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− COMUNICATO STAMPA −

Nella undicesima gara del campionato regionale di corsa su strada ancora successi e medaglie per l'Asd CorriCastrovillari del presidente Gianfranco Milanese. Nel percorso di Cirò Marina la formazione, grazie ai piazzamenti degli altleti del team, agguanta il secondo posto in classifica a squadre e con i punti raccolti scala la classifica generale del torneo regionale posizionandosi al quarto posto. 
 
Nella gara che ha viste impegnate tutte le società di atletica leggera calabresi (il campionato prevede 15 gare lungo tutto il corso dell'anno) la partenza del percorso ha visto la partenza da Punta Alice per terminare, dopo 8,5 km, sul lungomare di Cirò Marina. Sul traguardo, dopo una bella lotta a 5 lungo il tracciato di gara, arriva primo Ruggero (Cosenza K42, con il tempo di 28:15), Carbone (Cosenza K42, 29:01), Michele Spingola (CorriCastrovillari, 29:15), Antonio Amodeo (CorriCastrovillari, 29:51) ai quali si aggiungono in ordine di arrivo Audia, Monaco, Barbuscio, Buffone. Anche tutti gli altri atleti della società CorriCastrovillari, Zicaro, Trave, De Marco, il vice presidente Mancuso, Perticaro, D'Elia, Arcidiacone, Santulli, Frascino, Zaccaro, Froio e Lagani portano punti preziosi al sodalizio castrovillarese per la classifica generale del torneo e la classifica a squadre.
 
Il prossimo appuntamento del campionato regionale di corsa sarà a Soverato il 6 agosto. 

Abbiamo ricevuto il resoconto, che ci pregiamo di pubblicare nella sua interezza, dell'ardita impresa effettuata dal nostro conterraneo, Nicola ZACCATO, alpinista di rilievo che porta su ogni cima che conquista il cuore d'uomo del Pollino.

La sua scalata, che ha visto interessato il monte Elbrus, che contende al monte Bianco il primato di montagna più alta d'Europa, a seconda di alcuni criteri geografici, è un motivo d'orgoglio per tutti noi che cogliamo l'occasione per augurarci di pubblicare altre sue imprese.

Per aspera ad astra!

“Ho scalato un sogno”

 – Caucaso – Russia -2017 - Monte Elbrus  5642 mt. slm.

Impresa portata avanti da Denis  Urubko ,  Nicola  Zaccato  con i ragazzi della Scuola di Alpinismo Russa .

Durata dell’impresa: dal 10/07/2017 al 18/07/2017.

Nicola  Zaccato racconta : “ Nel 2009 ho fatto amicizia con l’alpinista kazako di fama mondiale Denis Urubko, il più grande alpinista di tutti i tempi. Grazie a lui ho cominciato ad ampliare il mio orizzonte ed a scalare le vette più elevate;

-          nel 2015 il monte Bianco 4810 m. slm e il monte Alben .

-          nel 2016 il Pizzo Coca la vetta più alta delle Alpi Orobie 3052 m. slm , il monte Secco e monte Vaccaro .

-          Nel 2017 ho avuto un invito molto importante  da parte di Denis Urubko : scalare il monte Elbrus 5642 m. slm.

Ho subito accetta l’invito con molto entusiasmo. Diversi i fattori di scelta che hanno accompagnato questa mia decisione;

Il Monte Elbrus con i suoi 5642 m. slm  è  la montagna più alta d’Europa e pertanto una delle Seven  Summits  del Pianeta. Fa parte della lista delle Sette meraviglie della Russia  e l’amico Denis Urubko nel 2006 ha partecipato alla  EL'BRUS RACE ,  gareggiando  sul suo tracciato con un dislivello di oltre 3000 metri ,  dalla falda El'brus Azau 2400 m, fino la cima occidentale 5642 m. Il vincitore di questa importantissima gara è stato proprio  l'alpinista kazako Denis Urubko con il tempo eccezionale di 3 ore 55 min. 58 sec., record del mondo assoluto.

Dopo l’invito ho cominciato subito con i preparativi, dal Passaporto , visto consolare,  invito ,  preparazione fisica con allenamenti più duri del solito, visite mediche alla medicina dello sport , acquisto di attrezzature  e indumenti  tecnici adatti per le basse  temperature e tutto l’occorrente. La preparazione è durata per molto tempo in maniera ininterrotta.

“Il  9 luglio  2017  finalmente è arrivato il  giorno tanto atteso … L’adrenalina è salita  al massimo; per me l’idea di  scalare l’Elbrus con Denis Urubko ed i ragazzi della scuola alpinistica Russa – Sasha – Sekenia – Dima – Denis Gusarov e Nazar ,  non ha prezzo” .

