Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

− COMUNICATO STAMPA −

Tutti in “Primafila” con “Uomo e Galantuomo” di Eduardo De Filippo della Compagnia Teatrale “Dioscuri”questa sera ore 21,30 Teatro Sybaris di Castrovillari INGRESSO GRATUITO. Continua la programmazione della Rassegna di Teatro e Musica organizzata dall’Associazione Culturale “Novecento Teatri”, con presidente Luisa Giannotti, per la direzione artistica di Benedetto Castriota.

“Uomo e Galantuomo” un questo testo molto particolare di Eduardo che si snoda sul sottile filo che separa realtà e finzione, passando attraverso la pazzia (per bisogno/fame o per opportunità/etichetta sociale). Il tema del doppio la fa da padrone: comicità-drammaticità, attori-personaggi; uomini-galantuomini; nobili-plebei; ricchezza-miseria; verità-menzogna. Personaggi attori e attori personaggi, sani che si fingono pazzi e pazzi che tornano sani, fratelli veri e fratelli finti, madri vere e madri finte, padri legittimi e padri illegittimi si susseguono sulla scena intrecciando, l’una nell’altra, vicende speculari. La maschera, che domina la scena, ricorda il continuo sdoppiamento dell’essere umano stesso tra finzione e realtà. Su questo doppio binario si è mosso anche questa volta il lavoro di ricerca di Teatro dei Dioscuri, sospeso a metà tra la tradizione ed il tradimento.

Il 28 dicembre, sempre al Tetro Sybaris di Castrovillari con inizio alle ore 21,30 il “Meglio di…” Simone Schettino. Lo spettacolo consiste in un "one man show", dove Simone Schettino recita il meglio dei monologhi rappresentati negli ultimi tempi, con argomenti relativi alle problematiche generali che si trascinano da anni e mai risolte fino in fondo, inquadrate nell'attuale momento storico. In effetti i disagi sono e restano uguali col passare del tempo, nel migliore dei casi cambia solo la natura del problema, la causa dello stato di necessità, e quasi sempre si agisce in modo molto approssimativo. Schettino esprime liberamente la propria opinione senza alcuna pretese di lanciare moniti o censure, quasi come une chiacchierata fra un gruppo di amici, tenendo ben presente che nessuno è depositario di verità assolute, e soprattutto evidenziando che la famosa tattica dello scaricabarile alla lunga non paga. Il tutto naturalmente in chiave puramente comica.

L’evento gode del contributo della Regione Calabria, del Parco del Pollino, dei Comuni di Castrovillari, Cassano J. Morano C. e Mormanno.

I biglietti potranno essere acquistati anche online su www.ticketwebonline.com o c/o Dany Music Castrovillari. Ulteriori informazioni, potranno essere richiesti all’Associazione Culturale Novecento.

Castrovillari 27 dicembre 2017

Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

Martedì, 26 Dicembre 2017 17:40

Rassegna cinematografica per i più piccoli

− COMUNICATO STAMPA −

Con il patrocinio dell'Amministrazione  comunale di Castrovillari, presso il Cinema Teatro Ciminelli e grazie anche a questo, si sta tenendo una rassegna cinematografica per i piccoli e non solo che prevede  alle ore 10,45 la proiezione di sei pellicole con ingresso gratuito, in programma  sino al 7 gennaio.
 
Il 26 dicembre e' stato proposto il film d'animazione "Ballerina" che rilancia l'importanza di non rinunciare ai propri sogni, giovedi' 28 dicembre sara' la volta de   "La Bella e la Bestia" capolavoro  tratto da una stupenda fiaba di Gabrielle- Suzanne Barbot de Villeneuve che attrae e coinvolge per cio' che mette in gioco tra il Cuore e i modi di vedere dell'uomo, sabato 30 dicembre l'avventuroso "King Kong" di Peter Jackson, domenica 31 dicembre  il film fantastico d'azione "Lego Batman", giovedi' 4 gennaio la pellicola pregna di significati e valori fondamentali "Il bambino col pigiama a righe" e domenica 7 gennaio il racconto di Antoine Dr Saint-Exupery "Il Piccolo Principe".
 
Spettacoli che, oltre ad offrire momenti di relax, di socializzazione e di divertimento, rappresentano, con le loro rielaborazioni ed adattamenti scenici,  il variegato mondo della realta' -quella con cui fare i conti- che se guardata con attenzione, amore e rispetto suggerisce importanti elementi e fattori per vivere ed accompagnare la vita con tutto cio' che l'intefaccia, la sollecita, la suscita e la contaddistingue.
 
"Un'occasione dunque-afferma l'Assessore  alla pubblica istruzione, Giuseppe Russo- che, intrattenendo simpaticamente,offre spunti, chiavi di lettura e messaggi  interessanti  anche per i piu' piccoli, richiamando i principi semplici dell'esistenza che si basano, tra l' altro, sulla volonta', la determinazione-fondamentali per dare corpo a cio' per cui uno studia,lavora, si prepara e s'impegna-, la solidarieta', l'accoglienza anche del diverso da noi, l'altruismo, l'importanza di educarsi ai veri sentimenti, al rispetto dell'altro e a ogni cosa caratterizzi l'umana dimora nonche' per rendere possibile il cammino che compie l'inaudita corrispondenza a quello che siamo."
 
