Venerdì, 13 Aprile 2018 14:39

Importante principio giurisprudenziale è stato di recente affermato dal Tribunale di Castrovillari -Giudice del lavoro dott.ssa Lambriola - che con Ordinanza esecutiva condanna l'Istituto Vittorio Veneto della città del Pollino a pagare il TFR dell'insegnante G. G. .

Nonostante la ritrosia e il diniego del "Vittorio Veneto" più volte opposti per non riconoscere il trattamento di fine rapporto dell'insegnante, il Tribunale ha condannato l'Istituto religioso a pagare il TFR accumulato negli anni dalla stessa, nonostante l'assemblea dei soci avesse votato per la rinuncia e l'accantonamento del TFR al fine di ripianare le perdite pregresse dell'istituto religioso.

Soddisfatto il legale dell'insegnante, avv. Livio Faillace, che in primis stigmatizza l'atteggiamento dell'Istituto religioso che dovrebbe riconoscere e non privare il lavoratore dei propri frutti dopo anni di sacrifici e ore di insegnamento, anche oltre le proprie ore sindacali, men che meno per ripianare le perdite dell'Istituto religioso causate da chi lo gestisce e non dai dipendenti che ci lavorano.

Inoltre importante è il principio affermato dal Tribunale in quanto si è riconosciuto come  il trasferimento alla società cooperativa di diritti o beni di pertinenza del singolo socio lavoratore non può essere realizzato unilateralmente e "coattivamente" dalla medesima società attraverso l'attività di un proprio organo (nel caso di specie, l'assemblea), ma può realizzarsi solo attraverso un atto negoziale - cessione o rinunzia individuale  e per iscritto - che nella vicenda in esame non c'era mai stato. In sintesi  non possono le perdite pregresse di una società costituire un valido motivo per privare i dipendenti dei propri diritti economici - come ad  es. il TFR senza il consenso degli stessi.

Venerdì, 06 Aprile 2018 08:10

COMUNICATO STAMPA

Le sottoscritte Associazioni, ormai da anni attive nell’ambito della tutela del diritto alla salute e dell’assistenza ai pazienti, costituenti il Comitato per la Tutela dell’Ospedale di Castrovillari e della Sanità del Territorio, in merito alle criticità sanitarie più volte evidenziate, ritengono sia necessario passare ad una accelerazione della fase operativa sui singoli problemi, con il coinvolgimento delle Parti interessate e coinvolte nel processo decisionale e di controllo.

A tal fine, fermo restando la necessità di dare risposte complessive e onnicomprensive, propongono la immediata costituzione di un Tavolo Tecnico specificamente orientato alla apertura delle Sale Operatorie del P.O. di Castrovillari.

Ad onta della loro inaugurazione, infatti, celebrata più volte negli anni, la criticità rappresentata dalla loro totale chiusura rischia di determinare il blocco di ogni attività operatoria programmata, sancendo, di fatto, la fine dell’Ospedale di Castrovillari, quale ospedale spoke.

Proponiamo pertanto ai Destinatari della presente di aprire, con urgenza, detto Tavolo che, a giudizio degli scriventi, dovrebbe essere così costituito:

- Sindaco di Castrovillari o suo Delegato

- Tecnico di fiducia del Comune di Castrovillari

- Direttore Generale ASP Cosenza o suo Delegato

- Tecnico di fiducia ASP Cosenza

- N. 1 Consigliere di Maggioraza

- N.1 Consigliere di Minoranza

- N.1 Rappresentante delle Associazioni scriventi

In attesa di cortese e sollecito riscontro, inviamo distinti saluti.

 

Associazione Amici del Cuore

Associazione Famiglie Disabili (AFD)

Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI)

Associazione Non Più Soli nella Lotta contro i Tumori

Associazione “Solidarietà e Partecipazione”

Associazione Volontari Ospedalieri (AVO)

Associazione Volontari Italiani del Sangue (AVIS) 

 

                                                                                              Per il Comitato per la Tutela dell’Ospedale                                                                                                                                    di Castrovillari e della Sanità del Territorio

 

Venerdì, 06 Aprile 2018 08:01

Ricevuto pubblichiamo. Lettera aperta all'A.U. a firma del sottoscritto, Francesco Martino, per denuncia sul mobbing di Ferrovie della Calabria.

