Mercoledì, 05 Giugno 2019 14:29

COMUNICATO STAMPA

Arte come memoria, arte come sperimentazione, arte come vita, arte come  emozione.  E' il senso più autentico di quello streben che tende alla bellezza e alla perfezione ideale e che fa da premessa romantica all'esposizione-collezione unica nel suo genere che, per la prima volta al mondo, si potrà ammirare a Castrovillari, presso Pierremporio 1927: l'arte orafa di Gerardo Sacco, la scultura di Gianni Cherillo, la pittura di Luigi Le Voci e la fotografia di Renato Pagliaro. Gli artisti si ritrovano insieme, sullo stesso particolare di straordinarie opere d'arte custodite a Morano Calabro, ossia il Polittico di Bartolomeo Vivarini (secolo XVII), il Tronetto per Esposizione Eucaristica di argentiere napoletano (secolo XVIII) e il Paliotto dipinto da maestranze locali (secolo XVIII). L'originale idea nata dalla passione e dalla competenza creativa di Renato Pagliaro, abbraccia quella prima esposizione proposta nel lontano luglio del 1996 nella Cripta della Chiesa di San Nicola a Morano Calabro, ma allora per la complessità del progetto proposto ai quattro artisti calabresi, non erano presenti tutte le opere commissionate che, invece, oggi, dal 14 giugno al 13 luglio 2019 si potranno ammirare in tutto il loro splendore. Sì, perché nella raffinata location di Pierremporio 1927 verranno esposti cinque acquerelli su carta di Amalfi di Luigi Le Voci, tre sculture in pietra leccese di Gianni Cherillo, due gioielli in oro, agate azzurre, perle rosa e bianche, un piatto sbalzato a mano in argento e due icone su lastra d'argento smaltata di Gerardo Sacco, tre fotografie  dei particolari d'arte proposti e i ritratti inediti degli artisti all'opera, durante la realizzazione dei lavori, di Renato Pagliaro. La bella e intensa immagine della Vergine in trono che accoglie nelle braccia il Figlio nudo, figura centrale dell'opera del Vivarini, custodita nella chiesa S. Maria Maddalena, la dolcezza e la delicatezza degli angeli che sorreggono il baldacchino a corona del tronetto per il SS. Sacramento, nella chiesa di S. Nicola, e la splendida figura allegorica del pavone che, simbolo dell'immortalità e della resurrezione di Cristo, s'impone sul pregevole paliotto della chiesa dei Cappuccini, sono piccoli capolavori all'interno di grandi capolavori e diventano dettagli artistici per privilegiate e speciali opere d'arte che soltanto l'attenta e sensibile lungimiranza di Renato Pagliaro ha reso possibile per un evento così raro e prezioso agli occhi del mondo contemporaneo. L'esposizione, corredata anche da una pregiata cartella d'arte con le schede di Giorgio Leone e le fotografie di Renato Pagliaro, invita allo slancio emotivo, al soffermarsi con dedizione e commozione sui doni eccellenti che l'arte concede all'umanità, sulle rare meraviglie che ogni artista riesce a creare, sullo splendore che ogni opera d'arte, in quanto tale, sa emanare tacitamente, inevitabilmente, sorprendentemente.

Ines Ferrante

 

 

Lunedì, 13 Maggio 2019 09:05

Il tema del Calàbbria Teatro Festival,  scelto dai direttori Rosy Parrotta e Angela Micieli, verte sul “rapporto genitore-figli”. Tra arte e cultura tante le novità in occasione della IX edizione del festival che si svolgerà a Civita dal 12 al 18 agosto 2019.

Non mancheranno i laboratori dedicati ai bambini e quest’anno, legandoli al tema del festival,  le attività coinvolgeranno anche i genitori con il grande ritorno di Silvio Gioia e il suo teatro delle ombre che nella passata edizione ha magistralmente incantato il piccolo pubblico e non solo  del Calàbbria Teatro Festival che,  in questa edizione,  coinvolgerà anche i genitori. “Divertimento e  poesia saranno assicurati, così il direttore artistico Rosy Parrotta”. Oltre a fare gli auguri a tutte le mamme, il direttore artistico, coglie l’occasione per farlo a sua madre, Angela Micieli, unite oltre che da questo cordone ombelicale indissolubile, unite anche nella vita lavorativa che negli anni si è ancor più consolidato a dimostrazione ed è quello che si vuole fare anche attraverso i laboratori, che trascorrere del tempo con i propri figli e trascorrerlo bene facendo attività,  non può che essere da esempio e non può che essere qualcosa di positivo e costruttivo.

