Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Domenica, 08 Dicembre 2013 22:33

San Nicola Magno e la Tradizione – 4.a parte

[Continua]

Ma ci viene spontaneo chiederci: fino a quando si godrà di questa indipendenza culturale, prima di essere fagocitati nel grande calderone global-mondializzatore di stampo prettamente angloamericano?

Allora ci viene ulteriormente spontaneo chiederci se oltre alla visione senz'altro conservatrice, inutilmente protesa alla preservazione antistorica delle proprie tradizioni e alla preclusione di qualsiasi integrazione, vista come una inutile, superflua e nociva contaminazione, e alla visione senza dubbio innovatrice, pericolosamente rivolta a un'acritica accettazione delle culture altrui, non ci sia da considerare l'opportunità di accogliere, integrare, metabolizzare e rielaborare elementi provenienti anche da altre realtà.

Tutto ciò in modo da compiere nella nostra Tradizione quell'iniezione di linfa vitale che le permetta non già di sopravvivere, ma, anzi, di vivere nello splendido percorso che ogni Tradizione ha il diritto e il dovere di effettuare, affinché, traendo spunto dal passato, non le sia precluso il futuro.

[4/4 − Fine]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.it/index.php/component/k2/item/819-san-nicola-magno-e-la-tradizione-%E2%80%93-3a-parte>

[Continua]

Un simbolo di sicura diffusione planetaria è Babbo (o Papà) Natale. Ma non tutti sanno che il suo personaggio, di impronta anglosassone, in quanto di origine inglese e di rielaborazione angloamericana, riprende le caratteristiche di un personaggio che si diffuse in America grazie ai primi coloni olandesi della città di NUOVA AMSTERDAM (l'attuale NUOVA YORK [USA]), di nome Sinterklaas, da cui il nome inglese Santa Claus. Questi altri non era se non quel san Nicola Magno con cui si indica il vescovo san Nicola di MIRA (TR), o san Nicola dei Lorenesi, da noi più conosciuto come san Nicola di BARI, detto anche san Nic(c)olò che in varie parti del mondo aveva (ma non sempre ha continuato ad avere!) l'abitudine di portare doni ai bimbi la notte del suo dies natalis (il 6 dicembre). Da ciò ne è derivata la presenza concomitante di due personaggi, ambedue collegati ad ambiti religiosi, ma uno anche con caratteristiche esterne tali, l'altro decisamente più laiche.

È bello constatare che la tradizione occidentale, cristiana (ma non solo), possa essersi arricchita di elementi nuovi che l'abbiano resa sempre più corposa! Ma quanti di quelli che hanno aperto la porta al personaggio laico del Natale, per altro veicolato in ogni cultura soprattutto grazie a una delle campagne pubblicitarie più riuscite nel mondo del commercio, del mercato e della vendistica globali, dell'industria produttrice della bevanda analcoolica più bevuta al mondo dopo il latte, sono coscienti della sua figura alternativa, del suo alter ego totalmente religioso, che pur essendo più antico e più vicino alla realtà storica, anche se viene festeggiato in una data diversa (o forse proprio per questo!) avrebbe, se non un maggiore diritto, quanto meno lo stesso, di vederne conservata la memoria, continuando a trovare egualmente aperta la medesima porta?

Permane nel mondo germanico, dove oltre all'arrivo di san Nicola (la notte del 6), i bimbi tedeschi (la notte del 25) aspettano anche l'arrivo di Gesù Bambino, quelli di formazione cattolica, o di Weihnachtsmann (Uomo di Natale), quelli di formazione evangelica.

Ma nelle altre parti del mondo, come purtroppo anche in Italia, la questione è fuori discussione. Se non in piccole e circoscritte zone della nostra Nazione, la memoria di san Nicola (come portatore di doni ai bimbi) è pressoché assente.

Come pure ci si potrebbe dilungare per l'attesa dell'arrivo di santa Lucia di SIRACUSA vergine e martire (la notte del 13), praticamente sconosciuta come distributrice di regali, o della Befana (la notte del 6 del mese venturo), che sembra non ricevere più, né da grandi né da piccini, il consenso di cui godeva un tempo dagli stessi, mentre, sempre nel contesto germanico, sembra permanere l'usanza di attendere per la medesima notte l'arrivo di Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, ovvero i tre re Magi. 

