Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Giovedì, 02 Gennaio 2014 23:33

Il buon anno alla città

Passeggiare il primo dell'anno nella propria città è un modo per ripercorrere per l'ennesima volta il medesimo tratto, cercando di vederlo cogli occhi rinnovati dalla speranza dell'anno nuovo.

E come tante altre volte, anche il primo di questo anno, tanti si saranno prodotti in questo incontro con essa.

Ma questo appuntamento, spensierato e speranzoso al contempo, ha evidenziato a tutti la scarsa sensibilità di molti cittadini che continuano a stuprarla, questa volta addirittura con vergognosi cumuli di spazzatura ai margini delle sue arterie, segno di allegre feste vissute ma di altrettanto non vissuta coscienziosità civica...

Se non si comprendono le responsabilità che ciascuno di noi ha nei confronti della collettività, si può mai pretendere il miglioramento della stessa?

Un buon anno inizia anche da queste piccole grandi cose!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Mercoledì, 25 Dicembre 2013 12:06

Da Betlemme a Betania

Oggi, 25 dicembre, è Natale! Un evento che avvenne in una sperduta località dell'oriente mediterraneo, lontana dai fasti imperiali, di nome BETLEMME, il cui significato è “Casa del Pane” (in ebraico בֵּיִת לֶחֶם, [Beit Lehem]) o “Casa della Carne” (in arabo بَيْتِ لَحْمٍ, [Bayt(i) Laḥm(in)]), dove, in una situazione di estrema, ma dignitosa, indigenza nacque il Re dei re, Regnante sui regnanti.

Natale viene una volta l'anno, e c'era chi, come Lucio DALLA, annunciava che in quello seguente ci sarebbe stato tre volte e festa tutto il giorno e oltre alla luce anche da mangiare tutto l'anno e che ogni Cristo sarebbe sceso dalla croce...

Ma ci sono dei posti in cui Natale avviene tutti i giorni, senza però che ci sia niente da festeggiare, se non il miracolo quotidiano dell'esistenza. Sono quei posti in cui il Bambinello appare nelle forme più degradate dell'Umanità, proprio come quando nacque, e batte alla porta del cuore di ciascuno, colla speranza anche solo di avere un posto caldo in cui rifugiarsi, un pasto caldo con cui rifocillarsi e una parola calda con cui ritemprarsi, colla promessa che ciò che si sarebbe fatto al più piccolo dei fratelli lo si sarebbe fatto al più Grande degli uomini!

Uno di questi luoghi è Casa BETANIA, che nel centro della città, e senza strillare, quotidianamente serve chi nel silenzio vive e a volte muore pure. Quegli invisibili che una cometa, qualche millennio fa, ha reso primi nella speranza...

È essa una casa che reca nel nome quello di una località, anch'essa sperduta, che porta impresso nei secoli il segno dell'ospitalità e il cui etimo è sempre riconducibile al significato di “casa”, donandole ancor di più quel valore di accoglienza che tale parola ha.

È essa un luogo in cui l'ospitalità si fa concreta, e il miracolo della speranza nuova si fonde a essa: il pane e la carne sono quel pasto quotidiano garantito a chi il mondo non ha concesso molto. Il tutto condito con quell'Amore che, più che sapore, dà senso alla vita. Per chi lo riceve, ma soprattutto per chi lo dona.

Ed è per questo che, consapevole che Cristo continuerà ancora a rimanere in croce, sicuro di interpretare anche i voti augurali di tutta la squadra di CV in Rete, insieme con codesti ultimi e i loro silenti servitori, uomini (ma soprattutto donne) di buona volontà, disponibili emuli novelli dell'antico buon samaritano, irradio, tramite questo canale, gli auguri di buone feste a tutti i lettori.

È Natale 

È Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.

È Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.

È Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.

È Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

È Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.

È Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

(Madre Teresa di CALCUTTA)


Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

 COMUNICATO STAMPA

Con il desiderio di regalare sempre più a bambini, affetti da neuroblastoma, la speranza di crescere, correre, giocare e vivere.

Per questo motivo ancora una volta lo Sport si spende, senza mezze misure e tentennamenti, per raccogliere più fondi possibili da destinare, in beneficenza, alla ricerca oncologica pediatrica e per sconfiggere una patologia che causa la morte in età prescolare.

