Angela Micieli

Angela Micieli

COMUNICATO STAMPA

Il “pressing” che le Liste Civiche di “Solidarietà e Partecipazione” fanno da sempre e che si è intensificato ancora di più negli ultimi mesi per salvaguardare la Sanità di Castrovillari e del Territorio, a iniziare dall’Ospedale, trova due ostacoli sostanziali. Da un lato l’atteggiamento e le decisioni della Dirigenza dell’ASP di Cosenza, che sembrano orientate solo a mortificare il diritto alla salute dei cittadini castrovillaresi e del comprensorio, e dall’altro la “mollezza” di un’Amministrazione che con il suo atteggiamento passivo e rinunciatario si rende di fatto complice di quanto sta accadendo.

E’ di ieri la visita del Direttore Generale dell’ASP di Cosenza, Raffaele Mauro, all’Ospedale di Castrovillari. Visita sollecitata nell’incontro avuto la settimana scorsa a Cosenza dove si era parlato dei numerosi problemi che affliggono l’Ospedale e che le Liste Civiche hanno ripetutamente portato all’attenzione del Consiglio Comunale. Ultimi, in ordine di tempo, il paventato trasferimento della Farmacia territoriale da Castrovillari a Lungro (al rilevantissimo costo, per l’ASP, di 170.000 euro !) e poi il trasferimento a Paola, effettuato il 29 marzo scorso, con una disposizione di servizio del Direttore Generale, di due dei quattro Ortopedici di Castrovillari. Provvedimento che ha portato all’immediata chiusura dell’ambulatorio pomeridiano di Ortopedia di Castrovillari ed ha tolto ogni possibilità anche di fare una reperibilità notturna che avrebbe coperto tutte le 24 ore. Questa disposizione è ILLEGITTIMA in quanto  gli Ortopedici sono stati assunti ESPRESSAMENTE E SOLO per l’Ospedale di Castrovillari.

Per quanto riguarda, poi, la tanto “strombazzata” – da parte del sindaco Lo Polito- indizione del concorso a Primario ortopedico, anche lì cattive notizie (da noi, per altro, ampiamente paventate): TUTTI i Commissari hanno rinunciato all’incarico. I tempi perciò si dilatano e rimangono, come da noi sostenuto, IMPREVEDIBILI.

Il risultato della visita? Nulla si è mosso. Nessuna revoca né della disposizione che riguarda gli Ortopedici, né della delibera sul destino della Farmacia territoriale.

E, dato che le cattive notizie non arrivano mai sole, vogliamo qui pubblicamente denunciare un altro, recentissimo sopruso nei confronti dell’Ospedale di Castrovillari: l’Oncologia, unica ad essere stata declassata a struttura semplice –rispetto agli spoke di Paola-Cetraro e Rossano-Corigliano-, farà riferimento alla lontana Oncologia di Rossano, mentre avrebbe potuto avere almeno una relativa autonomia come Unità Semplice Dipartimentale o essere collegata a Reparti dell’Ospedale di Castrovillari. Questo è quanto si legge nell’Atto Aziendale inviato dall’ASP alla Regione.

A questo punto, non c’è che da chiedere che l’Amministrazione di Castrovillari indica la mobilitazione popolare, con gli atti conseguenti, previsti nella mozione approvata all’unanimità in Consiglio Comunale. Basta con l’attendismo a oltranza, basta con l’acquiescenza e la subordinazione, basta con i “pannicelli caldi” delle “letterine” scritte solo per evadere obblighi formali. La salute è una cosa seria!

 

Il Coordinamento Politico delle Liste Civiche di “Solidarietà e Partecipazione”

