Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Giovedì, 21 Marzo 2013 20:14

Stefano Annicchiarico: innocente!

Stefano ANNICCHIARICO, 43 anni, figlio di una famosa famiglia di gioiellieri della città del Pollino, e a sua volta padre, accusato di un crimine odioso quale quello della pedofilia e quindi, nel luglio del 2011, arrestato per presunta violenza sessuale nei confronti di due minori, è stato, dal Tribunale di CASTROVILLARI, assolto perché il fatto non sussiste. L'iter giudiziario del 1.o grado, durato poco più di un anno e otto mesi, ha visto così finalmente la sua felice conclusione.

Dopo indagini scrupolose durate circa tre anni e innumerevoli rinvii, questa mattina sono convenute, di fronte al giudice monocratico, dottoressa Carmen CIARCIA, le parti, rappresentate dagli avvocati Lucio RENDE e Maria DE MARE, per l'accusa, e Michele DONADIO, per la difesa.

L'udienza, a porte chiuse, iniziata intorno alle ore 11:00, si è protratta fino alle 14:00 circa, con una breve pausa di un quarto d'ora intorno alle 13:15.

Il magistrato giudicante, quindi, ascoltata anche la richiesta del pubblico ministero, dottoressa Mariasofia COZZA, che si era espresso per una condanna dell'imputato a quattro anni e otto mesi, si ritirava per deliberare, dando appuntamento agli astanti per dopo le 17:00.

Alle 17:30 circa la sentenza: innocente!

Ora ci sono 90 giorni di tempo per impugnarla.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Giovedì, 21 Marzo 2013 12:29

2013: anno europeo dei cittadini

Tempo fa girava a FIRENZE un pieghevole che illustrava un concorso di grafica e poesia intitolato “Passwords: 12 parole dedicate alla mia città”. I destinatari del progetto erano «gruppi di ragazzi tra gli 11 ed i 16 anni di qualsiasi nazionalità, delle scuole, delle associazioni, e di gruppi informali». I giovani erano «invitati ad esprimere, a partire dal confronto con gli altri su alcune» parole chiavi, «che rimandano a concetti base del vivere sociale, la loro idea di città futura». Essi venivano «invitati a riflettere in gruppo intorno alle parole individuate» e suddivise in 2 gruppi (le prime 6 nel Gruppo A, le seconde 6 nel Gruppo B), che potevano essere o scelti separatamente o analizzati insieme, «al fine di realizzare una poesia ed un'immagine grafica, che, partendo dal proprio vissuto quotidiano», esprimessero «quanto emerso dal confronto e che» palesassero «la loro idea di cittadinanza. Spazi e laboratori dove è possibile innescare come piccoli “incubatori” capaci di plasmare una nuova visione nella quale possiamo esprimere quel desiderio di bene per la nostra città che batte nell'intimo della collettività».

Il progetto scaturiva dalla proclamazione del 2013 come «anno europeo dei cittadini, ricorrendo il ventennale dell'istituzione della cittadinanza dell'Unione» ed era organizzato dal Centro internazionale studenti “Giorgio LA PIRA” di FIRENZE, in collaborazione con Toscana Impegno Comune, col contributo della Regione Toscana e il patronato della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù.

L'obiettivo del progetto era quello di «contribuire a far sì che le giovani generazioni si riapproprino del concetto di cittadinanza […] che si riveli essere prima di tutto un'esperienza con gli altri e con il territorio» colla convinzione che «essere cittadini consapevoli vuol dire avere valori di riferimento, principi sui quali basare il proprio vivere insieme con gli altri su un territorio».

Poiché, oltre all'apparenza quotidiana, anche «numerosi studi hanno evidenziato che l'intero tessuto sociale è in forte crisi ed appare quindi superfluo parlare di cittadinanza, di città, di società senza prima riscoprire il sistema di valori che può essere alla base del vivere sociale»», per questo motivo è sembrato giusto riproporre in questa sede le 12 parole individuate per rilanciarle per una più ampia e approfondita analisi della società in cui siamo tenuti a vivere e chiamati, non solo a preservarla, ma a migliorarla prima e consegnarla poi alle generazioni future, coscienti che «la Terra non l'abbiamo ricevuta in eredità dai nostri padri, ma in prestito dai nostri figli», come dice un antico e noto proverbio masai.

