Domenica, 12 Novembre 2017 20:38

Catanzaro. Rassegna tearale “Oscenica – Nuove frontiere del teatro contemporaneo”: programma

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Un momento della presentazione della rassegna teatrale Un momento della presentazione della rassegna teatrale Crediti dell’immagine non indicati

− COMUNICATO STAMPA −

Edizione numero zero per “Oscenica – nuove frontiere del teatro contemporaneo” la rassegna ideata e diretta da Divina Mania con la direzione artistica di Mauro Lamanna e Gianmarco Saurino e quella organizzativa di Pietro Monteverdi e Rosy Chiaravalle. La giovane associazione catanzarese sin dalla nascita si è posta l’obiettivo di portare in Calabria nomi importanti del panorama artistico nazionale e internazionale, figure con le quali i fondatori, Lamamma e Saurino, hanno collaborato e collaborano da anni sui palchi più importanti d’Italia. Giovani audaci che vogliono rendere vivi i luoghi che abitano: da questa necessità nasce “Oscenica” il cui obiettivo è consegnare al pubblico un’attenta selezione di spettacoli che, lontani dal mero intrattenimento, riportino lo spettatore a guardarsi e interrogarsi su sé stesso e sulla realtà che lo circonda.

Sette gli appuntamenti in stagione, da dicembre a maggio, che invertono la rotta, sul piano artistico e culturale, senza dimenticare le realtà virtuose già presenti sul territorio calabrese. Per questo motivo “Oscenica” non solo inserisce in cartellone alcuni spettacoli di autori e artisti calabresi che hanno riscosso successo di pubblico e critica in tutta la Penisola, ma trasforma il foyer del Teatro Comunale in una vera e propria mostra “in divenire” allestita con le opere realizzate dai ragazzi dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro.

Si comincia il 9 dicembre con “La Merda” di Cristian Ceresoli con Silvia Gallerano. Per la prima volta a Catanzaro l’opera che ha letteralmente scioccato il mondo, oscar del teatro con il premioEdinburgh Fringe First Award 2012 for Writing Excellence. “LA Merda” è un monologo straordinario, brutale e disturbante sulla condizione umana. La bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio, di aprirsi un varco nella società delle Cosce e delle Libertà.

 

Il 27 gennaio sul palcoscenico del Comunale la compagnia calabrese Scena Verticale con il pluripremiato “La Borto” di e con Saverio La Ruina. Spettacolo vincitore del Premio HYSTRIO per la Drammaturgia e  Premio UBU come Miglior testo italiano, ricevuti entrambi nel 2010, La Borto è la storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschili. Vittoria, con toni ironici, realistici e visionari, racconta il suo calvario in un sud arretrato e opprimente.

Il 9 febbraio Davide Sacco e Gianmarco Saurino portano in scena “Condannato a morte. L’inchiesta”, un’accurata indagine su uno dei temi più complessi della società moderna e contemporanea: la pena capitale. In scena uno dei padroni di casa, Gianmarco Saurino, in un’interpretazione a più ruoli in cui il protagonista esprime le sue ragioni contro quella di Stato e il senso comune di ‘giustizia’.

Sulle tavole del Comunale il 16 marzo arriva Lafabbrica con “Da soli non si è cattivi. Tre atti unici” per la regia di Fabiana Iacozzilli. Dai racconti dell’autrice Tiziana Tomasulo tre storie che raccontano un mondo claustrofobico fatto di ossessioni, manie di grandezza e desideri di vendetta. Incapaci di amare, i personaggi di Da soli non si è cattivi si vergognano profondamente di ciò che sono. Non si sentono all’altezza e per questo sono rigonfi di rabbia e condannati alla solitudine.

Il 7 aprile in scena la compagnia MusellaMazzarelli con “Figlidiunbruttodio”, spettacolo vincitore del Premio In-box 2010, scritto e interpretato da Paolo Mazzarelli e Lino Musella. Due storie che sembrano non avere nulla in comune, una ambientata nel mondo televisivo, e l’altra, a far da contrappunto, nella Spazzautra in cui vivono due poveri cristi senza futuro. I personaggi di entrambe le storie non hanno speranze, ma sono convinti di averne. Sono figli diversi e illegittimi di un tempo comune, figli di un brutto Dio.

Il 4 maggio arriva invece la compagnia Teatrodilina con “Le vacanze dei signori Lagonìa”, scritto da Francesco Colella e Francesco Lagi. In scena una coppia di anziani signori: lo stesso Colella (attore catanzarese premiato all’Ubu) nei panni della signora Lagonìa, e Mariano Pirrello, nel ruolo del marito. ​ Il racconto che i signori Lagonìa ci offrono è quello del loro amore spietato e dolce, a tratti dispotico o molesto, che noi ci troviamo a spiare. L’epica di un matrimonio durato quarant’anni e di questo giorno qua, che non è un giorno qualsiasi della loro vita.

Chiude la stagione il 26 maggio Fortebraccio Teatro con “Cantico dei Cantici” di e con Roberto Latini, tra gli attori più acclamati dalla critica e dal pubblico. Uno spettacolo inatteso e potente, un canto d’amore toccante e disperato che diventa inno alla bellezza, insieme timida e reclamante. Il Cantico dei Cantici è uno dei testi più antichi di tutte le letterature. Pervaso di dolcezza è uno dei più importanti, forse uno dei più misteriosi.

Ἀδάμας Mέλας (Adàmas Mèlas)

Semper adamas

«La mia gente non ha paura di nulla, nemmeno delle parole»
(Gabriele d'ANNUNZIO, principe di Montenevoso)

«Ritti sulla cima del mondo, noi scagliammo, una volta ancora, la nostra sfida alle stelle!»
(Filippo Tommaso MARINETTI, Manifesto del Futurismo, in «Le Figaro», PARIGI, 20 febbraio 1909)

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