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Martedì, 18 Dicembre 2018 11:19

Lettera pastorale “La politica richiede cuore e cervello”

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– COMUNICATO STAMPA –

Tradizionale incontro, stamani [ieri, per chi legge, N.d.R.], nella Basilica Cattedrale “Santa Maria del Lauro”, di Cassano allo Ionio, del Vescovo di Cassano, mons. Francesco Savino, con i sindaci e i politici del territorio diocesano, per lo scambio di auguri di Natale. Ai politici il Vescovo ha illustrato e consegnato il messaggio di seguito riportato: 

LA POLITICA RICHIEDE CUORE E CERVELLO 

… “siamo tutti figli del tecno-nichilismo” …

(Mauro Magatti)

 

 Carissime donne e carissimi uomini impegnati nelle istituzioni politiche della Diocesi di Cassano all’Jonio, è tempo di Natale! 

È un tempo in cui la durata ordinaria degli eventi e della storia si squarcia per mostrarci il suo significato: la relazione indissolubile tra  cielo e  terra,  infinito e  finito, Dio e uomo. Tale relazione ha un nome: Gesù, il Verbo fatto carne, il Dio con noi, l’Emmanuele.

La nascita di Gesù apre il cuore dell’uomo alla gioia, alla pace, all’armonia e lo richiama alla rinnovata esigenza  di sperare, di osare, di desiderare  quello che manca.  Non possiamo illuderci di placare il desiderio di un mondo più fraterno e più giusto con atti di generosità in questa ricorrenza.  Il cristiano, colui che crede in  Cristo, nella “Verità” che la sua natività svela al mondo,  si lascia guidare dalla luce con cui Dio-Bambino lo guida  verso una continua   rigenerazione. Gesù, il Verbo di Dio che nasce nel mondo come uomo, ci chiama  a rinascere da  figli di Dio, come uomini veri. 

  • L’AUTOAVVERARSI DELLE PAURE E DELLE INTOLLERANZE

 Il Natale ci insegna che è possibile che l’uomo troppo fiducioso dei propri mezzi e ubriacato da profitti reputati inesauribili, a discapito dell’altro che è povero, emarginato, disoccupato, immigrato,  possa cambiare la direzione della sua marcia, come capitò ai Magi dopo l’incontro con Gesù. Ci insegna che, a chi adora Gesù nel presepe, non è più possibile attentare all’identità dell’altro, chiunque esso sia, perché nessuno può essere ridotto a merce o a consumatore atomizzato  in un processo di disumanizzazione. Ed invece, oggi, tutte le vulnerabilità rischiano di essere colpite da un generale clima di odio e di aggressività che dilaga dal piano verbale e telematico a quello fisico e sociale accanendosi  contro  i diversi non  integrati o di recente integrazione: gli immigrati.  Gli immigrati, dopo privazioni, stenti e sacrifici disumani, giungano in un’Italia che, pur fondando la sua storia e la sua identità unitaria sul meticciato culturale, registra un diffuso atteggiamento di chiusura e d’intolleranza con il rischio che si inneschi quello che il sociologo americano William Thomas prevedeva già nel 1928:  comportamenti aggressivi e violenti come reazione a una società inospitale che non intende più accogliere e includere, ma sa solo respingere e odiare.

  • LA PERSONA UMANA COME MISURA DEI MODELLI DI SVILUPPO

La lezione del Natale va esattamente nella direzione contraria. Ci indica una via precisa anche a fronte di ciò che sta avvenendo intorno a noi con la cosiddetta quarta rivoluzione industriale che, mettendo al centro il nuovo progresso tecnico-scientifico delle reti e delle piattaforme telematiche, dei sensori e dell’intelligenza artificiale, lascia intravvedere enormi sviluppi e innovazioni. La nuova forma d’intelligenza, quella artificiale che sviluppa il calcolo logico-matematico, prende decisioni secondo criteri puramente razionali e numerici e, soprattutto, non conosce il valore della persona, della singolarità, della pietà, della misericordia, della compassione, insomma dello specifico umano. 

  • LA POLITICA RICHIEDE CUORE E CERVELLO

La Natività del Signore ha molto da insegnarci e da dirci anche di fronte a  fenomeni epocali, che minano alla base la stessa struttura della democrazia occidentale e devono essere governati con un appello alla politica alta e nobile, competente e lungimirante, intrisa di valori etici e lontana dalla logica del dominio, dell’autocrazia e del sensazionalismo che passa da una emergenza all’altra.

