– COMUNICATO STAMPA –

E’ stato portato a termine il percorso formativo per la lingua inglese Cambridge Starters Young Learners con esiti eccellenti per gli alunni del Primo Circolo Didattico di Castrovillari ALOISIO SOFIA, CORRADO ALESSANDRO, DE MARCO SABRINA, DINI REBECCA, DONGHIA ALESSIA, FILOMIA GIULIA, GIMIGLIANO ALESSANDRO,
GRAZIADIO MARIANNA, IAZZOLINO MICHELE, PICARDI ADELE, PUGLIESE CHIARA, RANIERI CHIARA, RUSSO LEONARDO, TOCCI ELENA MARIA, in collaborazione con l’Accademia delle Lingue di Castrovillari.

L'apprendimento della lingua inglese è un lungo viaggio e il metodo Cambridge offre un percorso per obiettivi, mantenendo i bambini motivati in ogni fase, dal livello Pre-A1 alla competenza C2, e favorendo lo sviluppo delle quattro abilità linguistiche (ascolto, lettura, produzione orale e scritta).

La necessità di consentire agli alunni l’acquisizione di un’adeguata alfabetizzazione linguistica è uno degli obiettivi prioritari che la Dirigente del 1° Circolo Didattico di Castrovillari persegue sin dal momento del suo insediamento; in tal senso, il percorso formativo nella lingua inglese ha rappresentato un’opportunità in più per i bambini che frequentano la scuola primaria.

In collaborazione con l'Accademia delle Lingue di Castrovillari, diretta dalla prof.ssa Vanina Menegoni e dal Director of Studies Luke Cassanell, gli alunni che hanno frequentato il modulo linguistico "Travelling in my English World” del PON “I CARE” , a.s. 2017/2018, seguiti dalle docenti Maria Luisa Stabile e Jennifer Kumah, e gli alunni del Corso di Potenziamento della lingua inglese “Start and fun with English”, a.s. 2017/2018, affidati alle cure della docente Ippolita Gallo, hanno affrontato gli esami Cambridge Starters Young Learners con entusiasmo ed impegno. Il 23 giugno 2018, i 14 bambini coinvolti hanno sostenuto gli esami Cambridge nella sede della suddetta Accademia. Lo scorso 4 ottobre, nell’Aula Magna del Villaggio Scolastico del 1° Circolo Didattico di Castrovillari, si è tenuta la cerimonia conclusiva del corso, nella quale la Dirigente Scolastica ha consegnato i Certificati Cambridge Starters Young Learners agli alunni, visibilmente felici ed emozionati, che hanno così sancito il loro primo passo nell'apprendimento della lingua inglese, imprescindibile per la formazione delle giovani generazioni.

Ricevere il Cambridge Assessment English è un grande risultato, un marchio di eccellenza che può aprire le porte ad opportunità entusiasmanti.

Dirigente Scolastico DD1 Castrovillari Antonella GRAVINA
Direttore Accademia delle Lingue di Castrovillari Vanina Menegoni
Docente specialista Lingua Inglese Scuola Primaria DD1 Castrovillari Prof.ssa Ippolita GALLO

– COMUNICATO STAMPA –

Sabato sera, 13 ottobre 2018, Nella Basilica Cattedrale di Cassano allo Ionio si è svolta la veglia missionaria e il conferimento del mandato catechistico. 

La celebrazione è stata presieduta dal Vescovo di Cassano, mons. Francesco Savino che ha scritto una lettera - di seguito riportata - agli operatori pastorali.

 

Carissimi operatori pastorali, 

voi siete il volto missionario della chiesa locale!

 

Ancora una volta grazie per il vostro ministero che vivete con passione e gratuità. Con stupore scopro sempre di più il vostro amore per Cristo, il suo Regno e la chiesa.

Voglio soffermarmi, questa sera, mentre vi conferisco il mandato, a riflettere sulla parrocchia come comunità che genera alla fede, come “luogo” di comunione nella concreta realtà del territorio.

Papa Francesco in Evangelii Gaudium parla della chiesa come popolo di Dio e osserva che essa è “ben più di una istituzione organica e gerarchica, poiché è, anzitutto, un popolo in cammino verso Dio” (EG 111). “Un popolo che Dio si è scelto e convocato” (EG 113), “inviato da Gesù Cristo come sacramento universale di salvezza” (EG 112) che “collabora come strumento della grazia divina che opera incessantemente al di là da ogni supervisione” (EG 12). Questo popolo annuncia con gioia la salvezza per tutti: “nessuno si salvada solo, cioè né come individuo isolato, né con le sue forze proprie” (EG 113).