Egr. Dott. Marino, Le riscrivo (dopo averlo fatto già una volta senza aver ricevuto riscontro alcuno da parte sua), per rafforzare quel concetto tanto in voga dentro la nostra azienda, ovvero:

"HO SAPUTO SOLO QUALCHE MESE FA", "NON C'È NESSUN ATTEGGIAMENTO AZIENDALE", "QUINDI SE C'È QUALCHE PROBLEMA INTERVERRÒ IMMEDIATAMENTE".

In pratica, io sono nove anni che vivo questa situazione (che certamente non Le può essere imputata), vittima di vessazioni, isolamenti, demansionamenti e mancate tutele della salute sul posto di lavoro ma, a differenza di tanti e nonostante tutto... io non ho mai fatto vittimismo in quanto non mi appartiene.

In tutto questo tempo ho solo chiesto i miei diritti, le mie tutele, i miei doveri e delle risposte da tutti, compreso i Presidenti dei CdA che l'hanno preceduta, incluso il suo predecessore dott. D'Onofrio.

Ovviamente, nessuno è riuscito, ha voluto o potuto darmi delle risposte, trincerandosi dietro “il solito ed abitudinario” SILENZIO che da sempre mortifica e distrugge la dignità di chi ha richiesto a più riprese risposte ma... senza averle mai ottenute.

Ora è il suo momento, perché ora... è Lei a rappresentare Ferrovie della Calabria quindi a Lei chiedo quelle risposte che altri non hanno voluto/potuto (sic!) dare a centinaia di documenti ufficiali.

Non Le chiedo nessun favore (non è mio costume), ma Le chiedo solo di acquisire gli atti che riguardano il sottoscritto e che dovrebbero essere "custoditi" dentro qualche cassetto di Ferrovie della Calabria.

Tra questa miriade di documentazione “dovrebbe” trovare sicuramente:

  • le relazioni della Medicina del lavoro;
  • la lettera di aspettativa a me indirizzata perché "io dicevo di essere ammalato";
  • gli ordini di servizio dove mi mettevano a fare il verificatore sugli autobus;
  • gli inviti ad andare a visita RFI a Reggio Calabria nonostante il "medico aziendale" avesse già relazionato in merito alla mia condizione ed una miriade di lettere da me inviate (per via gerarchica e protocollate) a tutti i vertici aziendali.

Certo, in NOVE ANNI, ho chiesto e cercato inutilmente delle risposte, sono cambiate tante cose. Dal punto di vista aziendale, isolato, demansionato e mobbizzato ERO, ed isolato, demansionato e mobbizzato SONO.

Seppur superfluo mi pregio di raccontarle che la mia vita e quella dei miei familiari  sono radicalmente cambiate in quanto, oggi, io sono una persona che “solo” tre volte a settimana si reca presso l'ospedale di Castrovillari per sdraiarsi su di un lettino dialitico, per rigenerare il sangue che scorre dentro di me e che mi consente di riaprire giornalmente gli occhi per guardare mio figlio crescere, in quanto i miei reni (già compromessi) non hanno retto allo stress PSICOFISICO a cui qualche dirigente di Ferrovie della Calabria mi ha sottoposto ignorando regole,norme e rispetto dal 2009 ad oggi.

Esiste  tanta documentazione a cui Lei (se vorrà) potrà attingere per verificare quanto io le sto denunciando,  ma se proprio vuole partire da un dato, chieda a chi è preposto in azienda e si faccia mostrare la relazione della medicina del lavoro datata 7 giugno 2010, verbale n°22 con esito (l'ennesimo):

"EVITARE STRESS PSICOFISICI E TURNI STRESSANTI: LA PRESTAZIONE LAVORATIVA DEVE ESSERE SVOLTA IN STRUTTURA IDONEA COSI COME PREVISTO DAL D.L. 81/2008 E SUCC. MOD.".

Dopo averla visionata, potrebbe farsi spiegare, magari dal D.G. e/o da qualche suo sottoposto in che modo è stato ed è impiegato da quella data l’agente Francesco Martino in azienda e scoprirà, suo malgrado, uno spaccato di vita lavorativa e non, davvero VERGOGNOSO!