E’ bene sottolinearlo che tutte  le attività del Calàbbria Teatro Festival, dagli spettacoli ai laboratori, dalle installazioni alle mostre e  tutto ciò che è in cartellone, è  completamente gratuito.

 Non resta, allora, che iniziare a segnare le date in agenda, in attesa del programma dettagliato che sarà presto presentato.  

 Ufficio Stampa

Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

Domenica, 05 Maggio 2019 10:25

COMUNICATO STAMPA

Si è svolta presso la Sala Consiliare di Castrovillari la premiazione della terza edizione del Premio Giornalistico “Giuliano Sangineti”. Il concorso,  organizzato  dall’Associazione Culturale Pensieri Stilografici, dal club di servizio Lions di Castrovillari e patrocinata dal Comune di Castrovillari e dal Circolo della Stampa. Come ogni anno due le sezioni in gara, fotografia e articolo o saggio breve,  riservate agli studenti delle classi terze quarte e quinte degli istituti superiori. In questo premio vi è il ricordo e l’affetto di un giornalista prematuramente scomparso da alcuni anni e la volontà di portare avanti l'opera professionale giornalistica ed educativa che Giuliano Sangineti, docente e giornalista ha sempre portato avanti nella sua vita. La manifestazione presentata dal giornalista Vincenzo Alvaro e introdotta dal Presidente dei Lions Club Michele Martinisi e da Stefania Ruotolo moglie di Giuliano, ha registrato gli interventi del Vice Sindaco della città del Pollino Francesca Dorato, della Dirigente Scolastica Elisabetta Cataldi e del Presidente del Circolo della Stampa Pollino Sibaritide Mario Alvaro che hanno ricordato la figura professionale e umana di Giuliano Sangineti. La sezione carta stampata la cui giuria era composta dai giornalisti Anna Rita Cardamone, Francesca Aversa, Mario Alvaro, Emanuele Armentano, Antonella Salerni, Rosanna D’Agostino e Laura Capalbi ha conferito il primo premio a Federica Diodati dell’Ipsia di Castrovillari. Secondo posto per Angelica Cassese (Ipsia), terzo ex aequo per Irene Carrieri ( Liceo Scientifico) e Sabrina Di Ceglie (Ipsia). La sezione fotografica la cui giuria tecnica è stata affidata agli esperti del settore di “Fosbury Style Visual Art”, ha decretato come vincitore Melania Adduci dell’Ipsia di Castrovillari. Secondo posto per Maria Francesca Iannelli (Liceo Classico) e terso posto per Eleonora Voto (Ipsia).  Come ogni anno gli organizzatori all’interno della manifestazione premiano un giornalista particolarmente distintosi nella propria attività professionale. Quest'anno la scelta è caduta sulla giornalista Alessia Principe, blogger e cronista autrice del romanzo "Tre volte" con la seguente motivazione: “dopo essersi affermata come giornalista, attenta e fedele nella notizia, ha saputo trasferire nella letteratura la sua arte di scrittura, regalando ai lettori del suo libro sorprese e fascino dal tratto inconfondibile”.

 

 

Mercoledì, 01 Maggio 2019 20:08

COMUNICATO STAMPA

Nella sala Michelangelo, Hotel Europa di Rende, sono stati consegnati i Premi Artisti Eccellenze Calabresi a personalità del mondo culturale, artistico e sociale, che si sono distinte in ambito nazionale ed internazionale, portando ognuno nel proprio settore, dalla medicina all’editoria, dal cinema alla moda, dalla solidarietà alla musica, all’informazione, allo sport, alla cucina, la voce della Calabria nel mondo.

Nel corso del galà, la Presidente del Premio, dott.ssa Anna Maria Schifino ha avuto parole di elogio per artisti e professionisti provenienti da tutta la Calabria, e soprattutto per Emmanuela Rovito, amministratore Cherry Saf, che ha organizzato l'evento.

