Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Domenica, 28 Gennaio 2018 16:39

Cosenza. Rassegna “More Music”

 − COMUNICATO STAMPA −

La stagione del more dedicata alla scena contemporanea, ideata e diretta da Scena Verticale in partenariato con Comune di Cosenza, il MiBACT e la Regione Calabria, non solo è un punto di riferimento per la scena teatrale di Cosenza, ma è letteralmente “qualcosa di più”: la compagnia di Castrovillari, da sempre attenta ai nuovi linguaggi degli artisti emergenti, propone un ampio cartellone dedicato non solo al teatro ma anche alla musica con una rassegna dedicata alla nuova scena musicale internazionale.

Tre gli appuntamenti in cartellone per la kermesse curata da Loredana Ciliberto.

Sarà Leelo ad inaugurare il More Music il 31 gennaio alle 21.30 al Palco di Cosenza, in via XXIV Maggio. La Cantautrice residente a Berlino ma originaria di Tartu, Estonia, ha accuratamente ideato uno stile che rende unico ogni singolo brano. Leelo è polistrumentista, con un background musicale classico, e la sua musica è un mix di indie melanconico, folk e rock, con enfasi su testi e melodie vocali.

Il 28 febbraio, sempre al Palco di Cosenza, potrete assistere al concerto/spettacolo "POP (octopus vulgaris)" del duo siculo-catalano de I Fratelli La Strada, mentre il 13 marzo dal Missori arriverà Ian Fisher con l’opening act della berlinese Ida Wenøe.

 

Leelo in concerto
mercoledì 31 gennaio ore 21.30
PALCO – via XXIV Maggio, 49 – Cosenza
*Ingresso libero

 − COMUNICATO STAMPA −

Castrovillari. Nello splendido scenario di Villa Bonifati, nel cuore delle vigne , è stato svelato alla stampa il programma della 60° Edizione del Carnevale di Castrovillari e Festival Internazionale del Folklore in programma dal 3 al 13 febbraio 2018. Oltre cento gli appuntamenti. L’evento è organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con la locale Amministrazione Comunale, la Regione Calabria, il Parco Nazionale del Pollino, la BCC Medio Crati, la Gas Pollino, la Provincia di Cosenza, il MIBACT, la F.I.T.P., lo IOV, l’UNPLI, il Comitato difesa consumatori, sostenuta da numerosi sponsor privati, impreziosita da i brand A.C.T. (Ambiente, Cultura,Turismo) e Castrovillari Città Festival.

Nelle vesti di “RE BURLONE”, l’attore Massimo La Falce, in quelle della Quaresima, Mena Filpo della Compagnia Teatrale “I Pirrupajini” che hanno ricevuto nel salone di Villa Bonifati, un partér d’eccezione per il brindisi inaugurale anche se, il Re Carnevale, dovrà aspettare fino a giovedì grasso per ricevere dalle mani del Sindaco Lo Polito, le chiavi della città per aprire le porte al mascheramento e alla gioia. Tantissimi gli appuntamenti inseriti nel variegato cartellone che spaziano dal folklore, alle maschere, alla cultura, ed ancora mostre fotografiche e pittoriche (con il focus interamente dedicato alla Sicilia) , danza e sport. Al tavolo oltre al presidente e al direttore artistico della Pro Loco, rispettivamente Eugenio Iannelli e Gerardo Bonifati, il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito, il presidente del Parco del Pollino, Mimmo Pappaterra, i consiglieri regionali, Gianluca Gallo e Franco Sergio e il presidente della F.I.T.P. Calabria, Marcello Perrone. L’augurio, che tanti possano venire a Castrovillari per godere della manifestazione e per vedere la capacità organizzativa di un evento di tale portata, realizzato nonostante le scarse risorse a disposizione. Noi c’è l’abbiamo messa tutta, abbiamo redatto un programma all’altezza del Carnevale di Castrovillari, così il presidente e il direttore artistico. L’invito è a partecipare da spettatori attivi. I momenti della conferenza stampa sono stati scanditi dalle coreografie dell’Accademia “Cuba Danza” diretta dalla Maestra Vilma Lara De Mar. Coreografia, musica e costumi della M° Rossana Annicchiarico con la collaborazione del M° Giuseppe Piccigallo. Gli allievi si sono esibiti con lo spettacolo “Angeli e Demoni”.