 

Firmato

Francesco Martino

Dipendente Ferrovie della Calabria Castrovillari

matr. 7036

 

Venerdì, 16 Marzo 2018 14:18

Antonio Laurito se n’è andato prematuramente, lasciando attoniti e sgomenti coloro che in questi anni hanno avuto il piacere di conoscerlo e di apprezzarlo per le sue grandi doti di uomo perbene e di giornalista.

La mia mente corre veloce agli anni Ottanta quando anche qui, nella nostra Castrovillari, i nuovi media davano il via a quel processo di cambiamento che avrebbe rivoluzionato il mondo della comunicazione. Le prime radio libere, la prima emittente televisiva: Teleradio Castrovillari diventata poi Teleradio Calabria 3. Lui in prima fila, pioniere di quel nuovo modo di fare informazione, con quella serietà e sobrietà che lo ha sempre contraddistinto e tanti di noi con lui, giovani e pieni di entusiasmo. Tanti di noi che lo ricordano con affetto e tenerezza.
L’inizio di una brillante carriera proseguita poi a Televiva e Metrosat e conclusasi a Radio Nord Castrovillari e sui canali televisivi di Media Sud.

La città lo piange perché la città sa di aver perso un uomo grande nella sua semplicità.

Anche il sindaco Mimmo Lo Polito, a nome dell’Amministrazione Comunale tutta, ha espresso cordoglio per la recente scomparsa di Antonio Laurito sottolineandone il lavoro svolto sul territorio: “per Lui un grande amore; per noi una testimonianza. Una persona che colleghi ed amici non dimenticheranno e che questa Amministrazione fa propria nei sentimenti perché espressione della dedizione e carattere identitari della Comunità a cui appartiene”.

Che la terra ti sia lieve, amico caro, il tuo ricordo resterà per sempre nei nostri cuori.

Castrovillari in Rete si associa al dolore della famiglia. 

Angela Micieli

Martedì, 30 Gennaio 2018 17:03

Con una toccante lettera i dipendenti del Comune di Castrovillari ricordano il loro collega recentemente scomparso.

Per visualizzare il documento aprire l'allegato PDF.

Angela Micieli

http://www.cvinrete.it/index.php/cronaca/item/download/9_88a2bc633ccf6109d4ec7fc0d984f61a

Lunedì, 04 Dicembre 2017 22:01

− COMUNICATO STAMPA −

ROTONDA 04 DICEMBRE 2017 – E’ stato sorpreso all’interno del Parco Nazionale del Pollino mentre praticava attività venatoria. Per un cacciatore di Latronico (PZ) è scattata quindi la denuncia per attività venatoria non consentita e introduzioni di armi all’interno dell’area protetta. L’uomo è stato fermato dai militari delle Stazioni Carabinieri Parco di Rotonda (PZ) e Viggianello (PZ) al termine di una attività di prevenzione e controllo in località “Peschiera-Giualiantonio” di Castelluccio Inferiore (PZ), zona 1 del Parco Nazionale del Pollino, Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) e Zona a Protezione Speciale (ZPS). Subito bloccato si è proceduto al sequestro del fucile e del munizionamento di tipo spezzato in suo possesso, tra l’altro non consentito dalla Legge sulla caccia. L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato di caccia di frodo ed introduzioni di armi in area protetta, in violazione della Legge sulla caccia e della Legge Quadro sulle Aree Protette.

