Cronaca

Cronaca (126)

Ieri, lunedì 8 aprile 2013, a LONDRA, presso il suo appartamento all'Albergo “Ritz”, a causa di un attacco apoplettico, veniva a mancare, dopo una lunga malattia, la molto onorevole Margaret Hilda ROBERTS in THATCHER, baronessa di KESTEVEN.

Nata a GRATHAM (Lincolnshire) il 13 ottobre 1925, da una famiglia modesta ma di impegno politico e di solidi principi religiosi di fede protestante metodista, si laureò prima in Chimica e poi in Giurisprudenza, divenendo un'avvocata fiscalista.

Con una carriera sfolgorante, aveva ricoperto la carica di Parlamentare dal 1959, essendo stata eletta in modo continuativo fino al 1992, alla Camera dei Comuni e, da quell'anno, per diritto nobiliare, a quella dei Signori. Fu Ministra dell'Istruzione dal 1970 al 1974 e Capo del Partito conservatore dal 1975 fino al 1990, e come tale ricoprì, per ben tre mandati, la carica di Primo ministro dal 1979 al 1990, unica donna ad abitare non come consorte presso il famoso numero 10 di Downing Street.

Era Dama del Nobilissimo Ordine della Giarrettiera, nonché membro dell'Ordine al Merito, dell'Onorevolissimo Consiglio privato di sua Maestà e della Società reale; era stata insignita anche di onorificenze straniere, per le quali era: Dama di Gran Croce del Reale Ordine di Francesco I (Casa di Borbone - Due Sicilie), Dama di Gran Croce del Grand'Ordine del Re Dmitar Zvonimir (Croazia), I Classe dell'Ordine dell'Amicizia (Casacchia), Gran Croce dell'Ordine di Vytautas il Grande (Lituania), Medaglia presidenziale della Libertà (USA). Nel 1990 fu nominata baronessa.

Esponente del conservatorismo liberale, fu una politica di razza, dal temperamento duro e inflessibile, amata e odiata, al punto da aver ricevuto il soprannome di Iron Lady (Signora di ferro, comunemente in italiano Lady di ferro), termine che ha sempre accompagnato la sua persona e che le fu affibbiato per la prima volta nel 1976 da un giornale sovietico denominandola Железная леди [Železnaja ledi] dopo un suo discorso con cui attaccava duramente, da convinta anticomunista, l'URSS.
 
Poche persone possono vantare un curricolo così formidabile, e ancor meno donne. Esemplare sceltissimo della tipica figura del sef-made man (uomo fatto da sé), anche se in questo caso woman (donna), di stampo anglosassone, ha incarnato gli ideali di tutti coloro che partendo praticamente dal nulla possono riuscire a ottenere praticamente tutto.
 
Nata figlia di un droghiere, divenuta Primo ministro di una delle potenze mondiali, morta baronessa. A prescindere dal suo credo politico e da quello religioso (per il matrimonio si era convertita all'anglicanesimo), si staglia gigante nella Storia, torreggiando come esempio per tutti, uomini e donne, che possono trarre da lei il valore dell'impegno. Poche e vergognose le voci dissonanti, di chi, alla notizia della sua dipartita, a GLASOW, ha deciso ignominiosamente di festeggiare a champagne, innalzando un oltraggioso cartello con su scritto The bitch is dead (La cagna è morta), per ricordare le lotte compiute dai minatori gallesi appoggiati dai sindacati. Sono molteplici, infatti, i motivi di dissenso e di contrarietà che la gestione del suo ruolo ha prodotto: non simpatica perfino alla regina, lo fu ancor di più alle masse popolari e operaie, che videro, colla sua politica, fondata sui principi deregolatori, ridimensionati fortemente i propri diritti sindacali, al punto da avere smantellato quello Stato sociale che col nome di welfare State (propriamente, Stato del benessere) vedeva proprio nel Regno Unito la sua culla. 
 
