Sport

Sport (288)

E’ con particolare soddisfazione che apprendo che il calcio castrovillarese entra nell’orbita del Chievo  Verona, grazie all’accordo siglato dalla Società scaligera e la Scuola Calcio Scicchitano-  Cesarini.

L’iniziativa affilia la Società castrovillarese  al progetto “Chievoschool”, ribadendo la valenza delle capacità sportive endogene del Pollino portate avanti con passione ed in più iniziative  da Giovanni Franco, Franco Donato e Cristofaro Le Pere per una crescita  del gioco del calcio  nel settore giovanile.

Una preoccupazione importante e finalizzata solo ad educare ragazzi che hanno a cuore il “calcio”.

In attesa che il programma venga presentato ufficialmente nel capoluogo del Pollino da parte delle due Società non possiamo che sottolineare la portata dell’opportunità che accade  la quale significa arricchimento del bagaglio atletico –educativo dei giovanissimi.

Un fatto che afferma ancora una volta che lo sport a Castrovillari è sempre più sinonimo di risultati,  amore e dedizione, nonché profusione di un lavoro appassionato che ci contraddistingue  da decenni.

Elementi che ribadiscono , tra l’altro, l’importanza storica e sempre attuale dello sport,  non solo per la crescita atletica ed umana delle persone, ma soprattutto per ciò che offrono queste discipline e queste Società per l’intero Territorio.

Oggi questo riconoscimento lo dobbiamo all’impegno della Società Scicchitano - Cesarini  per conto dell’Amministrazione comunale e della Città, precisando cosa vuol dire, per chi  sceglie di lavorare per lo sviluppo  dello sport promozionale, adoperarsi per il miglioramento qualitativo di quella realtà  agonistica ad alto livello che più è seguita e  conosciuta.

Il Vice Sindaco ed Assessore allo Sport

 Carlo Sangineti

 

 

Giovedì, 14 Febbraio 2013 09:53

6° tappa del Trekking “Due Mari e 35 vette”

Scritto da

Mercoledì, 20 Giugno2012.

Da Campo di Annibale  a rifugio Piano di Lanzo . Lunghezza 19 Km .                                                                                           

Tempo di percorrenza  9 ore e 40 minuti .                                                   

Dislivello : 1113  m. in salita  ;1344 m.. in discesa .                                

Rifornimento idrico:Piano di Lanzo .

Le vette da scalare in questa tappa : Monte la Mula , Serra Paratizzi , Cozzo di Valla Scura , La Calvia , Cozzo del Pellegrino e Cozzo del Mangano.

Difficoltà EE

 La mattina di Mercoledì 20  giugno dopo un’abbondante colazione e dopo preparato i panini,  con ciò che era avanzato la sera prima,raccolti   i sacchi a pelo e le tende,ci incamminiamo verso la  Mula.

Il primo tratto ripido, senza sentiero. Qui abbiamo azzardato un taglio del percorso per incrociare la orrida strada sterrata che porta in vetta alla  Mula, 1935 m.  slm ,12° vetta. Dalla cima,  un panorama a 360° ed  il nostro sguardo andava già  in direzione delle nostre prossime vette,  allineate di fronte a noi; Serra Paratizzi , Cozzo di Valle Scura , la Calvia. Più lontano, si intravedeva  il Cozzo del Pellegrino, con 1986 m. slm che  è la vetta  più alta dell’Orsomarso.

 Ripreso il fiato, ci siamo diretti verso il Piano di Zazzera,  per poi salire  a Serra Paratizzi 1795 m.  slm, 13° vetta . Qui ci cimentiamo in repentini sali e scendi. Questo tratto è particolarmente difficoltoso per la sua vegetazione di faggi molto rigogliosa. Il sentiero è del tutto inesistente e quindi è molto difficile orientarsi, anche perché non si  hanno nessun tipo di visibilità e riferimento .

