Giovedì, 03 Agosto 2017 22:05

Saracena. Approvato il Regolamento del Consiglio Comunale

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COMUNICATO STAMPA

Il Consiglio Comunale di Saracena, nella seduta del 31 luglio scorso, tra i diversi punti all’ordine del giorno, ha colmato una grave lacuna normativa e ha approvato il regolamento che disciplina i lavori dell’assise comunale.

Finalmente anche il consiglio comunale di Saracena, come qualsiasi altra assemblea elettiva democratica e civile, ha un proprio regolamento che ne disciplina il funzionamento.

Il regolamento di una assemblea elettiva è uno strumento democratico fondamentale a difesa dei diritti e dei doveri degli eletti e degli elettori.

Dopo il clamore mediatico suscitato da questo regolamento e durante la discussione in consiglio, la maggioranza ha proposto un innalzamento dei tempi di intervento rispetto alla precedente indicazione portandoli a 10 minuti per il primo e 5 per la replica. Ma neanche questa modifica ha incontrato “il gradimento” della minoranza e il regolamento è stato approvato con i soli voti della maggioranza.

Nei giorni scorsi, alcuni esponenti della minoranza hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa per denunciare questo “regolamento bavaglio”, che a loro dire costituiva un grave vulnus alla democrazia cittadina perché si tratta “di un regolamento limitativo della libertà che va ritirato”.

Parole roboanti, utili solo a garantirsi 5 minuti di notorietà e qualche apprezzamento sui social network. Ma poi, magicamente, la posizione della minoranza, in apertura del consiglio, è stata subito diversa rispetto ai titoloni dei giornali ed è diventata quella di una richiesta di modifica dell’articolo che disciplina i tempi di intervento (gli articoli in totale sono 58).

Parole forti che inoltre stridono con una bozza di regolamento che l’amministrazione comunale Metaponte (2002 – 2007), di cui il consigliere Pandolfi era vicesindaco, aveva preparato per disciplinare i lavori del consiglio.

Questa bozza prevedeva un limite di tempo di 10 minuti per il primo intervento e 5 per la successiva replica.

Cosa è cambiato da allora ad oggi? Perché è necessario travisare i fatti per ergersi a paladini della democrazia? Da sedicenti imbavagliati si riesce ad avere un’eco maggiore sui media? 

“Non si tratta di bavaglio e ovviamente non aspiriamo al mutismo consiliare”- ha affermato l’assessore Propato durante la discussione - “il nostro intento è quello di regolamentare i lavori dell’assemblea e garantire quindi un tempo congruo di parola anziché sottrarlo.”

 Rimane intatta la piena disponibilità al confronto, al dialogo con l’opposizione e alla compartecipazione alla cosa pubblica, ed è auspicabile che su tutte le proposte ci possa essere una discussione sana e scevra da preconcetti, che possa favorire l’approvazione di provvedimenti utili per tutta la nostra comunità.

Ma con forza si ribadisce una ferma condanna per gli atteggiamenti populistici e denigratori che  alcuni esponenti dell’opposizione continuano a mantenere a 2 mesi ormai dalla tornata elettorale.

Il populismo della democrazia calpestata da un “regolamento bavaglio” è patetica, soprattutto se poi i tempi proposti sono gli stessi che il consigliere Pandolfi proponeva 10 anni prima. Così come è una proposta populista quella di un regolamento che non preveda un tempo massimo per il primo intervento.

Non è immaginabile instaurare un dialogo se ogni giorno si grida allo scandalo e si denuncia il mancato rispetto dei principi democratici. Se in ogni dichiarazione si denigra l’amministrazione comunale, e soprattutto il sindaco, colpevole di avere “una visione alquanto asfittica, culturalmente semplicistica e riduttiva, della democrazia”.

Sulla preparazione culturale, istituzionale, accademica, politica ecc, ecc. già in campagna elettorale è stato dato un degno spettacolo e tutti i cittadini si sono fatti la loro idea.

Dopodiché, democraticamente, hanno espresso il loro voto.

 

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