[3/4 − Continua]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

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Ieri, giovedì 5 dicembre 2013, alle ore 17:30, presso la sala del'Associazione culturale Circolo cittadino di CASTROVILLARI, si è tenuta l'inaugurazione della mostra dal titolo Iconografia della Madonna del Castello nel tempo e sottotitolo Immagini e dipinti dal XVI al XX secolo, voluta dal Fondo per l'Ambiente italiano (FAI).

Ad aprire e chiudere nonché coordinare gli interventi Francesco CARUSO, membro dell'associazione organizzatrice dell'incontro, che ha voluto sottolineare, come già tanti altri fin ora, in svariate circostanze e differenti occasioni, la necessità, per la comunità tutta, della messa in sicurezza, per il ripristino della sua agibilità, del colle su cui si erge il santuario diocesano mariano cittadino, mettendo anche sapientemente l'accento su come “FAI” non sia solo un acronimo, ma anche una voce verbale dalle indiscusse valenze attive.

La parola è quindi passata al padrone di casa, il presidente il consesso ospitante l'evento, Angelo GIANNONI, seguito, in rappresentanza dell'amministrazione comunale, dal consigliere Armando GAROFALO, facente le veci del Sindaco, che hanno espresso, ciascuno, anche a nome di quanti rappresentavano, il plauso per l'iniziativa, palesando la propria attenzione, rispettivamente, verso gli aspetti culturali della città e nei confronti delle emergenze della comunità.

È stata di seguito la volta del capo delegazione del Pollino dell'associazione promuovente l'incontro, Donatella LAUDADIO, che si è prodotta in una pregevole lectio magistralis sull'iconografia mariana dagli inizi dell'era volgare sino ai nostri giorni, non tacendo, da ottima ex docente, un tanto significativo quanto pertinente passo della Divina Commedia. La stessa ha voluto sottolineare, inoltre, come il Circolo, grazie a queste iniziative, da luogo di aggregazione dei gentiluomini per nascita, sia divenuto nel tempo quello di tutti coloro che in nome della cultura e del sensibile sentire si elevano divenendo per ciò stesso, e anche nel tratto, gentiluomini.

In fine è giunto il turno dello storico Gianluigi TROMBETTI, che illustrava quanto fin ora acquisito sull'argomento alla luce degli studi condotti, tanto su testimonianze scritte da illustri suoi predecessori, quanto su reperti pittorici, giungendo a conclusioni supportate da un fine studio di carattere filologico. Da segnalare, in seguito a tali analisi, la posdatazione dell'esecuzione del dipinto originario della Deipara cittadina (di alcuni secoli) e dell'edificazione della sua casa (di alcuni anni). 

Prima della conclusione è stato chiamato al tavolo di presidenza Gianni DONATO che, da componente il Comitato civico Difendiamo santa Maria del Castello, ha voluto ribadire le attese della comunità, soprattutto dei fedeli, augurandosi una veloce conclusione della triste condizione in cui versa il poggio che sovrasta il rione Civita, concludendo, anch'egli da pregiato ex docente, con un'altrettanto piacevole citazione dantesca che ha fatto eco alla precedente.

L'esposizione è la terza di questo genere nel medesimo luogo, dopo quella del 1956, curata dallo storico Ettore MIRAGLIA e quella del 1990 (in occasione del IX centenario dell'erezione del tempio mariano), curata dallo stesso Gianluigi TROMBETTI.

Tale temporanea collezione, consistente in raffigurazioni della “prima e principalissima patrona della città, eseguite con materiali vari e su svariati supporti, è stata resa possibile grazie alla generosa disponibilità di enti civici e religiosi nonché di privati cittadini che hanno messo a disposizione del curatore, e quindi dei visitatori tutti, quanto da loro, anche da secoli, gelosamente custodito.

