Giovedì, 18 Gennaio 2018 21:54
− COMUNICATO STAMPA −
 
L'Amministrazione Comunale di Oriolo punta decisa sulla cultura. E lo fa in maniera strutturata e programmatica, convinta che soltanto in questa maniera il settore potrà davvero offrire un ritorno di immagine e occupazionale per il paese e per il territorio in genere. Prende forma, dunque, l'ambizioso progetto del "Polo museale e culturale", vero fiore all'occhiello dell'azione amministrativa. Dopo aver recuperato gran parte dei beni culturali del comune, l'Amministrazione Comunale di Oriolo, guidata dal sindaco Giorgio Bonamassa, rientra anche tra i beneficiari di un importante finanziamento per i grandi eventi di rilievo regionale e nazionale. Fondi europei, erogati dal Dipartimento Turismo, Beni Culturali, Istruzione e Cultura che contribuiranno per un triennio a finanziare, con circa 30.000 euro annui, l'Oriolo Cult Festival, manifestazione che si svolge ad Oriolo nel periodo estivo ed incentrata maggiormente sul teatro, ma anche sulle arti, sul cinema e sulla cultura in genere, con rappresentazioni, spettacoli ed eventi che accolgono turisti e residenti nel magnifico scenario naturale del teatro La Portella. Grazie all'ingresso nel circuito dei grandi eventi, la kermesse di Oriolo, potrà ulteriormente impreziosirsi, consacrandosi come punto diriferimento per il teatro.
 
A proposito del teatro La Portella, inoltre, nell'ottica del miglioramento del confort per gli spettatori, sulle gradinate sono stati di recente installati dei comodi sedili. L'intervento rientra in una più vasta operazione di recupero dei beni culturali, finanziata con circa 700.000 euro di fondi Pisl (Progetti integrati di sviluppo locale) che comprende, tra altre cose, anche la realizzazione di una "Casa delle associazioni, delle arti e delle idee" da allocare in un antico edificio nel centro storico di Oriolo, adiacente al già recuperato Palazzo Giannettasio. I lavori sono già iniziati con l'obiettivo di consegnare la struttura a primavera, che potrà così diventerà luogo di ritrovo e interscambio socio-culturale tra le realtà del comprensorio. Infatti, da come ci tiene a sottolineare il vicesindaco Vincenzo Diego, «tutte gli edifici storici che stiamo recuperano ad Oriolo, riconsegnandoli alla collettività, sono un bene comune e quindi a disposizione di tutti i nostri concittadini, ma anche di tutto l'Alto Jonio, e non solo, per la realizzazione di iniziative e progetti culturali».
 
Vincenzo La Camera, giornalista
Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)
Martedì, 16 Gennaio 2018 16:22

− COMUNICATO STAMPA −

Verrà presentato mercoledì 17 gennaio 2018 alle19.30 nella Cappella Mollo di Città 2000 a Cosenza il nuovo libro di suor Giovanna Toteda, religiosa della Congregazione delle Suore Minime della Passione.  Suor Giovanna fu accolta personalmente dalla Beata Elena Aiello nella casa di Cosenza Casale nel 1948 e da allora ha deciso di vivere, seguendo il carisma della piccolezza, nella famiglia religiosa delle Minime. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo libro dal titolo Suor Elena Aiello l’umile serva della tenerezza di Dio. Dal luglio 2015 abita a Roma, nella residenza dove ha concluso la vita terrena la madre fondatrice.

Alla presentazione dopo i saluti da parte di don Victor Velez Loor e di Francesco Turco, ci sarà una conversazione tra l’editore Demetrio Guzzardi e l’autrice,

 

CRISTO LA RISPOSTA A TUTTE LE ASSENZE

Nota editoriale di Demetrio Guzzardi

Suor Giovanna Toteda con questo suo secondo libro ci chiede di seguirla sulla strada della piccolezza, che lei stessa ha scelto di percorrere nella Congregazione delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, istituto religioso nato novant’anni fa a Cosenza, dalla fede e dall’operosità della Beata Elena Aiello. L’autrice nel primo capitolo ci presenta le storie di alcuni personaggi del Vangelo che, imbattendosi con Gesù, cambiano vita: la Samaritana, Zaccheo, Bartimeo, il paralitico e il cieco nato. Con questi episodi suor Giovanna vuole che il nostro sguardo sia principalmente rivolto sul Maestro, perché subito dopo possiamo guardare chi ci sta accanto, in particolare, seguendo l’esempio della Beata Elena, gli ultimi, gli indifesi, gli scartati, chi non ha nessuno. Emozionanti e struggenti sono i ricordi che la suora minima ci regala descrivendo le tre ore di agonia che ogni venerdì santo la Beata Elena viveva insieme a Gesù, Crocifisso sul Golgota.