Le 12 parole individuate sono:

RISPETTO – SOLIDARIETÀ – ASCOLTO – FRATERNITÀ – BELLEZZA – ONESTÀ – APERTURA – EQUITÀ – RESPONSABILITÀ – MODESTIA – CONDIVISIONE – AMORE.

Per una più approfondita analisi letteraria delle stesse dal punto di vista sociale, si rimanda alla nota sulla piattaforma sociale FB intitolata “12 parole per una comunità”: <https://www.facebook.com/notes/ad%C3%A0mas-m%C3%A8las/12-parole-per-una-comunit%C3%A0/490482961025556>.

Per un approfondimento della tematica, si rimanda ai seguenti collegamenti esterni:

<http://annoeuropeocittadini.politicheeuropee.it/>, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento “Politiche europee”;

<http://cor.europa.eu/en/news/forums/Documents/backgroundnote_cor_citizenship_it.pdf>, per un'analisi della portata e dell'impatto a livello locale e regionale.

È in gioco l'Europa. Sei in gioco TU.

Buona cittadinanza a tutti!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

[Continua]

Per tutte queste motivazioni la festa laica del papà non poteva che essere celebrata in questa data, anche se solo quando giunse in Italia si decise in tal senso. Sembra, infatti, che l'usanza ci pervenga dagli USA, dove fu celebrata per la prima volta intorno ai primi anni del XX secolo, quando una giovane donna decise di dedicare un giorno speciale a suo padre, il signore SMART, nel mese di giugno, in concomitanza del suo compleanno.

In principio nacque come festa nazionale, in seguito abrogata: ma ancora oggi continua a essere una ricorrenza sentita da tutti, nonché un'occasione per le famiglie, e sopratutto per i bambini, per festeggiare i loro papà.

In virtù di ciò, accanto ai dolci più tradizionali, si sono affiancati i Biscotti del papà, un motivo in più per festeggiare in quel luogo, come la famiglia, dove sembra che sempre meno si festeggi più!

In fine permetteteci di riportare una poesia sul papà e, per chi crede, l'atto di consacrazione dell'Italia a san Giuseppe.

PAPÀ

Sublime parola racchiusa nel tuo cuore.

Angelo che segretamente guida i tuoi passi e vive della tua vita,

pronto a sempre dare, senza mai nulla chiedere.

Il sacrificio quotidiano della sua vita ti sia d'esempio.

E quando un giorno sarai chiamato al compimento dei tuoi doveri,

soltanto allora saprai quanto sia stato grande il suo amore.

 

ATTO DI CONSACRAZIONE DELL'ITALIA A SAN GIUSEPPE

San Giuseppe, sposo di Maria santissima, madre di Gesù e madre dell'Umanità, che hai voluto la nostra Italia disseminata dei suoi santuari, e che sempre hai guardato ad essa con lo stesso amore di predilezione con cui l'ha guardata Gesù, che volle stabilire il suo vicario in terra, il Papa, a te, oggi, noi consacriamo questa amata Italia e le sue famiglie.

Custodiscila, difendila, proteggila! Sia pura la fede; siano santi i pastori; siano copiose le vocazioni; sia sacra e difesa la vita; siano sani i costumi; siano ordinate le famiglie; sia cristiana la scuola; siano illuminati i governanti; regni ovunque amore, giustizia e pace.

Custodisci, difendi, proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, i nostri giovani, speranza di un mondo migliore, e gli anziani, radici della nostra fede e maestri di vita.

Ottienici con la tua potente intercessione, unita a quella della tua Santissima sposa, uomini nuovi che abbiano il coraggio di abrogare le inique leggi contro Dio e contro l'uomo, ereditate da un triste ed oscuro passato.

Con la tua protezione, o san Giuseppe, continui l'Italia ad essere centro vivo e di civiltà cristiana, faro di luce evangelica a tutto il mondo, terra di Santi per la gloria del Padre celeste e per la salvezza di tutti gli uomini.

E, come un tempo scampasti dalla morte la minacciata vita del bambino Gesù, così difendi la santa Chiesa di Dio e la fede delle nostre famiglie da tutte le oscure insidie del male.