“Partenza dalla Calabria , da Frascineto  (CS) in autobus con destinazione Roma. Stazione Tiburtina con direzione Fiumicino Aeroporto. Non esistono  voli diretti per Mineralnye Vody ( Russia) e quindi ho dovuto fare scalo ad Istanbul (Turchia) dove sono arrivato dopo 4 ore di volo.  Finalmente, alle 3,30  del 10 luglio  sono arrivato in Russia  all’aeroporto di  Mineralnye Vodi.  Ad attendermi all’aeroporto per l’accoglienza,  Denis Gusarov e  Ksenia, due ragazzi della scuola Russa di alpinismo.  Insieme, abbiamo raggiunto  in taxi  Terskol,  risalendo la  Valle del fiume Baksan e dopo 4 ore,  finalmente siamo giunti direttamente al nostro Campo Base a 2100 m.  a Tesrkol  . Lì abbiamo aspettato gli altri componenti del gruppo,  Sasha e Nazar  ed  in tarda serata sono arrivati Dima e Denis Urubko … con la luce dei frontalini abbiamo montato le tende per passare la notte .

La mattina seguente giorno 11 luglio siamo partiti naturalmente a piedi su una strada asfaltata e dopo 6 km e 400 m . di dislivello in salita siamo arrivati ad Azau 2500 m.  da qui partono due tronconi di funivia ed un tratto di seggiovia … naturalmente non per noi abbiamo proseguito a piedi fini a 3300 m. dove abbiamo piazzato le tende per la notte .

La mattina del  12 abbiamo proseguito la nostra risalita fino ad arrivare nei pressi del Rifugio Priut a 4000 m. e trovato un posto sulle rocce,  abbiamo montato le tende per la notte . Lì una lezione di Denis sull’alimentazione ad alta quota ed in assenza di ossigeno. Dopo circa 2 ore Denis ci ha sollecitato a risalire almeno di 400 mt. per poter lavorare in quota ed acclimatarci.

La mattina del 13 luglio abbiamo ripreso il nostro cammino proseguendo su un dorsale di rocce  vulcaniche per arrivare alla fine delle rocce a quota 4400 m. Una volta lì abbiamo montato le tende .. per me la prima volta che dormivo in tenda  a quota 4400 !!!! 

Nel pomeriggio abbiamo proseguito verso le rocce Pastukhov  a  4700 m. per fare acclimatazione .. tornati alle tende Denis  Urubko  ha tenuto una lezione sulla acclimatazione . Durante la notte un violento temporale la nostra piccola tenda era sommersa di neve  .. il tempo per fortuna  è stato clemente perché al mattino abbiamo ritrovato  bel tempo .

Il 14 luglio, posizionata  la sveglia alle  4 del mattino per scendere al campo base, di nuovo a quota 2100 e dopo aver fatto 2300 metri in discesa,  finalmente siamo arrivati al campo base. Lì abbiamo trascorso la notte ed  il giorno seguente,  il 15 luglio,  siamo rimasti al campo base tutto il giorno. Denis  ha tenuto una lezione sull’attrezzatura e sui materiali da usare per fare alpinismo. Nel pomeriggio si è tenuta  una gara atletica sportiva,  naturalmente vinta da Denis .

In tarda serata si ripartiva in direzione Azau  per poi  proseguire la nostra risalita. Ad un certo punto del tragitto, abbiamo dovuto usare  i frontalini perché era diventato ormai buio ed  arrivati  a quota 3000 abbiamo montato le nostre tende . Un tè caldo e una ricca cena  a base di carboidrati, zuccheri  e cibi ricchi di vitamine ci hanno tirato un po’ su .

Il giorno 16 luglio si partiva per raggiungere la nostra postazione a quota 4000 m  .. io cominciavo ad accusare la stanchezza  fisica dopo tutti questi giorni di km percorsi  e di dislivelli in salita e in discesa  con uno zaino sulle spalle molto pesante  .. però avevo tarato mentalmente il mio altimetro a 5642 m. e quindi anche se con fatica,  proseguivo il percorso di risalita .. ero il primo della spedizione seguito da tutti i componenti del gruppo e quando rallentavo perché la salita era molto ripida  e mi fermavo per prendere fiato sentivo subito la voce di Denis che diceva: “Signor Nicola non ti devi fermare , devi sempre proseguire a piccoli passi”. Così facendo siamo finalmente arrivati  a destinazione.

Montate le tende e consultate le condizioni meteo, che nei giorni seguenti non si presentavano per niente buone,  si decideva per il giorno seguente la scalata del monte Elbrus, anticipando di  due giorni l’impresa e partendo da 4000 m .

Nel pomeriggio abbiamo tenuto un briefing  per mettere a fuoco la strategia per la scalata finale per  definire  tutti i ruoli e la sequenza della cordata. Questo uno dei momenti cruciali dell’impresa perché a causa del mal tempo si è dovuto cambiare il programma e quindi senza aver riposato e partendo da una quota più bassa !!!.