Tra i premiati con Targa di Eccellenze Calabresi per il settore Antropologia la scrittrice Maria Zanoni, che con le sue ricerche sul campo di carattere etno-antropologico, pubblicate in varie edizioni con il patrocinio morale del MiBAC, del Parco Pollino, della Regione Calabria, si è distinta per la valorizzazione e la promozione dei Beni culturali della nostra terra, dalle tradizioni popolari, al patrimonio dialettale, alla cultura del cibo di tradizione mediterranea.

Nel ritirare la Targa, la Zanoni ha ringraziato soddisfatta per il premio prestigioso che va a coronare 40 anni di promozione culturale in Calabria.

 

(Uff. Stampa Centro Cultura e Arte 26)

Mercoledì, 27 Febbraio 2019 21:03

– COMUNICATO STAMPA –

Continuano gli appuntamenti del nutrito programma della 61° edizione del Carnevale di Castrovillari e Festival Internazionale del Folklore in corso di svolgimento nella città del Pollino fino a martedì 5 Marzo. Ricco e variegato anche la parte che riguarda la cultura della manifestazione carnascialesca quest’anno dedicata alla Campania. Intanto Sabato 2 Marzo, alle ore 18:00, nell'antica Cappella Gallo, verrà inaugurata la mostra “Donne e Mestieri nel ‘900 – La lunga storia delle donne italiane e del lavoro. Da Trieste a Lagonegro a Castrovillari”. L’evento gode del patrocino dell'Ente Parco Nazionale del Pollino che ha messo a disposizione la splendida location. A portare i saluti l'on. Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino, il dott. Gerardo Bonifati direttore artistico della Pro Loco di Castrovillari, il prof. Lucio Libonati, vicepresidente della Fondazione "Cicerone". Interverranno la prof.ssa Ines Ferrante, presidente di Mystica Calabria, le dott.sse Rosy Parrotta e Angela Micieli, direttrici artistiche di Khoreia 2000, e la prof.ssa Agnese Belardi, presidente del “Salotto letterario Donata Doni"; di Lagonegro. Ideata da "Espansioni" e dal "Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa" di Poste Italiane ed esposta a Trieste nel marzo 2018, curata dalle dott.sse Ester Pacor, coordinatrice della Rete Espansioni e Chiara Simon, curatrice del Museo, è stata ospitata anche a Lagonegro dal Salotto letterario "Donata Doni"presieduto dalla prof. Agnese Belardi dove si sono aggiunte numerose foto di lavoratrici lucane. La mostra approda ora a Castrovillari. Le associazioni culturali “Mystica Calabria” e “Khoreia 2000”, condividendo lo spirito e l’idea progettuale dell’esposizione hanno inteso dare il loro contributo con alcuni scatti storici che ritraggono le donne castrovillaresi protagoniste non soltanto di un mondo contadino e rurale, ma che si sono distinte anche come abili pasticcere, ostetriche (Maria Arcieri, la prima donna italiana docente universitaria di Ostetricia), sarte, ricamatrici, maestre, farmaciste, medici e sindaci Caterina Tufarelli Palumbo in Pisani, la prima donna sindaco d’Italia, nel 1946 a San Sosti). Oltre 100 pannelli suddivisi in varie sezioni, frutto di una lunga ricerca fra il Sud e il Nord, “uno sguardo sulla figura della donna italiana nelle società del passato e del presente, attraverso i vari mestieri svolti, contadina, artigiana, raccoglitrice di olive, magliaia, cucitrice, ricamatrice, sarta, parrucchiera, macellaia, lattaia, locandiera, fruttivendola, commerciante, ostetrica (l’antica levatrice o mammana), insegnante, poetessa, scrittrice, avvocatessa e medico. In occasione della mostra verrà consegnato il Premio “Donna e lavoro” a Rosaria Buonferrato segretaria della Pro Loco di Castrovillari, una donna che con il suo lavoro, quotidiano e instancabile, ha contribuito alla crescita del territorio e, attraverso la sua attività svolta con spirito di abnegazione e sacrificio, è un esempio di vita impegnata e responsabile. Un significativo riconoscimento andrà anche alla prof.ssa Agnese Belardi per la colta passione profusa in ogni iniziativa letteraria e culturale che la vede coinvolta. La mostra rimarrà aperta fino al 10 marzo a Castrovillari e successivamente approderà a Matera (Capitale europea della Cultura) nel corso del 2019. Per chi volesse sostenere l’evento, lo può fare attraverso la “Lotteria del Carnevale” Il Carnevale di Castrovillari, è organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con la locale Amministrazione Comunale, la Regione Calabria, il Parco Nazionale del Pollino, la BCC Medio Crati, la Gas Pollino , la Provincia di Cosenza, il MIBACT, la F.I.T.P., lo IOV, l’UNPLI, il Comitato difesa consumatori, sostenuta da numerosi sponsor privati, impreziosita da i brand A.C.T. (Ambiente, Cultura,Turismo) e Castrovillari Città Festival.