Gesù, Giuseppe e Maria, benedite, proteggete, salvate l'Italia!

Ritorni col vostro aiuto e per vostra intercessione a spalancare le porte a Cristo.

Amen.

***

Questa serie di pubblicazioni è dedicata a tutti coloro che si chiamano col nome del santo del giorno (varianti femminili comprese!) e a tutti i papà (soprattutto quelli che sono tra i più...), a cui va il nostro pensiero e la nostra riconoscenza!

***

[Fine]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/cultura/item/202-san-giuseppe-castissimo-sposo-di-maria-e-padre-putativo-di-ges%C3%B9-%E2%80%93-2a-parte>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

[Continua]

Leggendaria è l'origine di produrre e consumare in suo onore, soprattutto nell'Italia centromeridionale, dolci (soprattutto fritti [frittelle]) più o meno ripieni o guarniti di crema pasticcera e amarene (ma anche di ricotta), di varia foggia, fattura e nome (zeppole, bignè, frittelle di riso, frittelle all'uvetta, sfinci [o sfince]). Ciò in commemorazione, forse, del fatto che san Giuseppe, oltre che il falegname, dopo la fuga in Egitto, avrebbe anche fatto il venditore di frittelle, meritandosi così, almeno da parte del popolo romano, l’affettuoso nomignolo di san Giuseppe frittellaio.

Infine pagano è il terreno in cui affondano le radici dell'usanza di effettuare in tale ricorrenza dei falò, in varie parti d'Italia, al nord come al sud, uguali nella forma, nella sostanza e, a volte anche nel nome (focarine, di san Giuseppe, appunto!). In quest'occasione, infatti, si bruciano i residui del raccolto nei campi e a tale scopo vengono accumulate grandi quantità di fascine in modo da creare enormi cataste di legna che vengono accese ai margini delle strade mentre sono serviti e offerti agli amici e ai viandanti piatti tipici, come, in Calabria, le "lagane" (specie di tagliatelle di origine greca) coi ceci, assieme ad altre leccornie tipiche della cultura contadina, il tutto accompagnato, oltre che dall'immancabile vino, dalla musica dei musicanti e dalle grida festose dei bimbi. Quando il fuoco sta per estinguersi, alcuni lo scavalcano con grandi salti, mentre le vecchiette, filando, intonano inni al santo.

Quest'ultima usanza, in alcuni luoghi era caduta in disuso, ma per fortuna l'amore per la propria terra e le proprie usanze e costumanze, ha indotto, chi crede ancora nelle tradizioni, a riportarle in auge.

Poiché la celebrazione del santo coincide colla fine dell'inverno, ciò è avvenuto in sovrapposizione e successiva sostituzione per rimozione, delle feste pagane legate ai riti di purificazione agraria, denominate Liberali (Liberalia), perché dedicate al dio italico della fecondità, del vino e dei vizi Libero. Feste che iniziavano il 17 del mese e si protraevano nei giorni seguenti e prevedevano il riposo lavorativo e la distensione con feste e divertimenti, soprattutto da parte degli adolescenti che ricevevano dagli adulti la toga virile, facendo ufficialmente ingresso nella comunità dei grandi.

Per altro l'appellativo di “padre”, dato al dio, nonché la sua iconografia, che lo rappresentava con un ragazzo al suo fianco (un po’ come san Giuseppe con Gesù!), non hanno che facilitato il processo di assimilazione.

Inoltre, nel giorno dedicato al dio Libero padre si consumavano focacce, tradizione che, successivamente, colla contaminazione della leggenda di un santo frittellaio, si è mutata in quella delle frittelle.

[Continua]

Articolo precedente: <http://www.cvinrete.altervista.org/index.php/component/k2/item/201-san-giuseppe-castissimo-sposo-di-maria-e-padre-putativo-di-ges%C3%B9-%E2%80%93-1a-parte>

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Tradizionalmente nella giornata di domani, 19 marzo, viene festeggiato un santo molto importante. Solo occasionalmente, ovvero quando tale solennità dovesse essere coincidente con uno dei giorni della Settimana santa, la Chiesa universale la sposta, anticipandola, al sabato precedente, come accaduto nel 2008. Il santo del giorno di domani (ma l’intero mese gli è dedicato!), è considerato ufficialmente dalla Chiesa cattolica superiore a tutti i Santi e secondo solo alla Madonna, tanto da essere considerato patrono della Chiesa universale, ed è nella devozione popolare investito di innumerevoli patronati.