La mattina del 17 luglio, arrivato  il giorno tanto atteso per scalare l’Elbrus .. messa la sveglia alle ore 2,00 per partire alle ore 3,00 da quota 4000 !!  Non più da quota 4400 come stabilito inizialmente, quindi maggiore dislivello e maggiore fatica.

Indossati gli indumenti idonei per la quota e messi scarponi pesanti e ramponi e con la luce dei frontalini si incominciava la salita .

Dopo essere saliti di 800 m,  ed arrivati quindi a quota 4800, è cominciato un vento molto forte e gelido, fastidioso che ha intralciato non poco il nostro cammino, che ora cominciava ad  essere  lento e faticoso. Nonostante questo, la scalata è continuata in maniera ancora più repentina proprio per giocare di anticipo sul tempo. Denis mi raccomandava sempre  di salire con piccoli passi senza mai fermarmi .

La preoccupazione  era tanta perché  c’erano ancora  molti metri di dislivello da colmare;  credo fossimo ormai a quota 5200 m. e le forze cominciavano  a venir meno. Per fortuna la volontà di arrivare in cima aumentava passo dopo passo e sforzo dopo sforzo. Ad un certo punto incominciamo a salire un tratto molto ripido dove erano montate delle corde fisse e la mia stanchezza aumentava sempre di più.. dopo sono riuscito a riprendere il ritmo:  “un  sospiro -  un passo -  un sospiro -  un passo- “ la mia mente era entrata in un meccanismo in cui ripeteva solo questa alternanza. ..  dopo un tratto meno ripido ma interminabile sentivo che ormai la vetta era vicina…

Dopo un ultimo sforzo finale  e con il vento ancora più forte,  avvolti dalla nebbia  ancora più fitta,  arriviamo finalmente in vetta !!!!   Alle 8,10 del 17 luglio  raggiungiamo il fantastico  Monta Elbrus  a 5642  metri di quota e senza bombole di ossigeno.

Fa molto freddo e  la temperatura  è  a   – 19°, Io bacio letteralmente la vetta . Erano due anni che aspettavo questo momento .. il vento fortissimo non ci ha fatto godere la vetta e della sua vista .. poche foto a causa del forte vento e della nebbia fitta. Ci abbracciamo e  per alcuni attimi,  mi sembra di sognare ad occhi aperti. Presto mi accorgo che non è un film ma è la pura realtà, felice e contento tolgo le mani dalla moffole  per fare qualche foto dei filmati ma subito mi accorgo che le mani mi si stavano congelando .

Una giornata eccezionale per uno sportivo di alta quota,  quasi perfetta, però con la consapevolezza che   la sosta in vetta non può durare a lungo a causa della bassissima temperatura e del forte vento. Soprattutto delle condizioni meteo peggioravano a vista d’occhio con possibilità di bufera, aumento di neve e nebbia, quindi Denis, uno dei massimi conoscitori dell’Elbrus, ha fatto cominciare  subito  la discesa.

Dopo 1642 m in discesa arriviamo finalmente al nostro campo 2  a 4000 m.  dove c’erano  le nostre  tende .

Raccolte le tende preparati gli zaini ancora più pesanti ci dirigiamo verso il campo base a 2100 m. percorrendo ancora 1900 m. in discesa !!!! Qui montate le tende per la notte. Il  18 luglio io,  Denis e Dima ci dirigiamo in auto verso la città di Kislovodsk attraversando tutta  la vallata del fiume Baksan,  una zona agricola  con molte  mandrie di bovini che si incontravano spesso sulla strada e che invadevano la carreggiata,  si procedeva a slalom per evitarli.

Nella città di Kislovodsk  ho fatto il turista per tre giorni aspettando la data del volo. Un taxi mi ha portato all’aeroporto di Mineralnye Vodi  ed ho cominciato il viaggio di  ritorno, facendo sempre tappa per la Turchia,  per arrivare di nuovo  in Italia a Roma  per poi continuare per Frascineto (CS ), posto dove è iniziato il viaggio per questa fantastica avventura alpinistica  e dove si  conclude.

Mentre scrivo, nel rivedere le foto ed i filmati, non riesco a frenare  qualche lacrima di commozione.  Grande la  soddisfazione per aver portato a buon fine l’ennesima sfida con me stesso  .Non è stato facile, ho tirato le mie forze fisiche e mentali al limite,  ma la voglia di avventura e la determinazione che porto dentro,  mi hanno consentito di arrivare fino alla fine di  questa fantastica avventura nel Caucaso in Russia sul “Tetto d’Europa”, il confine con l’Asia.

I numeri di questa scalata :

-          Giorni : 7;

-          Persi: Kg 5;

-          7440 m. di dislivello in salita;

-          7440 m. di dislivello in discesa.  