Il popolo di Dio opera “in accordo con il grande progetto di amore del Padre” e quindi è “luogo dellamisericordia gratuita, dove tutti possono sentirsi accolti, amati, perdonati, incoraggiati a vivere il Vangelo”(EG 114) e, infine, è un popolo dai molti volti sia perché “l’essere umano è sempre culturalmente situato” sia perché “natura e cultura sono strettamente connesse” (EG 115), come già aveva precedentemente affer- mato la Gaudium et Spes al n.53.

Se la chiesa è “popolo messianico in cammino”, la comunità parrocchiale, cioè la chiesa sul territorio non può che avere le seguenti connotazioni: essere dinamica, ossia essere sempre in cammino, in fedeltàal Vangelo e agli uomini, una comunità estroversa, missionaria, in uscita; porre segni dell’amore incondi-zionato e asimmetrico di Dio, “lento all’ira e grande nella misericordia per tutti”; favorire e riconoscere le relazioni, che non possono che essere fraterne, “trinitarie”; accettare le diversità, i mille volti rivolti,sinfonia di carismi e di ministeri.

La parrocchia è per “tutti”, esiste per tutti coloro che vi arrivano, per “chiunque”, direbbe Theobald, sia interessato, toccato, affascinato, a qualunque livello di intensità, dal Vangelo.

Una parrocchia-comunità, “casa e scuola di comunione”, che genera alla fede. Una parrocchia-comu-nità che diventa sfida e sogno condiviso da realizzare. Una parrocchia, anima del territorio, che da essere autoreferenziale e centro di servizi religiosi, da essere liquida, diventa, come dice l’apostolo Paolo nellalettera ai Filippesi 2, 15, una comunità delle “stelle in terra”. Una comunità di credenti che, ben radicati sulla terra, vivono della Parola di Dio, si nutrono del Corpo di Cristo, e, in tal modo, possono illuminare e orientare.

Non lasciamoci rubare la bellezza di vivere la “comunità”.

“La parola comunità evoca tutto ciò di cui sentiamo il bisogno e che ci manca per sentirci fiduciosi, tranquilli e sicuri di noi”: così scriveva il sociologo Zygmunt Bauman. Ma, chiediamoci, quali sono lecondizioni perché la parrocchia sia luogo di comunione? In una riflessione molto bella di don Tonino Bello,ho letto che occorrono tre condizioni: la parrocchia sappia riscoprire la sua vocazione missionaria, come è stato all’inizio; sappia guardare in alto, alla struttura, al Vescovo, alla Diocesi; sappia guardare in basso.

  1. a)  Prima condizione: riscoprire la vocazione missionaria. Le nostre parrocchie, sono troppo sedentarie,non conoscono più l’ansia kerigmatica, quella cioè del primo annuncio: Gesù è morto ed è risorto per noi. Ci siamo specializzati in catechesi ma, lo dice anche fortemente Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, soprattutto nell’ultima parte del terzo capitolo, abbiamo oscurato la dimensione kerigmatica. Le nostre parrocchie sono “carri merci, sui binari morti delle stazioni” (don Tonino Bello). Attendono i consumatori dei beni sacramentali, vivono ma non vanno. E’ chiaro, diceva ancora don Tonino Bello,che per riscoprire la vocazione missionaria, la parrocchia deve riscoprire la sua vocazione alla povertà,

    intesa come essenzialità, sobrietà.

  2. b)  Seconda condizione: guardare alla struttura.

    Il paragrafo 42 della Costituzione sulla Liturgia è significativo: “poiché nella chiesa il Vescovo non può presiedere personalmente sempre e ovunque l’intero gregge, deve necessariamente costituire delle assemblee di fedeli, tra cui hanno posto preminente le parrocchie organizzate localmente sotto la guida di un pastore che fa le veci del Vescovo. La riflessione cade qui sulla comunione presbiterale, ecclesiale e gerarchica. Essa è dono e grazia, non legge dettata dall’efficienza o da un bisogno tattico per sfondare. Pertanto richiede preghiera, meditazione, studio teologico, biblico, pastorale e anche sacrificio. Il sacri-ficio di uscire dal proprio comodo, dal proprio “io” per ricercare l’intesa, la comunione pastorale. E’ la sfida dell’unità pastorale! Della comunità di parrocchie. Siamo troppo “frantumati”, lo dico con umiltàsia “del noi sacerdoti” e anche “del noi come comunità”.