Lo fa nel capoluogo del Pollino sabato 21 dicembre, allo Stadio comunale “Mimmo Rende”, attraverso la sua capacità di coinvolgere e mettere in relazione, grazie all’Associazione Italiana onlus per la lotta al Neuroblastoma che promuove, in occasione del ventesimo compleanno dell’organismo provinciale, l’evento con una manifestazione di calcio interforze, patrocinato dall’Amministrazione comunale – Assessorato allo Sport, a cui partecipano la Polizia di Stato, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia Penitenziaria, il Corpo Forestale dello Stato e l’Esercito Italiano.

“Donare il proprio contributo per questa urgenza sociale – affermano i promotori invitando i cittadini al Campo – è importante se si vuole contribuire a riaccendere la speranza negli occhi innocenti dei bambini e delle loro famiglie.”

“È con questo spirito – aggiunge il Vice Sindaco, Carlo Sangineti – che partecipiamo, convinti che iniziative di condivisione di tal genere, per il bene e la qualità della vita, sono fondamentali per quella crescita che auspichiamo per tutti e che non può prescindere dalla salute e dalla capacità di fare rete. Un impegno che aiuta a creare vera solidarietà.”


L’Ufficio stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

Per maggiori informazioni, consultare il sito ufficiale dell'Associazione italiana per la Lotta al neuroblastoma: <http://www.neuroblastoma.org/>.

Lunedì, 09 Dicembre 2013 22:02

Riapertura al culto della “Cattedrale”

Ieri, domenica 8 dicembre 2013, alle ore 17:00, dopo sei anni circa di chiusura per i lavori di restauro, ristrutturazione e completamento, la comunità cittadina tutta, e in particolar modo quella dei fedeli cristiani cattolici di rito latino, ha potuto, dopo numerosi rinvii, finalmente avere restituita la chiesa più grande della città: la parrocchiale dei Sacri Cuori, comunemente appellata “Cattedrale”.

Alla presenza di un popolo festante e in trepidante attesa dell'evento e delle autorità civili e militari, l'ordinario della nostra diocesi provvedeva, durante la celebrazione della messa festiva pomeridiana, alla cerimonia prescritta dal Codice di diritto canonico per la dedicazione del nuovo altare.

Per descrivere a pieno l'evento, si riporta per intero il decreto episcopale, letto dal presule e consegnato al parroco dopo averlo entrambi vergato insieme col vicario generale davanti ai fedeli tutti.

Per Grazia di Dio e della Sede Apostolica

Vescovo

di

Cassano all'Jonio

 

Prot. n...

 

Oggi, otto dicembre dell'anno del Signore 2013, durante la celebrazione della santa Messa nella Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, io sottoscritto Mons. Nunzio Galantino, Vescovo di Cassano all'Jonio, alla presenza del clero diocesano e del popolo

 

ho dedicato

l'altare della chiesa parrocchiale

dei Sacri Cuori

in Castrovillari (CS).

 

Durante la celebrazione, come richiesto dal rito di dedicazione, ho collocato nel sepolcro opportunamente preparato le reliquie di San Biagio, Vescovo e Martire, patrono della diocesi, di Santa Agnese vergine e martire, di San Vincenzo Ferreri, religioso e del Beato Domenico Lentini, sacerdote di Lauria (PZ).

Il presente atto, oltre ad essere collocato nel sepolcro insieme alle reliquie, sarà conservato nell'archivio della chiesa parrocchiale dei Sacri Cuori e in quello della Curia vescovile.

Cassano all'Ionio, 8 dicembre 2013

Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

 

+ Nunzio Galantino

Vescovo

 

Il Vicario generale

Mons. Franco Oliva

 

Il parroco

Sac. Carmine Francesco De Franco


Inoltre, per eternare l'evento, è stata posta all'ingresso di «questa monumentale realtà, situata nel cuore della Città di CASTROVILLARI», di «questo mastodontico tempio», come è stato definito dal parroco stesso l'edificio nel suo intervento, una lapide su cui è incisa succintamente la storia e che di seguito è riportata nella sua interezza. 

DIOCESI DI CASSANO ALL'JONIO

Parrocchia Sacri Cuori

CASTROVILLARI

 

Il Cardinale

FEDERICO TEDESCHINI

Il 22 giugno 1954 pose la prima pietra

per la realizzazione del complesso parrocchiale dei Sacri Cuori

ardentemente desiderato da

Mons. Raffaele Barbieri.

Vescovo della Diocesi di Cassano all'Jonio.

I lavori ebbero inizio il 20 giugno 1957.

I lavori di completamento, finanziati con

decreto del 22 gennaio 2008 a firma del

Card. Angelo Bagnasco,

presidente della C.E.I.

iniziarono il 28 settembre 2008

 

Iniziata dai predecessori, Don Carmine Francesco De Franco

ha portato a termine la monumentale opera

inaugurata e riaperta al pubblico l'otto dicembre del 2013 da

Mons. Nunzio Galantino

Vescovo di Cassano all'Jonio.