Egli, infatti, è considerato il protettore: dei padri di famiglia (che nell'accezione comune romana di pater familias accomunava le caratteristiche di rigore mitigato dall'affetto, rendendolo l'esempio, il modello, lo specchio non solo del padre propriamente detto, ma anche dello sposo devoto e, per la Chiesa, l'esempio dell'uomo ideale che sa obbedire al volere divino assumendosi responsabilità verso il prossimo rinunciando anche a propri diritti, per cui il giorno odierno è considerato la ricorrenza della Festa del papà!), delle famiglie (per cui viene celebrato insieme colla Madonna e con Gesù nella festività della Sacra Famiglia la domenica tra il 26 dicembre e il 1o gennaio, ovvero il 30 dicembre qualora in tale periodo non vi ricorra la domenica), delle ragazze da marito, dei friggitori (e si vedrà in seguito il perché!), dei carpentieri, degli ebanisti, dei falegnami (che da sempre sono i principali promotori della sua festa!), degli artigiani e degli operai in genere (per cui viene festeggiato come artigiano [o lavoratore] il 1o maggio, giornata quasi universalmente riconosciuta per la celebrazione della Festa dei lavoratori, comunemente detta Festa del lavoro), dei poveri, dei senzatetto, dei pionieri, dei migranti, dei moribondi (per i quali è invocato per l'ottenimento di una buona morte!), ed è anche invocato contro le tentazioni carnali e contro l’usura.

La festa a lui dedicata è associata ad alcune tradizioni, che se pur varianti di luogo in luogo, denotano comunque un denominatore comune, di provenienza popolare, a volte leggendaria quando non addirittura pagana.

Di provenienza popolare è l'usanza ormai preterita di alcuni paesi della Sicilia (ma anche di altre regioni d'Italia), di invitare i poveri al pranzo del giorno, la cui mensa era benedetta da un sacerdote e servita dal padrone di casa. In alcuni luoghi, addirittura, il banchetto veniva allestito in chiesa e, mentre due sacerdoti servivano i poveri, un terzo predicava per nove volte, tante quante erano le pietanze che venivano servite.

Ciò a ricordo del rifiuto oppostogli quando, marito premuroso di una giovane donna gravida pronta al parto, chiese invano riparo per sé e per la moglie, mentre fuggitivi e perseguitati erano erranti in una regione forestiera. Atto altamente proditorio, che viola due sacri sentimenti dettati dallo ius gentium: l'ospitalità e l'amore familiare.

[Continua]

 

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

 

 
Venerdì, 15 Marzo 2013 21:28

A me mi piace!

Innanzitutto per il nome, Francesco, che senza aggiungere altro, indica già di per sé la linea da seguire: quella della semplicità e dell'umiltà francescana, che ha incarnato, rilanciandola, in un periodo di crisi, allora come ora, quella evangelica. Francesco, il santo assisiate, fu visto in sogno da papa Innocenzo III, mentre si sostituiva a una colonna, per sorreggere la cattedrale di ROMA cadente, e fu interpretato come colui che avrebbe dato nuova linfa vitale alla Chiesa, tanto da essere eternato nel ciclo di affreschi giottesco della basilica superiore della città umbra; Francesco, il papa argentino, è visto da tutti come il sorrettore di una Chiesa che necessita di un rinnovamento altrettanto necessario.

Per la provenienza: il primo non europeo dall'VIII secolo, ma, soprattutto, in assoluto il primo dal Nuovo Mondo, da quell'Argentina che è anche un po' la seconda patria di italiani dopo l'Italia stessa.

Perché è anche un po' nostro: il bisnonno dal Piemonte si trasferì colla famiglia nel Paranà, e aver assunto il nome di uno dei santi a cui gli italiani sono più devoti, nonché santo patrono d'Italia, ce lo fa sentire ancora più vicino.

