Martedì, 16 Ottobre 2018 17:11

– COMUNICATO STAMPA –

Un duro colpo al capoluogo del Pollino è stato perpretato, per la seconda volta, ai danni della panchina rossa, simbolo della lotta al femminicidio, posta affianco il portone del Protoconvento Francescano a Castrovillari (CS). La targa affissa sulla panchina è stata oggetto di atti vandalici , qualche giorno fa, poiché ritrovata in frantumi, sdradicata dal supporto che la sosteneva. Il gesto, forse mirato, vista la scottante tematica della violenza sulle donne, ha suscitato nuovamente,lo sdegno della promotrice del progetto, la dott.ssa Ivana Grisolia e delle diverse associazioni , cittadini e istituzioni che hanno sostenuto l’iniziativa di installazione della panchina due anni fa ormai, quando il 14 maggio 2016 venne inaugurata nel giorno della festa della mamma per sottolineare l’importanza e l’alto significato simbolico. Diversi gli attestati di sdegno che hanno gridato vergogna, primo fra tutti quello del Sindaco di Castrovillari Domenico Lo Polito che dichiara:” Nuovamente un gesto vandalico contro 'la panchina rossa" posizionata avanti il Protoconvento Francescano. Ancora una volta, però, l'accaduto ci offre la possibilità di ricordare il significato di quella panchina, contro la violenza, a tutela della donna. Ma sottolinearne il significato serve a rendere ancora più meschino il gesto di chi rivolge il proprio atto vandalico verso un bene pubblico ma dall'alto valore civile e morale. Da qui l'amarezza, di chi cerca di profondere impegno ed energia per la crescita culturale di una società, vero motore del vivere civile, e poi vede il proprio lavoro vanificato dal solito "balordo". Non è stato in caso aver posizionato la panchina rossa avanti il protoconvento. Quello è il nostro polo culturale più importante, con teatro, biblioteca, museo, pinacoteca. Li si svolgono attività significative e da ultimo la fiera degli editori. Evidentemente per alcune coscienze nulla di positivo attecchisce. Ma tutto questo non ci esime dallo stigmatizzare ancora una volta il vile gesto”. Anche il Presidente dell’ente Parco Nazionale del Pollino, On. Domenico Pappaterra, si unisce al grido di sdegno e dichiara che “l’unica cosa da fare è cancellare le brutte azioni, rimediando all'atto vandalico e ripristinando la panchina al più presto, proteggendo nella nostra memoria le belle azioni, con l’impegno di attivarne di nuove! La giornata del 14 maggio e quella panchina ci dimostrano che lo sappiamo e possiamo fare." Il Segretario Giovanni Fazio, a nome di tutto il circolo Pd di Castrovillari, rinnega ogni forma di violenza e soppruso e in particolare afferma che vandalizzare un bene pubblico dall’alto significato simbolico è gesto vile, sintomo di grande degrado e ignoranza. Dichiara poi, “ E’ una battaglia soprattutto culturale, con la deposizione di una targa nuova se ne ribadisca nuovamente l’importanza e si offrano momenti di condivisione e riflessione”. Questo il parere unanime delle Istituzioni a cui si va ad unire quello della Prof.ssa Donatella Laudadio, già assessore provinciale alle pari opportunità, che dichiara: “La vandalizzazione della Panchina Rossa al Protoconvento di Castrovillari, la distruzione della targa e la sua frantumazione suscitano gravi motivi di preoccupazione ed allarme. Quella panchina e la targa sono un simbolo della cultura della non violenza e della parità non solo di genere, ma di ogni condizione di diversità . La panchina e la sua targa erano diventate quindi un pezzo di identità della nostra collettività, e come tale toccava ad ogni cittadino tutelarle e difenderle. E invece si è voluto distruggerle, proprio per mortificare le battaglie democratiche, in nome di una visione malata della società, alimentata dall'ignoranza e dalla nuova barbarie che produce femminicidi, stupri, episodi terribili di bullismo, rastrellamenti e deportazioni di immigrati, negazione di diritti per tutti quelli che sono definiti diversi. A questa ventata antidemocratica, esprimo esecrazione e sdegno, nella speranza che le forze sane del Paese abbiano ragione della follia autoritaria, xenofoba e maschilista che ci segnala tristemente e vergognosamente tra le Nazioni attualmente più retrive d'Europa”. Tra le associazioni che hanno sostenuto e continuano ad appoggiare l’iniziativa troviamo Khoreia 2000 che si dissocia da ogni forma di violenza e soppruso. Anche la Chiesa manifesta il suo sdegno con le dichiarazione del Parroco della SS. Trinità, Don Nicola De Luca: “Ciò che è stato compiuto nel rione del centro storico detto Civita in prossimità del Protoconvento Francescano e della chieda Santissima Trinità, alla panchina simbolica contro la violenza sulle donne è un gesto deprecabilissimo. Voglio credere a una delle tante azioni vandaliche a cui sovente assistiamo nella nostra cittadina e non a uno sfregio al significato altissimo che il piccolo monumento con la sua tarda inaugurata e benedetta proprio un anno fa rappresenta. Sarebbe manifestativo di una cultura di violenza e di odio ancor più deprecabile. Credo dovremmo avere più intelligenza e cuore nel custodire, rinnovare e conservare tutto ciò che di bello fa da cornice alla nostra cittadina e al tempo stesso avere la consapevolezza civica, umana e cristiana che ogni forma di odio non fa altro che generare altro odio. La nostra è chiamata all’edificazione della civiltà dell’amore”. Conclude Ivana Grisolia, promotrice del progetto “Panchina Rossa” dichiarando: ” questo gesto arrogante e prepotente vuole lanciare un segnale di supremazia e potere molto allarmante verso chi combatte ogni giorno questa battaglia contro ogni forma di violenza. La panchina avrà sempre la sua targa affissa a rappresentare il sacrificio delle donne vittime di femminicidio. Non sarà un gesto vile a fermarci. Uniti: cittadini, associazioni e Istituzioni la lotta contro l’ignoranza e la prepotenza continua e si può vincere, a costo di realizzare decine e decine di targhe, perché se loro distruggono noi ricostruiamo. Ora e fino all’infinito.”

