Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

– COMUNICATO STAMPA –

Ritornerà in Aprile l'evento made in Saracena che celebra il mondo del vino e dell'agroalimentare calabrese. Stamane, presso gli uffici della cittadella regionale a Catanzaro, il Sindaco Renzo Russo ha firmato la convenzione che assegna 30 mila euro al Comune di Saracena per la decima edizione del Saracena Wine Festival, evento di settore ormai entrato a far parte del panorama degli grandi appuntamenti dedicati al mondo enologico nazionale con un'attenzione particolare ai produttori e le specificità della viticoltura calabrese.

Produttori regionali, esperti, giornalisti di settore, si ritroveranno per la decima edizione nel borgo autentico delle eccellenze enogastronomiche del Pollino che si prepara ad avviare ora la fase organizzativa in attesa dell'evento utile anche a valorizzare e riscoprire la bellezza del centro storico di Saracena, entro il quale l'evento si svolge, avendo come centro nevralgico il Palazzo Mastromarchi. L'edizione del 2018 - che ha segnato il radicale cambio di prospettiva dell'evento storicizzato - ha saputo essere momento di confronto e discussione di tutto il comparto vitivinicolo calabrese, offrendo una tre giorni ricca di degustazioni, incontri e laboratori che hanno visto protagonisti grandi personalità ed esperti del mondo vitivinicolo italiano. 

Il decimo anniversario del Saracena Wine Festival sarà «ancor di più - ha spiegato il primo cittadino di Saracena, Renzo Russo - una vetrina importante per valorizzare e promuovere le produzioni agricole locali del Pollino e di tutta la regione. L'evento ci permetterà di valorizzare al meglio la nostra eccellenza di punta, il Moscato di Saracena ormai consolidato Presidio Slow Food, insieme a tutte le altre realtà regionali del mondo del vino, che ormai hanno saputo ritagliarsi uno spazio importante all'interno del comparto italiano di settore».

Dopo la firma della convenzione regionale parte ufficialmente la macchina organizzativa per regalare a Saracena ed alla Calabria intera un'altra edizione di spessore, capace di raccontare e valorizzare il lavoro di viticoltori, chef, artigiani del gusto, contadini, pastori e allevatori come testimonial del made in Calabria.

Vincenzo Alvaro
- giornalista - 

– COMUNICATO STAMPA –

Aggregare, promuovere la cinematografia internazionale, far rivivere il centro storico, sede delle proiezioni, ed offrire spazio di confronto e riflessione attraverso tematiche e storie raccontate da pellicole internazionali di grande interesse, tutte accomunate dall'aver ricevuto uno o più Academy Award, la famosa statuetta dorata meglio conosciuto anche come Premio Oscar, il premio cinematografico più prestigioso e antico al mondo. E' il senso della rassegna cinematografica "Un borgo da oscar" ideata da Innocenzo Alfano - promossa dalla Pro Loco Sarucha di Saracena e patrocinata dall'amministrazione comunale guidata dal Sindaco Renzo Russo - che prende il via domani alle ore 18.00 presso l'auditorium Orti di Mastromarchi con il film "Il Gladiatore" di Ridley Scott, vincitore di ben cinque premi Oscar.

La rassegna andrà avanti fino ad aprile proponendo ben 8 appuntamenti con il grande cinema d'autore internazionale, proposto al prezzo popolare di 2€. Il 31 gennaio, alle ore 17.00, sarà proposta la visione di "Schindler's List" di Steven Spielberg (vincitore di sette Oscar) la vera e misteriosa storia della vita di Oskar Schindler, un membro del partito nazista, un industriale di successo che ha salvato durante la seconda guerra mondiale, più di un centinaio di migliaia di ebrei. "Colazione da Tiffany" la storica pellicola del 1961 diretta da Blake Edwards, con Audrey Hepburn e George Peppard, tratto dall'omonimo romanzo del 1958 di Truman Capote sarà invece l'appuntamento cinematografico proposto per il 15 febbraio alle ore 18.00, seguito da "Platoon" (vincitore di quattro premi oscar), il film di Oliver Stone che propone la drammatica vicenda dei militari americani impegnati nella guerra del Vietnam e l'abbruttimento disumano dei combattenti e della guerra in genere.