 Ad un certo punto, proprio sul sentiero, troviamo una  traccia della presenza del  lupo; i suoi escrementi con il pelo di cinghiale.  Subito  dopo troviamo un  inghiottitoio. Da qui, percorso l’ultimo tratto di salita siamo arrivati in vetta a Cozzo di Valle Scura 1824 m.  slm, 14° vetta.  Anche questa vetta, così come la precedente, è invasa dalla vegetazione, tanto che  per vedere il panorama ed  il rifugio Piano di Lanzo,mi sono dovuto arrampicare su di un faggio!!

Abbiamo percorso una  ripida discesa in mezzo alla vegetazione per arrivare alla Cresta . Una breve pausa per riprendere le forze per poi imboccare il sentiero in salita, molto ripido, proseguendo prima sotto i faggi e dopo allo scoperto. Questo tratto ha messo a dura prova la nostra resistenza fisica; l’ultimo tratta allo scoperto e sotto il sole e stato molto duro,  eravamo al  6° giorno di trekking e  la stanchezza si faceva sentire!

Antonio era allo stremo delle forze!

Finalmente siamo arrivati sulla  Calvia 1910 m. slm, 15° vetta e con  un ultimo  sforzo, ci siamo ritrovati  finalmente in vetta al Cozzo del Pellegrino, 1986 m. slm, la 16° vetta.

Dopo aver sostato sulla vetta più alta dell’Orsomarso e goduto del panorama, siamo scesi a Valle Lupa, abbiamo proseguito per la strada sterrata e, dopo  una salita, siamo  arrivati a Cozzo del Mangano 1699  m.  slm, 17° vetta. Ripreso il cammino, siamo arrivati  a Piano di Lanzo, nostro punto di arrivo. Giunti  al rifugio, grandi la  soddisfazione e l’orgoglio!  Si conclude così  ufficialmente  la nostra 6°  tappa del trekking “Due mari e 35 vette” .

Una volta al rifugio, stranamente alla fontana mancava l’acqua. Ad accoglierci al rifugio,l’Amministrazione del paese di San Donato di Ninea.

Con loro, abbiamo raggiunto il paese dove abbiamo trovato accoglienza ed ospitalità! Un ringraziamento all’Amministrazione Comunale di San Donato!

 

                                                                                    ©  Nicola Zaccato

 

Mercoledì, 13 Febbraio 2013 09:19

5° tappa del Trekking “Due Mari e 35 vette"

Scritto da

Martedì,  19 Giugno 2012.

Dal Santuario della  Madonna del Pettoruto al Campo.

Passando per la vetta di Cozzo Faizzato ,Serra Scodellaro,Monte Alto e la Muletta .   

Lunghezza  22 km .                                                                                            

Tempo di percorrenza 10  ore e 30 minuti.                                                    

Dislivello : 1920 m. in salita ,908 m.. in discesa.                                               

Rifornimento idrico: Casiglia .

Difficoltà  EE.

 La quinta  tappa del Trekking dei “Due Mari e 35 vette” parte dal Santuario della Madonna del Pettoruto e si conclude al Campo, un altipiano a 1560 m. slm  che si trova fra la Mula e la Muletta . Il percorso è  molto impegnativo dato il dislivello da colmare e le vette da scalare.

 La mattina di Martedì 19  Giugno la  sveglia è suonata  alle ore 5 proprio  per cominciare la prima parte del percorso con il fresco mattutino.

Dopo un’abbondante  colazione,  io e Antonio e Pietro ,miei accompagnatori per questa tappa, abbiamo cominciato la nostra marcia in direzione dell’abitato di San Sosti.  Arrivati  alla  statua di San Pio, abbiamo imboccato la strada  che porta al Castello della Rocca per poi proseguire sul sentiero. In questo tratto si cammina immersi nella  macchia mediterranea , attraversando  un bosco di lecci e  passando sotto la famosa roccia , che  vista  dal Santuario,  ci regala l’immagine  della Madonna.

 Proseguendo lungo il percorso incontriamo una  salita  dura e faticosa, dove  si arriva in prossimità della Guglia di Due Dita . Si giunge così a Casiglia,  quota 1000 m. slm  , dove troviamo un bel  pianoro  con delle fontane e delle casette ed  un rifugio in legno purtroppo in uno stato di incuria e di abbandono.

