Mercoledì, 28 Novembre 2018 10:37

Corigliano-Rossano. Premio “Il bastone-canna di San Francesco di Paola” (2.a edizione)

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La locandina dell’evento La locandina dell’evento Crediti dell’immagine non indicati

– COMUNICATO STAMPA –

Un importante appuntamento culturale per i devoti di San Francesco di Paola e per quanti amano l’arte. La cappella delle reliquie del Santuario di Corigliano Calabro è stata risistemata con tre grandi pannelli opera dell’artista ucraino Yuriy Kuku, che su mandato dei Padri Minimi ha raffigurato: la gloria di San Francesco di Paola con i santi, beati, venerabili e servi di Dio che hanno vissuto la loro vita seguendo l’ideale cristiano nell’Ordine dei Minimi (primo Ordine sacerdoti e frati; secondo Ordine monache di clausura; terzo Ordine laici); la Chiesa militante con i religiosi minimi nativi di Corigliano, o che hanno vissuto nella cittadina jonica con il compito di correttore, ed ancora gli ultimi due correttori generali e i vescovi minimi del nostro tempo; e la Chiesa popolo di Dio con la raffigurazione di tanti benefattori dell’eremo di Corigliano Calabro, molti dei quali iscritti al Terz’Ordine dei Minimi.

Domenica 2 dicembre 2018, con inizio alle ore 18.30, nella sala “Beato Felton” del complesso conventuale di San Francesco di Paola a Corigliano Calabro, verrà presentato ufficialmente il nuovo libro di padre Giovanni Cozzolino “Una grande storia di santità alla sequela di San Francesco di Paola. Nella cappella del Santuario di Corigliano Calabro i volti di tanti testimoni del Vangelo”che con alcune schede biografiche dei santi minimi, con un ricordo dei religiosi minimi che hanno guidato il convento, e con una serie di testimonianza sui laici “dal cuore buono”, che dal ritorno dei Padri Minimi a Corigliano Calabro (1950) hanno partecipato, condiviso e pregato nel quarto eremo fondato da San Francesco di Paola. Un libro che segue i dettami dell’ultima esortazione apostolica di papa Francesco, Gaudete et exsultate, che parla «della santità della porta accanto»; dopo il saluto del correttore del convento di Corigliano, padre Francesco Di Turi, sono previsti gli interventi dell’editore Demetrio Guzzardi, di don Pietro Groccia, di Francesco Trebisonda, di Antonella Dima e di padre Giovanni Cozzolino.

La serata si concluderà con la consegna del riconoscimento all’artista Yuriy Kuku, per aver realizzatoil ciclo pittorico nella cappella delle reliquie. Il premio “bastone-canna di San Francesco di Paola” è giunto alla seconda edizione;  lo scorso anno fu conferito alla memoria dello storico dell’arte Giorgio Leone, deceduto un anno fa. 

Padre Giovanni Cozzolino in una sua dichiarazione alla stampa ha dato l’annuncio ufficiale che «l’evento per i 500 anni della canonizzazione di San Francesco di Paola, avvenuta in San Pietro a Roma il 1 maggio 1519 da parte di papa Leone X, verrà festeggiato solennemente a Corigliano Calabro, perché la nostra festa patronale di quest’anno cade il 1 maggio 2019, a 500 anni esatti dalla santificazione; è un segno che ci commuove, è come se San Francesco avesse scelto proprio Corigliano festeggiato». Nella stessa nota, parlando del suo nuovo lavoro editoriale ha detto: «Gli utili della vendita del libro, saranno tutti messi a disposizione per la costruenda opera “Oasi San Francesco di Paola” presso Il Romitorio; una zona sacra per tutti noi minimi e per quanti desiderano avvicinarsi per conoscere di più e meglio il carisma “dell’amore alla maggiore penitenza” insegnato da San Francesco di Paola». 

Spesso e volentieri sto in silenzio nella nuova cappella di san Francesco di Paola e osservo con attenzione l’opera realizzata, quasi dialogando con tutti i  personaggi ivi raffigurati e capisco sempre di più la santità. Osservo i correttori defunti dal 1950 in poi: da padre Oronzo Carriero a padre Baldassare Mari, da padre Michele Stea a padre Arturo Mazza, da padre Michele Serpe a padre Francesco Mazza, da padre Andrea Turrisi a padre Cosimo Trivisani, da padre Giuseppe Quaranta a padre Antonio Arena a padre Biagio Laganà e mi accorgo che sono santi, perché purificati e corretti nella completezza della loro vita tutta dedicata al Signore. 

Osservo i benefattori defunti dal 1950 in poi (almeno quelli che mi sono ricordato) e scopro la stessa cosa: da Lucia, Giovanni e Carmela Berardi a Pasquale Cloro, da Maria Marchese a Giovanni Malavolta, da Bombina Napoli a mia madre Elena Capalbo, da Antonietta Costa ad Adele Conte, da Alfonsina Grillo agli affiliati all’Ordine dei Minimi Francesco Policastri e Alessandro Attanasio, da Gemma Terzi ad Immacolata Mangano, da Pietro Tavernise ad Antonio Gallina, da Rosa Albamonte a Vincenzo Risafi, da Maria De Simone a Giorgio Aversente, da Giovanbattista Policastri a Giuseppe Benvenuto, da mio padre Francesco Cozzolino a Tonino Sosto, da Pietro De Simone a Fulgida Pometti, da Pietro Trebisonda a Giovanni Battista Palermo,  da Mario Candido ad Anna Elena Edda Salimbeni, da Giuseppe Pirro a Bombina Romio, da Afonso Fingardo ad Antonio De Gaetano. Tutti ci fanno comprendere che la santità è a portata di mano: loro non abitavano nelle nicchie e non portavano in testa un’aureola luccicante, ma tenevano dentro la testa i fastidi, i problemi e le preoccupazioni, proprio come tutti noi e prima di essere coronati in cielo, hanno ingoiato la polvere della Terra.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

Vi Veri Veniversum Vivus Vici

Sunday the 16th. Castrovillari in Rete

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