Martedì, 28 Novembre 2017 23:17

− COMUNICATO STAMPA −

Rotonda 28 novembre 2017 – Continuano i servizi finalizzati al contrasto del fenomeno del bracconaggio e tutela della fauna selvatica nel Parco Nazionale del Pollino. Nei giorni scorsi i militari della Stazione Carabinieri Parco di Morano Calabro hanno denunciato un cacciatore del luogo per violazione alla legge sulla caccia. In particolare, l’uomo è stato sorpreso in località “Monastero di Colloreto” di Morano Calabro, area questa limitrofa alla zona 2 del Parco del Pollino dopo che lo stesso aveva da poco abbattuto alcuni ungulati. Dal controllo è emerso infatti che il fucile usato per l’attività venatoria non era dotato dell’apposito “riduttore” e dunque era predisposto a contenere più di due munizioni all’interno del serbatoio, in questo modo l'arma non è consentita per la caccia. Inoltre si è accertato che i tre cinghiali appena sparati erano stati abbattuti con munizionamento spezzato, in particolare “pallettoni” assolutamente vietati per la caccia al cinghiale. Si è pertanto denunciato il cacciatore per aver usato mezzi e munizionamento non consentito per l’attività venatoria e posto sotto sequestro il fucile calibro 12 e il munizionamento in suo possesso oltre ai due capi abbattuti in seguito dati in beneficenza.

Martedì, 14 Novembre 2017 09:10

− COMUNICATO STAMPA −

COSENZA 13 novembre 2017 - I militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Castrovillari e Corigliano, durante una attività di controllo coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari nel Comune di Spezzano Albanese hanno nei giorni scorsi proceduto al sequestro di un’area utilizzata per la coltivazione e l’esercizio di una cava di circa 2000 metri quadri. In particolare, i militari giunti in una proprietà privata in località Stragolia Piccola hanno individuato la presenza della cava al cui interno era in corso un prelievo di inerti con l’ausilio di un escavatore e di un autocarro. Prontamente bloccato il prelievo si è proceduto agli accertamenti del caso che hanno riscontrato che tali lavori di estrazione erano abusivi, in quanto effettuati senza alcun titolo autorizzativo. Sono quindi scattati i sigilli dell’area per impedire che le attività di scavo proseguissero e dei due mezzi utilizzati. Tre le persone denunciate alla competente Autorità Giudiziaria, il proprietario del fondo ed i proprietari dei due mezzi usati per il prelievo illecito del materiale, tutte di Spezzano Albanese, che dovranno rispondere di concorso nel reato di attività estrattiva non autorizzata.

Sabato, 11 Novembre 2017 16:54

Di solito, quando giungono dei comunicati stampa, in questo caso da parte dell'Ufficio per le Comunicazioni Sociali della Diocesi di Cassano all'Ionio, mi limito a riportare quanto pervenuto, senza dover aggiungere oltre. Ma, questa volta, il particolare attaccamento che nutro per questa parrocchiale, m'obbliga a non esimermi dall'esprimere tutto il mio sdegno e la mia tristezza per l'atto criminale e sacrilego.

La mia particolare amicizia che mi lega al parroco, don Michel SEWODO KOSSI DOVI DELA, per tutti, semplicemente, don Michele, m'ha fatto eleggere questa chiesa, che io considero un po' come una cenerentola tra le chiese, per via della sua disarmante semplicità, che riflette quella del suo reggitore, tanto umile quanto colto, come il luogo in cui mi pregio d'ascoltare il Verbo nei momenti delle mie permanenze sui luoghi marini, attardandomi sempre, al termine della divina liturgia, nella sagrestia collo stesso che, oltre a guidare la sua comunità, è uno dei pochi docenti della Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale di NAPOLI della nostra diocesi, tenendo, da ordinario, nella stessa il corso di "Introduzione alla Sacra Bibbia".

Al presbitero e alla comunità parrocchiale, esprimo tutto il mio cordoglio, per questo vile gesto, augurandomi che la coscienza riconduca gli artefici (se cristiani!) verso quella Via, Verità e Vita che, quotidianamente, trova in questa chiesa chi cerca, col proprio impegno, di ben sentire per ben agire.

Di seguito, l'appello dell'ordinario diocesano, SER mons. Francesco SAVINO, vescovo della diocesi di CASSANO ALL'IONIO, unitamente coi sacerdoti di TREBISACCE.

A tutti i fedeli.

Nella notte tra il 10 e l’11 Novembre appena trascorsa, la chiesa di san Vincenzo Ferrer in Trebisacce è stata visitata da ladri che, nella ricerca di qualche spicciolo, hanno scassinato cassetti e mobili di sacrestia. L’atto, già di per sé ignobile, ci ferisce e addolora in quanto è stato portata via anche una cassetta in cui sono custodite le Ostie Consacrate della SS. Eucarestia.