Dopo aver goduto del paesaggio ed aver fatto una breve sosta , dove ci siamo  rifocillati e fatto il carico d’acqua alle fresche  fontane,  abbiamo ripreso il nostro cammino. Il percorso intrapreso, caratterizzato da una dura salita,  passa  per un bosco di querce. Siamo poi  risaliti  verso il vallone della Zoppatura..

 Sul nostro cammino, con grande stupore,  un branco di cinghiali e in mezzo a loro dei maiali selvatici,  frutto di qualche incrocio.

Proseguendo giungiamo all’altipiano soprannominato il Campo con  mucche al pascolo e cavalli allo stato brado.

 Dinnanzi a noi, si ergono  maestosi la Mula , la Muletta,  Montea  ed  il monte Alto.

Ad attenderci al Campo,  gli amici della Protezione Civile GIZA di Sant’Agata d’Esaro, che ci hanno fornito un’importante assistenza logistica. Giunta  ormai l’ora del pranzo,  insieme,  ci siamo concessi un momento di relax e di buona compagnia, accompagnato da  un buon pranzo caratterizzato da prodotti tipici buonissimi.                            

Subito dopo, abbiamo ripreso la nostra marcia e cominciato la scalata e la conquista delle vette.                                                                            

Attraversato il piano del Campo, incominciamo a salire ed arriviamo sul Cozzo Faizzati 1676 m.  slm  8° vetta di questo trekking.  Dalla  vetta, un incantevole panorama e di fronte a noi,la Montea ed  il Monte Alto con sullo sfondo,la Mula e la Muletta e le altre vette.                                

Ripresa la marcia, abbiamo proseguito per  Serra Scodellaro 1586 m. slm, nostra  9° vetta. Una volta  riscesi al Campo ci siamo diretti verso il Piano dei Sette Frati per poi salire sul Monte Alto 1761 m.  slm, 10° vetta.  Questa vetta, rispetto alle altre già conquistate,  è invasa dalla vegetazione, quindi con scarsa visibilità ed un panorama meno vasto.   Lasciata la 10° vetta, abbiamo ripreso il cammino  di nuovo verso il Campo; una breve sosta e poi abbiamo ripreso la salita. In questo  tratto si è  camminato prima in mezzo ai faggi e poi, per un lungo tratto,allo scoperto, fino ad arrivare sulla Muletta a 1717m.  slm,  nostra 11° vetta . Una volta in cima, è stato bello e naturale affacciarsi e vedere, sul versante opposto, il Santuario,  nostro punto di partenza.                            

Lo sguardo si è poi spostato in basso, dove abbiamo potuto vedere il pianoro di Casiglia e Policastrello, frazione del Comune di San Donato di Ninea (CS). Un inebriante  panorama a 360°!

Lasciata la nostra 11° vetta, siamo, ancora una volta in questa lunga giornata di trekking,riscesi  al Campo; un sali e scendi continuo!                

Si concludeva così ufficialmente la 5° tappa del trekking “Due mari e 35  vette” !!!!! Ad attenderci al Campo , gli amici Pino Crusca  e Antonio Piras, venuti per dormire con noi e  per fare insieme la tappa del giorno dopo.   Montate le tende  sotto il cielo stellato ,siamo riusciti a riposarci e a rilassarci godendo di un clima di serenità.  Dopo cena, allietati  dal  concerto delle mucche che pascolavano nel piano, ci siamo affidati a  Morfeo!                                                             

©  Nicola Zaccato

Martedì, 12 Febbraio 2013 09:31

4° tappa del Trekking “Due Mari e 35 vette”

Scritto da

Lunedì ,  18  Giugno 2012                                                                                       

Da Sant’Agata d’Esaro  alla  Madonna del Pettoruto. Lunghezza  15 Km                                                                                         

Tempo  di percorrenza  7 ore e 50 minuti                                                 

Dislivello : 959 m. in salita , 934 m.. in discesa                                    

Rifornimento idrico: fontana Cornea 

Difficoltà E

 La notte è  trascorsa tranquilla ospiti negli alloggi comunali  di Sant’Agata d’Esaro.  Dopo un’ abbondante colazione, il nostro amico Santino ci accompagna alla Fontana Cornea .                  