    La comunione ecclesiale diventerà, ne sono profondamente convinto, segno, fermento, stimolo, co-scienza critica, parametro per una vera solidarietà. Difficilmente riusciremo a costruire la comunionenelle nostre comunità e tra le nostre comunità se non guarderemo al di sopra del campanile.

  3. c)  Terza condizione: guardare in basso.
    La terza condizione, non deve spaventarci, è che si costituiscano piccole comunità del Vangelo, credibili e autorevoli, per la loro capacità di condivisione. Se, è vero che la chiesa è popolo di Dio, è comunità di comunità, la parrocchia è comunità, la diocesi è comunità, è anche vero che spesso la parola comu-nità resta una definizione vuota. La vita comunitaria è esperienza di vita, di fede, di carità, di gioia, di condivisione che genera alla fede, oltre la parrocchia burocratica dove il servizio fatto magari generosa-mente sul piano sacramentale, rischia di perpetuare l’equivoco del distacco tra la vita e la fede.Ritengo che voi laici, voi tutti operatori pastorali, potete veramente realizzare una vera e propria rivolu- zione se, mettendovi in gioco, riuscite a vivere la fraternità cristiana dove il Vangelo diventa parametro di vita e l’Eucarestia il fondamento, protesi verso il “non ancora” del Regno di Dio.
    Ci attendono alcune sfide che vorrei evidenziare.

1) La parrocchia-comunità e il mondo della cultura.

Così sostiene, direi profeticamente, don Tonino Bello: “Le nostre parrocchie hanno disertato il fron-te della cultura, e oggi stiamo assistendo ad una autentica mentalità laicista, indifferente, di nichili-smo, che è un polipo dai mille tentacoli, più presente tra noi di quel che si pensi”. Pierpaolo Pasolini affermava che il consumismo è l’unica rivoluzione che, senza sparare colpi di cannone, è riuscita asovvertire la società, a cambiare la nostra, che era una società cristiana, in una società edonistica,protesa verso il piacere. Dobbiamo darci da fare per riparare a ritardi colpevoli di cui oggi stiamo pagando lo scotto. Urge una vera e propria “rifondazione culturale”, una rinascita culturale del cri- stianesimo, una nuova grammatica della fede basata su processi di mediazione con i saperi umani, sia umanistici che tecnico-scientifici. L’esperienza cristiana ha bisogno di una vera e propria diaconia della cultura.

2)  La parrocchia-comunità e i problemi della giustizia sociale.

  1. Non voglio cedere alla tentazione del sociologismo ma riconosciamo tutti che la popolazione ca- labrese è sconvolta da un drammatico travaglio morale e socio-economico (disoccupazione, emi-grazione, clientelismo, corruzione, illegalità diffusa, caporalato e disuguaglianze sociali). Quale presenza sul territorio da parte delle nostre comunità? E la profezia? E la denuncia, personale ecomunitaria, come annuncio di salvezza? Indubbiamente è stato ed è lodevole il nostro impegno disolidarietà ma, specchiandoci nel Vangelo, domandiamoci perché non c’è stata una crescita di una forte coscienza sociale? Domandiamoci ancora se stiamo stati segno di rottura o di conservazione? (cfr. At 2, 15 in riferimento a Paolo e a Sila: “costoro mettono sotto sopra il paese”). Urge uno scattodi responsabilità. Educhiamoci insieme ad essere protagonisti di un nuovo umanesimo superando la logica di “piangerci addosso”. Non sacrifichiamo la nostra libertà evangelica sull’altare di qualche “piatto di lenticchie” che i potenti di turno ci offrono col subdolo desiderio di ricattare le nostrecoscienze.
  2. 3)  La parrocchia-comunità e i giovani.