Perché prima di essere prete, è uomo: si diplomò come perito chimico, si resse agli studi facendo il buttafuori in discoteca, praticava arti marziali, andava a ballare come tanti giovani della sua epoca, e tra le sue amicizie scelse anche una ragazza che divenne la sua fidanzata, e non si peritava di ballare il tango.

Perché, come la maggioranza degli uomini qualunque, ama il calcio, avendolo praticato e seguendolo (è un tifoso tesserato della squadra bonearense del San Lorenzo).

Perché agli studi scientifici aggiunse, completando la sua cultura umana e umanistica, quelli filosofico-teologici. Perché è “vergin di servo encomio e di codardo oltraggio”: sempre dalla parte della giustizia, indipendentemente da chi è il potente di turno, non ha esitato a mettersi contro politici, magistrati, militari.

Perché non ostante il suo spirito francescano, è un gesuita: un vero guerriero della Fede. Perché progressista, al punto che catalizzò i voti di quest'ala della Chiesa dopo che sfumò l'opportunità di eleggere il mai abbastanza compianto cardinale Carlo Maria MARTINI, arcivescovo emerito dell'arcidiocesi metropolitana di MILANO (anch'egli appartenete alla Compagnia di Gesù), ma al tempo stesso su alcuni temi fermo sostenitore della Tradizione, al punto di essere considerato, a torto, sostenitore della giunta militare argentina.

Perché, invece di impartire soltanto la benedizione al popolo di Dio, ha impetrato la benedizione di Dio coll'aiuto del suo popolo.

Perché, quando si ritira tardi e le suore a cui è stata affidata la sua persona sono a dormire, si cucina da solo e si lava i piatti. Perché usa i mezzi pubblici: gesto che riunisce la sensibilità economica a quella ecologica, che di questi tempi non è poca cosa (e torna il riferimento al santo poverello, che fece della Povertà e della Natura le sue compagne di vita).

Perché era inaspettato, sembrando ormai bruciato dal precedente conclave.

Perché aveva già pronto il biglietto di ritorno che avrebbe usato prima dell'inizio della Settimana santa, per tornare dal gregge assegnatogli con cui celebrare i riti preparatori alla Pasqua, disposto ad abbandonare il conclave anche senza che si fosse giunta a una designazione.

Perché ha esortato i suoi fedeli ora, all'elevazione a sommo pontefice, come al momento della creazione a cardinale, di non andare a ROMA, ma piuttosto distribuire i fondi del viaggio ai più bisognosi.

Perché se n'è tornato col mezzo comunitario insieme coi fratelli cardinali, e non coll'auto pontificia.

Perché sia quando si è presentato che quando si è congedato alla moltitudine dell'Urbe e dell'Orbe, lo ha fatto, come tutti, noi con un semplice ”buonasera”.

Perché assomiglia tremendamente a quel papa Giovanni XXIII che, altrettanto inaspettatamente salito al soglio pontificio, unì bontà a conoscenza, riformando con un concilio e commuovendo con una carezza.

Perché... Perché... Perché... Perché, per chi crede, lo Spirito Santo, che vede sempre giusto, questa volta ha deciso di fare vedere giusto anche al suo popolo: quello Spirito Santo, fuoco d'Amore, che sembra aver pervaso la Chiesa rendendola ardente in Cristo.

A me mi piace!

Venerdì, 08 Marzo 2013 13:55

Donna, dolcezza dell'Universo

È di ieri, mercoledì 7 marzo, la notizia di un ragazzino di 12 anni che, fattosi coraggio, chiama la polizia per denunciare il padre dell'ennesima violenza perpetrata sulla madre. «Correte, papà sta picchiando mamma». Queste le tremende parole espresse dall'uomo” di casa, che col suo comportamento ha reso onore a una categoria spesso disonorata da individui che alla forza del diritto sostituiscono il diritto della forza dentro le mura domestiche. Il fatto, raccapricciante, come tanti, ma edificante come pochi, è avvenuto a MILANO, dove un operaio, qualificato solo nella violenza, di 39 anni e pregiudicato, ha rivolto per l'ennesima volta la sua furia sulla compagna di 33, madre dei suoi tre figli. All'arrivo dei militari dell'Arma, l'individuo ha peggiorato la sua posizione minacciando gli stessi di usare violenza anche nei loro confronti. Tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia, è stato tradotto in carcere. La donna, che aveva già denunciato il convivente nel 2011, è stata medicata per contusioni al volto e alla spalla presso l'ospedale “Niguarda” del capoluogo lombardo. Dimessa, è stata affidata alle cure amorevoli dei figli.

