Cronaca

Cronaca (124)

Di solito, quando giungono dei comunicati stampa, in questo caso da parte dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Cassano all'Ionio, mi limito a riportare quanto pervenuto, senza dover aggiungere oltre. Ma, questa volta, il particolare attaccamento che nutro per questa parrocchiale, m'obbliga a non esimermi dall'esprimere tutto il mio sdegno e la mia tristezza per l'atto criminale e sacrilego.

La mia particolare amicizia che mi lega al parroco, don Michel SEWODO KOSSI DOVI DELA, per tutti, semplicemente, don Michele, m'ha fatto eleggere questa chiesa, che io considero un po' come una cenerentola tra le chiese, per via della sua disarmante semplicità, che riflette quella del suo reggitore, tanto umile quanto colto, come il luogo in cui mi pregio d'ascoltare il Verbo nei momenti delle mie permanenze sui luoghi marini, attardandomi sempre, al termine della divina liturgia, nella sagrestia collo stesso che, oltre a guidare la sua comunità, è uno dei pochi docenti della Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale di NAPOLI della nostra diocesi, tenendo, da ordinario, nella stessa il corso di "Introduzione alla Sacra Bibbia".

Al presbitero e alla comunità parrocchiale, esprimo tutto il mio cordoglio, per questo vile gesto, augurandomi che la coscienza riconduca gli artefici (se cristiani!) verso quella Via, Verità e Vita che, quotidianamente, trova in questa chiesa chi cerca, col proprio impegno, di ben sentire per ben agire.

Di seguito, l'appello dell'ordinario diocesano, SER mons. Francesco SAVINO, vescovo della diocesi di CASSANO ALL'IONIO, unitamente coi sacerdoti di TREBISACCE.

A tutti i fedeli.

Nella notte tra il 10 e l’11 Novembre appena trascorsa, la chiesa di san Vincenzo Ferrer in Trebisacce è stata visitata da ladri che, nella ricerca di qualche spicciolo, hanno scassinato cassetti e mobili di sacrestia. L’atto, già di per sé ignobile, ci ferisce e addolora in quanto è stato portata via anche una cassetta in cui sono custodite le Ostie Consacrate della SS. Eucarestia.

Il Corpo di Cristo, dono preziosissimo per tutti, cibo per la vita che è il Pane Consacrato, è custodito in un tabernacolo prezioso come una cassaforte soltanto per quanto contiene.

Ci rivolgiamo a tutti i devoti cristiani, in particolare ai responsabili dello scasso perché, sotto l’azione dello Spirito Santo che opera incessantemente in ciascuno, questa cassetta-tabernacolo venga restituita e custodita per l’adorazione.

Intanto, in ogni chiesa della Diocesi, preghiamo insieme in riparazione del gesto sacrilego, compiuto senza  la consapevolezza che anche in un frammento di Ostia Consacrata ci siamo tutti perché c’è il Tutto, il Cristo Signore con la Sua Chiesa.

Il Vescovo, monsignor  Francesco Savino,
e i confratelli sacerdoti di Trebisacce

 

− COMUNICATO STAMPA −

«Come amico, fratello, discepolo, piango la prematura scomparsa di don Ignazio Schinella, proprio oggi, in cui la Chiesa Cattolica commemora i defunti. La notizia giunta nella prima mattinata parla di un incidente d’auto nel suo paese natale, dove era giunto per una visita ai suoi parenti defunti. Con mons. Schinella va via un grande teologo che con i suoi scritti ha cantato e lodato Gesù, Signore della sua vita.

Il suo ministero presbiterale era caratterizzato dall’amore verso la bellezza intesa come arte, poesia, letteratura; educatore nei luoghi deputati alla formazione dei futuri sacerdoti, amava il mondo popolare e più volte nei suoi testi faceva riferimento alla modalità del cattolicesimo popolare. Sempre attento, amava scrivere ed era un grande comunicatore, con la sua parola fluente, ma soprattutto con la sua grande umanità ed amicizia.

Con la casa editrice Progetto 2000 ha pubblicato oltre 20 titoli, ma erano in corso di preparazione altri volumi e ristampe; più volte aveva posto la sua firma a presentazioni o post fazioni. Una produzione enorme, con una scrittura fluente ed accattivante» così ha inteso ricordare l’editore Demetrio Guzzardi il suo amico di sempre mons. Ignazio Schinella.

Nella sua opera “Terra margia” stampata nel 1983, in una sua poesia così scrive:

«Sono nato senza spazio né tempo al mio cammino / la morte che mi sento nel cuore / ogni giorno vicina / conosciuta precoce / bambino quando andavo al lutto / per gioco sulle scale di legno / sarà un bivacco per una notte di luna / a riposare gli occhi / le tempie annerite / dalla fatica del sole./ Come faggio di bosco / leverò al cielo i rami nodosi del cuore / per non morire d’infarto precoce. / La fatica della strada sassosa / impolverata / rinnoverà le vene / lignificate nel tempo. / Sono nato senza spazio né tempo al mio cammino / ho desiderato nell’intimo la morte / scogliera dove approdare a riva. / Tuffarmi nell’orizzonte morto della notte. / Tutto mi è estraneo / anche me stesso / nel mio nocciolo d’uomo».

