Cultura

Cultura (541)

– COMUNICATO STAMPA –

E attraverso l'arte che emozioni, pensieri e visioni trovano autentica espressione e quando è data dal connubio di grandi menti creative, l'arte diventa davvero unica. Così nasce questa storia e quest'opera d'arte: nel 1997 Renato Pagliaro, noto fotoreporter calabrese, realizza una bella immagine di una cortigiana durante la Festa della Bandiera a Morano Calabro e, inspiegabilmente, ritorna nella sua mente il racconto della nonna sui misteri della grotta di Donna Marsilia, ricordi immaginari di un volto bellissimo ornato da gioielli stupendi. Renato Pagliaro si porta dietro nel tempo queste sensazioni di curiosità fino a quando decide di approfondire e di dare un volto alla nobildonna. Prendendo spunto dalla citazione che Mastro Domenico Bartolo da Napoli fa, nel poemetto in dialetto calabro-napoletano, "Lo calascione scordato", composto tra il 1730 e il 1740 a Morano Calabro, della famigerata Donna Marsilia e ricordando atmosfere ed emozioni suscitate dal racconto Pagliaro scrive: “…lungo il cammino alla ricerca del segreto di Donna Marsilia mi sono imbattuto in draghi feroci e streghe camaleontiche! Il mistero della nobildonna, superate prove inenarrabili, mi ha condotto nella sua grotta e d’incanto, ornata di veli e di gioielli fantastici, il suo splendore è apparso ai miei occhi e il luccichio del suo volto ho ammirato”. Anche in questa occasione egli ha cercato e ottenuto la collaborazione di due grandi artisti calabresi, Gerardo Sacco, orafo e testimonial dell’eccellenza calabrese nel mondo, e Gianni Cherillo, grande scultore castrovillarese. A Gianni Cherillo è stato chiesto di rendere reale, schizzo a penna su cartoncino, il volto della nobildonna e a Gerardo Sacco di dare colore al volto e ai gioielli di Donna Marsilia. Renato Pagliaro ha tenuto nel cassetto sia l’idea che le opere realizzate fino a quando nel 2018, leggendo il primo volume “Le leggende popolari del Pollino” di Ines Ferrante edito da Promoidea Pollino, ha deciso di tirare fuori questi straordinari e originali progetti. I lavori si potranno ammirare presso Pierremporio, a Castrovillari, in Corso Luigi Saraceni, 37. Una sorprendente coincidenza ha voluto altresì che, pur non essendosi mai confrontati sulla figura misteriosa di donna Marsilia e sull'intero progetto custodito nel cassetto da Renato Pagliaro, l'immagine inedita di donna Marsilia corrispondesse perfettamente alla stessa descrizione immaginaria fatta da Ines Ferrante nel libro "I misteri dell'abbazia di sant'Adriano" pubblicato in poche copie nel 2013 giacché, proprio come il sogno artistico di Renato Pagliaro, Gerardo Sacco e Gianni Cherillo, si trattava di una giovane donna, vestita di colori vivaci, con lunghi, neri capelli, che incorniciavano una pelle chiarissima, quasi perlacea, un volto fiero, indomabile, non già il volto di quella magara che dispensava ducati a centomila, bensì quello di una donna d'altri tempi, colta e di libero pensiero come una donna contemporanea, una ninfa delle selve cupe del Pollino, a stretto contatto con i sortilegi della natura e gli incantesimi delle sue creature che ancora oggi si ripetono inspiegabilmente ed inevitabilmente.