Purtroppo casi del genere non sono isolati; ma a edificare la società spesso ci pensano giovani uomini, e donne, che per fortuna, indipendentemente dall'identità di genere e dall'aria irrespirabile familiare, rifiutano di sottomettersi a una visione sessista e violenta. Appena un mese fa, venerdì 8 febbraio, un caso analogo veniva registrato a FIRENZE. Questa volta era una ragazzina ad allertare i Carabinieri dopo aver assistito ai drammatici momenti dell'ennesima violenza fisica sulla madre da parte del padre, avvezzo ad altri eventi simili anche nei suoi confronti. La madre, di 39 anni, ha riportato ferite alla testa giudicate guaribili in cinque giorni, mentre per la figlia, che ha atteso i tutori dell'ordine in strada, scalza e infreddolita, si è reso necessario un breve ricovero presso il nosocomio pediatrico “Anna MEYER” del capoluogo toscano a causa del trauma psicologico dovuto allo spavento.

Un ragazzo e una ragazza che si fanno megafono dell'insostenibile sopportazione di adulti incapaci di amare. È su di loro che si fondano le speranze di una società spesso distratta e incapace, se non sulla carta, di dare giusto ascolto a chi non riesce a gridare e fare luce per rompere il muro buio e silenzioso delle violenze domestiche.

Una frase del Vangelo dice che gli uomini sono «il sale della terra» (Mt 5,13): voglio immaginare che le donne ne siano lo zucchero... Alcuni uomini, amari come il caffè, non sanno addolcirsi con coloro che sono lo zucchero della terra.

A tutte le donne: AUGURI!

 

Sabato, 23 Febbraio 2013 19:41

Elezioni politiche 24 e 25 febbraio 2013

Oggi, sabato 23 febbraio, alle ore 15:00, si sono costituiti i seggi elettorali, per le consultazioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013. Concluse le operazioni, i componenti i seggi si sono aggiornati a domani, domenica 24, quando sarà possibile effettuare le operazioni di voto dalle ore 08:00 fino alle 22:00 in modo continuato. Le stesse riprenderanno il giorno successivo, lunedì 25, dalle ore 07:00 fino alle 15:00, quando sarà chiuso l'afflusso alle sezioni. Comunque tutti coloro che si troveranno nei locali dei seggi avranno l'opportunità di espletare il loro diritto-dovere. Subito dopo si procederà alle operazioni di spoglio.

Si ricorda ai cittadini votanti che si vota per eleggere i rappresentanti del popolo che siederanno in Parlamento nei suoi due rami: la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica. Sono chiamati a votare per la prima tutti coloro che hanno compiuto il 18o anno di età nei giorni delle votazioni, e per il secondo tutti coloro che avranno compiuto il 25o. Pertanto le schede sono due: rispettivamente una di colore rosa e una di colore giallo.

Si rammenta che per votare bisogna presentarsi alle sezioni con un documento di identità e la scheda elettorale. Se dovessero sussistere problemi di vario genere, il cittadino può recarsi presso l'Ufficio elettorale (per il comune di CASTROVILLARI sito presso la sede comunale distaccata di palazzo CALVOSA).

Per esprimere un voto valido è necessario apporre una X sul contrassegno del partito prescelto. Niente segni su coalizioni o altre integrazioni di volontà personale, come numeri o nomi di candidati, pena la nullità del voto. È proibito, altresì, recare in cabina strumenti videofotografici che possano essere motivo di attestazione del voto espresso: il loro utilizzo è sanzionato penalmente.

Chiunque avesse dei dubbi sulle procedure di voto, può comunque sempre fare affidamento ai componenti il seggio, preposti anche a dirimere eventuali insicurezze, nonché al materiale affisso sia dentro che fuori di esso.