Totale dislivello in salita e discesa  14.880  m. !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

©   Nicola Zaccato

− COMUNICATO STAMPA −

Franco Avolio è stato nominato da qualche ora [giovedì 27 luglio u.s., N.d.R.] presidente del Consiglio direttivo dell'ASD Pollino Basket. L’organismo, riunito mercoledì sera, nella sede della Polisportiva, ha confermato come tesoriere Pino Di Vasto.

Il neo presidente, appassionato di sport- da sempre espressione di capacità, tenacia e dedizione oltre che rappresentante di fatto di quello storico spirito agonistico che da decenni caratterizza Castrovillari - premiato anche dal Coni con la Palma d’Argento al Merito Tecnico per l’anno 2015 (uno tra i più importanti recenti riconoscimenti) per i risultati ottenuti e l’impegno profuso nelle attività sportive, succede alla presidenza del sodalizio cestistico al sindaco Domenico Lo Polito, Assessore, tra l’altro, allo Sport del Comune.

L’investitura di Franco Avolio, nelle intenzioni del direttivo tutto, vuole rappresentare un nuovo impulso al miglioramento del movimento cestistico (storico nella città), con il coinvolgimento, in primo luogo, delle famiglie e di quelle persone che tanto hanno dato , come Lui, alla pallacanestro locale ed alla promozione di questa disciplina.

Due gli imperativi di tutti i componenti il direttivo: inclusione ed entusiasmo, continuando nella scia della valorizzazione delle nuove leve del territorio per rafforzare ancor più proprio il settore giovanile.

Un ringraziamento, durante il particolare incontro, da parte di tutti, è stato manifestato ai tecnici per i risultati conseguiti nell'ultima stagione, sia in campo sportivo che di crescita umana.

Gratitudine sottolineata dall’Assessore Regionale alle Infrastrutture, Roberto Musmanno (membro da anni del direttivo, presente alla riunione), e dal primo cittadino Lo Polito i quali, con gli altri, durante il momento, hanno espresso pure le congratulazioni e gli auguri di buon lavoro al neo dirigente, ancora una volta scelto per ciò che rappresenta come esprimono tra l’altro, con determinazione e risultati, le diverse discipline avviate, guidate, accompagnate e sviluppate dallo stesso negli anni per un amore incondizionato allo sport ed a ciò che rappresenta: occasione di crescita ed espressione di un gusto per la vita.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovilari
(g.br.)

− COMUNICATO STAMPA −

 
Fine settimana [2 fine settimana fa, N.d.R.] ricco di medaglie e podi per l'associazione sportiva dilettantistica CorriCastrovillari. In due distinti contesti di gara gli atleti della società sportiva castrovillarese sono saliti sui gradini del podio confermando la ottima annata sportiva del sodalizio castrovillarese. 
 
Nella gara extraregionale di Nova Siri, in Basilicata, la coppia composta da Antonio Amodeo e Marco Barbuscio (ritornato ad essere convincente sulla lunga distanza) è salita rispettivamente sul secondo e terzo gradino del podio nella gara lucana. Prima di loro solo Giovanni Auciello (Atl. Casone Noceto) che ha chiuso la gara in 31.47 imponendo il suo ritmo e distaccando gli avversari di oltre 3 minuti. Dietro di lui Antonio Amodeo con un ottimo 34.11 e Marco Barbuscio 34.24 che hanno regalato alla CorriCastrovillari due gradini del podio finale. 
 
Nella gara di Vibo Valentia, invece, a portare a casa il terzo posto assoluto è stato Michele Spingola (CorriCastrovillari), che con la sua continuità di risultati si è portato a casa il terzo posto assoluto della seconda edizione della CorriVibomarino, prova regionale Cds Master di corsa su strada, facendo registrare sugli 8 km di percorso, il tempo di 29.05. Primo nella gara sul percorso cittadino di Vibo Balduino Scarfone (Montemiletto Team Runners) con 27.42. Secondo posto per Domenico Tucci (Libertas Atletica Lamezia) con 29.02. La gara di Vibo Marina ha offerto punti preziosi per la società dai piazzamenti di classifica di Zicaro, De Marco, Mancuso, Pugliese, Trave, Froio, Perticaro, Lagani, Zaccaro, Sammarco e Frascino, ed ha fatto registrare il suo esordio in una gara difficile del giovane allievo Marco Falcone.
 
Soddisfatto il presidente della CorriCastrovillari, Gianfranco Milanese, che ha saluto con grande entusiasmo i risultati raggiunti che «confermano il buon momento che la società sta vivendo, puntando alla continuità di risultati ma soprattutto alla costruzione di un gruppo che regala emozioni e sa imporre il suo ritmo su tutti i terreni di gara. Frutto di un lavoro lungo e faticoso che vuole fare dell'atletica il punto di forza del nostro team».
 