Dott.ssa Ivana Grisolia
Promotrice progetto “Panchina Rossa a Castrovillari”

Sabato, 13 Ottobre 2018 12:13

– COMUNICATO STAMPA –

Ritornare alla normalità il più presto possibile, già alla fine del mandato amministrativo, perchè Mormanno ha bisogno di ripartire prima possibile. E' l'obbiettivo dell'esecutivo guidato dal Sindaco, Giuseppe Regina, che sta alacremente portando avanti la ricostruzione post sisma dell'ottobre 2012. Dopo l'assegnazione delle risorse della Protezione Civile nazionale al sistema regionale ed il trasferimento delle somme al Comune di Mormanno (primo caso italiano in tal senso) l'amministrazione comunale e tutta la struttura tecnica stanno portando avanti un lavoro di celerità nella redistribuzione delle somme da spendere in maniera certosina ed efficace, con tempi che hanno dello straordinario.

Tutto con l'obiettivo principale di «far ripartire la comunità il prima possibile - afferma il Sindaco, Giuseppe Regina - e ritornare presto alla normalità consentendo a tutti le famiglie che sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni di rientrare quanto prima in possesso dei loro stabili». Si inquadra in questa ottica l'altro importantissimo passaggio che ieri ha permesso l'assegnazione dei lavori di ricostruzione del Lotto 3 di Piazza Umberto I, uno dei luoghi simbolo e nevralgici della ricostruzione nel centro città.

«In soli 9 mesi dall’arrivo delle risorse, grazie ad un grande lavoro di squadra, e superando le difficoltà burocratiche che pure si innestano in questo percorso la nostra amministrazione, insieme al lavoro degli uffici comunali, ha permesso di affidare i lavori che riguardano ben 14 lotti. Un tempo record di cui siamo orgogliosi e che si spinge ad essere sempre più esempio e modello virtuoso della Calabria che sa e vuole fare per il bene collettivo. Siamo consci - ha dichiarato a nome dell'amministrazione il primo cittadino di Mormanno - che con questo segnale potremmo ridare speranza e futuro alle famiglie che erano rimaste fuori dalla loro abitazione ed oggi abbiamo acquisito maggiore determinazione per continuare il nostro cantiere di rinascita per la nostra comunità».

Vincenzo Alvaro
- giornalista -
Venerdì, 03 Agosto 2018 20:32

– COMUNICATO STAMPA 

COSENZA 3 agosto 2018 - I militari delle Stazioni Carabinieri Forestali di Castrovillari e Morano Calabro a seguito di controlli inerenti attività d’edilizia hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria competente un uomo di Morano Calabro il quale ha realizzato un manufatto abusivo in località Santa Margherita. Il controllo ha riscontrato che sul terreno di sua proprietà era stato realizzato un manufatto, già ultimato, privo delle autorizzazioni previste per legge. In particolare una tettoia la quale veniva usata come ricovero di mezzi. Inoltre lo stesso è stato realizzato ad una distanza dal centro dell’alveo del torrente “San Paolo” di pochi metri, Torrente riportato nell’elenco delle acque pubbliche della Provincia di Cosenza.