– COMUNICATO STAMPA –

Il 25 e 26 ottobre prossimo, a Castrovillari, si svolgerà l’edizione 2018 della Rassegna Internazionale «Vittorio De Seta» di Documentari Etnografici; l’evento è voluto dalla Federazione Italiana Tradizioni Popolari, un’Associazione non profit che, dalla fine degli anni ’60 del secolo scorso, si occupa di conservare e valorizzare le culture popolari italiane; per quest’anno, tramite la locale Pro Loco, è organizzato dal Dr. Gerardo Bonifati. In tale ambito di interessi, pertanto, la Rassegna costituisce un omaggio al grande regista e documentarista che, nel corso della sua carriera, ha sempre mostrato particolare attenzione all’approccio etno-antropologico, diventando, di fatto, uno dei più importanti rappresentanti in Italia dell’Antropologia visuale che, come è noto, completa e perfeziona, tramite le immagini fotografiche e cinetelevisive, le descrizioni nel passato realizzate soltanto con le parole. A tale riguardo è opportuno sinteticamente ricordare che il primo vero inizio dell’Antropologia visuale è stato il lavoro Robert Flaherty nel 1922 con il film «Nanook of North» che documenta la vita degli Esquimesi Inuk della penisola Ungava nel nord del Quebec in Canada. Altri esempi importanti sono le documentazioni di Franz Boas sui Kwakiult della Columbia britannica, di Margaret Mead e del suo compagno Gregory Bateson sulla realtà socio-culturale dell’Isola di Bali (1936), di Marcel Griaule e Michel Leris nella missione Dakar-Djibouti (1931-1933), di Jean Rouch (1917-2004), con l’indirizzo del «cinema verità», grazie al quale vengono documentate dal vivo numerose realtà culturali africane. Molto vicino a questa scelta teorico-metodologica è quella di Vittorio De Seta, che a partire degli anni ’50 del secolo scorso ha documentato e analizzato numerosi aspetti delle culture popolari meridionali. Sono da tempo definiti capolavori del cinema etnografico Lu tempu di li pisci spata, Isola di fuoco, Sulfatara, I dimenticati, Banditi ad Orgosolo, solo per citare alcuni titoli della produzione filmica di Vittorio De Seta (Palermo, 15 ottobre 1923 – Sellìa Marina, 28 novembre 2011). Si tratta di film che documentano i ritmi, i rituali e il lavoro che, negli anni ’50, cominciano ad entrare in crisi per il sopraggiungere dell’industrializzazione.
La FITP, istituendo la Rassegna sulla scia dell’insegnamento del grande cineasta, intende raccogliere e sostenere cortometraggi e produzioni video che raccontino il patrimonio culturale delle tradizioni di comunità italiane e straniere realizzato con la lente dell’Antropologia visuale. L’edizione del 2018, come si rileva dal bando di concorso, è a tema libero; l’invito è rivolto a tre categorie di partecipanti: professionisti o Istituzioni, dilettanti e gruppi di volontariato italiani, associazioni o singoli associati a organismi internazionali interessanti a valorizzare le culture popolari. Un’apposita Giuria premierà le prime tre produzioni cinematografiche che sono riuscite a documentare dal vivo fenomeni e fatti culturali che costituiscono patrimoni etnografici attuali. La Giuria è composta da otto esperti in ambito etno-antropologico, cinematografico, giornalistico e tecnico: Prof. Mario Atzori, Università di Sassari - Presidente Consulta Scientifica della F.I.T.P.; Prof. Ignazio Emanuele Buttitta, Università di Palermo; Prof. Roberto De Gaetano, Università della Calabria; Dr.ssa Maria Pia Ammirati, Direttore RAI; Dr. Aldo Patruno, Direttore Dip. Ec. Tur. Regione Puglia; Dr. Aldo Samengo, Vicedirettore RAI Parlamento; Dr. Gabriele Cippolliti, Regista; Dr. Gianfranco Donadio, Università della Calabria; Sig. Andrea Simonetta, Presidente Centro Studi Memorandum F.I.T.P. (elaborazione piattaforma informatica della Rassegna).
Alla Rassegna hanno partecipato 54 documentari provenienti da diversi Paesi; in base al regolamento sono stati ammessi 37 filmanti dai quali la Giuria, entro il 30 settembre, ne sceglierà 10 tramite un sistema informatico. Infine, dopo la proiezione pubblica dei 10 documentari finalisti, la stessa Giuria individuerà i primi tre da premiare nella cerimonia del prossimo 27 ottobre a Castrovillari.
In sostanza, si tratta di una Rassegna che apre la F.I.T.P. a nuove proficue collaborazioni con Istituzioni, Associazioni e Organismi nazionali, Internazionali e singoli cineasti che lavorano nei vari territori per promuovere la documentazione delle culture popolari. In sostanza, si tratta di attivare uno stimolo che è rivolto a narrare con le immagini le tradizioni legate a contesti festivi, a raccontare e documentare storie individuali, familiari o comunitarie, a testimoniare la persistenza o i cambiamenti delle culture popolari nel quotidiano e nello straordinario. La Rassegna, quindi, non cerca l’arcaicità o i tratti originari del patrimonio folklorico, ma si propone di raccontare gli influssi che la «modernità» ha esercitato su riti e pratiche locali di fronte al contrasto con l’attuale sistema globalizzato. Pertanto, la Rassegna, sulla scia del maestro De Seta che, nelle ultime produzioni si è interessato anche al contatto - non sempre dialogico - tra culture e tradizioni differenti (l’ultimo documentario è stato Lettere dal Sahara), si propone di porre al centro del dibattito anche il ruolo di veicolo di conoscenza, di scambio e di riconoscimento fra comunità italiane e straniere che il patrimonio folklorico sta assumendo negli ultimi tempi con il confronto sempre più ravvicinato e frequente tra le differenti culture.

