Angela Micieli

Angela Micieli

COMUNICATO STAMPA

Non occorre mettere in campo la psicoanalisi di Freud per comprendere alcuni fenomeni del comportamento quotidiano, dai sogni, ai lapsus, alle dimenticanze, ai motti di spirito, per rinvenire dietro ad essi un soggetto nascosto “l’inconscio,  il non conosciuto”. Freud ipotizza un modello psichico, in cui si cercano le cause non consapevoli del comportamento umano.

Ma, voglio tranquillizzare i miei concittadini, che il sig. lo polito (tra gli amici, sempre meno numerosi, conosciuto con un simpatico appellativo) non è un caso raro, come lui, anche Nerone Imperatore suonava, rideva e cantava davanti alla sua Roma che bruciava, figuriamoci  cotal marchese del grillo se al toccar delle ferite non scalcia, sentendosi autorizzato a minacciare, aggredire, distorcere la storia degli uomini e delle donne, realizzare black list sociali ed amministrative, infliggendo tali pene a chi non ne canta le lodi e non ne celebra le gesta. Ricordiamo episodi di precedenti aggressioni verbali sui social addirittura verso cittadini, i loro cari defunti e gli eventi di sepoltura.  Chiari segnali di cattivo gusto, distorta gestione del potere, mancato rispetto delle cariche istituzionali, inappropriatezza nei ruoli rivestiti.  

A questo la risposta concreta e verificabile, è facile e semplice “Il tempo sarà galantuomo” con la certezza di  scriverlo per la prima volta e poi non doverlo più ripetere.

Il problema serio però, non è gestire il passaggio di una meteora impazzita,  non è rispondere alle invettive che distorcono e distraggono dalla realtà, ma impegnare, le analisi, le valutazioni, le azioni, i progetti futuri per evitare che possa ripetersi l’errore di valutazione di soggetti che non meritano l’onore politico che il popolo sovrano ha tributato loro.

Perciò l’assunto responsabile da cui partire, incontestabile, se non da servi sciocchi o compagni di merenda,  “Castrovillari muore di inedia, arretra senza interruzione di continuità, davanti alla più bieca ubriacatura di arroganza, contornata dalla più squallida espressione quotidiana di becera onnipotenza, del meno adatto, meno rappresentativo, meno efficiente, meno rispettoso dei cittadini governati,  sindaco, uomo sempre più solo, al comando, dall’avvio dell’era repubblicana ad oggi, non certo per sfortuna ma per incapacità a tessere relazioni politiche, sociali ed umane.

Chi non ricorda che, dalla sua prima elezione 2012, Lo Polito, come Attila, ha diviso è distrutto non solo il centro sinistra a Castrovillari ma, in esso, ogni importante componente partitica, tanto da farne pagare il prezzo alla Città con il primo scioglimento del consiglio comunale per dimissioni della maggioranza dei consiglieri?

Chi non vede che stiamo andando verso la realizzazione della stessa identica situazione politica,  giusto a due anni dalla ri-elezione, mentre i problemi della gente restano non risolti e non affrontati per mancanza di tempo e di idee, essendo in altre faccende affaccendati?

Chi non capisce che il governo Lo Polito è stato eletto, ed è tenuto in piedi, da una lista/stampella generata da una corrente di Forza Italia che esprime un consigliere comunale?    

Voglio ripeterlo, per chiarezza, non è un partito, non è il nobile vessillo di cui si ammanta, non è  il centro sinistra, ma un comitato di persone, coinvolte ad arte, trovate con il lume, che sgovernano questa Città. 

Il reale quadro su cui invito i cittadini a riflettere è lungo da elencare, lo affronterò iniziando a tenere più puntate, tramite una forma comunicativa di filo diretto,  sull’inedito, e, da molti, sconosciuto, quadro amministrativo che abita nelle stanze di Piazza Municipio e nei punti di interesse esterni. 

Tanto per accennare la Gestione del Territorio, gli Appalti, il decoro urbano, la gestione ed i gestori degli eventi, gli affidamenti professionali, l’affidamento e la esternalizzazione dei servizi, i conflitti di interesse  a gò gò, furbescamente non segnalati all’ANAC nella relazione annuale, quali situazioni estreme di cui Castrovillari gode del primato di esclusiva nazionale, la pulizia della Città, il rispetto della dignità dei lavoratori, la solidarietà, l’accentramento dei poteri, il depauperamento del personale comunale e la richiesta a ditte esterne di storici servizi gestiti da sempre, con grande professionalità, da personale comunale, la mancanza di un progetto di ruolo nello scacchiere comprensoriale e regionale.

Ho letto oggi elucubrazioni su miei risultati elettorali, appartenenze, naturalmente utili ad alzare nebbia che dovrebbe distoglierci dalla necessità del controllo della trasparenza amministrativa, della correttezza dei comportamenti politici, del triste e squallido momento amministrativo che è costretto a vivere la mia stupenda Città. 

Vorrei dire al sig. Lo polito che ogni info che si offre ai cittadini, che peraltro non sono da ritenere ingenerosamente scemi, va contestualizzata, ai momenti storici, alle battaglie fatte (la gente ricorda, sui palchi e nei programmi elettorali, avevo promesso il cambio di direzione rispetto agli appalti ed agli affidamenti pubblici e la diminuzione della quota maggiorata di spazzatura che il comune pagava ad una ditta di Crotone per servizi accessori e quantità modificate), il progetto fu accettato da circa mille concittadini a cui dico ancora oggi, ringraziandoli per la fiducia, che  “il tempo sarà galantuomo” ed il tempo ci darà ragione, ma il progetto coraggioso fu ostacolato da “poteri dei vari territori accordatisi per l’occasione”, che si organizzarono contro. Ricordo a tutti però che alcune, da altri, ritenute sconfitte risulteranno vittorie.