Mercoledì, 04 Luglio 2018 16:16

COMUNICATO STAMPA

I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Castrovillari hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria un uomo di Roggiano Gravina per furto di legna in area comunale. La pattuglia a seguito di un controllo effettuato nei giorni scorsi in località “Farneto” del comune di Roggiano ha constatato la presenza di due persone intenti a tagliare delle piante di Farnia (Quercus Robur).

L’area interessata al taglio di proprietà del Comune di Roggiano è stata percorsa dal fuoco ed è quindi una area vincolata e indisponibile a tale attività come previsto della Legge Quadro sugli incendi boschivi n. 353/200. Le due persone identificate avevano avuto mandato per le operazioni di taglio da un uomo di Roggiano il quale prontamente identificato ha prodotto ai militari una autorizzazione comunale che prevedeva l’asportazione del materiale legnoso secco presente a terra, cosa ben diversa dall’attuale attività riscontrata dai Carabinieri Forestali. Era in corso infatti un vero e proprio taglio boschivo di piante ancora all’impiedi effettuato attraverso l’ausilio di una motosega sottoposta in seguito a sequestro. Le piante tagliate sono risultate oltre 80  di varie dimensioni. Una parte del legname era giacente sul letto di caduta l’altro era già stato trasportato e depositato presso l’abitazione del trasgressore come constatato dai militari.

Oltre alla denuncia dell’uomo e al sequestro della motosega si è proceduto anche alla restituzione del legname al legittimo proprietario.

 

 

 

Venerdì, 13 Aprile 2018 14:39

Importante principio giurisprudenziale è stato di recente affermato dal Tribunale di Castrovillari -Giudice del lavoro dott.ssa Lambriola - che con Ordinanza esecutiva condanna l'Istituto Vittorio Veneto della città del Pollino a pagare il TFR dell'insegnante G. G. .

Nonostante la ritrosia e il diniego del "Vittorio Veneto" più volte opposti per non riconoscere il trattamento di fine rapporto dell'insegnante, il Tribunale ha condannato l'Istituto religioso a pagare il TFR accumulato negli anni dalla stessa, nonostante l'assemblea dei soci avesse votato per la rinuncia e l'accantonamento del TFR al fine di ripianare le perdite pregresse dell'istituto religioso.

Soddisfatto il legale dell'insegnante, avv. Livio Faillace, che in primis stigmatizza l'atteggiamento dell'Istituto religioso che dovrebbe riconoscere e non privare il lavoratore dei propri frutti dopo anni di sacrifici e ore di insegnamento, anche oltre le proprie ore sindacali, men che meno per ripianare le perdite dell'Istituto religioso causate da chi lo gestisce e non dai dipendenti che ci lavorano.

Inoltre importante è il principio affermato dal Tribunale in quanto si è riconosciuto come  il trasferimento alla società cooperativa di diritti o beni di pertinenza del singolo socio lavoratore non può essere realizzato unilateralmente e "coattivamente" dalla medesima società attraverso l'attività di un proprio organo (nel caso di specie, l'assemblea), ma può realizzarsi solo attraverso un atto negoziale - cessione o rinunzia individuale  e per iscritto - che nella vicenda in esame non c'era mai stato. In sintesi  non possono le perdite pregresse di una società costituire un valido motivo per privare i dipendenti dei propri diritti economici - come ad  es. il TFR senza il consenso degli stessi.

Venerdì, 06 Aprile 2018 08:10

COMUNICATO STAMPA

Le sottoscritte Associazioni, ormai da anni attive nell’ambito della tutela del diritto alla salute e dell’assistenza ai pazienti, costituenti il Comitato per la Tutela dell’Ospedale di Castrovillari e della Sanità del Territorio, in merito alle criticità sanitarie più volte evidenziate, ritengono sia necessario passare ad una accelerazione della fase operativa sui singoli problemi, con il coinvolgimento delle Parti interessate e coinvolte nel processo decisionale e di controllo.

A tal fine, fermo restando la necessità di dare risposte complessive e onnicomprensive, propongono la immediata costituzione di un Tavolo Tecnico specificamente orientato alla apertura delle Sale Operatorie del P.O. di Castrovillari.

