svariati & variegati studiosi, tutte interessanti ed egualmente suggestive quanto valide, sembra che sia addivenuto alla conclusione che la data più probabile dell'evento che avrebbe trasformato la Storia, al punto da identificarne un prima e un dopo, sarebbe il giorno 17 del mese di aprile dell'anno 6 avanti Cristo!
 
Come egli stesso nel suo libro La Stella di BETLEMME: L'eredità dei Magi (1999) riporta, tutto è iniziato, nel più puro stile “'Indiana' JONES”, da una moneta romana di ANTIOCHIA, in cui è mostrato l'ariete Ram, simbolo del popolo ebraico e simbolo della costellazione omonima, e dove sono indicati dei fenomeni celesti compatibili col racconto neotestamentario dell'evangelista & apostolo S. Matteo. L'ulteriore conferma alla sua ipotesi la ebbe nell'apprendere che le condizioni astronomiche di quel giorno erano state ritenute, da Giulio Firmico MATERNO, un retore & astrologo romano, annuncianti la nascita, sotto il segno degli Israeliti, di un essere immortale, divino & onnipotente.
 
Ecco perché oggi ci pregiamo di rivolgervi il nostro augurio, consci, come siamo, di commemorarlo da ormai 2019 anni!
 

“Con la personale di Rosa Alba Galeandro, il Castello Aragonese di Castrovillari, dal 30 aprile al 7 maggio, sarà una delle tappe importanti della Maratona d'Arte per Telethon, inaugurata il 12 dicembre 2012 all' interno del Premio internazionale Arte&Stile, durante il quale artisti e fashion stylist italiani e stranieri hanno esposto i loro capolavori per aiutare la ricerca sulle malattie genetiche rare.”

La mostra, che verrà inaugurata il 30 aprile alle ore 19, alla presenza anche di autorità della provincia di Cosenza e della regione Calabria, vedrà la partecipazione  al “taglio del nastro”, del Critico, Angela Aquilini, titolare di Forum&Gallery, nonché ideatrice ed organizzatrice della Maratona d’arte per Telethon.

Lo hanno reso noto gli organizzazzatori dell’iniziativa “ alla quale – affermano il Sindaco, Domenico Lo Polito, il Vice Sindaco ed Assessore al Welfare , Carlo Sangineti, ed il consigliere Lucio Rende con delega alla Cultura-  la città, come è suo costume, risponderà per quanto possibile e nel migliore dei modi, ribadendo il suo impegno per la solidarietà e la ricerca, a tutela della salute e dignità umana per cui oggi, sempre più, c’è bisogno di condivisione e coraggio, i quali non possono che muoversi dalla coscienza del valore della persona, di ogni persona, bisognosa di assistenza ai migliori livelli tecnici, con la ricerca, e che scaturiscono  da una cultura di valorizzazione di ogni persona e sostegno delle opere  nate in ambito sociale  che già svolgono un reale servizio ed hanno bisogno di questi sostegni e condivisioni.”

Tra i partecipanti, alla rassegna d’arte contemporanea, proprio la Galeandro- ricordano i proponitori-  ha raccolto molti favori da parte della critica e del pubblico. Obiettivo, poi,  della manifestazione è mettere in risalto l'importanza delle figure dell'artista e del ricercatore scientifico all'interno di ogni società civile che ha il dovere di sostenere entrambi per uno scambio fondamentale a partire da quel diritto della persona ad essere ed esprimersi.”

L'impegno costante della Galeandro nel proporre la sua produzione artistica, sempre arricchita di nuovi messaggi e contenuti espressivi, grazie alla sua spiccata sensibilità verso il mondo che la circonda- viene spiegato dai rappresentanti delle Associazioni culturali coinvolte - , hanno sollecitato la “Sifeum”, il “Cif” di Castrovillari e  la “Mystica Calabria” a condividere e sostenere questa nobile iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione comunale della città di Castrovillari, nella persona del sindaco Domenico Lo Polito, del Vice sindaco Carlo Sangineti  e del consigliere comunale con delega alla Cultura, Lucio Rende.”

L’amore per il territorio, il desiderio di tutelare e valorizzarne le eccellenze in termini di arte e cultura, la volontà e l’impegno di costituire una vera e propria rete per condividere interessi per il bene comune, hanno determinato- sostengono, concludendo gli organizzatori -  la collaborazione tra associazioni e istituzioni per questo evento di sensibilizzazione e raccolta fondi attraverso la personale della Galeandro, la quale devolverà una parte del ricavato dalla vendita delle sue opere a sostegno di Telethon.” 

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g,br.)

Il programma che vuole raccontare la bellezza guardandola dritta negli occhi è arrivato.

In punta di penna è la nuova trasmissione culturale, realizzata e condotta da Carlo Minervini, che intende esplorare in modo nuovo e piacevole l'universo delle arti, della letteratura, dell'estetica, mettendo in primo piano, con omaggi sempre raffinati, la figura della donna.

In punta di penna intende offrire una nuova prospettiva di bellezza, cambiando totalmente le modalità di accesso della cultura in tv. Esplorando le pieghe del territorio, le voci dei giovani e quelle degli intellettuali.

Una trasmissione che intende valorizzare il territorio – moltissime riprese sono effettuate nei centri storici – e dare voce alle espressioni culturali più variegate.

Nella prima puntata, intitolata Raccontare è vivere, si parlerà della grandezza della narrazione nell'esempio delle Mille e una notte, con estratti dal film di Pasolini e l'intervento delle danzatrici del ventre di Barbara Carbone. Si darà voce agli studenti del liceo scientifico Sicilianodi Bisignano, e si affronterà il tema della scrittura con il professor Nuccio Ordine, maggiore esperto mondiale di Giordano Bruno.

La sigla – interpretata dalla bellissima attrice Luana Addino – intitolata Baby, del gruppo Prospettive di Gioia sulla Luna, è cantata da Giuseppe Barresi. La libreria presente in studio è stata realizzata dai ragazzi del Liceo Artistico di Cosenza seguiti dal professor Miniaci.

Il backstage della prima puntata con le danzatrici del ventre è stato realizzato da Lucio Didona, in collaborazione con Alberto Chiappetta. La regia è affidata a Francesco Didona.

Il logo è di Carina Minervini. Un prezioso supporto alle immagini e ai contenuti è stato fornito da Bruna Larosa, che si ringrazia di cuore. Un caloroso ringraziamento all'editore Giuseppe Mazzaferro, al direttore Franco Lorenzo e tutta la redazione.

 

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Wednesday the 12th. Castrovillari in Rete

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