 

AD PERPETUAM REI MEMORIAM

A.D. MMXIII

Deo gratias!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Domenica, 08 Dicembre 2013 22:33

San Nicola Magno e la Tradizione – 4.a parte

[Continua]

Ma ci viene spontaneo chiederci: fino a quando si godrà di questa indipendenza culturale, prima di essere fagocitati nel grande calderone global-mondializzatore di stampo prettamente angloamericano?

Allora ci viene ulteriormente spontaneo chiederci se oltre alla visione senz'altro conservatrice, inutilmente protesa alla preservazione antistorica delle proprie tradizioni e alla preclusione di qualsiasi integrazione, vista come una inutile, superflua e nociva contaminazione, e alla visione senza dubbio innovatrice, pericolosamente rivolta a un'acritica accettazione delle culture altrui, non ci sia da considerare l'opportunità di accogliere, integrare, metabolizzare e rielaborare elementi provenienti anche da altre realtà.

Tutto ciò in modo da compiere nella nostra Tradizione quell'iniezione di linfa vitale che le permetta non già di sopravvivere, ma, anzi, di vivere nello splendido percorso che ogni Tradizione ha il diritto e il dovere di effettuare, affinché, traendo spunto dal passato, non le sia precluso il futuro.

[4/4 − Fine]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.it/index.php/component/k2/item/819-san-nicola-magno-e-la-tradizione-%E2%80%93-3a-parte>

[Continua]

Un simbolo di sicura diffusione planetaria è Babbo (o Papà) Natale. Ma non tutti sanno che il suo personaggio, di impronta anglosassone, in quanto di origine inglese e di rielaborazione angloamericana, riprende le caratteristiche di un personaggio che si diffuse in America grazie ai primi coloni olandesi della città di NUOVA AMSTERDAM (l'attuale NUOVA YORK [USA]), di nome Sinterklaas, da cui il nome inglese Santa Claus. Questi altri non era se non quel san Nicola Magno con cui si indica il vescovo san Nicola di MIRA (TR), o san Nicola dei Lorenesi, da noi più conosciuto come san Nicola di BARI, detto anche san Nic(c)olò che in varie parti del mondo aveva (ma non sempre ha continuato ad avere!) l'abitudine di portare doni ai bimbi la notte del suo dies natalis (il 6 dicembre). Da ciò ne è derivata la presenza concomitante di due personaggi, ambedue collegati ad ambiti religiosi, ma uno anche con caratteristiche esterne tali, l'altro decisamente più laiche.

È bello constatare che la tradizione occidentale, cristiana (ma non solo), possa essersi arricchita di elementi nuovi che l'abbiano resa sempre più corposa! Ma quanti di quelli che hanno aperto la porta al personaggio laico del Natale, per altro veicolato in ogni cultura soprattutto grazie a una delle campagne pubblicitarie più riuscite nel mondo del commercio, del mercato e della vendistica globali, dell'industria produttrice della bevanda analcoolica più bevuta al mondo dopo il latte, sono coscienti della sua figura alternativa, del suo alter ego totalmente religioso, che pur essendo più antico e più vicino alla realtà storica, anche se viene festeggiato in una data diversa (o forse proprio per questo!) avrebbe, se non un maggiore diritto, quanto meno lo stesso, di vederne conservata la memoria, continuando a trovare egualmente aperta la medesima porta?

Permane nel mondo germanico, dove oltre all'arrivo di san Nicola (la notte del 6), i bimbi tedeschi (la notte del 25) aspettano anche l'arrivo di Gesù Bambino, quelli di formazione cattolica, o di Weihnachtsmann (Uomo di Natale), quelli di formazione evangelica.

Ma nelle altre parti del mondo, come purtroppo anche in Italia, la questione è fuori discussione. Se non in piccole e circoscritte zone della nostra Nazione, la memoria di san Nicola (come portatore di doni ai bimbi) è pressoché assente.

Come pure ci si potrebbe dilungare per l'attesa dell'arrivo di santa Lucia di SIRACUSA vergine e martire (la notte del 13), praticamente sconosciuta come distributrice di regali, o della Befana (la notte del 6 del mese venturo), che sembra non ricevere più, né da grandi né da piccini, il consenso di cui godeva un tempo dagli stessi, mentre, sempre nel contesto germanico, sembra permanere l'usanza di attendere per la medesima notte l'arrivo di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ovvero i tre re Magi. 