Il film di Bernardo Bertolucci (premiato con nove Oscar) "L'ultimo imperatore" - vero e proprio kollossal che narra la storia vera di Pu Yi, l’ultimo imperatore Qing della Cina - sarà invece proiettato il 15 marzo alle ore 17.00, seguito il 29 marzo sempre alle 17.00 da "Balla coi Lupi" di Kevin Costner, che richiama la saga western ma aiuta ed invita a riflettere sulla conoscenza dell'altro prima di combatterlo e sentirlo ostile. Il 12 aprile, alle ore 18.00, "Forrest Gump" (sei Oscar) diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Tom Hanks, liberamente ispirato all'omonimo romanzo di Winston Groom del 1986, sarà il penultimo appuntamento della rassegna, che si chiuderà il 26 aprile alle ore 18.00 con "Momenti di gloria" di Hugh Hudson vincitore di quattro statuette, che racconta la storia vera degli universitari di Cambridge che si allenarono per partecipare alle Olimpiadi del 1924 di Parigi.

 «Abbiamo voluto proporre al pubblico di Saracena grandi pellicole del cinema internazionale - spiega la presidente della Pro Loco Sarucha, Elisa Montisarchio - per richiamare la bellezza di queste storie di successo, ma anche spingere alla riflessione su tematiche diverse ed attuali, cercando così di aggregare e far pensare allo stesso tempo nel chiaro intento di aiutare la nostra comunità ad essere unita, attenta e impegnata nel confronto culturale, partendo dalla visione di un bel film. Aver scelto l'Auditorium di Mastromarchi come sede delle proiezioni - inoltre - ci aiuta nel lavoro di valorizzazione e rivitalizzazione del centro storico, al quale puntiamo in maniera particolare nella nostra azione sul e per il territorio e la nostra comunità»

Vincenzo Alvaro
- giornalista -

– COMUNICATO STAMPA –

Castrovillari. Fervono i preparativi per la 61° edizione del Carnevale di Castrovillari e Festival Internazionale del Folklore dal 24 febbraio al 5 marzo 2019. Oltre sessant’anni di una tradizione nata nel lontano 1959 grazie all’intuizione del professore Vittorio Vigiano che diede vita alla prima edizione. Grazie alla sua storia il Carnevale di Castrovillari è stato riconosciuto a pieno titolo dal MIBACT tra i carnevali di grandissimo prestigio come Viareggio, Venezia, Putignano, Sciacca, Cento etc. e dal Touring Club tra i dieci carnevali più belli d’Italia, riscontrando grande successo anche oltre i confini nazionali. Da quest’anno, la manifestazione, organizzata dalla Pro Loco di Castrovillari, Presidente Eugenio Iannelli, Direzione Artistica Gerardo Bonifati, è entrata a pieno titolo nei grandi eventi storicizzati della Regione Calabria. Un tassello importante per gli organizzatori, una significativa ripresa dell’attenzione sulla cultura a favore di iniziative di valorizzazione di tradizioni, saperi ed espressioni artistiche, a tutto vantaggio del territorio calabrese e di chi opera nel campo della promozione della cultura.

Intanto “Re Carnevale” è alla ricerca della “Madrina”. Il concorso è riservato a studentesse di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Alla vincitrice che sarà incoronata Madrina e testimonial del Carnevale per il 2019, andrà una borsa di studio di 500 euro. Lo scorso anno è stata incoronata Giada Sartori sedicenne studentessa di Morano Calabro frequentante la III A del Liceo Scientifico Mattei di Castrovillari. La manifestazione curata da Carlo Catucci si terrà domenica 24 febbraio 2019 alle ore 21,00 al Teatro Sybaris . La studentessa che si fregerà del titolo, sarà la testimonial di tutti gli eventi della 61^ edizione del Carnevale di Castrovillari. (NELLA FOTO GIADA SARTORI MADRINA USCENTE)

Albo Madrine
2015 Madrina del Carnevale Arianna Blotta Liceo Classico “ G. Garibaldi”
2016 Madrina del Carnevale Martina Mazza Liceo Scientifico “ E. Mattei”
2017 Madrina del Carnevale Erika Cosma IPSEOA Alberghiero
2018 Madrina del Carnevale Giada Sartori Liceo Scientifico Mattei di Castrovillari.