Consegnato nel corso della conferenza stampa il “ Premio Carnevale” XV edizione, premio istituito dalla consulta scientifica della Pro Loco, e assegnato ogni anno a personalità calabresi operanti nel mondo della cultura, politica, arte e economia, che con il loro operato rendono onore e portano alla ribalta della cronaca nazionale ed internazionale, la loro terra di origine. Quest’anno il premio, realizzato al noto orafo Gerardo Sacco, è andato al giornalista castrovillarese, corrispondente Sky Lucio Rizzica con la seguente menzione:

“Tra i talenti più precoci e dinamici della Calabria, ha dimostrato rigorosa professionalità e spiccata capacità giornalistica, comunicando con avvincente proprietà di mezzi espressivi gli eventi dello sport su testate nazionali ed internazionali. Tra le voci più avvolgenti del panorama radiotelevisivo, ha all’attivo numerose pubblicazioni, tutte di grande rigore scientifico; i numerosi premi conferitigli testimoniano un prestigio che si è avvalorato negli anni, da quando speaker radiofonico nella sua città prese il volo per ben più alti lidi, raggiungendo un traguardo davvero considerevole nel mondo giornalistico, in particolare sportivo, in cui continua a spiccare per le sue notevoli doti, umane e professionali”.

L’altro premio è andato all’ Azienda Amarelli di Rossano, ritirato dal dr Fortunato Amarelli, con la seguente menzione:”Per l’esemplare curriculum di Pina Amarelli, indicata come esempio autorevole di realizzazione femminile nel mondo dell’imprenditoria di qualità, vera eccellenza nella governance della secolare azienda familiare, di cui ha diffuso il marchio, l’immagine e lo stile di conduzione in tutto il mondo, associandoli ad una nuova ed esaltante visione della Calabria ed all’intramontabile qualità del “food made in Italy”. La sua passione, cultura e rispetto della tradizione le hanno consentito di associare artigianalità e tecnologia, antichi saperi e nuove forme di comunicazione, compresa quella della valorizzazione museale, vero e proprio monumento di storia e memoria da tramandare. Inoltre, il Premio viene conferito all’amministratore delegato dell’azienda, Fortunato Amarelli, che ha fatto dello storico palazzo di famiglia sede privilegiata e fulcro della sua rinomata attività, cogliendo così il senso più profondo del lavoro dei suoi antenati ed adattandolo con fine competenza manageriale al nuovo spirito dei tempi, qualificandosi così come vero e proprio “genius loci”, simbolo della Calabria migliore”.

Le motivazioni sono state lette dalla professoressa Minella Bloise, della Consulta Scientifica della Pro Loco cittadina e vice presidente dell’Accademia Pollineana.

La conferenza stampa, è stata vivacizzata dai colori delle maschere degli Istituti Superiori che ogni anno impreziosiscono la manifestazione e dalla maschera di “Organtino” da cui trae origini molto probabilmente il carnevale di Castrovillari quando nella prima metà del '600 venne diffusa la sua storia attraverso la farsa dialettale di Cesare Quintana, proprio in occasione dei "riti&" carnascialeschi, farsa rappresentata presso il Comune di Castrovillari nel febbraio del 1635. Maschera che rappresenta questa edizione e che è stata realizzata in cartapesta dai professori Mimmo Martire e Maura Bianchini.

Una manifestazione, il Carnevale di Castrovillari, la più longeva del Meridione d’Italia. 60 anni senza interruzioni. Riconosciuto dal Touring Club tra i “Carnevali più belli d’Italia” e dallo scorso anno inserito dal Mibact tra i grandi carnevali storici e di prestigio come Viareggio, Venezia, Putignano, Sciacca, Cento etc. 60 edizioni rappresentano una continuità, ma il traguardo più importante, sicuramente, è la massiccia partecipazione di turisti, ogni anno sempre più numerosi, provenienti da Campania, Puglia e Basilicata. Un Carnevale che con la sua storia mette in luce il valore e l'importanza delle tradizioni popolari come forma di alta cultura. 

Castrovillari 26 gennaio 2018

UFFICIO STAMPA
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

Sabato, 27 Gennaio 2018 16:30

Lustro!

Cos’è un lustro? È certamente, come sostantivo, un “periodo di cinque anni”, e, propriamente, presso gli antichi romani, il sacrificio espiatorio che i censori offrivano agli dei ogni cinque anni, allatto di uscire di carica. Ma il solerte dizionario del più famoso e diffuso motore di ricerca propone un altro lemma, con valenza sia daggettivo che di sostantivo, che, nei suoi plurimi significati, indica, come aggettivo, appunto, ciò che rivela un evidente stato di benessere fisico; florido, colorito, ovvero lucido, lucente, splendente, luccicante (talvolta con un senso di scrupolosa accuratezza); ma, come sostantivo, aspetto superficiale terso e lucente, specialmente quando viene conferito artificialmente; brillantezza, lucentezza, ovvero sostanza atta a conferire lucentezza a una superficie; lucido; quindi vivida luce, bagliore, luccichio; come pure zona luminosa di luce riflessa; infine onore, fama, gloria, prestigio, ovvero la persona o la cosa che costituisce motivo di vanto.