Al sig. Lopolito è dà dire, con molto garbo e senza spossatezza, che quando lui avrà l’onore di ricevere il consenso diretto (non la somma del consenso degli altri che oggi pubblicamente dimentica e se ne appropria) che la Città mi ha tributato  eleggendomi con oltre 1300 preferenze singole consigliere anziano nell’assise comunale PSI (primo eletto dopo il sindaco), tributandomi come candidato alla camera dei deputati 2888 preferenze singole, potrà prendere il titolo di Don o vincere i punti Miralanza che a me non spettano.

Strana questa voglia di associare il mio risultato al centro destra che ho sempre combattuto nel sistema di governo. Strana questa voglia di distinguermi dal centro destra che non  mi avrebbe voluto. Strano che il sig. lo polito non si ponga il problema del perché io ho scelto di mettermi contro tutta quella politica di destra e di sinistra che ha contribuito e contribuisce da oltre un ventennio a distruggere e far arretrare  la Città di Castrovillari.

Delle mie battaglie cristalline e trasparenti, del mio “non vendermi per nessuna carica o candidatura al mondo” del non aver agevolato, o avvantaggiato, figli, moglie o parenti nella loro onesta vita vissuta fino ad oggi, sig. Lo Polito,io ne faccio motivo di vanto e di esempio per i miei figli e per i giovani di questa nobile Città. Lei non so quanto possa comprendere questo esempio.

Pur intuendo che non avrò la possibilità di vederla come avversario sui futuri palchi, per assenza sua non mia,  per il ben servito che spero la gente le darà, con orgoglio mi permetto di segnalarle per giusta informazione alla mia Città:

-          Che non ho mai sostenuto, votato, o appoggiato amministrazioni di centro destra che hanno anch’esse sgovernato la Città,

-          Che mi sono sempre opposto al loro sistema di governo “identico al suo” da 5 anni a questa parte

-          Che le uniche giunte di cui mi onoro di aver fatto parte  sono state di sinistra (Rocco Sindaco), monocolore socialista (Torsello Sindaco), di centro sinistra (Aiello Sindaco),

-          Che ho fatto leale opposizione alla amministrazione ad ottima guida Riccardo Vico,

-          Che ho fatto forte opposizione amministrativa, mettendoci la faccia, alle scelte della amministrazione del compianto Franco Fortunato, di cui lei faceva parte, dimenticando, però, oggi lo stato, delle casse comunali lasciate in eredità, di enorme indebitamento,  

-          Che ho fatto durissima opposizione, per ben 5 anni, al metodo amministrativo del governo di centro destra, che nel metodo di gestione è fotocopia del suo, pagandone caro prezzo personale e politico,  che sarà oggetto di miei racconti nei prossimi mesi di calda politica cittadina,

-          Che il mio credo è socialista per molla sociale, mio padre era un bidello, unico vincitore di concorso nel 1952, senza tessera di partito, e per questo, oppresso ed annullato fisicamente dalle agevolazioni e raccomandazioni della politica degli anni ‘60,

-          Che la mia coerenza è scritta nella storia della mia militanza dal 1975 al 1992 nelle file socialiste, della ricerca, dopo la diaspora socialista del ’92, del progetto politico plurale, scegliendo il progetto originario di Forza Italia come migliaia di compagni socialisti, rimanendo deluso dalla consegna nelle mani di filosofie politiche da me distinte e distanti ed abbandonando dopo il novembre del 2007.

-          Che coerentemente con il mio modo di vivere la Politica, confortato dai miei amici di Giunta, dai compagni di partito e dagli alleati, depositammo le dimissioni al segretario generale, riconsegnando al voto degli elettori la città, dopo il triste avvenimento dell’originario arresto di un senatore della repubblica, consigliere comunale di maggioranza, rinunciando, senza esitare, alla carica di vice sindaco ed alla forza di maggioranza in giunta da parte del mio partito.

-          Che non ho mai deciso di diventare comunista cospargendomi la testa di cenere davanti alla cecità politica di chi viveva nelle botteghe oscure sempre aprirsi al mondo che cambiava,

-          Che il comunismo è morto mentre il socialismo, pur falciato dall’accordo giustizialista tra politica e magistratura dell’epoca, ancora oggi è vivo e forte di idealità,

-          Che la persecuzione subita dal 1985 da parte di alcuni comunisti è scritta nella storia di questa città

-          Che chiedo venia, ai comunisti veri dell’epoca, se ho dato del “comunista”, termine comunque che ha rappresentato valori  e radici,  anche a persone che altro non sono che mercanti di lavoratori e di realtà produttive svendute per utilità ed arricchimento personale e familiare.

-          Che sono uno dei cittadini italiani che occupandosi di Politica si è impoverito

-          Che rimando alla mia opera “ la piena, il giunco, la rondine”  il racconto di 40 anni di politica in questa Città a cui auguro di ritrovare a breve il sorriso.

Come può notare, sig. lo polito la risposta alle sue affermazioni che la politica “non mi ha voluto” trova una conferma ma non nella sua distorsione dei fatti; sappia che io non ho mai scelto di appartenere alla politica del malaffare, dell’inciucio, delle persecuzioni, del bene singolo e non collettivo, per stare da parte dei cittadini e degli oppressi, perché sig. lo polito, sono distante da lei, e da tutti quelli che ho politicamente combattuto e combatto fino all’ultimo respiro,  nel modo di intendere la Politica, finalizzandola contro ogni forma di abuso, di arroganza, di persecuzione, di attacco alle persone, di agevolazioni, di distinzione in cittadini di serie A e B.

Quando intervengo su facebook io non pontifico, difendo la gente, quella gente che lei ha dimenticato dopo essersi preso i voti, di certo io non salgo sui palcoscenici dell’inedia e del marciume.

Ora, dopo il tempo perso a rispondere alle sue elucubrazioni, la lascio, devo lavorare, perché vivo di questo, a lei il dilemma se davanti al suo specchio freudiano vincerà Attila o Nerone. A bientot.