Per info e iscrizioni, GRATUITE, con relativa visione del regolamento c/o Pro Loco Castrovillari 0981.27750 –
377.1354903 www.carnevalecastrovillari.it ; www.prolocodicastrovillari.it

Castrovillari 17 gennaio 2019
UFFICIO STAMPA
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

– COMUNICATO STAMPA –

Castrovillari. Dopo il successo dello spettacolo In… Varietà. Costume e Società, della scorsa stagione, la Compagnia teatrale Khoreia 2000, continua, sulle tavole del palcoscenico, nella sua attività di critica socioculturale, con la sua nuova produzione E ridere delle follie del mondo. Con bizzarra ironia, a tratti grottesca, la scaltra capacità di analisi di chi ha pensato e scritto questo spettacolo ci mostra, in sequenza, una dietro l’altra, scene di vita quotidiana. Ancora una volta, dunque, Rosy Parrotta e Angela Micieli pongono sotto la lente di ingrandimento l’ordinaria routine in cui, da comuni mortali, ci si trova spesso ad essere, involontariamente, protagonisti e/o semplici spettatori. In alcune occasioni se ne farebbe volentieri a meno ma “il teatro della vita” può essere ovunque. E così, Giovanni Pisani, Emanuele Piroli, Antonio Giuliano Stabile, Angela Micieli, sabato 19 Gennaio, alle ore 21:00 e domenica 20 Gennaio, alle ore 18:00, presso la Sala Teatro Khoreia 2000 di Castrovillari, portano in scena vicende in cui è facile ritrovarsi, raccontando una “consuetudine” che, nel guardarsi allo specchio, riflette un’immagine duplicata, da un lato comica, dall’altro drammatica. Il tutto arricchito da intermezzi musicali e da performance di danza con Chiara Greco, Natalia Muzzalupo e Samanta Sallustio.Come avvenuto precedentemente, l’intero ricavato delle due serate sarà destinato al progetto Insieme per Viole’ – Il Film. Lo spettacolo E ridere delle follie del mondo apre, inoltre, la stagione teatrale Tu falli ridere perché organizzata da Khoreia 2000 e che prevede una serie di appuntamenti da gennaio a maggio 2019, aspettando il tanto atteso Calàbbria Teatro Festival che in questa nona edizione si trasferisce a Civita (CS), dal 12 al 18 Agosto.

– COMUNICATO STAMPA –

Confapi Calabria è nella rete di collaborazione del polo di innovazione smart manufacturing di CalPark. Il progetto, finanziato dalla Regione Calabria, coinvolge direttamente 10 PMI della Confederazione delle piccole e medie imprese calabrese, un polo di innovazione aperto ad altre imprese che si avvale delle competenze scientifiche di ricercatori dell'Università degli Studi della Calabria, dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Una data importante, quella di ieri [3 giorni fa, per chi legge, N.d.R.], che segna l’inizio dell’alleanza Impresa-Università, nata con l'obiettivo di migliorare la competitività del sistema imprenditoriale. Innovazione dunque come unica strada per raggiungere il successo dell’impresa nel mercato globale. “Smart manufacturing. Tecniche produttive 4.0”, è il titolo della presentazione coordinata da Francesco Napoli, vice presidente nazionale Confapi, e Pasquale Mazzuca, direttore di Confapi Calabria, tenutosi nella sede regionale della Confederazione che accoglie le PMI calabresi e che ha visto la presenza di Giuseppe Passarino, delegato del Rettore alla Ricerca e al Trasferimento Tecnologico, responsabile del Liaison Office. Presenti anche Riccardo Barberi, presidente CalPark e ordinario UniCal; Sergio Mazzuca presidente Confapi UnionOrafi e Pier Paolo Bilotta, presidente UnionServizi Confapi. Impresa è innovazione e «senza innovazione non ci può essere crescita. Basti pensare alla Nokia che fino a qualche anno fa era una azienda leader» commenta Passerino.

«Nell’era digitale, l’innovazione non è un’opzione ma una necessità che si può dominare solo usandola» spiega Riccardo Barberi, presidente CalPark.

Impresa fa rima con innovazione, specie quando si parla di piccole e medie imprese, e su questo punta Confapi: «Il nostro Paese deve iniziare a investire in formazione tecnica, e non solo, per giovani e adulti, o perderà l'unica via per un futuro umano dell'occupazione industriale, un futuro di stipendi possibili» dichiara il vice presidente Napoli. «Cambia la gestione del capitale umano nella fabbrica intelligente. E in ogni grande cambiamento si possono vedere significative opportunità – continua Napoli - La sfida di un modello di apprendimento che non invecchi con la tecnologia è legata alla capacità logica di stabilire connessioni, saper scomporre e ricomporre i problemi».