Lungi dal voler essere questarticolo un momento dedicato alla lingua italiana, esso era nato colla precipua intenzione di diffondere, semplicemente, a tutti i nostri lettori, la notizia che la nostra attività aveva avuto inizio esattamente 5 anni fa. Era, infatti, il 27 gennaio 2013, ed era, come oggi, il giorno della memoria liturgica di san Giuliano di LE MANS, vescovo, festa patronale della nostra città, ed erano le 16:22 (TMU), (quasi) come ora, e, come ogni anno, ci pregiamo di rivolgerci a essi, per ricordarglielo (e ricordarcelo!). Ma nella ricerca del significato ufficiale di tale termine, ci siamo imbattuti in un altro, scritto e pronunciato uguale, ma di valenza differente, che ci ha attratto particolarmente. I suoi significati, infatti, sono del tutto auspicabili che vengano a essere associati proprio alla nostra lustrale attività. Ovvero, è nostra ferma speranza che il nostro quinquennale impegno possa essere degno di tutte quelle caratteristiche positive che sopra sono state trascritte, senza, per questo, ritenere chesso s’esaurisca qui, ma, anzi, samplifichi sempre più, come sè amplificato sempre più nel corso di questi, seppur pochi, anni, i quali, però, non possono che denotare come, una scommessa, nata (quasi) per gioco e cresciuta (certamente) per affezione e con dedizione (come già dicemmo qualche anno fa nella medesima circostanza), continui a essere un impegno pressoché quotidiano, che ha come missione quella di servire tutti, senza, per questo, essere servi di nessuno!

Non possiamo sapere quanti ci leggono, al limite possiamo vedere quante volte un singolo articolo sia stato visionato. Possiamo, di sicuro, sapere, però quanti sono iscritti all’omonimo gruppo FB <https://www.facebook.com/groups/518495101505692/> (ad ora 4463, ma in continua crescita), dove (ma anche in altri gruppi!) ci preoccupiamo di postare i nostri servizi, per renderli più veicolati e veicolabili, grazie alla piattaforma sociale più diffusa, che dà, così, maggiore visibilità a ciò di cui cinteressiamo, dove, per altro, alcuni nostri lettori si preoccupano, con solerzia encomiabile, di condividere quanto proponiamo, perché altri ancora, grazie alla loro azione, ne vengano a conoscenza. E non solo, poiché sullo stesso, non ci limitiamo esclusivamente alla pubblicazione darticoli, vantando anche unindefessa attività di riprese video che, sin dai primordi, ha caratterizzato la nostra opera, tendente, non solo, a diffondere le informazioni riguardanti la nostra cittadina, ma di testimoniarne gli eventi che in tale realtà hanno a esserci.

E se sin dai primordi avevamo concepito il nostro spazio per “informazione e approfondimento sulla città e il suo comprensorio, curiosità e varia umanità”, non restringendo miopicamente lorizzonte alla sola CV, il nostro esercizio “visivo” ci ha sempre più spinti a “vedere” oltre, sconfinando di sicuro nella vicina regione a cui siamo contigui, convinti, come siamo, che la realtà del Pollino sia una e non divisa (o divisibile) da confini provinciali o regionali che siano, che, al limite, sono amministrativamente, spesso, un inconveniente, ma, non certo, socialmente, essendo le persone uguali (e con un retroterra culturale simile) a dispetto di confini che a volte sono solo “convenzioni d'incapaci”, visto che gli stessi, più che luoghi di divisione, sono, spesso, luoghi d’incontro... Ed è questo il motivo per cui, qualche volta ci “vediamo” (sempre per usare la medesima metafora visiva!) piacevolmente costretti a riportare quanto avviene anche in altre realtà, non solo di regioni differenti, ma, addirittura, oltre, tanto da valicare anche i confini nazionali, ma, sempre, per riportare manifestazioni, eventi e quantaltro sia relativo a gente che ci rende orgogliosi dessere loro conterranei.

Cos’altro aggiungere oltre? L’appuntamento è per l'anno prossimo, nel medesimo giorno, quando, cioè, si celebrerà il 1640.o anniversario della morte di san Giuliano di LE MANS, vescovo (per certi versi anche nostro patrono, oltre che come castrovillaresi), il 20.o Giorno della Memoria per l’Italia e 15.o per il mondo intero, il 6.o nostro genetliaco; e, a tutti voi, che, leggendoci, ci mostrate di volerci un po di bene, oltre all’invito a continuarci a seguire e gli auspici (riservati ai castrovillaresi) per una bella giornata di festa, giungano, sentite, le nostre...