 

                                                                                       Pasquale Saladino

 

 

 

COMUNICATO STAMPA

Ai tempi del web, può anche succedere che la rete venga usata per…cambiare discorso. E’ quello che è successo dopo un articolo de “La Provincia” del 24 agosto scorso che denunciava un fatto gravissimo a carico dell’amministrazione Lo Polito. Quello dell’ennesimo affido diretto del servizio di videosorveglianza degli edifici pubblici ad amici di partito, nonché componenti dell’amministrazione – presente e passata - del sindaco Lo Polito. Affido diretto, divenuto nel tempo prassi consolidata, visto che si protrae, con le stesse censurabili modalità, da oltre 10 anni e che pure era già stata fatto oggetto di una pesante censura da parte del Commissario prefettizio, che aveva retto il Comune dopo la caduta della precedente Amministrazione Lo Polito. Commissario che, negli atti da lui prodotti, l’aveva definita: “inaccettabile elusione delle norme vigenti e sostanziale impossibilità di assicurare nuovi e più efficienti servizi, in ragione del mancato ricorso alle opportunità di mercato”.

Ma, evidentemente, le cattive abitudini possono più delle indicazioni normative ed anche più del buon senso, politico e amministrativo. A quanto pare, non sono bastati, infatti, addirittura ben due anni, per rientrare nei canoni di legge e bandire una gara pubblica per il servizio di videosorveglianza. Una volta risolto il problema del pagamento delle spettanze pregresse con una “opportuna” cessione del credito, ecco che, nel bel mezzo del mese di agosto, quando tutti sono distratti da ferie e vacanze, il servizio di videosorveglianza viene affidato, per l’ennesima volta, e sempre direttamente, sfacciatamente, alla ditta presieduta, come riportato nell’articolo, da uno dei pilastri dell’attuale Amministrazione, nonché capogruppo del PD in Consiglio comunale. Denuncia gravissima, già dalle liste civiche di “Solidarietà e Partecipazione” diffusamente sollevata nel corso dell’ultima campagna elettorale, ma che non è servita a mettere sulla retta via un’amministrazione sempre più concentrata a curare gli interessi di pochi a danno dell’intera collettività.  Una triste vicenda – che è solo la punta di un iceberg molto più profondo in cui la scelta diretta dell’interlocutore è la regola – che oggi potrebbe sconfinare dagli ambiti prettamente politico-amministrativi a quelli etico-giudiziari. Ma in ogni caso, l’aspetto politico- amministrativo è lì, e nonostante il silenzio di maggioranza e giunta, chiede chiarimenti e chiarezza. La scomposta reazione del sindaco Lo Polito, ad oggi affidata ad un semplice post di un social network, in cui lo stesso attacca frontalmente e personalmente il presunto estensore dell’articolo – giornalista noto e apprezzato – minacciando in modo risibile di adire le vie legali per tutt’altri motivi rispetto al contenuto dell’articolo, non dà chiarimenti né, tantomeno, fa chiarezza sulla vicenda politico-amministrativa rispetto alla quale la città di Castrovillari ha il diritto di sapere se i fatti stanno per come sono stati raccontati. Adesso.   

 

Il Coordinamento Politico delle Liste Civiche di

“Solidarietà e Partecipazione”

COMUNICATO STAMPA

Urgente è la convocazione  di consiglio comunale  dopo la notizia apparsa su un quotidiano locale dal titolo (Telecontrollo senza “controllo” Quello strano affidamento)  e per discutere sulla verifica politica-amministrativa del governo cittadino e dell'attuazione delle linee programmatiche" . 

Un fatto gravissimo, quello denunciato dal giornale, per avere “il comune riaffidato il servizio di sorveglianza degli edifici pubblici alla ditta del capogruppo PD, Nicola Di Gerio    e dopo che il commissario prefettizio lo aveva ritenuto “immotivato” e “inammissibile” per i continui rinnovi di affidamento e senza predisporre un bando pubblico per la procedura concorsuale. 

Il Comune in barba ad ogni norma e ignorando la delibera del commissario prefettizio con la chiara indicazione di disporre con immediatezza di assumere gli atti in sintonia con la legge vigente per scegliere il contraente, rinnova il servizio alla società il cui  presidente è un autorevole esponente dell’amministrazione comunale e che all’epoca dei fatti ricopriva la carica assessorile nello stesso settore del dirigente che ha predisposto la determina.

Un conflitto di interessi mostruoso di cui c’è solo da vergognarsi  e per il quale le dimissioni del sindaco sono obbligatorie. 

La convocazione di un consiglio comunale urgente è doveroso anche perché i cittadini vogliono sapere le motivazioni per le quali due consiglieri di maggioranza hanno abbandonato la coalizione non partecipando al voto nell’approvazione del bilancio che risulta la massima espressione politica.

Il bilancio e tutte le delibere consiliari che passa per un solo voto compreso quello del sindaco la cui maggioranza si regge con un solo voto e potenzialmente sottoposta al ricatto di ogni consigliere di maggioranza.     

L’azione amministrativa del centro sinistra e del sindaco  è ormai sempre più connaturata da superficialità, approssimazione ed incompetenza in tutti i settori del governo della città, ed a pagarne le conseguenze sono purtroppo i cittadini, che vanamente hanno sperato in un cambiamento radicale, capace di riportare Castrovillari da un’ appendice provinciale, quale ormai sta diventando, ad un ruolo egemonico e di riferimento del Pollino. 

Le fibrillazioni, lo scollamento della maggioranza dal suo sindaco e soprattutto il malcontento dei cittadini sono la dimostrazione emblematica di una propaganda disattesa della quale, il sindaco, specialmente in un clima di così forte recessione, dovrebbe finalmente assumersi la responsabilità. 

Forza Italia di Castrovillari chiede  le dimissioni del sindaco e della giunta al fine di ricondurre nelle mani degli elettori le decisioni circa il riscatto della città dal torpore civile ed amministrativo nel quale questa sinistra e questo sindaco l’ha relegata.

                                                                                                   COORDINATORE CITTADINO

                                                   Roberto Senise 

COMUNICATO STAMPA

Sinistra Italiana Cosenza, alla luce del tragico incendio divampato giorno 18 in uno stabile del centro storico di Cosenza che ha causato la morte di tre persone, denuncia un evidente e profondo problema sociale, che vede sempre di più le persone lasciate sole al proprio destino.