Nell’ultimo triennio, secondo il report stilato dall’Istat “L’innovazione delle imprese”, la propensione innovativa è in netta ripresa fra le piccole e medie imprese, mentre il 48,7% delle imprese industriali e dei servizi con 10 o più addetti ha introdotto innovazioni. Questo fa dello Smart manufacturing la strada fondamentale per il rilancio non solo delle PMI ma di tutta l’industria italiana.

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Buon lavoro

Valeria Bonacci

– COMUNICATO STAMPA –

Bellissima notizia per tutti i calabresi che hanno come comune denominatore la voglia di portare positività e un’immagine realmente innovativa: Omnia Energia e Giovanni Tocci insieme per una sfida che si preannuncia già avvincente.

Omnia Energia, che opera da quasi 20 anni nel campo dell’energia sull’intero territorio nazionale, ha voluto dare con questo investimento una ulteriore prova di vicinanza alla Calabria, credendo fermamente nelle grandi eccellenze del territorio, sicura che questo connubio possa portare in dote un grande ritorno d’immagine non solo per l’azienda– aumentando la riconoscibilità e il posizionamento del brand – ma all’intero indotto regionale.

L’accordo che vede Giovanni Tocci volto e immagine della comunicazione Omnia Energia per il 2019 è stato firmato nei giorni scorsi nella sede dell’azienda a Zumpano (CS) dal campione olimpico calabrese e dall’amministratore delegato di Omnia Energia, Vincenzo D’Agostino. «Alla base di questo accordo – ha detto quest’ultimo – c’è una comunanza di valori con Giovanni Tocci, una visione comune sintetizzata nel claim nostra campagna ‘Scegli l’Energia della Nostra Terra. Scegli l’Energia che ti Appartiene’».

«Crediamo – ha aggiunto D’Agostino– che una società che opera in Calabria come Omnia Energia, ha il dovere di affermare con forza la propria visione nel miglior modo possibile. Giovanni ci aiuterà in questa nuova bellissima avventura». Ancora D’Agostino: «Dal nostro punto di vista, pensiamo che non si potesse scegliere eccellenza calabrese migliore per comunicare insieme: Energia che è metafora perfetta per celebrare la Calabria che lotta e che ci mette tutta l’energia per emergere; Coraggio di avere la visione di intraprendere sempre nuove sfide; Lealtà di lottare per gli obiettivi prefissati ma sempre all’interno delle regole; Calabresità ovvero affermare con orgoglio che anche nel nostro territorio esiste positività e bellezza ».

Anche Giovanni Tocci è raggiante e visibilmente emozionato ed afferma: «Essere il nuovo volto di Omnia Energia è per me fonte di grande orgoglio perché ci accumunano – come ha detto precedentemente l’AD di Omnia Energia – non solo i valori fondanti e una visione del mondo ben precisa ma anche la volontà di far emergere l’energia positiva che la Calabria produce. Insomma, lasciatemi passare la battura, per me sarà emozionante tuffarmi in questa nuova avventura».

 

 

 

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– COMUNICATO STAMPA –

Grande successo per la mostra dedicata a uno degli artisti più amati del ‘900: Al Complesso Monumentale del San Giovanni - ANCORA FINO AL 20 GENNAIO -  la mostra ESCHER. La Calabria, il Mito.
Un’occasione unica per conoscere l’arte del genio olandese e l’influenza che l’architettura e i paesaggi calabresi ebbero sulla sua parabola artistica.
 
La mostra ha registrato fin dall’inaugurazione numeri importanti – hanno commentato il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo, e l’assessore alla cultura, Ivan Cardamone – con migliaia di presenze che attestano il grande interesse suscitato dall’evento espositivo. Diverse sono state le iniziative messe in campo per rendere la mostra ancora più attrattiva e partecipata durante il periodo di apertura attraverso la collaborazione attiva degli ordini professionali e degli istituti scolastici di tutto il territorio. Un risultato che, in attesa del rush finale, premia la scelta dell’amministrazione di puntare su una proposta di qualità capace di promuovere e valorizzare il nome di Catanzaro e il Complesso monumentale San Giovanni nel circuito culturale nazionale”. 

Attraverso un percorso di 86 opere - alcune delle quali mai esposte in Italia come Fuochi d'artificio (1933), Sogno e Senglea (1935) - la mostra non solo è specchio della vita e dei viaggi che Escher fece nel nostro Paese, ma anche del riverbero che il suo lavoro e le sue creazioni ebbero e continuano ad avere sulle generazioni successive.