Castrovillari 25 febbraio 2019
UFFICIO STAMPA
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

Giovedì, 24 Gennaio 2019 17:41

COMUNICATO STAMPA

Anche quest’anno, attraverso la storia e la memoria storica, attraverso l'arte e la cultura, le associazioni culturali Mystica Calabria e Khoreia 2000 intendono ricordare la Shoah con una serie di iniziative che si concentreranno nella Giornata della Memoria, Domenica 27 Gennaio 2019 a Castrovillari.

Alle ore 10.30 è prevista una passeggiata nella Giudecca medievale, alla scoperta di nomi, usanze, rituali e storie di uomini e donne della Castrovillari ebraica curata da Mystica Calabria (con ritrovo del gruppo visita al Protoconvento francescano).

Nel pomeriggio alle ore 17.00 presso la Sala Teatro Khoreia 2000 verrà presentato “Noi, bambini ebrei internati a Castrovillari”, letture e quadri animati a cura di Khoreia 2000, tratti dal libro“L’internato in oggetto: Tre anni di concentramento in un Comune del Sud Ebrei a Castrovillari (1940-43)” del prof. Luigi Troccoli, quindi alle ore 17.30 verranno presentati i lavori partecipanti al Concorso Artistico-Letterario “SUL FONDO” giunto alla sua III edizione e verranno premiati i vincitori, tra la sezione adulti e la sezione scuole. L'evento sarà arricchito dalla degustazione di kallah e vino kosher. A partire dalle principali feste di tradizione ebraica fino alle pietanze che continuano ad essere prodotte e consumate, la presenza degli Ebrei nella nostra città vive attraverso la cultura e la tradizione popolare. Definitivamente scacciati dal regno di Napoli e dalla Judecha castrovillarese nel 1541, la loro presenza a Castrovillari è drammaticamente attestata negli anni '40 del XX secolo, quando intere famiglie vennero internate in un ala del Palazzo di Città, per poi finire a Ferramonti e ad Auschwitz.

Venerdì, 11 Gennaio 2019 15:46

– COMUNICATO STAMPA –

Grande successo per la mostra dedicata a uno degli artisti più amati del ‘900: Al Complesso Monumentale del San Giovanni - ANCORA FINO AL 20 GENNAIO -  la mostra ESCHER. La Calabria, il Mito.
Un’occasione unica per conoscere l’arte del genio olandese e l’influenza che l’architettura e i paesaggi calabresi ebbero sulla sua parabola artistica.
 
La mostra ha registrato fin dall’inaugurazione numeri importanti – hanno commentato il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, e l’assessore alla cultura, Ivan Cardamone – con migliaia di presenze che attestano il grande interesse suscitato dall’evento espositivo. Diverse sono state le iniziative messe in campo per rendere la mostra ancora più attrattiva e partecipata durante il periodo di apertura attraverso la collaborazione attiva degli ordini professionali e degli istituti scolastici di tutto il territorio. Un risultato che, in attesa del rush finale, premia la scelta dell’amministrazione di puntare su una proposta di qualità capace di promuovere e valorizzare il nome di Catanzaro e il Complesso monumentale San Giovanni nel circuito culturale nazionale”. 

Attraverso un percorso di 86 opere - alcune delle quali mai esposte in Italia come Fuochi d'artificio (1933), Sogno e Senglea (1935) - la mostra non solo è specchio della vita e dei viaggi che Escher fece nel nostro Paese, ma anche del riverbero che il suo lavoro e le sue creazioni ebbero e continuano ad avere sulle generazioni successive.

