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 − COMUNICATO STAMPA −

Prima edizione primaverile dell’Oriolo Cult Festival, una serie di appuntamenti di teatro musica e cinema. La recente selezione dell’Oriolo Cult Festival tra gli eventi storicizzati della Regione Calabria beneficiari di contributo ci consente di destagionalizzare l’offerta culturale anche nel periodo primaverile.

https://www.facebook.com/OrioloCultFestival/

https://www.facebook.com/events/572684336445155/

Il programma si svolgerà nell’ultima settimana di Marzo ed è così articolato:

Sabato 24 marzo 2018
Istituto Comprensivo Oriolo Ore 9.00 / 11.00

Parole e sassi
Laboratorio teatrale per bambini a cura della compagnia teatrale Petra
Parole e sassi
La storia di Antigone in un Racconto-Laboratorio per le nuove generazioni
Con Antonella Iallorenzi e Renata Falcone
Ideazione e drammaturgia Renata Palminiello, Letizia Quintavalla,
Patrizia Romeo, Agnese Scotti, Rosanna Sfragara
Direzione artistica Letizia Quintavalla
La Tragedia Greca raccontata ai Bambini.

L’Antigone di Sofocle è un’antica vicenda di fratelli e sorelle, di lutti e di scelte, di disobbedienza e potere, che diciannove attrici, ognuna nella propria regione, solo con un piccolo patrimonio di sassi, raccontano ai Bambini di 8, 9 e 10 anni, Egregi Uditori riuniti in quelle piccole polis che sono le classi delle scuole d’Italia.

Un progetto femminile di teatro e d’impegno civile, in cui Adulti e Bambini fanno esperienza insieme di quella democrazia greca che ci scorre nelle vene per allenarsi, attraverso le parole di Sofocle vecchie di 2500 anni, a pensare ed immaginare il futuro.

Progetto nato dal collettivo Antigone, un collettivo di attrici italiane sorto nel 2011 che ha lo scopo di portare la tragedia greca ai bambini. Il progetto - vincitore del Premio Eolo per la creatività nel 2013 - dalla sua prima realizzazione ad oggi, è stato visto da più di 13.000 bambini.

https://www.compagniateatralepetra.com/

https://www.youtube.com/watch?v=FI6YgMAv3XE

Sabato 24 marzo 2018
Castello - Oriolo 18.00

Concerto a cura della Liuteria Jonica Corrado del duo Sursum Chords - Musiche di Paganini e Piazzola.

Lunedì 26 marzo 2018
Chiesa Madre San Giorgio Martire - Ore 21.00

CREDO
Direzione artistica e musicale
Mario Tronco
Testi originali di
José Tolentino Mendonça
e testi tratti da
IbnArabi, Giordano Bruno, Giorgio Caproni, ZviKolitz, Fernando Pessoa
Musica di Orchestra di Piazza Vittorio, Gioachino Rossini,
Benjamin Britten, Guillaume de Machaut, canti sufi
Produzione artistica e arrangiamenti di Mario Tronco, Leandro Piccioni, Pino Pecorelli
Scenografia Lino Fiorito
Disegno luci Daniele Davino
Suono Angelo Elle
Assistente di produzione Federica Soranzio
Style supervisor Katia Marcanio

ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO
Houcine Ataa - voce
Viviana Cangiano - voce
Danilo Lopes da Silva - voce
Kyung MiLee - violoncello
Kaw Dialy Madi Sissoko - voce e kora
Pino Pecorelli - bassi ed electronics
Leandro Piccioni - organo, tastiere
Raffaele Schiavo - voce
Ziad Trabelsi - voce, oud, dulcimer e w’tar

Guida all’ascolto
di Marcello Filotei

«Il confronto con le altre religioni del mondo in vista della pace mondiale è addirittura una questione di sopravvivenza». La frase del teologo Hans Küng risale a qualche decennio fa, ma la sua attualità è sotto gli occhi di tutti. Confrontarsi con impostazioni culturali e religiose diverse è diventato ora più che mai una necessità assoluta, e sempre più artisti stanno riflettendo su questo aspetto della convivenza umana. Trovare un significato musicale all’espressione “dialogo interculturale” è quello che si propone Credo, oratorio interreligioso su testi scritti e scelti da José Tolentino Mendonça, con musiche originali dell’Orchestra di Piazza Vittorio, musiche di Gioachino Rossini, di Benjamin Britten, di Guillame de Machaut, ma anche canti sufi e canti religiosi elaborate.