Sabato 22 luglio, invece, la società sportiva è stata impegnata a Matera nella gara su pista valida per il Trofeo Moramarco, meeting nazionale che ha avuto la partecipazione di circa 400 atleti provenienti da tutto il Sud Italia. Ottimo il risultato ottenuto da Kristel Santoro nei 50m il quale ha vinto con facilità la sua batteria e si è classificata 6ª assoluta confrontandosi anche con atlete di età maggiore. Buoni i risultati anche degli altri atleti dell'Asd CorriCastrovillari: Emanuele Russo (che si è cimentato nella doppia gara dei 100m e 400m) ha corso quest'ultima in 57.72 facendo registrare un ottimo tempo personale collocandosi al 23° posto assoluto della classifica generale. Nella stessa gara l’allievo Marco Falcone ha chiuso con il tempo di 1.04.57 arrivando 29° assoluto. I cadetti Michael Martire e Luigi Donato invece hanno ben figurato nella gara degli 80m rispettivamente con il tempo di 11.09 (che è valso il 18° assoluto) e 11.29 (21° assoluto). Piazzamenti e tempi che confermano come anche in pista l'Asd CorriCastrovillari esprime ottimi risultati e brillanti promesse dell'atletica. 
 
Vincenzo Alvaro
- giornalista -

− COMUNICATO STAMPA −

Nuova attestazione in città per capacità e risultati conseguiti durante anni di responsabilità.

Prossimamente, nella città di Reggio Calabria, in un’apposita cerimonia predisposta dal Comitato Territoriale, il CONI conferirà la Stella d’Oro al merito sportivo, per l’anno 2016, al castrovillarese Franco Pirrera, da sempre impegnato nello Sport, per la promozione di questo a più livelli e, naturalmente, per le benemerenze acquisite nel settore.

Appena il Sindaco, Domenico Lo Polito, è venuto a sapere dell’onorificenza si è complimentato, precisando che il riconoscimento meritato, per la continua profusione di energie di questi nelle attività atletiche, era una grande soddisfazione anche per la città e l’amministrazione.

Un’ulteriore dato che registra il dirigente dopo la medaglia di bronzo ottenuta nell'anno 2003 e d’ argento nel 2009,a testimonianza di un cammino anche in pieno svolgimento ed accompagnato da passione e dedizione.

“L’oro, poi, arriva a sintesi  - ricorda ancora il primo cittadino- di diversi impegni portati avanti: come Assessore allo sport del Comune di Castrovillari dal 1994 al 1998; presidente, per 25 anni, del Comitato Regionale Calabro della Federazione Pugilistica, dal 1977 al 2002; come Consigliere del Comitato Regionale Calabria della Federazione di Pallacanestro dal 2004 al 2008; Vice Presidente del Comitato Provinciale di Cosenza della F.I.P. dal 2008 al 2012; di presidente, da 15 anni, dell'ASD Amaranto Boxe di Reggio Calabria dal 2003 ad oggi nonché, con lo stesso ruolo, ricoperto da 11 anni del CLUB JUVENTUS di Castrovillari , precisamente dal 2006 ad oggi, e per aver fatto parte dell’organizzazione del Giro d’Italia nel 1995 in seguito al passaggio dei ciclisti in città, nel 1997 per l’arrivo e nel 2017 per la tappa di partenza.”

“Un percorso di tutto rispetto- aggiunge Lo Polito- che sottolinea pure la grande tradizione della città e le capacità dei suoi uomini e donne, che sono tanti, nello spendersi per lo sviluppo dell’attività sportiva la quale da sempre dà una mano a fortificare, in chi la pratica, e non solo, il senso di responsabilità, di solidarietà e capacità di sacrificio, fondamentali per la crescita umana quanto per il miglioramento qualitativo di quella realtà agonistica più seguita e conosciuta.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

− COMUNICATO STAMPA −

Nicola Zaccato, trekker e scalatore calabrese ormai noto per le sue imprese che si sono protratte oltre i confini nazionale, fino alla conquista del “ Tetto d’Europa” il Monte Bianco nel 2015, tenta oggi un’impresa che lo vedrà protagonista oltre i confini della stessa Europa e che lo vedrà così spingersi alla conquista del Monte Elbrus, facente parte della catena del Caucaso in Russia.

Di Nicola Zaccato ricordiamo le molteplici imprese pioneristiche all’interno del Parco Nazionale del Pollino, parco più grande d’Italia. Ricordiamo tra queste la scalata di 10 vette del Pollino in 24 ore ( tempo record ) cinque delle quali sopra i 2000 mt.