Da qualche anno il centro storico della città Bruzia è stato al centro di attenzioni per un importante recupero storico-architettonico che senza alcun dubbio è essenziale per poterne mantenere l’inestimabile valore che tale centro possiede. Ma non bisogna dimenticarsi anche e soprattutto delle persone! Lo “scarica barile” sulle responsabilità non fa che alimentare inutili polemiche senza proporre una seria strategia per affrontare il problema. Due delle vittime dell’incendio da tempo erano note ai servizi sociali della città e al locale centro di igiene mentale. Erano state in cura e da tempo venivano monitorate. Ma, visto l’epilogo, probabilmente non abbastanza.

Stupisce che in una realtà come quella cosentina, l’Amministrazione comunale non abbia ritenuto di vitale importanza la condizione di queste persone, spronando il più possibile le autorità competenti affinché si potesse sventare una tale tragedia. Una comunità può vantare una rinascita economica e culturale solo se unisce all’aspetto pubblico, con il rilancio dell’immagine della città, l’aspetto sociale e umano, ponendo la sua attenzione anche su situazioni di degrado e disagio. Eventi, come quello di Cosenza, che ha distrutto delle vite ed un immenso patrimonio artistico e culturale devono far riflettere tutti affinché chi governa prenda giusti provvedimenti per evitare che ciò accada in futuro. 

 Avv. Giovanni Caporale

Segretario Sinistra Italiana Cosenza

 

Segreteria Provinciale SI - Cosenza

 

COMUNICATO STAMPA

Non entreremo nel merito delle deliranti argomentazioni con le quali il sindaco Lo Polito, a mo’ di foglia di fico, cerca di nascondere le proprie “vergogne” di una gestione fallimentare (anche) della sanità di Castrovillari e del Territorio. I fatti, che, da dieci anni a questa parte, abbiamo più volte anticipato e denunciato, parlano chiaro e dicono di uno stillicidio di scippi, da un lato, e mancati interventi dall’altro. Chiusura, declassamento o mancato potenziamento di tanti, troppi “pezzi” della sanità castrovillarese: Otorino, Gastroenterologia, Oncologia, Ortopedia, Reumatologia, Neurologia, Fisiatria, Laboratorio Analisi, Oculistica, Farmacia territoriale. Per non parlare dei tempi biblici –ad oggi, non ancora conclusi- di adeguamenti strutturali fondamentali (Sale operatorie, Medicina Interna). E il sindaco Lo Polito ha continuato a percorrere, senza giustificazioni e senza vergogna, il pessimo cammino di chi lo ha preceduto, adottando, nell’ultima “uscita” social –riportata dai mezzi di informazione-, una “linea difensiva” che lo trascina nel ridicolo. Le responsabilità delle mutilazioni della sanità locale non sarebbero di chi amministra e dunque ha il diritto-dovere –oltre che la piena titolarità-di lottare istituzionalmente per gli interessi e i diritti dei cittadini amministrati, bensì di chi, per la vergognosa latitanza del “titolare”, informa la città, si mobilita con essa e con le forze sane che operano nel volontariato, per fare –a proprie spese , non solo economiche- quello che le Amministrazioni non fanno. Senza dimenticare lo schizofrenico comportamento  del Sindaco Lo Polito che, una volta tenta di boicottare e un’altra partecipa in pompa magna – a questo punto, in maniera  evidentemente e penosamente strumentale-, alle manifestazioni promosse dal Comitato delle Associazioni di Castrovillari, per tutelare il diritto alla salute, che hanno visto anche l’attiva partecipazione del nostro Vescovo, Mons. Francesco Savino. E senza dimenticare anche la mancata attuazione da parte del Sindaco delle unanimi decisioni del Consiglio Comunale (vedi la mozione sulla Farmacia territoriale) a difesa del diritto alla salute. Le patetiche argomentazione di Lo Polito, giungono, tra l’altro, da un esponente di un Partito che -in tempi per la verità assai lontani- faceva del coinvolgimento popolare e della partecipazione democratica un tratto distintivo della sua azione politica. E dimostra, semmai ce ne fosse ancora bisogno, l’assoluta inadeguatezza del Sindaco al suo ruolo istituzionale. Ciò detto, rimane che il diritto alla salute non può né deve essere confinato in un ambito di polemica politica cittadina. Fermo restando, perciò, il nostro giudizio sugli atti già compiuti da questa e dalle precedenti Amministrazioni, diamo, tuttavia, ancora una volta, in questa sede, il nostro pieno sostegno a tutte quelle iniziative –forti, decise, decisive- che l’Amministrazione comunale vorrà adottare per invertire l’attuale, distruttivo andamento della sanità di Castrovillari e del suo comprensorio.

Il Coordinamento Politico

delle Liste Civiche di “Solidarietà e Partecipazione”

COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio Comunale di Saracena, nella seduta del 31 luglio scorso, tra i diversi punti all’ordine del giorno, ha colmato una grave lacuna normativa e ha approvato il regolamento che disciplina i lavori dell’assise comunale.

Finalmente anche il consiglio comunale di Saracena, come qualsiasi altra assemblea elettiva democratica e civile, ha un proprio regolamento che ne disciplina il funzionamento.

Il regolamento di una assemblea elettiva è uno strumento democratico fondamentale a difesa dei diritti e dei doveri degli eletti e degli elettori.

Dopo il clamore mediatico suscitato da questo regolamento e durante la discussione in consiglio, la maggioranza ha proposto un innalzamento dei tempi di intervento rispetto alla precedente indicazione portandoli a 10 minuti per il primo e 5 per la replica. Ma neanche questa modifica ha incontrato “il gradimento” della minoranza e il regolamento è stato approvato con i soli voti della maggioranza.

Nei giorni scorsi, alcuni esponenti della minoranza hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa per denunciare questo “regolamento bavaglio”, che a loro dire costituiva un grave vulnus alla democrazia cittadina perché si tratta “di un regolamento limitativo della libertà che va ritirato”.