La parte centrale del testo è dedicata al racconto – anche questa volta con l’aggiunta di disegni – di alcuni suoi sogni, a cui ha voluto dare una personale interpretazione. Il filo conduttore è da leggere nella mancanza, nell’assenza di qualcosa, che a volte può rendere la stessa vita religiosa asfittica e mancante di quella bellezza che ogni esistenza donata dovrebbe avere. In un sogno ci racconta che manca una scala per salire e vedere da angolazione diversa la realtà che viviamo; in un altro che a volte nascondiamo la testa come gli struzzi, perché non abbiamo il coraggio di guardare e di accompagnare il grande desiderio di Dio che l’uomo di oggi ha. Altre volte siamo pigri e ci rinchiudiamo in certezze sterili, non diventiamo per gli altri la mano di Dio, ed i nostri piedi non percorrono le «periferie esistenziali» che papa Bergoglio continuamente ci indica.

Nei sogni di suor Giovanna non c’è negatività, ma la spinta ad accorgersi della mancanza, per essere presenza, proprio come faceva la Beata Elena; era lì, insieme al suo Gesù Crocifisso a patire con lui. Anche Maria, distrutta dal dolore, era sotto la croce, muta, a condividere con il Figlio suo, lo strazio della morte. La frase ricorrente della Beata Elena – «Mi basta un Crocifisso» – è la risposta a tutte le assenze. Questa è la pedagogia dell’essere cristiano, stare accanto, come Gesù, alla storia degli uomini di oggi.

 

UN BRANO DAL LIBRO DI SUOR GIOVANNA TOTEDA

L’azione delle Suore Minime nei quartieri popolari di Cosenza

La Beata Elena, accogliendo lo spirito di San Francesco di Paola, umiltà e carità, confortata e sollecitata da queste proposte di vita, decise, insieme a suor Gigia Mazza, di incarnare nella propria vita ciò che il Maestro viveva nella più assoluta povertà: la sua castità e la sua obbedienza al Padre. Gesù si è reso modello anche per le due religiose che hanno proposto questo ideale alle giovani che sono entrate nella Congregazione, come stile di vita da vivere in comune. Le due suore si sono rese disponibili a fare la volontà di Gesù suscitava di volta in volta ad adempiere la sua volontà, anche quando toccava di bere qualche calice amaro. Guidate dalla luce dello Spirito Santo si incamminano sulle strade periferiche della città di Cosenza, prendendosi cura dei bambini orfani, poveri, abbandonati a se stessi, sporchi, impauriti, affamati, alla ricerca di persone generose che li aiutassero. Le due suore, col viso sorridente ed amichevole, infondevano coraggio e fiducia, prospettavano ai bambini una casa dove trovarsi al sicuro, confortati, accarezzati, per giocare liberamente, senza incontrare pericoli. Qualche settimana prima era capitato che un bambino, a cui era morta la mamma, stava per finire sotto un carro, la Beata Elena l’afferrò per un braccio e lo spostò, perché non venisse schiacciato dalle ruote. «A voi due è dato comprendere interiormente il mio spirito perché siete entrate in contatto con la mia parola: “Chi accoglie uno di questi piccoli accoglie me” (Mt 18,5)».

Le due suore, convinte dell’aiuto che il Signore avrebbe loro dato, in mancanza di posti per il numero esuberante dei bambini, cedevano il loro letto, dormendo sulle panche.

Quando la Beata Elena e la sua compagna suor Gigia andarono ad abitare a Cosenza, da subito iniziarono a frequentare le zone periferiche della città: Casali, Portapiana, Spirito Santo, Via Panebianco, San Vito. Non tralasciarono nessun posto ed i bambini dei quartieri più poveri ebbero a conoscerle. Quando poi l’istituto delle Suore Minime progettò di realizzare una seconda casa a Cosenza, subito si pensò a San Vito Alto, in quel tempo denominato Corea, perché vi abitavano persone molto indigenti. L’opera di suor Elena trovò subito un terreno adatto e la casa dedicata al Cuore Immacolato di Maria divenne un punto di riferimento, non solo per i 50 bambini orfani che l’Enaoli vi indirizzava, ma anche per la gente del quartiere. 