    Abbiamo vissuto un’Assemblea che ha avuto come tema “Generare i giovani alla vita e alla fede nella comunità cristiana: una sfida educativa”. Da qualche giorno è iniziato il Sinodo dei giovani e sui giovani, fortemente voluto dal Papa. La mia lettera ai giovani, che mi auguro sia stata letta da voi personalmente e comunitariamente, è solo un invito a liberarci da ogni pregiudizio e luogo comune per comprendere dinamiche e nuove spiritualità che attraversano e abitano i giovani e ilmondo giovanile nel suo complesso. Quest’anno pastorale sarà un anno durante il quale i giovani avranno, a partire da me e da parte di ogni comunità parrocchiale, un’attenzione tutta speciale. Il prossimo anno sarà ancora un anno che ci vedrà tutti concentrati sulla pastorale dei giovani. L’ho già detto con forza nelle conclusioni dell’Assemblea: la condizione giovanile “non è una malattia”. Penso che l’errore più grosso delle nostre comunità, della nostra chiesa, sia stato quello di non aver mai affrontato la “questione giovanile” nelle sue matrici culturali e di esserci attardati su analisi su-perficiali e su rimedi dal fiato corto. E’ l’ora della diaconia della cultura e della cultura dell’incontrocome parametri educativi indispensabili e necessari dei giovani che incontriamo o intercettiamo sui nostri sentieri, più o meno interrotti, della pastorale.

Per ultimo, ma non come ultimo in senso valoriale, sottopongo, cari operatori pastorali, al vostro “cuorepensante”, la questione della catechesi delle persone disabili, che sono numericamente in crescita. PapaFrancesco, in occasione del 25° anniversario dell’Istituzione del Settore per la Catechesi per le persone di-sabili dell’Ufficio Catechistico Nazionale Italiano, così si è espresso: “L’ambito della pastorale dei disabili richiede una duplice attenzione: la consapevolezza della educabilità alla fede della persona con disabilità,anche gravi e gravissime; e la volontà di considerarla come soggetto attivo nella comunità in cui vive. Que-sti fratelli e sorelle non sono soltanto in grado di vivere una genuina esperienza di incontro con Cristo, ma sono anche capaci di testimoniarla agli altri. Molto è stato fatto nella cura pastorale dei disabili; bisognaandare avanti, ad esempio riconoscendo meglio la loro capacità apostolica e missionaria, e prima ancora il valore della loro “presenza” come persone, come membra vive del Corpo ecclesiale. Nella debolezza e nel-la fragilità si nascondono tesori capaci di rinnovare le nostre comunità cristiane. Tuttavia le nostre comunità fanno ancora fatica a praticare una vera inclusione, una partecipazione piena che diventi finalmente ordina-ria, normale. E questo richiede non solo tecniche e programmi specifici, ma prima di tutto riconoscimento eaccoglienza dei volti, tenace e paziente certezza che ogni persona è unica e irripetibile, e ogni volto esclusoè un impoverimento della comunità. Anche in questo campo è decisivo il coinvolgimento delle famiglie,che chiedono di essere non solo accolte, ma stimolate e incoraggiate”.

Coraggioso e provocatorio è stato ancora Papa Francesco quando, rispondendo ad alcune domande dei partecipanti al Convegno per persone disabili, ha detto: “O tutti o nessuno”.

La pastorale o è inclusiva o non è una pastorale del Vangelo.
Concludo queste mie riflessioni rivolte in modo particolare a voi operatori pastorali ma anche ai vostri

cari Parroci, a tutti i miei confratelli, riflessioni che denotano una mia grande preoccupazione: la costitu-zione della parrocchia-comunità. Aggiungo una bellissima poesia di D. Bonhoeffer intitolata “La morte di Mosè”:

Tu che punisci i peccati
e perdoni volentieri,
Dio, questo popolo io l’ho amato.
Aver portato la sua vergogna e i suoi vizi e aver scorto la sua salvezza:
questo mi basta.
Reggimi, prendimi.
Il mio bastone s’incurva.

Spesso anche “il mio bastone”, cioè “il mio pastorale”, s’incurva sotto il peso delle fatiche, delle ama- rezze e delle delusioni.

Ma non m’importa.

O Dio questo popolo, di cui questi operatori pastorali fanno parte, io l’ho amato da quando mi hai elettoVescovo e lo amerò per sempre.

O Dio, padre di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, dei Profeti, di Gesù, aiutaci ad essere testimoni gene-rosi, instancabili e credibili del tuo amore, fino al punto di attrarre tutti a tuo figlio, il Messia, Gesù Cristo.Amen.

Vostro
✠ don Francesco, Vescovo

– COMUNICATO STAMPA –

“ Sono nato per volare” di e con Giuseppe Arnone, vince la V^ edizione del Festival dei Corti Teatrali del Calàbbria Teatro Festival 2018, evento organizzato dall’Associazione Khoreia 2000 per la direzione artistica di Rosy Parrotta e quella organizzativa di Angela Micieli. Il corto, improntato sulla strage di Ustica, si porta a casa anche il premio della giuria popolare. Questa la motivazione della giuria tecnica composta da: Lina Bernardi, attrice di teatro, cinema e televisione, Carlo Fanelli, Docente di Drammaturgia all’UNICAL e Pierpaolo Saraceno, Attore, regista e drammaturgo :” Indovinata l’organizzazione dello spazio, un testo ben strutturato drammaturgicamente. Peculiare l’utilizzo di tecniche testuali tradizionali e il gioco su registi attoriali differenti cui la musica offre un supporto emozionale considerevole”.