Coscienti che il voto sia un diritto-dovere, nell'invitare la cittadinanza a compierlo, auguriamo un buon voto!

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Con questo articolo iniziamo anche la rubrica culturale dedicata alle recensioni. In questa occasione, ci avvaliamo della collaborazione di un amico, che per il momento ha deciso di assumere come pseudonimo proprio quello del protagonista di questa storia.

Buona lettura!

 Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

 

Una panchina in un parco, due uomini che chiacchierano mentre tutto intorno la vita scorre come se niente fosse.

Un giovane e un adulto. In apparenza un padre e un figlio, in realtà due spie.

Il ragazzo è Harold Adrian Russel Philby, agente al soldo di Mosca che a cavallo tra gli anni Trenta e Sessanta mise a rischio l'incolumità dell'Impero britannico.

Robert Little, autore de Il giovane Philby (Fanucci editore 2012), racconta in chiave di romanzo storico gli 'anni verdi' di una delle più famose spie della guerra fredda.

Figlio di St John Philby, diplomatico, esploratore e studioso di culture orientali convertito all'Islam, Harold sceglie di chiamarsi Kim affascinato dalla lettura del Kim di Rudyard Kipling.

Brillante studente della Cambridge University, rampollo dell'alta borghesia inglese, dai modi fini ed educati, Kim viene notato dagli agenti in servizio all'ambasciata sovietica di Londra nei primissimi anni Trenta.

Facendo leva sul sincero credo del giovane nell'ideologia comunista, la OGPU lo arruola auspicando riesca a sfruttare le sue conoscenze per infiltrarsi negli ambienti governativi inglesi.

Intraprendente e coraggioso, il giovane Philby non delude le aspettative dei superiori attirando addirittura su di sé l'ammirazione dei vertici del Cremlino.

Al suo fianco troverà i colleghi di college John Cairncross, Anthony Blunt, Guy Burgess e Donald Mac Lean anch'essi inquadrati nell'organico dei servizi segreti bolscevichi. I cinque amici passeranno alla storia con il nome di Cambridge five, astuti doppiogiochisti infiltrati tra le fila del celebre MI6, il controspionaggio britannico.

Una vicenda vera magistralmente narrata dal romanziere newyorkese Robert Little, già autore dei best sellers L'Oligarca e L'epigramma a Stalin. Ma appunto perché l'avventura del giovane Philby è verità e non solo spy story, Littell propone anche una sua versione circa l'operato di Kim.

Al lettore l'ardua sentenza.

Kim

 

Robert LITTLE, Il giovane Philby, FANUCCI Editore

collana TIF EXTRA
genere THRILLER E NOIR
anno 2012
pagine 240
prezzo € 16,00
isbn 9788834719558
traduttore Olivia Crosio

 

Scheda tratta dal sito dell'editore

Venerdì, 15 Febbraio 2013 18:36

Un regalo celeste inaspettato

Chi ha detto che bisogna guardare il cielo solo a san Lorenzo? E chi ha detto che solo gli innamorati hanno il diritto di festeggiare? Se il giorno di san Faustino, oggi 15 febbraio, è già da tempo il dì riservato agli “scoppiati”, oggi la cosa sarà ancora più romantica anche per loro. Si sta avvicinando "2012 DA14". Con questo nome poco invitante, scoperto nel 2012 da un gruppo di astrofili spagnoli del programma “La Sagra Sky Survey”, si presenterà, a una velocità di 7,8 km/s, passando sopra le nostre teste alla distanza di 35.800 chilometri, un oggetto identificato dagli astronomi come un asteroide, del diametro ragguardevole di 45 metri e una massa di 135.000 tonnellate. Sarà visibile nei nostri cieli intorno alle 20:40, quando sorgerà, quasi in coincidenza col momento del massimo avvicinamento, alzandosi fra le stelle della costellazione della Vergine, per salire fra le stelle di quella del Leone, solcare poi quella dell'Orsa Maggiore e dirigersi, infine, verso la stella Polare. Il suo prossimo passaggio è previsto per il 2026.

Un regalo inaspettato per tutti coloro che oggi sperano sia la volta buona per esprime un desiderio per guardare in “compagnia” il cielo in futuro.

Sunday the 16th. Castrovillari in Rete

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