... GRAZIE!!!

 − COMUNICATO STAMPA −

Castrovillari. RE GIANGURGOLO E LE ARANCE D’ORO ” il secondo appuntamento della Stagione Teatrale Comunale di Castrovillari, organizzata in collaborazione con la Sinfony&amp;Sinfony per la direzione artistica di Benedetto Castriota, è stato annullato per impossibilità di due attori ad essere presenti causa motivi di salute. Pertanto il suddetto spettacolo è stato rinviato a data da destinarsi.

Castrovillari 26 gennaio 2018

Ufficio Stampa

Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

Mercoledì, 24 gennaio 2018, in occasione della memoria liturgica di san Francesco di SALES, patrono dei giornalisti e di “tutti quei cattolici che, con la pubblicazione o di giornali o di altri scritti illustrano, promuovono e difendono la cristiana dottrina” (Pio XI, Rerum Omnium Perturbationem), alle ore 10:00, presso il seminario diocesano “Giovanni Paolo I”, di CASSANO ALL'IONIO, come di consueto l'ordinario diocesano, mons. Francesco SAVINO, ha incontrato i giornalisti e gli operatori della comunicazione del territorio diocesano. Riportiamo di seguito le parole del presule

Per un giornalismo 
di Pace

 

Cari amici e fratelli giornalisti,

 

saluto tutti e ognuno di voi con viva cordialità e vi ringrazio per aver accolto l’invito a questo incontro in occasione della festa liturgica del vostro patrono, san Francesco di Sales. Vuole essere un momento di comune riflessione e di comune assunzione di responsabilità per una missione, quella di informare, resa tanto più difficile e perciò tanto più necessaria dal tempo così impetuosamente nuovo che viviamo.

Come sapete, Papa Francesco quest’anno ha scelto per la 52° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali il tema “La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Notizie false e giornalismo di pace”, per ribadire l’urgenza di sollecitare una riflessione ampia e articolata sull’inquietante fenomeno, di interesse collettivo, delle fake news, le informazioni fondate su fatti inesistenti, distorti e manipolati.

L’invito di Papa Francesco non è certamente rivolto a incentivare una informazione buonista, ma ad un impegno a spezzare una spirale,  che, soprattutto sui social media, si alimenta di emozioni negative come la paura, il disprezzo e la rabbia, innescate dalla spettacolarizzazione dei drammi del mondo globale, penso, innanzitutto alla tragedia dell’immigrazione.

Quando infatti papa Francesco parla di “cultura dell’incontro” e di spezzare la “spirale della paura” come non pensare, ad esempio, alla diffusione di tutti gli stereotipi negativi nei confronti dei migranti e dei rifugiati, dei forestieri e dei poveri? E allo stesso tempo, come non pensare alle semplificazioni estreme, ai giudizi affrettati?

LE INSIDIE E GLI INGANNI DEL WEB

Oggi si tende a credere che una società più informatizzata sia, per ciò stesso, una società più informata. Su Internet, lungo le nuove, prodigiose autostrade elettroniche, tra insidie e sicurezze, il futuro, anzi già il presente, sta giocando la sua partita più grande e non un “sapere”, ma un indistinto “rumore universale”, un sensazionalismo che banalizza tutto pur di essere rumoroso e visibile, rischia di omologare il nostro destino.

Il grande mutamento può svolgersi sotto il segno di una libertà creatrice di straordinarie opportunità, capaci di produrre un generale arricchimento di conoscenza. Ma possono farsi strada, anzi già invadono la nostra vita, forme di controllo e di concentrazione, violazioni dei valori convenuti, con perdite, anche gravi, di remore morali, attentati alla privatezza, denunce incontrollate, notizie strumentali, volte a creare condizioni di pericolo personale e sociale.

Ne nasce l'abitudine alle costruzioni infondate, alle sistemazioni approssimative, alle suggestioni fuorvianti, che invadono molti aspetti pubblici e privati dell'esistenza. Che cosa ci scambiamo che corrisponda davvero alle nostre esigenze interiori - in un mondo nel quale tutto sembra votarsi al criterio dell’utile, del pratico, del conveniente - con quel miliardo di parole che l’umanità pronuncia nell’arco di un minuto? 

Ecco perché oggi al giornalismo e in genere alla comunicazione spetta il compito di fare chiarezza su tutto quanto, per suo merito e demerito, ci coinvolge, ci inquieta e, anziché unirci, potrebbe dividerci. Compito fondamentale del giornalista resta difendere ciò che è umano e denunciare tutto quello che è contro l’uomo e la sua dignità.

