Martedì, 23 Aprile 2019 15:11

Pediatria. Buone nuove dalla Regione Calabria

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COMUNICATO STAMPA

Il Sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, comunica che è stata sottoscritta la convenzione  tra l’ASP di Cosenza e l’Azienda  Ospedaliera di Cosenza per l’utilizzo di personale medico di Neonatologia nel reparto di Pediatria dell’Ospedale del Capoluogo del Pollino.

Lo riferisce, precisando che “l’atto bilaterale è stato siglato in attesa del completamento della procedura concorsuale di nuovi pediatri.”

Come ricorda ancora il primo cittadino:“...il problema nei giorni scorsi era già stato attenzionato e necessitava semplicemente  dell’apposita formalizzazione.

Per accelerare l’iter Lo Polito, questa mattina, si è recato all’ASP di Cosenza al fine di sollecitare ulteriormente tale adempimento che, finalmente, è stato evaso.

Questo grazie – aggiunge-  al rapido intervento del presidente della Giunta Regionale, Onorevole Mario Oliverio, e all’autorizzazione alla spesa, firmata  dal direttore generale del Dipartimento, dottor Belcastro; così- riferisce il primo cittadino- si è  sbloccata la delicata situazione. Ora sarà  possibile- spiega-  ripristinare i ricoveri presso il reparto di Pediatria del nosocomio castrovillarese.

Per tutto ciò- sottolinea ancora  il Sindaco Lo Polito- non si può che ringraziare il Presidente Oliverio, il quale tempestivamente ha dato risposta al problema, il direttore generale del Dipartimento regionale , Belcastro, per quanto evaso di sua competenza , e, in modo particolare, il dr. Riccardo Scudo,  primario di Pediatria nell’Ospedale di Castrovillari, nonché tutto il personale medico e non  che, pure in situazioni di oggettiva difficoltà, hanno  continuato a garantire i servizi  verso i piccoli pazienti  del punto nascita.

L’Ufficio Stampa del Comune di Castrovillari

(g.br.)

Insieme colle scuse per il ritardo, dovuto a motivi tecnici, a nome di tutti noi di CV in Rete, gli auguri a tutti coloro che ci seguono di...

... Buona Pasqua, Pasquetta e Pasquone!

 
 
 
 

Duro intervento dei sindaci di Frascineto e Civita sulla assenza di strategia governativa e regionale per risolvere i problemi di un sistema essenziale per la vita dei cittadini. Se lo Stato abbandona anche i minori è finito tutto: non abbiamo più speranze di futuro

 «La drammatica situazione che si paventa a breve termine per il reparto di Pediatria che non riesce più ad assicurare assistenza ai bambini ricoverati, ai neonati patologici, per mancanza di personale è la sintesi perfetta di come il sistema sanitario regionale non sia più in grado di risolvere problemi ma di aggiungerne altri a quelli già esistenti. E soprattutto è la manifestazione plastica di come anche i proclami del Governo Giallo - Verde sul Sud e la Calabria in particolare siano solo promesse elettorali che nulla hanno a che vedere con la realtà che era e resta drammatica per uno dei servizi e dei diritti fondamentali da garantire ai cittadini ed al territorio». Angelo Catapano, Sindaco di Frascineto, ed il suo collega, Alessandro Tocci di Civita, intervengono sulla paventata chiusura del reparto di Pediatria che rischia di non poter più assicurare la degenza dei suoi piccoli pazienti a breve termine se il sistema sanitario regionale e l'Asp in particolare non riusciranno a garantire il personale adeguato (almeno 6 medi a fronte di 4 disponibili unito al personale infermieristico che manca in gran numero) per l'assistenza e la continuità assistenziale di questo importante presidio medico inserito nel corpo sanitario dello Spoke di Castrovillari. 