L'Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari 
(G.Br.)

− COMUNICATO STAMPA −

“Volti … al Carnevale” è l’almanacco 2018 della Pro Loco di Castrovillari. Un appuntamento fisso che si rinnova di anno in anno, in occasione delle festività natalizie. “Volti … al Carnevale”, ha un duplice significato; l’aver rappresentato attraverso gli scatti i volti mascherati che hanno fatto grande il Carnevale e la stessa manifestazione che quest’anno compie 60 anni. Un traguardo importante per un evento di cui si hanno tracce già nel lontano 1600 allorquando, proprio in occasione dello svolgimento dei riti carnascialeschi, venne rappresentata presso il Comune di Castrovillari, nel febbraio del 1635, la farsa dialettale di Cesare Quintana “Organtino”. La prima manifestazione venne rappresentata dalla Pro Loco cittadina è risale al 1959, quando, grazie all’intuizione del prof. Vittorio Vigiano, fondatore dell’associazione, venne organizzata la prima edizione del Carnevale del Pollino e Festival Internazionale del Folklore. Oggi il Carnevale di Castrovillari è tra i 10 più importanti del meridione, evento inserito tra gli appuntamenti storicizzati della Regione Calabria riconosciuto dal MIBACT tra i Carnevali più belli d’Italia insieme a quelli di grandissimo prestigio come Viareggio, Venezia, Putignano, Sciacca, Cento etc. Ritornando al calendario targato 2018, la presentazione è avvenuta presso il Teatro Sybaris di Castrovillari alla presenta del Presidente e Direttore Artistico della Pro Loco cittadina, rispettivamente Eugenio Iannelli e Gerardo Bonifati. Il saluto al pubblico presente è stato fatto dal Vicesindaco Francesca Dorato. L’almanacco è stato realizzato graficamente da Stefano Ferrante ed Elmira Boosari. Al suo interno 12 scatti realizzati, grazie al concorso fotografico inserito all’interno della manifestazione carnascialesca curato da Francesco Limonti. Durante i 12 mesi dell’anno si potranno ammirare le scatti realizzati da Francesco Ottato, Stefano Ferrante, Francesco Propato, Tommaso Barone, Elmira Boosari, Emanuela Granata, Francesco Sallorenzo, Andrea Fata. Francesco Limonti, e Giuseppe Iazzolino. La consulenza scientifica è stata curata dal Prof. Leonardo Alario mentre quella storica da Gian Luigi Trombetti. La stampa da GLF di Castrovillari mentre la distribuzione è stata affidata al settimanale Menabò. Il calendario è stato realizzato con il contributo del Comune di Castrovillari, del Parco del Pollino, dell’UNPLI, dello I.O.V e della F.I.T.P. La serata è stata impreziosita dall’esibizione dei “Piccoli della Pro Loco” con lo spettacolo curato da Tiziana la Vitola e Gerardo Bonifati dal titolo: “Ricordi di un piccolo emigrante”. Sulla scena 80 tra bambini e ragazzi della Pro Loco che attraverso balli e canti della tradizione castrovillarese, hanno fatto rivivere la storia dei nostri avi diretti verso le Americhe in cerca di fortuna. Da collante tra un “quadro e un l’altro” dello spettacolo, con applausi a scena aperta, la voce narrante di Dario De Luca attore della compagnia teatrale “Scena Verticale “ di Castrovillari. [...]

Castrovillari 24 dicembre 2017

UFFICIO STAMPA
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

− COMUNICATO STAMPA −

Al Teatro Morelli di Cosenza arriva l’immancabile appuntamento delle festività natalizie con Scena Verticale: la doppia replica - 26 e 27 dicembre, ore 20.30 – vedrà in scena Saverio La Ruina nel suo ultimo lavoro, “Masculu e fìammina”. Terza data in cartellone per il More, la stagione di teatro contemporaneo diretta dalla compagnia di Castrovillari, con il partenariato del Comune di Cosenza, della Regione Calabria e del MiBACT.

“Interprete sensibile” e “autore dal tocco profondo e emozionale, antropologo culturale e dei sentimenti” (Corriere della Sera) acclamato in tutta Italia, Saverio La Ruina sarà in scena al Morelli per la prima volta con questo spettacolo.

In “Masculu e fìammina” un uomo semplice parla con la madre. Una madre che non c’è più. Lui la va a trovare al cimitero. Si racconta a lei, le confida con pacatezza di essere omosessuale, “o masculu e fìammina cum’i chiamàvisi tu”, l’esistenza intima che viveva e che vive.