Nel Sud Italia Escher maturò buona parte di quelle idee e suggestioni che caratterizzano, nel segno della sintesi tra scienza e arte, la sua matura produzione e gli studi sulle forme che lo hanno reso unico nel suo genere.
Durante la sua permanenza in Italia dal 1922 al 1936, Escher visita diversi luoghi della nostra penisola. Tra questi proprio molti borghi della Calabria che egli percorse a partire dal 28 aprile del 1930. Le terre mediterranee, così profondamente diverse da quella natia, esercitano su di lui una profonda attenzione: lo colpiscono il sole e la luce del Sud, le architetture geometriche dei paesaggi, le costruzioni verticali sulle rocce, gli strapiombi sul mare, la stratificazione di culture antiche.

Tra le opere più importanti in mostra e testimonianza del suo viaggio calabrese MoranoPentedattilo e Rocca Imperiale (tutte del 1930) e le vedute di ScillaTropeaSanta Severina e Rossano del 1931: luoghi e ricordi di Escher che in mostra si potranno anche sfogliare attraverso un touch screen col diario del suo viaggio nel sud Italia.
Il ricordo della Calabria, come del resto di tutta la nostra penisola, rimarrà indelebile nella sua mente e nelle sue opere future tanto che in Dream del 1935 è ripresa la mantide religiosa che aveva disegnato a Pentadattilo cinque anni prima.

La mostra, è prodotta e organizzata da Comune di Catanzaro e Assessorato alla Cultura della Città di Catanzaro con il Gruppo Arthemisia, vede il contributo della Regione Calabria, è in collaborazione con la M.C. Escher Foundation ed è curata daFederico Giudiceandrea e Domenico Piraina.


Sede
Complesso Monumentale del San Giovanni
Catanzaro

Orari
Tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 20.00
Lunedì chiuso
(la biglietteria chiude mezz'ora prima)
 
FINO AL 20 GENNAIO

Hashtag ufficiale
#EscherCatanzaro
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Ufficio Stampa
Arthemisia