GIORNALISMO DI PACE

Ma oltre a chiedervi di impegnarvi  a fermare l’odiosa spirale delle fake news, papa Francesco invita voi operatori dell’informazione ad essere operatori di pace.  Don Tonino Bello, di cui ad aprile faremo memoria del 25° anniversario del transito al Cielo, diceva che la pace ha molti nomi, molti “consanguinei” nel dizionario delle parole. Il primo nome della pace è giustizia.

Ecco allora che il giornalista onesto, che racconta con rigore e professionalità la sua comunità, la sua regione, la sua terra è un operatore di giustizia. In questi tempi l’invadenza del web rischia di isolare anche i cronisti della stampa locale dal proprio territorio, dai destinatari primi del vostro servizio di informazione: le persone, gli uomini e le donne del nostro tempo.

Soprattutto quelle meno abilitate a solcare il palcoscenico mediatico, le categorie più marginali, gli “scartati”. Che non solo non hanno voce per gridare amare verità ai sordi detentori del potere, ma non hanno spesso neppure la capacità di orientarsi, di leggere con senso critico la realtà e rischiano nuove forme di emarginazione nel villaggio globale della liquidità.

E’ per essere servitori della vostra terra, della vostra gente che voi avete il compito di decifrare la realtà. Questo richiede un supplemento d’amore prima che di formazione e di professionalità. Vi è richiesto un di più di responsabilità personale, l’umile e paziente fedeltà al servizio, una lotta quotidiana contro ogni forma di menzogna e di manipolazione a cui il lavoro quotidiano del giornalista è sempre esposto.

E’ la capacità di educarci e di educare a distinguere, a chiamare per nome le cose, a superare narrazioni stereotipate che impediscono di avvicinarsi alla realtà, d’incontrare e fare incontrare gli altri: la capacità di praticare un’informazione che non alzi muri ma costruisca ponti. 

E’ questo il vostro modo di vivere quello che con bella espressione viene definito il giornalismo di prossimità. Ogni giorno, davanti ad ogni umana avventura che vi appestate a descrivere, sarebbe bello che ognuno di voi si ponesse lo stesso interrogativo: Chi è il mio prossimo? Chi è il vostro, il nostro prossimo in un mondo globalizzato. Globalizziamo l’apertura, la solidarietà, l’accoglienza non globalizziamo l’indifferenza come ammonì papa Francesco a Lampedusa.

Ecco perché serve un’informazione fatta da giornalisti competenti e buoni, radicati sul territorio,  capaci di rivolgersi alla propria gente, con notizie che aiutino a riconoscersi come comunità nella vita quotidiana, nella realtà che la gente vive, ascoltando la mente e il cuore, ma cercando di non assecondare la pancia, con una comunicazione che chiama alla relazione e costruisce il bene comune.

Il vero giornalismo resta dunque un servizio all’uomo e quella del giornalista – se è lecito parafrasare l’apostolo Paolo: 1, Corinti 9,20-22 – è la vocazione che lo porta a farsi “tutto a tutti” .

Il giornalista riveste un ruolo di grande importanza e al tempo stesso di grande responsabilità. In qualche modo – come ha detto papa Francesco – voi scrivete la “prima bozza della storia”, costruendo l’agenda delle notizie e introducendo le persone all’interpretazione degli eventi.

Ecco perché la vostra vocazione e la vostra responsabilità devono misurarsi ogni giorno con l’esercizio di quattro  virtù chiamate a scongiurare quattro rischi che sempre incombono su chi fa informazione. 

La prima virtù sta nella capacità, almeno sul piano del metodo, di superare ogni catalogazione discriminante e di ogni riduzione dell’uomo alle categorie dell’utile, dell’erotico, del deviante, del mostro, del malvivente.

La seconda è la negazione della categoria del nemico: impegnato a cercare l’uomo, il giornalista non dovrebbe mai giudicare per schieramento politico o ideologico o culturale. 

La terza è la sospensione del giudizio e l’atteggiamento di attesa, che implica rispetto radicale per il mistero personale, fiducia, comune speranza nel comune destino.

La quarta è la scelta di campo a favore del più debole, penso alla spettacolarizzazione del dolore, alla rappresentazione stereotipata dei migranti, al disprezzo della vita, al non rispetto per i più deboli come i bambini.

Il giornalista resta sempre aperto alla novità storica, alla modificabilità dell’umano, alla possibile conversione di ognuno, ai cieli nuovi e alla terra nuova. In questo senso mi permetto di  sottolineare che, ad una professione che ha e deve continuare ad avere nella laicità e dell’autonomia due valori cardine, la vocazione cristiana possa fornire, come in ogni altra professione legata alla comunicazione un arricchimento decisivo, nel senso della sollecitazione a cogliere la pienezza dell’umano o quel tanto di umano che si trova in ogni persona. 