Parole roboanti, utili solo a garantirsi 5 minuti di notorietà e qualche apprezzamento sui social network. Ma poi, magicamente, la posizione della minoranza, in apertura del consiglio, è stata subito diversa rispetto ai titoloni dei giornali ed è diventata quella di una richiesta di modifica dell’articolo che disciplina i tempi di intervento (gli articoli in totale sono 58).

Parole forti che inoltre stridono con una bozza di regolamento che l’amministrazione comunale Metaponte (2002 – 2007), di cui il consigliere Pandolfi era vicesindaco, aveva preparato per disciplinare i lavori del consiglio.

Questa bozza prevedeva un limite di tempo di 10 minuti per il primo intervento e 5 per la successiva replica.

Cosa è cambiato da allora ad oggi? Perché è necessario travisare i fatti per ergersi a paladini della democrazia? Da sedicenti imbavagliati si riesce ad avere un’eco maggiore sui media? 

“Non si tratta di bavaglio e ovviamente non aspiriamo al mutismo consiliare”- ha affermato l’assessore Propato durante la discussione - “il nostro intento è quello di regolamentare i lavori dell’assemblea e garantire quindi un tempo congruo di parola anziché sottrarlo.”

 Rimane intatta la piena disponibilità al confronto, al dialogo con l’opposizione e alla compartecipazione alla cosa pubblica, ed è auspicabile che su tutte le proposte ci possa essere una discussione sana e scevra da preconcetti, che possa favorire l’approvazione di provvedimenti utili per tutta la nostra comunità.

Ma con forza si ribadisce una ferma condanna per gli atteggiamenti populistici e denigratori che  alcuni esponenti dell’opposizione continuano a mantenere a 2 mesi ormai dalla tornata elettorale.

Il populismo della democrazia calpestata da un “regolamento bavaglio” è patetica, soprattutto se poi i tempi proposti sono gli stessi che il consigliere Pandolfi proponeva 10 anni prima. Così come è una proposta populista quella di un regolamento che non preveda un tempo massimo per il primo intervento.

Non è immaginabile instaurare un dialogo se ogni giorno si grida allo scandalo e si denuncia il mancato rispetto dei principi democratici. Se in ogni dichiarazione si denigra l’amministrazione comunale, e soprattutto il sindaco, colpevole di avere “una visione alquanto asfittica, culturalmente semplicistica e riduttiva, della democrazia”.

Sulla preparazione culturale, istituzionale, accademica, politica ecc, ecc. già in campagna elettorale è stato dato un degno spettacolo e tutti i cittadini si sono fatti la loro idea.

Dopodiché, democraticamente, hanno espresso il loro voto.

 

COMUNICATO STAMPA

L’ultimo Consiglio comunale, ha confermato il pressapochismo e la inconsistente superficialità dell’Amministrazione Lo Polito in materia economico-amministrativa, come ben dimostrato negli interventi delle Liste Civiche di “Solidarietà e Partecipazione”. E come le reiterate assenze di membri della sua stessa maggioranza continuano a suggerire.

Dilettanti allo sbaraglio, verrebbe da dire, con una espressione ironica; solo che a farne le spese è purtroppo la nostra città sempre più in ginocchio e sempre più ripiegata su se stessa. Ma c’è stato un altro elemento che i commentatori politici non hanno mancato di evidenziare: la sorprendente affermazione del sindaco Lo Polito di aver trasmesso al Direttore Generale dell’ASP di Cosenza le interrogazioni sulla sanità presentate sempre da “Solidarietà e Partecipazione”. Le interrogazioni, è bene ricordarlo, riguardavano, ancora una volta, il trasferimento della Farmacia territoriale da Castrovillari a Lungro e lo spostamento presso l’Ortopedia di Paola di due dei quattro Medici ortopedici assunti specificamente per l’ospedale di Castrovillari. Argomenti, dunque, più volte dibattuti, ben noti e per di più riassunti nel corpo delle interrogazioni. Questo, chiamiamolo coinvolgimento diretto del Vertice dell’ASP è un fatto sorprendente e grave al tempo stesso, atteso che il destinatario delle interrogazioni era il Sindaco e non certo il Direttore Mauro.

I motivi che hanno spinto Lo Polito ad adottare questa iniziativa possono essere sostanzialmente due. Uno potrebbe essere la volontà di intimidire e/o intimorire gli interroganti. Sarebbe un atto tanto politicamente vile e censurabile quanto del tutto inutile. Qui non si intimidisce e ancor meno intimorisce nessuno. Tempo perso. Il nostro mandato, che il popolo di Castrovillari ci ha conferito, è stato, è, e sempre sarà svolto nell’esclusivo interesse di Castrovillari e dei Castrovillaresi, senza “mitigazioni” di sorta. Di scippo sanitario si tratta e noi così continueremo a chiamarlo.

C’è poi un’altra ipotesi, tuttavia ugualmente poco lusinghiera per il Sindaco: l’incapacità di capire interrogazioni concernenti problemi sanitari  –per altro su argomenti stra-dibattuti- con conseguente necessità di affidare ad altri le valutazioni del caso. Valutazioni, che semmai ci fossero state, non devono essere state capite dal Sindaco, visto le risposte, o, meglio, le NON risposte fornite. E questa ipotesi ci riporta a quanto da noi già affermato e richiesto più volte nel passato più o meno recente: Lo Polito, inadeguato come Sindaco, lo è, se possibile, ancor di più come Assessore alla Sanità. Forse è il caso di passare la mano. Da entrambe le cariche.