Non l’ha mai fatto, prima. Certamente questa mamma ha intuito, ha assorbito, ha capito tutto in silenzio. Senza mai fare domande. Con infinito, amoroso rispetto. Arrivando solo a raccomandarsi, quando il figlio usciva la sera, con un tenero e protettivo “Statti attìantu”. Ora, per lui, scatta un tipico confessarsi del sud, al riparo dagli imbarazzi, dai timori di preoccupare. Forse con un piccolo indicibile dispiacere di non aver trovato prima, a tu per tu, l’occasione di aprirsi, di cercare appoggio, delicatezza.

E affiorano memorie e coscienze di momenti anche belli, nel figlio, a ripensare certi rapporti con uomini in grado di dare felicità, un benessere che però invariabilmente si rivelava effimero, perché le cose segrete nascondono mille complicazioni, destini non facili, rotture drammatiche.

Nei riguardi di quella madre, pur così affettuosa e misteriosamente comprensiva, si percepisce comunque qualche rammarico, qualche mancata armonia. Ma tutto è moderato, è fatalistico, è contemplativo. In un meridione con la neve, tra le tombe, finalmente con la sensazione d’essere liberi di dire.

Saverio La Ruina si forma come attore alla Scuola di Teatro di Bologna diretta da Alessandra Galante Garrone e lavora, tra gli altri, con Leo De Berardinis e Remondi & Caporossi. Nel 1992 fonda la compagnia teatrale Scena Verticale, con la quale è presente nei maggiori festival e teatri italiani e all’estero. Tra i maggiori riconoscimenti: due Premi Ubu 2007 con Dissonorata (‘miglior attore’ e ‘nuovo testo italiano’), il Premio Ubu 2010 con La Borto (‘nuovo testo italiano’), il
Premio Ubu 2012 con Italianesi (‘migliore attore’). Nel 2010 ha ottenuto anche il Premio Hystrio alla Drammaturgia. Nel 2015 debutta con Polvere. Dialogo tra uomo e donna per il quale riceve due Premi Enriquez per la ‘migliore drammaturgia’ e come ‘miglior attore’. Masculu e Fìammina, debutta al Piccolo Teatro di Milano e con questo spettacolo nel 2017 La Ruina è in finale al Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2017 come ‘migliore interprete di monologo’.

SAVERIO LA RUINA
Masculu e fìammina (75’)
di e con Saverio La Ruina
musiche originali Gianfranco De Franco
collaborazione alla regia Cecilia Foti
scene Cristina Ipsaro e Riccardo De Leo
disegno luci Dario De Luca e Mario Giordano
audio e luci Mario Giordano
organizzazione Settimio Pisano
produzione Scena Verticale

Accrediti stampa

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Info biglietteria

POSTO UNICO INTERO €10,00

POSTO UNICO RIDOTTO (under 26 e over 60) € 8,00

POSTO UNICO RIDOTTO (spettatori Tau e universitari) € 5,00PREVENDITA INPRIMAFILA

 

#keeptheticket

* CONSERVA IL BIGLIETTO DEGLI SPETTACOLI MORE E DEL TEATRO AUDITORIUM UNICAL Presentando il tuo biglietto degli spettacoli della stagione del TEATRO AUDITORIUM UNICAL, avrai diritto a un biglietto ridotto da € 5,00 per gli spettacoli della stagione MORE. Allo stesso modo, i possessori dei biglietti del MORE godranno della riduzione prevista per gli spettacoli della stagione del TEATRO AUDITORIUM UNICAL

− COMUNICATO STAMPA −

Il Vescovo, mons. Francesco Savino, ha incontrato i detenuti e le detenute e tutto il personale della Casa Circondariale di Castrovillari e ha celebrato l’Eucarestia.

Proprio durante la Santa Messa, celebrata il 15 dicembre scorso, il presule ha esordito dicendo: «Parto da una “confessione”: quando devo parlare nei luoghi della sofferenza (in un hospice, in un ospedale, in un carcere, in un centro riabilitativo, in un centro di accoglienza, in una casa famiglia…) vi confesso che trovo difficoltà e sarei tentato di non dire nulla, perché in alcuni contesti le parole spesso possono sembrare “retorica”. Dunque faccio fatica stamattina – ha continuato mons. Savino – a comunicare perché so che a Natale tutto si complica, tutto è difficile perché i sentimenti sono troppi e troppo emotivi. Penso a un grande regista e umorista, Woody Allen, il quale durante un’intervista disse: «Vorrei addormentarmi il giorno 24 dicembre e vorrei svegliarmi il 7 gennaio perché queste vacanze mi fanno male, perché a Natale si amplificano le emozioni». Quante storie ho vissuto nella mia vita ma ho sempre scelto di stare dalla parte delle persone in difficoltà ed è difficile che a Natale dimentichi tutti i volti incontrati.»

Quindi, il Vescovo ha proseguito: «Voi siete qui e so quanto sia difficile questo periodo, so che vi mancheranno i vostri figli, le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori, i vostri parenti e amici. Faccio fatica oggi è vero, però so che se oggi Gesù potesse scegliere un luogo dove nascere, la casa di Betlemme potrebbe diventare questa casa circondariale, potrebbe diventare l’ospedale, l’hospice, ecc. Perché quando tocchiamo il corpo di una persona fragile tocchiamo il corpo di Gesù Bambino.»