– COMUNICATO STAMPA –

Comprendere la storia, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico - artistico del territorio calabrese e cercare risposte concrete di tutela e conservazione. E' questo l'obiettivo delle associazioni culturali Mystica Calabria, Mistery Hunters e Santa Maria del Gamio che hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica e degli studiosi una suggestiva copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci ubicata nel refettorio dell'ex convento dei Cappuccini di Saracena, in provincia di Cosenza. L'opera è solo una delle tante cose belle e interessanti che non vengono considerate dagli eminenti critici dell'arte forse perché non portano economia e non si trovano in luoghi appetibili per i circuiti turistici, ma l'interesse in questo caso non è intraprendere iniziative di tipo commerciale, né fare scoop sensazionalistici. Il dipinto murale calabrese, dalle grandi dimensioni, all'incirca la metà di quello originale, abbandonato alle intemperie e all'incuria da molto tempo, come risulta in stato di abbandono e raggiungibile soltanto a piedi tutto il complesso conventuale, ha posto tante interessanti domande: chi è stato l'autore di questa copia? In che epoca è stata realizzata? C'è stato un committente? Sembrerebbe esserci una data che è il 1859 e sembrerebbe una delle tante, diverse copie del celebre Cenacolo di Leonardo. Si tenga conto che già a partire dalla prima metà del 1500 dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci si fecero numerose copie, sia a grandezza naturale sia di dimensioni minori e su supporti leggeri. Il Cenacolo leonardesco venne riprodotto attraverso affreschi, tele, tavole, disegni e incisioni e queste copie erano particolarmente preziose perché permettevano di capire come dovesse essere originariamente il celebre dipinto murale che già una ventina di anni dopo la sua realizzazione era molto deteriorato (il Vasari, che vide l'opera nel 1566, scriveva che «non si scorge più se non una macchia abbagliata» e Francesco Scannelli nel 1642 diceva che dell'originale non era rimasto altro che poche tracce delle figure, e anche quelle tanto confuse che non se ne poteva ricavare alcuna indicazione sul soggetto. A ciò si aggiunga il fatto che il convento dei Cappuccini a Saracena risalente alla seconda metà del XVI secolo e dove l'opera si trova tutt'oggi, acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII divenendo sede del noviziato intorno al 1650 e prestigioso luogo di studi (in esso trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri) e che contestualmente, proprio tra la fine del Settecento e l’Ottocento, di diffusero moltissime stampe dedicate al dipinto murale di Leonardo, anche allo scopo di tentare una ricostruzione dell’opera in originale. L'ultima cena calabrese presente nel piccolo borgo di Saracena è molto interessante perché mostra alcuni particolari da non trascurare come la parte inferiore del tavolo che nel Cenacolo di Leonardo da Vinci non esiste più essendo stata coperta quando si è realizzata la porta del refettorio. Altra cosa molto curiosa é che come il Cenacolo di Leonardo, anche questa come abbiamo già detto, non sembrerebbe essere un affresco, bensì un dipinto murale a tempera, di media fattura. La storia stessa del convento dei Cappuccini potrebbe fare chiarezza su quest'opera: la fondazione dell'edificio risale al 23 giugno del 1588, per volere di mons. Carafa, vescovo di Cassano. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat la struttura il 10 novembre 1811 venne abbandonata dai frati i quali vi fecero ritorno nel 1854. Il convento fu definitivamente chiuso nel 1915 per mancanza di novizi e tra il 1917 e il 1918 venne usato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi che subì anch'essa la soppressione e fino al 1854 rimase di pertinenza comunale. La definitiva soppressione avvenne nel 1866. Altri dipinti su pareti si trovano nel convento, dall'Assunta al San Francesco, probabilmente coevi all'Ultima Cena e questo ci riporta agli anni di maggiore splendore dello stesso edificio religioso, ricordando che già nei primi anni del '900 la struttura cominciava a perdere d'importanza e a decadere, per cui sembra davvero improbabile che tali dipinti siano della fine dell'800 o addirittura del '900. Anche se, come aveva ben intuito Goethe, il Cenacolo di Leonardo «è assolutamente unico e non vi è nulla che possa essergli paragonato», il 2019 celebra cinquecento anni dalla morte del Genio leonardesco e, misterioso e curioso com'era, sperimentatore ed enigmatico com'era il Maestro avrebbe gradito molto che si continui a parlare di lui, soprattutto in Calabria, dove se vi sono altri pregevoli dipinti e affreschi di Cenacoli, come quello della chiesa matrice di Camini in provincia di Reggio Calabria o quello di Palazzo Ricci a Rota Greca in provincia di Cosenza, nessuno è identico né tantomeno simile a quello di Leonardo come il dipinto riscoperto a Saracena.

 