Si tratta di un lavoro per nove interpreti di estrazioni completamente diverse che prevede, tra l’altro, l’utilizzo di strumenti particolari come la kora, un’arpa-liuto diffusa in buona parte dell’Africa occidentale, o l’oud strumento arabo della famiglia dei liuti, accanto a “voci” più familiari come il violoncello, il basso elettrico, o l’organo, punto fermo della produzione sacra occidentale, senza negarsi il gusto di qualche intervento elettronico. Ne scaturisce una preghiera confidenziale, certamente non rituale. Il lavoro, infatti, non fornisce un riferimento specifico a forme codificate come messe od oratori, ma nasce dalla successione di brani basati su dei testi, in buona parte originali di José Tolentino Mendonça, che vengono restituiti dalla musica con estrema libertà stilistica. Per una scelta strutturale si è optato per una forma che non privilegia uno stile rispetto a un altro. Certamente si possono trovare nel Credo riferimenti al background culturale dell’Occidente, ma questi vengono fusi con suggestioni diverse, che provengono da lontano ma vengono guardate da vicino, evitando quel sapore esotico che restituisce sempre una distanza incolmabile.

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Prima del concerto, a partire dalle ore 19.30 sarà inoltre possibile visitare la Biblioteca Migrante, realizzata all'interno del camper dove i visitatori potranno consultare i testi, prenderli in prestito, un’iniziativa del progetto "Lingua Migrante" finanziato con il FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) realizzato dalla cooperativa CSC (Credito Senza Confini) in partenariato con il Comune di Castrovillari, il Comune di Cassano All'Ionio e il centro studi didattico ambientale Sybaris.

La Biblioteca Migrante viaggerà per la Calabria portando con sé anche una mostra fotografica che rappresenta l'accoglienza e l'integrazione in Italia promuovendo inclusione, intercultura e la non discriminazione.

Martedì 27 marzo
I.p.s.c.t. di Oriolo ore 9.00

Ciak in banco
Rassegna di cortometraggi a tematica sociale a cura di Vincenzo Greco e presentazione del corso di
produzione cinematografica per i ragazzi dell’istituto che si terrà nei mesi successivi.

Venerdì, 02 Febbraio 2018 22:12

Carnevale di Castrovillari. Pitturiamo la Sicilia

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COMUNICATO STAMPA

“PitturiAmo la Sicilia”è un evento del Focus Sicilia del 60mo Carnevale di Castrovillari. Presso Cappella Gallo, in C.so Garibaldi a Castrovillari, sono  esposte 9 opere in mostra, realizzate da maestri dell’arte pittorica Anna NIGRO ( opera “Allegoria siciliana folkloristica”), Rosa Alba GALEANDRO (“Fondali di Sicilia”), Franco RINALDI (“Omaggio alla Sicilia -Testa di Caltagirone-”), Mario TALARICO (opere: “Costumi delle Grandi Isole d’Italia”), Mariapia MARTINO (opera “Crepuscolo siciliano”), Saverio SANTANDREA (opera “Sicilia: mito e storia”), Enzo mARTIRE (opera “Ricordo di un Carnevale siciliano”) Stefania PONTICELLI (opera “Semplicemente Sicilia”) .

La mostra sarà presentata ed inaugurata Domenica, 4 Febbraio, alle 17:30 presso il Centro Servizi del Parco Nezionale del Pollino, Palazzo Gallo, Castrovillari.