«Cari amici – ha quindi aggiunto mons. Savino – non vi sentite mai giudicati da me, dalla chiesa locale tutta, perché solo chi è senza peccato può scagliare la prima pietra e ognuno di noi ha le sue difficoltà, i suoi limiti. Sono convinto che ancora oggi Gesù Bambino è stato ucciso proprio come è stato ucciso Cocò. Ogni volta che viene ucciso uno, al di là della famiglia di appartenenza, viene ucciso nuovamente Gesù.

Com’è strana la nostra società: ci sono i bambini che muoiono di fame e i bambini che devono stare a dieta per eccesso di colesterolo. In Italia ogni bambino che nasce, nasce con 30.000 euro di debiti. Perché l’economia è distribuita sempre e solo tra pochi? Ma la povertà e le difficoltà non devono mai portare a fare scelte sbagliate. Chi ha commesso reato deve prendersi il tempo necessario per rieducarsi e capire cosa ha impedito una vita felice e onesta. Non dimenticate mai che la ricchezza non è la felicità dell’uomo. Conosco tante persone ricche ma tanto, tanto tristi e infelici. Bisogna capire il rapporto tra i mezzi e il fine. Il fine è la felicità e i mezzi per raggiungerla devono sempre essere la legalità, l’onesta e il viver sano.»

«“Nel tempo che passa inesorabilmente ogni attimo ci fa incontrare Gesù”.  È Natale quando apriamo il nostro cuore a Gesù che è l’Emmanuele, il Dio con noi. L’augurio che possiamo che faccio a ciascuno di voi, alla direttrice e a tutti gli operatori è che possiamo comprendere che Gesù quando lo si incontra, quell’Emmanuele, è compatibile con la nostra felicità. Ma tu devi decidere: lo vuoi accanto o lontano?

Cari amici – ha quindi concluso il Vescovo di Cassano – con Gesù e con tutti coloro che si occupano di voi riuscirete a riscattarvi e a trovare la misericordia di Gesù Bambino.

Anche quest’anno, con gli amici della Caritas, abbiamo pensato di farvi un regalo: un giubbotto. Sia per voi la nostra tutela, la nostra protezione, il nostro volervi bene. Sia l’abbraccio da parte del Vescovo e di tutta la nostra Diocesi. La chiesa locale vi abbraccia, non sentitevi soli, convertitevi e quanto prima tornerete a vivere da uomini e donne, cittadini liberi.»

savino_messa

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi
 
[Ci scusiamo col ritratto e coi lettori tutti se la fotografia ch'accompagna tale articolo risulta capovolta: così pervenutaci, non siamo riusciti a renderla meglio, N.d.R.]

− COMUNICATO STAMPA −

“Chiara una voce dal cielo si diffonde nella notte, fuggano i sogni e le angosce, splende la luce di Cristo”, canta un inno liturgico del tempo di Avvento.

Fa eco il profeta Isaia nella Messa della notte di Natale: “Un popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce, su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”(Is 9,1).

E Cristo ci rivela nel Vangelo: “Io sono la luce del mondo. Chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.

La festa del Natale del Signore è la vera festa della luce. Da qui la tradizione che, nei giorni più brevi dell’anno coincidenti con le solennità natalizie, accendiamo luci nelle case e nelle strade, per significare e salutare con gioia la vera luce che è Gesù, il sole di giustizia che sorge dall’alto.

Non basta all’uomo la luce della sua esistenza, non basta la luce della sua intelligenza e della scienza, quella delle conquiste tecniche, non basta neppure il suo pensiero filosofico o la sua ricerca religiosa, neppure la sua produzione artistica o il suo benessere economico, neppure i sentimenti più nobili ed elevati.

L’uomo si scopre sempre insoddisfatto, spesso decisamente infelice, comunque desideroso di qualcos’altro che possa saziare la sua fame e dissetare la sua arsura. Inoltre scorge nel suo spirito il desiderio imperioso del bene, ma si ritrova sempre mancante, fallibile e peccatore: invoca allora una luce diversa e superiore, che non può trovare dentro di sé. Solo chi l’ha creato lo comprende e lo avvicina, lo può perdonare nel suo pentimento sincero, lo può soccorrere nella prova, lo può salvare dalla sua situazione di morte. Solo chi lo ama veramente lo vuole redimere da ogni colpa a partire da quella originale, solo chi lo ama dall’eternità può scendere dal cielo e incarnarsi e farsi uomo in tutto simile alla sua creatura prediletta, eccetto il peccato. Solo chi lo ama veramente può nascere in una grotta, adibita a stalla, nella umana povertà e umiltà, per condividere con noi la via della sofferenza e della croce e far fiorire la vita nuova nella risurrezione. Al di là dell’aspetto invadente del commercio, del consumo, del divertimento, che ormai caratterizza il tempo festivo del Natale, 
siamo interpellati inesorabilmente dal nostro cuore inquieto a cercare il Bambino di Betlemme: non
ci bastano le fantasie e le favole imbastite per questi giorni di vacanze.