La vocazione cristiana implica, per il giornalista, la chiamata – come ho già detto – a “farsi prossimo” rispetto a ogni uomo o donna di cui debba occuparsi nell’esercizio della professione. In particolare implica un preciso richiamo a rispettare il mistero dell’uomo, che i media commerciali tendono a violare e a negare.

Il ”farsi prossimo” del giornalista è potenzialmente aperto a tutta l’umanità. Ciò si può dire di ogni cristiano che incontri sulla propria strada un qualsiasi estraneo in situazione di bisogno. Ma vale due volte per il giornalista, perché è proprio della sua professione che venga chiamato a occuparsi di ogni vicenda che gli sia assegnata, senza che vi sia stato alcun incontro personale.

Nella modalità di farsi prossimo del giornalista c’è un aspetto potenzialmente più esigente, rispetto a quella che potrebbe proporsi nel normale incontro con il bisognoso. Posso prendermi cura del bisognoso a me estraneo rispondendo alla sua necessità materiale, come avviene appunto nella parabola evangelica da parte del samaritano. 

Ma nel caso del giornalista non è chiesto e non basta il soccorso materiale: egli dovrebbe trovare il modo di farsi prossimo dell’uomo e della donna di cui racconta la storia avvicinandoglisi sul piano conoscitivo, della comprensione umana e della comunicazione. Deve tendere a mettersi – almeno per un’ora, o un giorno – anche dal punto di vista del terrorista che intervista, dell’omicida di cui racconta l’esecuzione.

Concludo con le parole che l’allora arcivescovo di Milano, monsignor Giovanni Battista Montini, rivolse ai giornalisti il 31 gennaio 1955, dopo pochi giorni dal suo ingresso in città, durante la Messa in occasione della festa di San Francesco di Sales celebrata a mezzanotte nella tipografia del quotidiano “L’Italia”.  

“Cerchiamo – disse il futuro Paolo VI – di dare alla professione, non già una semplice caratteristica direi tecnica, puramente improntata alla fretta, alla genialità, alla curiosità, alla attualità, ma siamo dei finalisti, cioè della gente che pensa dove arrivano le parole, che effetto hanno, che cosa producono. E allora il messaggio di San Francesco di Sales non sarà inutile a noi. Egli insegna che bisogna avere soprattutto la carità della verità. Bisogna amare quelli a cui si rivolge la parola; amare nel dono, nell’offerta di qualcosa di vero; vero perché  si è sentito e perché si è studiato”.

Auguri allora, cari amici giornalisti, di carità e verità. 
     Grazie. 


Cassano all’Jonio, 24 Gennaio 2018

memoria di San Francesco di Sales

Vostro

   don Francesco Savino

Nell'associarci alle parole del nostro pastore, rivolgiamo i nostri auguri di buon lavoro a tutti coloro che, come noi, s'impegnano, a vario titolo, nel mondo dell'informazione, per un servizio alla società fatto di dedizione alla stessa, coll'augurio di non venir mai meno a quel dettato che ci vuole liberi solo se siamo veritieri, consapevoli, come diceva Antonio GRAMSCI, che “la verità è sempre rivoluzionaria”!

 − COMUNICATO STAMPA −

Il Comando della Polizia Municipale di Castrovillari ha emesso un’ordinanza di regolamento della circolazione veicolare per consentire l’esecuzione dei lavori di messa in sicurezza della strada di accesso al Santuario della Madonna del Castello, affidati l’altro ieri dal Comune alla ditta appaltatrice.

Così da lunedì 29 gennaio, e sino al termine dell’opera, il transito veicolare è vietato su via Santa Maria del Castello dall’intersezione stradale con via Porta di Simone che conduce alla vallata di San Rocco.

Copia dell’ordinanza potrà essere visionata anche sul sito dell’ente digitando www.comune.castrovillari.cs.gov.it.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

 − COMUNICATO STAMPA −

STAY SUD STAY FOOD è il nome del progetto avviato nel 2017 da Luca Caputo, Destination Manager pugliese, per la valorizzazione dell’experience enogastronomica e del prodotto locale.

Può un prodotto agricolo o gastronomico diventare motivazione di viaggio?

Sabato 27 e domenica 28 Home for Creativity, il coliving di Montalto Uffugo (CS), organizza e ospita un workshop dedicato ad agricoltura, food e sharing economy. Lo farà assieme a Evermind, smart working company calabrese, con l'obiettivo di imparare a trasformare i prodotti agricoli e le risorse enogastromiche della nostra regione in veri e propri attrattori turistici. 

Focus dell’evento sarà la costruzione della brand e digital identity dei prodotti locali che rappresentano la Calabria in Italia e nel mondo per qualità, processi di produzione e strategie di comunicazione. 