A  percorrere la quarta tappa di questo trekking, siamo in tre; Io, Antonio e Pietro. Fatto il carico d’acqua, necessario per l’intero percorso, in quando lungo il tragitto non avremmo trovato altre sorgenti, siamo partiti.

Il tempo è bello, abbiamo imboccato un sentiero evidenziato da  delle staccionate, camminando per una faggeta. Percorso nella fase iniziale  pianeggiante, in salita nel seguito. Sul sentiero abbiamo trovato molti alberi sradicati a causa del terreno franoso,ma se pur con molte difficoltà, siamo riusciti ad arginare la loro presenza. Proseguendo, arriviamo alla “Tavola dei Briganti”, posto molto suggestivo. Arriviamo poi alla  “Pietra Portusata”e qui, si comincia la discesa passando per alcuni Pini Loricati. La nostra discesa termina a “Campiello”, un piano molto fertile, dove gli abitanti di San Sosti, coltivano gli ortaggi. Lasciato il piano di Campicello, proseguiamo il nostro cammino per una salita che ci conduce ad un belvedere che ci regala una vista strepitosa,davanti a noi la Montea . D’innanzi a questa strepitosa veduta, abbiamo fatto una sosta per consumare i nostri panini discutendo del percorso fatto e di quello che c’era ancora da fare.

Di nuovo in marcia, abbiamo imboccato una sterrata in discesa  che porta all’incrocio che và verso “Fravitta”( frazione del Comune di San Sosti) .

Seguendo il sentiero, in mezzo ad una colonia di Pino Nero, dopo l’ultimo tratto in salita, siamo arrivati ad “Artemisia”apogeo di antichi ruderi di civiltà antiche.

 Da questo punto si scorge il Santuario della “Madonna del Pettoruto”, nostra meta, con lo sguardo verso la vallata del fiume Rosa. Da qui si intravedono anche i cosiddetti  “Dirupi  dell’Angioletto” e la Muletta . Abbiamo proseguito il nostro cammino per un sentiero in discesa, con uno scenario indescrivibile, che porta dritto al Santuario della Madonna del Pettoruto. Il Santuario si presenta maestoso circondato dalle montagne da cui si scorge la  Muletta, dove sotto scorre il Fiume Rosa  con le sue gole. Immersa in questo panorama, una bella struttura ricettiva, “ La Locanda del Pellegrino”. Peccato una struttura che sorge in un posto così favoloso, sia poco sfruttata sia a livello turistico che escursionistico. Spero con questa mia impresa  possa valorizzare questi posti così poco conosciuti.

Arrivati al Santuario, ad accoglierci, gli amici di San Sosti, Vincenzo Maratea  e Giuseppe Sirimarco, più la famiglia di Antonio.  

Dopo aver fatto visita alla Madonna ; la nostra 4° tappa del trekking “Due mari e 35 vette” è stata portata a termine !!!

La serata è trascorsa con una ottima cena alla quale si sono aggiunti molti amici e simpatizzanti.  A tavola, argomento di discussione, il trekking in corso e la promozione del territorio ad esso legato, per la nascita di un turismo montano come fonte di reddito .

 

                                                                   © Nicola   Zaccato

Giovedì, 07 Febbraio 2013 21:49

3° tappa del trekking “Due mari e 35 vette”

Scritto da

Domenica  17  Giugno 2012.

Dal rifugio Belvedere a fontana Cornea.  Lunghezza km 16

Tempo di percorrenza 8 ore ; passando per la vetta del Monte Faghitello e Montea .              

Dislivello : 894 m. in salita, 1742 m.  in discesa.

Difficoltà EE.      

Rifornimento idrico: fontana Cornea.

Si parte dal Rifugio Belvedere , arrivando alla  Chiesetta della Santa Croce. Dopo aver recitato le nostre preghiere, ci siamo rimessi in cammino. Non lontano, proseguendo per il sentiero, abbiamo incontrato un Pino Loricato tra i più grandi e longevi  che si trovano in questa zona. Arrivati al Passo della Melara, dove si trovano i resti della teleferica dalla Rueping, servita negli anni ‘60 per il disboscamento, abbiamo fatto una sosta. Abbiamo poi proseguito per il sentiero ,passando in mezzo ai pini loricati fino ad arrivare sulla vetta del Monte Faghitello, 1432 m. slm 6°,vetta di questo trekking. Dal Faghitello, un bel panorama, alle spalle le vette già conquistate e di fronte a noi, imperiosa, la Montea la prossima vetta. Lasciato questo stupendo panorama, abbiamo cominciato una ripida salita che ci a portato in vetta passando per una faggeta e per dei pini loricati . La giornata era molto calda ed abbiamo percorso molti tratti di questa tappa allo scoperto. Dopo questa estenuante salita, eccoci giunti sulla cima di Montea, a 1825 m. slm, 7° vetta di questo trekking. Da qui, lo sguardo si dirigeva verso il Monte Alto, la Mula e la Muletta dove saremmo arrivati  fra due giorni. Riscesi di nuovo per il sentiero, ci siamo diretti verso fontana Cornea, nostro punto di arrivo. Da qui, abbiamo percorso un sentiero poco battuto, arrivando in quella che viene definita “la vera” Fontana Cornea. Proseguendo, siamo arrivati alle “Vasche”, degli abbeveratoi per gli animali, che più di qualcuno confonde, per poca conoscenza, come Fontana Cornea. In questo punto, si concludeva ufficialmente la 3° tappa del trekking “Due mari e 35 vette”!  Ad attendere il nostro arrivo alle Vasche, il “Gruppo 4x4” fuoristrada di Sant’Agata d’Esaro, che ci hanno accompagnato in Paese.  Una volta arrivati in paese, una calorosa accoglienza da parte dell’amministrazione Comunale, dove il Sindaco, ci ha dato il benvenuto. In più, il gruppo della Croce Rossa Italiana della Misericordia, ha preparato degli striscioni in occasione dell’evento ed un ricco buffet con delle buonissime torte. Presenti al nostro arrivo,amici e simpatizzanti, il  gruppo di Protezione Civile Giza e la popolazione che ha partecipato con stupore, curiosità ed interesse. Le domande più frequenti da parte dei convenuti erano di cosa mettesse in moto tutta questa carovana e una fatica del genere. Rispondevo, semplicemente, l’amore per questi luoghi incantati e la passione per lo sport. A San’Agata un bel ricordo di socializzazione ed aggregazione. La giornata si concludeva con una cena offerta dal Comune, dove la famiglia Ierardi , soprannominata “ i Falchi”, ha voluto renderci omaggio con prodotti caseari di loro produzione ed una ricotta affumicata buonissima. Questa è stata una bella giornata di trekking, dove si è vista la partecipazione di molte persone. Abbiamo potuto ammirare paesaggi a dir poco spettacolari,  ma quello che più mi ha stupito, sono state l’accoglienza e l’ospitalità trovate a Sant’Agata d’Esaro. Grazie !!!!

©  Nicola Zaccato

Martedì, 05 Febbraio 2013 19:43

2° tappa del Trekking Due Mari e 35 Vette

Scritto da

Sabato   16  Giugno 2012.                                                                                        

Da Trifari al Rifugio Belvedere - Lunghezza  17 Km.

Tempo di percorrenza 10  ore e 30  minuti

Le  vette da scalare in questa tappa: La Castelluccia , il Cannitello , Serra la Croce, il Petricelle e Monte la Caccia.  

Dislivello:1786 m. in salita e  1555 m. in discesa

Rifornimento idrico: A Trifari. 

Difficoltà EE .

Partenza da  Trifari con breve sosta alla fontana del serbatoio idrico  per fare rifornimento . Si prosegue   supportati dai bastoncini da trekking offerti dallo sponsor ufficiale ; la Gabel. La seconda tappa comincia con una ripida salita,la giornata è stupenda ed i partecipanti alla tappa sono numerosi. Il sentiero intrapreso si snoda alle pendici di Monte la Caccia e man mano che si sale di quota, lo sguardo verso Capo Tirone, nostro punto di partenza, il paesaggio con la costa Tirrenica, è fantastico. Dopo circa 45 minuti di cammino, arriviamo alle Porticelle, sul sentiero la presenza di una icone rappresentante l’immagine di Gesù Cristo,  posizionata su di una roccia. Si prosegue con estrema fatica camminando nelle ghiaia, su di un sentiero eroso che rende difficile la salita ma la nostra vista, comincia ad appagarsi allo scorgersi dei primi Pini Loricati di Monte la Caccia e Cannitello, che possiamo ammirare d’innanzi a noi. Giungiamo finalmente al Rifugio Belvedere, 1300 m. slm. Ad accoglierci l’associazione “ Amici della Montagna” di Belvedere Marittimo e di Sant’Agata d’Esaro. Breve sosta in loro compagnia e si riparte alla conquista della 1° vetta di questo trekking; la Castelluccia. Percorriamo un sentiero immerso tra  Pini Loricati e faggi e dopo aver fatto sali e scendi siamo arrivati sulla 1° vetta la Castelluccia 1295 m. slm. Una volta in vetta, la magnifica vista del panorama con la costa Tirrenica sotto di noi.  Riprendiamo il cammino tornando indietro per lo stesso percorso. Troviamo un punto unico da dove è possibile vedere i Due Mari ; il Mar Tirreno ed il Mar Jonio!!! Proseguendo, facciamo una deviazione per arrivare sul Monte Cannitello a 1464 m. slm, la 2° vetta  proseguiamo in direzione del rifugio Belvedere ; una deviazione per salire sulla vetta di Serra la Croce a  1420,  3° vetta.

Dopo queste conquiste, ci avviamo verso il rifugio per fare una pausa pranzo e dopo una  breve siesta, si riparte per raggiungere Monte Petricelle.Una breve sosta alla chiesetta vicino al rifugio. Proseguiamo per il sentiero e incontriamo un pino coricato maestoso ;salendo per le Conserve, un canalone molto ripido che sbuca su di un’ampia sella. Abbiamo così colmato un dislivello in salita di oltre 400 m; continuando a salire siamo arrivando in vetta al Monte Petricelle 1758 m. slm, 4° vetta...

Riscesi alla sella, abbiamo proseguito per una salita che attraversa una faggeta ed una volta giunti sulla cresta, abbiamo goduto della vista del panorama caratterizzato da irti  strapiombi con qualche loricato abbarbicato sulle parete . Continuando a camminare per il crinale, siamo finalmente   arrivati in vetta a Monte la Caccia 1744 m. slm ,  5° vetta di questa giornata!!! 

Da sfondo a queste fatiche, il tramonto con il sole che scompariva all’orizzonte sul mar Tirreno !!! La giornata è trascorsa mantenendosi limpida, regalandoci un meraviglioso paesaggio, unico punto di forza capace di appagare la nostra stanchezza .

Intrapresa una ripida discesa che ci riportava al rifugio Belvedere, dopo questa lunga giornata siamo arrivati praticamente al buio. Ad attendere il nostro arrivo, alcuni amici che hanno preparato un’ottima cena, in compagnia del caminetto e di un buon bicchiere di vino abbiamo trascorso una bella serata e abbiamo discusso di questa magnifica giornata . Con questo sfondo, si concludeva ufficialmente la 2° tappa del trekking “Due mari e 35 vette”!!! Ad attenderci per la notte le brande del rifugio Belvedere dove si è dormito bene.

©  Nicola Zaccato

 

Pagina 29 di 29
Tuesday the 23rd. Castrovillari in Rete

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.