La compianta suor Candida Trifilio più volte raccontò il primo giorno nella nuova casa: «Arrivammo a via degli Stadi, solo con i soldi del pulman; la mattina dopo suor Elena ci mandò una cesta con un po’ di viveri, pasta e qualche ortaggio. Ma da allora la dispensa è stata sempre aperta per chi bussava alla nostra porta. Se si vive di povertà, si capisce e si comprende la povertà altrui».

Nel quartiere di via degli Stadi, allora davvero periferia, la presenza delle suore ebbe anche un sapore profetico, da una zona abbandonata da tutti, oggi, con la costruzione dell’imponente complesso di Città 2000 è diventata parte del centro urbano dove vivono ed operano professionisti qualificati e si svolgono importanti attività economiche, sociali, culturali e sportive.

La presenza delle suore oltre alla Scuola materna, per detta di molti, «una delle migliori della città di Cosenza», si è caratterizzata per l’attività del catechismo ai più piccoli, ma anche ai genitori. Alcune suore ricordano che nei pressi della cappella Mollo (ora incastonata e circondata dal palazzo del G22) si tenevano all’ombra di una grande quercia lezioni di catechismo, dove oltre alla gioiosa presenza dei ragazzi che si preparavano a ricevere i sacramenti, c’era sempre qualche adulto che, con la scusa di accompagnare i propri nipotini si fermava per ascoltare le parole delle suore. Successivamente con le nuove tecnologie, furono utilizzate anche le diapositive per far comprendere meglio le parole del Vangelo e le buone pratiche di una vita cristiana. La presenza delle suore, fino al 1972, quando l’allora arcivescovo di Cosenza, mons. Enea Selis, volle istituire nuove parrocchie, era l’unica voce cattolica in quella parte di città.

Giovedì, 11 Gennaio 2018 20:07

− COMUNICATO STAMPA −

L’Associazione Italiana di Cultura Classica (A.I.C.C.) di Castrovillari ha firmato il Protocollo d’intesa, deliberato dalla Giunta il 14 novembre 2017, col Comune per la promozione delle attività culturali cittadine.

La proposta dell’Amministrazione, che riconosce, in tal modo, il ruolo di attivo operatore culturale che l’A.I.C.C. ha svolto dal 1986, sempre e soltanto con proprie risorse finanziarie, e che tuttora svolge, è stata accolta dal sodalizio con la consapevolezza della gravosa responsabilità che l’Amministrazione cittadina, con il Protocollo d’intesa, le attribuisce.

L’AICC con le professionalità di cui dispone s’impegnerà nella tutela e nella salvaguardia del ricco patrimonio di libri e di documenti esistenti cercando di arricchirlo e di favorirne la piena fruizione da parte dei giovani e degli studiosi.

Inoltre, sarà suo fine rendere la Biblioteca civica “Umberto Caldora” l’Ente principale di promozione del confronto e del dibattito culturale, sempre produttivi di buone idee e buone azioni.

Pertanto, Convegni di studi, conferenze, mostre d’arte ecc. saranno sostenuti, oltre che con il contributo finanziario stanziato dall’Amministrazione, anche con quello aggiuntivo, che, di volta in volta, l’AICC delibererà.

L’Associazione ha richiamato l’attenzione dell’Amministrazione sull’istituzione dell’Archivio Storico Comunale, che, grazie alla nostra Associazione, si è arricchito delle 80 pergamene datate dal 1400 al 1700, contenenti atti e documenti delle terre di Camerata, contrada già proprietà della Certosa di San Nicola del Vallo di Chiaromonte. Infatti, queste pergamene sono state recuperate il 10 dicembre 2013 su istanza formale dell’A.I.C.C. al Sindaco Lo Polito, che ha seguito con impegno personale la ricerca dei preziosi documenti, depositati, con scelta inesplicabile, nell’Ufficio Economato durante la precedente Amministrazione.

L’auspicio dell’Associazione tutta è che Castrovillari, con questo nostro lavoro, basato, sin dalla fondazione, sul volontariato, conosca un periodo di incisiva ripresa culturale, basilare per l’affermazione dei valori della solidarietà e della democrazia.

Il Direttivo dell’A.I.C.C. di Castrovillari

Giovedì, 28 Dicembre 2017 17:19

− COMUNICATO STAMPA −

Il Palazzo Mastromarchi, edificio storico comunale di recente ristrutturazione sito nel cuore del centro storico di Saracena, venerdì 29 dicembre alle ore 18:00, aprirà le sue porte per far scoprire le bellezze della Pinacoteca comunale intitolata al poeta e pittore castrovillarese "Andrea Alfano".