Il Coordinamento Politico

delle Liste Civiche di “Solidarietà e Partecipazione”

    

COMUNICATO STAMPA

Oltre al riconoscimento dei debiti fuori bilancio, l’Assestamento generale di Bilancio e salvaguardia degli equilibri di bilancio, l’aggiornamento dati del Piano di riequilibrio finanziario già avviato dall’Amministrazione comunale (che oggi  ha rifornito gli elementi richiesti dal Ministero dell’Interno in merito alle azioni messe in campo per il ripianamento debiti degli anni passati dell’Ente), il Documento Unico di Programmazione per il periodo 2018/2020 che rilancia gli atti d’indirizzo dell’Amministrazione, sono stati al centro della discussione e della seduta serale del 31 luglio del parlamentino di Castrovillari, che li ha approvati con 9 voti della maggioranza. Ancora assenti (per motivi di lavoro) Peppino Pignataro e Serena Carrozzino. Si sono pronunciati contro Peppe Santagada, Maria Antonietta Guaragna, Ferdinando Laghi e Onofrio Massarotti della minoranza ( assente Astorino per motivi personali) esprimendo preoccupazione e dando un forte giudizio negativo su tutte le manovre, per metodo ed approccio in generale, e registrate - secondo le Civiche - come lacunose, ridotte, ingessate per lentezza amministrativa e gestionale. Tutto ciò evidenziato dal “non realizzato” e dall’incapacità della maggioranza di saper coinvolgere l’opposizione sui grandi temi che interessano la città e necessitano di vera e partecipata condivisione ed affronto.

I punti sono stati trattati dopo che la relatrice degli stessi, l’Assessore Maria Silella, aveva chiesto l’accorpamento dei punti e relazioni, passato con il voto della maggioranza.

L’Assessore nell’illustrazione di questi quattro ha ricordato ed affermato, a sintesi dell’opera che sta portando avanti l’amministrazione, la rigida gestione prudente, i servizi garantiti, il pareggio del bilancio il rispetto del patto di stabilità aggiunti ad un fermo rigore della spesa voluti, legati e perseguiti, con più scelte, a tutela delle finanze dell’Ente e nel rispetto del piano di riequilibrio, ma senza intaccare elementi fondamentali  come lo sguardo verso i più deboli su cui  l’Amministrazione  è impegnata, come in azioni legate a combattere il bullismo e l’evasione scolastica. Nella discussione si è parlato dei debiti fuori bilancio che ammontano a oltre 211mila euro ( 41 mila  provenienti da pignoramenti e 170mila per sentenze), dell’Assestamento che si aggira sul milione di euro e sulla capacità di recuperare il residuo dei mutui per successive devoluzioni pari a oltre 152mila euro, senza perdere di vista l’accertamento Ici. Azioni con altre - è stato aggiunto - per ottimizzare regole e interventi dedicati attraverso  un’attenzione complessiva su ciò che non può prescindere da un maggior  rapporto maggioranza /Giunta, come ricordato dal consigliere Rubini in un suo contributo per  sottolineare il lavoro che si sta portando avanti in più ambiti sempre più da ampliare, da precisare, e come affermato con più esempi dal consigliere Nicola Di Gerio a partire dalla responsabilità messa in campo sulle procedure di riequilibrio che hanno avuto come preoccupazione primaria oltre la sicurezza del Comune, attraverso un occorrente fermo rigore per ripianare vecchi debiti, la tutela da un rischio dissesto e  per  non mettere in mobilità il personale o all’asta il patrimonio nonché tutelare i Servizi. Su questi, anzi,  si è lavorato per la crescita. Un lavoro che è partito da valutazioni e ricognizioni dopo gli appunti della Corte dei Conti avuti anni fa. A sostegno del lavoro ed opera dell’Amministrazione su questi elementi cardini di indirizzo, tutela, accorta gestione  richiamati, si sono alternati i consiglieri di maggioranza Nino La Falce, Carlo Lo Prete, e Giuseppe Oliva oltre lo stesso sindaco Lo Polito che, rispondendo alle sollecitazioni e critiche dell’opposizione sulle azioni politiche messe in campo, ha spiegato pure, atti alla mano, il significato dell’aggiornamento del piano di riequilibrio richiesto dal ministero per conoscere la capacità di  far fronte alla somma già erogata all’ente al fine di pagare i debiti scaturiti dalle pregresse gestioni e dopo che il comune ha  aderito ad una misura dello Stato che porta a restituire nel tempo il dovuto (manovra correttiva monitorata periodicamente dagli organismi superiori dello Stato in base pure alla richiesta documentale pervenuta dal ministero) , frenando di conseguenza la spesa .

Le Liste Civiche, e lo stesso Massarotti in sede di dichiarazioni di voto, hanno criticato in più modi e con diversi chiavi di lettura sistema, modalità e metodi messi in campo da amministrazione e maggioranza sulle varie questioni poste in discussione, giudicandoli come lacunosi e per questo necessari, ma sin dall’inizio, di effettivi coinvolgimenti a partire dalla Commissione Bilancio, competente per materia.

Fattori richiamati dagli stessi su altre proposizioni che si sono affrontate. Le modifiche al regolamento del Piano Insediamenti Produttivi è passato, anche, con il voto favorevole della maggioranza ( in sede di dichiarazione di voto il consigliere Onofrio Massarotti di ’Insieme per Castrovillari aveva giudicato positivamente la modifica). L’atto,  illustrato dall’Assessore Francesca Dorato, è volto, come richiamato in più modi e con diverse sfumature anche dai consiglieri  Gerry Rubini, Giuseppe Oliva, Dario D’Atri, Nino La Falce e Nicola Di Gerio al rilancio dell’area, delle capacità d’intrapresa presenti e potenziali, pure per creare occupazione giovanile, dei servizi ma anche a recuperare crediti per 1milione500mila euro che vanta l’Ente da più imprenditori ed a regolare meglio la materia a 22anni dalla sua nascita; questa, in realtà, punta anche a sanare e dare regola a situazioni pregresse lasciate a metà,  concedendo rateizzazioni, tra l’altro,  a chi è in debito, ma pure ad accompagnare procedimenti in definizione al fine di ottenere gli appositi spazi nell’area. Il regolamento prevede anche un Consorzio per il coordino e la correlazione di tutte le attività legate allo sviluppo dell’area. Proprio su quest’ultimo elemento, nonostante un emendamento presentato dal Sindaco durante la discussione per ottimizzare ancor più ruolo e funzione rappresentativa e partecipativa dell’organismo legato a ogni singola rappresentanza,  le Civiche a partire da Maria Antonietta Guaragna (che ha ricevuto pure i ringraziamenti dalla Dorato per il contributo offerto nei lavori della Commissione) hanno espresso il loro voto di astensione, per come era stata affrontata l’intera questione- migliorabile ancora  per ciò che deve mettere in movimento e suscitare – e pensato il Consorzio tra tempi, costituzione e modalità. A nulla sono valse le sollecitazioni o il rammarico espresso in più modi dalla maggioranza per non votare insieme l’importante documento uscito- come è stato detto-  da un proficuo confronto di Commissione che , per le Civiche, come spiegato ulteriormente anche dal consigliere Laghi, necessitava di una più ampia e approfondita discussione in Consiglio non avendo avuto  l’unanimità in Commissione, valutazione ribadita, poi, con forza  ed ancora da Santagada e Guaragna i quali hanno ribadito che tale approfondimento era necessario  per migliorare un elaborato che , secondo loro, occorreva di più tempo proprio per precisare meglio  le azioni per cui era stato concepito.