Il famoso Trekking dei due Mari, ricordato anche come “Calabria coast to coast” partito dal Mar Tirreno e terminato nelle spiagge del Mar Ionio, attraversando il Parco Nazionale del Pollino e con la conquista di ben 35 vette al suo interno. Durata del trekking 16 giorni. L’impresa fu realizzata nel 2012 riscuotendo curiosità a livello nazionale. Ancora, nel biennio tra il 2012 ed il 2014 lo stesso è salito su ben 100 vette del parco Nazionale del Pollino, dalle più basse e più difficili da attraversare alle più alte. Ciò che ha fatto allargare lo sguardo allo sportivo estendendo la sua attività portandola oltre i confini nazionali prima, ed oltre i confini europei oggi, è stato l’incontro nel 2009 con l’alpinista di fama mondiale kazako Denis Urubko. Il famoso alpinista si presentò direttamente all’abitazione di Nicola Zaccato, presentandosi e chiedendo informazioni sulla catena del Pollino, senza parlare delle sue imprese di fama mondiale. Ciò che accomuna i due sportivi è sicuramente non solo l’amore per lo sport ma anche e soprattutto una grande umiltà che vede la loro collaborazione volta ad incrementare la loro amicizia, ormai consolidata, ed il puro amore per lo sport e per i ghiacciai perenni. Nicola Zaccato in questi anni ha portato lo scalatore kazako e la sua stretta cerchia di collaboratori, tra cui alpinisti di nazionalità russa, kazaka e polacca sulla catena del Pollino. Ha guidato con loro una spedizione sull’Etna ed in più insieme si sono dedicati alla conquista di altre catene appenniniche italiane. Nel 2015 i due partono alla conquista del Monte Bianco, il monte più alto d’Europa, 4810 m.slm. L’impresa è stata realizzata senza la presenza di bombole d’ossigeno ed è durata 4 giorni tenendo conto degli sbalzi di pressione e della mancanza d’ossigeno. La conquista del Monte Bianco è iniziata dal versante francese per poi giungere fino al versante italiano. L’impresa è stata oggetto di un progetto C.O.N.I ministeriale che ha visto negli istituti comprensivi della capitale l’analisi di questa e più imprese realizzate dai due alpinisti. Nel 2016 i due sportivi sono partiti alla conquista di Pizzo Coca, la vetta più alta delle Alpi Orobie, 3052 m. slm. Il 2017 vede i due alpinisti impegnati in quella che è la più importante spedizione che li vede insieme: la scalata del Monte Elbrus, 5642 m. slm.

Il monte Elbrus  è la vetta più alta della catena del Caucaso e della Russia . Talvolta il confine europeo sud-orientale viene posto lungo la linea spartiacque della catena del Caucaso. Il Monte Bianco viene superato in altezza dal Monte Elbrus e da altre montagne della catena del Caucaso; resta la montagna più alta dell'intera Europa e pertanto una delle Seven Summits del Pianeta; due cime quasi uguali per altezza: la cima orientale è alta 5.621 m, quella occidentale (la più elevata) 5.642 m s.l.m. Questa l’unicità di questa vetta in tutto il mondo. Il monte Elbrus fa parte della lista delle Sette meraviglie della Russia. L’ Elbrus è coperto da nevi eterne, che alimentano numerosi ghiacciai. Questa la morfologia di questa catena. Grazie alla popolarità degli sport estremi, alla crescita del numero di alpinisti è stata resa possibile la rinascita delle tradizioni di seri eventi sportivi degli anni passati.

Da molti anni il monte Elbrus è meta di sportivi ed atleti di molte nazionalità, la sua conformazione morfologica permette anche la pratica di sport estremi; in particolare nel 2006 organizzando la El’brus race i migliori atleti delle ex repubbliche sovietiche si sono confrontati su un nuovo tracciato che prevedeva un’ascensione di 3.000 metri, il vincitore di questa competizione è stato l’alpinista KazaKo Denis Urubko con l’eccezionale tempo di 3 ore 55 min. 58 s. Nel 2006 hanno partecipato alla l’ELBRUS RACE i migliori atleti: Denis Urubko (Kazakhstan), Sergej Selverstov (Kirgistan), Alexander Kerimov (Kirgizistan), Sergej Surmonin (Russia). Per la prima volta gli sportivi hanno gareggiato sul tracciato con un dislivello di oltre 3000 metri – dalla falda El'brus Azau 2400 m, fino la cima occidentale 5642 m. Il vincitore è stato l'alpinista kazako Denis Urubko con il tempo eccezionale di tre ore 55 min 58 s, record del mondo assoluto. Ad oggi l’ELBRUS potrà vantare di avere tra i suoi alpinisti anche un italiano, nello specifico un alpinista calabrese, regione conosciuta soprattutto per le sue coste ma non per le sue vette.

L’impresa che si intende attuare è quella dell’ascensione della montagna in combinata tra due alpinisti di chiara fama, il già citato Denis Urubko e l’italiano Nicola Zaccato.