La visita sarà guidata dal Prof. Vincenzo De Marco che farà scoprire e riscoprire, a quanti decideranno di partecipare, le molteplici opere di pittura grafica e scultura che impreziosiscono le pareti dell'antico palazzo.

All’interno della kasbah saracenara sarà, infatti, possibile ammirare le opere di artisti come Renato Guttuso, Andrea Viola, Giulio Turcato e tantissimi altri; le collezioni, disposte su due piani, comprendono capolavori artistici che riempiranno gli occhi dei visitatori di stupore e ammirazione.

L’Amministrazione Comunale, all’interno della rassegna “Sarafesta”, ha voluto dedicare un pomeriggio alla scoperta dei tesori artistici della Pinacoteca comunale e, nel corso dei prossimi mesi, le prestigiose pareti di Palazzo Mastromarchi faranno da cornice a molte altre iniziative culturali.

La cultura è un bene primario sul quale  l'Amministrazione Comunale vuole continuare a puntare, a seminare semi di bellezza sicura di cogliere fiore di speranza.

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Renzo Russo
Sindaco di Saracena (CS)

Sabato, 23 Dicembre 2017 18:13

− COMUNICATO STAMPA −

“Guardare il paesaggio non è mai una mera contemplazione, ma è un processo altamente selettivo nel quale l’attore raccoglie indicazioni sul modo in cui, nel suo rapporto con il mondo, deve agire per soddisfare i suoi bisogni o interessi” - Charles William Morris.

Ci è parso opportuno nell’affrontare il tema del paesaggio citare un pragmatico come C. W. Morris, fondatore della psicologia sociale e di una teoria del linguaggio e dei segni, come metodo scientifico applicato alle diverse discipline, per produrre conoscenza degli esseri umani e del loro ambiente.

Così come il preambolo della Convenzione Europa del Paesaggio che recita. “Persuasi che il paesaggio rappresenti un elemento chiave del benessere individuale e sociale e che la sua salvaguardia, la sua pianificazione comporta diritti e responsabilità per ciascuno individuo...”, teorie e dichiarazioni che legano insieme tre elementi di base: “territorio” “comunità” e “paesaggio”. La relazione funzionale tra questi tre elementi è il filo conduttore della ricerca del LUA sul Paesaggio, in particolare la sintesi che si manifesta nel Progetto di Architettura indagato nel suo intrinseco rapporto con la natura e il Genius dei luoghi.

La mostra internazionale dei progetti di paesaggio, il convegno e la mostra fotografica raccontano il paesaggio dell’uomo, la sua rappresentazione e trasformazione.
Raccontano come i segni riconosciuti come elementi di identità di una comunità si manifestano sul territorio in cui si riconoscono.

Come il progetto di architettura è in primis un progetto di paesaggio, quel paesaggio culturale che l’uomo ha sempre costruito per migliorare il suo habitat, per costruire un centro quello del “villaggio” come metafora in cui c’è un dentro e un fuori.

Un dentro che è lo spazio urbano e naturale con cui relazionarsi e un fuori che è l’ignoto da cui difendersi. In sintesi interpretare il paesaggio come cultura dell’abitare e della costruzione di quei “luoghi” che riconosciamo come riferimenti importanti dell’identità di una comunità. E se abitare vuol dire soggiornare con cura in questo paesaggio, nel senso di prendersi cura della città e dei luoghi della vita, il concetto si carica di valore politico, spostandolo dalla sfera delle relazioni private a quella del governo delle relazioni sociali, prerequisito fondamentale per costruire una civiltà urbana.

Questi i temi affrontati dai relatori che interverranno al convegno di apertura dalle ore 9,00 alle 19,00 del 28 dicembre, esplicitati poi nei progetti esposti e commentati dagli autori presenti, con il corollario della mostra fotografica sui paesaggi culturali.

Relatori che porteranno la loro esperienza sia didattica che progettuale tra cui: Achille Maria Ippolito, Prof. Ordinario Università La sapienza di Roma; Michelangelo
Pugliese, Vice Presidente AIAPP Campania, Basilicata e Calabria; Fabio Manfredi, Prof. Università Federico II di Napoli; Antonio Dattilo, Dipartimento Presidenza
Regione Calabria. Lo sguardo, poi, dei fotografi Carlo Maradei, Roberto Castrofino, Fabio Vintigni e Salvatore Greco racconteranno il Paesaggio inducendo un senso di spaesamento nello spettatore difronte a immagini di luoghi pur sempre conosciuti.