Proprio questo luccichio e questo chiasso lasciano un vuoto dentro se non si va alla causa delle cause. La festa di Natale è la festa della nascita di Cristo dalla Vergine Maria, è la festa del Figlio di Dio Verbo eterno che si fa carne, è il Messia figlio di Davide che si abbandona fra le braccia forti di Giuseppe di Nazaret, è il vero Dio che si manifesta ai Magi venuti dall’oriente, da culture e religioni diverse per convertirsi a lui. La rivelazione biblica ci illumina ancora: “Un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace” (Is 9, 5).

In un mondo confuso e orgoglioso della propria confusione, e noi ammaliati da questo fumo, abbiamo bisogno dell’aiuto e del consiglio di Gesù, il quale vivo e risorto ci dona il suo Spirito Santo Paraclito. Senza l’ammirevole consiglio di Cristo, cioè la sua parola e la sua grazia, noi non possiamo fare nulla. Ma Gesù è il Dio potente, può guarirci dal peccato, può liberarci dalle spire dell’antico serpente, vuole la nostra gioia e la nostra salvezza, vuole instaurare il suo regno d’amore nel nostro cuore e ci chiede di aprirlo a lui che sta alla porta e bussa. Gesù rivela la misericordia del Padre, una misericordia senza limiti, una bontà infinita paterna e materna insieme, un amore tanto grande che nella potenza divina arriva alla incarnazione della persona del Figlio per camminare insieme a noi e arrivare fino alla morte di croce. Gesù è pace, quella vera, che non è frutto di calcolo o compromesso, che non è frutto di astuzia umana per preparare successivi inganni e conflitti, Gesù è il principe della pace, il suo regno è la pace, perché lui è mite e umile di cuore e da lui, Maestro di pace, occorre imparare.

Cari, contemplando il Bambino di Betlemme, adagiato in una mangiatoia, che in latino si dice presepe, meditiamo sulle parole divine proclamate nella notte santa. “Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce” (Lc 2,9): noi che abbiamo vegliato nella preghiera durante l’Avvento, come i pastori sui monti di Giudea, ascoltiamo l’angelo del Signore che si presenta al nostro cospetto. Si presenta tramite la parola di Dio, custodita e annunciata dalla Chiesa; si presenta tramite la comunità ecclesiale formata dai nostri fratelli e sorelle nel battesimo e nella cresima; si presenta tramite i poveri e i bisognosi che chiedono pane, acqua, vestiti, accoglienza, aiuto, vicinanza. Facciamoci avvolgere anche noi dalla gloria del Signore, in questi giorni santi di Natale. Come? Con i Sacramenti della grazia: la confessione e il pentimento dei nostri peccati presso i sacerdoti, la comunione eucaristica con la partecipazione alle solennità liturgiche, con la riconciliazione in famiglia e nell’ambiente in cui viviamo, con l’annuncio della fede ai ragazzi e ai giovani, con la collaborazione gioiosa nella Chiesa e la testimonianza cristiana nella società. Certo nella nostra fragilità potremmo aver paura di una vocazione così grande e impegnativa, potremmo scoraggiarci di fronte a una missione così difficile, potremmo essere tentati di rinunciare alla vita cristiana. “Non temete: ecco vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore” (Lc 2, 10-11).

Non dobbiamo temere, c’è Gesù Cristo al nostro fianco. Non ci avrebbe chiesto un lavoro evangelico così esaltante se non ci fosse lui a sostenerci e a donarci la forza; desidera la nostra disponibilità e tutto il resto lo fa lui, con la sua potenza d’amore e la nostra umile collaborazione. Maria e Giuseppe di Nazaret sono stati chiamati ad una realtà inimmaginabile, hanno detto solo di sì e poi tutto nella loro vita è accaduto secondo la parola di Dio. Affidiamoci anche alla loro potente intercessione per percorrere i sentieri del Vangelo.

Quale allora il nostro augurio? Non con parole banali, ma con gli angeli di Betlemme, proclamiamo anche noi nell’intimo e agli altri che incontriamo: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama!” (Lc 2,14). Nello scambio dei saluti natalizi e dei cari sentimenti con le persone, vicine e lontane, evitiamo frasi fatte che non dicono più nulla, ma diciamo con fede e con cuore: “Gloria a Dio! Pace agli uomini!”.

La gloria di Dio manifestiamola con la vita, la pace agli uomini facciamola con le opere. Gesù
Bambino ci doni il suo celeste sorriso e ci benedica con la sua piccola ma potentissima mano.

Gesù Bambino ci doni il suo celeste sorriso
e ci benedica con la sua piccola ma potentissima mano. 
Sac. Carmine Francesco De Franco

Qualche giorno abbiamo ricevuto il seguente comunicato. L'abbiamo ritenuto particolarmente interessante, non solo per il periodo dell'anno, ma, soprattutto, per il periodo storico che stiamo vivendo. Ed è per questo che l'abbiamo conservato a questo giorno: per dargli quel risalto che tali notizie meritano, ma soprattutto, per far sì che chi si trovi in queste situazioni possa godere di quella giusta considerazione, che, ci auguriamo, non si fermi al solo giorno in corso.