[3/4 − Continua]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

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Ieri, giovedì 5 dicembre 2013, alle ore 17:30, presso la sala del'Associazione culturale Circolo cittadino di CASTROVILLARI, si è tenuta l'inaugurazione della mostra dal titolo Iconografia della Madonna del Castello nel tempo e sottotitolo Immagini e dipinti dal XVI al XX secolo, voluta dal Fondo per l'Ambiente italiano (FAI).

Ad aprire e chiudere nonché coordinare gli interventi Francesco CARUSO, membro dell'associazione organizzatrice dell'incontro, che ha voluto sottolineare, come già tanti altri fin ora, in svariate circostanze e differenti occasioni, la necessità, per la comunità tutta, della messa in sicurezza, per il ripristino della sua agibilità, del colle su cui si erge il santuario diocesano mariano cittadino, mettendo anche sapientemente l'accento su come “FAI” non sia solo un acronimo, ma anche una voce verbale dalle indiscusse valenze attive.

La parola è quindi passata al padrone di casa, il presidente il consesso ospitante l'evento, Angelo GIANNONI, seguito, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, dal consigliere Armando GAROFALO, facente le veci del Sindaco, che hanno espresso, ciascuno, anche a nome di quanti rappresentavano, il plauso per l'iniziativa, palesando la propria attenzione, rispettivamente, verso gli aspetti culturali della città e nei confronti delle emergenze della comunità.

È stata di seguito la volta del capo delegazione del Pollino dell'associazione promuovente l'incontro, Donatella LAUDADIO, che si è prodotta in una pregevole lectio magistralis sull'iconografia mariana dagli inizi dell'era volgare sino ai nostri giorni, non tacendo, da ottima ex docente, un tanto significativo quanto pertinente passo della Divina Commedia. La stessa ha voluto sottolineare, inoltre, come il Circolo, grazie a queste iniziative, da luogo di aggregazione dei gentiluomini per nascita, sia divenuto nel tempo quello di tutti coloro che in nome della cultura e del sensibile sentire si elevano divenendo per ciò stesso, e anche nel tratto, gentiluomini.

In fine è giunto il turno dello storico Gianluigi TROMBETTI, che illustrava quanto fin ora acquisito sull'argomento alla luce degli studi condotti, tanto su testimonianze scritte da illustri suoi predecessori, quanto su reperti pittorici, giungendo a conclusioni supportate da un fine studio di carattere filologico. Da segnalare, in seguito a tali analisi, la posdatazione dell'esecuzione del dipinto originario della Deipara cittadina (di alcuni secoli) e dell'edificazione della sua casa (di alcuni anni). 

Prima della conclusione è stato chiamato al tavolo di presidenza Gianni DONATO che, da componente il Comitato civico Difendiamo santa Maria del Castello, ha voluto ribadire le attese della comunità, soprattutto dei fedeli, augurandosi una veloce conclusione della triste condizione in cui versa il poggio che sovrasta il rione Civita, concludendo, anch'egli da pregiato ex docente, con un'altrettanto piacevole citazione dantesca che ha fatto eco alla precedente.

L'esposizione è la terza di questo genere nel medesimo luogo, dopo quella del 1956, curata dallo storico Ettore MIRAGLIA e quella del 1990 (in occasione del IX centenario dell'erezione del tempio mariano), curata dallo stesso Gianluigi TROMBETTI.

Tale temporanea collezione, consistente in raffigurazioni della “prima e principalissima patrona della città, eseguite con materiali vari e su svariati supporti, è stata resa possibile grazie alla generosa disponibilità di enti civici e religiosi nonché di privati cittadini che hanno messo a disposizione del curatore, e quindi dei visitatori tutti, quanto da loro, anche da secoli, gelosamente custodito.

L'ostensione, aperta al pubblico, sarà fruibile presso il plesso dell'ex Sottoprefettura (ex convento dei Paolotti o Minimi), fino a giorno domenica 15 dicembre, tutti i dì, dalle 17:00 alle 20:00 e la domenica anche dalle 10:00 alle 12:00.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Giovedì, 05 Dicembre 2013 23:44

San Nicola Magno e la Tradizione – 2.a parte

[Continua]

Ma in un secondo momento, molti sempre di quelli che avrebbero voluto la non contaminazione delle usanze e costumanze degli antichi, in seguito a una disamina della Storia, dovettero fare i conti colla Storia stessa.

È infatti essa costellata di eventi che, proprio per il fatto di essere inseriti nel corso impetuoso e inesorabile degli accadimenti, hanno sempre avuto un inizio, una evoluzione e, a volte, una fine.