Il contributo delle rappresentanze istituzionali tra cui il Sindaco del Comune di Castrovillari e il Presidente del Parco Nazionale del Pollino; degli Ordini degli Architetti e degli Agronomi della Provincia di Cosenza, patrocinanti l’evento, completeranno le relazioni affrontando gli aspetti di gestione, tutela e valorizzazione del Paesaggio. I lavori saranno introdotti e coordinati dagli architetti Rosanna Anele e Giusy Manfredi in rappresentanza del LUA.

La mostra dei progetti presentati al "V Premio Simonetta Bastelli" resterà aperta fino alle ore 12,00 del 31 dicembre, per proseguire il suo viaggio per la casa dell'Architettura di Roma.

Castrovillari 12.12.2017

Rosanna Anele - Presidente LUA

PROGETTI DI PAESAGGIO TRA ARCHITETTURA E NATURA

I° MOSTRA INTERNAZIONALE DI ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO

V PREMIO SIMONETTA BASTELLI
MOSTRA FOTOGRAFICA
CONVEGNO

28 -31 DICEMBRE 2017 – CASTELLO ARAGONESE CASTROVILLARI CS

PROGRAMMA mostra – convegno

GIOVEDÌ 28 DICEMBRE

SEZIONE ARCHITETTURA: PROGETTI DI PAESAGGIO TRA ARCHITETTURA E NATURA

Ore 9.00 INTRODUZIONE

 Arch. Rosanna Anele, Presidente del LUA: Laboratorio di Urbanistica ed Architettura

Ore 9,15 SALUTI

 Avv. Domenico Lo polito, Sindaco del Comune di Castrovillari
 On. Domenico Pappaterra, Presidente del Parco Nazionale del Pollino
 Arch. Pasquale Costabile, Presidente dell’ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della provincia di Cosenza
 Dott. Francesco Cufari, Presidente dell’Ordine degli Agronomi Forestali della provincia di Cosenza
 Prof. Achille Maria Ippolito, Presidente dell’associazione Architetto Simonetta Bastelli
 Avv. Claudio Zicari, Presidente dell’associazione Gruppo Archeologico del Pollino
 Arch. Michelangelo Pugliese, Vice presidente AIAPP Campania, Basilicata e Calabria.

Ore 12.00 RELAZIONI

Coordina Giusy Manfredi, Arch. Paesaggista

 Prof. Achille Maria Ippolito, Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana, La Sapienza Università di Roma: “Le diverse modalità di dialogo dell’Architettura con la Natura”
 Arch. Antonio Dattilo, Dipartimento Presidenza della regione Calabria: “Il recupero dei paesaggi degradati, cinque progetti pilota in Calabria.
 Arch. Michelangelo Pugliese, Vice presidente AIAPP Campania, Basilicata e Calabria: “QUANTO COSTA LA BELLEZZA? Progetti di rigenerazione in Calabria”.
 Prof. Arch. Fabio Manfredi, Università Federico II di Napoli, “La Natura dell’Architettura”.

Ore 13.00 RINFRESCO

ORE 15.00 PROIEZIONE DEI PROGETTI VINCITORI V EDIZIONE DEL PREMIO ARCH. SIMONETTA BASTELLI

 Professionisti: Studio Topio7 Architects and Landscape Architects, progetto “ECO CORRIDOR, Ptalemaida, Grecia.
 GIOVANI: Federica Perissi, Simone Catalani, Marina Cicalini, Giovanna Cupini- Progetto “Fil rouge, un giardino in comune, Pomezia (RM).
 TESI DI LAUREA: Tobías Campos; Dalmiro Aureliano Cabrera; Rodrigo Julián Caino-progetto: Progetto e identità urbana. Architettura e spazio pubblico come strumenti di recupero dei bacini degradati. Paranà, Argentina.
 STUDENTI: Giovanna Dettori, Jessica Friedrich, Michela Usala-progetto: Comfortably Numb, Castello di Acquafredda, Siliqua (CA).
 PREMIO SPECIALE EMU AL PROGETTO CON IL MIGLIOR ARREDO URBANO: Giusy Manfredi- Progetto “Parco lineare ex via ferrata Castrovillari-Morano Calabro (CS).