Al di la del notevole valore sportivo dell’impresa, la stessa assume grande valore simbolico:

 la combinata di un alpinista italiano e di un russo di nazionalità KazaKa,

 scalare la vetta più alta della catena caucasica, che è il confine naturale del continente europeo,

Sono situazioni che assumono connotazioni di grande amicizia tra i popoli e di integrazione europea. Tecnicamente l’impresa si snoda su 14 giorni, dal 9 al 22 luglio, tra viaggi ed ascensione. Si arriva nella città di Terskol, centro base di raccolta, ci si trasferisce ad Azau, centro base per l’ascensione, si raggiunge la vetta del Monte Elbrus, si fa ritorno.

La preparazione atletica di Nicola Zaccato in questi anni, passando da un’impresa all’altra, non si è mai interrotta. Passando per uno studio continuo dei percorsi e dei territori attraversati. I preparativi per la spedizione, pensati nei minimi dettagli, dalle pratiche per il passaporto, al visto, all’ assicurazione, ai vari costi per l’attrezzatura adeguata alla quota e a tutto il resto, sono stati affrontati in maniera autonoma dallo stesso.

Da Fimicino scalo ad Instambul per poi arrivare all’aeroporto di Mineralnye Vody per poi proseguire con 4 ore di viaggio verso Terskol per poi arrivare a Azau a 2500 m. di quota per incominciare la scalata !!! La data di partenza è giorno 9 luglio 2017 per fare rientro il 22 luglio 2017 – 14 giorni !!!

Nicola Zaccato è anche Presidente dell’associazione Identità Territoriale nata nel 2013. L’associazione è nata con lo scopo della promozione e dell’identità di un territorio coincidente con il Parco Nazionale del Pollino partendo dalla valorizzazione degli usi, i costumi, la cultura, le bellezze architettoniche e le bellezze naturali all’interno di questo vasto territorio. I primi passi mossi sono stati quelli della valorizzazione delle bellezze naturali del Pollino grazie anche alla grande conoscenza

dello stesso da parte del presidente. Da sportivo, Nicola Zaccato è partito alla volta della valorizzazione delle bellezze naturali attraverso l’organizzazione di escursioni, trekking montani, arrampicate ed ascese alle vette più alte della Catena del Dolcedorme. Accanto all’ organizzazione di eventi sportivi si è dato vita ad una serie di convegni promozionali, alla diffusione e conoscenza del patrimonio naturalistico presente sul Pollino. Dal 2015 l’associazione è impegnata sul versante sportivo per far conoscere il Parco Nazionale del Pollino anche fuori dai confini regionali, degno di attenzione è stata l’organizzazione dell’ evento: “Himalaya-Pollino due esperienze a confronto” nel 2015, con ascesa del Monte Pollino oltre che da alpinisti italiani guidati da Nicola Zaccato, anche da 10 alpinisti internazionali guidati da Dennis Urubko, un evento durato 3 giorni comprendente anche con una arrampicata alle Falesie di Frascineto, conclusosi con un convegno dove si sono confrontate le esperienze dei presenti. Il ritorno in patria di Nicola Zaccato, che speriamo lo vedrà tornare ancora una volta vincitore, vedrà l’organizzazione di eventi promozionali e documentari descrittivi dell’impresa su tutto il territorio nazionale e calabrese.

Non ci resta che fare il tifo e mandare l’in bocca al lupo a Nicola Zaccato aspettando il suo rientro!!!

Informazioni su Nicola Zaccato e Denis Urubko.

CHI E’ NICOLA ZACCATO

Nicola Zaccato, nasce a Morano Calabro ( Provincia di Cosenza ) l'antica MURANUM, centro ricco di opere d'arte, di storia e civiltà al quale è stato conferito il riconoscimento della Bandiera Arancione come uno dei borghi più belli d'Italia La prima vera escursione di Nicola, avviene all'età di soli 8 anni, per raggiungere insieme alla sua famiglia, il Santuario della Madonna del Pollino, un pellegrinaggio solito ,che veniva fatto a piedi e che attraversava tutto il massiccio Calabro- Lucano , attraversando altipiani e immense distese di faggi, di abete bianco e colonie di pini loricati.

Conseguentemente, Nicola, ha cominciato a leggere, a documentarsi, a studiare tutto ciò che sulla montagna e sul territorio c'era da sapere fino diventare una GUIDA AMBIENTALE ESCURSIONISTICA . Ricorda, con grande soddisfazione, la sua presenza al "CAMMINO ITALIA " nel 1999, camminando insieme al Corpo degli Alpini e per lui è stata un'esperienza bellissima. 

Nel 2004 "l'ANNO DELLA SVOLTA" , in occasione del "CINQUANTENARIO DELLA CONQUISTA DEL K2", per ricordare ed onorare questo avvenimento, ha "CONQUISTATO IN UNA SOLA GIORNATA LE 5 VETTE DEL POLLINO"; Serra del Prete 2181 mt, Monte Pollino 2248 mt, Serra del Dolcedorme 2267 mt, Serra delle Ciavole 2127 mt ed infine, Serra di Crispo 2053 mt . partenza ore ore 5,50 arrivo ore 16,30.