COMUNICATO STAMPA

…Io la canto così! Omaggio a Gabriella Ferri è il quinto appuntamento di “Invito al Teatro - terza edizione”, la rassegna ideata ed organizzata dall’associazione culturale Aprustum, in sinergia con l’amministrazione comunale di Castrovillari. Sarà la musica la “prima-donna” dello spettacolo in programma per venerdì 9 giugno al Teatro Sybaris, ore 21,00, che vedrà protagonista la cantante e attrice Antonella Morea. “...Io la canto così!”  è un appassionante racconto in musica – tributo alla grande artista romana che la Morea ha scritto con il regista Fabio Cocifoglia; sul palco del Sybaris accanto alla protagonista ci saranno Franco Ponzo alla chitarra e Vittorio Cataldi alla fisarmonica e al violino. Artista tra le più grandi esponenti del genere romanesco (celebre il “duello” con Claudio Villa) e non solo, Gabriella Ferri cantò successi che spopolarono non solo in Italia ma anche in altri Paesi ("Ti regalo gli occhi miei" raggiunse i vertici delle classifiche in Sudamerica). Fu un personaggio amatissimo ma condusse una vita non sempre felice: un matrimonio durato poco e negli ultimi anni della sua vita un forte stato di depressione da cui era afflitta a periodi alterni. La cantante morì nel 2004, a 62 anni, dopo essere caduta da una finestra della sua casa di Corchiano: la famiglia ha sempre smentito l’ipotesi del suicidio, sostenendo che si trattasse di un incidente. “Se chiedi agli amici di Gabriella Ferri, a chi l’ha conosciuta e a chi ha lavorato con lei un aggettivo per raccontarla ti rispondono: Uno solo? S’incazzerebbe!” ricorda il regista Fabio Cocifoglia. “Dicono di lei: Era un pagliaccio straordinario, un pagliaccio di razza. Veramente l’amica ideale, ti dava tutto. Dove cantava, ecco, lì era il centro del mondo. La disperazione degli autori. Un po’ un pazzariello, uno sguardo dolce e disperato che non si può sfuggire. Era la maschera con cui lei nascondeva tutto, tutto quel macello. Molto sensibile, molto ansiosa, molto severa con se stessa, impegnativa. Ogni sua frase era un urlo lanciato al mondo. Donna bellissima che non aveva paura di imbruttirsi, eccentrica, feroce, anticonformista, libera, rivoluzionaria, troppo in tutto. Una grande madre, una grande moglie, una grande amante”. “Un giorno passeggiavo per le strade di Roma” racconta Antonella Morea “entro in un negozio e vedo lei, Gabriella Ferri, il mio mito da ragazzina. Piena di bracciali, collane, anelli, tutta colorata come sempre. Ma quasi non la riconoscevo. Sembrava non riuscisse nemmeno a parlare. Com’è possibile? Stavo quasi per andarle incontro, come ad una persona di famiglia, come ad una sorella più grande che non vedi da tanto tempo. E mentre sto per andare mi vedo riflessa in uno specchio del negozio. Ora siamo in tre. La mente è volata a quando mi vestivo tale e quale a lei, capelli rigorosamente biondi con la frangia, trucco da trincea, sacchi di trucco, il rimmel sugli occhi due linee di filo spinato, il fondotinta un campo minato. E voglio vedere quando mi espugnano, sono come Gabriella Ferri, io!, così dicevo. E così mi chiamavano per gioco gli amici la Gabriella Ferri napoletana. Erano per me, quelli, anni duri, di trasformazione, di battaglia. E lì mi sono resa conto che per Gabriella Ferri la battaglia non era ancora finita. Manteneva la posizione eroicamente. Confusa, forse, ma sempre in piedi”.

DOMENICO DONATO

UFFICIO STAMPA APRUSTUM

COMUNICATO STAMPA

 I militari della Stazione Carabinieri di Castrovillari, durante un’attività di controllo del territorio, hanno posto sotto sequestro una cava dismessa in località “Simeone” nel comune di Spezzano Albanese. Durante il controllo i militari hanno accertato all’interno di essa la presenza di persone che con l’ausilio di due mezzi, un escavatore e un autocarro, stavano prelevando materiale inerte dalla stessa. Le indagini hanno accertato che l’attività di estrazione era effettuata senza alcun tipo di autorizzazione, e che la documentazione fornita dagli stessi aveva come oggetto lavori di altra natura e in altro luogo. Si è pertanto proceduto al sequestro preventivo dell’area interessata all’attività estrattiva e dei due automezzi rinvenuti sul posto al momento del controllo oltre al deferimento all’Autorità Giudiziaria del proprietario di una ditta edile e dell’autista dei mezzi. Tale attività è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. 