L'ostensione, aperta al pubblico, sarà fruibile presso il plesso dell'ex Sottoprefettura (ex convento dei Paolotti o Minimi), fino a giorno domenica 15 dicembre, tutti i dì, dalle 17:00 alle 20:00 e la domenica anche dalle 10:00 alle 12:00.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Giovedì, 05 Dicembre 2013 23:44

San Nicola Magno e la Tradizione – 2.a parte

[Continua]

Ma in un secondo momento, molti sempre di quelli che avrebbero voluto la non contaminazione delle usanze e costumanze degli antichi, in seguito a una disamina della Storia, dovettero fare i conti colla Storia stessa.

È infatti essa costellata di eventi che, proprio per il fatto di essere inseriti nel corso impetuoso e inesorabile degli accadimenti, hanno sempre avuto un inizio, una evoluzione e, a volte, una fine.

E molti di essi, addirittura, iniziati in contesti del tutto differenti, a volte si sono istallati nei posti più disparati, dando vita a realtà diverse, lasciando in ognuno di essi un'impronta rimarchevole del loro passaggio, al punto tale da rappresentare, in ciascuno di quei luoghi, un elemento della Tradizione, tanto da essere rielaborati in modo tipico.

È il caso del Natale, del Capodanno, del Carnevale e di tante altre ricorrenze che, se pur uguali, risultano tanto diverse in ogni dove, rendendo gli usi e i costumi di quei dove sempre più ricchi.

Lo stesso albero di Natale addobbato, nato nel contesto tedesco più di quattro secoli fa (STRASBURGO [F], 1605), è ora uno degli elementi tradizionali natalizi più diffusi al mondo, e nessuno metterebbe in dubbio che faccia parte dell'immaginario collettivo mondiale di tale festività.

O perché no, il presepe, nato nel Lazio quasi otto secoli fa (GRECCIO [RI], 1223), anche se la prima menzione presepiale, in uno strumento, ovvero un atto notarile, lo vorrebbe nato in Campania (NAPOLI, 1021), è ormai da tempo un simbolo della cristianità, soprattutto cattolica, in Italia tutta, ma anche in altre realtà, come nel mondo germanico, in quello iberico e, non ultima per importanza, anzi, in Terra Santa.

Ma sempre per rimanere nell'ambito natalizio c'è da sottolineare dell'altro.

[2/4 – Continua]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

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Giovedì, 05 Dicembre 2013 09:24

San Nicola Magno e la Tradizione – 1.a parte

Tradizione è una parola di origine latina (traditio, -onis sf) proveniente, a sua volta, da tradere (vt), “tramandare”. Con questo termine si indica quel patrimonio di tipo culturale, antropologico, sociale, &c. che di generazione in generazione da un gruppo umano viene custodito e consegnato a un altro gruppo umano col compito che venga a sua volta custodito e consegnato e quindi tramandato.

Ne deriva che è fondamentalmente un fenomeno conservativo, ma non per questo non contempla il cambiamento, l'innovazione. C'è stato addirittura chi, su questa scia, ha affermato che la tradizione è bella perché cambia! Infatti, con tale termine non si deve indicare un elemento immutabile, quasi museale, ma bensì un percorso, che pur cambiando, rimane fedele a sé stesso.

La tradizione è un albero su cui si possono innestare altri frutti, è un fiume in cui si riversano altri torrenti e che si accresce grazie a percorsi carsici e a precipitazioni.

In un primo momento, nel vedere le nostre città sempre più dotate di ristoranti appartenenti alle catene di multinazionali americane dedite alla ristorazione veloce, molti di noi, legati alla Tradizione, percepirono il fenomeno come un'autentica invasione, che avrebbe comportato la perdita dell'identità culturale (anche solo gastronomica!) e la conseguente imposizione di stili di vita improntati a una malsana globalizzazione/mondializzazione. E ancora molti di noi avrebbero plaudito a una loro messa al bando o boicottaggio o addirittura sabotaggio in nome della conservazione e preservazione dei sani e virtuosi principi tradizionali (!?).

Sempre in un primo momento, gli stessi di noi, non videro di buon occhio l'arrivo dal Nuovo mondo di feste, fino ad allora semisconosciute, come quella così detta di Halloween, coi suoi travestimenti, colle sue zucche, i suoi dolcetti o scherzetti, il suo gusto per l'orrido e il macabro di carattere apotropaico.