 «Perdere la Pediatria oltre ad essere un nuovo scippo a questo comprensorio ed al sistema di assistenza territoriale comporterebbe il fallimento di ogni politica sanitaria proclamata da più tempo ad ogni livello politico ed istituzionale. Se chi dirige la macchina amministrativa e burocratica della sanità calabrese, chi dovrebbe a più alti livelli porre controllo e sostenere politiche territoriali più adeguate, non riusciranno a fermare questa emorragia di tutela e diritti allora avremo fallito ogni ruolo politico, sociale, istituzionale». 

 «La sanità - continuano i due amministratori - non può essere gestita dai commissari a prescindere dal colore di chi governa. Il dato più eclatante è che in dieci anni di commissariamento il sistema sanitario calabrese ha visto solo disastrare ancor peggio i servizi invece che migliorarli amplificando la mancanza di risposte sanitari sui territori. Non è con i generali che si risolvono i problemi ma attivando una concertazione seria con le istituzioni locali ed i presidi medico - assistenziali». 

 Catapano e Tocci promettono «battaglia istituzionale e democratica su ogni fronte possibile» perchè la «salute e soprattutto quella dei più piccoli deve essere garantita a tutti i costi senza guardare tanto ai numeri e alle carte, ma sfidando le regole del tecnicismo per tutelare chi soffre ed ha bisogno di cure mediche».

 «Facciamo appello a tutti i sindaci del comprensorio - hanno concluso Catapano e Tocci - perchè insieme si possa far sentire la voce di un territorio che chiede solo diritti e non pretende favori. Se i piccoli assistiti nel nostro ospedale rischiano di essere trasferiti avremo sulla coscienza non solo la fuga di cervelli ma anche la noncuranza e l'abbandono per coloro che hanno avuto bisogno di noi fin dai primi giorni di vita e abbiamo abbandonato al loro destino di numeri, piuttosto che di persone». 

Avi Communication / Vincenzo Alvaro 

Duro intervento dei sindaci di Frascineto e Civita sull'assenza di strategia governativa e regionale per risolvere i problemi di un sistema essenziale per la vita dei cittadini. Se lo Stato abbandona anche i minori è finito tutto: non abbiamo più speranze di futuro

 «La drammatica situazione che si paventa a breve termine per il reparto di Pediatria che non riesce più ad assicurare assistenza ai bambini ricoverati, ai neonati patologici, per mancanza di personale è la sintesi perfetta di come il sistema sanitario regionale non sia più in grado di risolvere problemi ma di aggiungerne altri a quelli già esistenti. E soprattutto è la manifestazione plastica di come anche i proclami del Governo Giallo - Verde sul Sud e la Calabria in particolare siano solo promesse elettorali che nulla hanno a che vedere con la realtà che era e resta drammatica per uno dei servizi e dei diritti fondamentali da garantire ai cittadini ed al territorio». Angelo Catapano, Sindaco di Frascineto, ed il suo collega, Alessandro Tocci di Civita, intervengono sulla paventata chiusura del reparto di Pediatria che rischia di non poter più assicurare la degenza dei suoi piccoli pazienti a breve termine se il sistema sanitario regionale e l'Asp in particolare non riusciranno a garantire il personale adeguato (almeno 6 medi a fronte di 4 disponibili unito al personale infermieristico che manca in gran numero) per l'assistenza e la continuità assistenziale di questo importante presidio medico inserito nel corpo sanitario dello Spoke di Castrovillari. 

 «Perdere la Pediatria oltre ad essere un nuovo scippo a questo comprensorio ed al sistema di assistenza territoriale comporterebbe il fallimento di ogni politica sanitaria proclamata da più tempo ad ogni livello politico ed istituzionale. Se chi dirige la macchina amministrativa e burocratica della sanità calabrese, chi dovrebbe a più alti livelli porre controllo e sostenere politiche territoriali più adeguate, non riusciranno a fermare questa emorragia di tutela e diritti allora avremo fallito ogni ruolo politico, sociale, istituzionale». 

 «La sanità - continuano i due amministratori - non può essere gestita dai commissari a prescindere dal colore di chi governa. Il dato più eclatante è che in dieci anni di commissariamento il sistema sanitario calabrese ha visto solo disastrare ancor peggio i servizi invece che migliorarli amplificando la mancanza di risposte sanitari sui territori. Non è con i generali che si risolvono i problemi ma attivando una concertazione seria con le istituzioni locali ed i presidi medico - assistenziali». 