E nella presentazione del catalogo della mostra sui santini calabresi così scrisse:

«Un adagio spagnolo così riassume la parabola esistenziale-spirituale dei credenti “Campane del mio campanile, avete cantato quando nacqui, piangete quando morrò”. Dalla nascita battesimale alla nascita alla vita eterna, nell’evento della morte, l’uomo è accompagnato dalla madre Chiesa del proprio piccolo o grande borgo, con un pathos umano».

Mons. Ignazio Schinella era nato ad Arena (VV) l’1 febbraio 1949, presbitero della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Per molti anni rettore del Pontificio Seminario Teologico Regionale “San Pio X” di Catanzaro; era direttore del biennio di Teologia pastorale alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. Centinaia i suoi testi, saggi e articoli di natura teologica, spirituale, etica e bioetica.

Intervista a mons. IGNAZIO SCHINELLA dopo la presentazione

di un suo saggio al SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2016

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− COMUNICATO STAMPA −

Queste due foto [non pubblicate per non urtare la sensibilità degli animi più sensibili, limitandoci alla sola denuncia di quanto accaduto, N.d.R.] che ci sono state recapitate mostrano tutto l'orrore del quale è capace l'uomo. Siamo in Calabria, ma potrebbero essere state scattate in una qualunque altra regione perché, come dimostrano gli innumerevoli episodi dei quali si ha notizia, la crudeltà non ha latitudine.

Un cucciolo di volpe e un cane con collare, ritrovati in due momenti diversi e in due zone distanti tra loro vari chilometri, appesi a un albero. Non vorremmo mai vedere immagini così, e – come noi – tanti altri che condividono il nostro senso di compassione nei confronti di chi non ha gli strumenti per difendersi. Ma abbiamo scelto di rendere pubbliche le foto e indicare i luoghi dei ritrovamenti perché crediamo che non sia giusto operare censura su episodi che, al contrario, è necessario siano resi pubblici.

Chi si sarà trovato, almeno una volta nella sua vita, a passare per questi due luoghi, sappia che, sui suoi stessi passi, è transitato uno o più assassini. E sappia che l'unico strumento per contrastare tale reato (perché di reato si tratta) è sollevare il velo su ciò che succede. Non dobbiamo passare oltre, cercando di dimenticare al più presto la scena raccapricciante, nascondendoci dietro l'alibi che “queste cose succedono; sono solo menti malate”. Partire dall'assunto che la vita di un cane o di una volpe abbia meno valore della nostra, giustifica qualunque maltrattamento, tortura, uccisione.

E l'omertà è il male estremo.

Chi non ricorda l'uccisione di Angelo, il randagio di Sangineto? In quel caso, che ha portato alla condanna dei quattro assassini, sono stati loro stessi praticamente ad autodenunciarsi, pubblicando in Rete il video della morte. Il caso sarebbe scoppiato in tutta la sua portata senza quel video? Forse, il corpo di Angelo non sarebbe mai stato trovato. O forse si. Ma si sarebbe commentato, appunto, come “queste cose succedono; sono solo menti malate”…

Allora indignamoci anche per queste due morti. Un cane e un piccolo di volpe che hanno avuto, come unica colpa, quella di incrociare la strada di un assassino.

I ritrovamenti sono stati fatti in provincia di Cosenza.

- Il cucciolo di volpe sulla vecchia direttrice Paola – Cosenza, nei boschi che costeggiano il torrente Sproviero, in prossimità di un ponte.

- Il corpo del cane sulla strada che, da Cerisano, porta a Monte Cocuzzo.

Ufficio stampa Animal Amnesty

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 Cosenza, 19/10/2017

ANIMAL AMNESTY ONLUS

− COMUNICATO STAMPA −

Reggio Calabria, 23/08/2017.- I militari della Stazione Carabinieri Forestale di S.Roberto, dipendente dal Gruppo Carabinieri Forestale di Reggio Calabria hanno effettuato, in data 19 agosto 2017, in Contrada Lupina di Villa San Giovanni (RC) un’operazione antibracconaggio. I Carabinieri sono stati allertati dai volontari dell’Associazione Guardie per l’Ambiente di Reggio Calabria. R.F., di anni 69, con precedenti specifici, è stato denunciato a piede libero all’A.G. per i reati di ricettazione, maltrattamento ed uccisione di animali e per la violazione della legge sulla caccia, in quanto deteneva illegalmente, in un casolare di campagna nella sua disponibilità, al fine di porli successivamente in commercio, n. 570 esemplari di avifauna selvatica protetta. Trattavasi, in particolare, di esemplari di cardellini, verdoni e fringuelli, tutti appartenenti alla famiglia “Fringillidae” e rigorosamente protetti dalla Convenzione di Berna e dalla Direttiva “Uccelli”, detenuti in 11 gabbie non idonee alle loro caratteristiche etologiche e, quindi, alla loro natura. Purtroppo, per venti di essi si è dovuto costatare il decesso. I rimanenti 550 esemplari, posti sotto sequestro unitamente alle gabbie, sono stati liberati e reimmessi in natura su disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Si stima che la vendita degli esemplari di avifauna illegalmente detenuti avrebbe potuto determinare un profitto di circa 20.000 euro.