Ore 16.00 SEZIONE FOTOGRAFIA: I PAESAGGI CULTURALI

Coordina Carlo Maradei, Fotografo

 RELAZIONI AUTORI DELLA MOSTRA FOTOGRAFICA,

CARLO MARADEI
ROBERTO CASTROFINO
FABIO VINDIGNI
SALVATORE GRECO

Ore 17.00 INAUGURAZIONE SEZIONI ESPOSITIVE

 SEZIONE ARCHITETTURA DEL PAESAGGIO: Mostra internazionale dei progetti del PREMIO SIMONETTA BASTELLI 2017
 SEZIONE FOTOGRAFIA: Paesaggi culturali

Ore 18.00 VISITA GUIDATA PROTOCONVENTO FRANCESCANO

 Presentazione brochure Museo Archeologico di Castrovillari, Servizio Civile Cibo per la mente 2016-2017.
 Visita guidata al museo Archeologico, pinacoteca A.ALFANO, Protoconvento Francescano, cura del Gruppo Archeologico del Pollino.

Ore 19.30 CHIUSURA DEI LAVORI.

28-29- 30-31 DICEMBRE

APERTURA SPAZI ESPOSITIVI

 28 DICEMBRE ORE 17.00 - 20.30
 29 DICEMBRE ORE 10.00 - 20.30
 30 DICEMBRE ORE 10.00 - 20.30
 31 DICEMBRE ORE 10.00 - 12.00

Sono previsti crediti formativi per gli iscritti agli Ordini Professionali

Per info ed iscrizione fare riferimento alla mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – tel 346 9892238

Sabato, 23 Dicembre 2017 17:20

− COMUNICATO STAMPA −

Verrà inaugurata Sabato 23 Dicembre alle ore 17.30 la mostra documentaria "Il Risorgimento a Castrovillari. Storia di un patriota dimenticato: il capitano Dionisio Baratta" che vedrà in esposizione cimeli ottocenteschi, tra cui abiti da cerimonia appartenuti al patriota Muzio Pace, marito della N.D. Maria Baratta e il libro "Garibaldi e i suoi tempi" donato da Jessie White "Miss Uragano", infermiera di Garibaldi al capitano N.H Dionisio Baratta. I cimeli appartengono alla collezione privata di Casa Baratta e sono a loro volta appartenuti al N. H. Dioniso Baratta, medico, capitano e patriota risorgimentale. Ubicata nella splendida sala espositiva della Cappella Gallo restaurata, presso Palazzo Gallo, la mostra verrà presentata, dopo i saluti istituzionali dell'on, Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino e dall'avv. Francesca Dorato vicesindaco della città di Castrovillari, dalla prof.ssa Ines Ferrante presidente dell'associazione culturale Mystica Calabria, dal prof. Franco Blaiotta già docente di lettere e dirigente scolastico e dal N.H Paolo Baratta cultore di storia locale e profondo conoscitore delle vicende storiche dell'antica e nobile famiglia Baratta protagonista indiscussa della storia di Castrovillari. La mostra sarà fruibile dal 23 Dicembre 2017 al 7 Gennaio 2018 dalle 17.alle 19.00 e, nei giorni festivi o di mattina, su prenotazione. A curare la mostra, con il patrocinio dell'Ente Parco Nazionale del Pollino, l'associazione culturale Mystica Calabria operante a Castrovillari allo scopo di valorizzare e diffondere il patrimonio storico-artistico con particolare riferimento alla cultura calabrese, e che ha fortemente voluto esporre nella Cappella Gallo, un luogo particolarmente rilevante per il territorio, consapevole del fatto che gli spazi storici debbano essere valorizzati per mezzo di eventi culturali che mettano in evidenza il patrimonio esistente e favoriscano la conoscenza e la divulgazione della storia e della cultura del territorio stesso.

Mercoledì, 20 Dicembre 2017 12:58

− COMUNICATO STAMPA −

Mercoledì 20 dicembre 2017, con inizio alle ore 18 (termine previsto ore 20), a Catanzaro nella sede di Sociologia dell'Università "Magna Graecia (via Scesa degli Eroi - di fronte il Teatro Masciari), nell'ambito del Master di primo livello su "Beni culturali e beni ecclesiastici: analisi, gestione e fund raising", il rettore dell'Universitas Vivariensis, l'editore cosentino Demetrio Guzzardi, terrà una conversazione su "La Calabria cristiana tra Oriente ed Occidente". L'incontro sarà aperto da un saluto del direttore del master prof. Antonino Mantineo e da una introduzione di Luigi Mariano Guzzo.