La commissione valutatrice delle opere, presieduta da Francesco Covucci e composta da Mimmo Sancineto, Maura Bianchini, Lorena Martufi, premierà le prime tre opere classificate il 12 Febbraio, ore 10:30, presso il Centro Servizi del Parco Nazionale del Pollino, Palazzo Gallo, C.so Garibaldi.
L’evento "PitturiAmo la Sicilia" è stato associato ad un Reading poetry dal titolo “ Dio come ti amo!” Omaggio alla Scuola poetica siciliana, con la partecipazione di alcuni lettori del Circolo virtuale  #PollinoReaders, che hanno voluto  rievocare l’opera dei poeti siciliani che furono attivi alla corte di Federico II di Svevia e costituirono la prima scuola poetica della letteratura italiana. Le Letture ad alta voce sono curate da Filomena Minella Bloise, Leonardo Alario, Angela Lo Passo. Gli intermezzi musicali sono curati dal prof. Giuseppe Lo Polito, che omaggerà Domenico Modugno. 

UFFICIO STAMPA

Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

 

COMUNICATO STAMPA

Il Carnevale di Castrovillari, è anche cultura. Gli eventi sono curati  dalla consulta scientifica della Pro Loco cittadina sotto la lente d’ingrandimento della prof.ssa Filomena Bloise in collaborazione con l’Accademia Pollineana. La 60ª edizione ha scelto come Focus la Sicilia.

“E Sicilia terra d’approdi” è la personale di Sara Prestianni (specialista in politiche internazionali d’immigrazione, (assente   perchè  a Bruxelles  ha inaugurato la sua mostra “Story of a Journey across Europe - From first reception to integration of migrants”), inaugurata presso la Galleria d’Arte il “Coscile” diretta da Mimmo Sancineto ed in visione per tutto il carnevale. 32 scatti, che raccontano, documentano, narrano, il fenomeno emigratorio ormai abbastanza esteso sotto gli occhi di tutti di dimensioni epocali. E’ per questo, ha sottolineato nel suo intervento la professoressa Filomena Bloise, della consulta scientifica della Pro Loco e curatrice della mostra, che non abbiamo voluto riservare alla Sicilia scatti fotografici d’occasione o semplicemente orografici dei paesaggi più belli e bucolici ma,  abbiamo voluto dare un taglio di attualità alla questione siciliana. E infatti la mostra è una  narrazione delle peripezie di questi migranti a Pozzallo, Lampedusa e Palermo.  Hannorelazionato,  Gianluigi Trombetti, storico, bibliotecario dell’Accademia Pollineana, Mariuccia Macrino, esperta di intercultura. I saluti sono stati portati dal presidente ed il direttore artistico della Pro Loco cittadina, rispettivamente Eugenio Iannelli e Gerardo Bonifati  e dall’assessore urbanistica Aldo Visciglia.

All’interno della mostra anche una Mini sezione dedicata a "Il sacro degli altri.Culto dei migranti in Sicilia." (foto Fondazione Buttitta). 

Il Carnevale di Castrovillari, è organizzato dalla Pro Loco in collaborazione  con la locale Amministrazione Comunale,  la Regione Calabria, il Parco Nazionale del Pollino, la BCC Medio Crati, la Gas Pollino , la Provincia di Cosenza, il MIBACT, la F.I.T.P., lo IOV, l’UNPLI,  il Comitato difesa consumatori, sostenuta da numerosi sponsor privati,  impreziosita da i brand A.C.T.  ( Ambiente, Cultura,Turismo) e Castrovillari Città Festival. 

UFFICIO STAMPA

Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

COMUNICATO STAMPA

Giovedì 25 Gennaio, presso la libreria La freccia azzurra, gli alunni e le insegnanti di alcune classi quarte della scuola SS. Medici e delle quinte del Villaggio Scolastico, hanno incontrato l’autore del libro “Una partigiana di nome Tina” (CoccoleBooks, 2017), Anselmo Roveda.

Una valida occasione per conoscere meglio, proprio attraverso il libro e l’autore, una grande donna della nostra storia, Tina Anselmi, eroica staffetta durante la lotta di liberazione dal fascismo e prima donna Ministra della Repubblica.