I TRE RE MAGI “PRECARI”

Questo Natale sarà diverso dal solito, lontano dalle luci colorate che siamo abituati a vedere ogni anno, da panettoni e spumanti che echeggiano l’aria di festa, dai regali portati in dono come tradizione vuole.

Quest’anno, nella grotta dove è nato Gesù bambino, insieme a Giuseppe, Maria, il bue, l’asinello, i Re Magi, gli Angeli, i noti pastorelli e le pecorelle, troveremo anche i “Tre Re Magi Precari”.  Si tratta di tre statuine in formato su “scala” che rappresenterebbero un po’ la vita e il percorso di un ex-precario della Scuola Pubblica, Euristeo Ceraolo, nativo di Rossano (Cs) e precario per 11 anni nella provincia di Forlì-Cesena. Euristeo, con questa singolare e unica iniziativa, ha voluto mettere in evidenza il disagio di tutti i lavoratori, precari e non, ricordando quando quel contesto lo ha vissuto in prima persona sulla propria pelle, senza darsi per vinto ma adottando ogni volta forme di lotta “creativa”.

<<Come si può festeggiare senza pensare al prossimo?>> afferma Euristeo <<Se faccio una considerazione, che è anche il mio “pensiero”, come posso essere felice se c’è gente intorno a me infelice, se mia sorella e mio cugino sono disoccupati, il mio amico è precario, la mia vicina di casa non riceve lo stipendio da mesi, alcuni lavoratori hanno perso il lavoro e si trovano in “cassa integrazione”, senza certezza per il presente imminente e il futuro prossimo. Alla luce delle situazioni che i miei cari si trovano ad affrontare, non riesco a gioire e godere della serenità propria del Natale>>.

Lo status di lavoratore precario è una realtà che interessa i lavoratori da Nord a Sud, in qualsiasi luogo d’Italia, da San Remo (Im) a Forlì-Cesena (Fc), passando per Rossano (Cs) e arrivando a Sant’Angelo di Brolo (Me).

Nello specifico, la prima statuina indossa una maglietta riportante la scritta “Euristeo precario…sposerò la Carfagna”, che voleva essere una provocazione per far conoscere all’opinione pubblica il disagio che in quel periodo la Scuola Statale stava attraversando, sia per i tagli alla Cultura, all'Istruzione, alle Università e alla Ricerca,  sia per i tagli al personale precario “Docente e Ata”.

La seconda statuina, invece, riporta lo slogan: “Euristeo Precario… Ma Sto Cercando di SMETTERE”.

Infine, sulla terza miniatura si può leggere “Euristeo VIP (acronimo di Vincere Il Precariato)”, spesso utilizzata da Euristeo per promuovere la sua battaglia a favore dei lavoratori precari, realizzando foto con “Vip” che sostengono questa iniziativa.

Il presepe, che ospita i “Tre Re Magi Precari”, è esposto per tutto il periodo Natalizio presso il Palazzo S. Bernardino a Rossano (Cs), in occasione della manifestazione denominata "Natalitia 2017”.

Ingresso gratuito per il pubblico.

Buon Natale Precario!

Guardate il video dei “Tre Re Magi Precari”.
YouTube EuristeoVip:
https://www.youtube.com/watch?v=gW3w-6U7nH0&feature=share

Pagina Pubblica: Euristeo Ceraolo
https://www.facebook.com/euristeoceraoloofficial/

Gruppo Fbook: VIP Vincere Il Precariato
https://www.facebook.com/groups/VIPvincereIlPrecariato/

Instagram: @euristeoceraolo; Twitter: @EuristeoVIP

Ed è cogliendo l'occasione di questo quadretto di vita, che ripropone quelle sciagure umane su cui continua a splendere il sole, sotto il quale non sembra esserci spazio per nulla di nuovo, se non per la speranza, che proprio questo giorno propone, che ci pregiamo di rivolgere, a tutti i nostri lettori, i nostri auguri.

BUON NATALE

da tutti noi di

CV in Rete!

Martedì, 19 dicembre u.s., alle ore 10,30, nella basilica cattedrale della Natività della Beata Vergine Maria del Lauro, di CASSANO ALL'IONIO, l'ordinario diocesano, mons. Francesco SAVINO, ha incontrato i sindaci e i rappresentanti istituzionali e politici del territorio dei 22 comuni della diocesi da lui retta.

Di seguito il messaggio ch'egli ha rivolto ai convenuti.

A voi, 

donne e uomini impegnati nelle istituzioni politiche 

della Diocesi di Cassano all’Jonio.