Venerdì, 15 Dicembre 2017 12:48

− COMUNICATO STAMPA −

Da oggi a domenica al Tip Teatro di Lamezia Terme “Fatti di parole – Il teatro fra scrittura e narrazione”, una tre giorni di spettacoli e incontri curati dal Teatro Proskenion in sinergia con Scenari Visibili, la compagnia che cura le attività del teatro lametino. Il Proskenion è una realtà artistica che valorizza opportunità di crescita, di confronto e di formazione e questa iniziativa è la prima nata con l’intento di potenziare le collaborazioni con altre realtà teatrali che operano nel territorio calabrese. «L’attivazione di nuovi circuiti artistici è una necessità vitale per chi si occupa di promuovere e sostenere il teatro – commenta il direttore organizzativo del Proskenion, Vincenzo Mercuri - . Da sempre abbiamo lavorato convinti che l’arte potesse costituire un potente mezzo di comunicazione, provocazione e riflessione. “Fatti di parole” potenzierà ancor più la nostra consapevolezza nell’utilità di realizzare spettacoli e incontri come esperienza condivisa».

Tre realtà di tre paesi diversi, Teatro Proskenion di Reggio, Scenari Visibili di Lamezia e Confine Incerto di Catanzaro, si uniscono per consegnare agli altri il proprio patrimonio di esperienze.

 

Il Programma

 

15 dicembre

ore 19.00 presentazione del programma

ore 21.00 spettacolo “Tamburo è voce” di e con Nando Brusco (Teatro Proskenion)

Un viaggio nella cultura popolare e nella memoria orale della sua terra. Il progetto è caratterizzato infatti dalla narrazione di storie e leggende del Mediterraneo, offerte al pubblico in forma di canti, filastrocche, cunti che rivivono nel cerchio magico del tamburo: lo strumento che è ventre materno, forza generante, voce narrante dell’umanità. Lo spettatore si troverà coinvolto in un viaggio emozionante. Fra mito e realtà. Fra Voce e Tamburo.

16 dicembre

ore 16.30 incontro “Narrazione e comunità”: se il teatro racconta a cura di Emi Bianchi (Confine Incerto) e Nando Brusco (Teatro Proskenion)

Per una comunità, la costruzione dell'identità passa necessariamente dalla narrazione. È  attraverso questa pratica (declinata in forme diverse) che da sempre le popolazioni di tutto il mondo hanno trasmesso alle generazioni successive l'interpretazione del mondo e il senso del loro stare nel mondo. La presenza è anche racconto della stessa. Il teatro da questo punto di vista può diventare luogo riconosciuto nel quale conoscere e ri-conoscere i tratti di un'appartenenza.

ore 21.00 spettacolo “Lamagara” di e con Emi Bianchi (Confine Incerto)

Calabria, 1769. Cecilia Faragò è l’ultima fattucchiera processata per stregoneria nel Regno di Napoli. Una microstoria che si affaccia dal passato, un urlo di redenzione da quel mondo di storie disperse che formano la memoria negata del genere femminile. Un linguaggio denso e terrestre come humus, impastato di un materiale verbale pieno e screziato dove il corpo è utilizzato come strumento della narrazione che coinvolge lo spettatore in una esperienza sensoriale potente, poetica e parossistica. Lo sguardo di Emanuela Bianchi diventa parola, genesi, riscatto di una verità selvaggia, processata dalla storia.

17 dicembre

ore 10,30 incontro “La guerra di prima”: costruzione di uno spettacolo a cura di Nino Racco e Vincenzo Mercurio (Teatro Proskenion)

Precisamente la costruzione di uno spettacolo che al suo inizio non ha un testo ma solo un’idea e 3 o 4 canzoni. Gli attori Racco e Mercurio procedono così con delle Improvvisazioni su Tema. I materiali ritenuti consoni e validi vengono di volta in volta trascritti. Alla fine di questo processo si inizia a lavorare sul testo come processo logico-razionale che mette “ordine” e sviluppa un collegamento tra le scene. Il testo dunque come risultato finale: un processo, un lavoro all’incontrario. Se il tempo a disposizione lo permetterà si tenterà anche una dimostrazione di lavoro pratica.