Nel Sud Italia Escher maturò buona parte di quelle idee e suggestioni che caratterizzano, nel segno della sintesi tra scienza e arte, la sua matura produzione e gli studi sulle forme che lo hanno reso unico nel suo genere.
Durante la sua permanenza in Italia dal 1922 al 1936, Escher visita diversi luoghi della nostra penisola. Tra questi proprio molti borghi della Calabria che egli percorse a partire dal 28 aprile del 1930. Le terre mediterranee, così profondamente diverse da quella natia, esercitano su di lui una profonda attenzione: lo colpiscono il sole e la luce del Sud, le architetture geometriche dei paesaggi, le costruzioni verticali sulle rocce, gli strapiombi sul mare, la stratificazione di culture antiche.

Tra le opere più importanti in mostra e testimonianza del suo viaggio calabrese MoranoPentedattilo e Rocca Imperiale (tutte del 1930) e le vedute di ScillaTropeaSanta Severina e Rossano del 1931: luoghi e ricordi di Escher che in mostra si potranno anche sfogliare attraverso un touch screen col diario del suo viaggio nel sud Italia.
Il ricordo della Calabria, come del resto di tutta la nostra penisola, rimarrà indelebile nella sua mente e nelle sue opere future tanto che in Dream del 1935 è ripresa la mantide religiosa che aveva disegnato a Pentadattilo cinque anni prima.

La mostra, è prodotta e organizzata da Comune di Catanzaro e Assessorato alla Cultura della Città di Catanzaro con il Gruppo Arthemisia, vede il contributo della Regione Calabria, è in collaborazione con la M.C. Escher Foundation ed è curata daFederico Giudiceandrea e Domenico Piraina.


Sede
Complesso Monumentale del San Giovanni
Catanzaro

Orari
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 20.00
Lunedì chiuso
(la biglietteria chiude mezz'ora prima)
 
FINO AL 20 GENNAIO

Hashtag ufficiale
#EscherCatanzaro
 [...]

Ufficio Stampa
Arthemisia
Giovedì, 10 Gennaio 2019 19:06

– COMUNICATO STAMPA –

Comprendere la storia, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico - artistico del territorio calabrese e cercare risposte concrete di tutela e conservazione. E' questo l'obiettivo delle associazioni culturali Mystica Calabria, Mistery Hunters e Santa Maria del Gamio che hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica e degli studiosi una suggestiva copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci ubicata nel refettorio dell'ex convento dei Cappuccini di Saracena, in provincia di Cosenza. L'opera è solo una delle tante cose belle e interessanti che non vengono considerate dagli eminenti critici dell'arte forse perché non portano economia e non si trovano in luoghi appetibili per i circuiti turistici, ma l'interesse in questo caso non è intraprendere iniziative di tipo commerciale, né fare scoop sensazionalistici. Il dipinto murale calabrese, dalle grandi dimensioni, all'incirca la metà di quello originale, abbandonato alle intemperie e all'incuria da molto tempo, come risulta in stato di abbandono e raggiungibile soltanto a piedi tutto il complesso conventuale, ha posto tante interessanti domande: chi è stato l'autore di questa copia? In che epoca è stata realizzata? C'è stato un committente? Sembrerebbe esserci una data che è il 1859 e sembrerebbe una delle tante, diverse copie del celebre Cenacolo di Leonardo. Si tenga conto che già a partire dalla prima metà del 1500 dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci si fecero numerose copie, sia a