Dalla mente di ferro, ironia della sorte, soffrendo di demenza senile, ha trascorso gli ultimi tempi della sua vita nell'amnesia, come fu per il suo interlocutore più affine, il presidente degli USA Ronald Wilson REAGAN, con cui ha segnato un'epoca. Fu una figura unica, seppur controversa. Rappresentò per un'intera generazione, al contempo, la sua croce e la sua delizia; osannata e vituperata, con cui si può essere stati in forte disaccordo, ha ingenerato sempre un forte rispetto, tanto per la sua forza personale, quanto per i suoi progetti politici, con cui ha avuto, insieme a pochi altri nel mondo, e quasi tutti uomini, la possibilità di cambiare, non solo il paesaggio politico nazionale, ma anche quello mondiale, come hanno dichiarato anche i suoi avversari, al punto ce che dal suo nome è derivato un -ismo che non si dimenticherà (thatcherismo), caso raro nella storia, e ancor di più forse unico, trattandosi sempre di una donna, e tanto da essere tratto, ancora dal suo nome, un aggettivo con cui si è indicata la sua era (thatcheriana). Per tutto ciò ha avuto, ancora in vita, l'onore di una statua presso il Parlamento, perché ritenuta già un “monumento nazionale”. 
 
Meryl STREEP, per altro la sua attrice preferita, la impersonò, e per tale interpretazione ne ricevette l'Oscar, nella pellicola The Iron Lady (La Signora di ferro), di Phyllida Christian LLOYD, in cui la frase più significativa riportata è senz'altro: «Con tutto il rispetto generale, ho dovuto combattere sempre, ogni santo giorno della mia vita e sono stata sottovalutata da molti uomini in passato», rivolgendosi ad Alexander Meigs HAIG, militare e politico statunitense.
 
Ma soprattutto la sua frase che indica tutto il suo pensiero, e che sapientemente riesce a fondere il potere colla femminilità fu: «Essere potenti è come essere una donna. Se hai bisogno di dimostrarlo vuol dire che non lo sei», parlando dell'efficacia della sua personalità politica in un'intervista per il Times.
 
Non riceverà, come suo espresso desiderio, i funerali di Stato ma, per volere della sovrana stessa, le saranno tributati gli onori militari, e il rito, che sarà celebrato mercoledì l'altro, 17 aprile, nella cattedrale di San Paolo in LONDRA, avrà il medesimo rango di quelli della regina madre e della principessa del Galles.
 
Signore e, soprattutto, signori, in piedi e chapeau!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Stefano ANNICCHIARICO, 43 anni, figlio di una famosa famiglia di gioiellieri della città del Pollino, e a sua volta padre, accusato di un crimine odioso quale quello della pedofilia e quindi, nel luglio del 2011, arrestato per presunta violenza sessuale nei confronti di due minori, è stato, dal Tribunale di CASTROVILLARI, assolto perché il fatto non sussiste. L'iter giudiziario del 1.o grado, durato poco più di un anno e otto mesi, ha visto così finalmente la sua felice conclusione.

Dopo indagini scrupolose durate circa tre anni e innumerevoli rinvii, questa mattina sono convenute, di fronte al giudice monocratico, dottoressa Carmen CIARCIA, le parti, rappresentate dagli avvocati Lucio RENDE e Maria DE MARE, per l'accusa, e Michele DONADIO, per la difesa.

L'udienza, a porte chiuse, iniziata intorno alle ore 11:00, si è protratta fino alle 14:00 circa, con una breve pausa di un quarto d'ora intorno alle 13:15.

Il magistrato giudicante, quindi, ascoltata anche la richiesta del pubblico ministero, dottoressa Mariasofia COZZA, che si era espresso per una condanna dell'imputato a quattro anni e otto mesi, si ritirava per deliberare, dando appuntamento agli astanti per dopo le 17:00.

Alle 17:30 circa la sentenza: innocente!

Ora ci sono 90 giorni di tempo per impugnarla.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Durante la notte , intorno alle ore 24:00, un’autovettura di proprietà dell’Ente, parcheggiata sotto gli Uffici comunali di palazzo Gallo, ove ha sede  anche quello del Sindaco, è stata data alle fiamme.

Non si conoscono  le ragioni dell’atto delinquenziale, ma sono già in corso  le indagini delle autorità.

Quello che è certo e che un atto di tale rilevanza rappresenta un grave attentato contro il patrimonio comunale, il bene comune e, probabilmente, contro gli stessi organi istituzionali.

Un atto di questo tipo si inserisce in un contesto di criminalità, che la nostra comunità ha sempre combattuto e, così, continuerà a fare.

Ecco la ragione per la quale si chiede, con determinazione, alle Forze dell’Ordine di individuare i responsabili di questo vile gesto, ripristinando, immediatamente, le regole del vivere civile che hanno sempre contraddistinto la comunità castrovillarese.

"A questi delinquenti l’Amministrazione comunale manda a dire che ancora , con maggiore forza, continuerà a perseguire scrupolosamente il principio di legalità, rispedendo al mittente ogni forma diretta o indiretta d’intimidazione.”