Ad onta della loro inaugurazione, infatti, celebrata più volte negli anni, la criticità rappresentata dalla loro totale chiusura rischia di determinare il blocco di ogni attività operatoria programmata, sancendo, di fatto, la fine dell’Ospedale di Castrovillari, quale ospedale spoke.

Proponiamo pertanto ai Destinatari della presente di aprire, con urgenza, detto Tavolo che, a giudizio degli scriventi, dovrebbe essere così costituito:

- Sindaco di Castrovillari o suo Delegato

- Tecnico di fiducia del Comune di Castrovillari

- Direttore Generale ASP Cosenza o suo Delegato

- Tecnico di fiducia ASP Cosenza

- N. 1 Consigliere di Maggioraza

- N.1 Consigliere di Minoranza

- N.1 Rappresentante delle Associazioni scriventi

In attesa di cortese e sollecito riscontro, inviamo distinti saluti.

 

Associazione Amici del Cuore

Associazione Famiglie Disabili (AFD)

Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI)

Associazione Non Più Soli nella Lotta contro i Tumori

Associazione “Solidarietà e Partecipazione”

Associazione Volontari Ospedalieri (AVO)

Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS) 

 

                                                                                              Per il Comitato per la Tutela dell’Ospedale                                                                                                                                    di Castrovillari e della Sanità del Territorio

 

Venerdì, 06 Aprile 2018 08:01

Ricevuto pubblichiamo. Lettera aperta all'A.U. a firma del sottoscritto, Francesco Martino, per denuncia sul mobbing di Ferrovie della Calabria.

Egr. Dott. Marino, Le riscrivo (dopo averlo fatto già una volta senza aver ricevuto riscontro alcuno da parte sua), per rafforzare quel concetto tanto in voga dentro la nostra azienda, ovvero:

"HO SAPUTO SOLO QUALCHE MESE FA", "NON C'È NESSUN ATTEGGIAMENTO AZIENDALE", "QUINDI SE C'È QUALCHE PROBLEMA INTERVERRÒ IMMEDIATAMENTE".

In pratica, io sono nove anni che vivo questa situazione (che certamente non Le può essere imputata), vittima di vessazioni, isolamenti, demansionamenti e mancate tutele della salute sul posto di lavoro ma, a differenza di tanti e nonostante tutto... io non ho mai fatto vittimismo in quanto non mi appartiene.

In tutto questo tempo ho solo chiesto i miei diritti, le mie tutele, i miei doveri e delle risposte da tutti, compreso i Presidenti dei CdA che l'hanno preceduta, incluso il suo predecessore dott. D'Onofrio.

Ovviamente, nessuno è riuscito, ha voluto o potuto darmi delle risposte, trincerandosi dietro “il solito ed abitudinario” SILENZIO che da sempre mortifica e distrugge la dignità di chi ha richiesto a più riprese risposte ma... senza averle mai ottenute.

Ora è il suo momento, perché ora... è Lei a rappresentare Ferrovie della Calabria quindi a Lei chiedo quelle risposte che altri non hanno voluto/potuto (sic!) dare a centinaia di documenti ufficiali.

Non Le chiedo nessun favore (non è mio costume), ma Le chiedo solo di acquisire gli atti che riguardano il sottoscritto e che dovrebbero essere "custoditi" dentro qualche cassetto di Ferrovie della Calabria.

Tra questa miriade di documentazione “dovrebbe” trovare sicuramente:

  • le relazioni della Medicina del lavoro;
  • la lettera di aspettativa a me indirizzata perché "io dicevo di essere ammalato";
  • gli ordini di servizio dove mi mettevano a fare il verificatore sugli autobus;
  • gli inviti ad andare a visita RFI a Reggio Calabria nonostante il "medico aziendale" avesse già relazionato in merito alla mia condizione ed una miriade di lettere da me inviate (per via gerarchica e protocollate) a tutti i vertici aziendali.

Certo, in NOVE ANNI, ho chiesto e cercato inutilmente delle risposte, sono cambiate tante cose. Dal punto di vista aziendale, isolato, demansionato e mobbizzato ERO, ed isolato, demansionato e mobbizzato SONO.

Seppur superfluo mi pregio di raccontarle che la mia vita e quella dei miei familiari  sono radicalmente cambiate in quanto, oggi, io sono una persona che “solo” tre volte a settimana si reca presso l'ospedale di Castrovillari per sdraiarsi su di un lettino dialitico, per rigenerare il sangue che scorre dentro di me e che mi consente di riaprire giornalmente gli occhi per guardare mio figlio crescere, in quanto i miei reni (già compromessi) non hanno retto allo stress PSICOFISICO a cui qualche dirigente di Ferrovie della Calabria mi ha sottoposto ignorando regole,norme e rispetto dal 2009 ad oggi.