 Catapano e Tocci promettono «battaglia istituzionale e democratica su ogni fronte possibile» perchè la «salute e soprattutto quella dei più piccoli deve essere garantita a tutti i costi senza guardare tanto ai numeri e alle carte, ma sfidando le regole del tecnicismo per tutelare chi soffre ed ha bisogno di cure mediche».

 «Facciamo appello a tutti i sindaci del comprensorio - hanno concluso Catapano e Tocci - perchè insieme si possa far sentire la voce di un territorio che chiede solo diritti e non pretende favori. Se i piccoli assistiti nel nostro ospedale rischiano di essere trasferiti avremo sulla coscienza non solo la fuga di cervelli ma anche la noncuranza e l'abbandono per coloro che hanno avuto bisogno di noi fin dai primi giorni di vita e abbiamo abbandonato al loro destino di numeri, piuttosto che di persone». 

Avi Communication / Vincenzo Alvaro 

Duro intervento dei sindaci di Frascineto e Civita sull'assenza di strategia governativa e regionale per risolvere i problemi di un sistema essenziale per la vita dei cittadini. Se lo Stato abbandona anche i minori è finito tutto: non abbiamo più speranze di futuro

 «La drammatica situazione che si paventa a breve termine per il reparto di Pediatria che non riesce più ad assicurare assistenza ai bambini ricoverati, ai neonati patologici, per mancanza di personale è la sintesi perfetta di come il sistema sanitario regionale non sia più in grado di risolvere problemi ma di aggiungerne altri a quelli già esistenti. E soprattutto è la manifestazione plastica di come anche i proclami del Governo Giallo - Verde sul Sud e la Calabria in particolare siano solo promesse elettorali che nulla hanno a che vedere con la realtà che era e resta drammatica per uno dei servizi e dei diritti fondamentali da garantire ai cittadini ed al territorio». Angelo Catapano, Sindaco di Frascineto, ed il suo collega, Alessandro Tocci di Civita, intervengono sulla paventata chiusura del reparto di Pediatria che rischia di non poter più assicurare la degenza dei suoi piccoli pazienti a breve termine se il sistema sanitario regionale e l'Asp in particolare non riusciranno a garantire il personale adeguato (almeno 6 medi a fronte di 4 disponibili unito al personale infermieristico che manca in gran numero) per l'assistenza e la continuità assistenziale di questo importante presidio medico inserito nel corpo sanitario dello Spoke di Castrovillari. 

 «Perdere la Pediatria oltre ad essere un nuovo scippo a questo comprensorio ed al sistema di assistenza territoriale comporterebbe il fallimento di ogni politica sanitaria proclamata da più tempo ad ogni livello politico ed istituzionale. Se chi dirige la macchina amministrativa e burocratica della sanità calabrese, chi dovrebbe a più alti livelli porre controllo e sostenere politiche territoriali più adeguate, non riusciranno a fermare questa emorragia di tutela e diritti allora avremo fallito ogni ruolo politico, sociale, istituzionale». 

 «La sanità - continuano i due amministratori - non può essere gestita dai commissari a prescindere dal colore di chi governa. Il dato più eclatante è che in dieci anni di commissariamento il sistema sanitario calabrese ha visto solo disastrare ancor peggio i servizi invece che migliorarli amplificando la mancanza di risposte sanitari sui territori. Non è con i generali che si risolvono i problemi ma attivando una concertazione seria con le istituzioni locali ed i presidi medico - assistenziali». 

 Catapano e Tocci promettono «battaglia istituzionale e democratica su ogni fronte possibile» perchè la «salute e soprattutto quella dei più piccoli deve essere garantita a tutti i costi senza guardare tanto ai numeri e alle carte, ma sfidando le regole del tecnicismo per tutelare chi soffre ed ha bisogno di cure mediche».