COMUNICATO STAMPA

Si è svolto il 3 giugno con grande partecipazione di pubblico l’interessante convegno “il randagismo canino a Castrovillari: risultati dello studio tecnico scientifico nel territorio di Castrovillari e corretta gestione del fenomeno. Nel convegno organizzato dal Gruppo “Passione Animali” dell’associazione “Solidarietà e Partecipazione” di Castrovillari si è discusso di randagismo canino e dei risultati del monitoraggio del randagismo canino nel territorio di Castrovillari svolto dal Gruppo Passione Animali dell’associazione Solidarietà e Partecipazione di Castrovillari . Al convegno hanno partecipato con interventi il Presidente di "Solidarietà e Partecipazione" dott. Ferdinando Laghi, la dott.ssa Mariella Buono dell’associazione “Solidarietà e Partecipazione”, il consigliere provinciale nonché sindaco del comune di San Basile Vincenzo Tamburi, l’assessore all’ambiente del comune di Castrovillari Pasquale Pace e il dirigente dell’ufficio ambiente Franco Bianchimani, i medici veterinari dott. Pierpaolo Avolio e Tullio Tommaso dei servizi veterinari di Castrovillari ASP Cosenza, Marco Ragone della Polizia Municipale di Castrovillari, Loreadana Amodeo dell'Istituto Penitenziario di Castrovillari . In particolare, la biologa dott.ssa Mariella Buono , coordinatrice dell’indagine tecnico-scientifica, ha illustrato i dati raccolti nell’indagine e le informazioni relative al fenomeno randagismo canino nel territorio del comune di Castrovillari. I dati raccolti evidenziano come il randagismo canino nel comune di Castrovillari sia ancora molto presente ma allo stesso tempo si è constatato come rispetto al passato il fenomeno è diminuito in centro città mentre è aumentato nelle zone periferiche. I rappresentati dell’associazione “Solidarietà e Partecipazione” hanno sottolineato che per garantire una corretta gestione del fenomeno da parte degli enti preposti alla problematica e cioè comune di Castrovillari e Azienda sanitaria locale è necessario una pianificazione degli interventi da attuare con esperti del settore , un monitoraggio del fenomeno continuo, un piano di sterilizzazione delle cagne randagie più capillare, incentivi per le sterilizzazioni delle cagne di proprietà, il miglioramento strutturale e gestionale del Canile Municipale, l’attuazione del Regolamento Comunale di tutela degli animali (l’attivazione dell’ufficio diritti degli animali, commissione permanente sulla problematica, cane di quartiere, etc), maggiori attività di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e nelle scuole , un maggiore controllo da parte delle forze di Polizia Municipale sull’obbligo di legge dell’ iscrizione dei cani all’anagrafe canina e dei comportamenti in generale che riguardano i comportamenti dei proprietari di cani e in materia di tutela degli animali. Secondo l’associazione “Solidarietà e Partecipazione” infine è necessario mettere in campo interventi costanti e programmati e non più rinviabili al fine di una migliore convivenza tra le persone e gli animali.

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato di Quartiere n. 7, i cittadini ed i residenti nell’area di via E. Moneta, esprimono forti perplessità in merito ai risultati della Manifestazione d’Interesse della Prefettura di Cosenza per la selezione/individuazione di operatori economici ed organizzazioni a cui affidare la prima accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale e la gestione dei servizi connessi.

Al pubblico avviso ha partecipato, come si evince dagli elenchi della Prefettura una organizzazione di Montalto Uffugo che ha candidato la proposta di una struttura di ospitalità per migranti a Castrovillari.

Già dai giorni prima della scadenza dell’Avviso, il 22 maggio, i cittadini del Quartiere avevano sollecitato un intervento e dei chiarimenti da parte dell’Amministrazione Comunale e negli incontri che si sono tenuti alla presenza del Sindaco, dell’Assessore Giuseppe Russo e di diversi Consiglieri Comunali, il Sindaco ha più volte ribadito la contrarietà ad azioni di privati o di organizzazioni che non siano in linea con quanto già avviato in termini di accoglienza e integrazione dei migranti (progetto SPRAR), comunicando allo stesso Prefetto tali valutazioni.