Unire il sano utilizzo del digitale alla valorizzazione dell’esperienza enogastronomica e alla promozione dei prodotti locali è l’obiettivo che il promotore del progetto Stay sud, stay food e gli organizzatori del workshop hanno in comune. 

Insieme a loro alcuni degli innovatori calabresi che rappresentano l’agri-food-sharing: Biorfarm, esempio di community agricola on e offline, Clementine, che ha fatto delle clementine calabresi un brand riconoscibile e rappresentativo e Nido di seta, eccellenza nel settore della sericoltura. Poi la formazione insieme a Francesco Biacca, digital strategist e fondatore di Evermind, illustrerà le strategie digitali più efficaci per promuovere un prodotto agricolo o enogastronomico online; Giovanni Gagliardi, fondatore di Vinocalabrese.it e punto di riferimento per il marketing food&wine; Roberta Caruso, che racconterà le ultime novità nel mondo dell’economia collaborativa; infine Luca Caputo, che presenterà il progetto Stay sud, Stay food, illustrando trend e strumenti per potenziare la customer experience legata all’enogastronomia. 

Seguirà una degustazione di alcuni dei prodotti che rappresentano il brand Calabria guidata da Giuseppe Palmieri, trainer dei prodotti calabresi e vice presidente della Fondazione Sommelier Calabria. 

Un evento che si terrà sabato pomeriggio dalle 15.30 e domenica mattina dalle 9.30 fino all’ora di pranzo in un luogo, come il coliving, in cui formazione, vita e lavoro condivisi sono alla base di ogni iniziativa. 

Per partecipare è sufficiente iscriversi chiamando il numero 347/6062341 oppure scrivendo all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

− COMUNICATO STAMPA −

Vetrina d'eccezione per il Comune di Oriolo che ha ricevuto a Genova la Bandiera Arancione del Touring Club, confermandosi così all'interno del prestigioso circuito turistico nel quale si era accomodato ufficialmente nel 2016. Alla festa delle Bandiere Arancioni del Touring Club - in occasione dei vent'anni dall'iniziativa - sono stati premiati 19 comuni italiani, tra i quali il borgo di Oriolo, punta di diamante del turismo nell'Alto Jonio cosentino. Nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, tra i 150 sindaci presenti (le bandiere arancioni sventolano su 227 paesi, con meno di 15 mila abitanti, che si distinguono per un'offerta turistica di eccellenza e un'accoglienza di qualità) c'era anche il primo cittadino di Oriolo, Giorgio Bonamassa che ha ritirato il prestigioso vessillo alla presenza del direttore generale del Touring Club, Lamberto Mancini; del sindaco di Genova, Marco Bucci; del governatore della Liguria, Giovanni Toti e dell'assessore regionale alla Promozione Turistica e Marketing, Giovanni Berrino.

Il riconoscimento per Oriolo, ripreso anche dalla stampa nazionale, giunge all'interno di un percorso voluto fortemente dall'Amministrazione Comunale in carica che punta in maniera decisa ad un';offerta turistica di qualità, individuata come strumento indispensabile per attrarre flussi di gente che necessariamente dovranno implementare quell'indotto necessario a trattenere sempre più famiglie e giovani in un piccolo borgo dell'entroterra come Oriolo. Su questo potenziale hanno creduto sin dall'inizio, oltre al sindaco, allo stesso modo il vice sindaco e assessore al Turismo, Vincenzo Diego che sta investendo su una politica di rilancio dei Beni Culturali e della Cultura in genere attraverso un incessante lavoro teso anche ad intercettare importanti finanziamenti utili alla causa. Così come il consigliere comunale Vincenzo Brancaccio, tra i promotori dell'ingresso di Oriolo sia nel Touring Club che nell'importante associazione dei ";Borghi più belli d'Italia". A margine della manifestazione di Genova per le Bandiere Arancioni, l'Amministrazione Comunale di Oriolo è stata raggiunta dal messaggio di congratulazioni del presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, che ha espresso sincero apprezzamento per il percorso virtuoso che il Comune ha intrapreso nell'ottica di un turismo moderno e ricercato.