[1/4 – Continua]

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

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– COMUNICATO STAMPA 

A CASTROVILLARI l'impegno dei circa 130 volontari per la 17.a Giornata della Colletta alimentare dinanzi a 13 supermercati ha fruttato kg 4673,5. 110 chilogrammi in più rispetto al 2012. Lo ha reso noto, particolarmente soddisfatto, il medico Antonio FILARDI che ha coordinato, con altri, l'iniziativa, il quale, nel ringraziare quanti hanno partecipato e si sono coinvolti, ricorda che un dato del genere si è potuto raggiungere solo grazie alla compagnia che esiste tra più persone e coralità, e allo sguardo che queste condividono sul bisogno e disagio presenti. “Un fatto – spiega – che ci ricorda ancora con forza e determinazione che la crisi forgia questo desiderio di essere per l'altro: per chi più è debole”.

Ufficio Stampa del Comune di CASTROVILLARI

Domenica, 01 Dicembre 2013 15:19

Calendario dell'Avvento

I calendari dell'Avvento segnano i giorni, nel mese di dicembre, che mancano al Natale. Si tratta di un'usanza (molto popolare nei paesi di lingua tedesca) dedicata ai bambini per accompagnare il periodo di attesa della grande festa. Il più comune di questi calendari ha delle piccole finestrelle che bisogna aprire ogni giorno, svelando uno zucchero candito, un disegno, un giocattolo o una strofa. I calendari tradizionali iniziavano il conto alla rovescia la prima domenica dell'Avvento, mentre oggi si usa iniziare il primo dicembre.

La storia del calendario dell’Avvento, e quindi dell'idea di rappresentare graficamente il tempo fino all'arrivo del Natale, è piuttosto recente: sembra, infatti, che abbia avuto inizio nel XIX secolo quando le prime forme fecero la loro comparsa nelle case tedesche e sono da ricondursi al mondo protestante.

L'idea di rappresentare graficamente il tempo fino all'arrivo del Natale sembra abbia avuto inizio nel XIX secolo nelle case tedesche. Alcune famiglie segnavano sul pavimento, con del gesso o con della vernice, delle linee a mano a mano che si avvicinava il Natale; altre appendevano alle pareti diverse figure votive o accendevano ogni giorno una nuova candela a partire dal primo del mese.

Altre forme rudimentali di tale calendario erano gli orologi del Natale oppure una candela dell’Avvento, su cui erano disegnate delle piccole tacche, che venivano lasciate bruciare una per sera.

I calendari dell'Avvento fatti in casa fecero la loro comparsa intorno al 1850, dove ogni giorno, a partire dal primo dicembre fino alla vigilia di Natale, era contrassegnato da un versetto della Bibbia, da un dolce o da un disegno. Nelle famiglie venivano appesi inizialmente 24 disegni, oppure venivano fatti sulla porta o su una parete della casa 24 piccoli segni col gesso in modo che i bambini potessero ogni giorno cancellarne uno. Oppure venivano messi nel presepe 24 fili di paglia, uno per ogni sera fino alla Notte santa.

Il primo calendario di questo tipo interamente fatto in casa di cui si conserva traccia lo possiamo datare al 1851. Nel 1902, ad AMBURGO, la libreria evangelica pubblica il primo calendario stampato, che rappresenta un orologio natalizio per bambini. 

Un’altra versione vuole che il primo calendario dell'Avvento fu stampato a MONACO DI BAVIERA nel 1908, il suo ideatore fu Gerhard LANG, il quale decise di continuare l'idea di sua madre che di anno in anno preparava per Natale calendari colorati per tutti i suoi figli in quanto la famiglia era molto numerosa e povera, al fine di rallegrarla il più possibile. 

Negli anni '20 il calendario si arricchì di piccole tavolette di cioccolato inserite sotto le finestrelle numerate da 1 a 24. 

Da allora la tradizione si è estesa a tutti i paesi di lingua tedesca e anche oltre. Adesso possiamo trovarli quasi ovunque, per la gioia di grandi e piccini. 