 

Il Sindaco

 Domenico Lo Polito

È di ieri, mercoledì 7 marzo, la notizia di un ragazzino di 12 anni che, fattosi coraggio, chiama la polizia per denunciare il padre dell'ennesima violenza perpetrata sulla madre. «Correte, papà sta picchiando mamma». Queste le tremende parole espresse dall'uomo” di casa, che col suo comportamento ha reso onore a una categoria spesso disonorata da individui che alla forza del diritto sostituiscono il diritto della forza dentro le mura domestiche. Il fatto, raccapricciante, come tanti, ma edificante come pochi, è avvenuto a MILANO, dove un operaio, qualificato solo nella violenza, di 39 anni e pregiudicato, ha rivolto per l'ennesima volta la sua furia sulla compagna di 33, madre dei suoi tre figli. All'arrivo dei militari dell'Arma, l'individuo ha peggiorato la sua posizione minacciando gli stessi di usare violenza anche nei loro confronti. Tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia, è stato tradotto in carcere. La donna, che aveva già denunciato il convivente nel 2011, è stata medicata per contusioni al volto e alla spalla presso l'ospedale “Niguarda” del capoluogo lombardo. Dimessa, è stata affidata alle cure amorevoli dei figli.

Purtroppo casi del genere non sono isolati; ma a edificare la società spesso ci pensano giovani uomini, e donne, che per fortuna, indipendentemente dall'identità di genere e dall'aria irrespirabile familiare, rifiutano di sottomettersi a una visione sessista e violenta. Appena un mese fa, venerdì 8 febbraio, un caso analogo veniva registrato a FIRENZE. Questa volta era una ragazzina ad allertare i Carabinieri dopo aver assistito ai drammatici momenti dell'ennesima violenza fisica sulla madre da parte del padre, avvezzo ad altri eventi simili anche nei suoi confronti. La madre, di 39 anni, ha riportato ferite alla testa giudicate guaribili in cinque giorni, mentre per la figlia, che ha atteso i tutori dell'ordine in strada, scalza e infreddolita, si è reso necessario un breve ricovero presso il nosocomio pediatrico “Anna MEYER” del capoluogo toscano a causa del trauma psicologico dovuto allo spavento.

Un ragazzo e una ragazza che si fanno megafono dell'insostenibile sopportazione di adulti incapaci di amare. È su di loro che si fondano le speranze di una società spesso distratta e incapace, se non sulla carta, di dare giusto ascolto a chi non riesce a gridare e fare luce per rompere il muro buio e silenzioso delle violenze domestiche.

Una frase del Vangelo dice che gli uomini sono «il sale della terra» (Mt 5,13): voglio immaginare che le donne ne siano lo zucchero... Alcuni uomini, amari come il caffè, non sanno addolcirsi con coloro che sono lo zucchero della terra.

A tutte le donne: AUGURI!

 

Gli articoli della società Solid Gold Bomb sono stati bloccati e da alcune ore non sono più disponibili dopo le polemiche in Inghilterra per la vendita, sul sito britannico di Amazon, di alcune T-shirt con messaggi dedicati alla violenza sulle donne. "Mantieni la calma e stupra" - "Mantieni la calma e colpiscila". E intanto a Udine un altro caso di violenza sulle donne: una donna è stata uccisa dal marito, dopo una violenta lite. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Cividale. Dalle prime ricostruzioni sembra che l'uomo l'abbia colpita con una mazza da baseball.

Angela Micieli

Sarebbero di origine rumena i tre senzatetto trovati morti carbonizzati questa mattina in un vecchio casolare a Cosenza dove i tre andavano a dormire. Ancora non è stato possibile identificarli. Pare che l'incendio sia divampato per un corto circuito provocato da una stufa elettrica allacciata alla rete con un collegamento di fortuna. Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto ha proclamato il lutto cittadino per il giorno del funerale, la cui data è ancora da stabilire.

"Una tragedia che non ci lascia indifferenti" è quanto ha dichiarato il primo cittadino.

In giornata sit in dei senzatetto sul luogo della tragedia. "Fate qualcosa per noi" è l'appello ai cosentini. "Milioni di euro per l'accoglienza agli immigrati e ancora si
muore in case abbandonate" si leggeva in uno striscione.

Invisibili che diventano visibili solo nell'ora della morte.

Angela Micieli

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Wednesday the 23rd. Castrovillari in Rete

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