– COMUNICATO STAMPA –

Comprendere la storia, salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico - artistico del territorio calabrese e cercare risposte concrete di tutela e conservazione. E' questo l'obiettivo delle associazioni culturali Mystica Calabria, Mistery Hunters e Santa Maria del Gamio che hanno posto all'attenzione dell'opinione pubblica e degli studiosi una suggestiva copia del Cenacolo di Leonardo da Vinci ubicata nel refettorio dell'ex convento dei Cappuccini di Saracena, in provincia di Cosenza. L'opera è solo una delle tante cose belle e interessanti che non vengono considerate dagli eminenti critici dell'arte forse perché non portano economia e non si trovano in luoghi appetibili per i circuiti turistici, ma l'interesse in questo caso non è intraprendere iniziative di tipo commerciale, né fare scoop sensazionalistici. Il dipinto murale calabrese, dalle grandi dimensioni, all'incirca la metà di quello originale, abbandonato alle intemperie e all'incuria da molto tempo, come risulta in stato di abbandono e raggiungibile soltanto a piedi tutto il complesso conventuale, ha posto tante interessanti domande: chi è stato l'autore di questa copia? In che epoca è stata realizzata? C'è stato un committente? Sembrerebbe esserci una data che è il 1859 e sembrerebbe una delle tante, diverse copie del celebre Cenacolo di Leonardo. Si tenga conto che già a partire dalla prima metà del 1500 dell'Ultima Cena di Leonardo da Vinci si fecero numerose copie, sia a grandezza naturale sia di dimensioni minori e su supporti leggeri. Il Cenacolo leonardesco venne riprodotto attraverso affreschi, tele, tavole, disegni e incisioni e queste copie erano particolarmente preziose perché permettevano di capire come dovesse essere originariamente il celebre dipinto murale che già una ventina di anni dopo la sua realizzazione era molto deteriorato (il Vasari, che vide l'opera nel 1566, scriveva che «non si scorge più se non una macchia abbagliata» e Francesco Scannelli nel 1642 diceva che dell'originale non era rimasto altro che poche tracce delle figure, e anche quelle tanto confuse che non se ne poteva ricavare alcuna indicazione sul soggetto. A ciò si aggiunga il fatto che il convento dei Cappuccini a Saracena risalente alla seconda metà del XVI secolo e dove l'opera si trova tutt'oggi, acquisì particolare importanza nel corso dei secoli XVII e XVIII divenendo sede del noviziato intorno al 1650 e prestigioso luogo di studi (in esso trascorse un anno il Beato Angelo d’Acri) e che contestualmente, proprio tra la fine del Settecento e l’Ottocento, di diffusero moltissime stampe dedicate al dipinto murale di Leonardo, anche allo scopo di tentare una ricostruzione dell’opera in originale. L'ultima cena calabrese presente nel piccolo borgo di Saracena è molto interessante perché mostra alcuni particolari da non trascurare come la parte inferiore del tavolo che nel Cenacolo di Leonardo da Vinci non esiste più essendo stata coperta quando si è realizzata la porta del refettorio. Altra cosa molto curiosa é che come il Cenacolo di Leonardo, anche questa come abbiamo già detto, non sembrerebbe essere un affresco, bensì un dipinto murale a tempera, di media fattura. La storia stessa del convento dei Cappuccini potrebbe fare chiarezza su quest'opera: la fondazione dell'edificio risale al 23 giugno del 1588, per volere di mons. Carafa, vescovo di Cassano. Con la soppressione degli ordini religiosi voluta da Napoleone Bonaparte e Gioacchino Murat la struttura il 10 novembre 1811 venne abbandonata dai frati i quali vi fecero ritorno nel 1854. Il convento fu definitivamente chiuso nel 1915 per mancanza di novizi e tra il 1917 e il 1918 venne usato come luogo di prigionia per i soldati austriaci e tedeschi. Annessa al convento venne edificata una chiesa dedicata a San Francesco d’Assisi che subì anch'essa la soppressione e fino al 1854 rimase di pertinenza comunale. La definitiva soppressione avvenne nel 1866. Altri dipinti su pareti si trovano nel convento, dall'Assunta al San Francesco, probabilmente coevi all'Ultima Cena e questo ci riporta agli anni di maggiore splendore dello stesso edificio religioso, ricordando che già nei primi anni del '900 la struttura cominciava a perdere d'importanza e a decadere, per cui sembra davvero improbabile che tali dipinti siano della fine dell'800 o addirittura del '900. Anche se, come aveva ben intuito Goethe, il Cenacolo di Leonardo «è assolutamente unico e non vi è nulla che possa essergli paragonato», il 2019 celebra cinquecento anni dalla morte del Genio leonardesco e, misterioso e curioso com'era, sperimentatore ed enigmatico com'era il Maestro avrebbe gradito molto che si continui a parlare di lui, soprattutto in Calabria, dove se vi sono altri pregevoli dipinti e affreschi di Cenacoli, come quello della chiesa matrice di Camini in provincia di Reggio Calabria o quello di Palazzo Ricci a Rota Greca in provincia di Cosenza, nessuno è identico né tantomeno simile a quello di Leonardo come il dipinto riscoperto a Saracena.

 

– COMUNICATO STAMPA –

Nella Parrocchia San Giuseppe in Sibari, guidata da don Michele Munno, sabato 12 gennaio avverrà la dedicazione della chiesa parrocchiale di Gesù Buon Pastore. La dedicazione è un rito che inaugura una chiesa. L’edificio era stato aperto al culto nel febbraio dello scorso anno, ma ora è stato completato con la realizzazione dei poli liturgici stabili: altare, ambone, battistero, sede e tabernacolo. Inoltre, sono state realizzate le vetrate artistiche e nei prossimi mesi saranno completati e collocati il mosaico e l’immagine mariana. Il programma prevede oltre che la dedicazione, in apertura, alle ore 17, l’inaugurazione del Centro di prima accoglienza per senza fissa dimora voluto dal Vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, che sarà presente ad entrambi i momenti. Il Centro sorge sempre a Sibari, nei pressi della Chiesa, dove alcuni anni fa venne ucciso padre Lazzaro, sacerdote dedicatosi agli ultimi e alla carità, ed è a lui dedicato.

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi
Pagina 1 di 193
Wednesday the 23rd. Castrovillari in Rete

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