Ma c'è un intero paese che ogni Natale si trasforma in un gigantesco calendario dell'Avvento: si tratta di CHRISTKINDL, una frazione di STEYR, in Austria, famosa per essere anche l'ufficio postale di Gesù Bambino. 

 

(Informazioni reperite in Rete)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

COMUNICATO STAMPA

Comincia subito la sontuosa cavalcata castrovillarese che vede protagonisti in positivo tutti e tre i componenti del team. Prima parte della gara i padroni di casa si ritrovano in svantaggio per due a zero, con vittoria di Catucci e Veltri, terzo incontro De Gaio lo perde contro il forte Maisano.

Il quarto incontro lo vince di nuovo Catucci e porta il Castrovillari sul 3 a 1.

Alla quarta gara scende in campo De Gaio e vince contro il forte Caero per 3 set a 0 siamo sul 4 a 1.

Veltri perde alla quinta partita contro Maisano che porta l’Atlantide sul 2 a 4.

È di nuovo il momento del capitano Giuseppe De Gaio   che ancora una volta fa suo l’incontro senza problemi, andando a vincere per 3 sets a 0 contro Longo togliendo ogni possibilità di recupero agli avversari.

CAMPIONATO MASCHILE - SERIE C/2 Gir. Nord

RISULTATI DELLA PARTITA

3.a Giornata

CAERO IVAN MARCO - CATUCCI GIULIANO 0 – 3

LUCIBELLO ANDREA - VELTRI DOMENICO 0 – 3

MAISANO SAVERIO - DE GAIO GIUSEPPE 3 – 0

LONGO ROCCO - CATUCCI GIULIANO 1 – 3

CAERO IVAN MARCO - DE GAIO GIUSEPPE 0 – 3

MAISANO SAVERIO - VELTRI DOMENICO 3 – 0

LONGO ROCCO - DE GAIO GIUSEPPE 0 – 3

 

CAMPIONATO MASCHILE – SERIE C/2 Gir. Nord

Classifica a squadre

T.T. ANTARES 6

T.T. NEW KROTON 6

T.T. CASTROVILLARI 2

T.T. CATANZARO 2

T.T. PLANET SPORT 2

T.T. ATLANTIDE B 0

Lunedì, 11 Novembre 2013 15:00

Bene, bravi, bis!

Ieri, domenica 10 novembre 2013, alle ore 18:00, presso il teatro “Sybaris” in CASTROVILLARI, i “Concerti d'Autunno” hanno fatto il bis. Si è svolta, infatti, la seconda giornata dedicata alla musica classica organizzata dall'Associazione musicale “San Giuliano” di CASTROVILLARI col patrocinio della Città di CASTROVILLARI e la società Gas Pollino all'interno della manifestazione che, colle due omologhe precedenti con cui si salutavano primavera ed estate, rappresenta ormai un piacevole appuntamento per gli amanti del genere.

A prodursi anche in virtuosismi “modernisti” un duo internazionale, composto dei maestri Tony CAPULA, italiano nato in Canada, e Gerd ROSINSKY, tedesco, rispettivamente al clarinetto e al pianoforte, che, dopo le tappe di BERLINO e CITTANOVA (RC) e prima di quella di LUCCA, sono approdati alle falde del Pollino, portando nel suo capoluogo sonorità alternative sapientemente alternate a quelle decisamente più tradizionali a cui il pubblico è sicuramente più avvezzo, proponendo anche una modalità di approccio alla musica classica meno scontata e convenzionale e per questo più aperta e innovativa.

Il programma, che si dipanava temporalmente dal Novecento ai giorni nostri (in cui era particolarmente concentrato) e spazialmente toccava varie realtà europee (Italia, Germania, Ungheria e Malta) e mondiali (Argentina), proponeva le seguenti composizioni: Dante Michelangelo Benvenuto Ferruccio BUSONI, Elegia e Serenata dalla Suite K 88, per clarinetto e pianoforte; Girolamo DERACO, Tanghi a due – Rosita, Tango per la malinconia, per clarinetto e pianoforte; Francesco MAGGIO, Postludio alla notte, per clarinetto solo; Norbert NEMETH, Reminiscenze, per pianoforte solo; Joseph VELLA, Segments No 3 Op. 95 per clarinetto e pianoforte; Salvatore FREGA, Vento d’oriente, per clarinetto e pianoforte; Girolamo DERACO, Anima mea (prima assoluta), per clarinetto e tablet; Astor Pantaleón PIAZZOLLA, Oblivion, per clarinetto e pianoforte.