Esiste  tanta documentazione a cui Lei (se vorrà) potrà attingere per verificare quanto io le sto denunciando,  ma se proprio vuole partire da un dato, chieda a chi è preposto in azienda e si faccia mostrare la relazione della medicina del lavoro datata 7 giugno 2010, verbale n°22 con esito (l'ennesimo):

"EVITARE STRESS PSICOFISICI E TURNI STRESSANTI: LA PRESTAZIONE LAVORATIVA DEVE ESSERE SVOLTA IN STRUTTURA IDONEA COSI COME PREVISTO DAL D.L. 81/2008 E SUCC. MOD.".

Dopo averla visionata, potrebbe farsi spiegare, magari dal D.G. e/o da qualche suo sottoposto in che modo è stato ed è impiegato da quella data l’agente Francesco Martino in azienda e scoprirà, suo malgrado, uno spaccato di vita lavorativa e non, davvero VERGOGNOSO!

 

Firmato

Francesco Martino

Dipendente Ferrovie della Calabria Castrovillari

matr. 7036

 

Venerdì, 16 Marzo 2018 14:18

Antonio Laurito se n’è andato prematuramente, lasciando attoniti e sgomenti coloro che in questi anni hanno avuto il piacere di conoscerlo e di apprezzarlo per le sue grandi doti di uomo perbene e di giornalista.

La mia mente corre veloce agli anni Ottanta quando anche qui, nella nostra Castrovillari, i nuovi media davano il via a quel processo di cambiamento che avrebbe rivoluzionato il mondo della comunicazione. Le prime radio libere, la prima emittente televisiva: Teleradio Castrovillari diventata poi Teleradio Calabria 3. Lui in prima fila, pioniere di quel nuovo modo di fare informazione, con quella serietà e sobrietà che lo ha sempre contraddistinto e tanti di noi con lui, giovani e pieni di entusiasmo. Tanti di noi che lo ricordano con affetto e tenerezza.
L’inizio di una brillante carriera proseguita poi a Televiva e Metrosat e conclusasi a Radio Nord Castrovillari e sui canali televisivi di Media Sud.

La città lo piange perché la città sa di aver perso un uomo grande nella sua semplicità.

Anche il sindaco Mimmo Lo Polito, a nome dell’Amministrazione Comunale tutta, ha espresso cordoglio per la recente scomparsa di Antonio Laurito sottolineandone il lavoro svolto sul territorio: “per Lui un grande amore; per noi una testimonianza. Una persona che colleghi ed amici non dimenticheranno e che questa Amministrazione fa propria nei sentimenti perché espressione della dedizione e carattere identitari della Comunità a cui appartiene”.

Che la terra ti sia lieve, amico caro, il tuo ricordo resterà per sempre nei nostri cuori.

Castrovillari in Rete si associa al dolore della famiglia. 

Angela Micieli

Martedì, 30 Gennaio 2018 17:03

Con una toccante lettera i dipendenti del Comune di Castrovillari ricordano il loro collega recentemente scomparso.

Per visualizzare il documento aprire l'allegato PDF.

Angela Micieli

http://www.cvinrete.it/index.php/cronaca/item/download/9_88a2bc633ccf6109d4ec7fc0d984f61a

Lunedì, 04 Dicembre 2017 22:01

− COMUNICATO STAMPA −

ROTONDA 04 DICEMBRE 2017 – E’ stato sorpreso all’interno del Parco Nazionale del Pollino mentre praticava attività venatoria. Per un cacciatore di Latronico (PZ) è scattata quindi la denuncia per attività venatoria non consentita e introduzioni di armi all’interno dell’area protetta. L’uomo è stato fermato dai militari delle Stazioni Carabinieri Parco di Rotonda (PZ) e Viggianello (PZ) al termine di una attività di prevenzione e controllo in località “Peschiera-Giualiantonio” di Castelluccio Inferiore (PZ), zona 1 del Parco Nazionale del Pollino, Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) e Zona a Protezione Speciale (ZPS). Subito bloccato si è proceduto al sequestro del fucile e del munizionamento di tipo spezzato in suo possesso, tra l’altro non consentito dalla Legge sulla caccia. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di caccia di frodo ed introduzioni di armi in area protetta, in violazione della Legge sulla caccia e della Legge Quadro sulle Aree Protette.

Friday the 19th. Castrovillari in Rete

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