Ore 18.00 spettacolo “La guerra di prima” di e con Nino Racco e Vincenzo Mercurio (Teatro Proskenion)

Non una celebrazione ma una interrogazione al destino, al fato, all’ingiustizia politica ed economica che ha falciato e cancellato milioni di giovani vite. La guerra di prima è anche una paradossale e divertita ipotesi scenica: due attori-soldato, il campano Fregoli Ciro e il calabrese Scicchitano Antonio, sono chiamati al fronte non per combattere ma per mettere in scena “uno spettacolino” al fine di allietare e confortare le truppe nelle pause del combattimento. Ci riusciranno? Si salveranno dalla trincea? E quale rapporto culturale ed etico si affermerà tra i due attori che cercheranno di non finire in prima linea mentre i compagni muoiono al fronte? Lo spettacolo è infine un NO rinnovato alla guerra. Alla infelice boutade futurista che sponsorizzò la guerra come “sola igiene del mondo”.

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Valeria Bonacci
Mercoledì, 13 Dicembre 2017 19:37

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La centesima Mostra d'Arte al Centro Cultura e Arte 26 di Maria Zanoni, al suo 40° anno di attività, è dedicata all'Artista Enzo Oranges e resterà aperta sino al 20 Dicembre prossimo.

Presentando le opere, la Zanoni ha recitato le poesie che l'Artista castrovillarese ha composto in questi ultimi anni, per dare sfogo ai suoi sentimenti. Oranges, pittore dell'anima - ha detto l'Antropologa - è "novello" poeta che sa che quando l'anima chiama non può attendere. Ed allora il confine tra la poesia di un pittore e la poesia di uno scrittore è indefinibile. Parliamo di un artista sincero e non costruito. Nei suoi versi c'è l'animo sensibile di chi "cerca nuovi aneliti... non sofismi", di chi mette a nudo il suo animo semplice, per sconfinare nell'immenso, con emozioni e sensazioni. E nei colori che siano d'inchiostro su un foglio bianco o pennellate su una tela, si avvertono i palpiti di un cuore ansioso di comunicare a se stesso ed agli altri i suoi momenti esistenziali. Enzo sa ascoltare bene la voce dell'anima. E quando stende veli di colore su una tela, "forgiando policrome linfe" ...E quando affida al foglio, con "frenetici istinti", le sue malinconie, le sue nostalgie, le sue passioni "che volteggiano nelle cavità di spazi sconosciuti".

Ammirando le opere esposte, il pubblico ha gradito molto il recital di poesia dialettale, curato da Maria Zanoni in collaborazione con Antonietta Daniele. A concludere l'incontro, l'intervento del Sindaco Mimmo Lo Polito che ha espresso parole di elogio per l'evento.

Sabato, 09 Dicembre 2017 17:32

− COMUNICATO STAMPA −

“Amarcord”, è la nuova personale dell'artista Francesco Senise dal 9 al 23 Dicembre presso il Teatro Vittoria, con il Patrocinio del Comune di Castrovillari. Un omaggio al cinema italiano e alla commedia all'italiana, racchiuso in un'antologia di 15 opere su tela che verrà inaugurata a Castrovillari sabato 9 Dicembre alle ore 18.00 alla presenza del sindaco avv. Mimmo Lo Polito, dell'on. Franco Laratta, dell'architetto Giuseppe Bruno, della prof.ssa Ines Ferrante presidente dell'associazione culturale Mystica Calabria che ha curato la mostra e dell'artista. La personale espone, sul fil rouge del ricordo attraverso l'arte contemporanea, interpreti, registi e ambientazioni che seppero incarnare magistralmente i vizi e le virtù degli italiani e di un'epoca, il cui fascino abbraccia, anche la moda, la letteratura, il teatro, l'enogastronomia. Il cinema, da sempre, è lo specchio della società e, tra la metà degli anni ’50 e la metà degli anni ’60,i films italiani sono stati testimonianze straordinarie dei cambiamenti e delle contraddizione di una nazione. I volti dei protagonisti e le scene indimenticabili, filtrate dal cuore e dall'anima dell'artista lungrese si propongono ai visitatori per le festività natalizie castrovillaresi e le opere in mostra saranno allestite in funzione dello spazio aperto, sempre in relazione al rapporto artista-pubblico. Artista autodidatta, Francesco Senise vive ed opera a Lungro dove è nato, libero da vincoli estetici precostituiti, riuscendo in pochi anni ad imporre all’attenzione della critica più esigente il valore delle sue forme e dei suoi contenuti. La sua attività artistica lo ha posto in una posizione di rilievo nel panorama degli artisti calabresi e non, grazie alle indubbie doti tecniche e alla partecipazione alla vita espositiva non solo regionale, ma anche nazionale ed internazionale. La sua fitta agenda lo vede presente in mostre personali e collettive in gallerie, musei e sedi istituzionali, in rassegne d’arte e nelle maggiori fiere d’arte contemporanea.

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