Come scriveva Don Tonino Bello con lucidità profetica, «è un delitto lasciare la politica agli avventurieri; è un sacrilegio relegarla nelle mani di incompetenti che non studiano le leggi, che non vanno in fondo ai problemi, che snobbano le fatiche metodologiche della ricerca e magari pensano di salvarsi con il buon cuore senza adoperare il buon cervello» (Sui sentieri di Isaia, Luce & Vita insieme, la meridiana, Molfetta 1990).

Il Natale ci richiama alla dimensione del cuore, come dimensione umana oggi tra le più trascurate, quella non della semplice, fredda e calcolatrice ragione, ma della “ragionevolezza”, del buon senso, un senso buono per davvero, benevolo e accogliente, che sa che senza amore possiamo solo costruire muraglie, barriere e armi, perfino armi nucleari, per difendere quanto ciascuno accumula per se stesso a danno dell’altro o nell’indifferenza verso la sua povertà e le sue tragedie.  

La combinazione di cuore e cervello consente di analizzare rigorosamente i fenomeni epocali e di cercare delle soluzioni efficaci. Infatti, l’ampia fetta di popolazione esclusa dalla quarta rivoluzione industriale sarà destinata alla disoccupazione, se non si costruisce un sistema di imprenditorialità sociale per la fornitura  di servizi alla persona, per la fruizione di beni culturali e ambientali, per la salvaguardia del creato. 

  • LA POLITICA, “MYSTICA ARTE”

Allora vi auguro, carissime donne e carissimi uomini impegnati nelle istituzioni politiche, che questo tempo di Natale non venga invano, che il Natale vi incoraggi a percorrere la via impegnativa della politica come servizio, ascolto e responsabilità, lontana dalla brama del profitto, dalla sete di potere, che sono strutture di peccato, e dalla rincorsa agli interventi emergenziali che fanno leva sul sensazionalismo momentaneo. Vi auguro che la responsabilità politica riesca a volgere le sfide dei nostri tempi verso un sempre maggiore grado di liberazione dell’uomo, d’integrazione sociale e di condivisione dei beni terreni, per  tramutare le tante vulnerabilità delle nostre comunità in opportunità di crescita.

Vi auguro che il vostro cuore e la vostra ragione siano entrambi “ragionevoli”: non siano in lotta reciproca, ma s’incontrino in vista del bene, secondo quella che il Cardinale Luis Antonio Tagle definisce ‘intelligenza emozionale’. Come scriveva Don Tonino Bello, « […] la misericordia, cioè la compassione del cuore del politico, deve diventare anche compassione del cervello. E allora è necessario che egli ami, prevedendo i bisogni futuri, prognosticando le urgenze di domani, intuendo i venti in arrivo, giocando d’anticipo sulle emergenze collettive, utilizzando il tempo che ordinariamente spreca nel riparare i danni, a trovare il sistema per prevenirli» (In mystica arte. Lettera sulla politica, La Meridiana, p. 29). E ancora: «Il cristiano che fa politica deve avere non solo la compassione delle mani e del cuore, ma anche la compassione del cervello. Analizza in profondità le situazioni di malessere. Apporta rimedi sostanziali sottratti alla fosforescenza del precariato. Non fa delle sofferenze della gente l’occasione per gestire i bisogni a scopo di potere. Paga di persona il prezzo di una solidarietà che diventa passione per l’uomo. Addita in termini planetari e senza paure, i focolai da cui partono le ingiustizie, le violenze, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani. Sicché, man mano che il cristiano entra in politica, dovrebbe uscirne di pari passo la mentalità clientelare, il vassallaggio dei sistemi correntizi, la spartizione oscena del denaro pubblico, il fariseismo teso a scopi reconditi di dominio» (intervista del 1987).

È un invito e un auspicio. È di certo un augurio, nel senso di una crescita in umanità, in socialità, un servizio verso quanti che  hanno già troppo sofferto e stanno soffrendo. È  tempo di trovare strade alternative e seguirle con determinazione, guidati dal chiarore della Sua stella (Mt 2,2), la stella del Natale.

+ Francesco

Diocesi di Cassano all'Jonio
Ufficio per le Comunicazioni Sociali
Direttore: Dott. Roberto Fittipaldi
Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

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