Inizialmente la seduta si è occupata delle interrogazioni ed interpellanze a partire dalla messa in sicurezza della strada di accesso al Santuario della Madonna del Castello- interessata da una sentenza del Consiglio di Stato di reintegro della ditta aggiudicataria dopo che il Tar aveva accolto  le ragioni dell’Amministrazione nel revocare i lavori alla stessa per decorrenza termini nel non aver inoltrato la ditta l’apposito elaborato al Settore Tecnico Decentrato Regionale-  presentata dai consiglieri Gerry Rubini e da Maria Antonietta Guaragna , quest’ultima, per le civiche volta a conoscere l’evoluzione dei fatti circa il contenzioso e la realizzazione dell’opera sui quali  ha svolto una minuziosa informativa il Sindaco Lo Polito, ribadendo la ferma volontà, in cima a tutto,  di dare esecuzione all’opera e di voler fare una conferenza stampa per spiegare passo passo l’intera vicenda che secondo lui non può prescindere da passaggi originari fondamentali ben precisi e scanditi negli atti. La risposta, però,  non ha soddisfatto le Civiche preoccupate sulla questione realizzazione urgente dell’opera  tra progetto e criticità presenti nell’area. A seguire il primo cittadino ha risposto alle interrogazioni del consigliere Ferdinando Laghi sul trasferimento della farmacia territoriale a Lungro- che lascia in città solo il dispensario- e sul “depauperamento” temporaneo ma molto avvertito del servizio di ortopedia a causa della non presenza di due specialisti, percepiti, con altro (come l’oncologia di Castrovillari che potrebbe andare – ha rappresentato come preoccupazione e guardando ciò che avviene in materia di sanità in Calabria- alle dipendenze dell’Ospedale di Rossano/Corigliano ,svuotando ancora di specificità il nosocomio del Pollino) dal rappresentante delle Civiche, come un continuo scippo perpetrato ai danni dell’Ospedale di Castrovillari e del diritto alla salute dei cittadini a cui bisogna rispondere tutti insieme con più determinazione ed uniti. Lo Polito per entrambi ha ricordato la continua attenzione dell’Amministrazione sul bene sanità, il suo impegno e l’aver girato, per un maggiore e più preciso chiarimento delle situazioni poste e rilanciate, queste interrogazioni al direttore generale dell’Azienda Sanitaria provinciale, ricordando, inoltre, che al di là dei giudizi catastrofici delle Civiche, ortopedia si articola a Castrovillari, nonostante il temporaneo utilizzo di due specialisti a Paola, con quattro medici più un primario ( come affermato, scritto e ribadito dal Commissario Scura) che, per le nuove regole di concorso, si  deve rendere e che sono in forza al  Servizio di Ortopedia in città.

Nelle prime battute del Consiglio e in seguito alla nuova dotazione, il Sindaco Lo Polito ha ringraziato il consigliere La Falce  per come era stato riorganizzato l’emiciclo nella sala consiliare, a partire dal ritorno dei Tavoli,  al fine di dare sempre più adeguatezza al lavoro dei consiglieri, di chi assiste e segue, ringraziando poi le Società municipalizzate per aver donato su richiesta del Presidente del Consiglio tali mobili. Un lavoro di assemblaggio e sistemazione che è stato realizzato grazie alla disponibilità del personale e che vede pian piano una sistemazione sempre più adeguata della Sala che accoglie la massima rappresentanza cittadina.

COMUNICATO STAMPA

Dalla mezzanotte del 31 luglio e dopo 22 anni dalla sua prima redazione  il regolamento dell’area dei Piani d’Insediamenti Produttivi ritrova vigore a partire da nuove regole e scelte che potranno essere sempre ottimizzate e adeguate alle esigenza di crescita e sviluppo delle intraprese, più in generale, degli uomini e donne del lavoro che insistono sul Territorio. 

Lo afferma l’Amministrazione comunale di Castrovillari all’indomani del voto in Consiglio del punto e “della portata dello stesso , teso- sostiene-  al rilancio dell’Area, delle capacità d’impresa presenti e potenziali, a creare occupazione giovanile, crescita dei servizi dedicati e qualità ambientale dei luoghi adibiti, ma anche a recuperare crediti per 1milione500mila euro che vanta l’Ente da parte di più imprenditori ed a regolare meglio la materia , ridando nuove opportunità e percorsi a situazioni pregresse e lasciate in sospeso o da accompagnare per la definizione delle procedure, necessarie all’ottenimento o rinuncia di uno spazio. A chi  ancora non ha adempiuto alla stipula della convenzione viene data poi facoltà di sottoscriverla entro 90 giorni dall’entrata in vigore della delibera; ed entro 180 giorni dalla stipula bisognerà presentare il progetto relativo all’insediamento. Tra le disposizioni transitorie specifiche la rateizzazione del dovuto, di chi è in debito, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della delibera consiliare di modifica al regolamento. Le domande dovranno essere presentate al dipartimento amministrativo-finanziario. Chi non può realizzare, poi, l’investimento può cedere il lotto, previa comunicazione all’amministrazione e secondo ciò che prevede il regolamento modificato di cui si potrà prendere visione presso gli Uffici competenti oltre che sul sito dell’ente.