Da sottolineare come i brani eseguiti fossero per la maggior parte di compositori viventi, se non addirittura giovani e giovanissimi, di cui due presenti proprio in sala: i maestri, ambedue calabresi, Girolamo DERACO (di CITTANOVA, classe 1975) e Salvatore FREGA (di COSENZA, classe 1989).

Particolarmente interessante l'esecuzione del pezzo in prima assoluta, che ha visto l'utilizzo di una ciotola d'acqua per la riproduzione di suoni insoliti in contesti paludati: nota stilistica decisamente "intonata" all'evento che ha rappresentato la giusta chiosa per una serata all'insegna del classico ma non dello scontato.

Articolo sulla serata precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/752-concerti-dautunno>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Domenica, 10 Novembre 2013 02:26

Concerti d'Autunno

Ieri, sabato 9 novembre 2013, alle ore 19:00, presso il teatro “Sybaris” in CASTROVILLARI, si è tenuto il terzo incontro della cittadinanza colla Musa Euterpe organizzato dall'Associazione musicale “San Giuliano” di CASTROVILLARI col patrocinio della Città di CASTROVILLARI e la società Gas Pollino.

Questo evento, che saluta l'arrivo dell'autunno e che fa seguito ai due precedenti, quello del 21 aprile presso la sala 8 del Protoconvento francescano “Beato Pietro CHATIN” e quello del 23 giugno nei pressi del “vicolo della ‘piazza’”, che salutavano rispettivamente le relative stagioni, è una felice reiterazione di quanto già sapientemente proposto alla cittadinanza, che sin dal prima occasione ha partecipato con entusiasmo. È stata infatti intenzione degli amministratori locali, sin dal secondo appuntamento, di istituzionalizzare tale tipo di avvenimento.

Dopo i saluti e gli auguri di un buon ascolto del sindaco della città, Domenico LO POLITO, e del presidente la società patrocinante, Gerry RUBINI, il duo ormai rodato dall'autunno del 2011, formato dai maestri Domenico DI VASTO e Antonella SALERNI, rispettivamente al clarinetto e al pianoforte, ha piacevolmente intrattenuto il pubblico per un'oretta circa.

Il programma, presentato da Luigina MARTIRE, prevedeva: Giuseppe Fortunino Francesco VERDI, Va, pensiero da Nabucco(donosor) (esecuzione che ha rappresentato un omaggio al grande compositore per il bicentenario della sua nascita); Luigi BASSI, Fantasia da concerto dal Rigoletto di VERDI; Franz Peter SCHUBERT, Improvviso per pianoforte op. 142, D 935, n. 3 in si bemolle maggiore e Improvviso per pianoforte op. 90, D 899, n. 2 in mi bemolle maggiore; Astor Pantaleón PIAZZOLLALibertangoCarl Maria Friedrich Ernst von WEBER, Concerto n. 1 in fa minore op. 73, J. 114 (Terzo tempo)Alamiro GIAMPIERI, Il Carnevale di VENEZIA, capriccio variato per clarinetto e pianoforte; e infine, in aggiunta, Vittorio MONTICiarda.

La fruizione di musica, a differenza delle manifestazioni omologhe passate, si duplica: ieri, infatti, è stato solo il primo dei due giorni dedicati al mondo dell'armonia. Per i “Concerti d'Autunno”, appunto, oggi è prevista, alle ore 18:00, nel medesimo luogo, l'esibizione di un duo internazionale formato dai maestri Tony CAPULA e Gerd ROSINSKY, di passaggio nella nostra città per un giro europeo iniziato ai primi del mese nella capitale tedesca. Gli artisti propongono un melodioso percorso che attraversa molteplici nazioni e diverse epoche, per farci fruire un'ampia varietà stilistica.

L'ingresso alle manifestazioni è gratuito.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Saturday the 16th. Castrovillari in Rete

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