E molti di essi, addirittura, iniziati in contesti del tutto differenti, a volte si sono istallati nei posti più disparati, dando vita a realtà diverse, lasciando in ognuno di essi un'impronta rimarchevole del loro passaggio, al punto tale da rappresentare, in ciascuno di quei luoghi, un elemento della Tradizione, tanto da essere rielaborati in modo tipico.

È il caso del Natale, del Capodanno, del Carnevale e di tante altre ricorrenze che, se pur uguali, risultano tanto diverse in ogni dove, rendendo gli usi e i costumi di quei dove sempre più ricchi.

Lo stesso albero di Natale addobbato, nato nel contesto tedesco più di quattro secoli fa (STRASBURGO [F], 1605), è ora uno degli elementi tradizionali natalizi più diffusi al mondo, e nessuno metterebbe in dubbio che faccia parte dell'immaginario collettivo mondiale di tale festività.

O perché no, il presepe, nato nel Lazio quasi otto secoli fa (GRECCIO [RI], 1223), anche se la prima menzione presepiale, in uno strumento, ovvero un atto notarile, lo vorrebbe nato in Campania (NAPOLI, 1021), è ormai da tempo un simbolo della cristianità, soprattutto cattolica, in Italia tutta, ma anche in altre realtà, come nel mondo germanico, in quello iberico e, non ultima per importanza, anzi, in Terra Santa.

Ma sempre per rimanere nell'ambito natalizio c'è da sottolineare dell'altro.

[2/4 – Continua]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

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Giovedì, 05 Dicembre 2013 09:24

San Nicola Magno e la Tradizione – 1.a parte

Tradizione è una parola di origine latina (traditio, -onis sf) proveniente, a sua volta, da tradere (vt), “tramandare”. Con questo termine si indica quel patrimonio di tipo culturale, antropologico, sociale, &c. che di generazione in generazione da un gruppo umano viene custodito e consegnato a un altro gruppo umano col compito che venga a sua volta custodito e consegnato e quindi tramandato.

Ne deriva che è fondamentalmente un fenomeno conservativo, ma non per questo non contempla il cambiamento, l'innovazione. C'è stato addirittura chi, su questa scia, ha affermato che la tradizione è bella perché cambia! Infatti, con tale termine non si deve indicare un elemento immutabile, quasi museale, ma bensì un percorso, che pur cambiando, rimane fedele a sé stesso.

La tradizione è un albero su cui si possono innestare altri frutti, è un fiume in cui si riversano altri torrenti e che si accresce grazie a percorsi carsici e a precipitazioni.

In un primo momento, nel vedere le nostre città sempre più dotate di ristoranti appartenenti alle catene di multinazionali americane dedite alla ristorazione veloce, molti di noi, legati alla Tradizione, percepirono il fenomeno come un'autentica invasione, che avrebbe comportato la perdita dell'identità culturale (anche solo gastronomica!) e la conseguente imposizione di stili di vita improntati a una malsana globalizzazione/mondializzazione. E ancora molti di noi avrebbero plaudito a una loro messa al bando o boicottaggio o addirittura sabotaggio in nome della conservazione e preservazione dei sani e virtuosi principi tradizionali (!?).

Sempre in un primo momento, gli stessi di noi, non videro di buon occhio l'arrivo dal Nuovo mondo di feste, fino ad allora semisconosciute, come quella così detta di Halloween, coi suoi travestimenti, colle sue zucche, i suoi dolcetti o scherzetti, il suo gusto per l'orrido e il macabro di carattere apotropaico.

[1/4 – Continua]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

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– COMUNICATO STAMPA 

A CASTROVILLARI l'impegno dei circa 130 volontari per la 17.a Giornata della Colletta alimentare dinanzi a 13 supermercati ha fruttato kg 4673,5. 110 chilogrammi in più rispetto al 2012. Lo ha reso noto, particolarmente soddisfatto, il medico Antonio FILARDI che ha coordinato, con altri, l'iniziativa, il quale, nel ringraziare quanti hanno partecipato e si sono coinvolti, ricorda che un dato del genere si è potuto raggiungere solo grazie alla compagnia che esiste tra più persone e coralità, e allo sguardo che queste condividono sul bisogno e disagio presenti. “Un fatto – spiega – che ci ricorda ancora con forza e determinazione che la crisi forgia questo desiderio di essere per l'altro: per chi più è debole”.

Ufficio Stampa del Comune di CASTROVILLARI

Thursday the 23rd. Castrovillari in Rete

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