Con elementi di fantasia, come conviene alla narrativa, e qualche aneddoto che Tina Anselmi ha raccontato nel corso degli anni, il libro reca omaggio e trae spunto dalla vicenda umana di questa donna cresciuta durante il fascismo e si focalizza principalmente negli anni 1940-1944 che coincidono con il periodo di passaggio, di Tina e di molti suoi coetanei,  dall’adolescenza all’età adulta. Nel racconto, Tina è una giovane studentessa che vive la confusione di quegli anni in cui la guerra è finita, ma non si capisce bene, la libertà bisogna ancora conquistarla e la sua scelta di diventare partigiana e di fare la Resistenza matura di giorno in giorno.

Il libro ha animato una piacevole conversazione tra alunni e autore, sulla genesi del libro, sui valori di libertà e democrazia, sul perché di questa scelta di scrivere di Tina Anselmi e di questo periodo storico, sul mestiere di scrittore per ragazzi e i suoi ingredienti.

Un’occasione di crescita per tutti, con un libro tra le mani e il ricordo di un piacevole giornata. 

Anselmo Roveda è scrittore per ragazzi,  giornalista e pedagogista  genovese. In precedenza ha lavorato, come educatore, nei servizi sociali di prevenzione del disagio minorile. Coordinatore redazionale del  mensile di letteratura per ragazzi “Andersen”, è  attualmente docente universitario di Scrittura creativa per ragazzi.

 

− COMUNICATO STAMPA −
 
L'Amministrazione Comunale di Oriolo punta decisa sulla cultura. E lo fa in maniera strutturata e programmatica, convinta che soltanto in questa maniera il settore potrà davvero offrire un ritorno di immagine e occupazionale per il paese e per il territorio in genere. Prende forma, dunque, l'ambizioso progetto del "Polo museale e culturale", vero fiore all'occhiello dell'azione amministrativa. Dopo aver recuperato gran parte dei beni culturali del comune, l'Amministrazione Comunale di Oriolo, guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa, rientra anche tra i beneficiari di un importante finanziamento per i grandi eventi di rilievo regionale e nazionale. Fondi europei, erogati dal Dipartimento Turismo, Beni Culturali, Istruzione e Cultura che contribuiranno per un triennio a finanziare, con circa 30.000 euro annui, l'Oriolo Cult Festival, manifestazione che si svolge ad Oriolo nel periodo estivo ed incentrata maggiormente sul teatro, ma anche sulle arti, sul cinema e sulla cultura in genere, con rappresentazioni, spettacoli ed eventi che accolgono turisti e residenti nel magnifico scenario naturale del teatro La Portella. Grazie all'ingresso nel circuito dei grandi eventi, la kermesse di Oriolo, potrà ulteriormente impreziosirsi, consacrandosi come punto diriferimento per il teatro.
 
A proposito del teatro La Portella, inoltre, nell'ottica del miglioramento del confort per gli spettatori, sulle gradinate sono stati di recente installati dei comodi sedili. L'intervento rientra in una più vasta operazione di recupero dei beni culturali, finanziata con circa 700.000 euro di fondi Pisl (Progetti integrati di sviluppo locale) che comprende, tra altre cose, anche la realizzazione di una "Casa delle associazioni, delle arti e delle idee" da allocare in un antico edificio nel centro storico di Oriolo, adiacente al già recuperato Palazzo Giannettasio. I lavori sono già iniziati con l'obiettivo di consegnare la struttura a primavera, che potrà così diventerà luogo di ritrovo e interscambio socio-culturale tra le realtà del comprensorio. Infatti, da come ci tiene a sottolineare il vicesindaco Vincenzo Diego, «tutte gli edifici storici che stiamo recuperano ad Oriolo, riconsegnandoli alla collettività, sono un bene comune e quindi a disposizione di tutti i nostri concittadini, ma anche di tutto l'Alto Jonio, e non solo, per la realizzazione di iniziative e progetti culturali».
 