Gli abitanti del Quartiere e dell’area dove presumibilmente sarà allocato il centro di accoglienza ribadiscono con forza ed a gran voce che:

1)    i cittadini, pur avendo l’Amministrazione Comunale attivato diversi strumenti di partecipazione e consultazione civica non sono stati ascoltati in via preventiva, se non su interessamento degli stessi negli ultimi 15 giorni; 

2)    il quartiere non è idoneo per tale tipo di strutture di accoglienza ed in particolare l’area nord (via E. Moneta e dintorni), un quartiere periferico dove sussistono diversi interventi pubblici non completati e dove già in altre occasioni il Comitato di Quartiere ha sollecitato maggiore attenzione in termini di sicurezza e prevenzione del degrado;

3)    non si condivide la modalità di gestione della manifestazione di interesse da parte della Prefettura, non si può ridurre l’accoglienza dei migranti ad una mera questione matematica di ripartizione numerica dei migranti nei diversi Comuni della Provincia, né si possono penalizzare territori che hanno avviato buone pratiche di “accoglienza ed integrazione” come per il caso di Castrovillari;

4)    come ribadito dal Sindaco e dall’Assessore ai Servizi Sociali, si chiede l’applicazione della “clausola di salvaguardia” prevista dal Piano Nazionale per la ripartizione dei migranti, sostenuta e concordata con l’ANCI, come specificato nella direttiva trasmessa dal Ministero degli Interni ai Prefetti (del 11 ottobre 2016). Ovvero: i comuni aderenti alla rete SPRAR, come lo è Castrovillari, sono esenti dall’attivazione di ulteriori forme di accoglienza.

In più occasioni il Quartiere ed i cittadini hanno mostrato partecipazione attiva, attenzione e dialogo, ma sono seriamente preoccupati perché situazioni critiche, interessi economici, strumentalizzazioni politiche e gestioni distanti dalle reali esigenze dei territori e dei bisogni locali, possano portare a forzature che provocherebbero azioni decise anche da parte di chi vive e chi opera in questi luoghi.

Al momento è stata avviata una raccolta di firme per sollecitare maggiore attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale e della Prefettura; sarà convocata a breve una nuova assemblea/manifestazione pubblica alla presenza della stampa e delle forze politiche locali, per sostenere la voce del Quartiere e dei suoi abitanti, nonché è stato chiesto al Prefetto un incontro sulla problematica specifica dell’accoglienza migranti nella nostra città.

 

Il Comitato di Quartiere n.7 e gli abitanti di via E. Moneta e dintorni

 

COMUNICATO STAMPA

Sinergia istituzionale per permettere alla chiesa dedicata a Santa Maria Odigitria di ritornare all'antico splendore. Così il Comune di San Basile, guidato dal Sindaco Vincenzo Tamburi, e l'Ente Parco Nazionale del Pollino, presieduto da Domenico Pappaterra, si sono resi protagonisti della firma della convenzione di finanziamento per il recupero della chiesa arbereshe danneggiata in maniera importante nel corso del sisma che investì il Pollino calabro - lucana nell'ottobre 2012.

Da allora la struttura, dall'alto valore identitario per la comunità di San Basile, era rimasta chiusa e l'amministrazione comunale, insieme al Parco del Pollino - che coordinò la fase di emergenza del terremoto - lavorarono a stretto contatto per far ritornare fruibile il bene spirituale e culturale 

La progettazione esecutiva dei lavori - che partiranno a breve e saranno seguiti dalla supervisione dell'assessore ai lavori pubblici del comune Gaetano Marcovecchio - sono stati affidati all'ingegnere Salvatore Lanciano. Il monastero sul quale insiste un progetto di sviluppo culturale e sociale pensato dall'amministrazione comunale permetterà di riaprire al culto la chiesa da sempre considerato un attrattore turistico e che rappresenta il nucleo attorno al quale è cresciuta l'identità della comunità arbereshe di San Basile anche dal punto di vista spirituale.

«Restituirlo alla collettività con un intervento del Parco - ha sottolineato il Presidente dell'Ente Parco, Domenico Pappaterra - è motivo di orgoglio e segna il percorso di attenzione alle bellezze non solo paesaggistiche del territorio che ricade nell'area protetta, ma anche ai simboli delle comunità che nel parco abitano».