Il Corpo di Cristo, dono preziosissimo per tutti, cibo per la vita che è il Pane Consacrato, è custodito in un tabernacolo prezioso come una cassaforte soltanto per quanto contiene.

Ci rivolgiamo a tutti i devoti cristiani, in particolare ai responsabili dello scasso perché, sotto l’azione dello Spirito Santo che opera incessantemente in ciascuno, questa cassetta-tabernacolo venga restituita e custodita per l’adorazione.

Intanto, in ogni chiesa della Diocesi, preghiamo insieme in riparazione del gesto sacrilego, compiuto senza  la consapevolezza che anche in un frammento di Ostia Consacrata ci siamo tutti perché c’è il Tutto, il Cristo Signore con la Sua Chiesa.

Il Vescovo, monsignor  Francesco Savino,
e i confratelli sacerdoti di Trebisacce

 
Giovedì, 02 Novembre 2017 19:56

− COMUNICATO STAMPA −

«Come amico, fratello, discepolo, piango la prematura scomparsa di don Ignazio Schinella, proprio oggi, in cui la Chiesa Cattolica commemora i defunti. La notizia giunta nella prima mattinata parla di un incidente d’auto nel suo paese natale, dove era giunto per una visita ai suoi parenti defunti. Con mons. Schinella va via un grande teologo che con i suoi scritti ha cantato e lodato Gesù, Signore della sua vita.

Il suo ministero presbiterale era caratterizzato dall’amore verso la bellezza intesa come arte, poesia, letteratura; educatore nei luoghi deputati alla formazione dei futuri sacerdoti, amava il mondo popolare e più volte nei suoi testi faceva riferimento alla modalità del cattolicesimo popolare. Sempre attento, amava scrivere ed era un grande comunicatore, con la sua parola fluente, ma soprattutto con la sua grande umanità ed amicizia.

Con la casa editrice Progetto 2000 ha pubblicato oltre 20 titoli, ma erano in corso di preparazione altri volumi e ristampe; più volte aveva posto la sua firma a presentazioni o post fazioni. Una produzione enorme, con una scrittura fluente ed accattivante» così ha inteso ricordare l’editore Demetrio Guzzardi il suo amico di sempre mons. Ignazio Schinella.

Nella sua opera “Terra margia” stampata nel 1983, in una sua poesia così scrive:

«Sono nato senza spazio né tempo al mio cammino / la morte che mi sento nel cuore / ogni giorno vicina / conosciuta precoce / bambino quando andavo al lutto / per gioco sulle scale di legno / sarà un bivacco per una notte di luna / a riposare gli occhi / le tempie annerite / dalla fatica del sole./ Come faggio di bosco / leverò al cielo i rami nodosi del cuore / per non morire d’infarto precoce. / La fatica della strada sassosa / impolverata / rinnoverà le vene / lignificate nel tempo. / Sono nato senza spazio né tempo al mio cammino / ho desiderato nell’intimo la morte / scogliera dove approdare a riva. / Tuffarmi nell’orizzonte morto della notte. / Tutto mi è estraneo / anche me stesso / nel mio nocciolo d’uomo».

E nella presentazione del catalogo della mostra sui santini calabresi così scrisse:

«Un adagio spagnolo così riassume la parabola esistenziale-spirituale dei credenti “Campane del mio campanile, avete cantato quando nacqui, piangete quando morrò”. Dalla nascita battesimale alla nascita alla vita eterna, nell’evento della morte, l’uomo è accompagnato dalla madre Chiesa del proprio piccolo o grande borgo, con un pathos umano».

Mons. Ignazio Schinella era nato ad Arena (VV) l’1 febbraio 1949, presbitero della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea. Per molti anni rettore del Pontificio Seminario Teologico Regionale “San Pio X” di Catanzaro; era direttore del biennio di Teologia pastorale alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli. Centinaia i suoi testi, saggi e articoli di natura teologica, spirituale, etica e bioetica.

Intervista a mons. IGNAZIO SCHINELLA dopo la presentazione

di un suo saggio al SALONE DEL LIBRO DI TORINO 2016

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Wednesday the 20th. Castrovillari in Rete

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