– COMUNICATO STAMPA –

Castrovillari. Mancano esattamente 17 giorni [3 giorni fa, N.d.R.] al debutto dell’edizione numero VIII del “Calàbbria Teatro Festival”, l’appuntamento autunnale con il teatro organizzato dall’Associazione Culturale Khoreia 2000 per la direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli, che riserverà anche quest’anno tante sorprese e novità. Da domenica 7 ottobre a domenica 14ottobre, il Teatro Vittoria, il Protocovento francescano ed il Castello aragonese di Castrovillari, si trasformeranno in uno spazio unico dedicato alla cultura con la tematica di questa edizione, dedicata alle “nuove generazioni tra speranze e delusioni, proiettate verso il futuro”, con spettacoli, laboratori, corti teatrali, presentazione libri, incontri culturali, mostre d’arte, installazione artistiche, percorso enogastronomico e premio frontiere aperte. Il Calàbbria Teatro Festival, in questa sua ottava edizione, sottolinea il direttore artistico, Rosy Parrotta “parte da quel prato verde dove, come cantava Gianni Morandi, nascono speranze chiamate “ragazzi”. In questo luogo - non luogo, che non è più solo il grande prato dell’amore, si sviluppano e si snodano le aspettative e le delusioni delle nuove generazioni che, proiettate verso il futuro, hanno bisogno di non essere tradite e abbandonate. Liberati da quella caricatura che li raffigura come “nullafacenti”, i giovani di oggi possono acquisire la consapevolezza di possedere risorse che, forse, neppure loro sanno di avere. E, in questa ottica, positiva e propositiva, il Festival vuole lanciare il messaggio che… vale la pena diventare grandi! La giovane mamma, nello scatto/immagine di questa edizione, realizzato da Tommaso Barone e Fabrizio Burreci “ Fosbury Style visual Art” di Castrovillari, porta in grembo una nuova vita; il suo sguardo è rivolto in avanti, in alto, sul mondo che accoglie e proietta la sua ombra, che a sua volta, è concentrata però su se stessa, su quel grembo, metafora di speranza. E con l’augurio di un futuro migliore per tutti, offrendo spunti di riflessione, momenti di incantevole suggestione e conviviale condivisione, vi invitiamo a vivere con noi l’ottava edizione del Calàbbria Teatro Festival”. Intanto domenica 30 settembre alle ore 10,30 presso il Teatro Vittoria, conferenza stampa per illustrare il programma di questa edizione . La manifestazione è organizzata con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Castrovillari e con il contributo della Regione Calabria (entrato come evento storicizzato), del Parco Nazionale del Pollino, della Gas Pollino, della Gestione Pollino Impianti e l’apporto del brand Castrovillari città Festival.

Castrovillari 20 settembre 2018

Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

– COMUNICATO STAMPA –

Castrovillari. Fervono i preparativi per la VIII edizione del “Calàbbria Teatro Festival”. La macchina organizzativa non si è mai fermata durante tutto l’anno per offrire al pubblico del festival, un cartellone di qualità. Segno questo del lavoro certosino dell’Associazione Culturale “Khoreia 2000”, della direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli. Anche in questa edizione: spettacoli, laboratori, corti teatrali, presentazione libri, incontri culturali, mostre d’arte, installazione artistiche, percorso enogastronomico e premio frontiere aperte. Dall’7 al 14 ottobre 2018, segna in agenda l’appuntamento che si svolgerà tra il Protoconvento francescano ed il Castello aragonese, nel cuore del “borgo antico” della città di Castrovillari, con l’info point nel foyer del Teatro Vittoria sull’isola pedonale di Castrovillari.

Il Calàbbria Teatro Festival è partito otto anni fa con la grande voglia dell’associazione di fare cultura; oggi è una realtà ben consolidata, frutto del lavoro di squadra. Tante le novità rispetto alle passate edizioni ma tante le conferme come il Festival dei Corti Teatrali, fiore all’occhiello della kermesse culturale-teatrale. Curiosità anche quest’anno dell’immagine che accompagnerà il festival nel suo viaggio targato 2018. Ma occhi attenti, così dice il vulcanico direttore artistico, Parrotta, già dai primi dettagli del manifesto che, sarà svelato nella sua completezza a giorni, si intuisce che la tematica quest’anno sarà dedicata ai giovani, alle nuove generazioni tra speranze e delusioni, proiettate verso un futuro migliore. Un festival che non mancherà di arrivare al cuore dello spettatore che diventerà attore protagonista dell’evento culturale.

Non prendete impegni dall’7 al 14 di ottobre 2018… stiamo arrivando.