grandezza naturale sia di dimensioni minori e su supporti leggeri. Il Cenacolo leonardesco venne riprodotto attraverso affreschi, tele, tavole, disegni e incisioni e queste copie erano particolarmente preziose perché permettevano di capire come dovesse essere originariamente il celebre dipinto murale che già una ventina di anni dopo la sua realizzazione era molto deteriorato (il Vasari, che vide l'opera nel 1566, scriveva che «non si scorge più se non una macchia abbagliata» e Francesco Scannelli nel 1642 diceva che dell'originale non era rimasto altro che poche tracce delle figure, e anche quelle tanto confuse che non se ne poteva ricavare alcuna indicazione sul soggetto. A ciò si aggiunga il fatto che il convento dei Cappuccini a Saracena risalente alla seconda metà del XVI secolo e dove l'opera si trova tutt'oggi, acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII divenendo sede del noviziato intorno al 1650 e prestigioso luogo di studi (in esso trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri) e che contestualmente, proprio tra la fine del Settecento e l’Ottocento, di diffusero moltissime stampe dedicate al dipinto murale di Leonardo, anche allo scopo di tentare una ricostruzione dell’opera in originale. L'ultima cena calabrese presente nel piccolo borgo di Saracena è molto interessante perché mostra alcuni particolari da non trascurare come la parte inferiore del tavolo che nel Cenacolo di Leonardo da Vinci non esiste più essendo stata coperta quando si è realizzata la porta del refettorio. Altra cosa molto curiosa é che come il Cenacolo di Leonardo, anche questa come abbiamo già detto, non sembrerebbe essere un affresco, bensì un dipinto murale a tempera, di media fattura. La storia stessa del convento dei Cappuccini potrebbe fare chiarezza su quest'opera: la fondazione dell'edificio risale al 23 giugno del 1588, per volere di mons. Carafa, vescovo di Cassano. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat la struttura il 10 novembre 1811 venne abbandonata dai frati i quali vi fecero ritorno nel 1854. Il convento fu definitivamente chiuso nel 1915 per mancanza di novizi e tra il 1917 e il 1918 venne usato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi che subì anch'essa la soppressione e fino al 1854 rimase di pertinenza comunale. La definitiva soppressione avvenne nel 1866. Altri dipinti su pareti si trovano nel convento, dall'Assunta al San Francesco, probabilmente coevi all'Ultima Cena e questo ci riporta agli anni di maggiore splendore dello stesso edificio religioso, ricordando che già nei primi anni del '900 la struttura cominciava a perdere d'importanza e a decadere, per cui sembra davvero improbabile che tali dipinti siano della fine dell'800 o addirittura del '900. Anche se, come aveva ben intuito Goethe, il Cenacolo di Leonardo «è assolutamente unico e non vi è nulla che possa essergli paragonato», il 2019 celebra cinquecento anni dalla morte del Genio leonardesco e, misterioso e curioso com'era, sperimentatore ed enigmatico com'era il Maestro avrebbe gradito molto che si continui a parlare di lui, soprattutto in Calabria, dove se vi sono altri pregevoli dipinti e affreschi di Cenacoli, come quello della chiesa matrice di Camini in provincia di Reggio Calabria o quello di Palazzo Ricci a Rota Greca in provincia di Cosenza, nessuno è identico né tantomeno simile a quello di Leonardo come il dipinto riscoperto a Saracena.