 

Siamo prossimi al Natale che rischia, anche quest’anno, di essere sprecato o frainteso se dimentichiamo che «lo sposo arriva di notte», quando «l’olio delle lampade» può essere esaurito e il sonno ha il sopravvento sui nostri cuori infiacchiti. Gesù-Bambino viene, infatti, a noi che ci sentiamo stanchi e inadeguati e riempie di senso la vita personale e comunitaria. Se ragione e coscienza si sono addormentate nel disimpegno e nell’indifferenza, la venuta del Signore è disattesa.

Urge, dunque, che ci svegliamo! Che convertiamo i nostri cuori alla coerenza disponendoci alla sconvolgente rivelazione che è il Natale in cui Dio si fa debolezza, fragilità, umanità, nella carne concreta di Cristo.

Ho chiesto allo Spirito di illuminarmi prima di convocarvi per lo scambio degli auguri natalizi.

Innanzi tutto vi consegno il mio rammarico perché non ho avuto riscontro di processi attuativi riguardanti le decisioni su cui ci siamo trovati concordi nei nostri incontri passati.

Le ferite economiche, sociali ed esistenziali si aprono o si acutizzano in prossimità del Natale quando sembrano amplificarsi tutti i bisogni insoddisfatti di felicità e di amore mentre il cuore di molti si apre all’attesa e alla speranza di un, sia pur minimo, alleviamento di disagi economici e sofferenze avvilenti.

La realtà che viviamo sembra essere caratterizzata da una timida ripresa economica che stenta a essere percepita dai più impoveriti; gli indicatori economici nazionali ed internazionali sembrano orientarsi verso la positività; ma intanto aumentano fenomeni di avversione aggressiva, di violenza fisica, verbale e mediatica, di odio feroce e dichiarato verso le donne, i poveri, gli immigrati, i disabili. L’odio reciproco, il gusto di gettare fango su coloro che si ritengono nemici, l’intento demolitorio di ogni riferimento sono traboccati dal sistema virtuale delle reti telematiche alle relazioni dirette delle persone, le più fragili, più vulnerabili, ridotte a bersagli da colpire e abbattere.

Viviamo una «emergenza di umanità»! Il modello di sviluppo liberista e selvaggio, in cui domina l’«homo homini lupus», ossia l’uomo lupo per l’altro uomo, è assunto come modello culturale e antropologico. Lo Stato stesso perde consistenza, sia per via delle grandi organizzazioni politiche ed economiche internazionali che filtrano la volontà popolare fino ad annullarla in complessi apparati tecnocratici, sia per via del localismo che frantuma le comunità nazionali in molteplici centri di spesa e di controllo sotto la pretesa di libertà e di autonomia in cui si registra un deficit di responsabilità.

Occorre che prendiamo atto e ci liberiamo da alcune costanti del pensiero che, illudendoci di assicurare la felicità, uccidono l’umanità. 

Tra queste ne indico alcune.

Il realismo: tendiamo a pensare che l’unico sistema, di eventi e di persone, sia quello corrente; la realtà apparente è considerata un dato di cui il singolo, in quanto soggetto, fa esperienza ed in cui è necessario che si adegui.

Lo scientismo per cui il futuro del mondo è sotto l‘egida del progresso scientifico e tecnologico, dell’industria 4.0, di nuove e meravigliose macchinazioni che consentano di eliminare la fatica, di lavorare allegramente, di vivere per lungo tempo in salute, di essere sempre connessi e raggiungibili, di fare scelte giuste; gli scienziati e i tecnocrati promettono di realizzare tutti i sogni dell’umanità, come l’immortalità, senza che nessuno si affatichi ad esprimere i propri bisogni.

La disintermediazione per cui tutti i corpi intermedi come i sindacati, le assemblee rappresentative, le associazioni, le parti sociali, vengono visti come un ostacolo da frantumare, disarticolare, demolire: questi corpi intermedi sarebbero degli ostacoli, dei fardelli, un’inutile zavorra che il nuovo capitalismo mondiale non può reggere, per cui sono messi a diretto contatto lavoratori deboli con imprenditori e dirigenti forti. Ed invece, se è vero che i corpi intermedi devono rigenerarsi eticamente, recuperando credibilità ed autorevolezza, è anche vero che la responsabilità della grande crisi globale deve essere addebitata alla finanza speculativa e al modello di sviluppo che concentra la ricchezza per pochissimi determinando l’impoverimento di tantissimi.

 

Il processo di sfigurazione dell’uomo colma il vuoto della politica. Infatti siamo dinanzi a uno dei punti più bassi dell’elaborazione consapevole della proposta politica che mutua il suo senso e il suo significato dall’economia e dall’innovazione. La politica è investita e surclassata dalle ragioni dei bilanci e degli accordi internazionali di libero scambio insieme alla ricerca affannosa delle innovazioni scientifiche e tecnologiche . Entrambi questi fattori sono tecnici e non umani, artificiali e non comunitari: la politica viene vista con sempre maggior disinteresse da parte dei cittadini perché ha dimenticato i cittadini, gli uomini in carne ed ossa, i loro bisogni reali, i loro sogni, i loro organi di rappresentanza, il loro diritto di curarsi, il diritto d’istruirsi senza dover inseguire l’ultima sperimentazione scolastica, attivata per pochi e con costi aggiuntivi, l’ennesimo indirizzo universitario innovativo e a pagamento, il diritto di lavorare senza dover sacrificare i propri affetti con incessanti turni di lavoro, anche di sabato e domenica, il diritto di accrescere, con il lavoro onesto e competente, il proprio reddito e la propria aspettativa di vita fino a poter ritirarsi dal lavoro salariato e sentirsi diversamente utili alla comunità e ai propri affetti per un periodo non troppo breve della vita.