Cuore e raccordo di queste capacità- richiama l’Amministrazione- sarà un Consorzio costituto dai rappresentanti delle intraprese, in regola con i pagamenti; tra questi siederà un funzionario del Comune con funzioni di segretario che, nei successivi 60 giorni dalla sua designazione, provvederà a convocare l’assemblea degli assegnatari per l’elezione dei 7 rappresentanti che avverrà a scrutinio segreto. Nei 30 giorni successivi all’elezione questi convocherà il consorzio per l’insediamento e nomina del presidente e di altri organi, i quali successivamente redigeranno lo statuto su finalità, composizione e durata oltre ad occuparsi temporaneamente dei servizi. L’organismo curerà il collegamento con il Comune e con il Territorio per rilanciare l’impresa come esempio di aziende che reagiscono alla congiuntura ed impasse economici di questi anni ma che non si arrende perché guidate dalla fatica di persone che vogliono lavorare.”

“E’ proprio da questi elementi che deve ripartire la sfida- spiega l’Amministrazione-  che si è intesa lanciare per promuovere uno scambio di esperienze positive, uno stimolo e un sostegno all’opera quotidiana che non può fare a meno di esperienze virtuose, di reti, di un’economia che nasce, è bene chiarirlo, da un’esperienza umana che ha saputo valorizzare ciò che ha incontrato.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

COMUNICATO STAMPA

Il Comitato in difesa del Consultorio alza nuovamente la voce!

Questa volta in nome del Diritto alla Salute del Suo Territorio e dei sacrosanti LEA (livelli essenziali di assistenza, ovvero prestazioni e servizi che il Servizio Sanitario Nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini).

A discapito delle pubbliche previsioni del servizio sanitario nazionale, quelli di ginecologia ed ostetricia sono ormai servizi ed “esclusività private”, con forti disagi, discriminazioni e disgregazioni all’interno di un distretto che conta 28 comuni e circa 125.000 abitanti.

A seguito della positiva manifestazione promossa l’8 marzo scorso, in occasione della giornata internazionale della Festa della Donna, condivisa da componenti scolastiche, istituzionali, politiche ed associazionistiche, il Comitato segnala la gravissima e perdurante situazione di carenza di personale in cui si trova dal 2011 il Consultorio Familiare di Castrovillari, struttura multidisciplinare socio-sanitaria di prima istanza, che, sin dal 1982, in perfetta complementarietà al diverso reparto di ginecologia preventiva territoriale, fornisce servizi di accoglienza, prevenzione, informazione ed educazione in campo sociale, sanitario e psicologico all’intero comprensorio territoriale del Pollino.

Vita breve ha avuto la pur ben augurante “cometa” ottenuta grazie all’assegnazione, a tempo parziale, di un medico di medicina generale, già utilizzato presso il diverso servizio di ginecologia preventiva (peraltro congestionato da problemi anche di ordine strumentale - ecografo temporaneamente fuori uso-), la quale, per ragioni di carattere personale, non potrà garantire più la sua presenza per le prossime mensilità all’interno della struttura familiare.

Il Consultorio di Castrovillari non può essere lasciato in stato di progressiva “evanescenza”, illegittimamente privo dell’indispensabile figura del ginecologo di riferimento, prevista per legge dalla normativa istitutiva dei consultori e dalla quella sulla procreazione responsabile, tra l’altro, in spregio alle disposizioni in materia di dotazione organica e finanziaria.

Le prestazioni di natura ostetrica sono ormai ridotte all’osso: tra le tante, seriamente “compr-omesse” risultano quelle legate alle gravidanze di natura patologica,  alle quali si sta dando una limitata e temporanea prevalenza, a discapito di quelle di natura fisiologica.

Assente, altresì, la necessaria figura dello psicologo, “preziosamente” rimasta fino al suo ordinario pensionamento, avvenuto nell’aprile scorso ed allo stato non sostituita in maniera stabile e definitiva, con serie e preoccupanti ripercussioni sulle prestazioni in senso lato offerte, e legate, prevalentemente, al settore delle adozioni, paralizzate, tra l’altro, dal carente coordinamento di rete tra la struttura ed i territori circostanti.

Gravissima la violazione di legge in corso, soprattutto nei confronti dell’utenza del Consultorio (minorenni, adolescenti, donne-madri single, spesso straniere, giovani coppie in difficoltà), che non riesce a ricevere neanche le prestazioni di I livello, rispetto alle oltre 3.000 prestazioni di natura ginecologica fornite nell’anno 2011!

L’intera Comunità del Pollino rischia di dover rinunciare al prezioso lavoro di equipe che offriva una struttura di base come il Consultorio Familiare, che per legge DEVE essere fornito di uno esperto ginecologo non obiettore, con rapporto esclusivo e strutturato all’interno del presidio, di un competente psicologo, di un attento pediatra, di un sensibile sociologo, assistente sociale e mediatore linguistico, oltre che da motivati operatori e assistenti sociali adeguatamente preparati ed abituati a muoversi a livello multidisciplinare ed interdipendente. 

Il Comitato, per le ragioni su esposte, sollecita la ripresa del dialogo tra e con le Istituzioni competenti ed invoca immediate e non più evasive risposte da parte del Presidente e del Commissario Straordinario Regionale, dell’A.S.P. competente, dei Dirigenti sanitari del Distretto e soprattutto da parte del Coordinamento Consultori di zona, al fine di una celere e possibile assegnazione delle professionalità preposte all’interno della struttura familiare.

Il Territorio Esaro-Pollino esige a gran voce “TUTELA” costituzionalmente garantita, nell’ottica di rivendicazione del diritto all’assistenza sanitaria di prima istanza ed in difesa della unitaria rete delle cure primarie socio-sanitarie pubbliche territoriali, incardinate sinergicamente dall’Ospedale Spoke di Castrovillari.

 

Il Comitato in difesa del Consultorio Familiare di Castrovillari

 

 

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