Vincenzo La Camera, giornalista
Ufficio Stampa Comune di Oriolo (Cs)

− COMUNICATO STAMPA −

MORANO CALABRO – Nuovo appuntamento tutto da ridere all’auditorium comunale di Morano Calabro. Domenica 28 gennaio, alle 18,30, la compagnia teatrale napoletana “Il Sipario” presenta “Sole all’improvviso” di Girolamo Palumbo per la regia di Sasà Palumbo. Al centro della vicenda ci sono un uomo (Antonio), la sua donna di origini francesi (Adèle Muller), i loro tanti problemi e Napoli sullo sfondo. Sì, tanti problemi, ma poi arriva “Sole” all’improvviso! Purtroppo però per Antonio, non è quello che uno si aspetta veder arrivare a dissipare le nuvole rischiarando la giornata: Sole è infatti una ragazzina di quindici anni che gli piomba in casa dicendo di essere sua figlia, nata da un rapporto occasionale di sedici anni prima. Che caos, la routine della coppia ne è sconvolta, ed ancor di più quando la ragazza chiede di essere riconosciuta e di fare il test del DNA. Antonio allora rifiuta. Perché dovrebbe riconoscerla, che gli frega di questa ragazzina di cui non ricorda nemmeno il volto della madre? Ma in ballo c’è una eredità di due milioni di euro a cui Sole, affidata dopo la morte della madre ad una casa famiglia, potrà accedere solo alla maggiore età oppure in caso fosse affidata al vero padre, e la promessa di dare una parte dei soldi ad Antonio se accetta di riconoscerla può sbloccare la situazione. Ma perché tanta fretta da parte di Sole ad entrare in possesso dei soldi? È solo avidità o sotto c’è dell’altro? Lo scopriremo, dopo molti colpi di scena, solo a fine spettacolo. Sul palco dell’auditorium “M. Troisi” ci saranno Sasà Palumbo, Raffaele Wirz, Elisabetta Fulgione, Sara Palumbo, Gianni Palumbo, Lucia Giugliano e Franco Tortora. È un gradito ritorno quello della Compagnia “Il Sipario” nella Stagione di TeatroMusica di Morano Calabro; l’anno scorso infatti, aveva presentato “Se... Mai, mi sposerò?!?”, commedia molto apprezzata dal pubblico moranese.

Domenico Donato
Ufficio Stampa TEATROMUSICA

− COMUNICATO STAMPA −

La celebrazione annuale della Festività del nostro Patrono, San Giuliano, in questi Tempi, è quanto mai pregna di significati non solo per la devozione che si rinnova ma, soprattutto, per ciò che la lega alla Giornata della Memoria: l’olocausto degli "indesiderabili", nonché all’importante urgenza di pace (come richiamato dalla 51^ giornata mondiale), di serenità che attraversa il mondo intero rispetto a rischi oggettivi.

Da qui la portata della doppia ricorrenza per una crescita diffusa che non può essere sottesa , al di là di ogni appartenenza, a divisioni , indifferenze e paure se la preoccupazione è per il primato del rispetto della Dignità di ogni uomo come ci ha ricordato la 104^ Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato, sollecitandoci l’accoglienza con atti concreti ed a guardare alla persona per il valore che ha.

E’ con questo spirito che ci apprestiamo a vivere tali appuntamenti; e l’offerta delle Chiavi durante la consueta funzione religiosa nella Basilica Minore è il segno di voler affidare tutto questo a Chi può aprire il Cuore di ogni Uomo e Donna.

Ecco l’importanza pure di fare memoria per rilanciare i valori inalienabili dell’Umanità che, con le opere suscitate dalle democrazie, affermano le capacità della giustizia e della libertà nel costruire, grazie inoltre a chi ha dato la vita - per questi principi irrinunciabili- soppresso dalla ferocia inaudita del nemico ma solo nel corpo.

Per questo oggi asserire, con coscienza e con una forte motivazione ideale, tale necessità , significa più che mai accompagnarla con il desiderio di tramutare in atti e gesti, sempre più determinati e concreti, ciò che viene dichiarato spesso solo a parole.

E’ ancora una volta, dunque, un’occasione per non dimenticare la Storia delle Comunità e anche le pagine più tristi di ciò che l’Europa ha sofferto con quei totalitarismi che cercarono di colpire il Cuore dei popoli lanciandosi con violenza inaudita su identità Territoriali e Sociali .

Il momento, poi, nel coinvolgere e richiamare , fa emergere la grande attenzione che persiste intorno a tali fattori; e la festa di San Giuliano , patrono di Castrovillari, con la semplicità delle sue celebrazioni, insieme alla gente, tra autorità civili e religiose, nonché alle consuetudini che si tramandano, legate a quella venerazione popolare che sottolinea in questo modo la sacralità della vita umana in quanto tale – e Chi ci tiene per mano nonostante tutto- , suscita, salda, quei collegamenti irriducibili tra l’esistenza ed i desideri profondi di ciascuno con ciò che vuole per la propria Vita e dove essere abbracciato per quello che E’.

Il Sindaco
f.to Domenico Lo Polito

Pagina 9 di 178
Sunday the 23rd. Castrovillari in Rete

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.