La politica trova il suo senso e il suo significato e diventa credibile se, partendo dalle “periferie umane”, mette al primo posto la promozione della giustizia e dell’uguaglianza rispetto alle stridenti ed evidenti disuguaglianze. Ribadendo  la priorità dei beni comuni (acqua, casa,  lavoro …)  la politica non deve lasciarsi  asservire al potere economico o tecnologico (cfr. Papa Francesco in Laudato Si), ma media e governa gli interessi contrapposti in modo tale da redistribuire la ricchezza e la dignità a vantaggio di chi non ha  ricchezza e  dignità o ne ha meno. 

La politica è un’arte nobile e mistica se va incontro ai poveri e ai deboli, agli scartati in cui si riflette l’immagine di Gesù-Bambino: a chi non trova casa e passa le sue notti in macchina, in stazione o sotto i ponti, a chi, cercando lavoro, è rimasto imprigionato nel mercato delle sostanze stupefacenti, a chi vende il suo corpo sulla strada ad uomini senza scrupoli; la politica va incontro a chi non può più pagare il mutuo della casa e finisce dagli usurai dopo aver sperimentato i metodi “legalizzati” dei prestiti bancari;  a chi si presenta agli Uffici dei servizi sociali comunali o della Caritas; la politica va incontro alle vittime di una natura profanata e deturpata dall’abusivismo edilizio e dall’inquinamento di acque e terreni, dovuto a discariche illecite.

 Sono certo, cari politici del nostro territorio, qui in Calabria, che convergiamo in impegni urgenti ed inderogabili. Ne suggerisco alcuni.

  • Contrastare la ludopatia con l’eliminazione delle “slot machine” e delle sale gioco, con sgravi fiscali per gli esercenti che vogliano collaborare. Il gioco d’azzardo   “uccide” intere famiglie. Ritorno  su questa proposta di facile attuazione.
  • Definire piani territoriali, ispirati da una visione strategica e non da una logica meramente prestazionistica, con il concorso delle famiglie in un lavoro di concertazione con gli Enti del Terzo Settore, e con le rappresentanze delle imprese, nel cui perimetro inserire le azioni di sostegno per le famiglie e la prima infanzia, i servizi di cura per le persone in condizione di fragilità;
  • Favorire una mappatura reale dei bisogni dei propri territori che, insieme al coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore e ad un’adeguata infrastruttura professionale, faciliti l’applicazione del REI (Reddito di Inclusione).

   Riscopriamo insieme, cari politici ed amministratori, la bellezza di essere umani e comunitari, la bellezza di volgere i fattori economici e tecnocratici  verso un orizzonte di senso e di valore che restituisca all’uomo la dignità; questa bellezza, che è Grazia, è stata condivisa da Dio con tutto l’umano. La Grazia sia a fondamento di ogni agire. 

Riporto gli “auguri scomodi” ai politici  di don Tonino Bello

«Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio. Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate».

La Bellezza dell’umano ci spinga ad  essere società, “communitas”, a prenderci cura dei fratelli e sorelle, a custodire le nostre fragilità, a unirle, a condividerle e ad integrarle.

Buon Natale! Che sia di  Bellezza

 

 ✠  don Francesco, Vescovo 

− COMUNICATO STAMPA −

Il Comune di Castrovillari e la Società “Calabra Maceri”, che si occupa della raccolta differenziata in città, hanno reso noto che il servizio non verrà effettuato solo lunedì 25 dicembre, giorno di Natale, e lunedì 1° gennaio, Capodanno.

Per tale motivo domenica 24 dicembre e domenica 31 dicembre non si dovrà conferire la frazione organica.

Mentre negli altri giorni il servizio sarà assicurato regolarmente secondo il calendario.

Le indicazioni possono essere rilevate presso gli uffici comunali, dal sito municipale e dall’“app” del Comune.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

− COMUNICATO STAMPA −

In occasione delle prossime festività natalizie il Settore Lavori Pubblici e Patrimonio del Comune di Castrovillari ha predisposto il servizio di apertura al pubblico dell’area cimiteriale che in questi giorni diviene meta, per la visita ai propri cari defunti, anche da parte di chi risiede fuori città.

Il 24, 25, 26, 30 e 31 dicembre la stessa sarà aperta dalle ore 8 alle ore 12. Naturalmente saranno, come sempre, garantiti i servizi essenziali e per informazioni ci si può rivolgere al numero telefonico 3472477065.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

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Wednesday the 20th. Castrovillari in Rete

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