Castrovillari 3 settembre 2018

Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

– COMUNICATO STAMPA –

Lontananza e allontanamento. E’ stato questo il tema del primo laboratorio di scrittura – all’interno del cartellone estivo dell’Oriolo Cult Festival – tenutosi, lo scorso 24 agosto, presso la Biblioteca Civica di Oriolo (Palazzo Tarsia), promosso dall’Amministrazione comunale di uno dei “Borghi più belli d’Italia”, in collaborazione con la Biblioteca Minnicelli di Corigliano-Rossano. Il laboratorio è nato dall’incontro casuale tra il vicesindaco di Oriolo, Vincenzo Diego, e Ombretta Gazzola, direttrice della Biblioteca, i quali hanno deciso di collaborare e di mettere in rete le due biblioteche.
Dopo i saluti del vicesindaco, ha aperto i lavori Franco Dionesalvi, poeta e scrittore di origini cosentine ma trasferitosi da qualche anno a Milano dove lavora come insegnante e scrittore. Dionesalvi ha invitato i presenti a riflettere sul concetto di spaesamento e di come l’allontanamento, prima dal grembo materno e poi dai luoghi della nostra infanzia, possa costruire uno spazio, un tempo, un’emozione. «Noi – ha affermato – nasciamo nel momento in cui ci allontaniamo. Esistere è allontanarsi».
La seconda parte del laboratorio, dal titolo “Lo spazio della lontananza”, è stata curata dall’architetto Tiziana Visconti, casertana di origini ma da qualche anno residente all’estero. Dopo una breve passeggiata nei luoghi che hanno ospitato il laboratorio, la Visconti ha invitato i partecipanti ad immergersi nella magia dei luoghi, a fare uno sforzo per ritrovare quel “genius loci” (un’entità naturale e soprannaturale legata a un luogo e oggetto di culto nella religione romana ndr) che la società contemporanea non è più capace di riconoscere, distratta dal rumore assordante della tecnologia e della modernità.
A conclusione del laboratorio, Ombretta Gazzola, direttrice della Biblioteca Minnicelli nonché poliedrica artista e intellettuale, anche lei nata e cresciuta a Ferrara ma naturalizzata calabrese, ha condotto con i partecipanti delle vere e proprie “liberazioni artistiche”. Esperimenti in cui ciascuno si è potuto cimentare con l’arte nella rappresentazione delle proprie emozioni e stimolazioni ricevute durante le precedenti fasi.
Ultimo, ma non meno importante, il contributo del maestro oriolese Rocco Abate, il quale ha fatto un accorato appello ai numerosi partecipanti: «Nell’epoca in cui la parola è violentata e tradita, bisogna ritrovare il valore testimoniale dell’azione e del silenzio, per invertire quella pericolosa deriva di odio ed ignoranza che rischia di investire tutti».
Grande soddisfazione ha espresso il vicesindaco, Vincenzo Diego, sempre in prima linea quando si parla di cultura come bene collettivo.

Paese24.it - Media Partner

– COMUNICATO STAMPA –

Civita..nova ha aperto ieri sera ufficialmente al pubblico ed ai turisti con la presentazione della mostra "Il Mediterraneo e i Colori di Mimmo Sancineto" allestita nel castello Aragonese.
L'esposizione,  introdotta dall'artista castrovillarese e  dai saluti del Sindaco, Domenico Lo Polito, e del Presidente della Pro Loco, Eugenio Iannelli, è stata pure l'occasione per spiegare le ragioni della quattro giorni , in programma sino al 2 settembre, nel segno della promozione del centro storico e delle capacità coinvolte. Le specificità sono state sottolineate nei contributi del Delegato FAI alla Cultura e del Capo Delegazione FAI Pollino, rispettivamente Gianluigi Trombetti e Donatella Laudadio, i quali hanno illustrato, da più angolazioni e con più chiavi di lettura, i talenti che sottendono l'opera espressiva di Sancineto. Le conclusioni sono state affidate all'Assessore Regionale all'Istruzione ed alle Attività Culturali, Maria Francesca Corigliano, che ha richiamato non solo la portata dell'ingegno dell'artista nel guardare, catturare e saper trasportare luce e colori su tela, ma anche quella che muove gli eventi di Civita..nova  per la riscoperta e salvaguardia del patrimonio identitario-storico-culturale locale che non può fare a meno di sensibilità e dedizioni umane come le custodisce Mimmo Sancineto. La sua opera sottolinea questo afflato e peculiarità, affermando una testimonianza di Bellezza del Creato che gli uomini cercano continuamente d'interpretare.

L'Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari
(g.br.)

Pagina 4 di 55
Wednesday the 23rd. Castrovillari in Rete

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni.