Varie

Varie (1609)

Lordinario diocesano della Diocesi di CASSANO ALLIONIO, SER mon. Francesco SAVINO, ha inteso scrivere una lettera aperta indirizzata a tutti i giovani presenti nel territorio sottoposto alla sua pastorale, dal titolo “Cari Giovani, il Vescovo scrive ai giovani della diocesi”.

Di seguito, il testo della missiva, che ci pregiamo di riportare nella sua interezza.

Cari giovani, 

vorrei chiamarvi tutti per nome per farvi sentire di più la mia vicinanza e la mia stima.

La mia vicinanza perché il vostro modo di desiderare, cercare, a volte anche in modo confuso, di voler stare insieme, di sorridere, di amare, mi provoca, rimette in gioco la mia umanità, richiamandomi la mia natura di uomo mendicante di senso.

La vostra ansia di voler essere all’altezza di chi vi sta di fronte, in genere gli adulti a cui tenete o i miti che vi attraggono, di voler sperimentare nuove vie, di voler vivere a modo vostro, spesso si trasforma in rabbia di contestazione per uno sguardo di cura e di attenzione non ricevuto, per un silenzio indifferente dall’altra parte che pesa e brucia più di una correzione data con rigore e autorevolezza.

Voi volete vivere pienamente e anch’io! Ciascuno di noi vuole vivere, siamo fatti per la vita piena, non per la morte, non per il nulla, non per la dimenticanza, non per l’annientamento.

“Come posso io/Non celebrarti vita?” dice una canzone di uno dei vostri amici famosi, Jovanotti. E ancora “Ah beh sì beh vacci a credere te/Che è tutto sempre relativo come piace a me/Non sono qui per il gusto, per la ricompensa/Ma per tuffarmi da uno scoglio dentro all’esistenza”.

Voglio parlare al vostro cuore, a quel cuore che vuole provare il brivido di un’esistenza compiuta e che non si arrende alle difficoltà, alla paura. Non sono fatti per voi la noia, il disinteresse, lo sballo, la dipendenza soporifera. Ve l’hanno fatto credere i trafficanti di morte, il potere, anche quello cosiddetto “perbene”, per gestirvi meglio, per usarvi al meglio. 

Siete e siamo stati fatti per essere felici e, ancor prima, liberi … di amare, perché se ami, diceva Sant’Agostino, puoi fare quello che vuoi, senza fare del male, senza possedere, senza fare violenza.

Se l’uomo guarda a se stesso, non può negare l’evidenza di un impeto irriducibile che costituisce il suo cuore come tensione a una pienezza, a una perfezione o soddisfazione.

Il potere che non ha volto, ma ha tentacoli molto pericolosi, convince in modo anonimo che un telefonino, un computer, un videogioco, una serata in discoteca o al bar “figo” di turno, con consumo spropositato di alcool e sostanze stupefacenti, una sgommata all’incrocio o una corsa clandestina, siano più appassionanti della ricerca della Verità.

NON E’ VERO! Non per autorità vescovile, ma per passione alla Bellezza. Quella bellezza per cui Dostoevskij faceva urlare a uno dei suoi personaggi che si può fare a meno quasi di ogni cosa: «Ma senza la bellezza no, perché allora non avrà assolutamente nulla da fare al mondo! Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui!»

La bellezza è una chiamata, perché la bellezza mostra l’unicità di qualcosa che è uscito dall’anonimato e ha raggiunto il suo compimento, la bellezza trasforma in volto ciò che è indistinto.

Io sono diventato sacerdote per questo, chi si sposa credendoci si sposa per questo, chi sceglie la via del monastero o chi parte missionario lo fa per questo, chi fa il cantante, l’attore, il professionista lo fa per questo, chi lavora per sostenere la famiglia lo fa per questo. Per meno nulla vale la pena.

La vocazione è chiamata alla Bellezza e occorre riscoprirlo non solo nei discorsi ma anche e soprattutto nei volti dei testimoni. Quanti dei vostri genitori lo sono, quanti vostri amici, parenti, conoscenti lo sono! Imparate a guardare, non c’è altro modo per scoprire la propria strada. Quando vi umiliano, vi opprimono, non vi comprendono, alzate lo sguardo, guardate oltre e scoprirete l’ardore, il coraggio, la forza di tanti uomini e donne normali, che nella banalità del quotidiano sono veramente eroici: imitateli. Ascoltate il cuore perché non mente; è fatto di cose grandi e semplici allo stesso tempo: esigenza di bellezza, di giustizia, di verità.

Vivete e lottate per questo! Si chiama ideale.

“Io non volevo sopravvivere e basta, non mi piace accontentarmi” afferma il cantante trap Sfera Ebbasta.

Quando ti spinelli, ti ubriachi, fai violenza o la subisci, tu inconsapevolmente stai tradendo quello per cui sei fatto e per cui il tuo cuore grida: l’esigenza di felicità. La tua fragilità non è obiezione, è domanda, è grido di essere compiuto da un Altro che non sei tu.

Il cristianesimo è per donne e uomini coraggiosi, altro che per “sfigati”, perché non riduce, perché chiede l’impossibile in questo mondo, che la vita scoppi dentro il cuore e si trasmetta per contagio.

Fate vostro l’ammonimento del Caligola di Camus: “Siate realisti, chiedete l’impossibile”.

Dio ci ama da sempre e per sempre: questo è lo sguardo che cambia la vita. A tanti è accaduto, auguro che accada anche a voi.

Cammineremo insieme. Vi prometto, malgrado il limite di tempo che il mio ministero pone, di esservi compagno di viaggio.

Desidero entrare nella vostra vita, proponendovi occasioni di compagnia vera e lieta in alcuni momenti dell’anno che verrà. So che siete anche più programmati di me: tenterò di venirvi incontro in punta di piedi, ma deciso a guardarvi in faccia e ad ascoltarvi. 

Spero sarete voi stessi entusiasti comunicatori della gioia che vi portate dentro e che a volte, per un malinteso pudore umano, non esprimete.

Cristo è venuto a questo mondo per due problemi che nessuna sapienza umana risolverà mai. Primo: perché soffro? E secondo: perché nasco con appeso al collo il cartello “condannato a morte”? (Camus).

Ci confronteremo sulla sofferenza, sul dolore innocente, sulla fede e sulla speranza, sull’amore e sulla sessualità, sulla gioia e sull’eternità. Aspetto da tutti voi suggerimenti e domande. Tante.

“Se esiste un dio, forse si forse no, boh
Ma ascolto le storie disposto a crederci un po’
Che siamo figli di qualcuna
Il resto è tutto da fare
Non ho radici, ma piedi per camminare”
 (Oh vita, Jovanotti)

E così possiamo tornare insieme “…a rimirar le stelle”.

Vi benedico e vi abbraccio uno ad uno! A presto.

   Francesco, Vescovo

– COMUNICATO STAMPA –

E’ stato avviato lunedì 17 settembre, presso la Cappella Vigna, vicino al Polisportivo di Castrovillari, il programma delle celebrazioni in onore  dei SS. Medici Cosma e Damiano, organizzato dall'omonima Associazione culturale con il patrocinio del Comune.
Lo rende noto il presidente dell'Associazione, Carmine Sancineto, ricordando che "questo prevede le cerimonie religiose in rito greco – bizantino- dalle ore 17- in collaborazione con il parroco  degli italo – arbereshe di Castrovillari, Padre Marius Barbàt, oltre a momenti di festa. La messa solenne verrà celebrata il 26 settembre alle ore 18."
Gli eventi civili prevedono martedì 25, dalle ore 18,30, grazie al forno “Orlando” e al Centro Sociale Anziani “L’Amicizia”, un momento di degustazione  dal titolo “mangiamuni i vecchiaredde di Santi Medici”; invece, dalle ore 21,30 le performance musicali dei “Castrum Sound” per godere delle sonorità etno-popolari e coinvolgersi nei ritmi della tradizione, legati alla identità.
Mercoledì 26 settembre, dopo le estrazioni della riffa intorno alle ore 21,30, seguirà, alle ore 21,45, grazie al patrocinio della Regione Calabria- Assessorato al Turismo e Spettacolo- ed alla organizzazione dell’Agenzia Sinfony & Sinfony di Benedetto Castriota, il concerto Live della brava “Irene Fornaciari” in tour. Figlia del cantante Zucchero, inizia la carriera prendendo parte nel 1998 all'album  Bluesugar  del padre; partecipa al Festival di Sanremo nel 2010,2011,2012 e 2016. Diverse le collaborazioni con artisti, presenze a grandi eventi, in trasmissioni televisive e realizzazione di prodotti discografici.
La piccola chiesetta, poi, dove si celebra annualmente la ricorrenza, e oggi gli 83 dalla sua fondazione, fu realizzata da Antonio Vigna e dalla Moglie Rosalia Stabile nel 1935.  Per continuare l’opera d’ampliamento della Cappella, nel 1986, l’indimenticabile Cosimo Vigna (di cui oggi si ricordano i 10 anni dalla scomparsa), storico
corrispondente della Gazzetta del Sud, realizzò l’adeguamento in maniera tale che questo potesse accogliere più fedeli. Nel 1991 iniziarono le celebrazioni in rito  greco – bizantino per volontà di un comitato italo - arbereshe e con l’approvazione dei Vescovi della Diocesi di Cassano allo Jonio e dell’Eparchia di Lungro.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

