Venerdì, 06 Aprile 2018 08:01

Francesco Martino. Lettera aperta sul mobbing di Ferrovie della Calabria

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Ricevuto pubblichiamo. Lettera aperta all'A.U. a firma del sottoscritto, Francesco Martino, per denuncia sul mobbing di Ferrovie della Calabria.

Egr. Dott. Marino, Le riscrivo (dopo averlo fatto già una volta senza aver ricevuto riscontro alcuno da parte sua), per rafforzare quel concetto tanto in voga dentro la nostra azienda, ovvero:

"HO SAPUTO SOLO QUALCHE MESE FA", "NON C'È NESSUN ATTEGGIAMENTO AZIENDALE", "QUINDI SE C'È QUALCHE PROBLEMA INTERVERRÒ IMMEDIATAMENTE".

In pratica, io sono nove anni che vivo questa situazione (che certamente non Le può essere imputata), vittima di vessazioni, isolamenti, demansionamenti e mancate tutele della salute sul posto di lavoro ma, a differenza di tanti e nonostante tutto... io non ho mai fatto vittimismo in quanto non mi appartiene.

In tutto questo tempo ho solo chiesto i miei diritti, le mie tutele, i miei doveri e delle risposte da tutti, compreso i Presidenti dei CdA che l'hanno preceduta, incluso il suo predecessore dott. D'Onofrio.

Ovviamente, nessuno è riuscito, ha voluto o potuto darmi delle risposte, trincerandosi dietro “il solito ed abitudinario” SILENZIO che da sempre mortifica e distrugge la dignità di chi ha richiesto a più riprese risposte ma... senza averle mai ottenute.

Ora è il suo momento, perché ora... è Lei a rappresentare Ferrovie della Calabria quindi a Lei chiedo quelle risposte che altri non hanno voluto/potuto (sic!) dare a centinaia di documenti ufficiali.

Non Le chiedo nessun favore (non è mio costume), ma Le chiedo solo di acquisire gli atti che riguardano il sottoscritto e che dovrebbero essere "custoditi" dentro qualche cassetto di Ferrovie della Calabria.

Tra questa miriade di documentazione “dovrebbe” trovare sicuramente:

  • le relazioni della Medicina del lavoro;
  • la lettera di aspettativa a me indirizzata perché "io dicevo di essere ammalato";
  • gli ordini di servizio dove mi mettevano a fare il verificatore sugli autobus;
  • gli inviti ad andare a visita RFI a Reggio Calabria nonostante il "medico aziendale" avesse già relazionato in merito alla mia condizione ed una miriade di lettere da me inviate (per via gerarchica e protocollate) a tutti i vertici aziendali.

Certo, in NOVE ANNI, ho chiesto e cercato inutilmente delle risposte, sono cambiate tante cose. Dal punto di vista aziendale, isolato, demansionato e mobbizzato ERO, ed isolato, demansionato e mobbizzato SONO.

Seppur superfluo mi pregio di raccontarle che la mia vita e quella dei miei familiari  sono radicalmente cambiate in quanto, oggi, io sono una persona che “solo” tre volte a settimana si reca presso l'ospedale di Castrovillari per sdraiarsi su di un lettino dialitico, per rigenerare il sangue che scorre dentro di me e che mi consente di riaprire giornalmente gli occhi per guardare mio figlio crescere, in quanto i miei reni (già compromessi) non hanno retto allo stress PSICOFISICO a cui qualche dirigente di Ferrovie della Calabria mi ha sottoposto ignorando regole,norme e rispetto dal 2009 ad oggi.

Esiste  tanta documentazione a cui Lei (se vorrà) potrà attingere per verificare quanto io le sto denunciando,  ma se proprio vuole partire da un dato, chieda a chi è preposto in azienda e si faccia mostrare la relazione della medicina del lavoro datata 7 giugno 2010, verbale n°22 con esito (l'ennesimo):

"EVITARE STRESS PSICOFISICI E TURNI STRESSANTI: LA PRESTAZIONE LAVORATIVA DEVE ESSERE SVOLTA IN STRUTTURA IDONEA COSI COME PREVISTO DAL D.L. 81/2008 E SUCC. MOD.".

Dopo averla visionata, potrebbe farsi spiegare, magari dal D.G. e/o da qualche suo sottoposto in che modo è stato ed è impiegato da quella data l’agente Francesco Martino in azienda e scoprirà, suo malgrado, uno spaccato di vita lavorativa e non, davvero VERGOGNOSO!

 

Firmato

Francesco Martino

Dipendente Ferrovie della Calabria Castrovillari

matr. 7036

 

Sunday the 22nd. Castrovillari in Rete

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