Al secondo posto “Bianco d’inchiostro” Requiem poetico a 100 anni dalla Rivoluzione d’ottobre, di Giulio Bellotto che porta a casa anche il premio come miglior attore e il premio come miglior attrice per Alice Guarente; il corto era improntato sugli anni del terrore dell’Unione Sovietica. Sale sul podio anche “Sandra C” che prende il premio anche come miglior regia, quella di Bernardini-Marenco. Il corto era improntato sul G8 di Genova. Il premio miglio testo va al “ Il Palazzone industriale di spalle al mare” di Marco Mittica; il corto era improntato sul progresso materiale a svantaggio di quello morale. Ai primi tre classificati anche una borsa di studio a tutti gli altri, un attestato di partecipazione. Ma la serata si è aperta con il corto “ La scatola nera”, testo e regia di Michele Zaccagnino, interpreti Alessandro Capone e Francesco Siggillino. La vita di due transessuali napoletani tra aspirazioni, disillusioni e piccole necessità quotidiane che si sposano con grandi sogni d’amore eterno. Subito dopo “ Infelici notti” di Raffaele Bruno con l’interpretazione di Federica Palo. Lo spettacolo trae ispirazione da una “visione” dell’attrice Monica Nappo e da Giorni felici di Beckett, tradotto in napoletano dal regista Bruno, trasformato, al servizio della voce di una donna intrappolata in un (non) luogo:un manicomio, la fine del mondo o un sogno? A chiudere la serata, il vincitore del Festival dei Corti Teatrali, ovvero : “Sono nato per volare” . La storia della famiglia siciliana Diodato, che partita da Bologna ritorna in Sicilia per le vacanze estive. Un viaggio mai terminato quel lontano 27 giugno del 1980 quando l’aereo su cui viaggiava, scompare nei cieli sopra il braccio compreso tra le isole italiane di Ponza e Ustica. Nell’incidente morirono 81 persone tra cui la famiglia Diodato a cui il corto era dedicato. [...]

La manifestazione è organizzata con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Castrovillari e con il contributo della Regione Calabria (entrato come evento storicizzato), (co evento) del Parco Nazionale del Pollino, della Gas Pollino, della Gestione Pollino Impianti e l’apporto del brand Castrovillari città Festival.

Castrovillari 13 ottobre 2018

Ufficio Stampa
Anna Rita Cardamone ARCA COMMUNICATION

– COMUNICATO STAMPA –

“Il rischio alluvione- e quindi ciò che è legato al ruschio idrogeologico- sarà al centro di momenti di sensibilizzazione, sabato 13 e domenica 14 ottobre, anche a Castrovillari, tra le piazze d’Italia che accoglieranno i Volontari, per informare i cittadini sulle buone pratiche di protezione civile.

L’azione si muove sotto quella più ampia, denominata “Io non rischio”, giunta all’ottava edizione e nata nel 2011 grazie al Dipartimento della Protezione Civile con L’Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nonché la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica.

Lo specifico approfondimento divulgativo locale si terrà su Canal Greco, nei pressi del Centro Servizi per il Volontariato, per mano delle Associazioni di volontariato “Ente nazionale per la Salvaguardia Ambientale” e “Appartenenti alla Polizia Locale Italiana” partner, con più organismi; a fianco il Comune ed altri soggetti.

L’appuntamento sarà un’occasione per rendere consapevoli alla problematica che viene posta, ma anche per far capire come bisogna muoversi negli istanti determinati dai fenomeni naturali.

E’ un approccio di ascolto da non perdere - da qui l’invito pressante a partecipare - per essere introdotti a quelle metodiche e comportamenti che desiderano contribuire a tale tipo di educazione civica, fondamentale per la vita di ciascuno come delle comunità le quali, ormai, come registriamo sempre più spesso, devono fare i conti con questi sconvolgimenti.”