– COMUNICATO STAMPA –

Valorizzazione delle identità alimentari, marketing territoriale, promozione dell'identità e della cultura gastronomica del Pollino, consolidamento dei rapporti di amicizia e gemellaggio che ci lega alla comunità di Savigliano. E' il Sindaco Giuseppe Regina a spiegare le ragioni profonde che animano la spedizione amministrativa del Comune di Mormanno alla Festa del Pane che si celebra il 22 e 23 settembre nel cuneese.

Da quasi trent'anni la comunità del Pollino è gemellata con la cittadina di Savigliano dove abita da tempo un «nutrito numero di nativi di Mormanno» segno e testimonianza di «una realtà storica di emigrazione sud-nord» che negli anni ha saputo integrarsi e sancire «anche il vincolo di amicizia e di fratellanza tra le popolazioni dei due centri». 

In occasione dell'evento fieristico che si svolge nel cuneese arricchito da un’area espositiva con oltre cinquanta aziende e produttori di farina, pane, biscotti e prodotti da forno, confetture e succhi di frutta, olio extravergine, miele e derivati, formaggi e salumi di produzione artigianale, cioccolato, vini, provenienti da tutto il Piemonte, dalla Toscana, dalla Sicilia, dal Trentino, Mormanno e le sue eccellenze gastronomiche ed identitarie rappresenteranno la Calabria migliore 

La Pollino Food Experience Società Cooperativa Agricola per il comparto dei prodotti agricoli, la Marper Snc in rappresentanza dei produttori del Bocconotto di Mormanno, il Salumifici Coinas Srl e Del Colle per la parte dei salumi, la Società Agricola Campotenese per i formaggi e il panificio Cabri Sas saranno protagonisti dell'area espositiva per raccontare ai visitatori della Festa del Pane il meglio delle produzioni agricole e artigianali che raccontano di Mormanno e del suo radicamento al territorio ed alla tutela della biodiversità del Pollino. La lenticchia, il poverello bianco ed il bocconotto, insieme ai salumi ed ai formaggi saranno gli ambasciatori del marketing territoriale che l'esecutivo Regina ha in mente di consolidare attraverso questo momento ed altri appuntamenti nel panorama nazionale delle fiere di settore.

«Sin dal nostro insediamento - aggiunge Giuseppe Regina - ci siamo impegnati per promuovere Mormanno fuori dai confini regionali puntando sulla valenza culturale della nostra identità storica, la valorizzazione e promozione delle eccellenze gastronomiche, il consolidamento di rapporti di amicizia con le comunità ed i borghi. A Savigliano saremo presenti con una folta delegazione di amministratori e produttori anche per rinnovare il gemellaggio con la comunità della provincia cuneese dove molti nostri concittadini sono emigrati ed hanno saputo costruire fortuna e successi con il saper fare e la voglia di spendersi che caratterizza gli uomini del Sud».

Sabato mattina il Sindaco di Savigliano, Giulio Ambroggio, riceverà ufficialmente in Comune la delegazione mormannese guidata dal primo cittadino Giuseppe Regina e costituita dal vice sindaco, Paolo Pappaterra, gli assessori Giuseppe Fasano e Flavio de Barti ed il consigliere delegato alle attività produttive Giuseppe D'Alessandro, ed una cinquantina di cittadini di Mormanno. Insieme le due comunità saranno protagoniste, poi, della inaugurazione della Festa del Pane in Piazza del Popolo.

– COMUNICATO STAMPA –

Sabato 29 settembre, alle ore 20,30, nell’ambito dei festeggiamenti in onore del SS. Crocifisso- curati dal Comitato Nostra Signora di Lourdes- che si terranno nel Centro Sociale di Cammarata , gli imprenditori della piana proporranno un video per spiegare come capacità, risorse ed imprese sono presenti nel Territorio con specificità e potenzialità .
“L’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione comunale di Castrovillari- affermano gli ideatori-, prospetta di creare un momento di fattiva conoscenza per rendere più propulsiva tale “forza” la quale non può fare a meno di riferimenti ed umanità in grado di creare occasioni a livello verticale ed orizzontale, lungo tutta la filiera.”
La serata sarà caratterizzata da istanti di convivialità. La proposta tende a coinvolgere e mettere in rete le virtualità dell’area e come questa può concorrere nel mercato offrendo opportunità di sviluppo.
“E’ con questa consapevolezza- asseriscono gli imprenditori- che è stato ideato l’incontro il quale desidera far comprendere la portata di ciò che , da anni, rappresenta questa sensibile parte del nord Calabria per la piccola e media impresa, le quali hanno dato prova – come suggeriscono alcuni indicatori-, nonostante limiti e problemi, di saper incrementare la redditività e produrre ricchezza da redistribuire alla comunità. Questa è la sfida e la riflessione che si vogliono provocare.”

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

– COMUNICATO STAMPA –

Ai dirigenti, ai docenti,  ai genitori, agli studenti, 

          ai dipendenti amministrativi  e collaboratori scolastici

          delle Scuole di ogni Ordine e Grado 

          del territorio della Diocesi di Cassano allo Ionio

 

  “Non è vero che imparare serve a vivere,

perché imparare è vivere”

(Heschel)

 

A voi tutti che iniziate un nuovo anno scolastico con alunni e studenti, giunga il mio saluto.

Come di consueto, anche il vescovo della Diocesi si fa presente per riconfermare la sua disponibilità affettuosa ad essere vicino a tutti i protagonisti della scuola, dirigenti, docenti, studenti, genitori, collaboratori!

Dopo le vacanze estive, tra poco arriverà il vociare di piccoli e grandi ad affollare corridoi ed aule con un’energia gioiosa e contagiosa ma che richiama alle nostre responsabilità di adulti componenti di una comunità educante.

Ma chi vogliamo educare? Quale obiettivo primario da perseguire? Con quali mezzi?Su ciò i docenti si interrogano e cercano risposte che diano senso al proprio ruolo: è sempre più arduo! E ci accorgiamo che la Scuola, come la Chiesa, perde terreno sulla proposta culturale per rispondere all’efficientismo pratico di competenze da spendere nel fare! Tutti ci impegniamo a fare, e facciamo tanto, ma avvertiamo un senso di smarrimento. Ci siamo perdendo mentre le questioni si complicano.

Eppure un orientamento esiste e ci viene incontro: l’amore per la conoscenza!Possiamo accoglierlo insieme per essere autenticamente piccoli , giovani e adulti del nostro tempo.

Con l’energia e l’entusiasmo dei bimbi della scuola dell’infanzia ed elementare, con il desiderio di scoperta ed autonomia dei ragazzi della Media, mi rivolgo particolarmente ai giovani, protagonisti passivi del nostro tempo e del futuro, perché oltrepassino la disillusione, non cadano nell’indifferenza e riprendano da protagonisti attivi la vita quotidiana dentro e fuori la scuola.

C’è bisogno di regole, cari giovani!La parola vi disturba a tal punto che cercate di farla dimenticare anche agli adulti. Ma la regola è necessaria per istruirsi. Non esiste istruzione senza regole: ogni disciplina si chiama tale perché richiede delle regole da seguire, che vanno come per una lingua, dalla morfologia alla grammatica, fino alla sintassi. Senza istruzione non si può costruire nulla che possa essere duraturo. E abbiamo bisogno di strutture solide che poggino su un fondamento certo e incrollabile. Solo se avremo chiare le regole possiamo sapere come e con quale fine ci istruiamo.

Per questo abbiamo necessità di tornare al punto di partenza che consiste in questa antichissima constatazione: IO SO DI NON SAPERE!.

Ricordiamo sempre l’insegnamento socratico e teniamo presente che esso è il motore della conoscenza affidabile, della ricerca della Verità, che è Gesù Cristo, aggiungo per i credenti cristiani.