Anche il vescovo dell'Eparchia di Lungro, Monsignor Donato Oliverio, ha espresso la sua «felicità» per la notizia del prossimo ripristino della struttura che è uno «tra i beni di punta del patrimonio spirituale dell'Eparchia e che sottolinea l'identità della nostra comunità attorno alla Madonna dell'Odigitria» come ha specificato il parroco di San Basile, papas Mario Aluise.

«Siamo orgogliosi di poter presto restituire alla nostra gente il monastero dell'Odigitria - ha sottolineato il Sindaco, Vincenzo Tamburi - Annunciare questo nuovo risultato del nostro esecutivo alla vigilia della festa in onore della Madonna ci riempie doppiamente di soddisfazione. Siamo certi che già il prossimo anno la festa dell'Odigitria possa trovare la sua sede nel monastero ritornato a splendere e raccontare la storia che gli appartiene e che ci rende onorati di far parte della grande famiglia degli albanesi d'Italia».

COMUNICATO STAMPA

Sinergia istituzionale per permettere alla chiesa dedicata a Santa Maria Odigitria di ritornare all'antico splendore. Così il Comune di San Basile, guidato dal Sindaco Vincenzo Tamburi, e l'Ente Parco Nazionale del Pollino, presieduto da Domenico Pappaterra, si sono resi protagonisti della firma della convenzione di finanziamento per il recupero della chiesa arbereshe danneggiata in maniera importante nel corso del sisma che investì il Pollino calabro - lucana nell'ottobre 2012.

Da allora la struttura, dall'alto valore identitario per la comunità di San Basile, era rimasta chiusa e l'amministrazione comunale, insieme al Parco del Pollino - che coordinò la fase di emergenza del terremoto - lavorarono a stretto contatto per far ritornare fruibile il bene spirituale e culturale 

La progettazione esecutiva dei lavori - che partiranno a breve e saranno seguiti dalla supervisione dell'assessore ai lavori pubblici del comune Gaetano Marcovecchio - sono stati affidati all'ingegnere Salvatore Lanciano. Il monastero sul quale insiste un progetto di sviluppo culturale e sociale pensato dall'amministrazione comunale permetterà di riaprire al culto la chiesa da sempre considerato un attrattore turistico e che rappresenta il nucleo attorno al quale è cresciuta l'identità della comunità arbereshe di San Basile anche dal punto di vista spirituale.

«Restituirlo alla collettività con un intervento del Parco - ha sottolineato il Presidente dell'Ente Parco, Domenico Pappaterra - è motivo di orgoglio e segna il percorso di attenzione alle bellezze non solo paesaggistiche del territorio che ricade nell'area protetta, ma anche ai simboli delle comunità che nel parco abitano».

Anche il vescovo dell'Eparchia di Lungro, Monsignor Donato Oliverio, ha espresso la sua «felicità» per la notizia del prossimo ripristino della struttura che è uno «tra i beni di punta del patrimonio spirituale dell'Eparchia e che sottolinea l'identità della nostra comunità attorno alla Madonna dell'Odigitria» come ha specificato il parroco di San Basile, papas Mario Aluise.

«Siamo orgogliosi di poter presto restituire alla nostra gente il monastero dell'Odigitria - ha sottolineato il Sindaco, Vincenzo Tamburi - Annunciare questo nuovo risultato del nostro esecutivo alla vigilia della festa in onore della Madonna ci riempie doppiamente di soddisfazione. Siamo certi che già il prossimo anno la festa dell'Odigitria possa trovare la sua sede nel monastero ritornato a splendere e raccontare la storia che gli appartiene e che ci rende onorati di far parte della grande famiglia degli albanesi d'Italia».

COMUNICATO STAMPA

Si è tenuto il 27 di questo mese presso la Sala VARCASIA, il congresso cittadino del PSI. Gli iscritti socialisti sono stati convocati per eleggereIL SEGRETARIOed il direttivo che guiderà la storica sezione di Castrovillari.


Le mozioni congressuali presentate sono state due:


la n° 1 “Progresso e Democrazia”, con candidato a segretario il compagno Francesco Berardi e come candidati al direttivo i compagnì Gaetano Martucci, Elvira Alia, Francesco Gatto, e Saverio Palermo;


la lista n° 2 ”Dirittiverso il futuro” con candidato a segretario compagno Pietro Manzo, e come candidati al direttivo i compagni VanessaCappuccio, Antonio Covelli, Fedele Palazzo (detto Brunello), e Vincenzo Esposito.