Si invita la popolazione a segnalare eventuali azioni in danno della fauna al numero di emergenza ambientale 1515.

In fondo alla pagina, il video che riprende il momento della liberazione degli uccelli [N.d.R.].

Il Comandante.
(Ten. Col. Giuseppe MICALIZZI)

Negli scorsi giorni, in seguito ai ripetuti e vasti incendi che hanno arso come non mai l'Italia in generale e la Calabria in particolare, SER il vescovo della Diocesi di CASSANO ALL'IONIO, mons. Francesco SAVINO, s'è voluto esprimere, con "ardente" sollecitudine, a riguardo, rivolgendosi, con una lettera aperta, al popolo affidato alla sua cura pastorale.

Di seguito, riportiamo il testo integrale, alle cui parole non possiamo che associarci assolutamente.

IL VESCOVO AL POPOLO DI CASSANO ALL’JONIO

Cassano all’Jonio, 12 Agosto 2017

    

Vi parlo come vostro fratello: a voi tutti, dai più giovani agli anziani, rivolgo un appello. 

La Calabria brucia!

Bruciamo per il caldo torrido di questa estate arida e bruciamo per i vari fuochi appiccati che hanno già sacrificato la vegetazione spontanea ed alcune vite umane. I boschi intorno fino alla Sila sono divorati dalle fiamme alimentate dalla siccità e dal vento: lo scenario è impressionante.

E questo lo vedete tutti.

Con il fuoco bruciano anche gli ultimi sprazzi di indignazione, di reazione, di speranza di cambiamento: su questo non posso tacere.

Gridiamo insieme che non accettiamo le logiche speculative subite da chi crede che, per una manciata di euro che entreranno nelle sue tasche riassestando le sue precarie condizioni economiche, la distruzione delle piante e delle coltivazioni sia la scelta più efficace. Gli incendiari prezzolati assecondano, forse anche senza consapevolezza, i progetti definiti a tavolino da chi ne trarrà il massimo profitto incurante della sfigurazione della terra.

O cerchiamo insieme cambiamenti possibili rispettosi della meravigliosa terra che il Signore ha donato ai Calabresi, come agli abitanti delle altre Regioni italiane, oppure con il silenzio, l’indifferenza, la rassegnazione diventiamo complici dei misfatti che infliggiamo alla natura pensando di rimanerne illesi.

Il manifesto ecologico che Papa Francesco ha indirizzato a tutti con l’Enciclica “Laudato Sii” è un richiamo forte anche per noi, qui dove abitiamo. Bruciare i boschi è terrorismo, è un delitto cosmico: gli alberi sono una risorsa da tutelare e rispettare per difendere l’ecosistema di cui siamo parte, senza esserne i padroni.

Qui come nella lontana Amazzonia!

L’appello ai responsabili delle istituzioni politiche e civili come dei mass media è: rompiamo l’atteggiamento di ignavia e fatalismo che blocca ogni reazione e diciamo “basta!”.

Non più incendi dolosi! Non più logiche finanziarie che deturpano le risorse naturali!

Custodiamo la terra!

                                    Vostro

                               don Francesco Savino

− COMUNICATO STAMPA −

[...] Recuperati i coniugi pugliesi che hanno, nel primo pomeriggio [di ieri, domenica 13 agosto 2017, N.d.R.], richiesto aiuto al 112 perché non riuscivano piu a risalire il Raganello a San Lorenzo Bellizzi. In particolare, il marito nella telefonata riferiva di non sentirsi bene e di aver affrontato la discesa del Raganello nei pressi di pietra ponte e di aver lasciato la propria auto in una masseria li vicino. Invece proprio l'assenza dell'auto nelle vicine masserie a pietra ponte da parte degli uomini della Stazione Pollino del Soccorso Alpino Calabria, faceva spostare le ricerche al parcheggio delle Gole Alte del Raganello. L'intuizione ha premiato gli uomini del Soccorso Alpino che in effetti ritrovavano l'auto e anche gli amici dei coniugi che da ore non avevano piu notizie dei due. Due squadre del Soccorso Alpino si inoltravano nel Raganello verso valle e giunti alla confluenza del canale "Maddalena" decidevano di risalirlo. Proprio lungo il canale venivano, non senza difficoltà, ritrovati, sopra una briglia nell'affluente del Raganello. Affaticati ma in buoni condizioni di salute. Insieme ad una terza squadra del Soccorso Alpino venivano riportati alle auto risalendo il canale ove un mezzo 4x4 del Soccorso Alpino riusciva a giungere attraverso una strada sterrata. Di fatto i coniugi, decidendo di tornare indietro invece di seguire il Raganello, imboccavano un affluente e solo grazie all'enorme esperienza e conoscenza del Raganello da parte degli uomini del Soccorso Alpino ha permesso di salvare, in tempi brevi, i coniugi pugliesi.

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Wednesday the 19th. Castrovillari in Rete

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