E c’è bisogno di cuore anzi di un cuore docile (aggettivo che deriva dal latino dòceo, insegno) pronto a farsi ammaestrare. Guardiamo al cuore, sede dell’affettività, non disgiunto dal pensiero. Con la ragione affettiva possiamo distinguere il bene dal male, scomporre le idee complesse e distinguervi i diversi elementi, per ricondurre la complessità alla semplicità.

Il contesto da cercare è il silenzio: azzeriamo i rumori che impediscono di ascoltare. Grazie all’ascolto, che è un processo attivo e di conoscenza ben al di là della semplice percezione sensoriale, potete imparare, cari studenti, ad udire con volontà e consapevolezza quanto i docenti vi offrono, accogliere con interesse e concentrazione le materie di studio, appassionarvi nell’esercizio quanto più arduo possibile, affrontare le sfide della conoscenza con gioia ed umorismo.

Auguri di buon lavoro: ognuno sia se stesso! 

   Cassano allo Ionio, 11 Settembre 2018                

 ✠   don Francesco, Vescovo

 


Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi

– COMUNICATO STAMPA –

Si sta svolgendo (14 e 15 settembre), l’Assemblea diocesana convocata dal Vescovo di Cassano allo Jonio sul tema: “Generare i giovani alla vita e alla fede nella comunità cristiana: una sfida educativa”.

L’assemblea, che si tiene nella Parrocchia San Girolamo, di Castrovillari, avrà un’appendice il 21 settembre, durante la quale il Vescovo trarrà le conclusioni e presenterà le nuove linee pastorali per il  2018/2019.

Numerosi i relatori e i laboratori tematici che si svolgeranno nella due giorni alla quale potranno partecipare i delegati dai parroci. Oltre duecento i delegati iscritti, provenienti da tutto il territorio diocesano.
 
Di seguito la lettera di convocazione del Vescovo Savino. 
 

Carissimi,

anche quest’anno ci prepariamo con entusiasmo all’ Assemblea Diocesana che avrà come tema: “Generare i giovani alla vita e alla fede nella comunità cristiana: una sfida educativa”.

Una felice coincidenza: la nostra Assemblea si svolgerà in concomitanza del Sinodo che avrà come tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e che è stato voluto fortemente da Papa Francesco.

Nel Documento Preparatorio della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo, l’anno scorso, il Papa così scriveva: “Mi vengono in mente le parole che Dio rivolse ad Abramo: «Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò» (Gen 12,1). Queste parole sono oggi indirizzate anche a voi: sono parole di un Padre che vi invita a “uscire” per lanciarvi verso un futuro non conosciuto ma portatore di sicure realizzazioni, incontro al quale Egli stesso vi accompagna. Vi invito ad ascoltare la voce di Dio che risuona nei vostri cuori attraverso il soffio dello Spirito Santo [...] Il suo fu un forte invito, una vocazione, affinché lasciasse tutto e andasse verso una terra nuova. Qual è per noi oggi questa terra nuova, se non una società più giusta e fraterna che voi desiderate profondamente e che volete costruire fino alle periferie del mondo?”

Papa Francesco insiste sul richiamo alla corresponsabilità che deve portarci a sognare, a progettare con audacia, ad essere accanto e con i giovani, ad attivare processi di cambiamento, liberandoci dai luoghi comuni, consapevoli che i giovani non sono un problema ma il grande capitale umano, una preziosa risorsa. Quando parliamo di giovani e ai giovani, dobbiamo abbandonare approcci che oscillano tra paternalismo e assistenzialismo, lamentazioni e giudizi precostituiti, facendo, invece, prevalere la voglia di cambiamento e la generosità di tutti, in un incontro intergenerazionale.

Richiamo a tutti la riflessione su “il discepolo che Gesù amava” (Gv 13, 23; 19, 26; 21, 7), icona evangelica del Documento, da cui siamo invitati ad incamminarci insieme seguendo come metodo il discernimento dei segni dei tempi che, leggiamo nello stesso Documento, “punta a riconoscere la presenza e l’azione dello Spirito nella storia; un discernimento morale, che distingue ciò che è bene da ciò che è male; un discernimento spirituale, che si propone di riconoscere la tentazione per respingerla e procedere invece sulla via della pienezza di vita. Gli intrecci tra queste diverse accezioni sono evidenti e non si possono mai sciogliere completamente”.