Vincenzo La Camera, giornalista
Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

− COMUNICATO STAMPA −

Verrà presentato mercoledì 17 gennaio 2018 alle19.30 nella Cappella Mollo di Città 2000 a Cosenza il nuovo libro di suor Giovanna Toteda, religiosa della Congregazione delle Suore Minime della Passione.  Suor Giovanna fu accolta personalmente dalla Beata Elena Aiello nella casa di Cosenza Casale nel 1948 e da allora ha deciso di vivere, seguendo il carisma della piccolezza, nella famiglia religiosa delle Minime. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro dal titolo Suor Elena Aiello l’umile serva della tenerezza di Dio. Dal luglio 2015 abita a Roma, nella residenza dove ha concluso la vita terrena la madre fondatrice.

Alla presentazione dopo i saluti da parte di don Victor Velez Loor e di Francesco Turco, ci sarà una conversazione tra l’editore Demetrio Guzzardi e l’autrice,

 

CRISTO LA RISPOSTA A TUTTE LE ASSENZE

Nota editoriale di Demetrio Guzzardi

Suor Giovanna Toteda con questo suo secondo libro ci chiede di seguirla sulla strada della piccolezza, che lei stessa ha scelto di percorrere nella Congregazione delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, istituto religioso nato novant’anni fa a Cosenza, dalla fede e dall’operosità della Beata Elena Aiello. L’autrice nel primo capitolo ci presenta le storie di alcuni personaggi del Vangelo che, imbattendosi con Gesù, cambiano vita: la Samaritana, Zaccheo, Bartimeo, il paralitico e il cieco nato. Con questi episodi suor Giovanna vuole che il nostro sguardo sia principalmente rivolto sul Maestro, perché subito dopo possiamo guardare chi ci sta accanto, in particolare, seguendo l’esempio della Beata Elena, gli ultimi, gli indifesi, gli scartati, chi non ha nessuno. Emozionanti e struggenti sono i ricordi che la suora minima ci regala descrivendo le tre ore di agonia che ogni venerdì santo la Beata Elena viveva insieme a Gesù, Crocifisso sul Golgota.

La parte centrale del testo è dedicata al racconto – anche questa volta con l’aggiunta di disegni – di alcuni suoi sogni, a cui ha voluto dare una personale interpretazione. Il filo conduttore è da leggere nella mancanza, nell’assenza di qualcosa, che a volte può rendere la stessa vita religiosa asfittica e mancante di quella bellezza che ogni esistenza donata dovrebbe avere. In un sogno ci racconta che manca una scala per salire e vedere da angolazione diversa la realtà che viviamo; in un altro che a volte nascondiamo la testa come gli struzzi, perché non abbiamo il coraggio di guardare e di accompagnare il grande desiderio di Dio che l’uomo di oggi ha. Altre volte siamo pigri e ci rinchiudiamo in certezze sterili, non diventiamo per gli altri la mano di Dio, ed i nostri piedi non percorrono le «periferie esistenziali» che papa Bergoglio continuamente ci indica.

Nei sogni di suor Giovanna non c’è negatività, ma la spinta ad accorgersi della mancanza, per essere presenza, proprio come faceva la Beata Elena; era lì, insieme al suo Gesù Crocifisso a patire con lui. Anche Maria, distrutta dal dolore, era sotto la croce, muta, a condividere con il Figlio suo, lo strazio della morte. La frase ricorrente della Beata Elena – «Mi basta un Crocifisso» – è la risposta a tutte le assenze. Questa è la pedagogia dell’essere cristiano, stare accanto, come Gesù, alla storia degli uomini di oggi.