 «Facciamo appello a tutti i sindaci del comprensorio - hanno concluso Catapano e Tocci - perchè insieme si possa far sentire la voce di un territorio che chiede solo diritti e non pretende favori. Se i piccoli assistiti nel nostro ospedale rischiano di essere trasferiti avremo sulla coscienza non solo la fuga di cervelli ma anche la noncuranza e l'abbandono per coloro che hanno avuto bisogno di noi fin dai primi giorni di vita e abbiamo abbandonato al loro destino di numeri, piuttosto che di persone». 

Avi Communication / Vincenzo Alvaro 

COMUNICATO STAMPA

L’Avv. Francesca Straticò, Vice Presidente del Forum Riformista, evidenzia la gravità del mancato obiettivo di riforma della legge elettorale calabrese.

“Premetto che le donne, in politica come in ogni altro ambito, non necessitano di essere favorite, semmai solo di non essere ostacolate e che in questo momento storico sarebbe doveroso considerare i meriti e scongiurare, invece, qualunque differenziazione di genere”. “Ciò premesso, però, ritengo che oggi la Calabria, con la mancata approvazione della legge sulla doppia preferenza di genere" - afferma il Vice Presidente del Forum Riformista, Avv. Francesca Straticò - "disonori non solo una componente qualitativamente e numericamente rilevante della società quanto la evoluzione culturale dell’ultimo secolo“. ”Coloro i quali non hanno saputo o voluto adeguatamente considerare il principio etico sotteso alla vicenda, hanno, di fatto, oltraggiato la legittima aspirazione, non già di una parte, bensì, dell’intera società civile, di vedere trasposta, nella chiarezza di un provvedimento normativo, quella parità che, purtroppo a tutt’oggi, resta meramente millantata e non sostanzialmente realizzata. Basti pensare”- continua la Straticò – “che l'Italia ha un indice di equità di genere (Gender Equity Index) detto GEI, di 70, che la pone tra i paesi al mondo con il più basso GEI, al pari di Armenia, Madagascar e Vietnam. Con tre punti sotto la media europea, che è di 73, l’Italia si trova anche al di sotto della vicina Grecia (72), Austria (74), Slovenia (75), Francia (77) e Svizzera (79) e che, l'indice GEI della Calabria, è decisamente più basso di quello medio italiano. La responsabilità di quanto accaduto in consiglio regionale, è da ascriversi anche agli inutili temporeggiamenti ed agli evitabili ritardi che hanno visto rimandare la questione per ben quattro lunghi anni. La mancata approvazione della normativa ha leso le aspettative di donne ed uomini che attendevano dalla politica segni di capacità, visione prospettica e spirito avanguardista”. “Ritengo opportuno, pertanto, rappresentare, senza mezze misure e senza fare appello a terminologie manieristiche e di circostanza” -continua l’Avv. Francesca Straticò - “quanto l’accaduto sia manifestazione di inadeguatezza di gran parte della nostra rappresentanza politica, la quale, anche in questa occasione, ha dato dimostrazione di essere scollegata dalle reali esigenze della società, di non essere sufficientemente attrezzata sotto il profilo giuridico-culturale e di non essere capace di intercettare le esigenze e di fornire opportuni rimedi al permanere di ogni tipo di arretratezza. La nostra regione, pur ricca di risorse e di talenti, li vede sviliti e mortificati da quella parte della classe dirigente incolore, asfittica, timida e codarda, che è preoccupata prevalentemente delle proprie aspirazioni elettorali”. “Il tutto senza neanche metterci la faccia”. “Mi auguro” -conclude la Straticò - “che quanto accaduto produca l’effetto di elevare la soglia di attenzione degli elettori e che li induca nelle prossime consultazioni elettorali a scegliere secondo coscienza e consapevolezza e non suggestionati da parvenze o sotto l’effetto persuasivo di inutili proclami o vane promesse”.

Francesca Straticò - Vice Presidente Forum Riformista

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Thursday the 25th. Castrovillari in Rete

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