Suggerisco, per le decisioni riguardanti la nostra azione pastorale, i tre verbi “uscire”, “vedere”, “chiamare” riportati sempre nel Documento preparatorio del prossimo Sinodo.

Uscire “significa accogliere l’invito di Papa Francesco a uscire, anzitutto da quelle rigidità che rendono meno credibile l’annuncio della gioia del Vangelo, dagli schemi in cui le persone si sentono incasellate e da un modo di essere Chiesa che a volte risulta anacronistico”.

Vedere “uscire verso il mondo dei giovani richiede la disponibilità a passare del tempo con loro, ad ascoltare le loro storie, le loro gioie e speranze, le loro tristezze e angosce, per condividerle: è questa la strada per inculturare il Vangelo ed evangelizzare ogni cultura, anche quella giovanile”.

Chiamare “vuol dire in primo luogo ridestare il desiderio, smuovere le persone da ciò che le tiene bloccate o dalle comodità in cui si adagiano. Chiamare vuol dire porre domande a cui non ci sono risposte preconfezionate”.

I giovani sono soggetti che hanno diritto a essere accompagnati. Tutti i giovani, nessuno escluso! E la comunità dei credenti deve sentirsi responsabile del compito di educare le nuove generazioni e, per questo, le comunità cristiane devono essere non formali o autoreferenziali, quasi delle elite o delle caste, ma comunità credibili e autorevoli, che fanno del Vangelo la loro scelta di vita e dell’Eucarestia il fondamento della fraternità.

Nei numerosi incontri nelle parrocchie e nelle suole, svolti nei miei tre anni di ministero episcopale, e prima ancora nei tanti anni da parroco, mi sono reso conto che gli adolescenti e i giovani, al di là di ogni idea preconcetta su di essi, se si sentono amati e accolti per quello che sono, sono disponibili non solo a mettersi in gioco, ma a rischiare la vita pur di trovare risposte alla sete di assoluto, di infinito, di Verità che caratterizza ogni essere pensante. Un vero accompagnatore, o educatore o animatore o catechista, ha il compito primario ed ineludibile di svelare nei giovani e con i giovani il desiderio di bellezza, di gioia e di felicità in modo da favorirne l’incontro personale con Gesù.

I verbi “riconoscere, interpretare, scegliere”, che ci consegna l’Instrumentum laboris del Sinodo di Ottobre, ci orientano nella cultura dell’indecisione e dello scarto in cui siamo immersi.

I questionari, l’articolazione dell’Assemblea con i nomi dei Relatori, i laboratori tematici per il confronto e le proposte sono stati già definiti grazie all’impegno del Vicario per la Pastorale don Giovanni Maurello e del gruppo di lavoro da me indicato.

Tutto è ormai pronto, mancate soltanto voi!

Lasciamoci guidare dallo Spirito Santo, il protagonista di ogni esperienza cristiana perché l’Assemblea sia un’opportunità di grazia in cui i giovani vengano riconosciuti come soggetti e protagonisti della Chiesa di Cristo Signore.

Concludo questa mia riflessione, che introduce all’Assemblea, con la “preghiera del buonumore” di san Tommaso Moro, riportata da Papa Francesco, a conclusione del suo libro “Dio è giovane”. Recitiamola spesso.

Signore
donami una buona digestione
e anche qualcosa da digerire.
Donami la salute del corpo
e il buon umore necessario per mantenerla. Donami, Signore, un'anima semplice
che sappia far tesoro di tutto ciò che e' buono
 e non si spaventi alla vista del male
 ma piuttosto trovi sempre il modo
 di rimetter le cose a posto.
 Dammi un'anima che non conosca la noia, i brontolamenti, i sospiri, i lamenti
  e non permettere
  che mi crucci eccessivamente
  per quella cosa troppo ingombrante
  che si chiama "io".

 Dammi, Signore, il senso del buon umore concedimi la grazia
 di comprendere uno scherzo
 per scoprire nella vita un po' di gioia
 e farne parte anche gli altri. Amen.

Augurandovi un tempo di contemplazione che possa dare ristoro al cuore e alla mente, invocando la protezione di Maria, donna del Terzo Giorno, vi benedico e vi ripeto: “vi voglio bene”.

 

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi
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Tuesday the 16th. Castrovillari in Rete

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