Dopo la relazione introduttiva sulle mozioni, tenuta dai due candidati segretari, ha fatto seguito una ampia ed articolata discussione incentrata prevalentemente sulle mozioni chehanno trattato le problematiche locali e gli indirizzi politici dei socialisti.
Ha concluso i lavori dell’assemblea congressuale il segretario provinciale Franz Caruso.

La votazione ha indicato nella mozione n° 2a segretariodella sezione del PSIcittadino Pietro Manzo e nel direttivo i compagni Vanessa Cappuccio, Antonio Covelli, Fedele Palazzo e Vincenzo Esposito. Mentre per la minoranza Francesco Berardi e Gaetano Martucci.


Al direttivo e al giovane segretario Pietro Manzo i fervidi auguri di buon lavoro.

COMUNICATO STAMPA
 
Ritorna, con la ricorrenza e la irruenza di un fiume carsico, al centro del confronto politico castrovillarese, la questione dell’insediamento di una nuova piattaforma di trattamento di rifiuti nell’area ASI di Cammarata.
 
Già dal 2010, anno della presentazione del primo progetto (diverso da quello attuale), con fasi altalenanti, i partiti, i movimenti e le istituzioni sono stati attori di un dibattito che è complesso per la materia e rovente per gli interessi coinvolti, toccando i tre aspetti che dovrebbero essere all’apice delle priorità di ogni soggetto politico : la salute dell’uomo, la salubrità dell’ambiente ed il lavoro, oggi consapevolmente connessi.

Appare utile tentare un approccio alla questione non ideologico e rigidamente polarizzato, quanto piuttosto basato su dati di fatto e sulla complessità del caso.

L’odierno progetto prevede il trattamento a fini di recupero e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, secondo gli allegati B e C (parte quarta) del D. Lgs. 03/04/2006 n. 152 (cd TUA Testo unico ambiente) (http://www.bosettiegatti.eu/info/norme/statali/2006_0152_allegati.htm#P_4)

Le tre linee in cui è articolato l’impianto consentono le seguenti capacità produttive annue:
 
impianto di digestione anaerobica / aerobica – 25.550 t/anno

impianto di biostabilizzazione – 25.550 t/anno

impianto di trattamento chimico fisico di rifiuti liquidi 49.500 t/anno

per una capacità massima complessiva di trattamento per 100.600 t/anno

Le prime due linee provvedono al trattamento della frazione organica del rifiuto con la produzione di compost di qualità, usato come ammendante, e compost c.d. grigio, usato come prodotto di copertura nelle discariche.

La terza linea tratta rifiuti liquidi speciali non pericolosi. (dati tratti dalle relazioni progettuali)

*****

La prima questione agitata è la opportunità della coesistenza tra questa tipologia di impianto ed il circostante territorio, vocato a distretto agroalimentare di qualità.

Sotto il profilo strettamente formale, l’insediamento è consentito in quanto il sito è ricompreso nell’area ASI, dedicata alla sviluppo industriale, contigua all’area del distretto agroalimentare.

Il punto della discussione, in realtà, si sposta sulla opportunità della coesistenza delle due aree (ASI e DAQ); prescindendo da ricostruzioni storiche, che vedrebbero il distretto ASI risalente rispetto al DAQ, è opportuno superare una ideologica e pregiudiziale contrapposizione tra le due differenti aree.

Mette conto di sottolineare, per la risalenza della questione al 2010, per il caso specifico dell’impianto in parola, ma precedente per una valutazione complessiva di programmazione economica, come ad oggi non vi è ancora una scelta coerente e chiara (e condivisa) sul tipo di sviluppo economico dell’intera area; basti qui ricordare soltanto come la detta area ASI negli anni ’80 dello scorso secolo è stata oggetto di insediamento manifatturiero tessile di una certa rilevanza, poi entrato in crisi fino alla chiusura definitiva degli stabilimenti.

Uno dei vizi dell’odierna contrapposizione è il guardare la questione attraverso il punto di vista del singolo impianto, senza una visione di insieme.

Va superata preliminarmente la presunta dicotomia agricoltura / industria, atteso che le tipologie esistenti in entrambi gli ‘schieramenti’ sono diversissime tra loro e spesso possono essere complementari in modo trasversale.

Per intenderci, un allevamento di bestiame, pur essendo attività tipicamente agricola, è anche altamente impattante per l’ambiente; se si vuole sintetizzare con una immagine fortemente icastica si può affermare che un hamburger a pranzo equivale a 6 mq di foresta in meno (http://www.oipa.org/italia/focus-impronta/).

Parimenti le attività di coltivazione intensiva di piante da frutto sono a rilevante influenza negativa sull’ambiente (per le mele in Alto Adige vedi http://www.ruralpini.it/file/Attualit%C3%A0-home/MELE%20INSOSTENIBILI.pdf).

Per converso, vi sono attività industriali a basso impatto ambientale (per un esempio, case di elaborazione di software ovvero attività manifatturiere secondo criteri di ecocompatibilità, vedi http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/documenti-tecnici/Scenari_impatto_ambientale.pdf).

Nello specifico delle aree ASI va considerata anche una linea di tendenza alla riconversione delle stesse con insediamenti funzionali alle attività economiche a vocazione agricola esistenti nel tessuto produttivo circostante (per un esempio La strategia di specializzazione intelligente in Piemonte http://www.regione.piemonte.it/partenariato1420/dwd/S3piemonte.pdf).

Fatte queste rapidissime e sintetiche considerazioni di carattere generale per ricordare la complessità della questione, appare sterilmente demagogico affrontare il problema in modo pervicacemente parcellizzato, focalizzando tutta l’attenzione sul singolo momento e sul singolo impianto.

La proposta di piattaforma, per come articolata, può essere di supporto, nei suoi limiti di impianto privato, proprio alle attività di tipo agricolo della zona, trattando rifiuti organici provenienti anche dalle coltivazioni agricole e rifiuti liquidi provenienti dal ciclo di depurazione degli scarti dei processi produttivi di trasformazione dei prodotti di allevamento.

La mera opposizione, senza alcuna indicazione di alternative, e soprattutto senza una visione di programmazione economica dell’area, avrebbe soltanto il sapore di una chiusura di tipo integralista, che ignora volutamente la realtà circostante, laddove proprio le attività agricole (anche di qualità) della zona richiedono processi ed impianti di trattamento dei rifiuti prodotti (solidi e liquidi); processi ed impianti che, per la sopra ricordata delicatezza degli interessi in gioco, appare preferibile concentrare in impianti professionali controllabili, piuttosto che lasciarli in mano ad un ‘fai da te’ dei singoli produttori, in gran parte sottratto agli stringenti controlli disposti in tema ambientale, sotto l’usbergo di attività connesse all’agricoltura.

È ben vero che, come sopra ricordato, che l’impianto ha natura privata e, quindi, come tale vocato al profitto e non vincolato ad una strumentale visione di servizio dell’area, ma tale situazione è frutto, innanzitutto, della partizione di competenze tra il settore pubblico, che ha in carico soltanto lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani e non di quelli speciali (che si suddistinguono in speciali pericolosi e non pericolosi, ad evitare allarmismi demagogici – per una scheda di sintesi http://www.minambiente.it/pagina/la-classificazione-dei-rifiuti); lo smaltimento dei rifiuti speciali è, infatti, demandato all’attività privata del settore, sottoposta alle autorizzazioni e ai controlli normativamente disposti, restando al settore pubblico, afflitto peraltro da una persistente carenza dell’impiantistica, il compito di provvedere al trattamento dei rifiuti solidi urbani.

In sintesi, sotto il profilo normativo formale, non v’è motivo (salve le autorizzazioni dovute) che osti alla realizzazione della piattaforma in parola; sotto il profilo della opportunità appare strumentale ed errato opporsi al singolo impianto, trascurando una visione di insieme, che sola può coniugare i tre interessi in gioco e summenzionati : la salute dell’uomo, la salubrità dell’ambiente ed il lavoro, oggi consapevolmente connessi.

La politica deve assumere su di sé la responsabilità di una scelta prospettica e di ampio respiro; diversamente, ove cedesse a infeconde contrapposizioni (a prescindere, direbbe il grande Totò), tradirebbe se stessa.

In quest’ultima prospettiva, ritengo utile richiamare una rivoluzione culturale inaugurata in Finlandia, nella istituzione scolastica, con l’abbandono delle singole materie di insegnamento, in favore della studio dei ‘fenomeni’, con acquisizione ragionata di competenze trasversali e globalizzanti (http://www.repubblica.it/esteri/2017/05/30/news/finlandia_nasce_la_scuola_senza_materie_la_rivoluzione_dei_piu_bravi_del_mondo-166760382/). La necessità di ‘allenare’ i discenti ad una visione di insieme è necessaria per dare agli stessi una valida bussola per muoversi in realtà sempre più complessa e in continuo movimento.

Secondo Kirsti Lonka, docente di Psicologia educativa all'università di Helsinki, il metodo dell'apprendimento "basato sui fenomeni" deve fornire agli studenti capacità adeguate per il ventunesimo secolo. Fra queste, sottolinea la docente, ci sono quelle che servono per respingere il cyber-bullismo come quelle che permettono di individuare su internet le notizie false, così come l'abilità di installare un programma anti-virus come quella di collegare al computer una stampante. 

Quello che, se vogliamo, continua a mancare al confronto politico.

In definitiva, è un po’ la storiella del saggio che indica la luna e dello stolto che si limita a guardare il dito.

Un’ultima notazione; il titolo è mutuato da un post di Dino Amenduni : https://www.proformaweb.it/blog/cosa-fare-per-contribuire-allecologia-del-dibattito-pubblico-slide/. Da leggere.

Francesco Attanasio

COMUNICATO STAMPA

La vicenda del mega impianto di rifiuti che dovrebbe sorgere a Cammarata, nel cuore del Distretto Agro-alimentare, è finalmente approdata a Palazzo di Città, in un Consiglio Comunale aperto, tenutosi ieri, su richiesta dei Consiglieri delle Liste Civiche di “Solidarietà e Partecipazione”.

Ed è in questa sede che si è appreso dell’associazione tra l’Ecologica Sud -la ditta che ha fatto richiesta di autorizzazione al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria- e la Calabria Maceri -il cui nome non compare nella richiesta stessa-, ditta affidataria della gestione della discarica di Campolescio.

Il progetto è stato illustrato dettagliatamente; nessuno potrà dire ora di non conoscerne l’esistenza. Così come nessuno potrà dire di essere all’oscuro della fermissima opposizione da parte di chi lavora nella Piana di Cammarata, di chi il lavoro lo dà e di chi lo tutela: Sindacati, Associazioni di categoria degli agricoltori, Imprenditori del settore, ma anche Rappresentanti istituzionali e tanti Cittadini hanno sottolineato i rischi altissimi per l’occupazione di 5.000 persone e per l’economia stessa di un intero territorio che da polo di eccellenza agro-alimentare rischia, per l’ennesima volta, di trasformarsi in polo di rifiuti interregionale. E sempre ad opera di chi, ancora una volta, privilegia la speculazione ad attività rispettose del Bene comune. Tanti, tantissimi i rifiuti che arriverebbero da Campania, Puglia e Basilicata. Tra questi, percolato di discariche, fanghi di fosse settiche, risulta di pulizia di fogne, scarti e fanghi di macellazione e altri fanghi di varia natura ed origine. Il tutto consumando una quantità d’acqua sufficiente a 3.500 persone. In ogni caso, adesso ognuno sa, anche quei consiglieri che hanno lasciato l’aula prima della conclusione del Consiglio.

La palla ora è alla Regione Calabria che deve decidere e chiarire se tutte le lodi fatte e le promesse e gli impegni presi con il mondo agricolo -che tiene in piedi la gran parte della traballante economia regionale- verranno onorati o se siano da derubricare alle solite, bugiarde iniziative elettorali. E se a determinare le scelte strategiche siano, invece, poteri tanto forti quanto oscuri.

Ed è, in primo luogo, dal Presidente Oliverio che si attendono atti solleciti e concreti a tutela di interessi e diritti di un’intera Regione.   

 

                                                               Il Coordinamento Politico della

Liste Civiche di “Solidarietà e Partecipazione 

Pagina 8 di 204
Thursday the 21st. Castrovillari in Rete - Powered by Francesco Parrotta

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.