 

UN BRANO DAL LIBRO DI SUOR GIOVANNA TOTEDA

L’azione delle Suore Minime nei quartieri popolari di Cosenza

La Beata Elena, accogliendo lo spirito di San Francesco di Paola, umiltà e carità, confortata e sollecitata da queste proposte di vita, decise, insieme a suor Gigia Mazza, di incarnare nella propria vita ciò che il Maestro viveva nella più assoluta povertà: la sua castità e la sua obbedienza al Padre. Gesù si è reso modello anche per le due religiose che hanno proposto questo ideale alle giovani che sono entrate nella Congregazione, come stile di vita da vivere in comune. Le due suore si sono rese disponibili a fare la volontà di Gesù suscitava di volta in volta ad adempiere la sua volontà, anche quando toccava di bere qualche calice amaro. Guidate dalla luce dello Spirito Santo si incamminano sulle strade periferiche della città di Cosenza, prendendosi cura dei bambini orfani, poveri, abbandonati a se stessi, sporchi, impauriti, affamati, alla ricerca di persone generose che li aiutassero. Le due suore, col viso sorridente ed amichevole, infondevano coraggio e fiducia, prospettavano ai bambini una casa dove trovarsi al sicuro, confortati, accarezzati, per giocare liberamente, senza incontrare pericoli. Qualche settimana prima era capitato che un bambino, a cui era morta la mamma, stava per finire sotto un carro, la Beata Elena l’afferrò per un braccio e lo spostò, perché non venisse schiacciato dalle ruote. «A voi due è dato comprendere interiormente il mio spirito perché siete entrate in contatto con la mia parola: “Chi accoglie uno di questi piccoli accoglie me” (Mt 18,5)».

Le due suore, convinte dell’aiuto che il Signore avrebbe loro dato, in mancanza di posti per il numero esuberante dei bambini, cedevano il loro letto, dormendo sulle panche.

Quando la Beata Elena e la sua compagna suor Gigia andarono ad abitare a Cosenza, da subito iniziarono a frequentare le zone periferiche della città: Casali, Portapiana, Spirito Santo, Via Panebianco, San Vito. Non tralasciarono nessun posto ed i bambini dei quartieri più poveri ebbero a conoscerle. Quando poi l’istituto delle Suore Minime progettò di realizzare una seconda casa a Cosenza, subito si pensò a San Vito Alto, in quel tempo denominato Corea, perché vi abitavano persone molto indigenti. L’opera di suor Elena trovò subito un terreno adatto e la casa dedicata al Cuore Immacolato di Maria divenne un punto di riferimento, non solo per i 50 bambini orfani che l’Enaoli vi indirizzava, ma anche per la gente del quartiere. 

La compianta suor Candida Trifilio più volte raccontò il primo giorno nella nuova casa: «Arrivammo a via degli Stadi, solo con i soldi del pulman; la mattina dopo suor Elena ci mandò una cesta con un po’ di viveri, pasta e qualche ortaggio. Ma da allora la dispensa è stata sempre aperta per chi bussava alla nostra porta. Se si vive di povertà, si capisce e si comprende la povertà altrui».

Nel quartiere di via degli Stadi, allora davvero periferia, la presenza delle suore ebbe anche un sapore profetico, da una zona abbandonata da tutti, oggi, con la costruzione dell’imponente complesso di Città 2000 è diventata parte del centro urbano dove vivono ed operano professionisti qualificati e si svolgono importanti attività economiche, sociali, culturali e sportive.

La presenza delle suore oltre alla Scuola materna, per detta di molti, «una delle migliori della città di Cosenza», si è caratterizzata per l’attività del catechismo ai più piccoli, ma anche ai genitori. Alcune suore ricordano che nei pressi della cappella Mollo (ora incastonata e circondata dal palazzo del G22) si tenevano all’ombra di una grande quercia lezioni di catechismo, dove oltre alla gioiosa presenza dei ragazzi che si preparavano a ricevere i sacramenti, c’era sempre qualche adulto che, con la scusa di accompagnare i propri nipotini si fermava per ascoltare le parole delle suore. Successivamente con le nuove tecnologie, furono utilizzate anche le diapositive per far comprendere meglio le parole del Vangelo e le buone pratiche di una vita cristiana. La presenza delle suore, fino al 1972, quando l’allora arcivescovo di Cosenza, mons. Enea Selis, volle istituire nuove parrocchie, era l’unica voce cattolica in quella parte di città.

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Monday the 16th. Castrovillari in Rete

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