 
Giovedì, 10 Gennaio 2019 19:06

– COMUNICATO STAMPA –

Comprendere la storia, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico - artistico del territorio calabrese e cercare risposte concrete di tutela e conservazione. E' questo l'obiettivo delle associazioni culturali Mystica Calabria, Mistery Hunters e Santa Maria del Gamio che hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica e degli studiosi una suggestiva copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci ubicata nel refettorio dell'ex convento dei Cappuccini di Saracena, in provincia di Cosenza. L'opera è solo una delle tante cose belle e interessanti che non vengono considerate dagli eminenti critici dell'arte forse perché non portano economia e non si trovano in luoghi appetibili per i circuiti turistici, ma l'interesse in questo caso non è intraprendere iniziative di tipo commerciale, né fare scoop sensazionalistici. Il dipinto murale calabrese, dalle grandi dimensioni, all'incirca la metà di quello originale, abbandonato alle intemperie e all'incuria da molto tempo, come risulta in stato di abbandono e raggiungibile soltanto a piedi tutto il complesso conventuale, ha posto tante interessanti domande: chi è stato l'autore di questa copia? In che epoca è stata realizzata? C'è stato un committente? Sembrerebbe esserci una data che è il 1859 e sembrerebbe una delle tante, diverse copie del celebre Cenacolo di Leonardo. Si tenga conto che già a partire dalla prima metà del 1500 dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci si fecero numerose copie, sia a grandezza naturale sia di dimensioni minori e su supporti leggeri. Il Cenacolo leonardesco venne riprodotto attraverso affreschi, tele, tavole, disegni e incisioni e queste copie erano particolarmente preziose perché permettevano di capire come dovesse essere originariamente il celebre dipinto murale che già una ventina di anni dopo la sua realizzazione era molto deteriorato (il Vasari, che vide l'opera nel 1566, scriveva che «non si scorge più se non una macchia abbagliata» e Francesco Scannelli nel 1642 diceva che dell'originale non era rimasto altro che poche tracce delle figure, e anche quelle tanto confuse che non se ne poteva ricavare alcuna indicazione sul soggetto. A ciò si aggiunga il fatto che il convento dei Cappuccini a Saracena risalente alla seconda metà del XVI secolo e dove l'opera si trova tutt'oggi, acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII divenendo sede del noviziato intorno al 1650 e prestigioso luogo di studi (in esso trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri) e che contestualmente, proprio tra la fine del Settecento e l’Ottocento, di diffusero moltissime stampe dedicate al dipinto murale di Leonardo, anche allo scopo di tentare una ricostruzione dell’opera in originale. L'ultima cena calabrese presente nel piccolo borgo di Saracena è molto interessante perché mostra alcuni particolari da non trascurare come la parte inferiore del tavolo che nel Cenacolo di Leonardo da Vinci non esiste più essendo stata coperta quando si è realizzata la porta del refettorio. Altra cosa molto curiosa é che come il Cenacolo di Leonardo, anche questa come abbiamo già detto, non sembrerebbe essere un affresco, bensì un dipinto murale a tempera, di media fattura. La storia stessa del convento dei Cappuccini potrebbe fare chiarezza su quest'opera: la fondazione dell'edificio risale al 23 giugno del 1588, per volere di mons. Carafa, vescovo di Cassano. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat la struttura il 10 novembre 1811 venne abbandonata dai frati i quali vi fecero ritorno nel 1854. Il convento fu definitivamente chiuso nel 1915 per mancanza di novizi e tra il 1917 e il 1918 venne usato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi che subì anch'essa la soppressione e fino al 1854 rimase di pertinenza comunale. La definitiva soppressione avvenne nel 1866. Altri dipinti su pareti si trovano nel convento, dall'Assunta al San Francesco, probabilmente coevi all'Ultima Cena e questo ci riporta agli anni di maggiore splendore dello stesso edificio religioso, ricordando che già nei primi anni del '900 la struttura cominciava a perdere d'importanza e a decadere, per cui sembra davvero improbabile che tali dipinti siano della fine dell'800 o addirittura del '900. Anche se, come aveva ben intuito Goethe, il Cenacolo di Leonardo «è assolutamente unico e non vi è nulla che possa essergli paragonato», il 2019 celebra cinquecento anni dalla morte del Genio leonardesco e, misterioso e curioso com'era, sperimentatore ed enigmatico com'era il Maestro avrebbe gradito molto che si continui a parlare di lui, soprattutto in Calabria, dove se vi sono altri pregevoli dipinti e affreschi di Cenacoli, come quello della chiesa matrice di Camini in provincia di Reggio Calabria o quello di Palazzo Ricci a Rota Greca in provincia di Cosenza, nessuno è identico né tantomeno simile a quello di Leonardo come il dipinto riscoperto a Saracena.

 
Giovedì, 03 Gennaio 2019 17:37

– COMUNICATO STAMPA –

Le associazioni culturali Mystica Calabria e Khoreia 2000 organizzano la III edizione del Concorso artistico - letterario "Sul fondo", per non dimenticare la Shoah e i tragici eventi relativi allo sterminio degli ebrei nei campi di concentramento. Il Concorso riservato sia alle scuole di ogni ordine e grado che agli artisti del territorio, ha come oggetto la realizzazione di opere di pittura, fotografia, scultura, installazioni e cortometraggi o la produzione di elaborati letterari (poesia o prosa ) per riflettere sulle implicazioni storiche, etiche e culturali della Shoah e sul significato attuale degli orrori nazisti. Coloro che intendono partecipare devono specificare la sezione a cui intendono iscriversi (Sezione scuole  o  Sezione Artisti ), curare la rispondenza dei lavori presentati al tema del concorso (non verranno presi in considerazione lavori non pertinenti alla tematica proposta) e realizzare un lavoro originale e pertinente. Le scuole possono partecipare con lavori singoli o prodotti da piccoli gruppi o da una classe o da più classi. I lavori dovranno pervenire all'associazione culturale Mystica Calabria o Khoreia 2000 entro domenica 20 gennaio 2019 per permettere alla Giuria costituita di individuare i vincitori. La premiazione avverrà nell’ambito delle iniziative che saranno organizzate e curate dalle suddette associazioni culturali in occasione della “Giornata della Memoria” Domenica 27 gennaio 2019 a Castrovillari. Per ulteriori info e per iscriversi al concorso: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  "Sul fondo". Per non dimenticare la Shoah. Concorso artistico-letterario, III edizione

Sunday the 18th. Castrovillari in Rete

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