Nel 2005, Nicola conquista le"8 VETTE DEL POLLINO IN UNA SOLA GIORNATA"; di cui 5 che superano i 2000 mt, già conquistate nel 2004 , piu' Timpone Viggianello 1779 mt, Coppola di Paola 1919 mt e Timpone della Capanna 1823 mt. Studiando attentamente nuovi percorsi da seguire per ottimizzare i tempi .

Partenza ore 4,45 arrivo 18,40.

Nel 2007 realizza un'impresa senza precedenti : "SCALARE LE 10 VETTE DEL POLLINO IN UNA GIORNATA".

nel preparare quella che è stata definita "LA GRANDE IMPRESA" ha impiegato circa due anni, nello studio dei percorsi per trovare le alternative giuste ed i collegamenti tra una vetta e l'altra in modo da ottimizzare i tempi di percorrenza.

Si è dedicato alla preparazione fisico-sportiva curando l'alimentazione in funzione di quella giornata . Nicola, è stato accompagnato nell'impresa da un amico d'infanzia , Pasquale Schifino, che lo ha seguito nell'intero percorso delle 10 vette.

Dopo due anni dall’ultima impresa, “ 10 vette del Pollino in una giornata”, domenica 28 giugno 2009 Nicola Zaccato conquista l’Orsomarso . Porta a compimento la conquista di “ 7 vette dell’Orsomarso in una giornata.

L'mpresa più romantica e coinvolgente, Nicola Zaccato la realizza nel giugno del 2011. Il progetto "Trakking dei due mari", il primo progetto di questo genere mai portato a termine nel Parco del Pollino, si rivela un successo. 12 giorni di traversata del Parco, partendo dalla spiaggia di Belvedere Marittimo ed arrivando sulla spiaggia di Villapiana Lido.

Nel 2012 Nicola Zaccato si cimenta con una tipologia di impresa nuova e mai tentata prima d’ora e ci regala il “ Trekking dei due Mari e 35 vette “. Questo trekking era stato definito dagli esperti del settore come “impossibile “ per la lunghezza del percorso, più di 300 Km e la durata del tempo di percorrenza,16 giorni. In più ciò che spaventava gli esperti, era il dislivello calcolato per l’intero percorso; 37674 m.

L’organizzazione dell’intera impresa, più la fase organizzativa che comprendeva la logistica di supporto, le vette da scalare che erano 35 vette, di cui 5 che superano i 2000 m. all’interno del Parco Nazionale del Pollino.

CHI E’DENNIS URUBKO

Denis Urubko (Nevinnomyssk, 29 luglio 1973) è un alpinista russo. Nel 2009 è divenuto il quindicesimo uomo ad aver salito tutti i quattordici ottomila ed il nono ad averli scalati senza ossigeno. Ha inoltre realizzato la prima salita invernale di due ottomila, il Makalu e il Gasherbrum II, ha anche aperto tre nuove vie su tre diversi ottomila.

Dopo essersi appassionato da giovane al teatro e alla recitazione nel 1993 a vent'anni si trasferisce in Kazakhistan per poter essere arruolato nel gruppo sportivo militare; con grande fatica e sforzi economici riesce a farsi arruolare e a dedicarsi a tempo pieno all'alpinismo, mostrando subito delle doti atletiche e tecniche fuori dal normale.

Nel 1999 viene contattato da Simone Moro e Mario Curnis per compiere la salita dei cinque settemila della Russia, impresa che Urubko riesce a completare in 42 giorni. È sempre Simone Moro che lo introduce alla scalata sulle Alpi prima e poi in Himalaya con la salita dell'Everest nel 2000 che effettuano assieme. Da quel momento Urubko inizia un periodo di intense spedizioni in Himalaya che lo portano a salire tre ottomila nel 2001, due nel 2002 e altri due nel 2003. In queste ascensioni non si limita alle vie normali ma sale anche per nuove vie, in prima invernale (Makalu), o in stile alpino. Nel 2009 completa la salita dei quattordici ottomila senza ossigeno con l'apertura di una nuova via sulla parete sud-est del Cho Oyu con Boris Dedeshko, ascensione che gli è valsa il premio Piolet d'Or, Il completamento dell'impresa dei quattordici ottomila non diminuisce il suo interesse per l'Himalaya come talvolta avviene agli alpinisti che realizzano questo record. Nel 2010 apre in solitaria una variante dal Colle Sud sul Lhotse e nel 2011 realizza la prima salita invernale del Gasherbrum II.

Urubko è divenuto luogotenente nel gruppo sportivo dell'esercito kazako, in cui svolge le mansioni di istruttore di alpinismo. Inoltre scrive articoli, libri e tiene delle conferenze sulle sue spedizioni.

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