Castrovillari 12 ottobre 2018

Per l’ASSAPLI
il Presidente Nazionale
Avv. Dario Giannicola

– COMUNICATO STAMPA –

Si è riunita nei giorni scorsi a Castrovillari la commissione che ha proceduto alla valutazione delle opere che hanno partecipato alla 1.ma edizione del concorso fotografico organizzato dalla Delegazione del Fai Pollino, rivolto agli alunni delle scuole ed ai giovani in età compresa fra i 14 ed i 35 anni, sul tema “Angoli
nascosti e realtà dimenticate nel Parco Nazionale del Pollino” con l’intento di stimolarli a rivolgere la propria attenzione, in particolare ai “paesaggi della bellezza”, per sviluppare l’interazione tra uomo ed ambiente affinchè possa produrre un risultato non solo bello ma anche sostenibile ed utile.

Sono state ammesse al concorso le immagini che presentavano gli angoli più nascosti e le realtà dimenticate ricadenti nell’area del Parco Nazionale del Pollino e che si sono distinte per la qualità tecnica della fotografia, per la capacità di interpretazione del tema, per l’impatto del messaggio trasmesso e per la originalità e la creatività.

Ideatore e curatore del concorso è stato il prof. Francesco Caruso, delegato all’Ambiente del Fai Pollino. La commissione composta da Mario Alvaro, Francesco Caruso, Gennaro Cosentino, Gaetano Gianzi e Giuseppe Iazzolino ha proceduto alla valutazione individuale di tutte le opere partecipanti al concorso, assegnando, alla unanimità, il 1° premio ad Alessandra Galizia per la foto “Una casa Codra a Civita”, il 2° premio ad Angelica Gaetani per la foto “Neve d’autunno” ed il 3° premio a Maria Francesca Iannelli per la foto “Antichi mestieri in un panorama montano incontaminato”. La premiazione dei vincitori avverrà nei prossimi giorni nel corso di una manifestazione alla quale parteciperanno Autorità e Dirigenti Scolastici.

“Con questa iniziativa – ha dichiarato la prof.ssa Donatella Laudadio capo delegazione del Fai Pollino - abbiamo voluto porre l’attenzione delle giovani generazioni sulle bellezze naturalistiche e paesaggistiche del nostro territorio, per accrescere il loro interesse affinchè questi beni di incomparabili bellezze possano essere sempre più preservati e valorizzati.”

Castrovillari, 10-10-2018

– COMUNICATO STAMPA –

Ritornare alla normalità il più presto possibile, già alla fine del mandato amministrativo, perchè Mormanno ha bisogno di ripartire prima possibile. E' l'obbiettivo dell'esecutivo guidato dal Sindaco, Giuseppe Regina, che sta alacremente portando avanti la ricostruzione post sisma dell'ottobre 2012. Dopo l'assegnazione delle risorse della Protezione Civile nazionale al sistema regionale ed il trasferimento delle somme al Comune di Mormanno (primo caso italiano in tal senso) l'amministrazione comunale e tutta la struttura tecnica stanno portando avanti un lavoro di celerità nella redistribuzione delle somme da spendere in maniera certosina ed efficace, con tempi che hanno dello straordinario.

Tutto con l'obiettivo principale di «far ripartire la comunità il prima possibile - afferma il Sindaco, Giuseppe Regina - e ritornare presto alla normalità consentendo a tutti le famiglie che sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni di rientrare quanto prima in possesso dei loro stabili». Si inquadra in questa ottica l'altro importantissimo passaggio che ieri ha permesso l'assegnazione dei lavori di ricostruzione del Lotto 3 di Piazza Umberto I, uno dei luoghi simbolo e nevralgici della ricostruzione nel centro città.

«In soli 9 mesi dall’arrivo delle risorse, grazie ad un grande lavoro di squadra, e superando le difficoltà burocratiche che pure si innestano in questo percorso la nostra amministrazione, insieme al lavoro degli uffici comunali, ha permesso di affidare i lavori che riguardano ben 14 lotti. Un tempo record di cui siamo orgogliosi e che si spinge ad essere sempre più esempio e modello virtuoso della Calabria che sa e vuole fare per il bene collettivo. Siamo consci - ha dichiarato a nome dell'amministrazione il primo cittadino di Mormanno - che con questo segnale potremmo ridare speranza e futuro alle famiglie che erano rimaste fuori dalla loro abitazione ed oggi abbiamo acquisito maggiore determinazione per continuare il nostro cantiere di rinascita per la nostra comunità».

Vincenzo Alvaro
- giornalista -
Pagina 1 di 424
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Tuesday the 16th. Castrovillari in Rete

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